La sindrome del lampione

La paura è un’emozione che spesso ci trasforma in veri e propri lampioni.

Sono diversi giorni che osservo le dinamiche umane, attuali, e che cerco, anche attraverso il consiglio angelico, di accogliere amorevolmente alcuni comportamenti collettivi, comportamenti che si stanno verificando in diversi ambiti, e che non possono non lasciarti stranito, se sei “un’Anima libera”.
Ultimamente sembra che l’opinione pubblica sia disposta ad accogliere qualsiasi tipo di sopruso, senza mai reagire.
Viene spontaneo allora chiedersi, dove sia finita la capacità critica del singolo soggetto e come possano accadere fatti tanto importanti, senza che la moltitudine mostri la benché minima forma di reazione.
Ieri guardavo una diretta di qualche tempo fa, del giornalista Matteo Gracis, dal titolo veramente adatto ai pensieri che mi ribollivano dentro :
“Ma non ti senti preso per il culo?”.
Devo dire, che ieri sera, riascoltando quelle parole e rivedendo  quel video, mi ritrovavo nelle domande che Gracis si faceva: “Ma come è possibile non reagire di fronte a certe iniziative che toccano il benessere comune, la collettività, prendendo sempre tutto per buono?”
Perché le persone tanto affette dalla Fomo, e attive sui Social, non rispondono più nemmeno a una e-mail di lavoro importantissima o ad un invito tra amici, postato attraverso un gruppo social?
Troppo impegnate ad apparire, per “essere”? E’ questo il problema?
Quanto sta avvenendo è sicuramente sintomatico e traccia il profilo di una società messa veramente male.
Esiste una sorta di “pensiero collettivo” altamente strumentalizzato, che sta lavorando non solo e tanto contro la reale “salute” dell’individuo, ma che sta contribuendo ad erigere un muro invalicabile, tra l’Essere Umano e Dio, suo Padre.
Le scelte personali, che stiamo attivando, sono prima ancora che scelte di tipo psicofisico, scelte di tipo animico, scelte che sono destinate a lasciare un forte segno nel nostro vissuto collettivo, sia presente, che futuro.
Le conseguenze sono e saranno di un certo peso.
Siamo diventati, creature lobotomizzate, cioè trasformate, cambiate nella nostra vera essenza, grazie a una serie di “distrazioni calcolate” e a una campagna terroristica, che dura ormai da diversi mesi, e ancora in essere, anche se con modalità diversificate.
Questa campagna globale ci ha resi esseri fragili, creature smarrite e prive di quello smalto energetico, che tutti dovremmo possedere, in quanto figli di Dio.
In realtà la campagna “pro paura” ha solo fatto riaffiorare in maniera chiara ed evidente le nostre fatiche di fondo, permettendo al buio di avanzare in tantissime anime.
La paura insidiatasi nei tuoi sistemi, ti porta alla pigrizia, fa emergere l’opportunismo e ti guida alla paura fine a se stessa.
La paura fine a sé, ne genera tante altre e ti porta alla “sindrome del lampione”
Anzi, la paura ti trasforma in un lampione, sebbene tu non sia, proprio grazie alla tua stessa natura e origine, nella sua immutabile condizione.
Un lampione viene piazzato in un certo posto e lì deve stare, non  essendo dotato di alcuna possibilità di scelta e di movimento personale; il suo destino viene stabilito da altri e lui può solo accoglierlo.
Immagina un lampione, messo lungo una ciclabile.
E’ felice della scelta? E’ la posizione più idonea per lui?
Non lo sai.
Puoi augurarglielo, ma puoi anche supporre, che lui magari appartenga a quel numero di lampioni che preferirebbero essere posizionati vicino a dell’acqua corrente, oppure far bella mostra di sé in pieno centro cittadino, oppure starsene in silenzio, in un bel paesino di montagna.
Qualunque sia il suo “bisogno”, il suo sogno, gli uomini hanno scelto per lui la posizione più idonea e lui può solo adeguarsi a tale scelta.
