L’Anima ti ha parlato. Ascoltala!

E’ noioso in questo periodo nel quale siamo imbrigliati in mascherine inespressive e bombardati da notizie terroristiche, essere ancora avvicinati da persone che ripetono sempre le stesse cose, ma soprattutto “credono” sempre alle identiche dinamiche e le vivono, le sperimentano, le mettono in pista.
Mi capita spesso di raccogliere tra amiche e conoscenti, affermazioni che si riassumono pressappoco così:
“ Eh, hai voglia di uscire dalla condizione di single, quando ti rinchiudono in casa con il coprifuoco e non puoi uscire dal paese o dalla frazione in cui vivi.
Forse sarebbe stato meglio non avessi lasciato Michela, almeno ora starei con qualcuno”.
Voglio dare voce alla tua Anima, mentre tu fai un’affermazione di questo tipo.
Sai cosa borbotta lei, mentre tu hai uscite di questo tipo?
Te lo dirò con un linguaggio molto diretto e magari un po’ dissacrante, ma ti garantisco che è la versione “aggiornata” di quello che il tuo Spirito ribadisce di fronte a queste tue parole.

“Basta! Mi hai rotto le palle! Mi sono stufata di indirizzarti e di prendere atto che tu non mi credi e continui a ritornare sui tuoi passi. Vuoi spaccarti l’osso del collo? Fai pure, ma non chiedermi più nulla, perché fosse per me, ti lascerei affondare nelle acque torbide, delle tue incredibili “cretinate mentali””
Già, non te lo saresti aspettato vero?
Eppure l’Anima soffre e si sente messa in terribile discussione ogni volta che una persona sfodera quel vecchio proverbio: “ Era meglio quando si stava peggio”, magari non formulato così, ma sicuramente riesumato con affermazioni come quelle riportate sopra e quella sorta di rimpianto di Michela.
Quante volte molti di noi, si ritrovano a rimpiangere scelte, azioni, affermazioni, fatti e persone passati, in nome di un presente diverso?
Tantissime e proprio per questo, oggi, facendomi portavoce dell’Anima di ciascuno dico che è noioso, che non si deve più fare, che avete rotto le palle con dichiarazioni di questo tipo.
Ogni volta che facciamo scelte importanti, l’Anima ci ha guidato a farle e quindi è giusto e sacrosanto rispettarle.
Rispettarle anche perché, prima di metterle in atto, abbiamo spesso lasciato trascorrere tutte le ere glaciali, possibili e pensabili, perché nonostante una parte di noi ci consigliasse di battere in ritirata e dissociarci, l’altra parte di noi non “voleva mollare” e quindi siamo rimasti aggrappati a quel lavoro, a quella casa, a quella persona, a quella relazione, a quel vissuto, a quelle dinamiche, a quelle emozioni … per un tempo inaudito, disattendendo qualsiasi buona norma di autostima, di valutazione, di benessere possibili e immaginabili.
E ora?
Ora vorremmo fare la retro e viaggiamo guardando non la strada davanti a noi, ma nello specchietto retrovisore e sospiriamo.
Basta!
Non ha senso rimettere in discussione ciò che è stato, perché se è stato è così che doveva essere e niente di più o di meno.
Tu, l’altra persona, la situazione, l’ambiente, la realtà o quello che ha comportato la svolta non erano adatti a te, all’altro o al bene del momento.
Perché?
Forse perché tu o l’altra parte o entrambi non eravate in quel momento in asse per dare frutti diversi, se non la scelta di allontanarvi.
Un lavoro che non ti dava soddisfazione, anche se oggi lo guardi e vedi che, cambiato il gestore, trasformato il time, restaurati i locali e tanto altro va bene e quindi sei indotto a pensare che ora potrebbe andare bene anche per te, non è vero.
Allora non era adatto e quindi la tua scelta di mollarlo fu esatta, fu perfetta per te, per il momento, per  “tutte” le persone coinvolte, allora.
Oggi?
Oggi, forse, il gestore è un altro, il personale è stato cambiato, tutto è stato rivisto e rivisitato, proprio grazie al tuo licenziamento o a come lo hai fatto, con quali modalità lo hai portato avanti.
Tu sei stato l’artefice di “un cambiamento” che non ti deve portare a rimpiangere ciò che era fuori asse, ma devi essere onorato e grato per aver partecipato e cooperato con Dio a trasmutare quella realtà, una realtà che non ti apparteneva nell’allora, ma non ti appartiene neppure nel suo oggi, nel suo nuovo profilo.
Tu dovevi fare quello e lo hai fatto.
Tu potresti essere l’Anima venuta con l’incarico di “risvegliare” quello spazio, quel luogo, quell’ambiente, quella professione e le persone che ne facevano parte.
La tua Anima ha fatto ciò che doveva fare.

