La tua più grande Fortuna.

Ciao, la chiacchierata di oggi sarà volta a permetterti di rivisitare ogni istante “di prigionia” e non parlo solo e tanto delle giornate chiuso in casa per il Coronavirus, quanto della prigione “Umana”, nella quale ti trovavi costretto a vivere, spesso, prima dell’arrivo della Pandemia ed indipendentemente dalla Pandemia stessa .
Appartieni alla Vita e al genere Umano.
Sei nato per stare Bene, per Essere Bene e quindi dividere o meglio condividere il Bene che sei, che ti appartiene, con chi ti vive o ti passa accanto.
Francamente, come stavi prima di questa storia, quando ti muovevi in tutta libertà e disponevi di te stesso in altra maniera?
Eri felice?

Eri sereno? Eri carico di Pace?
Eri nel tuo Benessere, indipendentemente da quanto ti accadeva intorno? E con questo non dico che eri “avulso dagli accadimenti”, ma che sapevi affrontare con le dovute modalità, senza diventare loro e quindi senza esserne sopraffatto.
Se hai risposto che eri una persona felice, che gestivi tutto al meglio, beh, allora credo che tu possa smettere di leggere quanto sto partorendo in questo momento e dedicarti ad altro, così da continuare ad essere te stesso in tutta la tua “magica pienezza divina”; se invece hai qualche perplessità o ti accorgi che a conti fatti vivevi in altra maniera, beh, allora credo ti convenga seguirmi nella lunga chiacchierata odierna, seguendomi passo passo.
Che cosa ha attivato in noi, esseri umani, il Coronavirus o meglio la “situazione creata” dalla malattia?
Nulla di nuovo, se non ciò che già ci apparteneva ed era latente o conclamata da tempo, magari variabile, a seconda della persona, ma c’era, era lì, nelle tue giornate: la paura.
Da tempo la Paura era presente dentro di te e si manifestava nelle più svariate modalità, quando sopraggiungeva qualcosa di nuovo, magari anche banale, come la foratura di una gomma, una tazza di thè  rovesciata o un brutto voto del figlio; lei era ormai da tempo dentro di te e si manifestava a più riprese, quando meno era attesa, per mandarti in “paranoia” e minare il tuo equilibrio.
Più desideravi startene in santa pace, più lei, arrivava a snidarti e a romperti le uova nel paniere.
Poi la Pandemia.
L’impossibilità di muoverti.
Lo stare costretto fra 4 mura, e vincolato nelle tue “apparenti” libertà quotidiane.
Perché apparenti?
Perché la vera Libertà che fino ad oggi ci appartiene e ti può appartenere, nel nostro contesto sociale attuale, è solo quella Interiore.
L’esterno, quella che ti hanno spacciato per Libertà, non lo era nella maniera più assoluta.
Filmato, registrato, inserito in database di tutti i tipi, beh, se parli di “libertà” fisica, diciamo che nutro qualche serio dubbio in proposito, mentre se vuoi parlare di Libertà interiore, allora quella sì, quella è ciò che ti appartiene e che fa di Te un Uomo con un’identità diversa, un’identità interiore, che va poi a lavorare sul tuo esteriore.
Nelson Mandela è stato recluso 27 anni, in uno spazio angusto, tormentato nel corpo e aggredito nella mente, eppure si è mantenuto nella sua “piena e totale libertà” e quindi è uscito da quella prigionia con un equilibrio e un’amorevolezza unici.
Io sorrido, e guardo le persone sclerare, dopo pochi giorni di “reclusione” in casa.
La Pandemia ha fatto riaffiorare ed acuito la Paura, l’Angoscia e il Panico latenti in molte persone.
Immagina di essere un iceberg.
Il livello dell’acqua circostante, per motivi che non controlli, si abbassa e tu riaffiori sempre di più, in tutta la tua “ampiezza”.
Se eri un Essere di Luce, carico di Pace, di quiete, di Sicurezza, di Humor ed anche di spinta emotiva ed erotica, nel senso radioso del termine, è così che ti sei mostrato e ti stai mostrando, nel corso degli ultimi eventi, ma se, al contrario, eri intriso di “altre sostanze chimiche”, sono quelle che stanno emergendo.
