Non uccidere!

I Dieci Comandamenti nacquero quando Mosè si ritrovò a parlare di Dio a diverse tribù erranti, le quali si aggregarono al suo gruppo stanziato nel deserto, dopo l’uscita dall’Egitto.
Queste genti avevano origini diverse e alcune mancavano della capacità di saper convivere in maniera pacifica, abituate com’erano a relazioni basate sulla violenza e sulla sopraffazione.
Mescolandole, Mosè si trovò dunque a dover affrontare situazioni quotidiane in cui far rispettare la Vita, gli anziani, gli oggetti e le donne e ben presto le relazioni tra i gruppi pacifici e quelli molto primitivi divennero faticose, tanto che si rese necessaria una sorta di guida molto chiara.

Fu questa situazione che indusse Mosè a dare voce alle Leggi in un modo quasi infantile, e carico di minacce e di terrore, servendosi di un linguaggio che fosse diretto e incutesse timore a queste genti.

Tra loro mancava il Rispetto.

Quando per esempio una persona con il trascorrere degli anni o in seguito a qualche incidente si ritrovava priva del proprio vigore, il gruppo era solito considerarla un peso, una presenza inutile che andava sfamata, e per tanto veniva esposta e lasciata morire di fame e di sete o direttamente uccisa.

I gruppi più tranquilli, che di solito avevano conosciuto la schiavitù, come per esempio gli ebrei, in un primo momento furono accoglienti verso questi reietti, ma in seguito, sia per l’opposizione dei gruppi di provenienza, che erano contrari a queste affiliazioni, che per il numero crescente di abbandoni, nacquero diversi contrasti a cui si rese necessario trovare una soluzione.

Mosè

Mosè fu di certo un Maestro, un portavoce della Verità Cosmica.
Egli era stato educato nel Tempio di Eliopoli, che all’epoca offriva una formazione che potremmo paragonare a quella universitaria odierna, ma di tipo Iniziatico

Lì aveva appreso la Geometria e dunque anche la Matematica Sacra, la Metafisica, la Numerologia e l’Astrologia, secondo la consuetudine degli Iniziati dell’epoca.
In questa scuola veniva anche insegnata una triplice simbologia, affinché ogni Discepolo frequentante, potesse lasciare in seguito una traccia della propria Saggezza ed evoluzione, così che in futuro altri Discepoli Iniziatici, potessero attingervi.

Il Simbolismo “secretava” le Conoscenze, così che la gente comune ne venisse esclusa e nulla di Importante e Potente potesse mai entrare in loro possesso.

Il 1° simbolismo era il più semplice, il 2° era la Metafisica, a cui attinse lo stesso Gesù, nei Templi Egizi e nei suoi numerosi viaggi in Oriente, mentre il 3° è il simbolismo geroglifico, che presenta ogni cosa solo dal punto di vista Spirituale.

Il Principio di Corrispondenza

Come in Alto così in Basso, come in Basso così in Alto”  è il Principio da cui scaturiscono le Leggi.

Per Basso s’intende il mondo visibile, quello conosciuto come la materia, mentre in Alto sta ad indicare il mondo Invisibile, quello astratto, spirituale e mentale.

La Legge di corrispondenza stabilisce allora che le Leggi, tutte le Leggi, vigono in tutti i Piani, e che le condizioni esistenti su un piano, si riproducono anche nell’altro, per cui Pino Superiore ed inferiore (materia) conoscono le medesime Leggi.

I 10 Comandamenti

I Dieci Comandamenti vennero dunque elaborati in base a questo Principio di Corrispondenza, in modo che le genti, qualunque fosse il loro punto di partenza, potessero essere guidate e iniziate in modo graduale all’Insegnamento Superiore, per poter Evolvere anch’esse.

Questo Insegnamento, che in diversi stiamo cercando di riproporre, rimase a lungo criptato. Esso non nasceva da un uomo e veniva trasmesso attraverso delle Chiavi (pensate alla Storia di Alice che sul tavolino cerca proprio questa Chiave) d’interpretazione, conosciute solo dagli Iniziati più Evoluti e mantenute nascoste per tutti questi millenni.