A lui spetta la “fissità”, l’immobilità e la sua piena accoglienza della scelta umana fatta  per lui, scelta operata da alcune persone addette a questo “servizio”, che lo hanno così fatto interrare in quel determinato punto dell’ambiente, del paesaggio.
Molte persone oggi, sono esattamente come lui.
Alcune brontolano, ma si adattano al pensiero e alle richieste collettive, altre non dico nulla ed eseguono passivamente, mentre altre ancora sospirano e dichiarano che non esistono alternative.
Tre posizioni tipiche di chi “ha scelto la vita del lampione”.
Ma tu non sei un lampione!
In ogni istante della tua vita, al contrario del lampione, tu hai la possibilità di “scegliere” se cambiare la “tua posizione”, riguardo a qualcosa che non ti aggrada oppure optare per mantenerla in essere.
Restare nell’angolo assegnato al lampione, è adeguarsi al volere altrui: ti hanno interrato in quel punto e tu, per i più svariati motivi, lo accetti.
Stai sempre operando una scelta, anche se lo fai nel rispetto del volere e della decisione altrui e probabilmente ti comporti nella maniera mansueta, ordinaria e consueta, cioè come hai sempre fatto, senza entrare in collisione con le scelte altrui.
Accetti che altri abbiano deciso per te, quindi sai che otterrai gli stessi risultati di sempre, risultati di fronte ai quali è poi inutile brontolare. L’alternativa è invece quella di “assumerti le tue responsabilità” e quindi di prendere in mano il tuo potere decisionale e visto che non sei un lampione, modificare ciò che non ti aggrada.
Si tratta indubbiamente di scegliere in maniera difforme dal pensiero “condotto”, di concederti di allontanarti e prendere le distanze da fatti e persone che non ti aggradano, di svoltare e di prendere finalmente una direzione diversa, rispetto a quella attualmente osannata.
Difforme dalla posizione dei più, ma pienamente rispettoso e conforme al tuo essere e alle sue necessità.
Una cosa è certa: se fai la stessa scelta, che hai sempre fatto, e ti adegui, non otterrai mai un risultato diverso.
Quindi, perché lamentarti del tuo vissuto e del posto dove ti trovi, se poi non ti sposti?
Sei forse un lampione?
Lo so, lo fai, perché ti piace l’idea di essere un bel lampione!
Ricorda, però, che i lampioni sono molto utili e amati, soprattutto dai cagnolini.
Se invece ritieni che questa tua condizione di persona- lampione, non sia esilarante, ma che non “si possa fare diversamente”, beh, mi dispiace deluderti, ma te la stai semplicemente raccontando.
Se non ti piacciono le frequentazioni attuali, lo spazio dove vivi, le relazioni che intrattieni, il lavoro che svolgi, le scelte politiche odierne, non hai che da togliere i tuoi bei piedini dal cemento che li riveste e spostarti altrove, diventando tu stesso “la tua nuova luce”.
Siamo esseri curiosi, ma la paura ci azzera
e in questo devo dire, che andrebbero fatti i complimenti a chi ha ordito tutto questo baccanale odierno.
Se vuoi scoprire cosa c’è oltre la porta, devi varcarla, perché altrimenti non saprai mai cosa c’è nella stanza attigua a quella odierna.
Le paure fanno parte del nostro cammino umano, duale.
Nate con l’allontanamento dal Padre, ci servono per creare la nostra identità e consapevolezza animica, per evolvere e poi, poter fare finalmente ritorno a casa, nella nostra piena “essenza” di figli, che ora scelgono volutamente il proprio Padre.
La paura originaria si è moltiplicata.
Le paure, fine a sé, ci bloccano.
Le paure ci limitano.
Se sei affetto dalla sindrome del lampione, le paure si mettono tra  te e i tuoi sogni, rendendoli,  irraggiungibili.
Le paure ti limitano.
Le paure ti dissuadono dal vivere la vita che vorresti.
