
Titolo strano, vero? Eppure sono sicura che dopo avermi seguita nelle pagine odierne, anche tu saprai cogliere il senso di quello che penso e dico.
Siamo un’orda di persone sempre alla confusa ricerca di qualcosa.
Di corsa, un po’ alterate nelle modalità espressive e relazionali, siamo sempre pronti a friggerci il cervello e a costruirci migliaia di problemi ogni giorno.
Il sogno più grande?? Sono di solito 3 e te li tramandi di generazione in generazione: una famiglia, dei figli ed una casa di proprietà, anzi forse il tetto di proprietà, sulla testa, precede ogni altra aspirazione.
Sì, perché se non hai la tua casa, è come se ti sentissi perso, sradicato, una persona che nella vita non ha saputo concludere nulla.
Sarà per questo che, uno dei primi pensieri genitoriali, è quello di aiutare i figli ad avere una propria casa, così come, il pensiero di ciascuno di noi, rimane quello di acquistarsi una casa.
Cresci con l’idea che tu debba avere una casa di proprietà per stare bene e sentirti “integrato” nel contesto sociale di appartenenza.
Visto il costo attuale degli immobili e soprattutto quello antecedente, è così che vincoli la tua esistenza ad un pugno di mattoni, che diventano il tuo obiettivo primario, intorno al quale, tu e tutto ciò che ti appartiene, ruotate.
Visto che acquistare in un’unica soluzione è abbastanza impegnativo, per poterlo fare, in genere ti rivolgi ad una banca, con la quale stipuli un contratto per provvedere mensilmente al riscatto del tuo “adorato spazio vitale”.
Se tutto ti va al meglio, puoi osare con un mutuo a breve termine, cioè di 10 anni, se invece, per svariati motivi non ti è possibile, ricorri a dilazioni che spesso vanno a coprire uno spazio temporale anche di 40 anni.
Se hai 30 anni, a 70, sarai il felicissimo possessore unico, ed esclusivo, della tua meravigliosa casa.
Straordinario, vero?
40 anni della tua Vita, dedicati a dei mattoni.
Se ci pensi, non ti viene da sorridere?
Nasci per correre come un pazzo e dedicare nobilmente tutta la tua esistenza per raggiungere un obiettivo da cui presto, quando lo avrai tra 20, 30 o 40 anni raggiunto,dovrai comunque scioglierti e lasciarlo quaggiù?
Mi viene da sorridere e a te?
Credi forse che Dio ti chiederà conto e vorrà sapere se hai provveduto a farti una casa e hai pagato regolarmente la rata del tuo mutuo? Personalmente sono certa che ti chiederà ben altro …
Ci pensi mai?
Ieri parlavo con una persona meravigliosa, che l’Universo mi ha fatto incontrare.
E’ la mamma di uno dei miei alunni che dovrei dire ex alunni, perché proprio ieri ci siamo sentite e mi ha confermato ciò che mi aveva confidato alcuni mesi fa: ha sentito, con il marito, fortissimo il desiderio di mollare tutto, inclusa la fatidica casa capestro, e andare a vivere in un luogo più a misura d’uomo.
Un luogo dove il ritmo fosse più naturale, dove i figli respirassero meglio e le persone fossero più sorridenti e solari e lo sta facendo.
La loro non è una scelta dettata dalla ricerca di un posto di lavoro, né si tratta di una fuga amorosa, ma è il puntare finalmente sullo stare bene e sentirsi felici.
Hanno trovato un luogo che rispondesse alle loro esigenze interiori e oggi aspettano i nullaosta dei datori di lavoro, per incominciare una “nuova meravigliosa Vita”.
Che magia!
Che straordinario.
Sono gli unici?
No!
Sono i figli veri del “cambiamento” di cui parlo da un po’ di tempo a questa parte.
Mollare tutto per inseguire altri obiettivi, altre mete in cui la persona, lo stare bene e il lavorare in sinergia umana, vengono prima del mattone e di tutti i vincoli di sangue, quei vincoli che ci destabilizzano e dissanguano, non poco.
C’è naturalmente anche chi, di fronte a questa prospettiva, inorridisce, proprio come io inorridisco di fronte alla schiavitù che scegliamo come compagna per il nostro cammino.
E tu, cosa ne pensi?
Se ti senti soffocare e anche tu vorresti soltanto scappare il più lontano possibile da questa società che ci ostiniamo a chiamare “evoluta”, oggi ti sentirai un pochino meno solo e non penserai più di essere un “fuori di testa”.
Sì, perché parlare di ciò che si aggira lì dentro, nella tua testa, o meglio ancora lì, nel tuo cuore, è molto faticoso, perché non è così che vivono in famiglia, né è così che hanno vissuto tua nonna e tuo nonno.
E’ per questo che, pensando alle nostre tradizioni, tutto ci risulta così terribilmente faticoso.
Ci sono modalità consolidate di vivere, che ci trasmettiamo da padre in figlio e non riusciamo neppure lontanamente a pensare di contravvenirle e modificarle, perché ci sono intere generazioni che lo hanno fatto prima di noi, credendoci.
Tu ora sai, che stai impiegando tutte le tue energie e le tue risorse, anche quelle future, di cui non hai alcuna certezza, per raggiungere un obiettivo materiale, che si svaluterà sia sul piano economico, che su quello spirituale.
