Le Petit Poucet ossia Pollicino o Puccettino (Seconda parte)

Continuo e completo la Storia di Pollicino, pubblicata il 19 marzo scorso

Eccoci qua a riprendere il Cammino con i Piccoli spaventati e smarriti nel Bosco, dopo che le formiche e gli Uccellini hanno mangiato le briciole lasciate dal dolce Pollicino.

“I Piccoli ora si sentivano davvero Soli. Camminarono per un po’ senza sapere dove andare, poi ebbero la sensazione di scorgere una Luce in lontananza.”

Questo momento rappresenta l’incontro dell’Anima ancora fragile con le sue prove. Non avendo lo Spirito presente e attivo nel sostenerla, l’Anima si trova nel buio ed è smarrita. Non sa che cosa fare. L’unica cosa certa è che è tenuta a passare attraverso quel Bosco, perché non c’è altra alternativa. E’ tempo di trovare dentro di Sé un Rifugio, una Luce. Questo passaggio evidenzia l’introspezione utile per trovare il “proprio vero modo di essere”

I Piccoli vivono quell’Esperienza Profonda che porta l’Essere Umano a riscoprire la Saggezza dell’IO SONO,
l’Unico in grado d’infondere in loro l’Energia Divina, utile e necessaria per uscire dall’ignoranza, per poter attivare tutte le Potenzialità addormentate.

Questo è uno dei momenti importanti della Storia, perché narra dell’espansione della Coscienza  a cui viene richiesto, proprio come all’Uomo odierno, di passare attraverso il proprio deserto, che come il Bosco di notte, appare buio e pieno di pericoli, ma che deve essere fatto, per riuscire a cogliere nel proprio Silenzio interiore, la voce della Coscienza.
Solo Lei sa “illuminare” le cose e sa aiutare a trovare la giusta risposta ad ogni evento.
La solitudine dei bimbi, sottolinea che questo viaggio interiore è soggettivo e che nessuno può percorrerlo al posto di un altro.

Si trovarono di fronte un’abitazione grande e confortevole. Felici bussarono e venne ad aprire una Donna, la quale parve rimanere turbata dalla loro presenza. Quella era la Casa di un terribile Orco”

I Piccoli, dopo la paura iniziale, pur non sapendo dove dirigersi, passano attraverso il Bosco buio e così procedono fino a giungere a vedere una Luce.
E’ lontana, ma arricchiti da questo risvolto, dopo che hanno potuto constatare che il buio non è malevolo, ma che al contrario pare accompagnarli, facendo sì che essi in silenzio, siano nella condizione di ascoltarsi, la raggiungono e arrivano a quella Meravigliosa Luce.

Il Buio è solo scuro, senza appigli, e questo induce i Bimbi a mettersi in marcia e a mano a mano procedono, a scoprire in sé Valori, Creatività e Talenti, grazie ai quali trionferanno.

Il buio ricorda la prigione che l’Uomo stesso si è creato e da cui è chiamato ad  uscire, per ritrovare la sua vera Essenza e Natura ed anche l’ignoto, che non è altro che il lato sconosciuto e più profondo che essi stanno percorrendo, proprio come l’Uomo per conoscersi e conoscere.

Questa parte della Fiaba ci permette di ripercorrere quel passaggio indispensabile in cui l’Uomo, seppur spaventato, attraverso prove ed esperienze deve giungere a mettersi in Cammino per trovare la propria Luce, anche se non sa ancora dove andrà a finire di preciso. Egli si sta cercando e solo passando attraverso il buio si trova, si conosce e una volta “fatte le presentazioni”, allora può manifestare la vera natura del suo Essere, il suo IO SONO, cioè la sua Natura Divina.
 
I Fratellini sono giunti a una Casa e questo approdo lo vedono come una sorta di conquista.

Bussano, ma ecco che la Donna che compare, appare timorosa, quasi insicura e questo li allerta. Capiscono che al di là delle apparenze, lì potrebbe esserci un pericolo

“La Donna disse loro che le era impossibile ospitarli, perché se l’Orco lo avesse saputo e li avesse visti, li avrebbe mangiati.
Poi, osservandoli ne provò pena e li fece lo stesso entrare.”

La percezione era esatta. I piccoli incominciano ad usare i loro “talenti”

La Donna conferma che lì vive un Orco che mangia i Bambini.
L’Orco rappresenta la parte aggressiva della Personalità Umana. E’ l’Uomo che si comporta in maniera autoritaria, sovente prepotente, soprattutto verso i timorosi (come la moglie), i remissivi  (i contadini) e i fragili (i piccoli).

