Non abbiamo altro che il tempo

Il discorso tempo non solo mi affascina, ma è, attualmente, un punto fermo, indispensabile da affrontare, sia per il nostro cammino verso il “cambiamento” in essere, che per un maggiore benessere individuale, di ciascuno di noi.
Il Tempo lo “vivo intensamente”, e sono consapevole di quanto e in che misura dovrebbe appartenerci e di come in realtà venga sciupato, poco compreso e vissuto dalla maggior parte di noi.
Siamo distruttori di questo dono, che non cogliamo come tale.
A cosa diamo molta importanza, oggi?
All’apparenza!!
Quindi viviamo per e di soldi, la macchina, i vestiti, il computer, la casa…, senza accorgerci che questi tesori non li possediamo davvero, perché sono solo “cose”, oggetti, beni materiali che stanno con noi fino al momento in cui li perdiamo, si rompono, ci vengono sottratti o li regaliamo.
Già, le cose si possono perdere, rompere, possono passare di moda, o possiamo cambiarle perché ci siamo stufati di averle intorno, proprio perché sono beni effimeri e spesso ancoranti.
Può arrivare un terremoto e spazzare via tutto.
Sono oggetti, strumenti, sicuramenti utili, ma di passaggio nella nostra vita.
Solo il tempo è davvero nostro, perché di cosa è fatta la vita, se non di tempo?
Possiamo credere al destino, a qualche divinità o al nulla, al karma, oppure al caso oppure al niente, ma c’è una verità su cui non possiamo non essere tutti d’accordo:
ognuno di noi nasce con in dotazione una certa quantità di tempo e solo e soltanto quella.
Ecco il vero dono che ci viene messo a disposizione da Dio, il Tempo, il Libero Arbitrio e niente altro o meglio nulla di strumentale, per essere noi.
E’ lui il bene più prezioso e non sappiamo quant’è, ma solo che tutti lo possediamo, sebbene in misura diversa, e che, prima o poi, finirà.
Non importa allora se siamo ricchi, poveri, arrivati o sbandati, bianchi, rossi o neri.
Il tempo finisce per tutti.
Il tempo non si acquista, gode di ben altre dinamiche, rispetto ai nostri adorati oggetti ordinari ( televisori, cellulari, auto, case, pellicce …) allora è una ricchezza limitata, perché non ci sono crediti, entrate, in questo tipo di economia, è una “risorsa esauribile”.
Non ci sono nemmeno possibili investimenti per farlo moltiplicare ed averne altro.
Ci sono solo uscite, nessuna entrata, nessun bonifico, nessun buono del tesoro …
Nasciamo con un conto aperto, destinato solo a consumarsi, giorno dopo giorno, fino al suo completo esaurimento.
Una miniera che si consuma.
Cosa ci è dato allora?
Di gestirlo, di riuscire ad usarlo bene, anzi benissimo!!
Meglio lo useremo e più frutti lasceremo e saranno loro a parlare di noi, a continuare a fruttificare in questa specie di “Banca Etica”, semi e frutti che si moltiplicheranno, attraverso altre persone, che verranno dopo di noi.
Ogni ora spesa bene, genera un seme morale, animico, spirituale, quindi un qualcosa che ci accompagnerà per sempre e ci seguirà, quando lasceremo il corpo mortale, nell’oltre.
Attualmente l’unica cosa che possiamo controllare, a proposito del tempo, è quindi cosa avere in cambio.

