
Qual è la cosa più rara oggi?
L’originalità.
Viviamo in un contesto che ci sta rendendo sempre più “uguali”, sempre più omologati.
L’originalità è diventata una virtù estinta o in via di estinzione.
Come si fa ad essere originariamente se stessi, quando l’abbigliamento, il modo di parlare, il dove e come andare in vacanza, gli spazi abitativi, le valutazioni scolastiche e tutto ciò che abbiamo ci porta all’omologazione inconsapevole??
Ci vuole coraggio, buon senso e moltissimo fegato , per distinguersi dalla massa, perché non essere del branco ti rende “un diverso”, quindi ti espone al confino e ad un giudizio tagliente.
Annaspiamo se siamo “dei desigual” e quindi tentiamo con ogni mezzo di rientrare nel cerchio degli omologati, dove poter stare in pace, creandoci la nostra zona comfort, anche se ci pesa in altro modo e non ci fa stare al meglio.
Non sei libero, ma sei del gruppo.
Vuoi invece essere finalmente te stesso, quindi il tuo meglio?
Vuoi concederti di essere la tua copia originale?
Essere originali, significa che ci stai, che sei disposto a correre il rischio di darti così come sei, di finire nel numero delle cosiddette “pecore nere” , quelle pecore che non vengono viste di buon occhio e che, solitamente, nessuno avvicina o accompagna volentieri, perché affette da “diversità” contagiosa.
Io non accetto che non ci si possa ritenere e sentire se stessi, quindi liberi.
Reputo che sia molto pericoloso per l’uomo odierno, continuare lungo questa strada, del “rifiuto del sé”, in nome del tutti uguali; è pazzia pura, reprimere la propria creatività per paura di essere emarginati, giudicati, incompresi ed esclusi.
Nei secoli, se ti guardi intorno, con attenzione, ci sono state persone che hanno avuto il coraggio di sconnettersi e sono, guarda caso, quelle che hanno fatto, compiuto ed ottenuto qualcosa di “Unico- Grande- Costruttivo” di cui hanno poi beneficiato anche le pecore ordinarie, cioè quelle bianche.
Tutti abbiamo del potenziale creativo, ma in pochi osiamo tirarlo fuori, mostrarlo, metterlo in gioco.
Ci vuole coraggio, tanto, troppo coraggio, a detta di qualcuno.
Tu cosa vuoi dalla Vita?
Cosa desideri veramente?
Cosa ti impedisce di raggiungerlo, di ottenerlo, di perseguirlo?
Solo tu sai di cosa hai veramente bisogno e cosa vuoi ottenere …
Se ti ascolti lo sai, senti che dentro hai e ti parla una sottile vocina interiore pronta a dirti di te, basta che ti permetta di ascoltarla, dandole spazio.
L’istinto è vita ed anche se ci sono indubbiamente persone pronte a consigliarti, ricorda che la spinta che hai dentro, solo tu la senti, ne conosci la forza e la portata, quindi nessuno al di fuori di te può essere in grado di assecondarla.
Se un atleta sente la spinta a mettersi in gioco oltre ogni limite e si ascolta, raggiungerà sicuramente traguardi insperati.
E’ così che nascono i “primati”.
Se al contrario, lascia che i giudizi ed i consigli o le perplessità dell’allenatore, di altri sportivi, di parenti ed amici, gli entrino dentro, perderà quella carica interiore, quell’intuizione e quindi quella forza “inagibile ai più”, che gli avrebbe concesso traguardi insperati.
Seguire il tuo istinto è fondamentale, così come riuscire ad esprimerti, a dire chi sei.
Se ci riesci ti senti veramente felice ed appagato.
Dici di sì, se lo senti tuo, se lo vuoi e no se così ti dice il tuo cuore.
E’ faticoso, perché calcare le modalità altrui, seguire le orme di un familiare o imitare un personaggio pubblico sono situazioni abbastanza frequenti e consolidate.
E’ così che vengono dati gli stessi nomi a tanti nuovi nati, che ci si veste come …o si va in ferie a … perché lì è solito/a andare il tal cantante o la tal attrice.
Ci si scimmiotta volentieri, perdendo di vista se stessi, le proprie mete ed i propri desideri.
Ci si scredita e ci si spersonalizza per rivestire ruoli che non appartenendoci non ci daranno mai ciò che ricerchiamo e che desideriamo.
Così diventiamo fotocopie sbiadite e tristi, senza tempra e senza grandi aspirazioni, se non quella di emulare il nostro idolo, e, di solito, senza riuscirci.