L’Umanità ha appreso in tutto questo tempo la prima lezione, cioè quella di osservare la Legge nel suo 1° aspetto e chi ora tra gli Uomini sa cogliere la contraddizione tra ciò che ogni dogma propone e il senso comune, significa che è pronto al passaggio successivo e inizia a ragionare in modo più elevato.

Lo so, se si osserva la realtà circostante odierna pare che la massa umana presenti ancora parecchie criticità, ma rispetto all’epoca in cui servirono le Leggi scritte, moltissimo è stato fatto e raggiunto attraverso la sofferenza e lo sforzo sia individuale, che collettivo.

Questa parte di Umanità ha appreso a comportarsi in accordo con le regole etiche stabilite da Mosè.

Oggi chi ha adempiuto a questa lezione, rispetta le cose proprie e altrui, senza bisogno di alcuna Legge e senza nessuna forma di sorveglianza, onora la Vita, gli anziani, i piccoli e le donne.
Quest’Uomo osserva anche un giorno di riposo e conosce Dio, sa della sua esistenza.

Per questo durante il gioco Jumanjico sono stati gradualmente introdotti, soprattutto attraverso i sistemi d’informazione, tutti gli strumenti e le notizie utili per permettere all’Uomo di crearsi un’immagine mentale e uno spaccato del Genere Umano, sempre negativo.
L’idea negativa circa l’Essere Umano mantiene nella paura. La gente doveva ritenere che i ladri e gli assassini su questo Pianeta fossero la maggioranza, ma così non è.
E’ stata nutrita l’Idea che la terra sia piena di persone malevole.
 
Ci sono di certo coloro che ancora infrangono le leggi, ma sono una minoranza, ed è proprio a questa minoranza che vengono dedicate tutte le informazioni, così che la gente sia indotta a credere di vivere, come canta Venditti, in un “mondo di ladri”.

Non uccidere

L’intenzione odierna è di rivisitare questo Principio, cioè “Non Uccidere”, perché c’è un Libro, pubblicato di recente, che potrebbe appassionarvi e “raccontarvi” qualcosa di nuovo, in merito a questo aspetto, comandato, per indicare alle genti sotto l’egida di Mosè e ai discendenti, che esistono degli atti che l’Uomo può commettere, ma che non deve farlo, perché qualcuno di autorevole glielo ordina.
In verità, scopriremo qualcosa di speciale in merito a questo “ordine così perentorio”.

Le rozze genti di allora dovevano imparare a rispettare, era indispensabile e per tanto, con un linguaggio semplicissimo, quello che svetta ancora oggi sulle cartellonistiche pubbliche, gli venne imposto qualcosa, proprio come a noi viene detto: “non gettare la carta per terra!” o “non calpestare il prato!”

Poche Parole, perentorie e chiare.

Uccidere è Impossibile

C’è un particolare splendido che riguarda questo Comandamento ed è racchiuso nella negazione, di cui sovente parlo.

Il Non che accompagna il verbo Uccidere, sta solo ad indicare che l’atto di Uccidere è in sé un’Azione “impossibile”, perché nessuno può uccidere nessuno e questa Legge è impressa nel Cuore Umano e negli interi Universi.
La negazione era il deterrente per le genti primitive e violente con cui Mosè si misurava.

In questa semplice frase, è come se ci fosse scritto “evita di uccidere un tuo simile perché compi un’azione IMPOSSIBILE”, che però pagherai, perché non puoi ma tu lo vorresti.

Come mai? A nessuno è dato, proprio in base alle Leggi Cosmiche, poter “uccidere” nel senso attribuito a questa Parola.

“Non puoi!” L’Universo Conosce solo la Vita.

