La delicatezza di ogni scelta

Ho acquistato alcuni fiori e piantine per il balcone e questo semplicissimo gesto mi è servito per “riscoprire” alcune consapevolezze interiori, particolarmente importanti, che si stavano sbiadendo dentro di me e di cui ti voglio parlare…
Ho sempre sostenuto, con grande stupore, di chi mi sta intorno, che quando scegliamo un oggetto da donare, offrire, condividere con una persona non possiamo poi farne dono ad un’altra.
E’ una consapevolezza atavica, che in questi giorni mi sono ritrovata a dover riscoprire.
E’ una modalità molto importante, quella di applicare in maniera rispettosa varie “piccole regole” universali, ai fini di muoversi in maniera sinergica e costruttiva.
Riciclo, riuso, recupero fanno parte del mio vissuto, ma sono pienamente consapevole che ci sono oggetti privati, che non possiamo rendere, restituire al loro ciclo vitale, quando dobbiamo eliminarle dalla nostra quotidianità, così come so per certo, e oggi te ne parlerò, che se scegli un qualcosa pensando ad una certa situazione o ad una persona ben precisa, non ti verrà poi dato di “recuperarla e riciclarla in altra maniera”.
Cosa significa?
Molto semplicemente che se tu vedi un bel paio di scarpe e pensi ad un’amica e le acquisti per lei, sarà buona cosa, se anche l’amicizia dovesse, per qualsiasi motivo finire, proprio in quei giorni, che tu le offra ciò che le avevi “dedicato” e quindi dia le scarpe a lei e solo a lei.
Perché?


Seguimi e lo scoprirai.
Ti dicevo che ho acquistato un po’ di vasetti per arricchire le numerose piantine che mi attorniano e che amo in maniera particolare.
C’era con me, al momento dell’acquisto, un’amica di vecchia data, a cui sono particolarmente affezionata, che aveva apprezzato molto una varietà perenne, che avevo scelto, per alcuni vasi di terracotta.
Vedendo la sua ammirazione per quel delicato rampicante, ho preso un altro vasetto, pensando a lei, con l’intenzione di metterlo a dimora in uno dei miei vasi, per poi fargliene omaggio.
Arrivata a casa ho iniziato ad invasare tutta felice e mi è venuta l’idea di rispolverare due belle ciotole; avendo già posto a dimora quasi tutte le piantine mi sono ritrovata con gli ultimi 3 vasetti, di cui uno era proprio quello pensato per l’amica.
Ahi, ahi… mi serviva proprio una gemella di quel tipo, perché le altre due erano diverse, rispetto alla piantina che già troneggiava nella prima ciotola.
Cosa fare?
Ho pensato a lungo e poi ho preso la decisione più assurda: utilizzare proprio quella piantina, gemella della mia, per poi acquistarne successivamente, appena fossi uscita di nuovo, per acquisti, un’altra per l’amica.
Mentre la sistemavo con cura ho iniziato ad avvertire le sue vibrazioni energetiche, mutare drasticamente.
Le ho chiesto gentilmente di restare con me, spiegandole le mie intenzioni e ringraziandola.
A nulla è servito.
Dopo due ore, mentre le altre piante tenevano i rami e le foglie ben erette, lei era afflosciata sul bordo del vaso e nonostante le mie carezze, le parole di conforto e l’acqua, non sembrava intenzionata a riprendersi.
L’indomani stava ancora “svenuta” nel vaso e così nei due giorni successivi.
Era afflitta e decisa a lasciarsi tragicamente andare, perché non avevo rispettato la “mia scelta originaria” e la sua decisione e scelta di andare a vivere a casa della mia amica.
Parlandole con amorevolezza mi sono resa conto che stavo forzando una legge universale, di cui siamo assolutamente digiuni, ma che io conosco e quindi avrei dovuto rispettare.
L’ho rassicurata, tolta dal vaso, messa nell’altro grande vaso di cotto, scelto mentalmente mentre ero dalla fiorista, e sostituita con l’ultimo vasetto rimasto ancora inutilizzato, il quale ha subito aperto i bocciolini ancora serrati.
Ma cosa mi dici ti?
Ehhh ti dico.
Ti dico che ogni  forma vivente ha un’anima e un suo ben preciso pensiero a cui è legato un libero arbitrio, diverso dal nostro, ma esistente.
Per esempio, quando cerchi in una borsa un oggetto, puoi procedere secondo due modalità:

  1. seguire i tuoi pensieri logici e perderti negli infiniti spazi della tua borsa, che come tutte le borsette femminili, anche se piccola, sa sempre come e dove occultarti al meglio un paio di chiavi, gli occhiali, una tessera e tanto altro. Se segui questa modalità, arriverai presto a spazientirti e ingenerare un vortice di ansia a cui potrai porre rimedio solo ribaltando tutto il contenuto sopra un piano “ricerca”, oppure
  2. seguire le tue mani. Le tue mani sanno sempre dove andare e trovano, solo se le segui, senza metterci intenzione, senza metterci pensieri, semplicemente chiamando l’oggetto.
    Chiavi, se cerchi le tue chiavi.
    Occhiali, se devi partire in auto e ti servono e così via.