Le tue componenti “chimiche”, permettiamoci di chiamarle così, sono “esattamente” quelle.
E’ stato come se, abbassato il livello dell’oceano quotidiano, le tue emozioni, i tuoi stati d’animo, richiamati in gioco dalla situazione, si mostrassero in tutta la loro forza.
Ora, non importa come ti vedi, se un iceberg pieno di Luce o pieno di pesantezze emotive, importa che presa consapevolezza della cosa, tu decida di “cambiare” e di trovare la modalità per “convertire” queste sostanze, per essere “diverso”, per trasformarti.
Cos’aveva Nelson Mandela di diverso dagli altri prigionieri?
Facciamo insieme due conti.
27 anni di prigionia.
Dentro uno spazio angusto.
Piccola finestra come unica presa d’aria e contatto visivo con l’esterno.
Rocce, cielo e mare lontano.
Contatti umani pressochè ridotti a zero,  anzi limitati ai suoi carcerieri e persecutori.
Nulla che potesse veramente nutrirlo e mantenerlo in equilibrio “mentale”, prima che di altra natura.
Già, eppure ne è uscito e lo ha fatto con grandissima dignità e nel pieno delle sue capacità creative, tanto da diventare la “guida” e il “coocreatore con Dio” di una realtà umana, sociale, politica ed economica veramente nuove.
Esternamente gli apparteneva solo la lunghezza della condanna, che non era, temporalmente, di tutti i detenuti di quel carcere, ed interiormente però, possedeva un qualcosa di distintivo, un’energia, una “forza spirituale” senza uguali.
Quella forza interiore, gli permise di “dominare” diremmo noi la sua realtà esteriore. No.
Lui non l’ha dominata, ma al contrario l’ha accolta ed amata.
Oggi, cosa ci viene chiesto di fare?
Esattamente la stessa cosa.
“Eh, va beh, ma io non sono Mandela!”
Sicuramente no, ma credo che converrai con me che le situazioni in qualche modo si equivalgono.
Allora, come lui non poteva dominare i suoi carcerieri, né la situazione esteriore, tu puoi dominare la Pandemia?
No!!!
Però, come ti ripeto da un pezzo, tu dovresti ormai sapere che “quello che hai dentro”, hai fuori, vale a dire che la realtà che hai davanti e vivi quotidianamente è una proiezione di te, del tuo apparato psicofisico, cioè di quello che tu sei nella tua totalità, quindi sia dal punto di vista fisico, ma anche dal punto di vista delle emozioni, degli stati d’animo, dei sentimenti, dei tuoi pensieri.
Nel fuori di te, cogli esattamente quello che ti appartiene.
Questa pagina di storia, che stiamo scrivendo, è veramente straordinaria ed Unica.
Dio ci sta dando, ci sta offrendo, l’occasione magica del “risveglio”, l’opportunità di cambiare, di cambiare nel profondo, per poter poi cambiare la nostra realtà, tutta la realtà circostante, partendo dal nostro entourage relazionale, più stretto, via via fino all’ambito sociale in senso ampio, quindi anche all’aspetto economico, culturale, politico e religioso.
Svegliare di nuovo, veramente, e pienamente il tuo Sé Superiore, per essere Libero e creare una Società Nuova e finalmente Libera.
Tu non domini il tuo fuori, cioè la tua realtà affettiva, emotiva, lavorativa, e tanto altro, perché, a differenza di Mandela, non sai che lo puoi fare.
E non sai come lo puoi fare.
Come?
Semplice, facendo esattamente il contrario di quello che fai solitamente, cambiando tutto, incluse le tue abitudini alimentari e culturali.

  • La tua realtà, ora come ora, non devi dominarla.
  • Non devi costruirla pensando e visualizzandola con il tuo modus operandi consueto, cioè immaginandola al peggio, com’eri abituato a fare.
    “Già, ma siamo tutti a casa!”
    “Il lavoro si è fermato!”