Chi compie questo gesto, pensando di sopprimere l’altro, in verità colpisce un corpo, che non è altro che un contenitore, una veste, un qualcosa di privo di volontà, mentre la Vita, predisposta secondo le grandi Leggi, risiede nello Spirito, nell’Anima, nel Sé Superiore, pensa a ciò che in questo momento ti risulta più facile da cogliere.

La Vita risiede nella parte Superiore, Radiosa, a cui nessuno può mettere mano, dunque mentre il corpo cade sotto un pugnale, oppure travolto da un’auto o avvelenato dal cianuro questa parte, cioè la Vita, continua ad esistere oltre il piano fisico, in un altro Piano Superiore, mentre colui che ha tentato l’impossibile sta per essere “investito” da quella che in genere vi addito come la Legge del Boomerang, che in Verità è la Legge Universale del Ritmo.

Quanto hai “tentato di fare” ti ritorna indietro. Il Ritmo

Chi di spada ferisce, di spada perisce” e non è Dio che lo vuole, ma è proprio la “Costituzione” dell’Universo che agisce, il Principio che lo Anima che risponde.

L’Universo in ogni frangente è come un “muro”, che fa rimbalzare, o se preferisci una valle in cui si attiva un’Eco.

Se tu lanci verso l’Universo/muro il tuo Amore e la tua Luce o innumerevoli Benedizioni, egli sorride e te le rende, se tu lanci maledizioni e gesti sconsiderati, vale la stessa regola, per cui te li ritrovi addosso in men che non si dica.

E’ come una pallina lanciata con foga contro un muro, che rimbalza contro il lanciatore.

Oggi la Legge del Ritmo è rapidissima e ad ogni nuova irradiazione cosmica andrà velocizzandosi, perché il Pianeta Magico su cui viviamo, e la Vita stessa, stanno ripulendo ogni miasma e dunque si cerca di evitarne di nuovi. Se qualcuno non avesse ancora capito che non deve calpestare le aiuole, ecco che viene indotto ad apprendere con velocità crescente, la capacità di leggere il cartello e di rispettare.

Per questo invito in continuazione a prestare attenzione alle forme Pensiero, alle Parole e alle azioni prodotte, perché sono palline lanciate nel Cosmo che ritornano indietro, sempre.

Le leggi Superiori

Tutte le Leggi che gestiscono i vari Universi sono Identiche.

La Prima tra queste è l’Ordine, il quale risulta infatti anche il 1° gradino per chi sceglie di Evolvere.

Nel Cielo, lo chiamo così per essere chiara, esiste solo Bene, Ordine e Armonia, dunque nessun male può venire da lì, cioè dal tuo fuori.

Quando la Vita ti restituisce qualcosa di meraviglioso o di faticoso è perché in qualche modo Tu lo hai “originato”. E’ una pallina o un grido che hai elevato oggi, ieri, l’anno scorso, nella vita precedente o chissà quando, ma tu sei il lanciatore o il vocalista di quanto ti raggiunge nel bene e nel meno bene.

Tutte le Leggi Universali sono state originate per “Proteggere” la Vita, per custodirla, Amarla e Onorarla.

Gli innumerevoli tentativi di uccidere

L’Uomo ha tentato di uccidere il suo prossimo anche attraverso la lingua, attraverso i pettegolezzi, le calunnie, le maldicenze e le false testimonianze, ma anche in questo caso la Legge è la ricompensa di tutti questi goffi tentativi di nuocere a “qualcosa di meraviglioso”, parlo dello Spirito, che niente e nessuno può toccare.

Gli Insetti e gli Animali

La Saggezza Divina si manifesta nell’Uomo sovente come buonsenso.

L’Uomo deve raggiungere la consapevolezza che è il Fratello maggiore degli abitanti degli altri Regni, quindi non ricopre il ruolo né di despota, né di dittatore e nemmeno di padrone, ma si presenta come il Fratello più grande, proprio come gli Esseri di Luce rivestono questo ruolo nei confronti dell’Umanità.

La Vita si esprime in molteplici forme.

