Le Preghiere inascoltate e le persone considerate malvage

Sovente qualcuno scrive per mettermi al corrente che sebbene preghi con il Cuore, nessuno dall’altro capo del telefono, pare udire la sua richiesta.

Ho scritto in merito a questa situazione, ma oggi ritorno a parlarne perché soprattutto ora la Preghiera deve rappresentare un aspetto saliente del proprio Lavoro personale, ma va compresa la Dinamica che la sorregge.

Quando una Preghiera rimane all’apparenza inevasa?


In genere questo accade quando un Uomo chiede qualcosa in maniera unidirezionale e lo fa perché desidera “conservare qualcosa o qualcuno”.

Per avere la giusta prospettiva di come funzioni la relazione con Dio e il Mondo Radioso della Luce, è necessario uscire dalle dinamiche consolidate nel tempo, cambiando il punto d’osservazione e la Modalità con cui da secoli ci si rivolge a Dio.

La Preghiera inevasa

Dietro una Preghiera all’apparenza inevasa c’è una Richiesta inoltrata al Padre, in una forma/supplica disfunzionale.

Questo accade quando l’Uomo, in genere in maniera inconsapevole, avanza all’Universo le sue richieste perché il Cielo lo aiuti a “rimanere o rientrare” nella condizione in cui si trovava fino a poco tempo prima.

Lentamente, nel suo quotidiano, una persona si costruisce una sua fortezza, un angolino, che gli possa offrire, pur tra qualche scossone, una percezione globale di stabilità, di equilibrio, di protezione a livello affettivo, lavorativo, familiare, oppure abitativo o amicale.

Quando un evento o un individuo entrano in gioco e destabilizzano questa apparente condizione “armonica”, che lui è sempre pronto a difendere con le unghie e con i denti, ecco che l’Essere Umano sperimenta e tocca il suo lato fragile, quella parte di sé che aveva sempre cercato di mantenere, attraverso questo “castello” con cui si era in qualche modo identificato.
Era la sua corazza.

La sua nuova condizione, diviene allora simile a quella del piccolo che, sulla riva del mare, ha costruito un meraviglioso castello.
Si è ingegnato parecchio e lo ha arricchito con tantissime torri, che lo rendono orgoglioso fino all’istante in cui un’onda o un altro bimbo non glielo distruggono, facendoglielo crollare tutto o in parte.

Ecco che allora, il piccolo architetto osserva pieno di sgomento la sua immensa opera sbriciolata e viene colto da moltissime emozioni, sovente ingestibili.

La stessa cosa, avviene nella vita adulta, quando quella sorta di fortificazione, eretta nel tempo, viene in qualche modo “usurpata” e crolla.
A nulla pare essere servita quella bramosia di controllo umano, perché le torri sono lo stesso state in qualche modo toccate.

L’Uomo, proprio come il piccolo sulla spiaggia, è sgomento, amareggiato, disturbato e presto anche adirato per quella che comunque reputa una sorta d’ingiustizia nei suoi confronti.

Il disordine è comparso nella sua Vita, proprio nel periodo in cui quest’Uomo si sentiva tanto protetto e al riparo, grazie alla ripetitività della sua condizione e questo non lo accetta.

In un frangente così doloroso, ecco che il suo Pensiero va a Dio, quel Dio che gli è sempre stato presentato come il “Giudice/Giustiziere”, pronto a difendere il buono dal malvagio.

Egli si reputa il Buono e così chiede che chi ha creato questo suo malessere venga redarguito, ma soprattutto che ogni cosa torni esattamente com’era prima.

Ed è con questa convinzione e partendo da questo desiderio che l’Essere Umano si rivolge al Padre, chiedendogli di ripristinare il castello che gli è stato fatto franare sotto gli occhi, sottraendogli la sua serenità, così a lungo e faticosamente raggiunta.

Chiede a Dio di ritrovare ciò che pare averlo abbandonato, facendo in modo che gli venga ricostruita la medesima scena in cui si trovava fino al momento del crollo.
In quel castello egli viveva da parecchio tempo, forse eoni, e ora che qualcosa è successo e lo ha smosso, destabilizzandolo, egli lo rivuole indietro.