Le paure ti immobilizzano.
Le paure ti spengono la creatività,
una grande dote animica, quindi smorzano la tua voglia di fare, di andare oltre la soglia, di metterti in gioco, di farti in qualche modo avanti.
Le paure spengono le tue intuizioni.
Ecco allora che è importante parlare di loro, per scoprirle per distinguerle e per vedere se e come tu le puoi affrontare.
Oggi mi rifaccio, per questo momento di riflessione, a Giulio Cesare Giacobbe, l’esperto che ho menzionato anche a proposito della Fomo, in uno degli ultimi articoli da me pubblicati.
Moltissime delle paure che ti vivono dentro, trovano spazio solo nel tuo immaginario, cioè dentro la tua testa e non sono in alcun modo reali.
“Le paure creative” dovrebbero proteggerti da un pericolo reale e quindi essere “utili”; la difficoltà è che in realtà tre quarti delle paure che vivi sono “immaginarie”, quindi non ti evitano nulla di reale.
Un esempio classico sono le forme di fobia, legate ai serpenti, ma soprattutto ai ragni.
Moltissime persone dichiarano di temere i ragni grossi, pelosi e velenosi, quelli che vivono nella foresta Amazzonica e al solo pensiero si contorcono e provano una sorta di pelle d’oca; in realtà, quante sono le possibilità di trovarne anche solo 1 nel salotto di casa o al supermercato?
Ti viene da sorridere, perché le possibilità sono indubbiamente pari a zero, eppure se tu li temi, li pensi e, mentre un brivido ti percorre la schiena, ne provi paura.
Ecco, sappi che ¾ delle paure che provi sono di questo tipo, e vanno quindi annoverate tra le tue “fantasie” mentali, per non chiamarle in altro modo, forse più chiaro, ma indubbiamente colorito.
La paura che provi viene creata dalla tua “auto- immagine”, cioè da come tu ti percepisci all’interno e da ciò che ti circonda, quindi dal legame tra te e il mondo attorno a te.
Se ti senti a disagio scatta l’auto-immaginazione.
E’ quando sei piccolo che inizi a creare questa “percezione”, cioè questa auto-immagine non sana di te stesso.
Questo “profilo” non reale, ti toglie sicurezza e non ti permette di rispondere in modo adeguato
alle prove, alle situazioni che si verificano.
Ti sminuisci e non pensi di potercela fare, quindi i tuoi sistemi si mettono in allerta e tu provi paura, una specie di “brivido continuo”, lungo la schiena, verso le situazioni della vita, sia di tipo ordinario, che, soprattutto, verso quelle di tipo straordinario.
E’ come se ti trovassi di fronte a un bel ragno gigantesco, piazzato proprio sul cuscino del tuo adorato divano e tu ti avvertissi come incapace di rimuoverlo da lì. Un urlo agghiacciante, un salto e un brivido convulso, lungo la schiena e l’attesa che qualcuno faccia qualcosa al tuo posto, proprio come quando eri piccolo.
C’è una parte di te che è come se fosse ancora in fasce e che ti fa sentire e percepire sempre piccolo, piccolo, indifeso e vulnerabile, rispetto al fuori.
E’ come se tu fossi rimasto solo al mondo, e ti trovassi, piccolo e minuto, a prenderti carico di fatti, eventi, persone, situazioni più grandi di te.
Sono 3 le immagini di base da cui parte questa dinamica, che vale per ogni persona.
Bambino, adulto e genitore.
Le persone che vivono costantemente nella paura immotivata verso qualcosa, solitamente non hanno effettuato nella maniera corretta il passaggio da una all’altra, cioè dal bambino all’essere genitore.
Questo significa che la tua età anagrafica, spesso, non coincide con quella psicologica, emotiva; è così che tu puoi avere 50 anni e soffrire di tante forme di paure, paure che poi, la situazione odierna, ti sta portando a ingigantire ad alimentare in maniera cotante e spasmodica.