Riconosciglielo, se non vuoi riconoscerlo a Te stesso.
Non sei venuto per stare là, ma per cambiare quel là.
Punto.

A capo.

 Fossi rimasto, tutto sarebbe rimasto invariato e la tua storia animica sarebbe stata “storpiata”, così come quella di un luogo di lavoro e di tutte le persone facenti parte.
Dici poco?
Tu hai contribuito alla “salvezza” di almeno altre 10 persone, oltre che di una “professione” e di un “ambiente”, cioè di un edificio “materiale”, fatto di mura, mattoni, finestre e tanto altro.
Tutto si è evoluto, tutto si è trasformato e cambiato, grazie a te e al tuo gesto.
Invece di soffrire di “attaccamento al passato”, pensa invece, come anche un semplice licenziamento, possa modificare vite, strutture materiali, persone, eventi, emozioni e tanto altro.
Ogni volta che tu rimpiangi una situazione andata, entri in conflitto con la Tua Anima e la screditi.
Seduto, a bordo della tua auto/Vita, procedi senza guardare la strada davanti a te, con gli occhi fissi sullo specchietto retrovisore
e così facendo rischi di investire qualcuno o qualcosa, non ti gusti il presente e non appronti nulla di buono per il tuo futuro.
Perché?
Perché ti stai comportando da “nemico della Tua Anima”.
Metti in discussione ciò che lei a fatica ti ha ripetutamente chiesto e poi ottenuto, sì, ma  con tempi dilatati e con fatiche immense.
Un sacco di energia e sofferenza sua, inutili.
Ora tu rimpiangi e chiedi di rientrare in una situazione passata.
Come credi reagirà l’Universo?
Facilissimo.
“Ah, ma allora non hai avuto abbastanza? Michela era la donna perfetta per te?
Quel lavoro era noioso, ma andava bene? Non ti preoccupare ti mando subito una fotocopia. Provvedo!”
Ed ecco che “Michela” si ripresenta, anche se non si chiama più Michela, ma Simona e il nuovo lavoro è schifoso e affaticante esattamente, se non peggio, del precedente.
E ora ti vuoi lamentare?
Eh no, patti chiari e amicizia lunga.
Tu hai chiesto una certa cosa all’Universo e così hai avuto. Lui ti ha accontentato.
Sii coerente con le tue parole e le tue forme pensiero, perché tra un po’ pure l’Universo ti manderà a quel paese, ma se lo farà, povero te.
Ma tu non desideravi questo?
Beh, allora rivedi le tue modalità, le forme pensiero e le richieste, che sospirando, affidi al vento.
Se quella situazione, quel lavoro, quella persona non quadravano, non quadravano, non erano adatti a te e forse nemmeno al tutto dinamico, per cui tu sei arrivato per farli muovere e lo hai fatto.
Ringrazia, con tanta gratitudine per aver partecipato a questa dinamica, benedicila e benedici la tua Anima e te stesso.
Lei, l’Anima, ora così stufa di Te,  per averti consigliato e tu per esserti messo in gioco e magari senza tempi supplementari.
Idilliaco.
Spesso alla base di cose che non funzionano ci sono dinamiche, anche antiche, da sanare, conflitti di svalutazione e tanto altro da guarire e tu non eri preposto a questo, ma a far prendere consapevolezza di questo; tu stesso potresti essere stato in quella situazione e quindi non capace di farti carico di quella situazione, di quella persona, di quel lavoro.
Allora era così, ora è cosò, ma per altro.
Tu sei un Uomo diverso e quello che ti attende è diverso.
Quando un compito si esaurisce devi avvicinarti ad altro e prenderlo in carico osservandolo, alla guida “consapevole”  e in presenza del tuo veicolo.
Niente specchietti retrovisori, ma finestrini e lunotto anteriore.
Sii Amico della tua Anima!!
Trasmuta l’esperienza vissuta e passala in positivo.
Fa che ogni attimo, parola, esperienza, momento di allora, siano mattoni pieni e meravigliosi per l’oggi, per la casa che stai per realizzare.