Quest’Uomo invoca allora la Sorgente, perché ha perso l’Anima che considera gemella, e lo prega perché ritorni.
In un altro frangente, si rivolge sempre al Padre perché la ditta per cui lavora sta licenziando diversi operai e lui stesso è stato invitato a cercare un’altra sistemazione. In questo caso chiede all’Alto, perché desidera mantenere il proprio Lavoro e affinché niente e nessuno glielo sottragga, costringendolo a cercare altrove una collocazione.
Avviene poi che d’improvviso egli stia poco bene di salute.
Dio di certo gliela può restituire e così chiede di essere guarito, di rientrare nella situazione pregressa di Salute e Ben.Essere.

Tutte queste Preghiere vengono inoltrate per “ripristinare” una condizione al suo stato “anteriore” e presentano quindi un “difetto di forma” o meglio di “veduta”.

L’Uomo abbandonato da chi ama si rivolge al Padre, “pensando e credendo” che chi lo ha lasciato, fosse la sua Anima gemella e la rivuole indietro.

Non esiste, né viene contemplato in tutto questo l’Equilibrio Universale, in cui il movimento è una costante e la Libertà un Dono e un Diritto di Tutte le forme di Vita. Quando la Legge Universale muove e ricostruisce l’Equilibrio Cosmico soggettivo e generale, porta a un’Evoluzione, quindi a qualcosa di espansivo e di Migliore.

L’Umanità, fatica a cogliere questo aspetto e tende a voler rimanere aggrappata al vecchio palo, che pretende di riavere indietro.

L’Universo cerca di far fare all’Uomo lo stesso percorso che si è soliti fare quando si visita un Museo. Si entra da una parte e al termine del tragitto, si esce da un’altra porta. Quest’azione, normale in un percorso turistico, crea panico, nella Vita ordinaria.
L’Uomo si comporta come colui che cerca disperatamente di uscire, facendosi largo tra la folla, che entra nell’immensa sala del Museo, dalla porta d’ingresso, perché “deve” rifare il medesimo percorso. Da lì è entrato e da lì vuole tornare al punto da cui è partito, andando contro corrente.


E’ sempre lo stesso Uomo che di fronte ai licenziamenti in atto, non riesce a visualizza un “invito” cosmico a trovare una “nuova attività”, più consona ai suoi bisogni soggettivi.
Egli teme la novità e per questo vorrebbe restare in quel posto e mantenere un lavoro che sovente non lo esalta, ma lo rassicura e per questo pretende gli venga salvaguardato.
In questo modo chiude le mani e gira lo sguardo indietro, come Orfeo, perdendo ciò che era stato proposto.

Lo stesso avviene quando la salute barcolla. L’Essere Umano chiede di recuperarla e non coglie in tutto questo l’invito a “cambiare approccio alla Vita”, perché le sue scelte lo hanno privato della Salute.
Ridargliela senza che nulla cambi, significa fargli ripercorrere la stessa strada e giungere al medesimo risultato.

La Vita ci mostra molti esempi di Uomini con il cancro, che superano la sua prima comparsa. A distanza di anni ecco che ne compare un’altra forma, che colpisce altri organi. A volte la persona muore dopo la terza aggressione.
Il pensiero collettivo allora è:
“Poverino, è stato proprio sfortunato! Si vede che era destinato a morire in quel modo!”

No!, per nulla!
La Vita o Dio, chiamalo come vuoi, sovente grazie all’intercessione di un’Anima esterna alla famiglia che ha chiesto la guarigione, gliela concede. E’ un’altra possibilità.
Ho assistito a situazioni di persone che hanno ricevuto ben 2 o 3 possibilità affinché comprendessero e “cambiassero” le proprie scelte, quelle scelte che ripetute a distanza di tempo, in maniera identica, per via del Libero Arbitrio, conducevano sempre al medesimo risultato.
L’ammalato che risperimenta la stessa malattia, è come lo scolaro che ripetuta la classe, ha rifatto gli stessi esercizi usando le medesime procedure errate, ottenendo dunque i medesimi risultati .

