Le Petit Poucet ossia Pollicino o Puccettino (Prima parte)

Da quale Fiaba posso iniziare a raccontare la Storia dell’Anima Umana?
Mi sto ponendo una domanda amletica, perché Tutte le Fiabe raccontano il Percorso Iniziatico e quindi sono Tutte attuali, almeno a livello soggettivo.
Ogni Scintilla Divina, nascendo Uomo si è costruita, proprio come fece Pollicino un suo Percorso, lasciando o meglio “portando con sé” degli elementi utili, per non smarrire il suo Sentiero e riuscire a completare la sua Rinascita in Dio.
La Fiaba e tutte le Storie, rientrano in questa specie di “Corredo promemoria” dell’Anima.

Visto questo aspetto che ci unisce a Pollicino, scelgo di partire da Lui, il piccolo Bimbo che viene lasciato nella foresta dalla famiglia in difficoltà.

La Fiaba presenta diverse versioni.
Il titolo originario datogli da Perrault, sul finire del 1600, era “Le Petit Poucet”, che poi venne reso con Pollicino ed anche con Puccettino.
Fu Collodi a dare questo nome secondo nome.

La storia di Pollicino o Puccettino di Charles Perrault. Prima parte
La storia è individuata dalla striscia colorata, simile a questa.

C’era una volta o molto molto tempo fa, una casetta sperduta in mezzo al bosco, dove viveva una famiglia composta da un papà, una mamma e 4 figli, due femmine e due maschietti.

L’inizio di questa Storia, presenta 2 versioni.
Nell’una i Fratellini sono 7, tutti maschi, mentre l’Orco, che i piccoli incontreranno a un certo punto della Storia, avrà invece 7 figlie tutte femmine.
In questa versione il numero che ricorre è il 7, legato ai FIGLI, e rappresenta il Simbolo Divino, l’Equilibrio tra lo Spirito (3) e la materia (4). Questo comporta che in ogni Famiglia i Figli siano l’Elemento Energetico che porta Equilibrio, dal taglialegna è Energia Maschile e nella casa dell’Orco c’è Energia Femminile.

Nella versione che invece propongo i figli sono 4 e sono 2 maschi e 2 femmine.

Partiamo dal “c’era una volta…

Questa Fiaba è la Storia della Scintilla smarrita, personificata appieno nella sua parte fisica e materiale.
La Famiglia è numerosa, ma Tutti i membri, indipendentemente dall’età, sono qui, perché rappresentano l’Anima che deve raggiungere la propria adultità.
I Personaggi rappresentano quindi le Coscienze assopite, confuse, instabili e addormentate, infatti vivono in “Mezzo al Bosco”, che rappresenta sempre la confusione, il buio, la fatica, proprio come poteva essere un tempo per chi viveva SOLO e lontano dai centri abitativi.

Ma partiamo dall’inizio.

Il più piccolo dei fratelli era vispo, intelligente e davvero bello e si chiamava Pollicino/Puccettino.

Sovente nelle Storie, che si chiamino Fiabe o Favole, oppure Leggende, l’ultimo nato è colui al quale viene riservata una sorta di trattamento speciale, perché pare sempre raffigurare la personalità “più scaltra e più carica di desiderio “ di misurarsi con la realtà circostante e di “crescere”.

E’ l’Anima più attenta, quella che proprio, come accade nella vita materiale, dovendo trovare una sua collocazione all’interno del gruppo, osserva, apprende, emula e quindi ha più possibilità d’intraprendere il suo “percorso Evolutivo, iniziatico”, a differenza del resto dei fratelli che sono più portati a massificarsi e a manifestare un carattere sovente conforme alle richieste del clan, a cui appartengono. Come nella quotidianità, Puccettino ha pensieri, emozioni e azioni  più “suoi”  e dunque è una sorta di prescelto, che può mantenere un “comportamento” etico più attinente alla sua Origine.
Meno controllato nella vita quotidiana, diventa più maturo e più abile sia a livello materiale, che Spirituale.
L’Esperienza è la sua Maestra e lui la Ascolta.

Il Papà faceva il taglialegna e non guadagnava molto, ma riusciva a sfamare la sua famiglia, assicurando a tutti il necessario per vivere.

Questa figura è la più grezza dal punto di vista Spirituale e lo vediamo sia dal ruolo che riveste, che dalle scelte che arriva a compiere.

Taglia la legna, svolge un lavoro pesante, consuma molta energia fisica e questo non sembra permettergli di originare una forma di abbondanza, perché “sopravvive” con il resto della famiglia. Si sente però importante e riconosciuto, perché è il fulcro attorno al quale ruota tutto il gruppo.