Pensiamo a come occupiamo i nostri 86400 secondi giornalieri …
Non ci viene un po’ di pelle d’oca?
Preleviamo otto ore e andiamo a lavorare, cioè le vendiamo in cambio di denaro.
Ne prendiamo altre due, del nostro tempo, e le usiamo per andare in palestra o leggere un libro.
Ne utilizziamo altre due e le spendiamo per guardare il Grande Fratello alla televisione.
Spesso ci ripetiamo che lavoriamo per poter vivere e comperare il necessario per farlo; in realtà non compriamo le cose con i soldi, ma con il nostro tempo, con il tempo, sottratto alla Vita, quel Tempo che ci è servito per guadagnarli.
Se compriamo un cellulare di ultima generazione che costa come un mese di stipendio, noi non l’abbiamo comprato con i soldi, ma con un mese della nostra vita.
Vale quella cifra?
Solo noi possiamo stabilirlo, ma è bene esserne consapevoli, saperlo.
Pensiamo quando soddisfiamo gli apparenti bisogni dei figli, dando tutto questo e pensando che così e solo così essi possano stare al meglio e crescere felici, oppure ai bisogni di altri …
È bene pensarci e finalmente accorgersi che quel mese non tornerà mai più indietro.
Viviamo per cose senza senso e per loro spendiamo, consumiamo la nostra vita.
Non siamo assurdi?
E quanto siamo, a volte,  gelosi delle nostre cose inutili?
Per illuderci di essere ricchi sprechiamo l’unico bene prezioso che possediamo: il TEMPO.
Per fare qualcosa che abbia veramente un valore, invece, aspettiamo e sovente andiamo ripetendo che ci manca il tempo per farlo.
Troviamo scuse per le cose che fanno veramente crescere e rincorriamo quelle che ci derubano, rimandando il nostro meglio a “domani”.
Ma alla fine arriverà quel giorno in cui di “domani” non ce ne saranno più.
Ecco allora perché, moltissime Anime, sebbene abbiano abbandonato il corpo fisico, non vogliono staccarsi da quaggiù: un sacco di rimpianti, di insoluti, di ore e giorni, mesi anni, persi, che ora vorrebbero inutilmente indietro …
E tutto il tempo che avevamo a disposizione ormai è lì, a terra, sabbia che ci è scivolata dalle dita mentre eravamo beh, diciamo un tantino distratti.
Da chi?
Da che cosa?
I modi per farci “rubare il tempo” sono moltissimi, subdoli e spesso travestiti da “necessità e priorità”.
Sappiamo bene,  che siamo sempre trafelati, con le giornate piene di impegni e doveri nei confronti dei figli, dei clienti, dei parenti, del marito, della casa, delle attività sportive di un figlio anziché dell’altro, della parrocchia …, ma cosa ne è o ne è stato di quel progetto a cui tenevamo tanto?
Dove è mai finito?
E’ in essere, procede?
Abbiamo ancora un po’ di tempo per pensarci e per occuparcene?
Riusciamo a dedicargli tutte le attenzioni che merita?
Mi viene da sorridere, pensando ad una frase che ho raccolto l’altro giorno e che, sicuramente ci appartiene, è di tantissimi di noi:

“So esattamente che cosa devo fare, ma non ho nemmeno più il tempo di pensarci!”

