Libertà e Amore

Ti sei mai chiesto cosa sia la Libertà e come raggiungerla, ottenerla?preghiera-1140x702“La libertà dell’uomo è definitiva ed immediata, se così egli vuole;
essa non dipende da vittorie esterne, ma interne.”
Paramahansa Yogananda

“Che cos’è la libertà?”
E’ un concetto molto importante e impegnativo, perché esprime un “nostro bisogno di Essere”, così atteso, cercato e al tempo stesso difficilmente raggiunto.
Tutti vorremmo essere liberi, mentre in realtà siamo talmente ancorati a tante situazioni, che finiamo spesso prigionieri “di altro …”
Ci lasciamo privare della Libertà, prima che dall’esterno, da noi stessi,  dai debiti emotivi  e dai doveri,  fondamentalmente perché cresciamo in un contesto sociale e familiare in cui ci vengono trasmessi molti preconcetti, da cui scaturiscono frustrazioni e paure, di varia natura ed origine, che ci rendono schiavi.
E che legame esiste tra la Libertà e l’Amore?
Enorme.
Il legame affettivo spesso ci vincola e ci toglie non tanto la possibilità di raggiungere l’indipendenza interiore, quanto le Energie necessarie per conseguirla.
Alla base di ogni sussulto e fatica, fondamentalmente sta quasi sempre  la paura,  un’emozione che trova spazio e  si nutre di noi, quando non siamo capaci di essere creature Libere.
Da piccoli abbiamo paura di essere abbandonati dalla mamma, colei che ci da amore incondizionato.
Crescendo, mutiamo l’oggetto dei nostri desideri,  ed  esprimiamo un’ altra sfumatura dell’Amore: il bisogno  di  essere amati.
Se quest richiesta, di cui ho già parlato in altri articoli, vacilla o ci sembra venga o possa essere disattesa, subentra nuovamente lei, la paura e tutte le innumerevoli emozioni e sfumature ad essa legate.
Allora tutto si rabbuia e diveniamo prigionieri di una nuova lotta interiore e quindi  di un disagio a volte anche fisico, esteriore.
Nel momento in cui entriamo o dovremmo accedere al mondo del lavoro, si fa avanti l’ansia di non trovarlo, oppure di non poterlo conservare o ancora di non riuscire a provvedere ai non nostri bisogni e a quelli di chi amiamo.
Poi esistono tante altre fibrillazioni  la paura dei ladri, la paura della guerra, la paura di non farcela, la paura di essere inadeguati, la paura …
Se non riusciamo a far emergere ciò che la origina, ci priviamo automaticamente già della Libertà di essere, di esistere, di appartenere, di Vivere.
Diventiamo come il cane che si morde la coda, tanto che non si comprende più se sia l’uno a generare l’altro e viceversa.
Un tempo l’Uomo era schiavo dell’altro uomo, oggi, sempre più spesso lo è della stanchezza, dello stress e della depressione.
Libertà vera è l’ essere senza impedimenti.
Spesso noi crediamo che essere liberi significhi solo e tanto fare di testa propria, ma non è esattamente così.
La vera libertà è un qualcosa di ben più ampio: è essere sciolti dai pensieri, da tutti gli attaccamenti, dai legami di varia origine e perfino dalla vita e dalla morte.
Già, se pensiamo al trapasso tra la vita terrena e il regno animico, allora forse comprendiamo ancora meglio di cosa stai parlando.
fatichiamo ad accettare la morte, proprio perché non fa parte delle nostre libertà acquisite.
E’ facile allora essere veramente pienamente liberi?
Direi proprio che essa rimane un obiettivo impegnativo, perché spesso viaggiamo in direzione contraria.
Nasce nel nostro mondo interiore e si esprime poi nel quotidiano in mille e più modi, ma nasce dentro, come conquista, consapevolezza, presa di coscienza e lavoro intenso.
E’ quella che Yogananda chiama la “nostra vittoria interiore”.
Fatichiamo a mettere in pratica la Libertà interiore, che ci consente di agire poi di conseguenza in modo dinamico e leggero ogni istante, perché nel nostro vivere terreno, stentiamo a riappropriarcene e la lasciamo seppellita da qualche parte, dentro di noi.
La nostra cultura ha attuato, negli ultimi secoli, una grande e radicale trasformazione dell’Uomo, sia dal punto di vista politico, che sociale e religioso, facendosi portavoce di una libertà, che avrebbe dovuto essere globale, mentre in realtà si è rivelata più funzionante in campo socio – politico, ma per nulla  positiva da altri punti di vista, non ultimo l’aspetto materiale, economico e temporale.
Viviamo con l’orologio e il cellulare in mano.
Sempre alla ricerca della perfezione, prima come figli, poi come amici, come compagni, come genitori, in seguito di nuovo come figli …secondo modalità preconfezionate e laboriose da assolvere, come un abito fasciante.
Acquistiamo casa, per sentirci più liberi, in quanto proprietari di  uno spazio nostro; lo facciamo però contraendo un debito economico, mediante il mutuo, il quale rappresenterà per tanto una privazione della libertà, se non altro emotiva: ho assunto un impegno, lo devo assolvere e questo comporta certi comportamenti, altri impegni e fatiche.
