Mi sento Comunita’

Ciao, ti starai chiedendo perché stia scegliendo di parlare di questo nell’articolo odierno.

Semplicissimo: la Comunità sta alla base di ogni forma di vita, quella vera, quella costruttiva e creativa, quella che serve per perpetrare la continuità di ogni specie vivente e che oggi stanno cercando di strumentalizzare e di spegnere.

Ho letto con “attenzione” le ultime disposizioni in fatto di “ripresa della scuola” e non riuscivo a prendere sonno …
Mi sono chiesta e mi sto chiedendo e l’ho chiesto al Nostro Padre Creatore, che cosa sia rimasto della nostra grandezza animica e dei SUOI grandi ammaestramenti divini vista la realtà attuale.
Mi sono poi sono placata e sono rientrata nella fase della Fiducia piena in lui e nei suoi “Programmi” alternativi, quelli che, grazie a lui, sfuggono ai nostri miserevoli controlli umani e terreni.
Siamo nel caos e non vedo la “coscienza collettiva risvegliarsi” e questo, a mio avviso, è gravissimo, anche se comprendo che attualmente chi non ha fatto alcun tipo di lavoro animico, viva nella paura ed abbia come obiettivo primario quello appunto di farcela, di tenere ogni situazione, dalla lavorativa alla familiare, apparentemente sotto controllo .
Stiamo mettendo ogni nostro “diritto” inconfutabile nelle mani dell’orco nero, che ci sta chiedendo, in cambio di ipotetici benesseri e a fronte di sicure sventure e sciagure preannunciate, la nostra esistenza e quella dei nostri figli.
Le persone, anziché leggersi le ultime 28 pagine che ipotizzano, mi permetto di dire che il renderle o non renderle applicative spetta a noi e a ciò che decideremo di fare o di non fare, e per tanto fino a quel momento restano nell’ipoteticità, di creare a scuola tutte le “condizioni utili” a non far instaurare, per il prossimo anno scolastico,  “contati umani”.
Non far creare “contatti umani?”
Una frase di questo genere, messa nero su bianco, su un pezzo di carta “autorevole” non è altro che una “forma pensiero” anti UOMO.
Stiamo creando o meglio “accrescendo” il nostro debito karmico, lasciando dire e fare, a chi sta umanamente più in alto, certe cose, cose che entrano nel debito di ciascuno, perché ci coinvolgono tutti.


Manda a scuola tuo figlio, ma fa in modo che tutto sia pronto per non fargli avere contatti “umani” con i suoi simili.
Se tu sostieni e applichi questa nuova ennesima PROPOSTA, sappi che diventi il giocatore di biliardo di questa “nuova forma di guerra sociale” e fai esattamente quello che fa il giocatore accanito di biliardo, che con la sua stecca, imprime, con calma e determinazione, la spinta alla prima palla, per mandare in buca il maggior numero possibile di palline, con un solo colpo.
Stanno chiedendo alla popolazione mondiale di rinunciare ad uno degli aspetti vitali non solo e tanto della persona, ma pure di una delle Istituzioni nate con lo scopo precipuo di “far socializzare gli individui e farli crescere insieme”: la scuola.
Dopo averci tenuti separati, ora ci rimettono insieme, cercando di renderci gli strumenti per sostenere e per accrescere, giorno dopo giorno, nella maniera più subdola possibile, la paura dell’altro.
“L’altro mi tocca e ora cosa mi succederà?”
“L’altro mi si è avvicinato e mi è venuta la febbre”
“Lui non si lava le mani!”
Ti stai chiedendo cosa vogliamo creare, oppure preso di nuovo dal lavoro, hai spento il cervello e non sei connesso a nulla di quanto sta accadendo al di fuori di quel comparto stagno?
La scuola è il futuro, ma chi se ne preoccupa realmente?
Un gregge, una società di “assoggettati” inconsapevoli, pronti a denunciare gli altri se non si adeguano al regime.
Dov’è la nostra Anima, quella che non può sopportare nessuna forma di “ingiustizia, di inquisizione, di assenza e privazione dei diritti?”
Siamo ormai persone senza un’Anima?
Ed i nostri figli, cosa sono in tutto questo caos, solo ragazzi e futuri adulti, privi di emozioni?
Ricordiamoci che la mascherina ci rende asettici sì, ma non tanto dal punto di vista medico, ma sicuramente dal punto di vista relazionale ed emotivo.
