
Ti sarà sicuramente successo, in qualche situazione particolare che ti venisse attribuito un giudizio o un gesto, un’espressione che non hai mai pronunciato, ma che il tuo interlocutore ritiene che tu abbia detto o fatto a suo svantaggio, contro di lui.
Tranquillo! Se è convinto di una certa cosa, sarà ben difficile, riuscire a fargli cambiare idea.
Di certo in un tempo molto lontano, qualcosa si deve essere inceppato nella fase evolutiva umana, che, a partire da Adamo ed Eva, ha guastato le relazioni.
La narrazione dell’albero è solo una storia, ma racchiude un significato importante.
E’ lì, che si racconta che alla coppia era stato vietato mangiare dei frutti di un Albero, altrimenti sarebbero morti.
Perché la frutta avrebbe dovuto farli morire?
Perché si trattava dell’Albero della Conoscenza.
L’Albero della Conoscenza era in realtà l’Albero della Morte, mentre accanto a lui c’era un altro Albero, chiamato della Vita.
La Vita era la Verità, la Verità cosmica, mentre la Conoscenza era legata a dei simboli e a delle supposizioni, cioè a tutte le voci che circolano, liberamente, dentro e fuori dalla nostra testa.
Tu fatichi ad accogliere un evento in maniera oggettiva, senza aggiungere nessun particolare, perché siamo stati portati ad essere dei sognatori seriali.
Prova a pensare all’ultima chiamata che hai fatto, dal tuo cellulare, a una persona che non ti ha risposto.
Di certo non hai riagganciato dicendo solo :”Non ha risposto!”
La supposizione è quasi immediata e spesso inconscia, cioè accade senza nessuna presenza alla sua origine.
“Non ha risposto, perché di sicuro sta mettendo a letto i bambini”.
“Non ha risposto, perché dimentica sempre il cellulare in giro per la casa”
Non mi ha risposto perché avrà visto che ero io e così non mi ha risposto!”
E via…
E’ evidente che abbiamo mangiato l’Albero della Morte, perché ci spariamo sui piedi con una estrema facilità.
A questo mondo, penso ci siano un sacco di persone che, avendo mangiato all’Albero della Conoscenza, sono morte, ma non sapendo di essere morte si agitano dentro un corpo vivo, e sognano…, sognano, senza essere minimamente consapevoli di sognare.
Siamo vittime, vittime di tutte le nostre storie, che ci rendono la vita impossibile.
Ogni giorno, con la mente, crei dei sogni, cioè delle grandi storie, storie arricchite anche dalle tue superstizioni, dai tuoi pregiudizi, dalle tue conoscenze.
Tu sei la vittima dei tuoi sogni e non lo sai.
In questi tuoi sogni, rientrano le supposizioni della religione, quelle della famiglia, del governo, del tuo entourage, di tutto il tuo modo di pensare e di credere.
L’Albero della Conoscenza ti riempie di menzogne, di tutte queste chiacchiere che a poco a poco, attraverso i genitori, la scuola, la religione, la società a cui tu appartieni, ti sono entrate dentro , agganciandosi alla tua attenzione, per poi installare le “opinioni e le credenze, riguardo a tutto e a tutti.
Le suocere sono perfide.
Gli ospiti sono come il pesce, dopo 2 giorni puzzano.
Questa persona è acida e quell’altra è avara.
Ne hai per tutti, quasi senza avvedertene.
Credi nella religione, in genere perché ci credevano i tuoi genitori, perché ti portavano alle funzioni, ti hanno fatto ricevere magari dei sacramenti e tu hai imparato a “credere”, a quello che ti dicevano.
Gli adulti che ti hanno seguito, ti hanno raccontato le “loro storie” circa il mondo, la vita e gli altri, poi sei andato a scuola e lì hai trovato altri adulti, chiamati insegnanti, che ti hanno raccontato altre storie.
Hai imparato la “storia” degli eroi del tuo paese, le guerre che hanno toccato questa terra e tutte le sofferenze successe.