Per ottenere quello che reputiamo il nostro vero benessere e la nostra libertà,  ci stiamo impegnando nel presente ad assolvere nei prossimi 20 o 30 anni , a seconda delle soluzioni bancarie, lo scioglimento di un debito, che dovremo onorare, qualsiasi cosa accada, se vorremo conservare l’oggetto dei nostri sogni ( la casa)per raggiungere il nostro traguardo di libertà abitativa .
Ma sappiamo cosa ne sarà di noi nei prossimi 20 – 30 anni?
Al momento della stipula pensiamo solo positivo.
Poi, le giornate passano, gli eventi circostanziati al nostro contesto familiare si modificano in modo non sempre controllabile e all’esterno in modo imprevedibile.
Ci sentiamo presto intrappolati e desiderosi di accelerare questo riscatto.
Allora, per assolvere in tempi minori al nostro debito, e ritornare ” liberi”, ci impegniamo in una seconda attività, allo scopo di guadagnare di più e quindi saldare al più presto il nostro debito infastidente.
Questo ci toglie altro tempo, ci fa sentire soffocati e ci tiene lontani dai legami e dagli affetti, cioè, nella stragrande maggioranza dei casi, dalle persone con cui volevamo godere in tutta libertà di quello spazio e del tempo.
In pratica non ci sentiamo più liberi.
Interiormente percepiamo l’innesco di un vortice demolitore, super attivo.
Già, ma la stessa cosa accade in centinaia di altre situazioni.
L’uomo, fondamentalmente, sminuisce il suo Essere Animico, attraverso una serie di azioni, decisioni, modi di essere e vivere personali e  collettive, che non lo portano all’esaltazione vera del Sé divino, ma di ciò che egli potrebbe e dovrebbe  produrre o  per come appare o dovrebbe apparire.
Nasce così la nostra rincorsa a forme di Libertà che in realtà libertà non sono.
La nostra evoluzione è stata così parecchio lenta e rallentata nei secoli che ora ci risulta faticoso lo stesso mettere a fuoco il significato vero e pieno di questa parola.
Ma ora è tempo di ritrovarsi e riprendere il nostro vero cammino.
Prima fummo Uomini amanti, poi ci siamo lasciati irretire sempre di più dagli aspetti  temporali  per cui ci siamo identificati nel lavoro e in seguito non più neppure in quella forma di essere, di esistere, ma nell’apparire, insomma, ci siamo allontanati parecchio dal nostro desiderio di Libertà e di conseguente realizzazione nell’Essere Libero…
Tendiamo sempre di più a un “ideale di apparenza” piuttosto che a ciò che realmente siamo e vogliamo o siamo in grado di essere.
Tutto viene quindi calcolato e giocato seguendo le regole di questa nuova dimensione, in cui la Libertà ha ben poco spazio e l’Amore è spesso scambiato per altro.
In campo estetico bisogna apparire belli, agili, snelli, in salute.
In campo politico si crea un contesto appariscente, si calcolano bene i tempi, cioè quando dire una cosa, per fare più presa  sulle persone  e non sulla bontà, veridicità e grandezza di quello che si dice e di ciò ha veramente un buon risvolto per le persone.
Tutto viene spettacolarizzato e trasmesso in forma deviata e deviante.
Spostiamoci per un attimo al contesto delle trasmissioni televisive.
I dibattiti, vale a dire dei momenti di scambio d’opinione in cui ciascuno può esternare, esprimere un concetto, un pensiero, una cosa in cui crede e che sostiene, tra altre persone a cui viene offerta la stessa opportunità.
L’ascoltatore e lo spettatore dovrebbe riceverne stimoli veri per riflettere, per confrontarsi nel proprio intimo per poi elaborare una “libertà” d’informazione e quindi godere di un’altra sfumatura e di un rinforzo della sua libertà esistenziale, d’azione e di pensiero.
In realtà tutto il dibattito si trasforma in una sorta di spettacolo, magari con una bella rissa televisiva, che fa parlare, diseduca al vero dialogo,  è nata  con ben altri intenti o lasciata per questo apposta degenerare;   alla fine quindi, quella serata ci  trasmette idee poco valide e non alimenta la “libertà di pensiero”.
Tutto questo ha generato un malessere, ha messo in crisi gli aspetti  tradizionali e spinto le nuove generazioni ad avere idee limitanti dell’Amore, delle relazioni, del rispetto, perché  hanno come esempio un proprio simile per nulla Libero e pieno di “fatiche”.
L’uomo oggi però, vuole finalmente essere libero perché ora si sente investito da una Luce nuova, da cui trae una potenza positiva, grazie alla quale sta aprendosi ad altri aspetti di sé, connessi alla sua parte animica, quella che dovrebbe governarlo e guidarlo.
Essere veramente liberi in un contesto strutturato e alimentato così per secoli è faticoso, ma possibile, nell’istante in cui ci rendiamo conto che per riscattarci dobbiamo intraprendere una sorta di “remise in forme” interiore, cioé come dice Yogananda, “vincere la nostra battaglia interiore”.