Sogna ora in grande, con tutti quei mattoni accanto a te. E usali!
E ricorda che tu sei il tuo “Sogno”.
Quella realtà dello specchietto non andava e non andava e non andava.
Inutile rimpiangerla.
E’ da scemi.
Basta essere il tuo “peggiore nemico!”
Cosa ti ha insegnato quel periodo?
Cosa ti ha fatto cogliere e comprendere?
In che cosa ti ha spinto a cambiare quell’esperienza, quel lavoro, quella situazione, quella relazione, quella persona?
Cosa ti ha offerto quell’esperienza?
Guarda a queste cose; ognuna di esse è uno, cento, mille nuovi mattoni.
Non stare al freddo o sotto un sole cocente, quando puoi e devi costruirti un nuovo riparo.
E’ tempo che tu ami la tua vita presente e così, e solo così, l’Universo ti ricompenserà.
Parliamo in particolare di lavoro e di relazioni, due aspetti della vita, carichi di rimpianti.
Un lavoro che a pelle sentisti come non adatto a te, resta così, perché anche se trasformato, tu, a tua volta, ti sei evoluto e trasformato, ma mantenendo una matrice di un certo tipo, quindi una base che è in divergenza rispetto a quel lavoro e a tutto quello che questo comporta.
Solo nel caso in cui, lo stabile è sempre quello, ma prima c’era un ristorante e oggi, per assurdo, vi si temperano le matite, potrebbe essere adatto a te, ma solo come “luogo fisico”, perché il tutto è cambiato.
Se non ti sei “sentito tagliato” per …, stai certo che non sei adatto per…, oppure lo sei, ma con modalità completamente nuove e quindi in luoghi altri.
E nelle relazioni?
Se lei non risultava adatta a te, non lo era.
Se la minestra di cavolo non la digerisci, non la digerisci.
“Ah, ma il tempo ha aggiunto anche il sedano, i fagioli e un po’ di prezzemolo?”
Beh, l’ingrediente base è quello, il cavolo e tu sai perfettamente, che non lo digerisci.
Stop.
Se cercavi una donna femminile, dolce, raffinata, continua a cercarla e intanto sii maschio, più maschio che puoi, cioè esterna la tua presenza protettrice, e qui non parlo di genitali, ma proprio di tua essenza, di  coerenza, di senso di stabilità, tra valori espressi e portati in essere.
Vuoi così, ma poi, tu per primo fai cosà.
E dove sono i tuoi valori? Quali sono?
Offri il tuo lato migliore.
Basta essere una banderuola, basta essere femminile in maniera traslata, basta cercare il femminile in donne con voci grossolane, risate raccapriccianti, donne con modelli fisici completamente diversi dal tuo modello interiore.
Ascoltati!
Se ti piace un certo tipo di donna, cercalo!
E smettila di accompagnarti a Michela, per poi tradirla con Anna e rimanere comunque insoddisfatto perché entrambe sono l’opposto dei tuoi desideri.
Svegliati.
Se vuoi la minestra cerca di avere la minestra.
Se preferisci la pasta, concediti una buona volta la pasta!
Alle donne poi dico: siate belle, amate la Vita, godete di ogni giorno come fosse l’ultimo, ridendo e regalandovi il piacere di curarvi e dedicare tempo e denaro alla vostra formazione.
C’è bisogno di “conoscenza” e questo lo dico sia a voi donne, che agli uomini.
C’è bisogno che ci sentiamo e siamo “TUTTI” più belli, più sereni, più carichi di conoscenza e che siamo il sogno di noi stessi.
Basta spendere in scemenze, come cellulari stra- costosi.
Sii Donna.
Sii Uomo.
Tu Uomo cerca una Donna vera, una femmina, femminile.
E tu Donna, cerca un Uomo vero, cioè un maschio, non una mezza calzetta, sperando di farne un eroe!
Basta essere sogni deformati e nemici di se stessi.
Un Uomo o una Donna non sé, hanno conflitti interiori e se tu cerchi altro è altro di cui hai bisogno.