Sono gli adulti che ti preparano a entrare nella società, creandoti tutte le premesse per conoscerla, secondo queste dinamiche, che arricchiscono con svariati simboli i tuoi futuri sogni.
Ecco allora che la visione della Vita, che ciascuno di noi possiede, è una visione distorta e falsa.
Tu hai imparato a vivere “lo stesso sogno” dei tuoi genitori e la tua Fede antica, è diventata l’elemento vitale, per credere, accogliere e sostenere quello che i tuoi genitori ti trasmettevano.
I sogni che ti hanno fatto creare, ti hanno aiutato a strutturarli in buona fede.
La fede dell’Albero della Vita è stata così devoluta all’Albero della morte o della Conoscenza.
Gli adulti trasmettono ai piccoli solo quello che sanno, non quello che non sanno.
E quello che loro sanno lo hanno a loro volta ricevuto ed imparato, creduto, per tutta la vita.
Ogni genitore fa solo il meglio per i propri figli e se non lo fa o non lo ha fatto è perché non era capace, non sapeva fare di meglio.
Di sicuro ci puoi scommettere che il genitore ha un sacco di giudizi su di sé, a cui si aggiungono quelli degli altri, di chi gli vive intorno.
Quando la religione ti parla dell’inferno e te lo fa visualizzare come un luogo pieno di sofferenza e di fiamme, ti racconta un giudizio di questo luogo, e te lo prospetta come un luogo per una punizione eterna.
Questo è un sogno.
E’ il sogno “normale”, ordinario, dell’essere umano.
E’ quello che accade dentro la mente umana: il giudizio, la colpa, la punizione e tutte le e mozioni prodotte dalla paura, paura che arde e brucia come il fuoco, dentro di te.
La paura è la regina del mondo basso e imperversa creando un sacco di distorsioni nella nostra conoscenza.
E’ la paura che genera il mondo dove regna l’ingiustizia, dove tutto è un dramma e la vita sembra film dell’orrore.
Qual è la paura più grande di questo mondo?
A parte il covid, 😋 è la verità.
La paura della verità.
Addestrati alla menzogna, non riusciamo nemmeno a pensare a come sarebbe conoscere la verità.
Questo spiega come mai, pur di fronte a verità che oggi affiorano, in merito a ciò che è accaduto negli ultimi tre anni circa, moltissime persone continuano a raccontarsi la loro menzogna, a restare nel loro sogno.
L’Anima però sa e questo crea un’antica e recondita paura anche della menzogna, che però sembra avere la meglio.
Ecco perché spesso richiamo l’importanza di agire con le Sette Fiamme sacre e di recuperare la mente e la Verità Divine.
La conoscenza è allora la nostra “ancora”, infatti la pubblicità per sostenere questa tragicommedia si sono serviti anche dei Rapper, oltre che dello scienziato del sistema, pur di raggiungere tutti i sognatori, ma proprio tutti.
E’ così che tu soffri, credendo a quello che sai, e tutto quello che sai non è vero, perché è un punto di vista, ma tu ci credi e lo diffondi e lo trasmetti.
E la storia del genere umano continua e si ripete ancora e poi ancora.
Tanto tempo fa i Saggi paragonavano il Sogno a un grande mercato dove tutti parlano e nessuno ascolta, in un grande pettegolezzo; la parola viene allora usata contro se stessi e poi contro gli altri, come fosse un coltello.
Ogni essere umano è come un mago e in questo “mercato” durante l’interazione, non esiste ascolto.
Attraverso le parole vengono scagliati un sacco di incantesimi, in tutte le direzioni.
Si sparge così un sacco di veleno emozionale.
Si creano pettegolezzi e distorsioni o maldicenze terribili.
Il peggio è che getti gl’incantesimi peggiori, proprio sulle persone che più ami, e lo fai con una forza terrificante.
Tu, per avere potere sugli altri, soprattutto sui piccoli, alzi la voce e usi un tono imperioso, comandi.
La stessa cosa la realizza chi ti governa, pronunciando parole con tono autorevole e questo crea un potente incantesimo, che agisce sul collettivo.
