Le Petit Poucet ossia Pollicino o Puccettino (Prima parte)

Da quale Fiaba posso iniziare a raccontare la Storia dell’Anima Umana?
Mi sto ponendo una domanda amletica, perché Tutte le Fiabe raccontano il Percorso Iniziatico e quindi sono Tutte attuali, almeno a livello soggettivo.
Ogni Scintilla Divina, nascendo Uomo si è costruita, proprio come fece Pollicino un suo Percorso, lasciando o meglio “portando con sé” degli elementi utili, per non smarrire il suo Sentiero e riuscire a completare la sua Rinascita in Dio.
La Fiaba e tutte le Storie, rientrano in questa specie di “Corredo promemoria” dell’Anima.

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Le Fiabe ci riportano a Casa

Se desideri scoprire lo scopo della tua Vita e conoscere in maniera più approfondita la tua vera identità personale, quella più profonda, ti basta pensare alla Fiaba o alla Favola che amavi quando eri piccino. Nel Nome che hai scelto, nel Cognome e nelle cose che più appartengono a ogni Essere Umano, tra cui appunto le Fiabe e le Favole, o i Racconti, ci sono i nostri “Sassolini Bianchi”. Sto parlando di quei piccoli Semi presenti nella storia di Pollicino, che lasciati cadere mentre lo conducevano nel Bosco, gli permisero di far ritorno a Casa, la prima volta.

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Riconoscere la Luce per alimentarsi

La Luce esterna è come l’elettricità per i nostri elettrodomestici.
Tu possiedi una riserva Infinita di Luce, perché sei Luce, sei una dolce e magica Scintilla, un Raggio espanso della Sorgente.
Hai scelto di scoprirti e di fare esperienza per crescere ed espandere l’Origine, con cui SEI UNO.
Ora sei qui, nella materia, a vivere giornate straordinarie…in cui tutto ti indica il sentiero per ritrovare l’Immensità.

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La Profezia dei Guerrieri Arcobaleno

Un tempo, degli antichi Saggi, predissero che una canoa, con grandi ali bianche, simili a quelle degli uccelli, avrebbe solcato le acque che bagnavano le loro Terre e portato fin laggiù degli esseri dalla pelle chiara, trasformando la loro Vita.
Che legame c’è tra quel testo, il nome del Blog e i giorni nostri?
Ascolta il mio audio e lo scoprirai.
Dedico con grande gioia, a ogni Guerriero della Luce, che mi segue da tempo o che sia appena arrivato in queste pagine, questa “profezia”, che sicuramente è apparsa per raccontarci qualcosa.🧡💚💛

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Una dolce Fiaba

Le fiabe.
Le fiabe sono come la cioccolata rubata di corsa, con il dito, dal vasetto riposto con cura dalla mamma, in cucina.
Le fiabe sono il profumo della Vita e danno un sapore particolare alle giornate di chi le racconta e di chi le sa ascoltare.
Prenderti il tempo, per coccolare il tuo bambino interiore o per accarezzare quello dei tuoi figli, è un rito veramente grande, un rito che dobbiamo riscoprire.

Educati a credere che fossero scritte per i piccini, esse hanno e hanno sempre avuto un potente simbolismo evocativo.
Sono parole dalle intense vibrazioni.
Sono parole e immagini universali, che si insinuano dolcemente, si inseriscono nella tua coscienza, con leggera delicatezza, lavorando sugli archetipi mentali.
Lo stesso Yogananda amava raccontarle ed era solito dire che fossero un po’ come le Asana, cioè capaci di parlare all’intelligenza del tuo corpo, in maniera sottile e molto profonda.
Per questo, oggi ti voglio regalare una leggenda giapponese, veramente speciale.

Chiudi gli occhi e coccola il tuo bambino interiore.

Piaciuta?
Om Shanti
da Ti degli Arcangeli 💛💛💛

Favole per crescere, ossia la storia dell’asino in fondo al pozzo.

Sinceramente la prima volta che l’ho ascoltata o forse l’ho letta, sono sincera, non le avevo dato la giusta attenzione, ma oggi, essendo alla ricerca di un lavoro da svolgere con i miei ragazzi, per portarli a riflettere sul valore della coincidenza e di quei fatti che ci portano sofferenza o gioia, me la sono ritrovata sotto gli occhi e quindi postarla, leggertela e commentarla è stata solo “pura magia”.

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La conquista della penna d’Aquila.

Un racconto per “crescere” insieme.

Un racconto preso dalla pagina Web “Qumran2”, semplice e piacevole per avvicinarci al valore della generosità e all’Amore.
Un ragazzo, in un momento “importante ed impegnativo” della propria vita, si trova a dover fare una scelta.
L’Amore lo guida e lo rende capace di rinunciare a se stesso, per l’altra persona, che gli chiede aiuto.
Come si risolverà questa esperienza?
Ascolta o leggi la storia e lo saprai.
Generosità e solidarietà cambiano il corso delle cose e del nostro cammino personale e umano.