La Donna prova pena e li ospita.
I Piccoli chiedono ospitalità ed entrano lo stesso, perché il pericolo di restare ancora da soli al buio, lo avvertono come maggiore, rispetto all’Orco, dunque entrano.

Da un punto di vista Esoterico, questo passaggio indica invece che i Piccoli, dopo aver percorso quel tratto di Bosco Buio, sono “pronti per entrare nella Casa dell’Orco”, a misurarsi con la loro parte più aggressiva e primitiva, riflettendola nell’Orco.

La Vita ha stabilito che ora è questo il nuovo passaggio obbligato e loro affrontano anche questo nuovo momento.

L’Orco è la Mente inferiore, un altro aspetto della Personalità umana infantile, che con la sua aggressività cerca di tenere in pugno gli altri, e mentendo impedisce il loro sviluppo e li usa per ottenere i suoi scopi. I Piccoli accettano la sfida ed entrano per “confrontarsi con la sua voracità

“Poco dopo ecco che l’Orco rientrò, facendo tremare tutta la Casa.
I Piccoli subito si nascosero”

Al suo rientro la Casa trema e i piccoli cercano rifugio qua e là.
I piccoli lo osservano da vicino. E’ molto prepotente e violento e quindi non si espongono e stanno nascosti.
Lui fa tremare la casa e la terra e questo indica che ha un temperamento aggressivo, violento, come tutte le persone incapaci di entrare in relazione.

La sua Aggressività la rende visibile fisicamente, facendo tremare tutto intorno, e questo mette in allarme e suscita paura in chi lo incontra.
L’Orco come tutti i prepotenti, agisce su tutti i corpi: Emozionale, Mentale e Fisico.

“La moglie lo accolse sorridente, indicandogli la tavola imbandita, ma subito l’Orco si fermò e annusando l’aria, chiese se ci fossero dei Bambini. La Donna negò, facendo notare che era notte e che i piccoli non stanno soli nel buio.”

L’Orco aggressivo e prepotente è l’Ego Umano che toglie il fiato, suscita e crea un sacco di emozioni che lo fanno sentire forte, padrone della situazione e prevaricante sui deboli e sui fragili.

Lui ha creato il suo personaggio, il babau che ogni volta opprime i fragili e li fa tremare, per sentirsi forte e potente, qualcuno. Le persone al suo passaggio reagiscono provando paura e questo lo nutre. Mentre l’Orco vampirizza la Moglie, come anche chiunque lo incontri, lui diventa grosso, grazie alla loro Energia. Devitalizza la Volontà degli altri, rappresentati e personificati dalla Moglie.

Questo Personaggio prepotente (l’Orco), manifesta tutti coloro che non attingendo al proprio lato Divino, cercano all’esterno un “riconoscimento”. Incapaci di manifestare i propri Talenti Divini, utilizzano l’aggressività per creare attenzione ed essere in qualche modo “riconosciuti”.
La sua Potenza se la costruisce agendo come fosse un bullo, mentre in verità così maschera la sua fragilità, aggredendo il prossimo e cercando di apparire forte e invincibile. All’interno della coppia sono entrambi “vittime” l’uno dell’altro. L’Orco sente i piccoli, ma si lascia convincere che è vero il contrario, mentre la donna, pur succube del marito, sa come prenderlo e usa l’astuzia, l’esca del Cibo, una fragilità evidente, di questo enorme Orco.

“Fu faticoso convincerlo, ma alla fine l’Orco affamato e attratto dal ricco banchetto, si sedette a tavola e mangiò e bevve a sazietà”

La pancia alla fine ha il sopravvento. L’Orco abusa del cibo e del bere perché solo il soddisfacimento grezzo, la gratificazione degli impulsi materiali può placare la sua ira e il suo poco controllo. Si annebbia ed è “sazio”.
E’ così che l’Uomo senza Dio sovente abusa di altro, per “colmare i vuoti” che lo dilaniano.
L’Orco con il suo agire lo manifesta appieno.

“La Donna ne approfittò per far uscire i Piccoli. Poco dopo l’Orco si destò e questa volta sentì molto bene il profumo dei Bambini e arrabbiatissimo, per essere stato burlato, giurò che li avrebbe comunque ripresi e mangiati.”

Questa Donna rappresenta un altro lato della Personalità Umana.
E’ la parte Femminile non integrata.
I suoi tratti caratteristici sono la paura, la fragilità, la dipendenza, la sottomissione.