A volte pensiamo di operare per il nostro Bene, mentre in realtà operiamo e ci battiamo per un senso sbagliato di libertà.
Un esempio.
Mi nasce un figlio e decido di non battezzarlo: ritengono di operare per il suo bene non battezzandolo, perché ritengo che sia una scelta importante, che spetti a lui, il quale sceglierà  da solo quando sarà in grado di farlo, cioè da grande.
Demandiamo a lui una scelta che riteniamo importante, così come  si potrebbero demandare centinaia di altre scelte.
E se poi gli accadesse qualcosa prima dell’età adulta??
Lo avrei veramente aiutato?
Ho rispettato la sua o la mia libertà, in quel momento, cioè quando scelsi di non farlo battezzare?
Ho scelto questo esempio, ma avrei potuto sceglierne benissimo altri.
Sono interrogativi forti, attraverso i quali mi vien dato di spingere a pensare.
Chi è realmente libero?
Se osserviamo la nostra storia, non esiste un unico pensiero al riguardo.
In oriente  l’uomo viene visto immerso nelle tenebre illusorie, vanesie del mondo, da cui può salvarsi, liberandosi dal male del buio.
Nel mondo buddhista l’uomo non è mai veramente libero  e raggiungerà l’illuminazione, che sarà il suo premio, con l’accettazione della sua condizione esistenziale.
Nel nostro mondo religioso europeo noi siamo ancorati dallo sbaglio Originario, da cui dobbiamo liberarci, attraverso Dio, che può scioglierci dal peccato.
Ma esiste il male,  che si adopera continuamente perché noi sbagliamo nelle nostre decisioni: è lui,  l’angelo che si  ribellò e venne allontanato, che ci vuole tenere in servitù; egli è abile e nel suo stesso nome è racchiusa la sua capacità di tenerci “lontano dalla volontà”.
Per questo motivo spesso noi non riusciamo a  seguire Dio, ma, abbindolati, e abbagliati, seguiamo lui,  il nostro nemico.
Per noi dovrebbe essere facile seguire la Libertà e raggiungerla, in quanto è Dio che si è incarnato per liberarci dal peccato ed aprirci le porte del paradiso, ma siamo dotati di “Libero Arbitrio”e quindi  spesso lavoriamo contro la nostra realizzazione,  il nostro bene,  rivolgendo altrove la nostra attenzione.
Gli Induisti anch’essi parlano di Luce e di servitù.
L’uomo, di cui essi parlano,  agli inizi era nella Luce Originaria, ma si allontanò  e finì così per vivere calato e parte di  una vita piena di ombre.
In questa sua nuova dimensione, egli  vede la realtà come avesse un velo sul viso e gli occhi cogliessero tutto in modo illusorio.
Il suo compito ora è , quindi, vivere in questa vita  e raggiungere di nuovo la Luce Originaria, cioè la sua Illuminazione,  e per farlo deve impegnarsi a fondo e ritornare più volte a far parte della vita incarnata, attraverso i cicli delle reincarnazioni.
Siamo quindi “sacrificati” in una realtà complessiva che è negazione della Libertà e ci attiviamo per recuperarla, andando spesso nella direzione opposta.
Meditare  Pregare sono due ottimi sostegni al riscatto e al recupero di questa agognata Libertà, che niente e nessuno può darci, ma di cui dobbiamo essere gli unici attori e realizzatori.
Quando prego, se lo faccio con attenzione, l’Anima sale e si sente intrisa di Luce originaria e di vero Amore.
E’ allora che recupero una visione più serena ed Amorevole di ogni situazione e ritorno ad esistere nella Libertà sperimentata nella dimensione animica.
La Meditazione è un’altra forma divina per ritrovarsi e rientrare in un mondo fatto di serenità, felicità, gioia, dove lo spirito si sente a casa non in una costruzione esteriore, ma nella propria stessa esistenza.
Cerchiamo affannosamente fuori di noi, ciò che da sempre è custodito nel nostro profondo… convinti che esistano doveri amorevoli e legami, azioni e pensieri dovuti, irrinunciabili, finiamo scontenti e incatenati ad una realtà e vita che ci soffocano e ci privano della nostra vera Libertà.
Mi sento veramente libero, quando il cuore, la mente e lo spirito scelgono con leggerezza e sanno andare al di là delle attese altrui e dei pensieri preconfezionati nostri.
Allora mi Amo e non temo i giudizi, di cui non mi pongo neppure lontanamente alcun pensiero.
Sciolto e oltre,  lascio che si attua il Piano divino, attraverso la mia semplice partecipazione.
Nulla è un peso, né temporale, né spaziale.

Questo articolo è stato amorevolmente scritto da Ti degli Arcangeli (l'autrice dei 2 libri Le Preghiere Arcobaleno dagli Arcangeli e La Via della Luce. Testi guida dell’Arcangelo Uriele ) con canalizzazione di un Arcangelo specifico oppure facendosi ispirare da Arcangeli e Angeli.
Sei libero di copiarlo su un altro sito/blog, però per correttezza lascia questa dicitura incluso il collegamento cliccabile a www.sottounarcobalenodiluce.com

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