Il taglialegna è il Simbolo della personalità umana più grezza e primitiva. E’ l’Uomo che nella Materia, cerca solo il soddisfacimento dell’essenziale.

Come adulto infatti, il Taglialegna è il maschio Responsabile solo del mantenimento familiare. Alla Famiglia non passa nulla di Spirituale, perché lui stesso non ha compiuto questo passaggio, non ha conseguito l’adultità Iniziatica dell’Anima e quindi si limita a “rispondere” ai bisogni primordiali anche degli altri membri.

Tutti infatti dipendono la Lui e sono incapaci di provvedere a se stessi, da soli.
Si abbandonano a lui, fiduciosi nella sua Forza Fisica.

Questa Famiglia è il Simbolo della Famiglia del sistema terreno, perpetrato per eoni, dopo la caduta umana.

Avvenne però che sopraggiunse un brutto e rigido inverno e il lavoro divenne meno proficuo del solito, perché il Paese fu colpito da una terribile carestia.

La Vita non consente la fissità, perché il Viaggio Umano è un Viaggio esplorativo ed Iniziatico, sempre.
Infatti Arriva l’inverno, il momento dell’introspezione, del Lavoro Interiore e il Padre non riesce ad affrontare questa prova, perché non possiede l’Energia e la spinta entusiastica, che invece già è latente nel suo ultimo nato.

E’ un momento di prova intensa per lui, che dovrebbe riuscire a ELABORARE le difficoltà, che l’esperienza quotidiana gli presenta, per crescere seguendo la sua Natura Anima.

La Vita lo mette nella condizione di cercare dentro di Sé una soluzione di Valore per il Bene di Tutti, per far fronte a quanto sta avvenendo.

IL taglialegna non è avvezzo ad Ascoltarsi e quindi ogni tentativo lo depriva delle sue Energie.
E’ abituato a lavorare, a lavorare mettendo Energia nel “fuori” e questo gli è sempre bastato, dunque non riesce a trovare in Sé una risposta Divina a questo momento di crisi.
Pensare anche solo a quanto sta avvenendo, lo mette subito in crisi.

In molte famiglie pareva quasi impossibile procurarsi qualcosa da mangiare. Anche il povero papà taglialegna iniziò a pensare, giorno e notte, come poter sfamare ancora la sua famiglia, ma non riusciva a trovare una valida soluzione.

Pensare in verticale è impossibile, perché richiede uno sforzo Energetico sovrumano al Taglialegna, abituato fino a quel momento a un Pensiero Lineare. Così rincorre i suoi pensieri umani e questo che lo porta a girare in tondo, senza arrivare a una soluzione alternativa.

E’ solo il lavoro fisico che può dargli denaro, ma se il lavoro non c’è ecco che la mente lineare non gli offre altre soluzioni, nulla in cui riesca a cogliere la benché minima possibilità di sfamare tutti e dunque “perde fiducia in se stesso”.
E’ debilitato.
Sfiduciato verso la Vita
Frustrato e così la soluzione non trova la via per raggiungerlo.
Fluttua tra una ipotesi negativa e l’altra, guidato dalla mente inferiore, e finisce per arenarsi nell’impotenza, colmo di paura.

Fu così che una sera, dopo cena, quando i figli erano già nel letto, il taglialegna comunicò alla moglie che l’unica cosa da fare era portare i figli nel bosco e abbandonarli, nella speranza che qualcuno li adottasse.

La scelta di parlare alla moglie con il “buio”, la sera è simbolico, metaforico.
La sua personalità brancola nel buio, perché si appoggia solo sui ragionamenti umani, quindi non gli permette di trovare il modo per “mantenere unita la famiglia” e la sera lo ghermisce ancora di più.

Il Taglialegna ha finito con l’identificarsi con il problema, è rimasto imprigionato nelle sue elucubrazioni e paure e quindi l’unica soluzione che trova è quella dell’Abbandono, cioè mette in atto la Fuga dalla sua difficoltà.

Il taglialegna rappresenta uno spaccato umano molto frequente, impersonando l’Essere Umano che nella relazione difficile abbandona il campo, lascia il contesto faticoso e/o interrompe la relazione impegnativa, piuttosto che entrare dentro di sé ed esaminare ciò che fa nascere questa situazione. Si tratta di trovare la ferita che crea il disagio e una volta trovata, creare il dialogo esterno con le persone coinvolte, così che ci sia un confronto, da cui possa scaturire l’intesa che mancava, e sia possibile attuare un vero Cammino di Crescita per tutti.

