Nulla succede per caso

So che nulla succede per caso ed infatti anche oggi ho fatto incontri sicuramente voluti dal cielo, perché io, la piccola ti rifletta e lo faccia ad alta voce, con te.
Un uomo, grande, che viene a lezione di yoga sempre vestito di tutto punto. Da un po’ mi fissa e durante le ultime due lezioni mi si è avvicinato, attraverso il “ponte” di una persona del gruppo, con cui solitamente parlo.
Stamattina si è avvicinato da solo e mi ha chiesto diretto: ”Tu mediti, vero?”
“Sì!”
Da lì è rimasto circa una mezz’oretta a raccontarsi, a raccontare una briciola della sua Vita.
Si è definito, nel suo racconto, che ho lasciato procedesse liberamente, come il “suo più grande limite”, la “sua croce”.
Bello vero?
Mi ha anche detto che il vento è bello perché porta sempre novità, ricordandomi un’affermazione similare, che avevo sentito in India.
Buffo è che, come lui, moltissimi di noi hanno la consapevolezza di essere la causa unica e/o primaria dei propri limiti e mali, eppure non ci schiodano, proprio come lui, dalla loro realtà affaticante: siamo a prova di vento, meglio ancora di bufera.
Siamo un vero controsenso.
Lui vive qui, lontano dal suo luogo d’origine, luogo che agogna ardentemente e dove potrebbe, a suo dire, stare veramente bene; vicino al lago ha una casa grande, di proprietà, qui dimora in una casa più piccola, che divide con figlia e nipote, fermamente convinto che questo non sia il luogo adatto per lui, né fisicamente, né mentalmente, né per la sua Anima, il suo spirito, eppure resta qui, perché pensa che la sua figura sia vitale e inalienabile per il nipote, che altrimenti non avrebbe nessuno e che lui potrebbe vedere raramente.
Ha stima delle figure ascese di coloro che, sistemati i figli, hanno abbandonato tutto, per  seguire la propria strada, ma non li emula, non lo fa, nonostante il forte richiamo e le sue attenzioni al nostro lato interiore.
Perché mi chiedo, perché?
Non sei un albero, non sei una sequoia secolare, non hai radici se non quelle che tu ti poni e fai crescere ogni giorno belle, rigogliose, dentro la tua mente.
L’ambiente circostante sicuramente ti limita, ti incatena, ti gestisce, ma perché tu lo consenti, lo vuoi e non lo ostacoli, non lo impedisci.
Quello che hai intorno ha un impatto grandissimo sulle tue scelte, sulla tua libertà, sul tuo sentirti, e concederti di esserlo, felice, così come sulle tue credenze, convinzioni, preconcetti e pregiudizi, oltre che sulla tua autostima, sul tuo credere in te stesso e di conseguenza, su tutte le tue possibilità di realizzare i tuoi sogni.
Grande forza fisica, ma pelle spenta, occhi vitrei, spesso bassi, azzerati nel profondo, perché?
Per un nipote?
Mi ha ripetuto che sono vivace e mi ha chiesto più volte quali meditazioni faccio.
Ma non dipende dalle Meditazioni che faccio, ma dalle scelte che le accompagnano.
A nulla serve battersi il capo, coprirlo di cenere, o riconoscere i propri limiti e bagli, se poi li perpetriamo.
La sua visione della vita è dismessa, affranta, da persona che segue l’onda, ma desidererebbe altro.
Perché devi vivere così?
Non ha senso.
Ti butti via.
Sei un sacco vuoto, che si ripete come un Mantra ciò che vuoi giustificare e sentirti dire.
La tua vita deve essere serena, non una croce e nemmeno non dev’essere una continua guerra interiore, tra ciò che sei e fai, e ciò che vorresti essere e fare, e nemmeno uno scontro all’ultimo sangue con le persone che ti girano attorno, ti ruotano intorno.
Sei infelice?
Vattene.
Cambia rotta.
Allontanati, soprattutto se hai ben chiaro che sei l’unica vera causa dei tuoi malanni.
hai intorno.
Soprattutto oggi, richiusi i vari portali e in pieno cammino per la speciazione, il tuo obiettivo è cambiato, e quello che devi fare, non è spendere il tuo tempo a convincere gli altri della valenza di ciò che vuoi fare o di ciò in cui credi, ma devi fare, agire.