La mascherina copre le labbra e una parte centrale del volto, la parte, guarda caso, che parla di noi, anche quando taciamo.
Stiamo accogliendo senza reagire, prima le mascherine, che ci privano dell’espressione del volto e quindi di una forma di comunicazione straordinaria e ora la dose viene rincarata, con ulteriori disposizioni, che ancora una volta accettiamo, come fosse un “atto dovuto”; senza le altre emozioni il nostro cuore va in pensione,  e permane solo nel circuito della paura , l’unica emozione  e stato d’animo coltivato.
La paura quali modalità trasformative possiede?
In genere di tipo accrescitivo. Bloccando la nostra logicità, le basta poco per evolversi e trasformarsi in  panico, il quale sa generare solo ansia, un ulteriore blocco di pensiero e tanta reattività caotica, nella quale sperimenti l’assenza della creatività, l’unico elemento indispensabile per la tua sopravvivenza,  e la diffidenza da quanto in essere.
In questo contesto “degenerato”, tutto il resto viene da sé e diventa a sua volta degenerativo.
Stanno creando “l’Uomo Lupo per l’Altro Uomo”, con il nostro “tacito assenso”.
E’ incredibile vedere, attraverso le immagini postate in questi giorni, come il pensiero della persona media, sia quello di “integrare” la propria museruola” con l’abbigliamento e le scarpe, come se fosse già un accessorio normale, parte del proprio modo di vivere.
Non ti preoccupi se ti lasceranno mai dismettere la mascherina e se tutto si evolverà per il meglio, ti preoccupi che le scarpe e la borsetta siano perfettamente coordinate al colore della tua nuova museruola.
Anziché pensare a come levarsi questo “accessorio” alquanto scomodo, tu pensi a come renderlo “gradevole” alla vista.
Beh, sappi che l’unica cosa gradevole sono le tue labbra, il tuo viso, le tue espressioni, le tue fossette, le tue rughe … la tua esistenza piena e non mutilata.
Ora c’è addirittura il giustificato motivo per farci coprire il volto: la salute pubblica.
E’ quanto meno strano, questo nostro modo, di accogliere senza controbattere, qualunque tipo di provvedimento ci venga impartito: non volevamo riconoscere il diritto alle donne provenienti da altri Paesi e Culture, di portare un velo nel nome delle loro tradizioni e non lo reputavamo un “giustificato motivo”, ma ora, ci dicono che serve per tutelarci per le sciagure future e quindi va benissimo.
Ma dove sei finito, uomo?
Dove ti sei nascosto?
Dove sta il tuo orgoglio di essere te stesso, di poter scegliere e decidere cosa e come fare della tua vita?
E’ necessario creare una legge nostra, quella propria delle “persone generose”, persone che si Uniscono le une alle altre e quindi, insieme, dividono quel qualcosa che ancora hanno dentro e che ci unisce, sia che si tratti di un modo di pensare, di credere, di vedere la vita, partendo dalla nostra Anima.
Alcuni di noi hanno acquisito la tendenza, di fronte alle notizie con cui ci hanno bombardato, sicuramente notizie forti, capaci di risuonare dentro, ma proprio per questo utilizzate, a credere che il Mondo sia un Luogo pericoloso, un luogo ingestibile, un luogo dove tutto va male ed è male, quindi un qualcosa dal quale  è necessario proteggersi, prendere le distanze, come?
Mettendoti forse nelle mani di chi ti offre la tua “salvezza” in questo modo?
La domanda vitale è invece: “Come posso non cadere nell’angoscia?”
“Come posso conservare pieni poteri decisionali?”
“Come posso stare bene in un Mondo pazzo?”
E’ vero, è stato creato un contesto che ti faccia pensare questo e molto altro, per alimentare le nostre parti peggiori e quindi dare nutrimento a quelle creature che hanno “rifiutato la Luce” e che ora hanno bisogno di essere alimentate dalle nostre paure, dai pensieri negativi, dalle forme pensiero dei pazzi.
Per questo è stato creato questo gioco sottile, che da un lato accresce il potere  dei pochi, che tengono in pugno la situazione, e dall’altro permette ai loro untori di avere a loro volta nutrimento in abbondanza.
Nel contesto dei pazzi, è necessario mantenere alta e viva la pazzia.
Più pazzi ci sono, più il gioco collettivo si mantiene.