Non ci ritroviamo in questa affermazione?
Molti di noi potrebbero averla fatta …
Siamo talmente incastrati e risucchiati dai doveri, che ci manca persino il tempo di “pensare” a quello che vorremmo fare.
Assurdo?
No! Vero.
Ci sentiamo spesso impotenti per come gestiamo il tempo, che sembra non bastare mai …
Ma come è possibile fare diversamente?
Il lavoro, la famiglia, la casa e si arriva a sera sfiniti con solo la voglia di staccare la testa per prepararsi alla nuova giornata che, indovina un po’, sarà esattamente  uguale a quella precedente.
Il nostro dilemma più grande, soprattutto per noi donne?
I sensi di colpa!!!
I terrificanti sensi di colpa nell’eterno conflitto tra il nostro dovere di dedicare tempo alla casa, ai figli, trascurando quindi ogni altra passione  e il desiderio fortissimo di impegnarci per realizzare un grande sogno, trascurando, pensiamo e crediamo, casa, camicie da lavare e stirare e  figli.
Così però, i giorni passano e con essi la nostra Vita ed il tempo concessoci.
Progetti?
Boh, forse un giorno, quando avremo il tempo!
Quale???
Lasciamo  nel cassetto la parte migliore di noi, i nostri sogni, le spirazioni, le scintille animiche, senza riuscire ad essere mai pienamente noi, e a volte nemmeno lontanamente noi, convinti che, se solo il Padre celeste ci potesse concedere un po’ di altro tempo e noi ci ingegnassimo meglio, sapremmo e riusciremmo sicuramente a fare meglio di così.
Ma così siamo già al top nello sprecare il nostro tempo, cosa vogliamo di più?
Se il Padre ci concedesse altro Tempo, sarebbe l medesima cosa.
Lao Tzu diceva “Anche il viaggio più lungo comincia con un solo passo”
Quando ci decideremo a fare questo passo, almeno uno?
Dopotutto fare qualcosa ogni giorno potrebbe darci la soddisfazione di andare avanti anziché restare fermi, immobili o peggio, andando all’ indietro!
Avere il tempo per pensare al nostro progetto reale ed ideale, ci permette di pianificare ogni azione da compiere per concretizzarlo.
Pensare al nostro progetto vuol dire trovare le informazioni che ci servono, vuol dire attivarsi, conoscersi, crescere, essere.
Pensare vuol dire anche trovare il tempo per conoscere, informarci, riflettere, studiare le strategie da mettere in atto una dietro l’altra con un nuovo magico criterio.
Il problema è che non riusciamo, non possiamo pensare a noi, quando stiamo lavorando, svolgendo pratiche importanti o rispondendo ai clienti, oppure il nostro capo stressa, i colleghi ci distraggono, il telefono suona, continuamente, ed i messaggini e le email arrivano a ripetizione.
Vogliamo parlare anche del tempo dato per i social?
Forse è meglio di no, è meglio inserirli nel conteggio generale e fingere di nulla.
Il problema è che non possiamo pianificare nulla,  mentre stiamo seguendo i figli, svolgendo un lavoro con un collega, tenendo o facendo un corso, correndo a folle velocità ad un appuntamento lavorativo, oppure ci stiamo aggiornando, o rassettando per la milionesima volta la casa o stirando le camice.
E con tutti questi problemi come e dove troviamo il tempo che realmente ci serve?
Ecco la bella notizia: il tempo c’è, come ci siamo detti, ma non lo vediamo, non  riusciamo a quantificarlo, a viverlo e lasciarci vivere da lui, bene e realmente!
E perché non ci “appartiene realmente” al meglio?
Non lo vediamo perché ci manca la consapevolezza di quello che facciamo nel nostro qui ed ora.
Siamo abituati a focalizzarci sul lavoro, sugli obblighi, sui doveri che abbiamo verso gli altri, sulla to-do list da spuntare, mettiamo questa attenzione sulle nostre “macro attività” della giornata e tutto ciò che non rientra in questi “blocchi prestampati, predefiniti” è come se ci passasse sotto gli occhi senza che si riesca ad afferrarla, perché non gli prestiamo attenzione, nella maniera più assoluta.
Ci sono una serie di attimi meravigliosi, di momenti, … minuti a volte ore intere, che stiamo vivendo senza rendercene conto.
Come recuperarci?
La prima cosa da fare è iniziare a PENSARE alle cose che ci fanno stare bene e cominciamo a metterle sotto i riflettori della nostra attenzione e così avranno subito più spazio e possibilità di fiorire.
Possiamo e dobbiamo trovare RITAGLI di TEMPO per, … a seconda delle nostre necessità, per pensare, leggere, oziare, scrivere, studiare, ascoltare o perdere anche il nostro tempo, ma in modo consapevole.
Dove trovare questi frammenti di Tempo?
Dovunque.
Mentre aspettiamo l’arrivo della metropolitana o stiamo viaggiando su un mezzo pubblico.
In attesa di qualcuno, con cui abbiamo un appuntamento
Quando siamo in coda a qualche sportello pubblico.
Nella sala d’attesa di uno studio medico.
Mentre tergiversiamo in attesa che la lavatrice finisca un ciclo di lavaggio/asciugatura.
E mentre cuciniamo?
Benissimo! Se stiamo preparando qualche pietanza che richiede lunghi tempi di cottura, che non necessitano della nostra presenza attiva e costante …
In attesa che i figli terminino gli allenamenti o le vasche in piscina …
Appena svegli oppure prima di dormire, ma facciamolo!!
Facciamo attenzione al tempo che passiamo sui Social, chiedendoci quanto ci è utile al nostro scopo quello che stiamo facendo.
Poco?
No, è Tempo che sprechiamo, semplicemente non apprezziamo e di cui spesso ci lamentiamo.
Ci sono momenti che ci sembrano troppo brevi per metterci a fare qualcosa, ma se ci organizziamo possiamo dedicarci a ciò che amiamo anche in questi ritagli di tempo senza incidere sui nostri ritmi ordinari di vita.
E la concentrazione?
Tranquilli!
Una volta preso il via entra in automatico.
Meglio darsi questa occasione che trascorrere quei ritagli  a parlare male con le altre mamme che attendono il termine della lezione d’inglese del figlio, piuttosto che il proprio turno dal medico.
Possiamo scegliere! Scegliere di non fare nulla o di fare del nostro tempo il nostro migliore alleato.
Le strategie che possiamo far scattare, per smettere definitivamente di dire: “Non ho tempo …” sono davvero tante e devono potersi adattare al nostro stile di vita,  per essere efficaci e sostenibili nel tempo.
Altrimenti?
Altrimenti continueremo a sciupare ciò che ci appartiene fino al giorno in cui ci verrà presentato il conto, nostro malgrado.
Pensiamo per un istante a quanto ne sciupiamo mentre siamo nei negozi di abbigliamento, pensando di comprarci una personalità, un’immagine?
Oppure a tutto il tempo dedicato ad accumulare cose che non ci porteremo mai nella tomba, speso per impressionare persone che non ci hanno dato nulla in cambio, oppure a riempirci la testa e la casa di futilità.
E contemporaneamente rivediamo tutti i sogni e i desideri che non abbiamo realizzato, le persone che non abbiamo conosciuto, le parole che non abbiamo detto, le cose che avremmo sempre voluto fare, ma non abbiamo mai fatto.
C’è discrepanza?
Dovremmo iniziare ad essere più avari del nostro tempo, e più attenti all’uso che ne facciamo e per le cause per cui lo spendiamo, perché quello che ci rimane è il solo che avremo. E sta scorrendo, anche ora, adesso.
Partorito qualcosa da questa riflessione?
Io spero, vivamente, e parlo anche a nome degli Arcangeli, che ci sia da parte nostra una maggiore responsabilità nella gestione del nostro tempo, in nodo da arrivare al termine di questa nostra vita, soddisfatti e felici per aver Vissuto e alla grande!
Amorevolmente ti*** degli Angeli.