” La conquista della penna d’aquila “

In riva ad un lago azzurro, sorgeva un tranquillo villaggio indiano. A mezzogiorno e a sera, dalle tende uscivano fumo e fragranti profumi che mettevano appetito ai piccoli indiani che giocavano.

Una sera d’estate, il clima del villaggio sembrò improvvisamente cambiare. Gli uomini della tribù si raccolsero tutti nella tenda di Bisonte Nero, il grande capo, per il consiglio dei saggi e degli anziani.

Si erano riuniti per una questione importante che riguardava i piccoli indiani che avevano compiuto sette anni, dovevano cioè decidere quale sarebbe stata la “prova di forza” che avrebbero dovuto superare per essere accettati come membri della tribù.

Era ormai calato il sole, quando dalla tenda uscirono gli uomini, gli anziani e il grande capo. I piccoli indiani si avvicinarono a Bisonte Nero impazienti di sapere quale sarebbe stata la prova di forza, e lui con voce solenne dichiarò: “Domani all’alba con il primo raggio di sole, partirete con le vostre canoe verso l’altra riva del lago e cercherete la penna d’aquila dorata che è nascosta in un posto segreto”.

Al primo chiarore, apparvero dietro le montagne le ombre dei giovani indiani che portavano le loro canoe verso la riva del lago. Stavano tutti indaffarati a prepararsi quand’ecco arrivare, camminando lentamente, Falco Stanco, un vecchio indiano che abitava in un villaggio dall’altra parte del lago.

Il vecchio si avvicinò ai bambini e disse loro: “Sono vecchio e stanco e per tornare dalla mia tribù devo andare sull’altra riva del lago, e a piedi ci impiegherei una nottata. Qualcuno di voi mi potrebbe portare sulla sua canoa?”.

Il piccolo Volpe Astuta guarda gli altri e dice: “Ma noi dobbiamo fare la prova di forza!”.

E tutti gli altri dissero: “No, non è possibile; se fosse un altro giorno sì, ma oggi dobbiamo correre”.

“Eh, sì!”, pensò Nuvola Rossa. “Se uno di noi prende sulla sua canoa Falco Stanco, rimarrà indietro e non potrà conquistare la penna d’aquila. Ma che fatica dovrà fare, povero vecchio, per compiere il giro del lago. E come sarà triste se gli diremo tutti di no!”. Nuvola Rossa si avvicinò al vecchio e disse, deciso: “Vieni, Falco Stanco; ti porto io!”.

Gli altri sorpresi lo guardarono e pensarono: “Nuvola Rossa non è stato molto furbo, così rimarrà indietro e non potrà conquistare la penna, ha perso la sua occasione, lui che è tra i ragazzi più abili!”.

In quel momento spuntò il primo raggio di sole e con un grido di gioia i piccoli indiani partirono veloci. Nuvola Rossa vedeva i suoi amici molto più avanti di lui, ormai lontani, e gli venne il dubbio di aver sbagliato. Poi guardava Falco Stanco, aedeva il suo viso rugoso che sorrideva felice e sentiva nel suo cuore una voce che gli diceva: “Hai fatto bene, hai fatto bene!”.

I piccoli indiani avevano già preso a cercare nei boschi, quando verso Mezzogiorno arrivò anche Nuvola Rossa. Il piccolo indiano era tutto sudato per la fatica e pensava che già vi era un vincitore. Ma, a quanto pareva, nessuno aveva ancora trovato la penna d’aquila.

Nuvola Rossa riprese forza e entusiasmo, salutò Falco Stanco e si accinse alla ricerca.
Ma il vecchio indiano lo chiamò: “Aspetta, vieni qui! Ti devo dare una cosa!”. Un po’ a malincuore, Nuvola Rossa si fermò e andò verso Falco Stanco. “Ieri sera”, proseguì l’anziano, “il grande capo del tuo villaggio mi ha detto: domani all’alba, quando vorrai tornare al tuo villaggio, recati dai piccoli indiani, chiedi loro di portarti sull’altra sponda, e a chi lo farà quando sarete arrivati, consegnagli questa”. E Falco Stanco tirò fuori una meravigliosa penna d’aquila dorata!

Nuvola Rossa la afferrò e la sollevò con un urlo di gioia.
Gli altri accorsero pieni di stupore.

Falco Stanco rivolgendosi a Nuvola Rossa disse:
“Hai vinto la prova, perché la forza più grande è la forza dell’amore, e tu hai dimostrato di averla aiutandomi. Nuvola Rossa ha avuto il coraggio di fare quello che nessuno voleva fare!”.

I piccoli indiani si guardarono l’un l’altro, poi dissero:
“E’ vero, la forza più grande è l’amore e adesso anche noi vogliamo fare come Nuvola Rossa!”.

Falco Stanco li salutò con la mano e pensò:
“Sì, questo è stato un giorno importante per i piccoli indiani, perché hanno imparato che c’è qualcosa nella vita che vale più dell’ arrivare primi”.

                                                                                                                                                                                                  Tratta dal blog:”Qumran2″

Le grandi protagoniste di questo gesto sono: amore, solidarietà, donare, gratuità & generosità. Le conosci?

Con Amore ti

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