“E’ curioso”, dice fra sé e sé il Guerriero della Luce.
“Ho incontrato tanta gente che, alla prima occasione, tenta di mostrare il peggio di sé.
Nasconde la forza interiore con l’aggressività;
maschera la paura della solitudine con l’aria di indipendenza.
“Non crede nelle proprie capacità, ma vive predicando ai quattro venti le proprie virtù.”
Spesso, come guerrieri, incrociamo lungo il nostro cammino, uomini e donne che conosciamo e che ci decantano in continuazione le loro grandi virtù.
Ogni situazione è per loro un’occasione per insegnarci qualcosa e per metterci a conoscenza delle loro innumerevoli capacità e virtù.
Non facciamoci mai ingannare dalle apparenze e sforziamoci di rimanere in silenzio quando tentano di impressionarci.
Anche un cucciolo di leone ruggisce per spaventare un nemico male intenzionato!
Noi non abbiamo diritto a questo trattamento, ma ci viene riservato e questo per consentirci di riflettere e ancora una volta crescere dinamicamente.
La buffa situazione, anziché ancorarci e farci magari credere di essere poca cosa, ci viene offerta dal divino per riflettere e correggere le nostre mancanze, curare il linguaggio e d evitare sermoni simili a quelli del nostro interlocutore.
Gli altri sono sempre un buono specchio!
Un guerriero coglie qualsiasi opportunità per” insegnare a se stesso”
e ammettere le proprie contraddizioni.
Nessuna buona cosa nasce da chi ripete sempre agli altri:”Io …Io…Io” e questo un buon Guerriero lo sa con certezza.
Con pazienza, nel ciclo della crescita personale, a volte dobbiamo accettare i paradossi;
questo accresce il nostro Spirito e tempra la nostra Anima Invincibile.
Pensiamo a Nelson Mandela, che visse 27 anni in carcere sorretto proprio da questi versi:
Dal profondo della notte che mi avvolge,
Nera come un pozzo da un polo all’altro,
Ringrazio qualunque dio esista
Per la mia anima invincibile.
Nella feroce morsa delle circostanze
Non ho arretrato né gridato.
Sotto i colpi d’ascia della sorte
Il mio capo è sanguinante, ma non chino.
Oltre questo luogo d’ira e lacrime
Incombe il solo Orrore delle ombre,
E ancora la minaccia degli anni
Mi trova e mi troverà senza paura.
Non importa quanto stretto sia il passaggio,
Quanto piena di castighi la vita,
Io sono il padrone del mio destino:
Io sono il capitano della mia anima.
“Invictus” fu la “SUA poesia” durante gli anni di prigrionia per l’apartheid;
“Invictus”, “invitto”, “mai sconfitto”.
Scritta dal poeta inglese William Ernest Henley, fu arma e sostegno per lo Spirito di Mandela, che divenne Invictus…
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