Il Taglialegna non sa condividere con la sua parte femminile, la moglie, questo momento di fatica infatti le comunica una sua scelta a cui lei è chiamata ad adeguarsi.

I Figli rappresentano le tappe per la sua Evoluzione animica.
Gli Step di cui l’Uomo del Bosco dovrebbe farsi carico, per evolvere e rinascere

Questi Figli rappresentano a livello sottile delle parti di Lui, le parti che deve evolvere.

Come padre sente, avverte che è come se Loro involontariamente lo mettessero alla prova, ma non riesce assolutamente a rielaborare questo momento esperienziale se non in maniera materiale.

Allora i Figli impersonano il problema, un problema che lo porta a soffrire e visto che non ce la fa a sopportare questa fatica, anche fisica, arriva a escogitare di abbandonarli, di portarli lontano da Lui.
Allontanarli è allora la risposta più naturale e immediata, per tagliare questo legame che gl’ingenera una pesantezza che lui non riesce a mandare in soluzione in nessun altro modo.

Vittima del disagio di questa carestia Animica, sceglie come rimedio l’abbandono, la fuga dalla fatica.

La moglie pianse, protestò e cercò di opporsi, ma alla fine accettò questa triste decisione del marito.

Straordinaria questa “figura femminile”.

Rappresenta la parte umana Femminile, inferiore e non integrata, che dipende dal marito, il quale le dà sicurezza, soddisfa la sua dipendenza, il suo bisogno di essere in qualche modo sorretta e la sgrava dalla Responsabilità, mentre in cambio la nutre.
E’ l’anima bambina che pende dalle labbra di chi le vive accanto.
Infatti messa di fronte alla scelta, lei piange, protesta, “CERCA” di opporsi, ma alla fine accetta.

A sua volta è l’Anima Spiritualmente immatura, che si lascia guidare dalla sua parte inferiore, perché è incapace di affrontare le difficoltà e di trovare a sua volta le soluzioni utili.
La risposta a qualunque apparente “problema umano” si cela nel Sottile, nel Mondo Spirituale, sebbene l’Uomo si muova sempre in maniera lineare, senza sollevare mai il capo al Cielo.

Questa moglie è passiva, succube e non desidera né vuole o sceglie di entrare in un conflitto vero, fermo e deciso con il marito, perché senza conflitto può godere della sua protezione.

Rappresenta la Rassegnazione umana e la mancanza d’iniziativa, quindi manifesta le tipiche forme dequalificate delle Virtù Divine.

Di certo, se fossero rimasti con loro, questi figli sarebbero morti di fame, mentre nel Bosco ci poteva esserci la possibilità che qualcuno ne avesse pena e li portasse a Casa.

Fatta la scelta, ecco che arriva la giustificazione.
Con loro sarebbero morti, mentre lì, nel Bosco, “potrebbe esserci qualcuno”, dunque ipotizzano che la loro scelta sia proficua per i Figli, cioè le parti più giovani della Personalità.

Il Bosco che infatti impersona la Vita densa e carica di prove, diventa invece il Luogo dove l’Universo attiva le sue Leggi salvifiche e si manifesta.
La Legge Divina interverrà infatti, come sempre, manifestandosi a favore di chiunque venga “abbandonato” lungo il suo Sentiero.
E così accadrà ai Piccoli, lasciati soli nel buio e nell’ignoto

Presi dai loro discorsi, i genitori, non si erano accorti di Puccettino, che in quel momento stava sotto il tavolo e che quindi udì i loro discorsi.

L’adulto “lineare” sovente non ha i sensi utili per captare quanto lo circonda e avviene attorno a Lui.
Il Taglialegna e la moglie sono così coinvolti nella materia, attraverso i loro discorsi, tanto che non vedono e non percepiscono la presenza del Piccolo sotto il tavolo, il quale ode invece ogni cosa e si organizza, senza farsi amareggiare da quanto ha visto  e sentito.
Pollicino Rappresenta l’Anima nella sua freschezza e nel suo “movimento naturale”, è l’antitesi della sua Genitoriale e raffigura quell’aspetto non integrato nel padre e nella madre

La mattina dopo, come deciso, marito e moglie svegliarono i figli al sorgere del Sole e  li condussero con sé nel Bosco, come sempre, per raccogliere la legna.

Il Sole nascente accompagna questo abbandono, perché in Verità l’Abbandono non è altro che l’inizio del Percorso “utile e indispensabile”  per la propria Ricerca Interiore e l’esplorazione  del Subconscio, infatti le parole ricorrenti sono FAME e BOSCO.

L’Uomo ha Fame di Saggezza e ricerca la sua Luminosità e per ritrovarle deve fare l’esperienza del subconscio, passare attraverso le paure che gli si agitano dentro.

