Oltre la Paura

“Paura, Paura, Paura …”

Paura, una parola breve, ma densa di significato, capace di paralizzarci e di toglierci il gusto ed il senso della vita …
Sono molte le persone che la sperimentano, soprattutto perché viviamo in una società dove qualcuno muove i fili di tutto, cercando di controllarci in tutto e caduti gli strumenti di un tempo, ha escogitato appunto questa emozione, che si insinua piano e si impadronisce del nostro esistere con il suo provocante silenzio deflagrante …
Così, chiunque può vivere un periodo in cui, improvvisamente, viene sopraffatto da una paura.
Questa emozione ha due facce: l’una ci blocca, ci pietrifica, l’altra ci fa balzare in avanti per fuggire.
L’una ci impedisce di esistere, l’altra è la nostra parte istintiva, quindi diventa un trampolino, una forza.
Il nostro cervello è sicuramente programmato e fatto per provare questa sensazione, che ci permette di vivere anche nei periodi più intensi, ma ciò non significa che la nostra vita debba ruotare sempre e solo attorno ad essa, soprattutto in maniera arida, che non porta a nulla, perché ne viviamo il lato costrittivo, quello che ci blocca in una posizione statica.
Di fronte a una situazione in cui lei ci coglie nella sua forma azzerante, dobbiamo sicuramente prendere dei provvedimenti, cercando di visualizzarla al meglio, per sapere come avvicinarla e superarla in qualche modo.
Non importa se abbiamo paura del buio o dell’inferno, di volare o di non essere capaci … è il giunto il momento di cercare di capire se la nostra sensazione sia dovuta a un qualcosa di reale o semplicemente esprima un’ ansia, dietro la quale si cela altro.
La paura può essere fondata o nutrita da pensieri scatenanti.
Se la nostra paura è fondata dobbiamo affrontarla, per cercare di superarla e di andare oltre, per esempio salendo su un aereo, se abbiamo paura di volare, creando le condizioni migliori per una buona riuscita dell’esperienza, come per esempio, organizzando un viaggio in compagnia di persone piacevoli, con cui sarà  più facile salire sull’aereo e quindi superare la prova del volo.
Se invece abbiamo difficoltà a capire se si tratti di un qualcosa di reale o no, perché la paura non ci permette di farlo, è meglio chiedere aiuto e parlane con qualcuno, magari un parente, una persona di cui ci fidiamo, un amico, un vicino, se non un esperto.
La respirazione è uno strumento eccellente contro gli attacchi di panico e soprattutto, prima ancora, come modalità di prevenzione.
A volte si sperimentano forme di paura talmente intense, da non riuscire più a ragionare e quindi anche a respirare.
Quando accade, si rischia di entrare in iperventilazione e quindi di creare e nutrire una spirale ingestibile in cui la paura alimenta il ciclo in crescendo della paura stessa.
Si perde il controllo e ci si sente molto male.
Il respiro profondo e qualsiasi forma di rilassamento conosciamo, diventano allora indispensabili alleati al nostro benessere.
Bisogna riportare pace e serenità, iniziando dai muscoli delle spalle per arrivare a tutto il corpo, cioè veramente fino ai piedi.
Mai stare raggomitolati, ma fare in modo che si riesca  a respirare al meglio,  per far entrare energia pulita, pronta a calmarci e ad assicurarci la giusta quantità di ossigeno.
Per compiere questo atto in maniera più presente e volontaria, ci dobbiamo concentrare su qualcosa che in genere facciamo in maniera meccanica, inconsapevole, quindi ci predisponiamo a distrarci da ciò che ci spaventa, per concentrarci sull’azione che stiamo compiendo, per respirare.
La paura nasce nel centro preposto all’istinto di sopravvivenza, l’ipotalamo, che attiva il nostro sistema nervoso simpatico, facendoci agitare.
Paura di cosa???
Di qualsiasi cosa!
Ciascuno di noi ha le sue paure, che assecondano e nascono dal suo vissuto …
Siamo unici in tutto, quindi anche nel vivere ed affrontare queste “ragnatele viscide”, che ci avvolgono fino a bloccare ogni nostro centro vitale, perché una parte di noi, di fronte a qualcosa che lo intimorisce.
Cosa può intimorirci?
Di tutto, anche la cosa più impensata per gli uni, può ed è motivo di paura, ansia o panico, per altri.
Ognuno di noi ripeto, ha un suo bagaglio di paure.
Potrebbe rientrare nelle paure anche il semplice andare ad una festa.
Perché?
Perché lì potremmo incontrare persone sconosciute, persone di cui non sappiamo nulla e che quindi non ci aggradano.
Si tratta allora di scegliere, di decidere, ma nel preciso istante in cui una parte di noi prende anche solo in considerazione questa evenienza, ecco che la ghiandola secerne degli ormoni, ormoni che viaggiano a livello spaziale nell’organismo, e che giunti in alto, il nostro cervello interpreta come un rischio per la nostra sopravvivenza.
Un rischio???
Sì, sì …un vero e proprio rischio, di fronte al quale scatta il divieto tassativo, come fece la matrigna con Cenerentola, che chiedeva di andare al ballo.
In questi frangenti, è indispensabile respirare.
Respirare, spinge l’ipotalamo a disattivarsi, a staccare la spina e quindi a smetterla di allarmarci.
Presente quei sistemi sofisticatissimi delle ultime centraline delle nostre auto per rilevare eventuali forature dei pneumatici, che se sfiori un dosso, lampeggiano e cantano e tu già sudi al pensiero di dover cambiare la gomma?
Ecco, ci succede pressappoco così …