Perché? Perché il tono con cui ti dice una cosa la avvalora e ti fa credere che sia così, che sia vero.
Se capisci il potere dei simboli usati, capisci anche stanno cercando di portarti.
Lo vedi anche nel tuo comportamento quando agisci con gli altri e prima ancora con te stesso.
Diventi posseduto da un’idea.
A volte è l’idea dell’amore, altre è quella della rabbia, a volte è la gelosia oppure la paura.
Dentro di te i simboli lottano per avere sempre la tua attenzione, per controllarti.
Sono vivi e la loro vitalità sei tu a dargliela, nel momento in cui credi in loro.
Questi simboli sono sempre in azione.
Parlano in continuazione, si agitano.
E ti “raccontano la realtà” a modo loro.
La conoscenza cerca di farti “interpretare tutto”, ti suggerisce cosa fare e cosa evitare, ti ricorda in cosa credi e cosa non prendi nemmeno in considerazione.
E’ come se ogni giorno Tu scrivessi un reality
Naturalmente tu hai sempre ragione e gli altri torto, ecco perché se vieni accusato di qualcosa è abbastanza faticoso riuscire a dimostrare il contrario.
Tu crei il copione e scegli gli attori.
A ciascuno poi dai un copione, partendo dai pregiudizi e dagli schemi appresi nel tempo.
A poco a poco la verità sfuma e tutto è solo frutto di questa menzogna. E la menzogna non è altro che l’inferno.
Se vogliamo tornare ad Adamo ed Eva, c’è un dialogo con il serpente che viveva su quell’Albero.
IL serpente era un angelo caduto, divenuto il Principe della Menzogna, cioè delle info distorte.
Sai che il Principe chiede alla coppia se vuole diventare come Dio e naturalmente i due non rifiutano, perché credono di dover avvalorare la loro Essenza, mentre così facendo, è come se rinnegassero la loro Origine e chiedessero di “diventare” come Dio.
Il quesito del serpente è molto sottile.
E’ così che essi si nutrono, cioè mangiano quella menzogna e muoiono alla loro divinità.
Quello che ti fa scivolare è il dubbio.
Prima del dubbio, tu non sai nulla, sei nella Verità e la vivi.
La domanda confonde Adamo ed Eva e così inghiottendo la menzogna, non credono più nella loro Essenza Divina, dubitano, e pensano che per tornare a Dio, devono erigergli un tempio.
Ci vuole un luogo per “adorarlo”.
In questa condizione tu provi dolore e separazione, quindi ti convinci che questo sia un passaggio obbligato per recuperare Dio, a cui dai ora un nome e così fai nascere una religione. Tu crei un dio, poi un altro, poi un altro e poi un altro ancora.
La prima menzogna a cui hai creduto è:” Io non sono Dio”.
Da qui ne sono nate una miriade, mentre la tua Divinità si spegne e scompare.
Dio per noi è perfezione e bellezza e così cerchiamo in tutti i modi di realizzare q e impersonare questa bellezza e questa perfezione.
Creiamo una storia anche per Dio e poi la vendiamo ai nostri figli.
Il Dio che abbiamo creato è un giustiziere.
In realtà il serpente è ciò di cui abbiamo profondamente paura.
E’ come se ci guardassimo allo specchio.
Quando tu osservi la tua immagine riflessa sei convinto che sia l’esatta copia della realtà, ma non è così.
Il riflesso è posto al contrario, quindi distorto: la tua parte destra la visalizzi a sinistra e viceversa la parte sinistra a destra.
E’ una distorsione.
Da piccoli veniamo affascinati dagli specchi, quindi dalle cose distorte.
Poi gli adulti ci dicono le loro verità circa “noi”, mentre in realtà ci trasmettono quello che loro “credono” di noi.
Non esiste nessuno specchio capace di rifletter ciò che sei realmente.
E’ così che tu proietti su di te, quello che gli altri credono di te, e quasi tutto quello che credono è falso.
Da piccoli poi siamo semplici e quindi prendiamo per vero e per buono, tutto.
