
Yogananda andava ripetendo ai suoi allievi che l’Ambiente è più forte di noi”, questo non per dichiarare la sua arrendevolezza o per invitarli a sedersi, accogliendo ciò che i sistemi esterni proponevano, ma perché gli allievi avessero ben chiaro che noi siamo parte di una Società che, in qualche modo, ci influenza, ci lavora, ci modella, proprio come la creta sul torchio.
Sapere che viviamo in una Società che ha “un impatto” su ciascuno di noi serviva a loro e serve ancora a noi, per conoscerne le dinamiche e cercare di mantenere la nostra vera identità, per riuscire a salvaguardare la nostra libertà, il nostro “modo di essere” e il nostro benessere.
Se ricordi, fin dall’antichità si diceva: ”Divide et impera”, vale a dire tieni le persone separate, per poterle controllare al meglio.
Perché questo?
Perché il contatto porta allo scambio di idee, di programmi, di progetti, di conoscenze e di consapevolezze, quindi ti stimola e ti fa crescere, sempre.
Ricordo che da piccola, ero solita seguire mio nonno, commerciante, nei suoi spostamenti e che, perfino nel bar, mentre io mangiavo un bel cono di gelato, lo osservavo attenta, mentre trovava clienti o aveva o dava informazioni utili per questo o quest’altro prodotto ed attività.
Dove due o più persone si uniscono, in genere nasce qualcosa, ecco perché è importante tenerci ben distanti e ben separati, in vari frangenti, perché si blocca qualsiasi forma di rete, di crescita, a qualunque livello.
La comunione è una forma di scambio utilissima a livello umano, ma sappiamo che, proprio per questo, è sempre stata temutissima da chi nei secoli ci ha governato.
Per questo era nato il “Divide et impera”, che veniva praticato non solo e tanto a livello di Imperi e territori, ma proprio anche nel piccolo contesto aggregativo.
Uno strumento funzionale per questo?
La paura!
Non c’è nulla di più proficuo del mettere paura alle persone, del farle spaventare, del far loro passare in maniera sottile che sta accadendo qualcosa che esse non sono in grado e non possono assolutamente gestire.
Guarda gli animali.
Nel pollaio, basta un rumore, lo schiocco della lingua o l’emissione di un suono simile o diverso rispetto al verso delle galline, che le vedi tutte urlare, schizzare e andare a sbattere, svolazzando, un po’ dovunque.
E’ una forma di reazione primitiva, primordiale, che ci dà l’idea del tipo di reazione di cui sto parlando.
Perché dico questo?
Perché quando c’è in corso un incendio e le fiamme divampano, non servono sicuramente né persone che agitano grossi ventagli, né chi soffia sul fuoco, e nemmeno chi butta alcol.
Sei d’accordo?
In una situazione di emergenza, qual è il comportamento più corretto e primario da adottare?
Il controllo della propria paura e il rispetto delle regole di base, dovute all’emergenza.
Se con l’auto , come mi è capitato, arrivo ad un rondò e trovo un incidente di una certa entità, con feriti gravi, se scendo e mi metto ad urlare o a cercare di sollevare i feriti riversi al suolo, aiuto gli infortunati?
Oppure aiuto e do un valido contributo nel momento in cui, scesa dall’auto, mi metto a chiedere informazioni ai presenti per avere tutti i dettagli del caso, e magari pure con un tono concitato, dovuto allo spavento?
NO!
Non apporto alcun contributo valido, in nessuna delle due modalità, appena descritte.
A chi e a cosa servono queste 2 modi di comportami?
Nel primo caso posso andare a creare alla persona incidentata, solo lesioni permanenti e di una certa entità, mentre nel secondo intralcio e rallento i primi soccorsi.
In entrambi i casi comunque, emetto vibrazioni ed energie basse, di un’ottava sotto, per capirci, legate al mio stato emozionale, del momento, che non riesco a gestire al meglio.
La paura, l’ansia, l’agitazione con cui sto partecipando all’evento, creano una realtà ulteriormente affaticata e inconcludente.
E non va assolutamente bene.
Ci vuole energia ferma, mentre io creo divisione/ frattura energetica.
Non controllo le mie emozioni?
Divento un attivatore di paura, che non solo frammenta e divide il mio interno, ma va a lavorare e a creare la stessa identica cosa, su chi mi sente, mi vede, interagisce con me, mi sta accanto.
Pandemia.