Le Preghiere elevate in questo modo, per recuperare il perso, attestano che l’approccio, agli eventi vissuti, è distorto.
Le esperienze in essere stanno solo richiedendo all’Essere Umano di attivare un’osservazione da una prospettiva “nuova”, mettendosi in accoglienza Divina e Amorevole, perché all’Uomo sia possibile godere i Frutti, dei cambiamenti che Dio propone.

Al contrario, quando una persona sta vivendo una situazione fastidiosa, in genere chiede a Dio che il disturbo scompaia e tutto torni com’era prima.

L’Uomo che avanza la sua richiesta in questo modo, non ha capito che ciò che lo sta in qualche modo infastidendo, gli è stato mandato perché cambi atteggiamento, dunque la sua richiesta a Dio è destinata e rimane e rimarrà inevasa.

Perché l’Uomo sperimenta un disagio?

Perché deve uscire dallo stallo in cui si trova e attraverso un Lavoro interiore, cambiare Comportamento. Deve “maturare” nello Spirito.

È inutile quindi rimproverare Dio quando non esaudisce le Preghiere, che gli vengono rivolte.

L’adultità del soggetto inascoltato, sta nel chiedersi:
” Come mai la Sorgete non mi ha risposto come mi aspettavo?

In Verità l’apparente inadempienza  DIVINA è una risposta, è una missiva che tu preferisci non leggere, perché non sei nella “predisposizione” di accogliere il Dono, che Dio desidera recapitarti.

Lui ha un Pacchetto regalo per te di grande Valore, ma tu hai già scelto un altro Dono ed esigi quello.

E’ la situazione nella quale l’Uomo bambino “pretende” dall’Alto ciò che lui crede e pensa sia giusto per sé.

 Allora, fintanto che Tu chiedi a modo tuo, perché la Sorgente ti offra di restare nel luogo in cui ti trovavi, non vieni esaudito.

Inevasa è la richiesta dell’Essere Umano che cerca di mantenersi negli stessi comportamenti e di attivare gli stessi Pensieri di sempre, immaginando che il Creatore lo tolga dai disagi in cui si è cacciato, proprio in seguito alle sue modalità e alle scelte perpetrate nel tempo.

Ripeto che si tratta di un atteggiamento infantile ed è meglio che non venga corrisposto, perché l’impiccio che ne conseguirebbe, sarebbe poi maggiore.

Immagina di essere un piccolo a cui viene detto di non andare a giocare vicino al fossato, perché l’argine è debole e mentre giochi, la terra potrebbe franare e tu scivolare in acqua.
Ti metti a giocare e disattendi il consiglio.
Ben presto la terra ti frana sotto i piedi e tu cadi in acqua.
Una volta precipitato ti metti ad invocare l’aiuto Divino, mentre la corrente ti trascina via.
Ti salvi. A questo punto puoi comportarti come un “piccolo capriccioso” e accusare la Sorgente di non averti protetto, di non averti risparmiato questa spiacevole esperienza, oppure puoi assumerti la Responsabilità di quanto è avvenuto.

In questo caso, dialoghi con Dio, manifestandogli la tua Gratitudine per il soccorso che comunque ti ha offerto e gli chiedi di aiutarti a imprimere nella tua Coscienza questa esperienza, dandoti la Saggezza utile per evitare altri episodi simili in futuro.

Riconoscere a Dio la sua Magnificenza, perché tutto è andato comunque bene, è segno “di maturità” Spirituale, così come manifestare Gratitudine all’Acqua e a chi ha concorso al buon esito dell’evento.

Ogni episodio disarmonico che l’Uomo vive, immaginalo come il cadere in un buco nero e profondo per qualche momento.
E’ come ti comporti sul fondo, come reagisci o agisci, che attesta se sei infantile o se sei spiritualmente un adulto.