Insetti, uccelli, pesci e animali in genere sono “potenziali” Esseri Umani, in quanto stanno procedendo lungo il percorso evolutivo e tra millenni, quando avranno acquisito le conoscenze utili e saranno in grado di condensare in questa forma, acquisteranno a loro volta un Corpo, una forma “esteriore”,  simile a quella che oggi occupa ogni Uomo.

L’Evoluzione è in progressione, sebbene ci possano essere scelte per procedere all’interno della propria condizione, per esempi un Animale può scegliere di non evolvere in una forma umana, almeno in un certo momento del suo processo evolutivo.

La Saggezza nello sguardo

Proprio sapendo che anche in un sasso o in uno scarafaggio si agita una forma di Vita che sta pian piano percorrendo il suo cammino, quando osserviamo qualunque altra manifestazione della Vita, possiamo solo provare simpatia e avere il desiderio d’incitarli a procedere. Se pensiamo al lavoro immenso che essi stanno facendo e a quanta fatica comporti l’apprendere a muoversi in una certa forma, e a diventare abile, adattandosi a tutto quello che comporta lo stare in quel corpo, e in questa dimensione che vede attraverso il suo sguardo, dovremmo provare solo compassione.

A volte, quando vedo persone in un corpo alto, e magari robusto, urlare per un grillo o una lucertolina, mi viene davvero da ridere e tutto si trasmuta in una sorta di film d’animazione con entrambe le creature, Uomo e Insettino, che si fronteggiano, mentre ciascuna a modo proprio emette un urlo.
Una scena da cartone animato.

La cosa che sovente si fa, in questi frangenti, è quella poi, dopo l’urlo, di schiacciarli. Così si stronca la loro minuscola, ma coraggiosa esistenza in esperienza.

E’ il modo di leggere le cose in maniera umana che trasforma la Saggezza Divina in un giudizio, a cui si fa seguire una condanna immediata.

Il ruolo di Fratelli maggiori dovrebbe invece viaggiare secondo Saggezza. Questo comporta che se un insetto, per esempio le formiche, invade la propria zona, cioè casa, si può e si deve esigere che venga Rispettato il Luogo, assegnato in questo caso a te.

Con dolce fermezza, ci si rivolge all’Anima del Gruppo e si chiede che il soggetto “rientri” nei suoi spazi.

Con le mosche, le api, i calabroni, le vespe, funziona benissimo.
Senza muovere un dito, aprendo bene la finestra, qualora non fosse aperta, lo s’invita a uscire e gli si indica mentalmente la traiettoria da seguire. Dopo un attimo di “riqualifica”, vedrete l’insetto volante, invertire la rotta e uscire dalla finestra, come richiesto.

Le formiche sono più testarde, ma soprattutto risentono di tante altre vibrazioni e ordini, per cui può essere necessario chiedere a un Deva o allo stesso Lemuel, il quale in risposta chiede in genere un lasso di tempo utile, che può andare da un paio di ore, fino all’intera notte, perché esse possano spostare quanto approntato, se si stanno già insediando, oppure se sono in visita di ricognizione, il dietro front è rapido.

Si può anche, senza rivolgersi a Lemuel, passare alle minacce, ma una volta proferite vanno mantenute, perché come si dice nella Genesi l’Uomo è a immagine di Dio.

Questo concetto lo puoi ripetere fino a 3 volte e quando questo avviene, significa che siamo di fronte a un qualcosa di acclamato e dunque così è e ha lo stesso valore sui 3 Piani dell’esistenza, per cui va applicato quanto hai detto.

Lo Spirito di Gruppo

Di fronte soprattutto agli Insetti, serve ricordarsi che essi non possiedono uno Spirito individuale, ma sono diretti da una sorta di mente generale, per cui agiscono in gruppo e seguendo delle linee predeterminate.

La Legge che le guida è quella comunque di Corrispondenza, che agisce in qualche modo anche nel regno umano.

Un’ape che lavora non è diversa da un operaio che lavora in un cantiere. Nel cantiere ci sono diverse figure e ciascuna adempie a un certo ruolo, proprio come dentro l’alveare.