Per questo si fa in modo di creare tutte quelle situazioni, a livello sociale, emotivo, economico, relazionale, sportivo …  atte a non lasciare più la quiete, la tranquillità interiore e quindi nemmeno quella esteriore.
Così, agitato dagli eventi, perdi la tua armonia.
Vivi assorbito da forme pensiero incalzanti, condivise, frutto di una situazione malata nelle sue radici.
E’ stato generato un contesto nel quale tu hai la “sensazione” di vivere nella libertà, ma in realtà sei soggetto a modi di pensare, quindi a credenze, molto limitanti e limitate.
Questo distrugge la comunità e crea quella famosa condizione del “divide et Impera”, da sempre applicata, attraverso Apartheid, razzismo, ingiustizie, …, quelle situazioni abominevoli che, guarda caso, non sono mai state oggetto di “sanazione” da parte di chi ci governa, ma dei singoli, degli uomini di Valore, di Spessore  che, messisi a capo delle persone uscite dal  gregge, hanno in gran parte estirpato i nostri peggiori mali.
Lo ripeto ancora: senza Comunità viene meno la Generosita’ e la generosità è quella forza che ha permesso nei secoli a tutti, soprattutto ai più oppressi di farcela e di cambiare le cose.
La generosità significa “forza generante”.
La “generosità” significa Creatività.
La Comunità è quindi generosità, perché significa che lì dentro ciascuno crea una situazione positiva e accrescitiva per sé e per tutti, in cui dona all’altro qualcosa di sé, di ciò che sa, di ciò che pensa, di ciò che fa.
La Comunità è quindi un Dono, significa donare, mettere in comune, cioè a disposizione.
Ma come faccio a non farmi “assorbire” da tutto questo?
Come faccio a costruire una Umanità nuova?
Questa è forse la Nuova Umanità, la nuova Comunità?
Parto da questa ultima domanda.
No.
Questa è la fase intermedia per creare questa nuova realtà.
L’Uomo ha in sé quel fuoco divino, quell’alito vitale che lo spinge a cercare il suo “meglio”, a volersi mettere in gioco e queste situazioni emotive vengono create per impedire a questo fuoco, coperto dalla cenere dei secoli, di ricevere spirito vitale e quindi di ridestarsi.
Sapendo dell’avvicinarsi di questa situazione cosmica favorevole per questa rinascita e questo risveglio totale delle persone, risveglio, che dovrebbe aiutarci e portarci a costruire ciò che anche la piccola Greta Thunberg ci prospetta, e spingerci a tornare al padre, i vampiri senza Luce, hanno fatto sì che fossero create tutte le premesse affinché l’Uomo sia indotto a pensare che tutto questo non può avvenire, non può succedere, perché non ci sono le condizioni utili a realizzare questa sorta di rinascita collettiva.
Si è creata una cappa “energetica” sulla terra, una cappa che ci scoraggia e ci fa pensare , secondo “la forma pensiero attivatrice”, che non ce la possiamo fare.

Come possiamo allora proteggerci da questa spazzatura psichica? E’ chiaro che se siamo in sincronia associata con questo pensiero azzerante, ci resta ben poco da fare, mentre l’alternativa c’è, esiste e l’abbiamo sotto il naso da 2000 anni almeno.
Sono oltre 2000 anni che le pagine di storia ci stanno mostrando che quello che viene dall’alto verso il basso, non ci ha mai, e ripeto mai,  realmente fatto stare bene; ciò che è caduto dall’alto verso il basso non ha mai risolto i contenziosi umani, non ha mai eliminato le disparità tra le persone ed i popoli, non ha mai ingenerato una società equa e giusta e non ha mai rispettato la terra, le sue risorse, le sue leggi ed i suoi ordinamenti.
Mai.
E non esiste altra alternativa?
Sì!!!
Bucare questa cappa di stupidità e di piombo, secolare, sotto la quale viviamo.
E’ necessario farlo ora e farlo in fretta, per “concederci” di fare l’esperienza di quello che realmente ci sovrasta, di quello che c’è là sopra.
Come il bambino sul divano febbricitante, che un minuto prima ti dà l’impressione che sia veramente in fin di vita, tanto sta male, e un secondo dopo, lo vedi schizzare in piedi e, sfebbrato, ripartire a correre tra i suoi giochi.
Basta un secondo, per cambiare lo stato delle cose.