Il suo “bisogno umano” più marcato, è quello di essere accettata e considerata.
E’ succube del marito,
ma l’arrivo dei Piccoli pare scuoterla, tanto che appena lui è “sazio” li mette in salvo.
I piccoli le “fanno da specchio” (fragili e disarmati come lei) e la inteneriscono, per cui non li consegna al marito, ma li fa fuggire.

Questa Moglie, appresenta la Donna che non accetta la sua fragilità, non la affronta, non la integra, preferendo assecondare gli altri, in questo caso il marito Orco, che reputa in qualche modo importante e “superiore a sé stessa” e dunque lo “serve”, perché prendendosi cura in qualche modo di lui, le infonde l’illusione di servire un Uomo importante e dunque di Valere anch’essa, perché legata a lui, come Moglie. Lei vale perché riesce a placarlo e sfamarlo.

In Verità questa Donna non ha autostima e vive nel disagio, non sapendo mai come potrà reagire l’Orco, ha anch’essa un “vuoto”, perché non è cresciuta e lo riempie con la dipendenza a una volontà esterna alla sua.

Lei esegue le sue richieste, tranne in questo frangente.

Nel momento in cui apre la porta e li lascia andare, li fa fuggire, in verità anch’essa supera  la sua paura, perché mette in campo il Coraggio necessario per Salvare i piccoli e mentre li salva non sa ancora che in verità sta salvando se stessa.

Compie i primi passi utili, per “riscattarsi”.

Ecco che l’Orco si sveglia e avverte di essere stato ingannato. Reagisce come sempre con rabbia e aggressività, ma non la sfoga sulla Donna, perché deve catturare quei piccoli. Non devono sfuggirgli. Per questo indossa questi Potenti stivali.

“S’infilò gli Stivali delle 7 Leghe, stivali fatati che facevano fare moltissima strada, muovendo un solo passo e uscì per inseguirli”

Gli Stivali rappresentano il Pensiero, infatti sono veloci.
Pensa subito a come raggiungerli e vendicarsi perché l’inganno nel suo modo di percepire la vita, lo sminuisce.

“L’Orco era davvero Veloce, ma il rumore che emetteva, consentì ai Piccoli di nascondersi per tempo tra i cespugli del bosco.”

E’ molto significativa questa scena.
Il pensiero frettoloso, corre veloce e impiccia, perché toglie logicità e dunque non porta da nessuna parte, facendo consumare molte Energie. E così infatti accade. L’Orco non li trova ed è stremato. La fretta gli impedisce l’analisi profonda e non gli fa udire la Voce Saggia della propria Coscienza.

E’ il reagire ad uno stimolo, anziché agire da Re della situazione.

In questo modo, anche se l’Orco possiede gli Stivali e dunque ha a suo favore uno Strumento Magico, corre di qua e di là, ma non osserva e quindi non coglie le tracce lasciate dai piccoli in fuga, né li vede acquattati.

E’ come se cercasse un paio di calzini e non li vedesse.

Gli manca la Calma. Si agita. E’ incapace e nell’impossibilità di osservare.  Il Pensiero è rappresentato dagli Stivali, come ho scritto, ed essi sono “neutri”. L’Orco può servirsene in maniera proficua o in modo controproducente e così avviene.
Questo episodio esemplifica  la “Possibilità” che l’Uomo ha di creare momenti funzionali al suo Risveglio oppure no.

Se il personaggio aggressivo, pensasse bene, potrebbe crearsi le premesse per una Crescita, raggiungendo i suoi obiettivi e riuscirebbe ad evolvere. Invece l’Orco crea una situazione disarmonica che lo sfinisce e crolla in un sonno profondo, mentre la sua Coscienza non trae alcun vantaggio da questa situazione.

“Nonostante gli stivali non gli riuscì di trovarli e così dopo un gran agitarsi qua e là, stanco, si sdraiò all’ombra di un grosso Albero e si addormentò”

E’ l’uso che se ne fa di uno strumento, che determina la buona riuscita di un evento.
Un Uomo di fronte alle prove che la Vita gli porge, deve entrare in “profondità”, mettendosi in ascolto. Lì egli ode la voce della propria Coscienza e può ricevere le indicazioni circa l’utilizzo della propria Energia, in modo da usarla a suo vantaggio.
All’interno egli nota i suoi Punti di forza e le sue Fragilità e questo lo facilita, perché può sciogliere e trasmutare ciò che potrebbe rappresentare un ostacolo alla sua riuscita.

Le Porte del Cuore, gli si spalancano e lì rinviene l’Energia dell’IO SONO, un’Energia Divina che si offre solo a chi sa entrare in contatto con la propria parte Superiore, con Grazia e Saggezza.