Il neonato non è in grado di difendersi da solo , dalle realtà esterne, è minuscolo e quindi chiede aiuto e protezione a una figura adulta, soprattutto a quella materna.
L’adulto allora, deve prendersi cura di lui, perché il piccolo non è ancora in grado di farlo da solo, cioè non può provvedere a se stesso, non si basta.
Da adulto, al contrario, tu dovresti sperimentare “paure reali”, cioè legate a situazioni vere, quindi un tipo di paura che realmente ti serve per evitare un vissuto, una situazione, un problema, una dinamica.
Per esempio, ti serve, aver paura delle chiassate e delle minacce del tuo capo, perché hai già visto, hai già sperimentato in modo diretto, che sono solo l’esordio, l’anticamera di pesanti azioni reali, quali un licenziamento o l’allontanamento da un certo settore produttivo, che magari tu ami e quindi non vuoi perdere. Questo ti spinge ad agire in modo da evitare, quindi, situazioni rischiose.
Se continui invece ad avere paure immaginarie”, cioè frutto della tua fantasia, significa che non hai risolto delle sindromi infantili, cioè non hai dato risposte adeguate a certi bisogni di quando eri piccolo.
Se vuoi guarire, devi scoprire quante e quali sono queste immagini di “paura, senza fondamento” e sostituirle con auto-immagini adulte.
L’auto-immagine adulta è solo la consapevolezza di poter e saper affrontare qualsiasi problema la vita ti offra.
Questo significa che tu devi sentire dentro di te la fiducia verso te stesso, cioè sapere, e accordare a te stesso la sicurezza che comunque vadano le cose, tu ce la farai, che saprai superare quell’ostacolo, che ne uscirai e al meglio.
E’ non sentirti mai perso, ma sempre in grado di fare qualcosa per te, per il tuo sommo bene.
E’ sentire che dentro di te c’è sempre un “piano B” a cui attingere e che non c’è niente, né nessuno che possa realmente farti male, se tu non glielo permetti.
Se hai dentro questa forza e ti dai questa occasione, sempre, significa che credi in te stesso e sei consapevole delle doti e delle abilità che possiedi.
La Fomo, come fenomeno addirittura di massa, attesta invece il contrario e cioè che siamo una società, da questo punto di vista, molto fragile, perché abbiamo bisogno di metterci in vista, di mostrare agli altri degli spaccati fantastici di noi, perché il resto del mondo “ci riconosca” e ci dia attenzione, proprio come fossimo una collettività di neonati.
Le super iniezioni di paura, di vario genere, praticate poi nei mesi scorsi, per tutto questo arco temporale, hanno contribuito ad azzerare anche quel poco di creatività che ancora il gregge possedeva.
Hanno fatto leva sul piccolo neonato abbandonato, che dormiva da qualche parte nell’inconscio sia soggettivo, che collettivo, mettendo le persone nella condizione di avere paura d tutto e di tutti.
La paura ventilata, li ha quindi fatti entrare in una sorta di immobilità e accoglienza passiva, di qualsiasi cosa gli venisse prospettata, anche se metteva a rischio la propria salute, unico bene tangibile e necessario, in nome di una possibile, di un’ipotetica paura di una malattia futura.
Si è trattato di un gioco molto sottile,
gioco durante il quale sono state prospettate solo alcune soluzioni e taciute altre, quali, per esempio, la prevenzione a tavola, non solo: si è giocato al rinforzo, attraverso la “privazione”, in particolare della libertà personale di movimento, la quale, per un uomo che soffriva di iper attività, è stato un vero colpo di grazia, è stata la situazione che ha fatto dire ai più:
“Fate di me quello che volete, basta che mi lasciate andare dove voglio!”
E così ci si è lasciati fare di tutto, anche contro il proprio benessere effettivo, in nome di un futuro malessere “non effettivo”.
Si è entrati nella “sindrome del lampione”.