Un secondo per accorgersi che tutto quello che ci opprime e a cui noi permettiamo di farlo, nell’ordine dell’Universo è solo un puntolino, un piccolo infinitesimo punto senza tutto quel potere.
Non pensare che tu vivi qui e devi stare con i piedi per terra. Certo, concordo, devi far parte di tutto questo bailamme, ma devi uscire con quella parte di te, che non conosce limiti e confini, e dal fuori, dall’alto, prendere la vera visione di come stanno le cose e di come stanno andando.
Si tratta di vedere il nostro mondo, la nostra realtà attuale, attraverso gli occhi di Gandhi, oppure di Nelson Mandela, di Yogananda, di Osho, per attivare il “potere trasformativo” che nell’atto della nostra creazione il Divino ci ha elargito.
Possedere questo dono magico, non comporta l’averlo attivo ed operativo in automatico, ma al contrario significa che ti viene richiesto di metterti in gioco, desiderando prima di scoprirlo, come fossero le istruzioni per l’uso di un nuovo elettrodomestico, per poi accenderlo e farne il miglior uso possibile.
Questo fa parte della nostra condizione umana, quella subito successiva alle nostre origini, quando chiedemmo di prendere in mano le nostre sorti e da allora diventammo coocreatori dei piani divini.
Questo significa che Dio ha un progetto su ciascuno di noi e un progetto sull’intera umanità, ma le nostre scelte lo devono “condividere” quel progetto del Padre, cioè renderlo o non renderlo possibile.
Significa che ciascun uomo deve scegliere di seguire o il divino o la pazzia collettiva.
Se scegli una certa direzione, potrai poi decidere in merito ad alcune azioni, le quali daranno a loro volta dei risultati ben precisi, se scegli altro, ti troverai in altri scenari ed avrai altri frutti.
 Tu hai tutto per realizzare il Piano Divino quaggiù, ma lo devi scegliere, e successivamente decidere di metterti all’opera e di attuarlo.
Come?
Con il dialogo, con l’incontro, con l’amore  e l’amorevolezza che Dio ci ha indicato e di cui ci ha rivestito.
Che cosa desideri in fin dei conti?
La normalità.
Una famiglia in cui ci si ami vicendevolmente, un ambiente di lavoro creativo, propositivo e costruttivo, dove le cose vengono scelte e quindi amate ed attuate con gioia, una società accogliente.
Sicuramente chiedi quello che la pubblicità ti propone con il “mulino bianco”.
Perché quegli spazi pubblicitari hanno una presa così forte sul tuo stato emozionale? Perché rappresentano il nostro sogno, il nostro desiderio più forte, più sentito, più intenso.
E come mai, se tu lo vuoi, se tutti lo vogliamo, non lo abbiamo?
Semplicemente perché tutto il contesto malato, concorre a non farcelo raggiungere.
 La tua Anima anela al bene.
L’esterno la distrae con 100.000 altre offerte, tutte di tipo materiale, facili da ottenere, immediate.
La riprova?
Te la offro subito.
Quando guardi la pubblicità dei famosi biscotti, cosa desideri?
Quel tipo di famiglia.
Ma quel tipo di famiglia costa, costa perché richiede impegno, attenzione, lavoro su di sé, palestra emotiva e psicofisica.
E allora cosa accade?
Accade che desideri quella famiglia, ma ti accontenti dei biscotti, con la speranza che bastino, inconsapevolmente, a portarti in “quella famiglia virtuale”.
L’unico input, che hai saputo trarre da quel genere di pubblicità, è quello di voler acquistare quei biscotti o quelle merendine, con la falsa speranza che sia sufficiente per godere del medesimo benessere affettivo di quella famiglia “ideale”; sei un controllato emotivo, una persona che sceglie la scappatoia, illudendosi che sia quella l’azione da compiere, e non il mettersi in gioco, perché questo accada.
Non sono i biscotti a renderti felice o infelice, ma le tue scelte, le tue azioni e le tue decisioni, ma tutto questo richiede troppa presenza e fatica, ti richiede un lavoro continuo, costante, per cui meglio i sistemi rapidi veloci, secondo la logica del mercato in essere.
Se bastassero i biscotti e le merendine, per sanare ogni cosa, credo saremmo le persone più felici e realizzate della terra e dell’intera galassia, visto la quantità esagerata di acquisti e di consumo in tal senso.
Sicuramente sto parlando di un lavoro “importante, concreto, “ un lavoro che va giù giù, dentro di noi, a lavorare sull’essenziale del genere umano.