  1. Se il nostro sistema suona, come la mia auto, troppo spesso, ci conviene iniziare a mettere nero su bianco, per iscritto, ciò che ci fa paura. Prendere un foglio di carta e scrivere.
    Dobbiamo farlo proprio nel momento stesso in cui ci siamo spaventati.
    Un rumore?
    Soli in metropolitana?
    L’ascensore?
    Il volo aereo?
    Un cane? …
    Non importa cosa, dobbiamo visualizzarlo …
    Questo esercizio ci aiuta a razionalizzare le nostre paure …
    Vederle scritte, ci permette di inquadrarle e quindi rende più semplice liberarcene.
    Molte paure sono legate ai nostri istinti primordiali, come quelli animali, per la sopravvivenza e quello di aggregazione, perché siamo abituati a stare in branco, quindi la paura di essere rifiutati, cioè l’ansia sociale della “difformità”.
    Razionalizzare la paura non la fa assolutamente sparire in automatico, sarebbe troppoooo facile,  ma ci aiuta a gestirla.
  2. Se vogliamo ora iniziare la pulizia del problema, dobbiamo ora condividerla, per scovare altri punti di vista a tale proposito.
    Diciamolo a qualcuno che sia capace di ascoltare e di cui ci fidiamo.
    Se non troviamo nessuno che faccia al caso nostro, possiamo sempre rivolgerci ad un telefono amico, per persone che soffrono d’ansia e parlarne.
    A volte, soprattutto se la paura è comparsa dopo un momento emotivamente molto impegnativo, il semplice parlare e stabilire una connessione con un’altra persona può alleviarci la paura.
  3. Smettiamola di provare Paura!
    Come???
  • Comprendendo la paura.
    La paura non ci appartiene, nessuno di noi nasce con la paura delle cose, ma è un comportamento che acquisiamo da un’esperienza, un’esperienza ansiogena ( almeno tale per noi …), la quale manda degli stimoli al nostro cervello, in particolare all’amigdala, che induce il nostro sistema nervoso a innescare la sensazione terrificante di paura, il nostro “brivido caldo”.
    Ci sono eventi che ci scatenano la paura, creando certi schemi di pensiero e/o di comportamento.
    Se il cervello l’ha creato, il cervello lo può anche distruggere, basta ricondizionare il cervello per spingerlo a smettere di creare un collegamento tra la paura e ciò che la scatena, oppure riprogrammarlo, per farlo reagire in maniera differente.
  • Per far questo ecco che dobbiamo cambiare il nostro modo di pensare.
    La sensazione di paura passa dalle connessioni neurali che si formano nel cervello e che rimangono in funzione. Basta non utilizzare queste connessioni, per smettere di avere paura.
    È un passaggio abbastanza semplice, perché grazie a dio esiste una neuroplasticità, che si basa sulla memoria e sull’apprendimento.
    Facendo un po’ di pratica possiamo riuscire a cambiare le nostre connessioni che associano alcuni stimoli alla paura.
    Come?
    Affrontando piano piano ciò che ci spaventa, in maniera graduale, e in un ambiente, con una modalità serena, controllata.
    Un esempio?
    Paura dei ragni?
    Lo stimolo fisico in questo caso è rappresentato dalla comparsa del ragno, che ci scatena una reazione emotiva, cioè la paura, che può aumentare fino a diventare panico.
    Dobbiamo arrivare a una reazione distaccata, quindi obiettiva e non emotiva.
    Ognuno dovrebbe avere la sua modalità, che ripercorre un po’ all’indietro il processo di formazione, però ci sono alcune cose che sicuramente funzionano, ci sostengono e quindi, sicuramente, ci aiutano.
    Per esempio l’immaginare ciò che ci spaventa avvolto dalla luce, quindi in un contesto sereno, dove noi possiamo osservarlo, vederne la pochezza dimensionale, rispetto a noi, e accarezzarlo a poco a poco, o vederlo passarci accanto senza conseguenze …
    Questo significa fare pratica, respirare, mettersi nella predisposizione di approcciare il ragno.
    Se ammettiamo di essere davanti a qualcosa che ci fa paura, scegliamo come rispondere, cioè se in maniera emotiva oppure in modo distaccato, come altro …da noi.
    Buonissima cosa è lavorare sul respiro e trovare qualcosa che ci “fa stare bene”, per esempio i mantra.
    Ripeterli ci rasserena, illumina la mente, ci mette nelle condizioni ottimali di affrontare ogni cosa al meglio.
    Qualcuno potrebbe decidere addirittura di scriverli su un pezzo di carta a portarli con sé, sempre, per ripeterseli in certi momenti neutri, come ricarica, oppure quando sente che sta per sopraggiungere una reazione di tipo emotivo.
    Per esempio possiamo dire “ è piccolo e indifeso”, oppure “non è brutto come pensavo” o “posso controllare le mie reazioni”, “va tutto bene, perché …”
    All’occorrenza è importante distrarre la mente, offrendo in cambio qualcosa di sensorialmente stimolante, che ci permetta di concentrarci …
    Per esempio sorseggiare una bevanda che amiamo, che suscita benessere alle nostre papille gustative, all’olfatto e/o al tatto …
    Concentrarci su cose rassicuranti ci riporta al QUI E ORA e quindi fuori e lontano dall’angolo della paura.