Se imprechi o pretendi di essere tratto in salvo, senza “esaminare il motivo per cui questo è avvenuto” questo contrattempo, stai sprecando un’occasione Straordinaria di morire e risorgere a Vita Nuova.
Nell’istante in cui cogli in questo che pare un disagio, la presenza Divina e la invochi, stai certo che i Raggi del Sole arriveranno a pescarti e riportarti in superficie, creando una sorta di scala Magica, la Scala d’Oro.
Una Fiaba che rende l’idea è quella di Cenerentola, nel punto in cui anche le sorellastre vogliono provare la scarpetta e fanno di tutto e dicono di tutto perché vorrebbero calzarla, ma “quel Cristallo” è fuori dalla loro portata.
La Fanciulla, in Grazia Divina, è l’unica che può infilare il piedino in quella scarpetta, perché si mantiene nella Lucentezza, senza ingordigie e nella piena Accoglienza della Luce.

Uscire dal buco nero, con l’atteggiamento delle sorellastre è impensabile.
Se ci sei finito con le tue gambe, in seguito al tuo agire e ti mantieni in una condizione di richiesta infantile verso il Divino che alberga in te, significa che non consenti che le funi della Luce si ancorino al tuo Cuore e dunque dovrai uscire con le tue gambe.
Questo è il momento dell’adultità e per trarti in salvo devi partecipare la Volontà e assecondare la Ragione Superiori.
Una volta sulla terra ferma, se lo vorrai, avrai ancora l’occasione per riuscire a ricevere “Luce”, in merito all’evento che hai vissuto.

Perché mi è successo? Cosa vuole insegnarmi?

Esci dagli attaccamenti terreni e cerca sempre di capire perché una situazione stia bussando alla tua porta, cosa stia succedendo e cosa Dio cerchi di recapitarti, rivolgendoti a Lui, in Preghiera, per avere Lumi in merito.

In questo modo, attraverso il Dialogo/Preghiera, crei le premesse per Collaborare, vai in Accoglienza e ti rendi disponibile alla Trasmutazione che ti viene richiesta in quel frangente.
Allora stai certo che Dio ti offre la Risposta, immediata, e tu hai “la giusta Illuminazione”.

Chiedersi: “Forse che Dio stia cercando d’invitarmi a mettermi in ascolto e a Rispettare certe condizioni per il mio Bene Sommo?” comporta l’aprire la Porta alla sua missiva.

Il fosso in cui precipiti o il buco nero che pare inghiottirti, rappresentano le numerose manifestazioni pericolose, frutto della mente bassa, del cuore inferiore, di tutto quello che spinge l’Uomo a scelte controproducenti.

Si agisce sovente per abitudine, per attaccamento a certi modi di fare, da cui non ci si vuole staccare, perché è sempre stato fatto così…

Ma Tutte le situazioni contorte vissute sono sempre state il prodotto, il frutto di azioni ripetute dall’Umanità nella medesima modalità, conducendola a vivere eventi pericolosi, sovente a distanze cicliche.
Questi fatti accadono non a causa della cattiveria del fato, degli altri o di Dio stesso, ma per la sconsideratezza dell’Uomo.

Tutti coloro che ora si rifiutano di abbandonare il loro vecchio modo di vivere, si trovano e troveranno quasi subito nella fatica, perché il processo è accelerato e anche se Pregano il Padre di venire a salvarli, sovente non saranno esauditi. E’ come se chiedessero al Sole di raggiungerli in fondo a un buco nero e con la sua Luce di approntare una scala per consentire loro di uscire da lì.

Siamo sotto esame.
Ora più che mai, è indispensabile aver Lavorato su di sé, aver compreso certe dinamiche, altrimenti si perde il treno e il proprio tempo.

Una relazione con Dio, matura, adulta, comporta il rivolgersi di certo a Lui, ma chiedendo Lumi in merito a una situazione, che spesso si sta ripresentando perché non è stata compresa la lezione.