Questo è un altro aspetto che va tenuto presente per avvicinarsi in maniera più educata, in senso Divino/Superiore, e rispettosa a questi Fratelli, sovente all’apparenza incomprensibili nel loro agire, che in verità si stanno preparando alla vita futura, quando in un cappotto riusciranno a fare questo o quello, proprio grazie all’esperito di millenni prima, dentro un corpicino minuscolo.

Per questo come un figlio, sovente richiede due o tre richiami prima che modifichi un suo modo di agire, la stessa cosa dovrebbe valere per un piccolo insetto il cui comando deve raggiungere lo Spirito del Gruppo e da lì essere riprogrammato, ricalcolato, secondo le tue richieste.

Serve poi ricordare che lo Spirito del Gruppo è alla nostra altezza mentale, in quanto parte della “Mente Universale”, quindi anziché polverizzare il malcapitato presi da una sorta di tarantella frenetica e di terrore o schifo, andrebbe contattata questa mente in maniera chiara:

Richiesta

Qui- e si pensa allo spazio in cui ti trovi con gli invasori– c’è una cellula fuori dal suo spazio, questo ambiente è disarmonico per lei, secondo Dio, che è PERFETTA Armonia, richiamala e portatela via!”

Come detto prima, assisti in diretta alle trasmissioni che intercorrono tra il tuo visitatore e lo Spirito di Gruppo e subito dopo all’inversione di marcia dell’Animaletto sconfinante.
E’ qualcosa che mi commuove sempre, perché attesta il “Dialogo” effettivo con il Tutto.

Se l’Animaletto non dovesse Rispondere, va fatta una nuova richiesta e alla terza volta, di cui in genere non c’è bisogno, serve dichiarare quale provvedimento intendi adottare e poi mantenere fede.
Può anche succedere che l’animaletto ritorni perché cerca ciò che chiamiamo morte, cioè “l’abbandono” di questo momento esperienziale.
Quest’anno le formiche a volte lo hanno fatto.

In questo caso, si può fare in modo che la sofferenza sia minima.
Niente azioni potenti, fatte con rabbia, ma con dolcezza e dichiarando:

Decreto
“ Che tu possa evolvere in un’altra specie superiore!”

Le vibrazioni emesse vengono irradiate con la tua Luce e la dolcezza e nessuno e niente patirà oltre.

Un Libro che racconta di questo Comandamento

Appena ne ho avuta notizia, mi sono subito documentata, perché il titolo stesso mi ha affascinato: “Il Quinto Comandamento”. Essendo scritto da un romanziere che ha al suo positivo poche pubblicazioni, ma tutte attraenti, mi ha subito incuriosito.

Ma di cosa si parla in questo Libro?
Dobbiamo sentirci raccontare di nuovo quello che ci hai raccontato per sommi capi?

No!

È la storia Meravigliosa di un Giorno Stupendo, in cui d’improvviso le Armi smettono di funzionare e uccidere diventa “impossibile”, come già è negli altri Piani.

Cosa accadrebbe allora, se l’umanità fosse costretta a smettere di uccidere?

Immagina un mondo dove ogni arma si disattiva all’improvviso. Dove la violenza diventa fisicamente impossibile.
Sembra l’alba di una nuova era di pace, vero? Ma cosa succederebbe davvero?

“Il Quinto Comandamento” ti trascina sopra un palcoscenico che ribalta ogni certezza.
Quando un evento misterioso rende impossibile ogni forma di omicidio sul pianeta, l’umanità si trova di fronte a un paradosso devastante: la pace forzata, che per la mente gretta umana, potrebbe essere più pericolosa della guerra stessa.

Allora nel Libro serpeggiano due folli domande:
“Cosa tiene davvero insieme la nostra civiltà?
La paura o la speranza?”

Da Il Giardino dei Libri, ti riporto quanto vi si scrive in merito a questo Libro.