E’ così che dai potere alle menzogne e ti identifichi con quelle menzogne.
“Mio figlio è sgarbato!”
E tu cresci e ti manifesti come un adulto sgarbato.
Quindi tutto è nato quando abbiamo disconosciuto la nostra Divinità, ecco perché oggi ripetiamo: ”IO SONO!”
Il nostro Sé, quello vero e autentico va riesumato.
Un giorno, quando Gesù camminava con i suoi discepoli incontrò un uomo e lo invitò a seguirlo, ma l’Uomo replicò che doveva dare sepoltura a suo padre.
Cosa rispose Gesù?
“Lascia che i morti seppelliscano i morti. Tu sei vivo, vieni con me!”
Era un Uomo sveglio, che Gesù avrebbe voluto al suo fianco.
Durante la tua crescita, vieni addomesticato e il sogno esterno, il sogno di questo pianeta aggancia la tua attenzione e ti riempie la testa di tutte le tue credenze.
A poco a poco, diventi una copia del sono esterno.
Raccogli i tratti della tua immagine riflessa, un po’ qua e un po’ là.
Copi credenze, comportamenti, modi di reagire, stati emotivi, tutto.
Così a poco a poco non sei più Tu.
Sei un Tu virtuale.
Credi di essere lui, mentre in realtà tu saresti e Sei altro.
IL TU che sei è il Tu che pensi, che credi di essere, ma è un riflesso.
Ciascuno di noi si è guadagnato la laurea nel far finta di essere ciò che pensa di essere.
Questa immagine diventa poi la tua tomba.
Il Tu che vive è altro da te.
Ma chi è questo TU?
Di certo non è quello che si muove, lavora, fa figli e prega nella maniera ordinaria.
Il vero Tu è morto.
E come si fa a riportarlo in Vita?
Grazie alla Con-Sapevolezza!
Diventando consapevole di tutto questo, rinasci, come la bella Addormentata nel bosco.
Resusciti, come fece Cristo, dai morte vai poi rivelando al Mondo la tua ritrovata Divinità.
E’ questo il momento per abbandonare il mondo del sogno, della morte, della distorsione e dell’illusione, per la Vera Vita.
Devi disimparare le menzogne e di ritornare alla tua verità, alla tua autenticità
La Consapevolezza ti permette di ritornare alla Vita, ti fa uscire dal tuo sogno e così ti ribelli a tutte le menzogne che da sempre governano la tua testa.
Questo è il tempo della ribellione e quindi della Trasformazione o Trasmutazione nel tuo vero Sé!
E’ il giorno della farfalla che buca il suo bozzolo ed esce e spicca il volo!
Buon volo a Tutti!!!
Con Amore Ti degli Arcangeli.
Sei libero di copiarlo su un altro sito/blog, però per correttezza lascia questa dicitura incluso il collegamento cliccabile a www.sottounarcobalenodiluce.com



Hai assolutamente descritto la menzogna nella forma più corretta e possibile mai sentita…!!! Indispensabile create le condizioni per sgretolare tutti i sistemi indotti, indottrinati ,imposti è un gran lavoro di trasformazione del proprio Essere ma veramente proficuo permette di Spiccare il volo oltre ogni condizione esistente un abbraccio caloroso di Luce cara Anima Ti grazie sempreverde per i tuo preziosissimi messaggi in gratitudine
Felice giornata 🧡💛🤍☀️
Ciaoo Mariano!
Sì, è un lavoro costante e richiede pazienza e attenzione, ascolto, ma molto proficuo.
Quando poi si cambia, il fuori cambia.
Un abbraccio dolcissimo.
Grazie Ti!!! Grande scritto! Ritroviamo il nostro vero Sé e lasciamo andare tutte le menzogne “inculcate” 🙏🏻
Grazie grazie grazie infinite 💜💜💜💜💜💜💜
🍀🍀🍀🍀🍀🍀🍀🍀
🤗💛
Buon lavoro, Valentina!
Sono certa che otterrai moltissimo, lo sento!
Amorevolmente Ti