Ancora? Sì, perché da qui si riparte, ma per farlo, visto che vorrei ripartire con altre persone e non sola, devo cercare di farti cogliere al meglio certi comportamenti, perché tu sappia prenderne le distanze o fare in modo che non ti accada mai più di lasciarti andare a comportamenti così “conformi” al desiderio altrui.
Da sempre, per esempio i telegiornali e gli organi di stampa, svolgono questa funzione.
Diffondo, esattamente come loro, la sottile paura.
Come chi? Gli organi di stampa, i quali, in forma elegante, nell’ora soprattutto in cui la famiglia è riunita e mangia guardando i programmi televisivi, ti parlano solo o prevalentemente di disgrazie, sciagure, disastri naturali e non, morti, stupri, aggressioni e rapine, cronaca nera.
Ma al Mondo, non accade mai nulla di bello?
Te lo sei mai chiesto?
Mi viene da ridere, eh sì, perché tu, più attento, te lo sei chiesto e ti sei anche risposto, perché hai colto questa modalità controllata di passarti le notizie, però continui a vederlo, continui a guardare quella trasmissione, perché tanto a te non ti fregano, perché tu sai come funziona questo meccanismo e quindi ti senti tutelato.
Tutelato?
Già, sei messo peggio degli altri, e sai perché?
Perché sei come il medico, che conosce perfettamente tutti i danni del fumo,però, mentre invita i suoi pazienti a smettere di fumare per 101 motivi validissimi, si fuma da solo 2 pacchetti di sigarette al giorno, magari pure senza filtro.
Votato all’autodistruzione, eh sì, perché di questo si tratta.
Chi sa e persevera, è molto più responsabile, di chi non sa, di chi ignora e quindi sostiene queste dinamiche.
Se sei consapevole che ti stanno strumentalizzando, sappi che non ti difendi assolutamente nel momento in cui resti lì, impalato davanti al televisore, perché i tuoi sistemi assorbono comunque, assorbono energie, vibrazioni, parole, forme pensiero e tanto altro, che agiscono a livello sia della tua parte conscia, che inconscia.
Sapere che le esalazioni in una solfatara possono essere letali e poi sostarci per fare uno spuntino, non ti evita il problema, non ti scherma, non ti esclude, né difende.
Quindi, tornando alle fonti di “diffusione del sacro terrore”, quando sai che gli organi di informazione vengono usati per seminare paura e quindi creare instabilità, fifa, tremarella, terrore tu, non li ascolti.
Se un prodotto alimentare ti fa male, lo elimini dalla tua dieta, o sbaglio?
E allora, perché non fai la stessa cosa con questa modalità di fare informazione?
La paura fa vibrare TUTTO il nostro essere in una certa modalità.
Anche se tu non hai conoscenze sottili, ti accorgi, comunque, che imbottito ben bene di disgrazie, anche il tuo corpo si trova in uno stato di affaticamento: il respiro è bloccato, l’ossigeno scarseggia, il cervello non connette, le mani sono sudate o ghiacciate, lo stomaco si chiude, la situazione generale è in blocco e quindi l’energia corporea cala rapidamente.
Il nostro sistema immunitario collassa, soprattutto se la situazione si protrae e viene alimentata spesso.
Pensiamo ai nostri anziani.
Cosa fanno abitualmente?
Guardano la televisione e non si perdono, in genere, tutte le sciagure successe in tutto il mondo.
In 365 giorni hanno creato uno “stato di assedio” del nemico, permanente.
Se poi vogliamo moltiplicare questa situazione per qualche annetto, … credo che ti sia chiaro quale sia il loro stato di salute, escludendo che di base non ci fossero altre patologie.
Questa è stata la situazione di partenza per la Pandemia avvenuta.
Ecco perché gli anziani, perché erano emotivamente i più depressi, i più fragili.
Avevamo anziani, e non solo, con un sistema immunitario sconnesso, frammentato e con forme di pensiero debolissime, perché convinti che il mondo fosse popolato solo di criminali, stranieri male intenzionati, stupratori e truffatori, convinzioni nutrite, in loro, dalle fonti di informazione, da cui essi attingevano.
Premesso che, basta guardarsi intorno, per vedere che la vita non va tutta in quella direzione e che se esistono sicuramente persone e situazioni di quel tipo, ma ne esistono anche tante altre e ben diverse, situazioni sicuramente alternative e positive, ma proprio per questo eluse dall’informazione “pattume”.
Se ti guardi intorno, nel tuo paese, vivono solo stupratori, ladri ed assassini?
Tu sei un assassino?