Ormai non hai tempo da spendere a giustificare le tue scelte e il loro impatto, la loro importanza, e nemmeno a condividere i tuoi sogni, che l’altro a malapena può e potrebbe capire.
Tu meriti di essere felice?
Allora sii felice
e lascia andare tutti il resto.
Il tuo obiettivo è costruirti una vita che ti appartiene veramente, in cui ti riconosci, in cui puoi realizzarti, in cui sei te stesso, nella massima e somma libertà odierna.
Quando acquisti certe consapevolezze, fa in modo che prendano piede e forma cioè si concretizzino.
Altrimenti che senso ha tutto il tuo lavoro?
Ricordati che ciò che crei, che avverti, che fai tuo, deve dare frutto, altrimenti  tu ne risenti e a poco a poco ti perdi.
E’ come se tu diventassi una forma parassitaria, che lavora dentro e contro di te.
Perché, torno a  ripetere?
Se hai intorno persone che ti avviliscono, che ti impediscono di volare, che non fanno altro che scoraggiarti, infierire, abbatterti, deprimerti, crearti sensi di colpa e quindi riempirti di vibrazioni, pensieri, scelte, modi di essere negativi, prendi il largo, allontanati da loro.
Può essere difficile, ma va fatto.
Se lo fai, ti sentirai subito meglio.
L’autostima viene da dentro, ma si alimenta anche dei numerosi nutrienti che l’esterno getta sul suo ceppo, sulla sua grande essenza.
Come fai a credere in te stesso, se intorno c’è chi, armato di mazza, scalpello, martello, ti colpisce continuamente?
Puoi essere di granito, ma dai oggi, dai domani, qualche segno e scalfittura, alla fine restano e si vedono.
Se quella modalità fosse giusta, vale a dire, il parlare sempre male, il pensare male, il vedere sempre le cose dal verso limitato e limitante …., allora saresti in una società eccellente, perfetta, in cui ti trovi a tua agio, stai bene, sei sereno e tutto fila lisci come l’olio.
E invece no!
Tutti tentano, o i più lo fanno, di azzerarti, di tenerti al guinzaglio , di impedirti di stare bene, di sentirti realizzato e di seminare la terra di mille e un buon seme.
Guardati intorno.
Questa persona è rassegnata, come moltissime altre persone.
Sanno di essere fuori luogo, ma continuano a starci e ad essere felicemente consapevoli ed infelici.
A volte sei per strada o affacciata alla finestra e guardi…
Accipicchia, ma non si vedono altro che musi duri, labbra serrate, espressioni che vanno dall’incazzatura alla rabbia, alla depressione, alla sconnessione e tristezza più profonda.
Una volta mi raccontavo molto alle persone vicine, condividevo sogni e desideri, oggi non più, so che non capiscono e non capirebbero.
Chi è cresciuto e sta seguendo la speciazione è come me e viene a me, chi è altro non può sentirmi, non può né capire, né condividere il mio esistere, la mia gioia, i miei pensieri e la consapevolezza grande di chi sono e cosa devo fare.
Chi ha scelto il cambiamento in toto, ha un navigatore incorporato, direttamente connesso con l’alto e non ha più tempo da spendere, e qui torniamo alle ancelle di cui ho parlato alcuni giorni fa, per condividere il proprio olio, con chi non è stato previdente, rischiando di vedere poi spegnere la propria lampada ad olio.
Se ancora perdi il fiato e parli dei tuoi sogni a queste persone, delle tue aspettative ti senti stoppare con una frase fatta, una di quelle che vanno per la maggiore: “Eh sì, sarebbe bello ma …”, oppure “è meglio lasciar perdere”, o ancora che “cosa vuoi farci, la vita è così e non c’è niente da fare, meglio se lasci perdere“.
Già.
Meglio se lasci perdere loro.
Come  puoi pretendere che il Mondo cambi, la Vita sia migliore, le generazioni si trasformino, che tutto fili al top, se non ti rimbocchi le maniche e questo meglio non lo semini, non lo coltivi, non lo difendi?
E’ facile fare il brontolone da bar, da quattro amici al bar, ma per avere, bisogna fare non ciarlare inutilmente, né sparare sentenze inutili.