“Il quinto comandamento: il giorno in cui uccidere divenne impossibile

“In un mondo già piegato da crisi ecologiche e tensioni politiche, un evento inspiegabile mette fine a ogni forma di violenza armata dove “Non uccidere” diventa un obbligo esteso a livello globale.

Le armi da fuoco si disattivano. Nessun essere umano o animale può più essere ucciso.

Il mondo si spacca in due: tra chi intravede una nuova era di pace e chi teme il collasso totale dell’ordine globale.

Mentre i governi si interrogano su come e quando l’effetto finirà – e chi sarà il primo ad approfittarsene – un documento criptato, scritto in una lingua sconosciuta, suggerisce l’esistenza di una civiltà segreta dietro tutto questo.

Inizia così per un gruppo scelto di militari, scienziati, attivisti e strateghi, una missione disperata verso i ghiacci dell’Antartide.

A loro è affidato il compito di guidare una spedizione mai tentata prima, per trovare delle risposte di vitale importanza prima che sia troppo tardi. Perché in caso contrario “non ci sarà una terza occasione” per l’umanità.

E’ il Libro perfetto se…

  • ami i romanzi che sfidano le convenzioni, i meccanismi del potere, gli equilibri sociali
  • cerchi riflessioni sulla società contemporanea che possano aprire la tua mente
  • sei affascinato dai misteri e dalle civiltà perdute
  • vuoi vivere sulla tua pelle una storia in grado di risvegliarti a una nuova consapevolezza

Con “Il Quinto Comandamento”, Dario Morandi (già autore del celebre romanzo “Il Dominio degli Arconti”) costruisce un viaggio nelle contraddizioni più profonde della natura umana.

In un’epoca dove tutto sembra già raccontato, questo libro porta una voce originale e necessaria. Non si limita a intrattenerti: ti sfida, ti ispira, ti spinge a immaginare scenari che nessun altro ha mai considerato.

È arrivato il momento di scoprire cosa succederebbe se l’umanità fosse costretta a cambiare per sempre.”

Chi è Dario Morandi

Dario Morandi nasce a Milano il primo dicembre del 1969.
Nel contempo introverso e ribelle, mal si adatta al regime scolastico tradizionale preferendo un percorso educativo e didattico indipendente.
Grazie a un amore innato per la lettura e a una insaziabile curiosità, nel suo percorso di crescita che si potrebbe definire “gnostico”, legge centinaia di libri dai generi e dagli argomenti più disparati: dal romanzo di intrattenimento fino ai saggi di divulgazione filosofica e scientifica.

Nel 1993 si e trasferisce a Los Angeles, negli Stati Uniti e frequenta i corsi di musica presso il prestigioso M.I.T. diplomandosi con “Honores” in batteria e percussioni. Da sempre un vorace lettore, nel 2018 pubblica il suo primo romanzo e comincia a interessarsi di comunicazione e scrittura persuasiva in campo umanistico (Scrittura persuasiva “umana”).

Dopo il romanzo “Flat” (Anima Edizioni), pubblicato nel 2020, pubblica il suo terzo lavoro dal titolo “Il dominio degli Arconti” con la casa editrice Edizioni Progetto Fratellanza.  Per oggi è tutto. Vi lascio con i Link per chi volesse acquistare il 5° Comandamento, un libro in cui l’Umanità è impossibilitata ad uccidere, così come in verità in altri Piani, e negli universi, già è.

Con Amore, Ti degli Arcangeli

👉Il Quinto Comandamento
👉Flat
👉Il dominio degli Arconti

Questo articolo è stato amorevolmente scritto da Ti degli Arcangeli (l'autrice dei 2 libri Le Preghiere Arcobaleno dagli Arcangeli e La Via della Luce. Testi guida dell’Arcangelo Uriele ) con canalizzazione di un Arcangelo specifico oppure facendosi ispirare da Arcangeli e Angeli.
Sei libero di copiarlo su un altro sito/blog, però per correttezza lascia questa dicitura incluso il collegamento cliccabile a www.sottounarcobalenodiluce.com

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