Allora qualunque cosa venga suggerita è per il Bene Supremo e l’Uomo la accoglie, perché la sente sua, senza giudizio e così trionfa.

La fretta invece è cattiva consigliera. Andrebbe colta la Causa per potervi porre rimedio, ma la fugacità nell’osservare le cose, fa credere e pensare di aver compreso, mentre non vedendo il motivo per cui una situazione si prospetta, non permette di prevedere l’effetto che essa avrà.

“Pollicino piano piano, si avvicinò e con agilità gli tolse i Meravigliosi Stivali delle 7 Leghe
Poi, legò l’Orco, stretto, stretto al tronco del grande e imponente Albero, così che se si fosse destato, non potesse né inseguirli, né far loro del male”

I Piccoli invece, anche all’apparenza più deboli, lo osservano e notano le sue modalità e le sfruttano a proprio vantaggio.

Questo li rende sempre più arditi, perché hanno osservato e notato i “limiti e il carattere” dell’Orco e usano le sue carenze a proprio vantaggio.
Si nascondono nei cespugli intricati, dove l’Orco anche volendo non riuscirebbe ad entrare.
Il suo Correre di qua e di là manifesta la scelta umana di voler sfuggire alla Vita, alle sue prove, e di sentirsi sempre insoddisfatti e inquieti.

Pollicino allora osa. Si muove con maestria, leggerezza e senza affrontare il nemico in prima persona, ma sfruttando la sua completa assenza d’Energia.
Riesce a fare quello che l’Orco non ha fatto.
Controlla ogni Emozione al punto che gli sfila gli stivali e lo imprigiona all’Albero, bloccando la sua forza fisica e la sua rabbia, la sua aggressività.

“Felicissimo, Pollicino o Puccettino, s’infilò in uno degli Stivali e andò dai contadini, che stavano lavorando nei campi, per informarli che il loro terribile Padrone era stata catturato e legato come un salame. Ora essi erano Liberi”

Ecco che è soddisfatto e si dirige dai contadini per renderli parte della loro liberazione.
I Contadini rappresentano la sua parte di “personalità” che ancora in qualche modo ha paura dell’aggressività e che quindi va rassicurata e liberata del tutto da questa sensazione e da un antico timore in merito all’aggressività della mente umana.

Ora può servirsi degli stivali e del coraggio che è un’Energia nuova, prodotta al posto dell’energia paura della mente inferiore, ora elevata, e averli a disposizione nella sua Coscienza.

“Infilati negli Stivali i Piccoli tornarono alla Casa dell’Orco, per dare la notizia anche alla moglie che lo avevano catturato. La Donna, stanca anch’essa delle angherie patite, volle regalare ai piccoli uno scrigno pieno di monete d’Oro”

I Piccoli sentono il Bisogno di manifestare Gratitudine alla Donna che li ha salvati e vanno da lei e informarla in merito a quanto è accaduto.

La Donna è così felice che dona loro una grande ricompensa.
E’ svanita la paura che la teneva asservita al marito e dunque può di nuovo manifestare la sua felicità e riconoscenza. Ha integrato la sua parte Femminile e non è più “condizionata”.
Dona monete preziose, d’Oro, che sono l’equivalente di ciò che un Uomo offre agli altri, in amorevole Servizio, quando ha raggiunto la sua Conoscenza e attraverso l’IO SONO integrato, acquista una Luce Potente, che espande e dona al Mondo intorno.

Pollicino ha raggiunto a sua volta la sua Maturità Spirituale. La Coscienza si è Risvegliata, è maturata e lo ha reso capace di usare al meglio il suo Potere. In questo modo ha saputo domare il suo Orco Interiore, la mente inferiore, e gestire le sue paure, trasmutandole e ottenendo in cambio nuova Energia e Radiosità, data anche dal dono delle monete.
Sia la Donna che il Piccolo ora possono esprimersi liberamente e fare dono agli altri di ciò che possiedono.
La fine dell’Orco evidenzia che la personalità gretta che agisce come era solito fare l’Orco non ha vita lunga.

“ E così il nostro Piccolo Pollicino o Puccettino che dir si voglia, con tutto quel denaro, fece ritorno alla sua Casa e visse di nuovo Felicissimo, con i suoi Genitori, nel suo Amato Bosco”

Questa storia rappresenta il trionfo di una evoluzione avvenuta grazie al Coraggio e alla Volontà di un Uomo che all’inizio appare addirittura più piccolo rispetto ai fratelli, ma più temerario.