Tu devi essere in asse devi aver chiaro cosa vuoi e smetterla di rincorrere l’ombra di ciò che vuoi o di “pettinare lo specchio”.
Se sei spettinato, non pettini lo specchio dove ti stai riflettendo, ma pettini te stesso.
Se nell’altro qualcosa ti stride, significa che in lui vedi qualcosa che ti appartiene e devi sistemare.
Se soffrite della stessa patologia, ma tu te ne sei avveduto e lui no, significa che  tu sei pronto per la guarigione, lui no e non puoi farci nulla.
Devi lasciarlo andare.
Di lui/lei sarà ciò che deve essere.
Tu punta su di Te e metti in essere la tua guarigione.
Lei ha una voce grossa e ride o parla in una maniera che ti risuona male?
Certo, glielo fai notare, facendole il verso, ma poi?
Lei è così!
La sua voce è così!
Se la grazia non le appartiene non c’è, non puoi pretendere di trasformare una zuppa di cavoli in una vellutata di carote.
Tu puoi trasmutare te stesso non lei, ma puoi scegliere una persona ben diversa da lei o lui, una persona che risponda ai tuoi bisogni e ai tuoi modelli interiori.
Basta!
Se capiamo questo la pianteremo di avere una società dissonante e piena di corna, di separazioni e di situazioni al limite; ci sarà un riequilibrio generale, perché questa regola vale nelle relazioni come in qualsiasi altro settore della Vita.
Se cerco e sogno un lavoro ottimale è quello a cui devo puntare, non posso scegliere  un lavoro in C4, sperando si trasformi in un champion slides.
Alt, fermo.
Lo so, cosa stai per brontolare…
“Ma se il lavoro non c’è , come faccio a puntare a quello che mi piace?”
Volere è potere.
Se desidero qualcosa la creo e la so creare, riesco ad andare oltre tutte le crisi possibili e pensabili.
Come ora creo il mio “peggio”, così posso e devo, se lo desidero veramente, creare il mio “meglio”.
Quando ho terminato l’Università, già il mio indirizzo risultava, diciamo, ben fornito e in molti si lamentavano di essere soprannumerari e precari.
Ho rinunciato alla lode, contravvenendo al mio Docente che voleva trattenermi in Università per un percorso come assistente; perché?
Perché sentivo, e questo era la mia Anima a farmelo cogliere chiaro, non solo gli amati Arcangeli e Angeli, ma la mia Anima.
Io sentivo di dover accelerare e non perdere tempo in nessun modo.
Sono uscita senza la lode, ma con il mio obiettivo ben fisso davanti agli occhi, come un cavallo che vede solo il traguardo.
Nemmeno per un istante le lamentele dei possibili colleghi sono state mie; non ho mai pensato che sarei stata precaria a vita, né che non avrei mai avuto una cattedra mia.
Eppure c’erano tutti i presupposti perché quel pensiero potesse essere anche il mio.
Ho seguito tutte le “coincidenze” con una precisione unica e mi sono ritrovata con un posto, senza quasi accorgermene.
Non ero mai entrata nella forma pensiero di “essere e rimanere precaria”, nonostante la situazione reale di tantissime persone intorno a me.
Non ho mai pensato che non avrei insegnato.
Mi vedevo con la mia classe, strafelice e fare ciò che più amavo e amo e l’ho avuto.
Io, sono il mio Sogno.
E’ tempo.
Basta darsi alibi!
Basta buttare la colpa sul fuori!
Basta guidare con gli occhi puntati sullo specchietto retrovisore!
Basta arrivare a pensare e dire …, non dico cosa, che con quella persona o in quel lavoro forse avrei trovato la sicurezza economica, le braccia che desidero, il riconoscimento e la realizzazione socio economica che attendo.
Se vai a occidente e speri di vedere nascere il sole, sei tu a essere “stonato” ( sono gentile) e a rompere le palle alla tua “Anima”, non lei a darti addosso e nemmeno l’Universo o il Buon Dio ad avercela con te .