    “Ci vorranno 2 anni, perché tutto torni come prima!!”
  • Devi essere come la zanzara.
    Di cosa ha bisogno questo insetto? Di nutrimento.
    Dove lo trova? Nel sangue.
    Cosa deve fare per procurarselo? Volare e seguire il calore. Il calore la porta al cibo.
    La zanzara non ha bisogno che tu sia palestrato, sereno o ricco per succhiarti il sangue, ha solo bisogno di te, fonte di cibo e basta.
    Così tu, in questo momento, di cosa hai bisogno? Di tranquillità, di non pensare al peggio, ma vivere bene ora per stare meglio, quando uscirai dal tuo guscio, dalle pareti domestiche, che ti hanno protetto e in qualche modo “nutrito”.
    La situazione in sé è molto più impegnativa di quanto tu possa anche solo vagamente immaginare, ma non a livello medico, sanitario o economico, ma a livello esoterico e lo dico con la piena consapevolezza, che Dio mi dona.
    Siamo in pochi a sapere cos’è veramente successo e perché Dio lo abbia permesso, ma quello che a te, a noi, come persone, è dato di fare e richiesto dal Padre, è semplicemente di entrare nel nostro stato “migliore”, come fossimo zanzare, per essere pronti quando sbarcheremo, come fece Noè, quando toccò di nuovo la Terra, a intraprendere una nuova Vita, un Nuovo cammino.
    Allora e solo allora potremo fare i conti e sapere com’è la situazione vera e reale a livello economico, lavorativo e di istruzione e scolarizzazione e lo faremo per quanto sarà possibile in quel momento, perché il vero, inteso come Verità, quella per capirci, di cui ho parlato sopra, solo Dio la conosce e deciderà come gestirla e cosa farne.
    Posso e devo però condividere l’invito a crescere, ad utilizzare ogni istante di questo nuovo tempo per cambiare, per modificare anche solo un piccolo aspetto ogni giorno della propria esistenza, perché non è più tempo per essere “ridotto come stavi”.
  • Lascia andare ogni cosa come sta andando. Non è difficile, si tratta solo di “saper lasciare andare la voglia di gestire tutto”, di pretendere che nella tua giornata sia tu a stabilire sempre ogni cosa.
    Stavi affondando e Dio ti ha solo messo in salvo sopra una bella isola.
    Se ora nella tua isola dorata, tu litighi con tua moglie, non sopporti i figli, pensi solo alle rate, beh, quello è un qualcosa che non dipende da dio, ma da te.
    E’ un presente che ti sei costruito tu, minuto per minuto, giorno dopo giorno e ora sta con te, sopra la tua isoletta. Tu lo hai costruito e tu e solo tu puoi decidere cosa combinare.
    Lo puoi smantellare. Ne hai il tempo. Come? Quello sta a te deciderlo.
    Non vuoi farlo? Non hai le palle? Beh, almeno non lamentarti e porta in pace la tua “croce”. Tu hai scelto i legni e tu li hai assemblati. 
    Se vuoi cambiare, devi solo farlo ed iniziare a lasciare poi il timone al cielo. Come?  A te deciderlo.
  • Abbi fede! 
    Quando un bambino piccolo ha un problema di salute, spesso ti fa pensare e credere il peggio.
    La febbre sale parecchio e spesso hai la ferma convinzione che tutto stia degenerando.
    Lui se ne sta buonino, buonino, assopito.
    A volte piange, poi si gira su un fianco e rassicurato da una persona che lo ama, si addormenta.
    Cosa accade?
    Che a volte tu adulto, ti perdi a fare qualcosa in casa e te lo ritrovi, dopo qualche ora, o il mattino successivo, che salta felice sopra il letto, sfebbrato e pronto a  combinare qualche nuovo pasticcio.
    Cosa gli consente una ripresa così veloce?
    Il suo non metterci pensiero.
    Il suo vivere momento per momento.
    Il suo avere fiducia, che tutto passa e tutto, effettivamente va così, e passa.