Beh, perché se nel tuo Paese sono tutti così, anche tu fai parte di “quei tutti”, almeno questo è quello che si vocifera e ci passano gli organi di informazione.
Ma, visto che io non ci credo e penso, giustamente, che tu mi stia rispondendo: ”Ehi, io per favore, io non sono mica così!”, e visto soprattutto che la nostra vita quotidiana ce lo attesta regolarmente, con nascite, atti di coraggio, gesti di generosità e buon cuore, attività di volontariato, sane pratiche e tanto altro, capisci che la situazione di base, antecedente gli ultimi fatti, era già, da parecchio tempo, un poco “riadattata”e falsata.
C’è come la volontà di farti leggere SEMPRE la realtà in maniera diversa ed “esagerata”, spudoratamente negativa, diciamo così.
Ma questo accadeva solo con i mezzi di informazione?
No! Sicuramente no.
Se tu entri in un ambiente lavorativo, o di qualsiasi altra natura, dove ci sono cose che ti piacciono, dove tu puoi mettere in gioco una parte di te, che sia amorevole, curiosa, giocosa, oppure intuitiva, quando entri in uno spazio dove ti senti “ a casa”, dove ti puoi realizzare, e ti senti accolto, anche senza volerlo, tu ti radichi, ti espandi, entri in uno stato di totale “benessere”.
Ti senti parte di quell’ambiente e ci stai bene, tanto che desideri andarci e soggiornarci.
Ecco perché anche negli ambienti di lavoro, si applica una certa modalità di controllo interno.
Chi governa, chi dirige, tende sempre a separare, lasciando però degli spazi, delle aree positive; in questo modo da una parte, le persone valide, servono a creare una bella immagine, sono diciamo le “persone copertina”, perché coprono e mitigano le pecche degli altri e dall’altra parte, sono a loro volta, inconsapevolmente, un elemento di separazione.
Sì, perché tra loro e il gruppo dei maleducati, degli sfaccendati, dei piantagrane, non c’è coesione e questo evita l’aggregazione, perché poi l’aggregazione andrebbe gestita e potrebbe diventare coesione contro certe forme di “invadenza” da parte del superiore.
Qualcuno diverso viene quindi sempre inserito, proprio per il discorso iniziale del “divide et impera”.
Stai riflettendo su questo aspetto?
Per questo nei luoghi di lavoro, c’è un nutrito gruppo di persone così e qualche altra persona cosà; questa netta distinzione, spesso ti avrà portato a chiederti che cosa ci facessero lì quel tale o quella tale o quelle persone, in quel casino.
Beh, è un qualcosa di gestito, di studiato al tavolino, non di casuale, ma fa sempre parte del programma di voler mantenere queste forme di separazione attenta e programmata degli individui.
In tanti momenti della nostra esistenza, noi viviamo questa forma di “separazione”, che è ormai talmente insita nelle nostre dinamiche, che le famiglie spesso la riflettono.
E’ così che gli individui si cercano e si accoppiano tra opposti.
Noi veniamo “educati” in questo modo, alla differenza separatista, e quindi anche nella coppia riflettiamo questa sorta di ricerca del nostro opposto, del diverso, di chi ci mette a disagio; può sembrare un paradosso, ma se ci pensi, arriverai a condividere con me quanto sto dicendo.
Pensa a quando rientri, la sera a casa.
La persona che è al tuo fianco è già in casa.
Sicuramente ti accoglie a braccia aperte, ti fa sentire bene da subito ed evidenzia con gioia che tu indossi qualcosa di veramente grazioso, che esalta la tua immagine, oppure ti elogia per qualcosa di piacevole, che hai fatto magari uscendo la mattina.
Ah, non è così?
Beh, allora lasciami immaginare…
Ti riceve, semplicemente con la testa bassa, continuando a fare esattamente la stessa cosa, e senza nemmeno guardarti in volto, ti apostrofa con un benvenuto che risuonano all’incirca così:
“Ciao, già a casa?”
Parole amorfe, che se accolte nel loro pieno significato, sembrerebbero addirittura, quasi rimarcare un fastidio per il tuo arrivo.
Beh, è una modalità degli opposti ed è un qualcosa che riguarda molte coppie.
Questo esempio potrei estenderlo ad altri contesti, ma quello che ora desidero è farti riportare l’attenzione al discorso della paura, che è un altro strumento separatista, che va contro la trasformazione, il radicamento, il nostro benessere interiore ed esteriore.