Non siamo gli unici a entrare in relazione con il mondo circostante: anche il mondo circostante, a nostra insaputa, interagisce con noi, anche attraverso le forme di Vita spirituale che noi non siamo in grado di visualizzare e di “contemplare”.
Se io cerco un oggetto lo posso avere attraverso il mio Angelo custode o altre forma di Luce che ci servono, a nostra insaputa; sono loro che mettono sulle nostre stesse frequenze qualsiasi oggetto o forma di vita animata o inanimata.
Chiamo e l’oggetto risponde.
Stai tranquillo, non mi sono bevuta nulla di strano.
Fai la prova alla prima occasione e ti accorgerai che il risultato supererà di gran lunga le tue attese, senza che tu debba rovesciare l’intero contenuto delle tue tasche sul divano degli amici, il portafogli sul piano della cassa del bar o la cassetta degli attrezzi sullo scivolo del garage, per recuperare la pinza, che sembrava letteralmente sparita.
Alla peggio invoca Sant’Antonio e, nell’immediato, troverai ciò che cerci.
L’importante è evitare ogni forma di rabbia e di panico.
Ripeto:
“Non siamo gli unici a entrare in relazione con il mondo circostante”.
Ripensa ora ai tuoi comportamenti.
Quando scegli uno spremi agrumi, dei bicchieri, una cravatta, un vaso di fiori … non solo guardi la marca, il formato, il costo, la linea, il colore.
Sullo stesso scaffale possono esserci anche 30 oggetti, perfettamente identici, ma solo uno galvanizza la tua attenzione e attira la tua mano, tanto che, a volte ne afferri uno, poi provi insoddisfazione, e un desiderio strano di prenderne un altro.
Sono tutti uguali, eppure arrivi ad appoggiare quello scelto poco prima, per afferrare e portare con te alla cassa, il sosia, che stava alla sua sinistra, oppure quello alla sua destra o ancora quello in terzultima fila, al centro.
Perché?
Eppure sono identici.
A volte te lo sei chiesto e ti sei risposto che aveva la scatola intonsa, che era dietro, quindi probabilmente non era stato toccato da nessuno, che sembra più …
Già, è questo il punto.
Anche tra 1000 lui sarebbe per “te” il più, perché ti ha “chiamato” a sceglierlo, a toglierlo dal mucchio.
Spaventato?
No! Non c’è proprio nulla di cui avere paura, ma semmai è giunto il momento che tu abbia maggiore “attenzione, rispetto e gratitudine per tutto”, anche per le cose, gli oggetti, apparentemente inanimati.
Quando un oggetto si spezza, ci ha servito ed è quindi giusto riconoscerglielo, ringraziandolo per quanto ha fatto per noi, prima di affidarlo al suo “nuovo percorso”.
Un fiore, in particolare, è vivo e quando tu lo scegli, anche lui ti scruta e si augura di seguirti o di starti ben bene alla larga.
La tua energia la sente e sente se sei un “green killer” o un “magician of the green”.
Nessuno ama il sacrificio e quindi la piantina ti respinge o ti chiama; se ti chiama, come l’oggetto sullo scaffale del supermercato, significa che vuole seguirti ed allietare la tua casa, rinforzare le tue energie, proteggerti.
Noi possediamo forme pensiero che in molti possono percepire e trasformare, per poi risponderci  sulle nostre stesse frequenze energetiche e spingerci ad agire, come fosse una nostra semplice intuizione o un impulso.
Ma così non è..
Nel negozio della fiorista.

  • Io ho pensato all’amica.
  • Ho pensato di farla felice.
  • Ho realizzato nell’immediato di scegliere una seconda piantina, identica alla mia, per donargliela.
  • Ho immaginato e visualizzato il vaso in cui l’avrei riposta, per lei.
  • L’ho quindi scelta tra tante, allungando e ritirando più volte le mani, osservando tutti gli esemplari esposti, con cura.
  • All’apparenza stavo scegliendo io.
  • In realtà le mie energie mi spingevano a cercare e prendere colei che voleva essere scelta, che riteneva di avere le “qualità adatte” per quella persona.
  • La piantina aveva visto la mia amica e voleva “vivere” con lei, per lei.