Critiche e sentenze non creano nulla di nuovo, di alternativo.
Vuoi una mela. Al posto di una pera?
E’ quella allora, che devi seminare, altrimenti continuerai a mangiare pera e non te ne lamentare.
Zitto.
Se una Luce ti ha raggiunto è perché dovevi invertire la rotta, era tempo.
Lo hai fatto?
Benissimo.
Non lo hai fatto? Volontà tua.
 Per farlo devi avere il coraggio delle tue azioni.
Devi credere in te stesso; il primo passo ti scatta dentro, è interiore, mentre il secondo invece è proprio quello materiale, esteriore, e richiede che tu prenda le distanze, allontani da te e dalle tue giornate, tutti i seminatori di tempeste, per circondarti di persone che ti incoraggino a credere in te stesso.
Farlo?
Una scelta mitica, capace di renderti tutto più facile, più leggero, più creativo e proficuo.
Questo non è  più il Tempo dei deboli, non è la luna delle minestre trite e ritrite, delle scorciatoie.
La vita è talvolta impegnativa, ma questo non significa che debba essere una croce perpetua, né una guerra continua.
La vita va vissuta, non va combattuta, come fossimo pugili su un ring.
Che tu sia credente o ateo, credo che converrai con me che, comunque vada a finire poi, dopo la vita terrena, ora devi esserci e devi dare il tutto per tutto, in ogni caso ed essere a 100, perché hai una sola vita, e quindi non puoi sprecarla, nella maniera più assoluta.
Cosa devi fare? Attivarti e vivere, vivere a modo tuo, come ti senti portato a fare, secondo le regole che senti “cantarti dentro”, per poter raggiungere il tuo pieno sé.
Carpe diem. Goditi ogni secondo del tuo presente, perché è tutto ciò che ha tra le mani.
Riempilo di cose belle, riempilo di ciò che ti fa stare bene, riempilo di tutte quelle situazioni, persone, emozioni, che ti fanno sorridere, che danno gioia ed allegria sia dentro che fuori.
In una parola: vivi!!!
Non vivere di paure, quelle che il nostro Mondo omologato ti fa crescere dentro, fin da quando sei piccolo.
La Vita è Unica, magica, e tu hai una sola vita e non puoi passare a cercare quella perfezione fittizia che tanto ti prospettano, perché così perdi di vista chi sei e qual è il tuo obiettivo.
Tu sei perfetto, e raggiungi la tua somma perfezione, quando sei tu, quando fai ciò che sei tenuto a fare, non ciò che la società ti inculca tu debba fare o si aspetta tu faccia.
La migliore versione di te stesso, è l’unica “perfezione” che devi raggiungere ed a cui devi puntare.

Lo so, in questa società totalitaria, omologante, dove tutti andiamo nella stessa direzione ( stesso modo di vestire, di fare, di pensare, di  mangiare, di…) essere te stesso è una bella impresa, è un rischio e una fatica immani.
Il rischio lo so, non piace, ci spaventa, soprattutto oggi che la vita ci piace comoda e senza intoppi.
Ci costruiamo una serie infinita di dinieghi e di impedimenti, di cui la persona dell’incontro odierno è solo un esempio.
Siamo ragni che tessono la ragnatela per poi caderci dentro.
La trappola peggiore?
Le trappole mentali, sono come le ganasce che ti trattengono, quelle che non vogliono farti uscire dalla tua zona comfort, per non dover poi faticare, per non rischiare, per non dover poi prendersi cura di eventuali tue dinamiche e problematiche.
Fare significa rischiare.
La mente non può permettersi di accogliere anche solo l’idea che tu possa fare un certo percorso, lungo un sentiero nuovo, mai battuto prima, un sentiero poco frequentato, così ogni volta che sfiora l’idea di cambiare, ti solletica con tutte le comodità incluse nelle sue zone comfort, dove magari ti annoi, ma non rischi nulla.
Sei come un pesciolino dentro la sua palla: giri sempre in tondo, ma lì ti viene fatto credere che tutto funziona al meglio, a meraviglia; lì c’è ogni tuo inizio e fine, quindi la tua “perfezione”.
Ma non è così.
In realtà quando sei nella tua zona “comfort”, non pensi mai che si possa fallire anche standosene lì, comodamente dentro la tua palla da pesciolino, non sai che anche la normalità comporti dei rischi e porti pene.