    E’ questo quanto devi fare: essere come il bambino e lasciar scorrere, con la fiducia, senza quantificazioni, mali pronostici e parole costruttivamente disutili al massimo in un contesto storico ed umano già provati.
    Il bambino non cerca di “controllare” ciò che gli accade e questo gli consente di sperimentare tutto in tempi brevi, e di riprendersi al meglio.
    Lui “si arrende” alla realtà.
  • Questo isolamento è la “palestra” per apprendere l’arte dell’arrendevolezza interiore alla parte di Dio che porti in te, da applicare poi con il fuori, vale a dire con la famiglia, il lavoro e le relazioni.
    Nel tuo caos e nel caos generale, antecedente la Pandemia, non ci saresti riuscito, ecco perché la malattia ha rappresentato un’eccellente possibilità.
    Cosa accade al bambino, al termine di un periodo in cui ha sperimentato la febbre? E’ cresciuto ed in genere si è alzato di statura, si è allungato.
    Il suo fisico cresce e cresce proprio quando lui è costretto sul divano o nel letto.
    Fisicamente il piccolo sembrava allo stremo, per l’attacco che il suo sistema immunitario aveva subito, invece era in una giusta fase di risparmio energetico, tanto che il corpo ha reagito e la statura, contemporaneamente, se n’è giovata.
    Attenzione, perché l’arrendevolezza di cui parlo e la consapevolezza che quello che ho dentro ho fuori non è un qualcosa che partorisco e accolgo a livello mentale, ma bensì a livello più profondo, cioè spirituale.
    E’ quello che caratterizza il bambino o la zanzara, che nella loro “semplicità” vivono e partecipano.
    E’ la differenza che passa tra un’accoglienza intellettuale e l’accoglienza che rende santi.
    Sono due cose completamente diverse.
    La prima è anche abbastanza rapida e produce un certo tipo di distacco, calcolato; la seconda è molto più laboriosa ed impegnativa, perché implica il Chakra cardiaco e quindi un lavoro di accoglienza e rielaborazione intellettuale.
    La prima non preserva dal rancore e da tanto altro, la seconda comporta il non nutrire nessuna forma di odio o risentimento verso niente e nessuno, proprio come fece Mandela, per ritornare al nostro esempio per eccellenza.
    I giornalisti gli chiesero, alcuni anni dopo la scarcerazione, un commento, un giudizio sull’uomo che dirigeva la prigione in cui era stato rinchiuso e che, era noto a tutti, lo avesse perseguitato  in maniera forte durante la reclusione.
    La sua risposta fu immediata: lo definì un uomo costante e tenace nel perseguire i suoi obiettivi.
    La risposta lasciò senza parole, ma esprimeva il vero: quell’uomo aveva perseguito con costanza il suo compito e aveva adempiuto al meglio al suo ruolo.
    Ecco la differenza tra un intellettuale ed un “santo”. Ripeto: è un’assunzione in carico, completamente diversa e quindi diverso è il modo di viverla.
  • Ci sono fatti che accogliere come “creati” dal tuo sé ci sta, lo accogli facilmente, lo comprendi e ti risulta, tutto sommato, facile da sostenere, ma il dubbio avanza quando ti succede qualcosa che non ti piace, nella maniera più assoluta e che tu non credi, sia minimamente possibile, tu l’abbia contribuito a creare e quindi non accogli nemmeno lontanamente anche solo il dubbio di aver contribuito a crearlo.
    Moglie e matrimonio? Sì, ammettere di aver creato e scelto il tutto, nel bene e nel male, sì, ce la fai.
    Lavoro?  Beh, se ci pensi, ammetti di aver risposto tu a quella inserzione, di averci creduto e aver dato il via a tutta quella serie di relazioni e di dinamiche che ora ti sovrastano, che magari non ami, ma accadono e sono la conseguenza di certe scelte, anziché di altre …
    Ma una morte, una malattia, un fatto impegnativo, quelli fai fatica ad annoverarli tra le creazioni personali;
    il solo supporlo ti irrita, perché dovresti essere suonato, per aver contribuito a schiacciarti le mani nel cassetto a quel modo.