E’ possibile?
Se stai scuotendo il capo, beh, mi dispiace ma forse non ho altro da dirti, ma se in questo momento stai pensando che tutto sommato volere è potere e che tutto dipenda da te, da noi, allora ti invito a proseguire nella lettura.
Il primo ostacolo che devi superare è sicuramente l’Ego, quello che ti dà una visione distorta della realtà, una realtà condizionata dall’attaccamento ai biscotti, quindi ai tuoi desideri primari, ai desideri di tipo egocentrico, nati e alimentati per sé, per dare spazio al tuo meglio di tipo pubblicitario, cioè superfluo e sicuramente materiale.
Lì nascono il tuo bisogno di avere una casa più bella, più grande, più comoda, oppure il cellulare di ultima generazione o le scarpe con quella determinata firma e di quel colore, perché è quello che ti rende fichissimo e ben accetto.
Attenzione non sto dicendo che desiderare e quindi sognare in grande sia sbagliato, ma sbagliato è ciò che stimola, fa nascere questi bisogni, che li alimenta e a cui ti sottometti.
Il gelato, se ho bruciore alla gola, mi fa bene e va bene che lo acquisti, ma se sono diabetico e ho problemi di sovrappeso no, non è la stessa cosa.
Desiderare per il proprio bene o desiderare per dare spazio all’ingordigia, non sono la stessa cosa e non producono gli stessi effetti.
Così chiedere in modo egoico non è la stessa cosa che chiedere per migliorare realmente, per crescere e stare bene dentro; l’azione egoica si muove per spingerti a voler soddisfare i  tuoi appetiti fisici e materiali.
L’ego vede e vuole solo ciò che soddisfa i suoi “appetiti ed interessi egoistici”.
Perché quindi le persone non crescono?
Perché non vedono questi aspetti e non si smuovono dalle loro postazioni egoiche.
Per crescere serve guardarsi dentro e conoscersi nel bene e nel male.
Se ti muovi però partendo dal tuo ego, lasci che sia lui a prendere in mano la situazione e quindi a darti un certo tipo di rimando, il quale è “giudizio”.
L’ego conosce solo due modalità: giudicare l’esterno o giudicare l’interno, quindi o si scatena contro il prossimo o si scatena contro il proprio interno ed in tutte e due le situazioni gli esiti sono abbastanza deleteri.
Guarire da solo, da tutte queste dinamiche, è impossibile, te ne do atto.
Tu devi volerlo ed avere una tua guida che ti illumini il cammino, mostrandoti i sassi ed i ciottoli del sentiero, per evitarti di inciampare e di cadere; a mano a mano ti addentri, acquisti quella indipendenza dovuta alle nuove consapevolezze e quindi ti autorizzi a cambiare realmente lo stato delle cose.
Cogli che il dentro ed il fuori si equivalgono, che non devi lavorare sull’esterno, perché non ne hai il potere, ma che puoi fare tutto il  possibile con te stesso e con chi sei, mettendo in gioco tutta quella miriade di doni che ora sai  di aver un tempo ricevuto e a mano a mano scopri di avere e di possedere.
La maggior parte di persone rozze e primitive, a livello di consapevolezze, sono persone che non hanno “maestri”, persone che non hanno avuto e non hanno nessuna forma di guida.
Il maestro ti porge ogni cosa con amore ed amorevolezza e già questo agisce su di te e sui tuoi sistemi.
Chi sceglie Dio, come maestro,  non tarda mai a trovare la vera via e a guarire, da qualsiasi male.
Certo, se il tuo mentore è il calzolaio all’angolo della via, o il tabaccaio dove acquisti le sigarette, senza nulla togliere a queste figure, non riesci a combattere l’ego, che non vede mai la realtà, ma vive in maniera condizionata “all’attaccamento”.
Desideri e attaccamento sono il suo pane quotidiano.
Il mondo pubblicitario infatti gioca con grande astuzia sul far nascere appunto, desideri sempre nuovi.
Il desiderio ci spinge all’attaccamento.
Quello che l’ego ti fa sperimentare nasce e finisce su di te, cioè non porta mai ad un qualcosa di generalizzato e socialmente utile.
Desideri un appartamento in una zona particolare, un attico o una casa più ampia, più bagni, cioè esprimi desideri che soddisfino il tuo lato materiale, economico, ma non collettivo e animico.