Pollicino e i suoi Fratelli, una volta abbandonati, vengono messi nella “condizione” di entrare in relazione con le proprie paure profonde e quindi una volta affrontate e superate, ciascuno a modo proprio, di Crescere ed Evolvere. E’ il Cammino Iniziatico.
Il Numero 6 che ricorre in una delle due versioni rappresenta proprio il Numero simbolo del percorso Iniziatico.

Pollicino è invece il Numero 7, colui che rassicura, che non teme, il piccino che avverte in qualche modo dentro la Forza di Dio e la mette a disposizione degli altri fratelli, più simili all’impronta familiare e dunque più spauriti.

Qui esistono 2 versioni.

In una Pollicino raccoglie dei sassolini bianchi che gli permetteranno di fare un 1° ritorno a casa, a cui poi seguirà un nuovo abbandono.

I Sassolini, che mi piacciono tantissimo, sono il Simbolo dei Semi di Luce lasciati lungo la via evolutiva, Sassolini necessari e utilissimi per il ritorno a Casa dal padre, che rappresenta un primo ritorno alla Sorgente. Ma i fratellini sono stati “tratti in salvo”, dunque non esiste una vera e propria espansione di Coscienza, nemmeno per lo stesso Pollicino e la prova deve dunque ricominciare e i piccoli vengono abbandonati di nuovo.

Nella versione di Puccettino invece si parte subito con le briciole di pane e dunque con quel che ne conseguirà. Seguiamo questa traccia.

Le briciole rappresentano la sete e la fame di sapere Iniziatico. Sono ritornati a Casa, grazie a Pollicino, ma in loro non c’è la Conoscenza Superiore e dunque devono acquisirla per “partecipare alla Grazia Divina, essere davvero pronti. Infatti il pane non sortisce l’effetto dei Sassolini, perché si consuma, si deteriora, si disperde.

La briciola è la Conoscenza mentale che non serve per l’Evoluzione animica, la quale richiede e comporta un’altra forma di Conoscenza di carattere Spirituale, legata al Cuore e all’Amore. Infatti scende il buio e i piccoli si trovano “soli” con il loro subconscio, rappresentato dal bosco di notte.
Ma ritorniamo ad un altro pezzetto di storia.

Puccettino quel mattino si sedette a tavola, senza dire nulla ai fratellini di quanto aveva udito.
Invece però di mangiare il Pane che la mamma gli diede per colazione, nascose il pezzo di pane nella tasca e lungo il cammino lasciò cadere le briciole lungo il sentiero, con l’intento di seguirne poi quelle tracce, per tornare a Casa.

Questa immagine di Puccettino/Pollicino è Sublime, almeno per me.
Piccolo, ma carico, attivo nonostante la sua attuale non pienezza Divina, reca in sé quell’impronta potente che lo Guida. Infatti non consuma Energie nel tentativo di coinvolgere né i fratellini, né i genitori. Entra in risparmio Energetico e lascia che anche gli altri personaggi procedano come sempre, così che abbiano ciascuno la riserva necessaria per procedere nel loro percorso.

Lui escogita un suo Piano e lo attiva.

Manca però di una sua completa autonomia e lo si nota perché agisce per “far ritorno in seno alla Famiglia”, in quanto una parte di lui, ancora immatura, trova comunque rifugio e sicurezza nella routine grezza e materiale, che si consuma nella sua casa.

Un piccolo volo però lo spicca e questo levarsi da terra, attesta che in Lui vive un’Anima volenterosa e potente, che già incomincia a muoversi in Autonomia, rispetto alla madre e al padre che paiono sorreggersi a vicenda.
Questa sua Dinamicità promette bene e la manifesta quando per esempio ritorna a letto, senza frasi scorgere, appronta un suo piano, dorme tranquillo, senza creare confusione e allarmismo e l’indomani trova nella colazione ciò che sceglie di usare per far ritorno poi lì, dove è stato “abituato a tornare”

Si misero a far legna, mentre i bimbi giocavano anche tra loro, rincorrendosi, ignari di quel che li attendeva.

L’incoscienza della personalità infantile è dipinta da questa routine in cui i genitori fanno le cose di sempre, senza manifestare alcuna emozione, per ora, mentre i piccoli alternano lavoro e gioco, senza avvertire nulla di anomalo.

Ad un certo punto la Madre e il Padre si allontanarono, con il Cuore gonfio di dolore, dicendo che andavano più in là, a prendere altra legna.