La modalità adottata ci ha fatto credere di non essere in grado di controllare nulla, ma questo meccanismo è scattato proprio perché siamo una collettività “infantile” , che fatica e non sa gestire le proprie paure.
 Secondo lo stesso Giulio Cesare Giacobbe, ogni volta che tu arrivi a pensare di te stesso, che non te la senti, che non ce fai, che non ci riesci oppure che non sei capace di uscire da solo da una situazione, tu dichiari a te stesso che sei “ancora un bambino”.
E ti comporti di conseguenza.

Come uscire da questa situazione?
L’esperto da cui attingo oggi, ci offre validi consigli, ma credo che ci voglia veramente, in alcuni casi, il supporto di una figura esterna, cioè il sostegno di uno specialista che sappia gestire, in maniera veramente “libera” queste dinamiche.
Se vuoi migliorare, se vuoi uscire dal tuo piccolo angolino, dove ti hanno confinato e prendere le distanze da un collettivo degradato e affetto da una grave forma di omologazione di pensiero, non puoi però affidarti ad un lampione, magari esperto, ma sempre lampione.

Per qualcuno la sindrome del lampione è veramente una “nevrosi” a pieno titolo.
Tu devi avere una grande voglia di metterti in gioco, aver lavorato su di te e sui tuoi processi, per non cadere in queste psico-trappole adattate, elegantemente, alle tue fragilità umane, di base.
Infatti, quando tu affronti le cose che ti danno fastidio e che ti avevano creato paure e riesci, anche con fatica, a superarle, ti accorgi di essere perfettamente in grado di affrontare qualsiasi situazione la vita ti prospetti, lungo il tuo cammino, perché esiste una sorta di azione da parte dell’Universo, per cui ogni cosa arriva solo ed esclusivamente a chi può farsene realmente carico.
Così ritrovi “fiducia in te stesso” e nelle tue capacità.
Facendolo costantemente
, in maniera prolungata, ti metti poi nella condizione di “rinascere”, sdoganandoti da qualsiasi sorta di controllo vigilato, da parte del sistema.
A volte quello che manca è proprio il coraggio di fare il 1* passo, di togliere i piedi dal blocco di cemento, quel blocco che ti rende statico e simile al lampione.
 Se non ti sganci e non prendi in mano la situazione, anche se questo comporta un salto nel vuoto, inneschi tutta una serie di altre situazioni, che ti portano sempre più verso il fondo.
Allora passi gran parte del tuo tempo a pensare a come potrebbe essere la vita, che non ti concedi e intanto dai un sacco di tempo alle fantasie sulle “possibili sciagure, immaginarie” future.
Non ti concedi di inquadrare al meglio le tue paure per prenderne visione e scoprire che ¾ di queste sono solo “seghe mentali”, passami il termine, non fatti reali e concreti, possibilità tangibili.
Oggi, ho sorriso parecchio, mentre scrivevo questo articolo.
Mi sono ritrovata a dipingere la realtà preannunciata dagli Arcangeli, diversi mesi or sono e a prendere di nuovo le distanze da questo spaccato sociale, così lontano, ora come ora, dalla propria autonomia.
E’ vero, come dice giustamente Gracis, ¾ delle persone si stanno facendo prendere serenamente per il culo, proprio in nome e grazie alle paure che si portano dentro e che ormai, nutrite a dovere da santa televisione, non riescono più a gestire.
Sono “con- fuse”.
La confusione è infatti un altro aspetto molto presente, anche proprio come condizione fisiologica, di cui varie persone stanno parlando, quando si raccontano e ti dicono: “Sono confuso”.
Spero che questo scritto ti sia in qualche modo servito e che ti abbia permesso di vedere ciò che sta avvenendo e che, pur essendo sotto gli occhi di tutti, sembra passare in sordina.
Pochi notano e sono nella condizione di osservare e concedersi di scegliere finalmente la cosa migliore per il proprio star bene odierno, evitando il blocco di cemento, e non accettando la condizione del lampione, al lato della via.
Spero che tu sia tra queste Anime “libere”!
Buona rinascita!
Irradia nuova Luce, con tutto il cuore!
Alla prossima da
ti di Sottounarcobalenodiluce.com.

Questo articolo è stato amorevolmente scritto da Ti degli Arcangeli (l'autrice dei 2 libri Le Preghiere Arcobaleno dagli Arcangeli e La Via della Luce. Testi guida dell’Arcangelo Uriele ) con canalizzazione di un Arcangelo specifico oppure facendosi ispirare da Arcangeli e Angeli.
Sei libero di copiarlo su un altro sito/blog, però per correttezza lascia questa dicitura incluso il collegamento cliccabile a www.sottounarcobalenodiluce.com

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4 commenti

  1. Mariano Francesco

    Grazie ti un abbraccio grande di Luce ✨❤️

    • Moira

      Cara ti quante paura irradiano nei cuori delle persone che conosco..tipo cosa mi succedera dopo il vaccino..saremo tutti omologati eccetera.
      A queste anime impaurite rispondo loro che quello che pensano creano, pertanto e inutile affannarsi preoccuparsi.
      Stiamo sereni viviamo presenti non confusi ma vigili di chi siamo creature divine che brillano di Luce propria.
      Tanta Luce e grazie per I tuoi saggi consigli.
      Con tanto affetto Moira

    • Mariano Francesco

      Ciao Moira mi permetto di commentare per esprimere la vicinanza al tuo pensiero e quello della carissima ti.
      Come già anticipato e donato da ti il pensiero della società attuale tende a soffocare ed a oscurare tramite il ruolo fittizio chi dovrebbe “tutelare” induce alla paura quindi i veri spiragli di Luce che per fortuna qualcuno riesce a trattenere e diffondere sono rari e preziosi…
      Dovremmo veramente non guardare alla paura ma svelare come giustamente fa ti con un atto umile e sereno la realtà di questa emozione che esiste ma non deve essere utilizzata per altri scopi poco nobili per l’ anima .
      Un abbraccio grande di Luce ✨❤️

    • *** ti degli Arcangeli

      Onorata!
      Sia Luce intorno a noi, sempre!

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