    Fin dove possiamo spingere questo discorso?
    Lo posso spingere ovunque.
    Nella tua Scuola di Formazione” personale sai che quello che trovi fuori di te, vive e l’hai dentro di te, mentre nella “condizione del “prigioniero psichico” vai credendo, pensando e dicendo, che il male è fuori di te e si accanisce, per qualche malvagio motivo su di te.
    E’ il famoso detto che ripete come un mantra, che a questo mondo “piove sempre sul bagnato”.
    Tu, Uomo, sei una creatura particolare e conosci di te ben poco; ciò che appartiene al tuo conscio è una cifra irrisoria, chissà, forse solo un 5 forse 7% di ciò che tu sei nella tua realtà ed interezza di iceberg; quello che emerge è il tuo cosciente, ma la tua parte sommersa, il tuo oltre 90%, sicuramente, è il tuo inconscio, quello che non sai bene dove inizi e dove finisca ed in alcuni frangenti addirittura manco sai che c’è, che esista.

Sei un diamante con tante facce.
Il tuo conscio crea quello che se ci lavori sopra, accogli come figlio tuo, vale a dire il matrimonio, il tipo di studi fatti, l’auto che possiedi e poco altro, ma il resto lo vive in maniera spaesata, come un macigno che rotola a valle, per un’eco lontana, mentre in realtà anch’essa è stata in qualche modo creata da te, da quel 90% o poco più.
Ti arriva attraverso l’esterno, ma lo hai generato a tua insaputa, lo hai in qualche modo creato per te.

  • Crei attivamente la tua realtà. Se accogli in maniera profonda quel dogma spinoso che il tuo zampino c’è sempre, qualsiasi cosa ti accada, allora ti attivi perché tutto ciò che avviene sia perfettamente in sintonia con quanto tu desideri, il che significa che non andrai mai ripetendoti che all’esame il prof. ti boccerà, perché non lo vuoi, non lo desideri, quindi non te lo crei, nella maniera più assoluta.
  • Non contribuisci più a creare differenza tra ciò che vuoi e ciò che ti accade.
    Desiderio e realtà sono in perfetta sincronicità.
  • Sai che dominato e dominatore sono un tutto, fanno parte dello stesso spazio prigione. Se oggi tu imputi qualcosa a qualcuno entri nella dualità, di cui ho parlato ampiamente nell’articolo del 30 aprilo scorso, e quindi ti attivi per smantellare una situazione utilizzando i mezzi ordinari di cui l’altro si avvale e questo ti ricollega a lui e ti riporta in quella realtà. Tu sei altro da lui e guardi l’oggetto del contenzioso, dalla tua prospettiva e lo vedi dal tuo punto di vista, non dal suo. Questo ti consente di focalizzarlo nella giusta modalità e di non diventare quel problema.
    Pensiamo alla Pandemia e ai messaggi che sono passati attraverso di lei. Tu sei contagioso, tu sei frutto di contagio, tu sei pericoloso per te stesso e per gli altri. Allontanati dagli altri. Isolamento. Tu Uomo sei un problema, anzi sei il problema. Tu non hai ascoltato ed il virus, per colpa tua, è diventato Pandemia e la Pandemia non si gestisce e ti fa paura e ti deve fare paura, perché lei non si gestisce. E’ la modalità perversa, adottata in campo educativo con i bambini per creare il senso del rimorso, il senso di inadeguatezza, l’idea del rifiuto e quindi la piena resa al volere dell’adulto.
    Lì il bambino perde la sua “semplicità”, la sua “libertà” interiore e si adegua alla nostra “prigionia umana”. Una prigionia che non finisce più, se non quando decidi di frequentare “le scuole” di formazione interiore, in forma autonoma o attraverso un percorso strutturato da un formatore.
    Così, giorno dopo giorno, tu crei la tua libertà interiore, riaccendi la tua essenza divina, esci dalla dualità, sai comprendere a chi appartiene cosa, e quindi sei perfettamente consapevole di quando una situazione viene creata da te e di conseguenza te ne devi fare carico.
