La forza delle parole

Da un po’ di tempo vado ripetendo l’importanza di scegliere con cura le parole con cui esprimere ed esternare i nostri pensieri, le richieste, le considerazioni e le emozioni.
Ascolto parecchio e spesso noto sia la “pesantezza lessicale”, che ci contraddistingue, che esprime, purtroppo la nostra ignoranza di base a proposito del valore e della forza, dell’energia di ogni singolo termine.
Dire stanco non è la stessa cosa che dire stressato.
Già dirai tu, stanco indica uno stato di affaticamento sia fisico che mentale, che può essere temporaneo o a lungo termine, mentre stressato indica una condizione più faticosa, duratura e legata a parecchie vicende e momenti, che ora stai in qualche modo pagando.
No, non si tratta solo e tanto di questo, ma della forza, della diversa energia che ciascuno di questi termini muove.
Ripeterle spesso, ti scarica, perché ti priva della tua riserva energetica, utile per il tuo benessere, e depriva anche l’ambiente circostante e le persone che ricevono questi codici, partiti da te.
Se non mi credi prova a ripeterti, per almeno 15 volte, prima una di queste due parole, e poi l’altra.
Ti senti risucchiato.


Ti senti svuotato, se le pronunci lentamente e con attenzione ti sembrerà di essere reduce da una corsa a staffetta.
Questo accade, regolarmente, ogni volta che tu ti avvali di queste due parole e di tante altre, così utilizzate nel contesto relazionale odierno.
Tu crei magnetismo positivo o negativo, a seconda di come ti esprimi e di come ti muovi.
Tale alone attrattivo, ha una ricaduta sul tuo fuori, ma al tempo stesso anche su di te, sul tuo stesso interiore.
Dire: ”Ti invidio, oppure sono geloso/a perché …” ad un’altra persona, esterna un vissuto emozionale molto impegnativo, che per alcuni non andrebbe esternato, mentre per altri sì.
La considerazione che sto per fare, non è da un punto di vista morale, ma è semplicemente legata al volerti far riflettere su quanto avviene in te e nell’altra persona, ogni volta che pronunci una di queste due parole.
Ti invito, se tu ne facessi uso, a pensare alla forza, al rimando che questa affermazione crea anche dentro di te, che lo dichiari.
Perché porti all’altro un qualcosa che non parla di te in termini amorevoli.
Quando metti il cuore in un incontro, nello scambio, nel dialogo, non puoi “desiderare” in modo così poco luminoso, ciò che l’altro ha o vive.
Se ci sei nell’Amore, puoi solo godere di quello che gli appartiene, si tratti di un viaggio, una promozione, un nuovo amore, un regalo avuto, un attimo di tregua nelle fatiche quotidiane.
Io ti racconto e quindi ti affido con gioia, con speranza, con amorevolezza ed in apertura animica un evento che mi riguarda.
Tu, in risposta, mi dici che provi invidia per me.
Quello che ricevo, stando nell’ascolto della tua risposta, è un rimando non benevolo, un qualcosa che tocca la “sincerità e l’apertura del mio chakra cardiaco”, un’affermazione potente, che vibra su altre frequenze, che ferisce la mia Anima e mi fa chiudere e ritenere di essere in errore.
Ti ho considerato degno di ciò che ti ho dato, e che appartiene al mio mondo, è strettamente personale, e tu mi ripaghi con una delle monete più scadenti: l’invidia.
Il chakra cardiaco entra in malessere e questo determina una serie di pensieri, reazioni fisiche ed emotive, in un susseguirsi rapido e senza fine.
Una vera catena di Sant’Antonio.
Tu non sei in sintonia con la modalità celeste, non hai accolto ciò che ti dato del mio vissuto, mi rendi, a mia volta, se non ho fatto grandi lavori su di me, ostile alla tua persona e quindi alla tua Anima.

Questa è la dinamica più gettonata, ma non per questo corretta.
Di qualunque cosa si tratti, la persona che hai davanti, te la offre nella leggerezza soave del suo star bene, affinché tu lo viva con lei, si crei empatia, non ostilità.
Ma tu non attivi l’empatia, ma il suo contrario.
E come fidarsi ancora di chi reagisce così e te lo dice pure, come fosse una situazione normale, corretta, esemplare?
Mettendo in gioco l’invidia, un sentimento poco onorevole, oltre che poco amorevole, che attrae pesantezze e abbassa l’energia dell’altro, oltre che la tua, sei lontano dall’amore e amorevolezza divini.
tu getti una secchiata di acqua gelida addosso a chi ti spalanca il suo cuore ed allarga le sue braccia per renderti parte di sé, del suo mondo, di ciò che sta sperimentando.
