
Accogliersi ed amarsi non ci appartiene realmente, sebbene siamo dei forti cultori del benessere fisico, che pensiamo di ottenere frequentando soprattutto le palestre o i luoghi dove pratichiamo vari tipi di sport.
Veniamo da una cultura molto radicata in noi, una cultura basata sul dolore, sulla sopportazione e sull’abnegazione di noi stessi.
Ogni piccolo desiderio o cosa utile solo a sé, è stata per moltissimo tempo oggetto di bando dalla nostra mentalità ordinaria, come fosse un’azione peccaminosa e frutto del nostro egoismo.
Guardarsi allo specchio?
Giammai.
E’ per questo che ancora oggi, spessissimo, come fosse parte integrante del nostro DNA, nonostante il proliferare degli specchi, noi ci guardiamo, ci vediamo nello specchio, ma solo da un punto di vista strettamente fisico.
L’occhio vede il corpo e spesso non lo apprezza, ma non vede l’Anima che lo rende vivo e lo alimenta.
Se non ti osservi, non ti conosci, non ti ami e sicuramente non lavori per il tuo bene e per stare bene.
Prova a pensarci…
Ti sei mai preso del tempo per pensare e dare spazio a te stesso?
Hai capito bene.
Cosa ne sai e cosa pensi in realtà di te stesso?
Prova a farlo e ti accorgerai che ciò che rimandi di te stesso è ciò che ti sei sentito dire, ripetere, appioppare da genitori, fratelli, parenti, amici, insegnanti ….
Ma tu chi sei?
Sei veramente così?
Sei come ti stai etichettando?
Pensaci e fallo attentamente.
È importante che tu lo faccia, perché uno dei segnali più evidenti del tuo “stare bene” e del tuo essere ed avere raggiunto la tua felicità è quando ti guardi allo specchio e sai vederci veramente te stesso, cioè la tua Anima.
Tu e lei insieme, la stessa identica cosa.
Tu, solitamente, vedi un corpo.
Un corpo che spesso non ti rallegra nemmeno molto, perché non è poi così rispondente alle caratteristiche che i media ti hanno inculcato e che ti hanno portato a credere che siano quelle che vanno per la maggiore.
Spalle così, fianchi cosà … tutto perfetto e secondo i canoni, che guarda caso, però non ti appartengono.
Allibito?
Ma tu, Paolo, Stefano, Giovanna… sei veramente come sei?
Oggi, tu puoi dire che sei esattamente la persona che ti aspettavi di essere?
Non sorridere per questa mia richiesta e se non lo hai ancora fatto, molla per un attimo l’articolo e prova a farlo …
Mettiti allo specchio e scrutati con attenzione, cercando di andare oltre le apparenze fisiche.
Può sembrare banale, oppure scontato, ma ti garantisco che vedersi come in realtà si è, non è da tutti e non lo è, soprattutto nel nostro contesto, nella nostra società, nel nostro modo ordinario di vivere.
Presente “Uno, nessuno e 100.000”?
Lo sto richiamando da un po’ di tempo.
Come mai?
Forse perché viviamo in un’epoca dominata dalle apparenze, tanto che, ogni santa mattina, prima dell’abito ordinario per la giornata che ci attende, indossiamo la maschera più adatta.
Ne abbiamo un vero e proprio atelier, una collezione sconfinata di maschere, tutte pronte all’uso.
Ce n’è una per ogni occasione: quella per la famiglia e quelle per i vari membri della famiglia, quella o quelle per il lavoro ed i vari colleghi o superiori, quella per le situazioni particolari, e quella per le situazioni ordinarie; ce n’è addirittura una per il tempo libero e una per gli amici a,b,c,d ….
E’ faticoso scegliere quale indossare?
Nooo, ci siamo abituati, è una questione di educazione ed abitudine; prima ti svezzano e prima acquisisci questa abilità o, per meglio dire, riesci ad utilizzare bene tutte le tue abilità per questo compito, che richiede versatilità, velocità, prontezza di spirito e di mano.
Lo so, è veramente difficile essere se stessi, soprattutto al giorno d’oggi, quando tutti si aspettano che tu faccia o non faccia e ti caricano di attese, di richieste, di bisogni e di aspettative.
In realtà, forse per noi uomini è sempre stato così, ma oggi lo è in maniera particolare, perché siamo bombardati ogni istante, letteralmente sommersi e soffocati, da immagini e modelli che ci fanno credere che per stare bene, essere felici, dobbiamo essere bellissimi, alti, magri, belli, sempre prestanti, sempre agili, scattanti e dinamici.
Sempre e solo al top.
Ma tu fatichi e a volte arranchi e ti chiedi se veramente esistano persone così.
Come mai non ce la fai? Forse allora non sei abbastanza speciale, se non reggi il confronto con tutti questi modelli.