    Ciò che viene dall’altro sai che gli appartiene e non è un problema tuo e tu per certo, non sei il suo problema, come ti veniva dato di credere e pensare, spesso, da piccolo.
    Non ti liberi usando gli stessi schemi che ti incatenano.
    Se ancora credi che c’è qualcuno che ti fa qualcosa e che ti causa un problema, sappi che tu crei il tuo aguzzino e gli stai dando potere contro di te.
    Questo non significa che nella realtà tu non abbia e non viva una situazione nella quale c’è una figura che ti sovrasta, che sia un datore di lavoro, un figlio, una moglie o una persona qualsiasi, ma ti devi ricordare che ogni struttura, anche imponente, sta in piedi, partendo dal basso.
    Questo significa che lui ha potere su di te, perché tu glielo dai. Tu crei il suo potere.
    Perché così tante forme di bullismo e cyberbullismo?
    Perché c’è fragilità interiore e quindi un mondo dentro che crea ed alimenta, in qualche modo,  gli aguzzini fuori.
    Questi figli fragili, sono lo specchio di un sistema che non poteva più funzionare.
    Questo caos, questi fatti, questi isolamenti devono aver creato in noi nuove consapevolezze.
    Certo che il casino vissuto nuovamente con le dinamiche di un tempo, hanno fatto il gioco che ho ribadito 300 volte: Non ti liberi usando gli stessi schemi che ti incatenano.
    Non ti liberi ricalcando i soliti modi umani di fare e di essere.
    Tu, anche nel caso della Pandemia, stai tenendo allora in piedi colei che ci domina e la nutri ogni volta che la vedi come un gigante immenso, uno spauracchio che non controlli, un mostro che sta distruggendo l’economia, un virus che circolerà almeno per due anni.
    E se fosse stato altro?
    Finché punti il dito e dai la colpa a qualcuno fuori di te, tu non prendi il potere di cambiare lo stato delle cose; sei una sorta di Fantozzi, uno sfigato, in preda agli eventi, che nutri il tuo massacratore.
  • Le cose possono cambiare?
    Certamente! Tutto muta, se prendi in mano la situazione e ti assumi appieno la “tua responsabilità”.
    Lentamente, non in 10 minuti, ma tutto si trasforma. E’ lento, perché ti mette in gioco; il cambiamento deve partire da dentro di te e richiede un lavoro costante, un cammino attento e in una direzione difforme da quella precedente.
    Allora esci dalla selva oscura e vedi finalmente il sole, la luce e quello che realmente è.
    Le cose che tu vivi ti fanno da “Maestro” e ti guidano alla tua evoluzione superiore.
    Il tuo “stato di presenza” alla tua realtà, la modifica per forza di cose, perché se cambi tu, che la vai originando, di conseguenza cambia lei, che è un tuo frutto.  
    Cambiano i fatti che ti accadono.
    Quindi riassumendo: devi acquisire un tuo “stato di coscienza” e lavorare tanto tanto su di te, sui tuoi pensieri, sulle tue emozioni, sulla scelta delle parole, su tutto ciò che tu sei e che quindi ti esprime.

Questa tua trasformazione alchemica, da piombo ad oro fa la differenza e genera differenza, in tutto.
Beh, la nostra chiacchierata per oggi volge al termine. Spero di esserti stata in qualche modo utile e di aver smosso qualcosa dentro di te, affinché tu colga questo momento non come una immane disgrazia, ma al contrario, come la più grande opportunità che ti venga offerta e venga proposta a tutto il genere umano.
Buon viaggio!
Amorevolmente ti

Questo articolo è stato amorevolmente scritto da Ti degli Arcangeli (l'autrice dei 2 libri Le Preghiere Arcobaleno dagli Arcangeli e La Via della Luce. Testi guida dell’Arcangelo Uriele ) con canalizzazione di un Arcangelo specifico oppure facendosi ispirare da Arcangeli e Angeli.
Sei libero di copiarlo su un altro sito/blog, però per correttezza lascia questa dicitura incluso il collegamento cliccabile a www.sottounarcobalenodiluce.com

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