In verità l’Universo è un attivatore magico, quindi, se conta su di te, sappi che ti raggiungerà dovunque, anche se te ne stai rintanato sotto il letto o dentro la tua magica palla da pesce, pronto solo a girare in tondo.
Se non esci da lì, per realizzarti, soffri e soffrirai il doppio, perché rinnegarsi porta ad un malore profondo, conduce all’asfissia del tuo spirito, quella condizione che poi, i tuoi occhi esprimono per intero.
Se vuoi stare poco bene, allora tanto vale farlo per una buona causa, tanto vale rischiare di essere affaticato mentre insegui i tuoi sogni, mentre dai forma al tuo percorso di vita, mentre ti dai da fare per creare, costruire, forgiare ciò in cui credi, che non per stasi, per blocco.
Cosa ritengo veramente avvilente e faticoso da accogliere?
Presto detto!!
Aver trascorso un’intera esistenza a cercare di essere il marito perfetto, la moglie perfetta, il figlio migliore, la nuora più attenta, la madre più madre che ci sia e poi, giunto al termine dei tuoi giorni, accorgerti che tutto è stato vano, che la giustizia in cui credevi e che ricercavi, in realtà non era e non è tale.
Questo è distruttivo, è avvilente.
E’ come se venissi travolto da una montagna che ti frana addosso.
Ecco, questo è il nostro fallimento totale.
Se invece cadi, mentre cerchi di raggiungere i tuoi sogni, mentre ti dai da fare per dar loro vita, allora e solo allora, cadrai in piedi, e questa caduta ti porterà solo escoriazioni minime, perché intorno tante cose son già spuntate grazie a te e al tuo lavoro e quindi ti riprenderai, sostenuto da tutto questo, molto rapidamente e queste sbucciature saranno solo un trampolino per una magica scelta e cambiamento, una vera lezione di vita.
Se credi in te e lavori per creare ciò che hai visualizzato, che hai sognato, quello che hai e continui ad immaginare, puoi  solo o realizzare i tuoi sogni oppure imparare qualcosa di nuovo.
Questo è crescere, è salire, è evolvere.
E’ raccogliere sempre di più la Luce divina e quindi diventare sempre più luminoso e brillante.
Tra un abito colorato, vivace e carico di vita, ed un abito grigio, smorto, anemico, quale attira di più il tuo sguardo?
Quale ti dà piacere indossare?
Non sei venuto per essere un pezzo di tappezzeria, un individuo qualunque, anonimo, pallido e smunto, ma essere carica energia, colore.
Non so per te, ma io al solo pensiero inorridisco: smorto, slavato, perso in una cornice qualunque.
Noooo!
Tutto ciò che è sbiadito vedilo come una fetta di Non Vita.
Consiglio per l’uso? Fa che la tua non sia una vita sprecata!
Pensaci, ogni tanto, soprattutto quando ti accorgi di usare frasi fatte, di ripetere dei mantra da persona avvilita, da sopravvissuto, da persona spenta, affranta, demotivata, con lo sguardo spento, da pesce lesso.
Pensa che orrore, se possiamo parlare in questi termini, anche solo pensare di aver vissuto invano, dopo tante rinunce, fatiche, prove, difficoltà e tanto altro.
L’unica paura che forse potresti concederti è allora quella di sprecarti, di sprecare la tua Vita, quindi questa meravigliosa e unica occasione, per omologazione. Questo pensiero, già da solo, potrebbe farti prendere la decisione di rimboccarti le mani e, iniziando a credere in Te, essere finalmente la differenza che trasforma la sua Vita e di conseguenza, quella di chi incontra e incontrerà lungo il suo cammino.

Amorevolmente fuori alla palla

ti

Questo articolo è stato amorevolmente scritto da Ti degli Arcangeli (l'autrice dei 2 libri Le Preghiere Arcobaleno dagli Arcangeli e La Via della Luce. Testi guida dell’Arcangelo Uriele ) con canalizzazione di un Arcangelo specifico oppure facendosi ispirare da Arcangeli e Angeli.
Sei libero di copiarlo su un altro sito/blog, però per correttezza lascia questa dicitura incluso il collegamento cliccabile a www.sottounarcobalenodiluce.com

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