L’ego inquadra solo ciò che soddisfa i suoi interessi egoistici, il resto non esiste.
Visto il tipo di educazione ricevuta, che si perpetra e si somma ormai da parecchi secoli e che si trasmette di padre in figlio, pesare di liberarsi da solo questa “patologia” è abbastanza improbabile, perché molto radicata.
Ecco allora perché io parlo di mentore, di guida, di formatore, di una figura insomma di riferimento utile e necessaria per uscire da questo caos, una figura capace di spingerti a guardarti dentro, perché l’esterno è in generale “corrotto” e preda di questa “situazione” collettiva.
Quante persone non guardano la tv e quindi possono rimanere più pulite e meno incentrate sui bisogni materiali e sulle paure dilaganti?
Già questo è sintomatico, è indicativo della situazione e dei diversi punti di vista e di partenza delle persone.
Cambiare poi, comporta non scegliere la “scappatoia dei biscotti” o delle merendine, ma il volere di mettersi in gioco ed il farlo, sempre.
Sempre l’Umanità è cresciuta sotto la guida di un mentore.
Non puoi  quindi crescere, soprattutto oggi, senza un maestro che ti aiuti a districare la selva e a tracciare il cammino.
Se poi hai il coraggio di ammettere a te stesso e agli altri, che stai lavorando per portare Luce dentro di te, stai certo che la guarigione c’è e ci sarà in breve tempo.
Il problema vitale è che oggi vanno per la maggiore i mentori che ti guidano verso il tuo lato peggiore, cioè verso ciò che è prettamente materiale; sono persone che ti fanno credere che per stare bene devi guadagnare molto, quindi lavorare moltissimo, vestirti alla moda, essere sempre abbronzato, vestire firmato, avere tutte le donne e gli uomini ai tuoi piedi, non conoscere dove la cellulite stia di casa, vivere insomma in modo superficiale, nutrendo il tuo ego a scapito della tua Anima.
Il passaggio da un’impostazione all’altra, da un modo di concepire la vita all’altro, non è sicuramente indolore, ecco perché necessita di un sostegno e di un faro, perché la notte è profonda e i richiami alle situazioni vane sono parecchi, e lavorano come le sirene di Ulisse.
A volte rimani talmente preda di questi vaneggiamenti collettivi, che cadi in stati depressivi tali per cui vivi come se la vita non ti appartenesse più, come se fossi il protagonista di una storia che non ti riguarda più, una sorta di involucro che si presta a certe azioni e situazioni, ma completamente assente al tutto, soprattutto alla realtà familiare che, formata da tanti piccoli ego, ti spodesta di quel poco di te che ancora ti resta.
Nella famiglia, là dove,  impostata secondo le regole attuali, ti sembra di stare in borsa, in una sorta di mercato dove tutto viene patteggiato e gestito senza amore, ma in maniera calcolata.
Lì, piccola Comunità decaduta da secoli, valgono i titoli del “ho potere su di te”.
L’unica legge che dovrebbe trovare spazio all’interno del tuo piccolo contesto “vitale”, cioè la famiglia, dovrebbe essere la legge dell’armonia, l’unica capace di creare un andamento lineare, sereno e paritario.
Ma qui stiamo parlando di “mercato” e questo già indica che questa legge non è più presente e quindi regna il caos del più forte.
Se non applichi la legge dell’armonia, l’unica che ti rimane da applicare è quella del “potere”, che è patologica e quindi contraria alla comunità, vale a dire alla famiglia, come espressione di comunità.
Quello che tu vivi all’interno della famiglia, lo esprimi poi nel tuo contesto esterno, perché lo porti in te, dentro di te, è te.
Ecco perché per riuscire a salvaguardarti da una comunità pazza, devi lavorare sulla “pazzia interiore”, quella che applichi e consolidi anche all’interno della vita familiare.
Questa lotta di potere, tra i vari membri, viene perpetrata e gestita con molta delicatezza, con estremo savoir faire, in modo sottile, ma incisivo, parecchio incisivo, tanto che a volte ti sarà capitato di ricevere la notizia di coppie di amici che si lasciano, e di rimanerne sbalordito, perché il rimando che essi ti davano era quello di una coppia perfetta e innamoratissima.
Questo è appunto dovuto a queste forme di potere occulto e sottile.
In realtà, se nella tua famiglia tu li vivi, una parte di te, che rinneghi, vedi appunto l’Anima ed il cuore, li percepisce, ma non gli dai retta, non li accogli, non te ne vuoi fare carico, neppure quando ti vengono portati dai sogni.