Non ti sembra poco carino?
Se anche la sua condivisione venisse fatta con altri intenti ( ingelosirti o incensarsi), il problema sarebbe suo, è suo e lui ne sarebbe artefice e riscossore di quanto di malevolo vibra nelle sue dinamiche, nelle sue aspettative e quindi nelle parole e nelle frasi di cui si avvale.
Da lui partirebbe e a lui arriverebbe il risultato.
Se tu entri nel suo gioco avvalorandolo, sei comunque in sintonia con un messaggio non amorevole e quindi ne fai parte e riceverai nello stesso modo ed intensità.
Quando ricevi nella gioia amorevole, rispondi con la felicità d’Amore.
Quando un qualcosa ti giunge invece nello stridore della pochezza umana, con l’intento di darti fastidio, di farti provare invidia, se rispondi con Amore, se lo sai fare, tu crei il “nuovo”, contribuisci a generare una Società di Luce, di amore, di Pace, disattendendo l’attesa dell’altro; tu spezzi il passaggio e non consenti si crei un magnetismo perverso.
Quando tu parli e ti muovi desideri smuovere una forza d’intenti positiva o deleteria?
Credo che tu ambisca a ottenere solo ciò che ti fa stare al meglio ed aumenta il tuo magnetismo personale positivo, quindi, se è questo che desideri, lo devi attivare con le vibrazioni del bene, dell’empatia amorevole, della luce.
Tutto questo movimento, tra un emittente ed un ricevente, ha e avrà poi una grandissima ricaduta anche su chi vi sta accanto o vi passa accanto.
Ricordati che se tu stai al meglio, puoi guarire anche chi incroci lungo il tuo cammino.
A volte siamo messi alla prova, proprio perché ci sia dato esternare chi siamo e quanto valiamo.
Hai un bagaglio, datti da fare!
Le tue qualità le sviluppi anche attraverso la parola.
La parola esprime il tuo cuore, dice chi sei e come tu vai incontro al fratello, all’altra persona.
Come puoi pretendere di essere una creatura divina, accogliente, amorevole, se di fronte all’altro che ti dice: “Sai, finalmente vado a fare un viaggio a …” tu reagisci rispondendo: “ Come ti invidio!”.
Certo, se è questo il pensiero che ti passa comunque nella testa ( d’invidia), beh, diciamo che devi fare qualche piccolo lavoro di restauro su di te, ma se, al contrario, si tratta semplicemente di una modalità per esternare la tua partecipazione,  di un’ espressione, acquisita e puramente “rinforzata” dall’uso e divenuta quindi abituale, beh, allora devi cercare di levarla dal tuo archivio lessicale, perché sappi che crea non pochi danni, attraverso sia il senso fine a sé, che attraverso le vibrazioni che genera.
Sei come un cieco, ogni volta che ti comporti in questo modo, perché brancoli nel buio collettivo, nell’ignoranza sociale attuale.
Se stai facendo percorsi per la tua crescita personale, è tempo che tu prenda consapevolezza anche di questo aspetto, vale a dire del potere della parola, che nutre il nostro modo di vivere, sia in senso positivo, che in modo destabilizzante.
Quando l’altra persona, come ho già detto, ti porge un qualcosa di personale, in modo poco amorevole, allora a te viene chiesto di “sopportare e supportare quello che ti dice” con Amore.
Grande è la tua capacità spirituale, se riesci a cogliere nelle sue parole, non la vibrazione che cerca di sollecitare le tue risposte invidiose, ma bensì quello che ci sta dietro, vale a dire ciò che la sua parte animica ti trasmette a dispetto del lato umano.
L’Uomo, con la U maiuscola, il vero Uomo ne è capace, cioè quello cresciuto, quello che ha raggiunto uno stato di completezza nel quale lo spirito alimenta tutto il resto e lo guida.
Un buon esercizio, come ho suggerito negli articoli dell’ultimo mese, è quello di metterti in gioco partendo da una persona con cui in genere fatichi a relazionarti, che ti risulta pesante.
Se vuoi, puoi.
La volontà è la tua “arma” più potente.
Durante la notte tu accumuli energia, che poi, durante il giorno, in corso d’opera, vai sprecando in azioni, pensieri e manifestazioni negative.
Le positive sono volontarie; le negative sono automatiche, fanno parte del vissuto, ripetuto per almeno 21 volte, che diventano poi ordinarie.
Quando non riesci a superare qualcosa, dovresti concederti del tempo per entrare in contatto con questi aspetti.
Come?