La malattia c’è stata e ci sono ancora casi, nessuno può negarlo, però voglio farti riflettere sulle modalità con cui ci è stata prospettata e come noi, l’abbiamo accolta.
In questo periodo di Pandemia, gli strumenti, gli organi di informazione, ci hanno subissato, come sempre, di notizie a forte impatto.
Hanno agito come l’automobilista che si ferma e fa casino.
Se un bambino è spaventato per un malore avuto da una persona di casa, tu mamma o papà, cosa fai?
Ti metti a fargli la cronistoria della malattia del nonno, oppure gli parli del vicino appena deceduto, gli racconti dell’intervento della zia Clotilde, o perché no, gli rammenti che tutti, anche mamma e papà un giorno moriranno?
Sicuramente no, se lo ami.
Se hai a cuore il suo benessere, lo distrai, distogli il suo interesse da quanto è accaduto, perché è comunque un fatto transitorio, un episodio che è stato già preso in carico da qualcuno, per esempio un medico o una struttura ospedaliera e che si risolverà sicuramente per il meglio.
così, allo stesso modo, in una situazione di generale malessere, come la Pandemia, tu non usi gli strumenti di cui disponi per accrescere lo stato vibrazionale di un’ottava sotto, ma semmai per innalzarla, perché se cresce aumentano le difese immunitarie collettive e il soggetto è meno predisposto alla disperazione e al lasciarsi andare, al lasciarsi aggredire dai fatti e dagli eventi.
Questo, bada bene, non significa non informare, ma farlo con tatto, con le dovute modalità, senza eccedere nel gusto del pessimo, del troppo e del dito nella piaga.
Con tutte le notizie che ci tacciono o dalle quali veniamo “distratti” in 100 modi, proprio la Pandemia doveva essere affrontata così? Se non esiste più il rispetto per l’adulto, ci dovrebbe essere almeno quello che tutela i bambini.
E non raccontiamoci la storiella della verità e del diritto all’informazione, perché nel nostro contesto è una barzelletta.
Ho sentito in video chiamata due care amiche.
Si sono stupite della mia serenità e della mia giocosità.
Mi hanno chiesto come facevo ad essere così serena.
Semplicissimo! Non vedo la televisione da almeno 4 anni.
Faccio selezione delle informazioni.
Leggo e passo il mio tempo a rispondere a chi ha bisogno di un pensiero, di un parere, di una spinta.
Hai notato quanta pace e poesia c’è nella mia voce?
Non mi nutro di schifezze e quindi quello che ti posso e voglio offrire è solo quello che ho dentro in questo momento: tanta serenità.
Sono serena, perché da sempre sono successi fatti di questo genere e so che Dio non fa mai nulla contro il genere umano, né mai lo concede, quindi se questo evento è stato ammesso, e ho più volte detto, anche negli articoli precedenti, perché e come mai, sono esattamente nella condizione di Noè, sereno, in attesa che il diluvio cessi.
E tu, se credi e hai la pace dentro, non dovevi ascoltare tutti i bollettini e le trasmissioni possibili e pensabile, per avere l’ultima notizia, tanto da tenere il conto dei vivi e dei morti, ma utilizzare queste giornate per rallentare, per crescere, per concederti quella pace e quella calma che questa società del “Divide et Impera” ti sta togliendo, senza che tu te accorga.
E la Pandemia di HIV in Africa è mai interessato a qualcuno? Eppure c’era e c’è ancora!
Quindi, almeno adesso, ripigliati e trasforma le tue giornate.
Non pensare alle pagine di storia che mancano a tuo figlio, perché lo sappiamo tutti che siamo fermi in tutti i settori, dal 21 febbraio scorso, ma vedi come puoi vivere da questo momento in poi, sempre se decidi di farlo, dandoti più tempo, più amore, più spazio per gli affetti e rivedendo quelli che ti hanno fatto credere essere Valori, perché se lo fossero stati, e non lo sono, la società non sarebbe così, ma un’ottava sopra… Pensaci!
Amorevolmente ti
Sei libero di copiarlo su un altro sito/blog, però per correttezza lascia questa dicitura incluso il collegamento cliccabile a www.sottounarcobalenodiluce.com



Sono pienamente d’accordo con te mia cara”ti”. Ti sono grata per questo articolo. Hai letteralmente tradotto in parole vere il mio pensiero. Grazie. Mifarebbe piacere comunicare con te perché siamo sulla stessa onda. Ciao Lina
Ciao Lina!
Namsté!