Se entri in questo stato di attesa e di richiesta a te stesso, la mente si avvilisce ed ecco che l’autostima cola a picco e il buon umore si azzera.
Come reggere le “selezioni” e le graduatorie attuali?
Come rientrare sempre nella hit del momento?
E’ così, per non provare la tremenda sensazione di restare indietro e valere ben poco o nulla, che arriviamo a coltivare quasi esclusivamente solo il nostro aspetto esteriore e poi ad indossare, per il resto, una bella maschera adatta”al caso”.
Non ci preoccupiamo più di essere, ma di apparire, di sembrare il meglio, cioè quel tipo di persona, che va per la maggiore, la popolare, la più gettonata. Cerchiamo di apparire, di essere considerati sempre sulla cresta dell’onda, onnipresenti, perfetti, anche quando ci sentiamo soffocare e dentro stiamo male, male da morire.
Mi viene da sorridere e penso ad una seduta spirituale, condivisa con altre persone.
Ripenso ad una bella serata, dedicata alla crescita interiore.
Una serata scelta e voluta per ritrovarsi.
Ricordo che il mio pensiero, entrando in quello spazio di condivisione, fu all’incirca questo:” Signore, aiutami e dammi di crescere anche stasera, mettendo a nudo tutte le mie fragilità ed i miei dolori, affinché io possa rielaborarli e ritrovarmi al meglio ed essere quindi un tuo strumento, in perfetto equilibrio, per il mio sommo bene e quello altrui”.
Grosso modo era questo che avevo pensato, entrando in quel posto.
Non ero lì per dare la parvenza del mio profilo migliore, ma per lavorare su di me, quindi per mettermi in gioco, trasformarmi nel mio meglio, sia per me, che per gli altri.
E’ stata una serata magica, nella quale, grazie a due amiche stupende, che guidavano il percorso, con grande pace, ho lavorato intensamente su di me, nella massima libertà. A fine serata ci fu uno scambio di esperienze.
Una persona, e purtroppo non fu l’unica, tra i presenti, esordì dicendo che era stata molto felice perché era riuscita a mascherare benissimo il suo dolore ed il suo malessere interiore.
Con molta amorevolezza, ancora oggi sorrido di questo episodio.
Perché mi fa sorridere?
Prova a pensare a questa scena ambientata in uno studio medico.
Un paziente va forse dal suo dottore per mostrargli che sta bene e quindi fingere di stare bene?
Eppure era esattamente quello che era accaduto.
In un gruppo sparuto, alcune persone erano felici di sé, perché avevano saputo vendersi come felici e serene a tutto il resto dei presenti.
Non va.
Rispecchia appieno la nostra modalità attuale di voler apparire, ma non ci serve, non ci aiuta, non ci permette di essere noi.
Vogliamo dissacrare questa situazione e leggerla anche solo da un punto di vista economico?
Ma tu vai a fare una seduta medica, fisica, olistica e la paghi, per migliorare, “guarire” o per far credere e vedere agli altri che sei in perfetta forma?
Spendi soldi per dire al mondo che stai bene?
Sorrido.
Sinceramente, dovresti usare il denaro per essere sempre Luce piena e non per apparire luce.
Personalmente, quando inverto i ruoli e mi metto dall’altra parte, lo faccio con la serietà e l’umiltà di un servo, dismettendo gli abiti consueti della formatrice.
Sono lì per purificarmi.
Sono lì per crescere.
Sono lì per confrontarmi con il /i mio/miei dolori, come tutti.
Sono lì per stare veramente al meglio nei miei panni.
Sono lì per ritrovarmi e per esserci.
Sono il quel posto per ricreare un equilibrio e mi attivo affinché sia così.
Perché sprecare energie per apparire in asse, se non lo sei?
Sei arrivato fin lì per recuperare energie, non per gettare le ultime che ti restano per “apparire”.
Questo episodio credo sia veramente illuminante.
Vogliamo apparire e non possiamo lasciare spazio assolutamente a nessuna fragilità, ad alcuna paura, a nessuna vibrazione interiore,che si discosti dalle attese che pensiamo gli altri ci richiedano e così ci perdiamo.
Vergognosamente e spesso irrimediabilmente.
A volte, per alcune persone, l’apparenza diventa veramente una sorta di ossessione e così si attivano per tutta la loro esistenza, nel tentativo pazzo di essere altro da sé, inseguendo delle icone in realtà inesistenti.
E chi non ce la fa, perché esula dai canoni più gettonati?
Beh, in questo caso, continua a provarci e si deprime, si convince di non valere, di non essere all’altezza dei suoi modelli di riferimento, che ha scelto con cura, nella miriade di proposte del mercato.
Come si sentono queste persone?
Da schifo, e vanno ripetendosi e ripetendo appena possono, che non potranno mai essere felici, perché così come sono messi, sono pure nullità, sono incapaci, sono brutti, non valgono abbastanza.