Visto che di solito sono i pensieri a manifestare ogni cosa, dovresti prenderti del tempo per lasciarli scorrere e metterti nella posizione del semplice osservatore, senza immedesimarti, senza accompagnarli, ma semplicemente lasciandoli passare, come fossero acqua che scorre, come fossero di altri individui, cioè senza giudizio.
Finita la parentesi che ti sei preso, prendi un foglio e scrivi cosa intendi fare, qual è il tuo obiettivo e poi mettilo in un posto ben visibile.
Leggerlo, consultarlo sempre lo renderà tuo; prima, magari in forma meccanica, poi in maniera sempre più attenta, partecipe, interiorizzata.
Lui ti apparterrà.
Se ti dai 1 obiettivo e ti attivi e lo raggiungi, crei in te un magnetismo divino, positivo, accrescitivo in senso costruttivo del termine, e generi la capacità di fare, parlo di una capacità vera, che non ha nulla a che vedere con l’affanno odierno, e di cui abbiamo tutti un bisogno straordinario.
Un tempo l’uomo sacro, conosciuto come sciamano, guaritore o sacerdote, aveva una tale carica in sé, di questa natura, che sapeva guarire un ammalato, sia fisico, che di altra natura, sia in sua presenza, che in lontananza.
Il potere che si sprigiona dentro, quando lavori e riesci a creare parsimonia d’energie, che mantieni pulite, la tua forza è straordinaria e le persone, a cui puoi offrire tutto questo, sono parecchie.
Fondamentalmente noi ci ammaliamo, quando possediamo poco magnetismo, cioè poca energia d’amore.
Lamentarsi, giudicare, utilizzare la forza della parola al peggio ci svuota e quindi ci priva di questa capacità costruttiva sia per noi, che per gli altri.
Gesù è stato un eccellente esempio di forza “guarente” durante la sua Vita terrena; il suo modo di affrontare la vita emozionale, e di viverla, lo rendeva un generatore unico di forza guarente.
L’Amore e l’Amorevolezza con cui accoglieva e non discriminava, sicuramente lo autoalimentava.
Se ti astieni dal mettere giudizio, se controlli le tue parole, se smetti di lamentarti, tu giungi per forza, all’apertura del tuo cuore e cambi ogni cosa nella tua vita.
Così entri nel mondo della tua Anima e stai al meglio.
Poi, credo che ti sia utile ricordare che il mondo fuori è la proiezione di te, quindi se non ti va, devi aggiustare te stesso per avere un fuori diverso, nuovo.
Se tu cambi, il tuo fuori cambia.
Se tu vibri in maniera diversa, tutto intorno a te vibra a sua volta in altro modo.
Comunque non puoi lamentarti di ciò che crei tu stesso, ma se mai puoi attivarti per modificarlo, per trasformarlo, svoltando tu, cambiando le tue modalità, i tuoi vissuti interiori.
Ricordo, che in corso, mi venne fatto une esempio molto bello a proposito dell’essere o lampadina o laser.
Che differenza c’è, ti chiederai?
Enorme.
Tu poi essere una lampadina per il Mondo, vale a dire, portare Luce un po’ ovunque, intorno a te, oppure scegliere di focalizzarti su un punto e quindi diventare un laser.
E’ sempre Luce, ma “utilizzata/ sfruttata” in maniera diversa.
Allora la sua “forza” diventa potente.
Ci fu chiesto di chiederci come ci sentivamo, se lampadina o laser e poi di immaginarci, di visualizzarci.
Ora io chiedo a te, di fare la stessa identica cosa, perché la percezione che hai di te stesso è molto importante nella costruzione del tuo nuovo sé e del come, in che maniera vuoi muoverti verso l’esterno.
Il laser, solo lui, sviluppa quella forza che ho indicato come magnetismo, come potenza d’Amore nuova.
Molto spesso facciamo percorsi di crescita personale, ma rimaniamo lampadine, quindi disperdiamo le nostre energie, diamo sì luce, ma in maniera troppo ampia, tanto che ci spegniamo lentamente, perdiamo forza, ci ammaliamo dentro e poi anche nel corpo fisico.
Quando stai nella condizione della lampadina, tendi a lasciarti ancora catturare dalle modalità ordinarie, quindi a farti coinvolgere dalle chiacchiere e dalle lamentele dei colleghi di lavoro, o da quelle di amici e familiari.
Bruci le tue energie in maniera disamorevole.
Se tu invece entri nella modalità laser, in qualunque ambiente, con chiunque ti possa trovare, mantieni lo stesso atteggiamento, la medesima modalità, perché sei focalizzato sul tuo centro e nulla e nessuno possono smuoverti: sei come un treno lungo il suo binario, pronto a fermarsi solo nella stazione stabilita.
