“Un sorriso è una Luce attraverso la finestra del tuo viso
che dice alla gente
che il tuo cuore è in casa.”
Essere in grado di prendersi in giro è molto utile: ci rende, contrariamente a quanto possiamo pensare, meno vulnerabili e più piacevoli.
Quando le persone si conoscono, c’è un livello di sciocchezze permesse, che serve a costruire la solidarietà e a creare legami.
Non parlo di battute dissacranti o di aspri commenti, ma di “battute piacevoli”, in cui si evidenziano lati particolari, frasi, modi di muoversi o parlare di una persona o meglio ancora di se stessi…
Se riusciamo a farlo “per rilassare” gli altri, dimostriamo di essere non solo divertenti, ma Anime incarnate serene, mutevoli e talmente a nostro agio con noi stesse, da regalare scintille benevole di sano umorismo.
Ci sono molti tipi di humour e vanno tutti benissimo, se creano un gruppo e gli danno un profilo di piacevolezza
Un po’ di spirito scanzonato mette a proprio agio tutti i presenti, fa sentire le persone sullo stesso piano, senza forme di prevaricazione, crea un ambiente leggero e molto vivibile.
Fare le cose diventa allora condivisione piena e minor fatica.
Si arriva a pensare: “Assieme a te, a voi è più bello “
Perciò ridiamo e facciamo ridere, ridere, ridere
Cosa non si può apprezzare in una situazione scherzosa?
E’ bello guardare, in un mondo spesso un po’ incavolato, le cose dal loro lato divertente: smussa le asperità e riporta equilibrio immediato.
E’ un po’ toccare le emozioni altrui per creare un legame immediato.
Pensiamo a una situazione in cui un conoscente ci passa accanto, ci riconosce, ci saluta e poi tira dritto dritto per la sua strada …
Ora invece a chi ci saluta, si ferma con un sorriso, ci abbraccia con affetto, rimane con noi per un po’ oppure anche solo per pochi istanti, ma quando prosegue ci lascia la sensazione del contatto fisico, la gioia del suo sorriso e il contatto visivo, che mantiene a lungo, anche nella separazione
Bella differenza emozionale, vero??
E’ importante far sentire ogni persona che incrociamo, unica, speciale, importante, … non per falsità, ma perché effettivamente ognuno di noi è speciale ed è bene riconoscerglielo, dargli modo di accorgersene!!
Questo non significa fare gesti eclatanti, ma cose piccole, coinvolgenti, sincere, generose
Sono le più significative.
Perciò addentriamoci finalmente sulla strada del personale e del piccolo.
Facciamo sapere che siamo interessati a loro come persone e vedremo che anche loro faranno la stessa cosa con noi.
Altro aspetto fondamentale il nome!!!
E’ bello ricordarselo e ancor più bello utilizzarlo mentre parliamo con la persona stessa; il nome ci contraddistingue, quindi chiamare l’altro per nome significa riconoscergli la sua identità, è donargli il suono più bello, perché gli appartiene.
Dobbiamo un po’ esercitarci in questo, perché spesso siamo manchevoli …
Ricordo ancora con fastidio un corso di formazione, tenuto da un luminare, a piccoli gruppi, in cui egli costantemente si dimenticava i nostri nomi e utilizzava spesso in forma molto generica, il pronome lei …
Quando utilizziamo il nome dell’altro, anche se lo abbiamo appena conosciuto e/o incontrato, siamo amorevoli nei suoi confronti e lo mettiamo nella condizione di ricordarsi piacevolmente di noi
E i particolari???
Sono un’altra cosa importante!!!
Ricordiamoci quei dettagli, piccoli o grandi, che faranno presto la differenza
Se il datore di lavoro ci ha parlato della varicella del figlio, informiamoci la settimana successiva sulle sue condizioni di lavoro: è un gesto di cortesia e di amorevole attenzione all’altro e alle sue preoccupazioni.
Se dovessimo essere in quella condizione, non ci farebbe forse piacere una persona che si informa e condivide con noi questo evento???
Non concentriamoci su noi stessi come Narciso.
A volte se siamo insicuri cerchiamo di nascondere la nostra insicurezza mostrandoci distaccati e così ci dimostriamo solo egoisti.