E’ così che nasce la depressione, la disistima, l’infelicità collettiva, quella che tocca un sacco di persone.
Ma è per questo che sei venuto al mondo?
Sei nato, per gareggiare con i falsi miti?
Veramente vuoi far parte di questa schiera di persone “fuse” che vivono di fantasie mediatiche?
Sei venuto come Anima originale e cerchi di diventare una copia, una brutta copia di un falso?
E’ veramente assurdo tutto questo, eppure fai, facciamo così.
Cosa è tempo di fare?
Sganciarsi da queste dinamiche e amarsi.
Lo sto ripetendo da molto, moltissimo tempo.
Ma come si fa, come si impara ad amare se stessi, ti starai chiedendo?
Ho un’amica, a cui voglio molto bene, e che mi segue fedelmente da tempo, ma spesso ripete le stesse identiche cadute.
Qual è il suo problema di fondo?
Non si riconosce nessun pregio.
Perché?
Ha in testa un “modello di donna”inesistente, che non ci appartiene e non riesce, nella maniera più assurda ed assoluta, ad amarsi, ad accogliersi, ad accettarsi nella sua bellezza, che è unica, ma lei non vede e non apprezza.
Non sorridere, perché è un problema dilagante, comune a tantissime persone.
Altrimenti la chirurgia plastica e il ritocchino non andrebbero a ruba.
Molti, di noi, magari anche tu che mi stai seguendo e leggendo proprio ora, sono capaci di apprezzare la bellezza che il mondo ha da offrire e sono in grado di donare amore grande, presenza agli altri, ma non riescono ad amare se stessi. E questo è assurdo. Così, le persone vengono strumentalizzate e indotte a negarsi l’ amore; non riescono a concederselo e non colgono, non capiscono che è veramente importante prendere del tempo per scoprire come mai non sono in grado di abbracciarsi, di accogliersi, di amarsi per prime.
Vivono per gli altri, in un perenne stato di inadeguatezza, con la sensazione di essere sempre fuori luogo, fuori tema, fuori posto.
Non ci sono strategie esterne per uscire da questa condizione: sappi che tu, e solo tu, tu sei il vero e unico dottore di te stesso.
Il disamore è una situazione molto delicata.
L’esperienza personale è stata che, nel momento in cui decidi che non ti importa più nulla di essere il bravo di qua, l’eccellente di là, e ti liberi da maschere, filtri, pregiudizi, aspetti prestabiliti, modelli vari inizi a cercarti ed accoglierti e quindi ad amarti veramente allora e solo allora, diventi una persona eccelsa, straordinaria e molto serena ed appagata.
Liberati delle maschere.
Toglile!!
Non puoi farcela, non puoi amare te stesso se non ti conosci, non sai chi sei davvero e quindi cosa desideri.
È questo ciò che ho capito anni fa, quando già mi spendevo continuamente per gli altri, ma ero ancora alla ricerca piena di me, perché essere una lavagna pulita per il cielo, non significa non esistere, ma al contrario esserci appieno, consapevolmente, quindi conoscendosi, per costruire con il
Divino, secondo le sue leggi ed indicazioni.
Devi trovare un modo di apprezzarti, ma se di te stesso sai poco o niente, non ce la fai.
Devi avere un’identità forte ed umile al tempo stesso, e soprattutto ben presente, perché altrimenti, se tu non sai chi sei e non ti apprezzi, gli altri non ti accoglieranno e non ti apprezzeranno sicuramente.
Quando ti guardi allo specchio, non devi vedere uno sconosciuto, non puoi.
Lì ci devi essere tu e per intero.
La prima cosa che puoi fare è liberarti di tutte le maschere, e tutti gli annessi e connessi legati a questa scelta.
E’ vitale, è un processo fondamentale per qualsiasi persona che voglia crescere ed essere pienamente sé.
Spogliati, togli tutti gli indumenti che non ti appartengono, che non ti piaccio e metti a nudo finalmente chi sei.
E’ importante farlo e per riuscirci devi ascoltarti, quindi prenderti del tempo, per smettere di fingere, per non essere più chi non sei.
Niente pianti, abbracci alla Barbie, sorrisi falsi, parole di circostanza.
Niente più fare nulla per obbligo, perché sai che gli altri ci tengono, ci contano, … se tu non lo vuoi.
Gli obblighi imposti dagli altri, ti incattiviscono e ti lavorano dentro, creando una sorta di bomba atomica interiore, che, contaci, prima o poi esploderà.
Tu.
Tu, solo tu e niente e nessun altro.
Come ti sentirai poi?
Inizialmente come un pesciolino fuori dall’acqua.