Sai quanti anni di vita hai a disposizione? Nessuno di noi ha la certezza matematica di poter vivere altri quarant’anni, quindi, se ti decidi e fai questa scelta del diventare stanziale e avere una tua casa, significa inevitabilmente, che stai per precluderti tante altre possibilità.
Quali?
Denaro e tempo spesi in viaggi.
Scelta di cambiare Paese.
Cambio di regione o continente.
Nuove opportunità e scelte lavorative.
Corsi di formazione.
Sogni.
Essere ciò per cui sei nato.
E ti pare poco?
Chi ti obbliga a non spostarti?
Chi ti induce a stipulare contratti capestro per tutto questo tempo?
Chi stabilisce cosa sia il meglio per te e per chi ami?
Sei tu che decidi e lo devi fare in massima libertà, in perfetta risonanza con quello che tu, in piena autonomia, reputi importante per te, nella tua Vita.
Abbiamo un’Anima libera e sempre di più fatichiamo ad assecondare queste dinamiche arcaiche.
Questo non significa tuffarsi nel vuoto e sconnettersi da qualunque forma attualmente in essere, sia ben chiaro.
Non sto parlando per indurre le persone a licenziarsi in tronco e a vivere di elemosina agli angoli delle strade.
Sto parlando di pianificazioni graduali, conseguenti a certi bisogni e desideri personali.
Oggi, per chi vuole sentirsi libero, impegnarsi nel modo di vivere ordinario ( casa, muto, affitti a riscatto, lavoro indeterminato…) è sicuramente il sinonimo di infelicità garantita.
Ma già negli anni e secoli passati, molte vite spezzate e coppie scoppiate, possono aver avuto all’origine della loro crisi questo dilemma e bisogno di avere e vivere in maniera più libera.
Se guardi tuo figlio, aiutalo a “crescere” in Libertà.
Insegnagli che non esiste solo il ragioniere, o l’impiegato, ma che oggi più che mai è possibile avere un lavoro stabile oppure nomade.
Non inculcargli l’idea che chi non vive in una casa sia un “poveraccio”, ma insegnagli che ci sono battelli/case stupendi sul fiume, dove la gente vive per scelta, non solo perché costretta, così come ci sono persone laureate e con professioni di rilievo, che vivono in camper o van.
Fagli cogliere il bello di “assecondarsi” per fare un qualcosa che lo renda felice, soprattutto professionalmente.
Se lavori con gioia, sappi che chi ti incontra lungo il suo cammino, vivrà nella stessa gioia contagiosa.
Ciò che produrrai e proporrai sarà adeguato alla tua serena presenza.
Lavorare è meraviglioso, se fai qualcosa che ti piace e quindi ci metti amore e serenità.
Hai mai pensato, se lavori in campo informatico, che potresti operare a distanza, quindi potresti benissimo scegliere una postazione operativa in un continente diverso da quello d’origine, oppure diventare un “nomade”, per esempio di tipo digitale.
Chi vive in camper, in van, in case di vario tipo su ruote o imbarcazioni, chi sceglie di seguire se stesso e le proprie inclinazioni sta bene e non per questo è una persona meno valida, meno consapevole o più ignorante rispetto ad altre.
La voglia di crescere, grazie al cielo, non conosce limiti stanziali e non dipende da nulla, se non dal soggetto in sé.
“Voglio viaggiare, ma ho il mutuo, come faccio?”
“Voglio visitare la Nuova Zelanda, ma come faccio con il mio stipendio?”
Su Instagram, o altri Social, anziché cercare tante scemenze, impara a leggere la storia e la testimonianza di persone “alternative”, che hanno detto basta a certi capestri, e lavorando, ma “vivendo in spazi alternativi” risparmiano mutui ed affitti, per poi utilizzare tale denaro per leggere,viaggiare, fare corsi, conoscersi e conoscere.
Sono sereni, sono veri e carichi di gioia e pace interiori.
Perché?
Forse perché riescono ad essere se stessi, a non lasciarsi divorare e incanalare nelle modalità “del tutti han sempre fatto così”ed in questo modo riescono ad esprimere al meglio il loro spirito, attraverso il cuore, la mente e le proprie azioni fisiche.
Ci vuole curiosità.
Ci vuole passione.
Ci vogliono desiderio di mettersi in gioco e tanta “libertà” interiore, per non lasciarsi spaventare e smontare, soprattutto da chi ti ama, vale a dire amici e parenti stretti.
A scuola so già, che in molti parleranno della scelta controcorrente della mia famiglia, ma io sono con loro e con il mio alunno che ha avuto la fortuna di avere due genitori temerari, che sanno quel che lasciano e proprio per questo sono pronti ad aprire le braccia a ciò che troveranno altrove.
Un tempo, noi occidentali, eravamo nomadi per soddisfare
la nostra sete di dominio e i nostri falsi bisogni materiali; oggi, mentre c’è chi ancora deve scegliere di emigrare a causa nostra, per le nostre scelte economiche, c’è chi segue la propria natura ed è felice così, in piena Libertà.
E tu?
Amorevolmente ti
Sei libero di copiarlo su un altro sito/blog, però per correttezza lascia questa dicitura incluso il collegamento cliccabile a www.sottounarcobalenodiluce.com



Articolo stupendamente vero… Grazie mille Ti degli Arcangeli ❤️ un abbraccio grande di luce