Buona giornata a tutti!
ti

Questo articolo è stato amorevolmente scritto da Ti degli Arcangeli (l'autrice dei 2 libri Le Preghiere Arcobaleno dagli Arcangeli e La Via della Luce. Testi guida dell’Arcangelo Uriele ) con canalizzazione di un Arcangelo specifico oppure facendosi ispirare da Arcangeli e Angeli.
Sei libero di copiarlo su un altro sito/blog, però per correttezza lascia questa dicitura incluso il collegamento cliccabile a www.sottounarcobalenodiluce.com
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4 commenti

  1. Enza

    Articolo illuminante, anche se ero già a conoscenza di questo, rileggerli è utile perché, è vero…a volte dimentico i desideri dell’anima e mi lamento. Ma perché pur desiderandolo….le mie azioni vanno nel senso opposto? Come se mi sentissi sotto l’effetto di un potente sedativo, seguo quella piccola vicina che nel profondo mi porta lontano da quello che i sensi fortemente desiderano, come dire…Il diavoletto alza la voce e si pone avanti, più udibile, ma la vocina angelica che sta dietro ha la meglio…..a volte questo mi confonde….qual’è la voce dell’anima? Quella grossa o quella quasi sussurrata?….Aiuto!!! Ti prego aiutami a capire. Grazie
    Enza

    • *** ti degli Arcangeli

      Ciao. E’ bello leggere di questo sgomento che ti pervade, perché traccia il profilo, esattamente, di come siamo, di com’è attualmente l’Uomo…
      Non esiste una forma unica per la voce; se ti affidi con la convinzione che possa essere solo sottile il nemico la userà anch’esso, se pensi che sia rimbombante ti fregherà e diventerà tale.
      Diciamo che la voce dell’Anima è ferma e decisa e aforza di darle retta, diviene sempre più difficile per il nemico “clonarla” e sostituirla.
      Questo potrebbe accadere solo quando c’è un fondo di paura o perplessità.
      Tu sai che quella cosa va o non va, quindi falla e chiedi al tuo Angelo di lasciarti fare solo ciò che l’Anima desidera e deve fare.
      Nascerà una sorta di “contratto”, veramente fruttuoso e il sotto, come lo chiamo io, non riuscirà più a fregarti. Aspetto tue nuove appena vorrai…
      Om Shanti.

    • Enza

      Grazie
      Ne farò tesoro
      Mi piace fare scelte dettate dal cuore.
      A presto
      Enza

  2. *** ti degli Arcangeli

    Om Shanti!!

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