Indifeso, nudo come un verme, vulnerabile in un oceano pieno di squali; poi inizierai a nuotare agile e a scoprire che, oltre agli squali, ci sono moltissimi altri pesci, pesci di diverse forme e colori, alcune simili alle tue e altre diverse, diversissime e allora inizierai a fare amicizia, a sentirti meglio, molto meglio e poi a stare finalmente bene.
A quel punto, ti osserverai con amorevolezza nuova e starai bene dentro e fuori, e scoprirai le meraviglie che ti appartengono.
Impara ad apprezzarti partendo proprio dal tuo nome, cercando di conoscere sempre di più chi ci sta dentro, dedicandoti attenzioni e tempo.
Già, il tempo, è un altro elemento prezioso di cui ti lasci spesso derubare, ora ed istante, dopo istante.
Pensa anche solo al tempo dato per i Social.
Cerca invece di “viverlo” il tuo Tempo, di parteciparlo e di capire che cosa vuoi realizzare di te e per te, prima che per gli altri, proprio nel tempo.
Cerca di scoprirti e sapere quali sono le tue vere inclinazioni, cosa ti fa stare bene, cosa ti emoziona, cosa ti fa sorridere, oppure che genere di persona non vuoi assolutamente diventare…
Strano, ma scoprirai che quello che ti rende più sereno è proprio ciò che ti permette di realizzarti, di plasmare il tuo Tu.
Basta etichette.
Solo tu e niente altro.
Impara ad accettarti per ciò che sei, senza cambiarti, senza volerti diverso.
Accettati!
Basta paragonarti a tua sorella, zio o nonno, basta aspettative inutili: accettati senza paura, accetta la tua fantasia, le tue lentezze, ciò e come sei, sia nel profondo, che in superficie e smetti di volerti cambiare.
Tu sei Tu.
Basta.
Sei Unico e irripetibile.
Come puoi pretendere, volere di essere lui o un altro?
Non devi modificare la tua natura, devi solo farla uscire, lasciarla essere ed evolvere fino al punto in cui le sia dato di esprimere al massimo tutto ciò che le appartiene.
Parti proprio da questo, con semplicità, per camminare incontro a te stesso e quindi, per imparare ad amarti.
Questo sei Tu, sii fiero, finalmente, di te.
Stai bene?
Stai male?
Sei al settimo cielo? Sei a pezzi?
Parti da quello che sei e cammina per ritrovarti, per far nascere appieno la persona che hai visualizzato, anche solo per pochi attimi, poco fa, guardandoti allo specchio.
Da questo istante, ogni azione che compirai, ogni pensiero, ogni scelta, ogni decisione, ogni tuo comportamento deve avvenire in piena connessione e sinergia e nel pieno rispetto del “tipetto che hai scorto”, per la prima volta in quello specchio, che ora, nonostante gli insegnamenti atavici, che vanno o funzionarono per la maggiore, viene prima di qualunque altra persona.
Non ti deve più importare cosa vogliono gli altri da te; quello che veramente ora conta e importa è cosa vuoi tu.
Una volta che hai scoperto chi sei davvero e ti sei accettato, ecco che imparerai ad amarti e non sarà così difficile come temi e come lo è stato fino ad ora.
Impara a chiederti:
“Come stai? Come ti senti? Sei felice?”
Ti capiterà ancora di non sentirti completamente bene, ma sarà per poco tempo o comunque vedrai che affronterai ora ogni cosa al meglio, perché sai che si tratta di un momento, di un passaggio, non di una vita intera.
Fa parte del nuovo gioco, poter finalmente ammettere a te stesso, che qualche volta le cose non filano, non scorrono come dovrebbero, ma ora sai, ne sei consapevole, che tu puoi cambiare questo stato di cose; ti basterà dare una bella virata e riprendere il mare aperto.
Non ti importa più di sembrare felice, perché vuoi esserlo e realmente.
Tu sei l’unica persona con cui dovrai convivere, per sempre, ricordandoti che il tuo corpo è l’unica scatola che hai a disposizione e le tue aspettative di felicità sono le uniche che non potrai mai tradire, perché sono i pilastri di ogni altro rapporto e relazione, veri.
Scegli di essere finalmente Amico di te stesso ed amati ascoltati, rispettati.
Stai certo che, presto, imparerai a vedere ogni cosa da un’altra prospettiva e ad apprezzare di più la vita, sapendola finalmente guardare con occhi nuovi, più costruttivi e positivi.
Ora navigherai al meglio e così tutto sarà molto più semplice e più naturalmente “spontaneo” e navigare nell’oceano immenso della Vita ti accorgerai con gioia, che sarà finalmente piacevole e costruttivo.
Viviti e apriti al Mondo!
Amorevolmente ti.
Sei libero di copiarlo su un altro sito/blog, però per correttezza lascia questa dicitura incluso il collegamento cliccabile a www.sottounarcobalenodiluce.com


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