“Non compro le cose con i soldi, ma con il tempo della mia vita che è servito per guadagnarli”

Questo articolo è stato amorevolmente scritto da Ti degli Arcangeli (l'autrice dei 2 libri Le Preghiere Arcobaleno dagli Arcangeli e La Via della Luce. Testi guida dell’Arcangelo Uriele ) con canalizzazione di un Arcangelo specifico oppure facendosi ispirare da Arcangeli e Angeli.
Sei libero di copiarlo su un altro sito/blog, però per correttezza lascia questa dicitura incluso il collegamento cliccabile a www.sottounarcobalenodiluce.com

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2 commenti

  1. Moira

    Il tempo e prezioso me l ha sempre detto mia nonna.
    Ecco allora facciamo le cose che ci piace fare a me per esempio piace scrivere poesie e racconti per bambini.
    Il segreto e fare piu possibile le cose che ci piacciono e la polvere sopra I mobili puo rimanere li e quel tempo utilizzarlo sorseggiando un.caffe con.un.amica.
    Grazie fantastica ti
    Namaste❤

    • *** ti degli Arcangeli

      In una Società del fare, estremamente liquida, e puntata all’apparenza e alla “perfezione” c’è bisogno di risvegliare la “lentezza” del fare, del fare ciò che permette al nostro Spirito di Essere e quindi di vivere in perfetta sinergia con il Sè Superiore, per il Bene di tutti.
      Om Shanti.

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