Eh, per essere spiriti amorevoli, dovremmo muoverci diversamente, concentrando l’attenzione sull’altra persona. Questa si sentirà a proprio agio e accolta
In realtà siamo poco propensi a dare, ma pure a ricevere, soprattutto noi donne; quando qualcuno ci fa un dono o un complimento, impariamo ad accettarlo e semplicemente a ringraziare, non a volere a tutti i costi restituire il favore
Rispondiamo con un bel e semplice: “Grazie!!” e gustiamoci ciò che il cielo ci invia, senza tentativi, magari goffi di restituzione, né come occasioni capestro, per dire quanto siamo tosti, bravi, belli, intelligenti
Non facciamo venire il “latte alle ginocchia”, come dice qualcuno, a chi ci si avvicina
Le persone non provano sicuramente il bisogno di sapere quanti riconoscimenti abbiamo avuto, quante imprese rocambolesche abbiamo fatto e quali paesi abbiamo recentemente visitato
Vogliamo essere evitati come la peste???
Altro aspetto veramente sì e che si sposa perfettamente con l’umorismo e la positività
La felicità e la positività sono contagiose, piacciono a tutti, sono ricercatissime sia dai “felici”, che dagli scontenti … L’inclinazione a essere positivi è come la boccata d’aria fresca, in una caldissima giornata d’estate: ben venuta!!!
Lamentarsi, purtroppo, è uno sport che ha molti cultori; a volte riesce ad aggregare parecchio, ma solo “gli allergici al sole”, alla luce, alla bellezza del Mondo
Vogliamo far parte di questi “fans club?”
Allora lamentiamoci!!! … e non osiamo poi lamentarci delle lamentele altrui, perché oggi a te, domani a me
Impariamo anche, quando mettere fine alla nostra conversazione, “sana o malata” che sia.
Qualcuno esagera veramente!!
Siamo felici di aver ritrovato un amico di vecchia data?
Lo abbiamo aggiornato su tutte le infinitesime situazioni che abbiamo vissuto?
Gli abbiamo dato tutti i dettagli, anche più insignificanti del nostro lavoro ??
E allora basta!!!
Non stordiamolo/li perché altrimenti alla prossima occasione cambieranno strada e ci lasceranno soli a ripensare ai fatti nostri e /o altrui
Un semplice “Beh, devo andare. Ci risentiamo!”
E’ un chiaro segnale di “intolleranza latente o di conversazione esaurita.
Quindi stop!!!!
Questa è un’occasione bellissima per mettere in gioco le buone maniere.
Quando è stata l’ultima volta che siamo usciti o abbiamo incrociato qualcuno maleducato?
Come ci siamo sentiti???
Siamo ora alla ricerca della “vendetta, tremenda vendetta” contro il primo mal capitato di turno???
Non credo proprio!!!
Usiamo le espressioni italiane “per favore”, “grazie”, togliamoci il cappello in certi ambienti, teniamo la porta aperta per chi ci segue, sono gesti veramente di estrema cortesia caduti in disuso, ma indispensabili
Perché non dovremmo farlo?
Stiamo diventando una massa pretenziosa e poco attenta, ma non è questo che dovremmo fare se portiamo Luce
Controlliamo anche il nostro linguaggio, perché le emozioni si esprimo anche attraverso la parola e quindi possiamo utilizzarla per seminare maldicenze e buio; ridiamo e utilizziamo un linguaggio semplice, giocoso, simpatico e solare, anche per descrivere certi eventi più complicati e faticosi
Non gettiamo alcol sul fuoco.
Ricordiamoci che le persone più carine e amabili sono quelle pacate, tranquille e alla mano; una persona che da l’idea della confusione, nevrotica, a volte paranoica non piace a nessuno, o sbaglio?
Le vibrazioni che emaniamo in certi contesti smuovono e producono energie urticanti e fastidiose, evitiamole!
E’ importante saper ridere delle cose e controllare quel che stiamo provando, soprattutto con gli sconosciuti: non è bene apparire arrabbiati o meglio spargere questo seme quando le cose non vanno come vorremmo: creiamo solo ulteriori disagi.
Vi è mai capitato in un negozio di vedere qualcuno che inizia a lamentarsi, magari in maniera poco educata, del servizio, e subito dopo veder nascere un clan di “tagliatori di teste”, che rendono infuocato e faticoso l’ambiente?
Perché?
Se qualcuno già sta arrancando, cerchiamo di dargli una mano, di alleviare le sue fatiche e quelle altrui, non di peggiorare pesantemente la situazione
Certe modalità creano solo stress, solitudine, scomodità
Evitiamo!!!
Le persone vogliono vedere se chi li circonda è stabile felice e desiderano solo poter condividere la stessa cosa.
Questo nuovo anno ci offre l’occasione per uscire allo scoperto e fare la differenza: cerchiamo di essere solari, di non farci offendere dagli scherzi innocenti e di avere un bel senso dell’ humour da vivere e regalare
La vita può essere leggere o complicata
Sta a noi decidere come “inventarla”
Tu come Vuoi sia la tua?
“Sii la differenza, che vuoi vedere nel Mondo!”
Ti degli Arcangeli
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