Pollicino affronta la Vita e le varie prove facendo affidamento solo di sé (non dice a nessuno cosa ha sentito dire ai genitori, ma prepara le briciole per tornare a casa), andando per tentativi ed errori.
Questo gli permette ogni volta di scoprire i suoi talenti e di misurarsi con le sue paure e fragilità, i suoi Orchi, e di affrontarli, entrando dentro di sé e mettendosi nella condizione migliore per crescere, osservando e mettendosi in relazione con il proprio Cuore e successivamente con l’IO SONO.

Questo lo porta a risvegliarsi, a crescere, ad arricchire la propria Coscienza, tanto da ricevere ora un’abbondanza che gli consente di rientrare nella sua Casa e di riunire una Famiglia in cui ora i ruoli sono  del tutto cambiati.
E’ Lui, Cresciuto che si prende cura delle parti infantili degli adulti.

Ha seguito il suo Cuore e ha contato solo sulle sue Risorse e questo gli ha spalancato tutte le porte, raggiungendo la sua Serenità, l’Armonia  e scoprendo l’immenso Valore della propria Volontà, quando è guidata dal proprio Io sono.
Ma questo suo modo di operare, richiede Ascolto.

La Storia Umana di questa Fiaba

Qui tutto è nato proprio da un Abbandono che si è rivelato, contrariamente a come pensa, crede e lo vive il Genere Umano, una Vittoria.
L’Uomo da eoni teme moltissimo il rifiuto e l’abbandono, mentre questa Fiaba ne mostra il vero Potenziale.

Pollicino affronta questa esperienza, senza giudizio verso l’esterno, il padre e la madre, con la ferma volontà di “tornare a casa”.Conoscere se stesso”, come sta scritto sul Tempio di Delfi

Qualunque cosa accada, si mantiene nella stessa determinazione, restando nel suo silenzio e nella sua solitudine interiore, la carta vincente per approdare a una Vita Nuova, espansa.

La riunificazione della sua famiglia rappresenta le varie parti dei corpi inferiori che la Nuova Coscienza gli permette d’integrare, sotto l’egida della propria parte superiore. Anche il Femminile e il Maschile ne fanno parte, dopo essere state Armonizzate.

Cosa insegna dunque all’Uomo Pollicino?

A guardare, o meglio a saper osservare l’abbandono da un’altra Prospettiva, vedendo in quella che potrebbe essere vissuta come un’esperienza di dolore, come una grande occasione per un lavoro introspettivo, capace di spalancare le porte della Stanza del Cuore e dunque di creare e partecipare una vera Ricchezza.

Pollicino non è mai vittima, ma è sempre “proprietario” di ciò che decide di fare.
La sua Prospettiva è distante dal focus dell’Uomo Medio ed evidenzia come si può procedere per acquisire Potere, quello Vero e Divino.

Stimola chi legge a non prestare attenzione agli altri e al loro vociferare e agitarsi, infatti anche quando i fratellini piangono e si sentono soli non dice nulla, non partecipa, è di nuovo proiettato nel proprio interiore, da cui trae nutrimento e forza, un Potere che sta a poco a poco prendendo forma.

La situazione di disagio viene quindi presentata in una nuova e feconda prospettiva e solo come “opportunità”, come il primo possibile gradino per un Percorso Evolutivo.

Le Vere Leggi della Vita portano all’Illuminazione. Devono partecipare alla esperienza quotidiana, tanto da consentire all’Uomo di uscire dalla ruota del Karma e Ascendere.

Queste stesse Leggi permettono alla persona di utilizzare in modo proficuo le sue Energie Vitali, di raggiungere l’Armonia Cosmica e di esprimere e irradiare quella Gioia sovrana che l’IO SONO nutre e integra, attraverso il suo potere Sommo.

Una Storia Importante che vi offro per riflettere e abbracciare l’Arte del Vero Maestro, quella che si cela in Pollicino, fin dall’inizio della narrazione.

In Amorevole Servizio, Ti degli Arcangeli

Per chi non avesse letto la Prima Parte 👉Le Petit Poucet ossia Pollicino o Puccettino Prima Parte


Questo articolo è stato amorevolmente scritto da Ti degli Arcangeli (l'autrice dei 2 libri Le Preghiere Arcobaleno dagli Arcangeli e La Via della Luce. Testi guida dell’Arcangelo Uriele ) con canalizzazione di un Arcangelo specifico oppure facendosi ispirare da Arcangeli e Angeli.
Sei libero di copiarlo su un altro sito/blog, però per correttezza lascia questa dicitura incluso il collegamento cliccabile a www.sottounarcobalenodiluce.com

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