La natura infantile di queste 2 Anime genitoriali, emerge proprio in questi passaggi, quando il dolore riaffiora in occasione della bugia detta per l’abbandono, ma subito rientra perché viene identificato con la Valenza del gesto, che secondo loro offre ai figli una “possibilità”.

I piccoli felici, continuarono a far festa, rincorrendosi, senza avvedersi di nulla.
Fu quando il Sole tramontò e la sera sopraggiunse che essi si accorsero che i Genitori non erano tornati.

Il buio improvviso pare destarli. Hanno bisogno di sicurezza e di protezione, che in genere vengono elargiti dai genitori, ed ecco che si accorgono della loro assenza.

Perché non tornano?
Dove sono andati
?

I piccoli intimoriti, si sedettero vicini vicini, in silenzio.
Erano stanchi e avevano Fame.
E fu allora che Puccettino con voce sicura e allegra, per rassicurarli disse loro:
Vedete questo Pane? Ho lasciato cadere le sue briciole lungo il sentiero e ora esse c’indicheranno la strada per tornare a Casa!”

Ci sono elementi che ritornano. Il Vuoto per esempio, porta a una perdita di Energia e dunque ecco che compare di nuovo questa Parola: Fame.

Sono smarriti, senza i loro punti di riferimento, si stringono come per scaldarsi. E’ il Bisogno dell’Amore Vero, Sublimato, assenza che l’Uomo in genere sostituisce con il Cibo e infatti i piccoli dichiarano di “avere fame” devono riempire ciò che manca a livello materiale, ma soprattutto Spirituale.
Il Corpo Emotivo è in fibrillazione e questo porta a una perdita di Energia fortissima in loro.

Al contrario Puccettino è carico, perché si assume la Responsabilità di provvedere a loro e per quanto non abbia ancora una Personalità infusa d’Anima è in proiezione verso l’alto e si muove per proteggere, agire e riportare a casa i Fratelli, le personalità più infantili e fragili.

Lui ha compreso, ha provveduto e ora con gioia spiega e così riporta e infonde “fiducia” nei fratelli.

Rincuorati lo seguirono e iniziarono a percorrere una via a ritroso, seguendo le briciole ma, a mano a mano procedevano le briciole si diradavo, fino a quando scomparvero.
Gli uccellini e le formichine avevano mangiato ogni traccia.

Ecco che si sentirono di nuovo soli e sperduti nel Grande Bosco, così buio.
Bisognava cercare un riparo per la notte.
Qui scatta la dinamica terrena.
Queste Anime si “muovono a ritroso” mentre viene richiesta una Nuova percorrenza, per giungere all’unione utile per divenire una personalità Infusa d’Anima.

Non si tratta di un Vero percorso Evolutivo, ma di un riprendere la via tracciata grazie alle briciole, per ritornare a casa, seguendo i propri passi.

Infatti l’Universo blocca questo processo, che impedirebbe alla Coscienza di Evolvere ed ostacola che questo avvenga.

🌿L’Iniziato non raggiunge la sua Maturità e la sua Maestria facendo quello che il Genere Umano ha fatto per secoli.🌿

Egli si distacca dai luoghi comuni, dalle conoscenze ordinarie, dagli schemi, dai giudizi e pregiudizi e batte sentieri nuovi e Ignoti alle masse.

Ora è questo che l’Universo esige dai Fratellini, ma soprattutto dal prescelto: Pollicino o Puccettino.

Per oggi mi fermo qui, scegliendo di dividere la narrazione, per permettere di rileggere con calma questo Articolo, che t’invita a osservare ogni Fiaba e racconto da un’altra Prospettiva.

Sono certa di aver offerto, attraverso la passione che mi unisce a questa Fiaba, qualche Briciola Iniziatica a tutte le Anime di voi Lettori appassionati, che ringrazio di Cuore. Chi tra da Piccolo predilesse questo racconto la scelse per avere una Mappa circa il proprio Proposito Divino da realizzare.
Buona riflessione e alla prossima parte, che scriverò di certo, ma con calma, perché questa parte deve interagire…

Con Amore, Ti degli Arcangeli

Ricordo un altro Articolo interessante, per comprendere meglio questa Analisi: 👉Le Fiabe ci riportano a Casa

Questo articolo è stato amorevolmente scritto da Ti degli Arcangeli (l'autrice dei 2 libri Le Preghiere Arcobaleno dagli Arcangeli e La Via della Luce. Testi guida dell’Arcangelo Uriele ) con canalizzazione di un Arcangelo specifico oppure facendosi ispirare da Arcangeli e Angeli.
Sei libero di copiarlo su un altro sito/blog, però per correttezza lascia questa dicitura incluso il collegamento cliccabile a www.sottounarcobalenodiluce.com

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