Perché abbiamo moltissime persone giù di tono, nevrotiche o depresse?
Forse perché non esprimersi crea una sorta di frustrazione perenne a cui poi seguono altre situazioni e malesseri sempre più gravi e difficili da estirpare, se non ci si recupera nella maniera più semplice e spontanea.
A che cosa dovresti educare tuo figlio?
Alla capacità di esprimersi in tutta libertà nelle proprie abilità, fantasie e creatività.
Ciascuno di noi possiede dei talenti, gli appartengono, lo distinguono e gli danno un valore.
Riconoscerli ed esprimerli è vitale e fa di ciascuno di noi, la propria perfezione.
E le debolezze?
Vanno accolte, riconosciute e rielaborate.
Devi esprimerti sempre, anche nelle tue debolezze, nei tuoi cali di attenzione, nei momenti meno proficui o leggeri.
Accogliersi è importante.
Accogliersi anche e nonostante il giudizio, spesso non richiesto degli altri, giudizio che spesso ci pesa addosso come un macigno.
Ti accorgi mai che ogni volta che stai per seguire il tuo “istinto”, si fanno avanti almeno 4 persone disposte ad esprimerti, ad oltranza, la loro opinione, spesso non richiesta, e a darti consigli su cosa fare o non fare?
Anche gli “stanziali” del non far mai nulla in prima persona, qui ci sono e dicono la loro, con autorità ed autorevolezza.
Ma in che modo, in quale misura gli altri possono sapere cosa è meglio per te? In nessuna!!!
Tu e solo tu puoi, in verità, quando scegli una strada, puoi sapere perché lo hai fatto e in quale direzione possa condurti.
Non essere allora timoroso.
Per essere te stesso devi avere fiducia, credere in te, nelle tue scelte, darti valore, concederti per primo attenta fiducia, e non lasciarti mai intimorire, lo ripeto dal pensiero e dalle opinioni altrui.
Crediti!
Sii sicuro di te, delle tue capacità decisionali e del tuo talento e abbandona tutte le insicurezze e i tentennamenti che gli altri in qualche modo ti passano, ti infondono, ti trasmettono.
Devi essere forte!
Devi essere orgoglioso di ciò che desideri e che sei e del cammino che stai per iniziare o che già vai percorrendo.
Se ti ascolti e ti dai spazio, vivi al meglio e ti senti leggero e puoi ostacolare il pensiero altrui e l’energia negativa che ne deriva, ne consegue.
Per scegliere comunque, devi essere allenato a saper valutare, ad essere spontaneo e sincero sempre, sia con gli altri, che in primo luogo con te stesso.
Non devi mai mentirti, per non mentire nemmeno agli altri.
Soprattutto noi donne, siamo state educate al “non dispiacere agli altri”, che tradotto in parole semplici ed immediate significa rinnegarsi, per non dare dispiacere a … e risultare quindi gradevoli ed amorevoli, meglio direi sottomesse.
Far piacere e compiacere sono come divenuti parte del nostro DNA, a tal punto che essere sincere e vivere ciò che si desidera rimane ancora un tabù per moltissime di noi, in tutti i campi.
C’è chi vorrebbe girare il mondo, ma non può perché incapperebbe nelle limitazioni familiari.
Chi desidererebbe vivere un’altra vita, ma rimane nella propria zona comfort, anche se scomodissima, per vincoli e tradizioni.
Chi non vorrebbe figli, ma non può nemmeno permettersi di pensarlo, perché una donna è nata per procreare oppure chi ama un’altra donna, ma non lo sa.
Viviamo situazioni paradossali, nelle quali la “genuinità” è dismessa.
La sincerità esiste ancora?
Io la coltivo e la apprezzo più di ogni altra cosa.
So che non è facile essere liberamente se stessi, ma non mollo mai e cerco di dire sempre quello che penso, anche se scomodo.
Rinuncio nel momento in cui potrei creare tensioni forti, che andrebbero a ledere e toccare tutto il sistema intorno, vale a dire altre persone, magari sul luogo di lavoro.
Scelgo e decido di amarmi anche nella mia libertà di espressione.
Decidere di essere te stesso, significa cambiare; cambiare comporta essere coraggioso, ma sappi che, fatti i primi passi, le ricompense, che riceverai, da parecchi punti di vista, saranno inenarrabili e intensissime.
Cosa vuoi fare? A te la scelta.
Amorevolmente nel cambiamento perenne …Tua ti
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