Così sei anche magnetico a chi ti sta intorno, ma in maniera ok, in modo positivo.
L’Amore che hai dentro, lo  espandi anche intorno a te.
Spesso perché questo amore ci sia, non serve fare in più, ma al contrario fare di meno, cioè dare meno spazio alle cose che ci limitano, ci rendono denutriti e ci risucchiano inutilmente le energie.
Stare seduti davanti alla televisione, sport che disdegno, ma molto gettonato, per farci imbottire dei problemi del mondo e commentare ogni singolo fatto, con le frasi fatte del momento, ti toglie energie, ti priva di tempo e forza per nulla.
Questo, per esempio, sarebbe un’iniziativa da togliere: non ha utilità e ti impedisce di essere laser, a volte addirittura pure lampadina, perché le disgrazie sono infinite.
Giudizi, lagne, lamentele sono azzeranti e quindi evitarle già ti innalza.
Attenzione alla differenza tra discernere e giudicare, perché sono due cose completamente diverse: l’una comporta la scelta, l’altro un qualcosa di sterile, che ti divora, e non serve a niente e nessuno.
Vuoi essere almeno una lampadina? Astieniti!!
Quello che dovrei fare è osservare e decidere cosa fare, tenendo conto che ciò che sta avvenendo e di cui il telegiornale mi parla, rientra nell’Uno, quindi partecipa della sua perfezione.
Accade per un mistero divino e in lui trova la sua spiegazione.
Tu puoi decidere cosa fare e da che parte stare, ma non dare giudizi su questo o quello, perché vai a criticare un qualcosa che Dio ha permesso, quindi che trova accoglienza nei suoi piani.
Pontificare ti fa perdere energia; stare zitto ti porta a focalizzarti su un obiettivo personale dove il non esprimere giudizio, ti porta lungo il cammino proficuo dell’Amore.
Lamentarti ti rende schiavo delle situazioni; opera quindi per riparare questo stato di cose, questo modo di essere e di vivere, che vanno per la maggiore e ti ritroverai nella luce.
Chi guida oggi e tiene le redini di questo sistema, sicuramente non si lamenta e non disperde energie, utili per produrre e tenere sotto controllo questa realtà.
Sono persone centrate, che sanno cosa vogliono, che focalizzano al meglio ciò che desiderano e lo perseguono e lo ottengono.
Se anche tu non volessi creare una tua evoluzione di tipo spirituale, ma ti offri comunque un obiettivo e lo persegui con tutto te stesso, allora, raggiungi lo stesso la tua centratura, perché osservi ogni cosa come se la vedessi attraverso un mirino, un mirino oltre il quale c’è solo il tuo obiettivo.
Un centro che farai sicuramente.
Così non disperdi energia inutilmente e puoi concentrarti su quello che vuoi ottenere, raggiungere.
Un atleta è un centrato, perché ha ben chiaro cosa vuole, cosa deve ottenere, com’è la situazione e lo fa, lo ottiene.
Se tu smetti di giudicare esci anche dalla condizione di  sentirti giudicato, perché una situazione condiziona l’altra.
Non riesci più a vedere il giudizio di chi ti sta vicino, perché sei ripulito da queste dinamiche che non ti appartengono e quindi non le vedi.
Non ti importa più cosa gli altri pensino o possano pensare e quindi sei una persona finalmente libera e serena.
Questa condizione ti fa stare al meglio e quindi ti porta a essere di conseguenza centrato, forte, un laser.
E il laser arriva dove deve e vuole arrivare.
Tu, a che punto sei in tutto questo?
Sei almeno una lampadina? O se buio e paura?
Paura, ansia, chiusura, depressione, sono solo segnali di un qualcosa che st, si trova in dissonanza.
Cercati, capisci come ti muovi verso l’altro e lavora anche sul cosa dici e come lo dici e presto la tua vita avrà colori diversi e ti renderà capace di scalare le cime più alte, senza pensiero.
Scegli le parole con cura e vibra come un’arpa. Amorevolmente ti

Questo articolo è stato amorevolmente scritto da Ti degli Arcangeli (l'autrice dei 2 libri Le Preghiere Arcobaleno dagli Arcangeli e La Via della Luce. Testi guida dell’Arcangelo Uriele ) con canalizzazione di un Arcangelo specifico oppure facendosi ispirare da Arcangeli e Angeli.
Sei libero di copiarlo su un altro sito/blog, però per correttezza lascia questa dicitura incluso il collegamento cliccabile a www.sottounarcobalenodiluce.com

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