Ecco perché la mia scelta di tenerla con me e di metterla in un altro vaso non le andava assolutamente a genio.
Lei non ha scelto me, ma la mia amica.
Ora sta nel suo bel vaso, in attesa di essere spostata nell’altra casa, con la grinta che mi aspettavo di vederle esprimere fin dal primo istante.
Cosa mi ha rammentato tutto questo?
Moltissimo.
L’importanza di rivolgerci con ”gratitudine” ad ogni oggetto, forma di Vita, persona.
La forza magica dell’interazione volontaria, con ciò che ci circonda e spesso ci serve.
La potenza del nostro pensiero, che si esterna in energia ed intride un calco in ogni dove.
La disponibilità del mondo esterno nei nostri confronti, quindi l’importanza di visitarlo, servirsene e interagire sempre, con somma gentilezza ed attenzione.
Il rispetto che dobbiamo ad ogni persona e realtà.
La consapevolezza che non solo io scelgo, ma l’altro, in qualche modo, anche lui mi valuta e mi risponde, si adegua volutamente alla mia ricerca e alla mia scelta, quindi
il rispetto del mio pensiero “primitivo” con il quale ho mosso quella scelta, perché potrei ferire chi si è prestato a servirmi, alle condizioni iniziali e non ad altre.
Se stai ridendo a queste mie parole, ti invito a pensare alla “brutta storia”  di alcuni oggetti, nel periodo, per esempio, natalizio.
Tu acquisti un oggetto, pensando a Caio e credendo che lo gradirà.
Lui lo scarta e ne rimane deluso: non risponde alle sua attese, per cui decide nell’immediato, di riciclarlo per la zia Marta, che dovrebbe gradirlo.
Lo incarta e lo offre, come fosse un suo pensiero.
Cosa accade poi?
Quell’oggetto è destinato a girare da una mano all’altra e poi finire male, cioè dimenticato.
Spesso, completerà il suo cammino in piattaforma, senza mai essere stato utilizzato, quindi “speso al meglio”, cioè senza “essersi mai espresso.
Un coltello è nato per fare il coltello.
Un libro, per essere un libro.
Una confezione di trucchi, per truccare una fanciulla.
Un profumo, per deliziare chi lo spruzzerà sul suo corpo.
Scelto e pensato per … , ma allontanato e offerto, passato di mano in mano, come un qualcosa di sgradito.
La sua storia è stata brutale: è stato girato ad altre persone e guarda caso, nessuna di loro, lo ha saputo apprezzare.
Perché?
Perché in realtà non era destinato a loro, ma era stato scelto e “segnato” con una forza pensiero legata ad un nome, cioè ad una diversa persona, colei che aveva quel nome.
Non ci avevi mai pensato?
Beh, ti invito a farlo, per rispettare le numerosissime piccole scelte che fanno la differenza, anche nella quotidianità di una piantina, di un libro o tanti, tantissimi oggetti.
Come ti sentiresti tu, se un amico ti dicesse:
“Vieni con me alla festa a casa di Marco? Sono certo che lui sarà ben felice della tua presenza!”
Poi, giunti, pensa a come ti sentiresti, se ti trovassi con un padrone di casa, nello specifico il nostro caro Marco, che ti dice che non c’è posto, che gli dispiace, ma loro sono al completo, e ti invitasse ad andare a casa di Giovanni, dove sicuramente c’è posto, un posto per te.
Ci andresti?
Trasportato a forza.
E se da lì, venissi spostato in altre 3 o 4 feste?
Lo so, sembra ridicolo, ma è questo quello che spesso accade agli oggetti o alle cose che scegliamo o riceviamo con uno spirito poco amorevole e poco delicato.
Magari, quel profumo che non è non è esattamente ciò che tu avresti scelto, a contatto con  la tua pelle, potrebbe sprigionare tutte le sue note esotiche e sarebbe in grado di offrirti un qualcosa di unico.
Mai sentito qualcuno dire di un tuo profumo: ”Ma che strano, è lo stesso di …, ma addosso a te è molto più fresco e piacevole, sembra tutta un’altra storia!”???

Forse è veramente “tutta un’altra storia” e tu e lui, insieme, siete veramente unici.
Amorevolmente ti

Questo articolo è stato amorevolmente scritto da Ti degli Arcangeli (l'autrice dei 2 libri Le Preghiere Arcobaleno dagli Arcangeli e La Via della Luce. Testi guida dell’Arcangelo Uriele ) con canalizzazione di un Arcangelo specifico oppure facendosi ispirare da Arcangeli e Angeli.
Sei libero di copiarlo su un altro sito/blog, però per correttezza lascia questa dicitura incluso il collegamento cliccabile a www.sottounarcobalenodiluce.com

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