Anche un nuovo evento richiede che ci si metta nella piena accoglienza, dicendo a Dio Padre Madre che tutto venga risolto, secondo la Somma Volontà Divina e che venga dispensato dal Raggio dell’illuminazione e della Saggezza necessari per cogliere ed imprimere nella propria Coscienza la Conoscenza utile, perché quell’esperienza faccia “maturare” e raggiungere l’adultità.

Sta all’Uomo spostarsi e andare verso Dio, decidendo di migliorare il proprio atteggiamento e non a Dio scendere a compromessi e coccolare il piccolo Uomo capriccioso e impertinente, mettendogli il cerotto per la “bua”.

Anche le relazioni manifestano questa “pretesa” infantile dell’Uomo di venir sempre assecondato nelle sue scelte.

Per crescere

Chiunque incontriate nella Vita quotidiana, aiuta a crescere e a “maturare”, facendo da Maestro.

Provare a sforzarsi di cogliere questo aspetto e di vedere il lato positivo dell’incontro e l’aspetto buono che si cela in ogni situazione e incontro. Questo aguzza la capacità di crescere nella Luce e in Saggezza.

So che a volte qualcuno può pensare che si tratti di buonismo o che si corra il rischio di crearsi immagini distorte del prossimo, che poi si pagano.

Non è di questo che parlo. Non sto suggerendo di sforzarsi di vedere una pianta di cactus come fosse una rosa, ma di rimanere in apertura e di notare l’aspetto positivo che c’è nell’incontro in sé, e c’è sempre.

Questo significa che ci deve essere discernimento, quindi vedo il cactus, però non mi soffermo sulle sue spine e sulle possibilità che mi laceri e mi punga, ma accolgo questo incontro, e vedo quale messaggio dall’Alto mi stia e voglia recapitare questo episodio.
Appena possibile, cerco di comprendere perché oggi sulla mia strada si sia presentata una pianta spinosa.

L’Uomo che appunta sempre lo sguardo sul male e lo vede presente ovunque, anche nei suoi simili, dimentica che gli Esseri Umani, tutti, nessuno escluso, sono TUTTI figli e figlie di Dio, proprio come lui, e hanno un’Anima e uno Spirito.

Allora, anche se il più delle volte chi s’incontra appare più un cactus che una Scintilla Divina, questa Scintilla c’è in Lui, è presente in forma latente, e se a quest’Uomo si offrono delle condizioni Amorevoli e accoglienti, in qualche modo favorevoli, quella Luce, celata dal suo aspetto di cactus, si rende anch’essa manifesta.

Attenzione però, perché parlo di incontri all’apparenza fortuiti, non d’incontri forzati o fatti per compiacere amici o parenti.
Evitare d’infilarsi in un roseto o di sedersi sopra un cactus è sempre Discernimento. Dio non manda la scala di Luce se scegli di tentare la sorte giocando con le spine. Questa è un’altra situazione che lascerebbe dipanare all’Uomo che, in Libero arbitrio, ha fatto la scelta di buttarsi tra i rovi e le spine.

Continuare a denigrare, a lamentarsi, a ritenere che Dio sia sordo e che gli Esseri Umani siano cattivi per natura, impedisce al Padre di recapitare i suoi Immensi e Preziosi Doni, denigra e disconosce l’Origine Divina dell’Umanità e impedisce l’espressione della Vera Natura Divina, del Genere Umano. L’Uomo evolve se si concede di farlo e l’intera Umanità cresce e cambia, se Lui per primo CRESCE.

Felice Riflessione! Ti degli Arcangeli

Questo articolo è stato amorevolmente scritto da Ti degli Arcangeli (l'autrice dei 2 libri Le Preghiere Arcobaleno dagli Arcangeli e La Via della Luce. Testi guida dell’Arcangelo Uriele ) con canalizzazione di un Arcangelo specifico oppure facendosi ispirare da Arcangeli e Angeli.
Sei libero di copiarlo su un altro sito/blog, però per correttezza lascia questa dicitura incluso il collegamento cliccabile a www.sottounarcobalenodiluce.com

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