 Perché tutto questo?
Perché accoglierli significa farsene carico e farsene carico costa e fa spesso male.
In realtà le tue emozioni, cercano sempre di parlarti e riversano sul tuo corpo i loro messaggi; se tu li vuoi ascoltare, sai nell’immediato chi ti sta parlando e di cosa, perché un mal di schiena, piuttosto che la tachicardia, piuttosto che mal di denti esternano un qualcosa che ti tocca ad un livello molto più sottile e profondo e che ha sempre a che fare con le relazioni.
Se accogli o respingi, se sei accolto o sei respinto c’è sempre una parte di te che ti parla e te lo spiffera, sempre, ma tu devi volerlo e saperlo ascoltare.
Quella parte di te cerca solo il dialogo per riparare, per far fronte alla fatica, ma tu, se non vivi volentieri la “comunità” non ci senti e non ci vuoi sentire, nella maniera più assoluta.
Rifiuti di farti carico di quanto accade e permani nella tua condizione di potere.
A livello sociale è la stessa cosa; tante persone che riversano nel calderone queste stesse dinamiche, dinamiche che hanno contribuito a far scomparire la Comunità e han dato vita ad un surrogato sociale molto faticoso e oggi allo stremo, dove i valori di tutti scompaiono e quindi esistono solo azioni di forza che ingenerano la paura.
Preso atto di tutto questo la reazione della maggioranza qual è?
Quello di aumentare l’azione di forza, la modalità del potere, fingendo che tutto vada bene così, fino al momento dello schianto.
Se appartieni al gruppo di coloro che, sono riusciti a fare un’analisi corretta della situazione, dopo un lavoro interiore, come puoi stare bene e vivere al meglio, secondo i valori che stai ritrovando dentro di te e che vorresti praticare, sebbene ti risulti faticoso ed estenuante in un contesto così materialista e schizzato?
Creando una rete con persone che applicano l’amore e l’amorevolezza, persone che condividono il tuo stesso percorso, facendo nascere una Comunità nella quale siano ripristinate quelle condizioni umane indispensabili, basate sulla legge dell’equilibrio amorevole, senza secondi fini, senza quella ricerca solo e tanto dei beni materiali, ma della pace durevole e vera, costruita giorno dopo giorno.
E’ indispensabile il dialogo, perché stimola la creatività, la quale porta ad escogitare tutte le forme utili per la “sopravvivenza umana”, indispensabile per uscire da un contesto pazzo, come quello odierno, dove tutto viene accolto con pacata rassegnazione.
Rinasce lo spirito di solidarietà e di aiuto soccorrevole, che ti fa crescere, perché se riscopri l’altro e il suo bisogno, senti l’impulso di aiutarlo e quindi entri nella dinamica di metterti in gioco e questo ti fa crescere e ti porta, quasi inconsapevolmente a muoverti e quindi ad allontanarti dalla tua posizione di stallo.
Aiutare l’altro è la “vera medicina” soprattutto in questo periodo, ma non portando la mascherina per evitare il contagio, ma andando in soccorso di chi ha qualche bisogno o necessità particolari.
Così esci dalla schiavitù dell’egoismo, frutto di questi tempi e di questa società dei puri consumi, e aiutando l’altro ti ritrovi e lui, a sua volta, sostenuto, pur con la paura dentro, sente di dover ricambiare il tuo gesto e quindi si attiva a sua volta e questo determina un cambiamento.

 E’ una pratica semplice ed efficace in questo momento, per superare il blocco in essere e riportare luce, vita e movimento amorevole, gli unici capaci di ricostruire quel tessuto sociale comunitario, senza il quale stiamo scivolando inconsapevolmente nella dittatura più subdola che la storia umana abbia mia sperimentato.

Amorevolmente Ti degli Arcangeli

Questo articolo è stato amorevolmente scritto da Ti degli Arcangeli (l'autrice dei 2 libri Le Preghiere Arcobaleno dagli Arcangeli e La Via della Luce. Testi guida dell’Arcangelo Uriele ) con canalizzazione di un Arcangelo specifico oppure facendosi ispirare da Arcangeli e Angeli.
Sei libero di copiarlo su un altro sito/blog, però per correttezza lascia questa dicitura incluso il collegamento cliccabile a www.sottounarcobalenodiluce.com

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