Non evitare mai le cose che ci spaventano, ma prepararsi ad affrontarle.
Evitare ci fa aumentare la paura che proviamo verso quelle cose, rendendola forte, quindi difficile da placare.
Naturalmente se abbiamo varie paure, non possiamo prenderle tutte di petto, né partire dalle più toste, ma come sempre in maniera graduale …
Dobbiamo cominciare, pensando sempre ai ragni, da quelli piccoli, per poi passare a qualcosa di più grande …
E l’altezza?
Il vuoto???
Vogliamo parlarne???

Beh, possiamo sperimentare, …camminare praticamente in maniera soft, in luoghi adatti alle varie prese di consapevolezza esperienziale …, anziché lanciarci subito nel parapendio, … quello, semmai, verrà poi
Scherzavo!!!
Ricordiamoci comunque che più evitiamo una cosa, più ci spaventerà e sarà stabilmente parte di noi, sempre presente nel suo pieno e totale sopravvento.
È impossibile evitare di avere paura, fa parte della nostra natura umana, ma possiamo reagire, imparando a farlo, nel migliore dei modi.
Dobbiamo stare bene e amarci e nulla allora, è tanto spaventoso quanto sembra.
Lo so, a volte è difficile intraprendere questo percorso da soli, soprattutto con le crisi di panico, lo stress accelerato, l’ansia, le sindromi da traumi, certi disturbi incontrollati, ma ci si può fare aiutare da persone competenti in materia.
In situazioni estreme ci sono poi i supporti farmacologici.
Non amo i farmaci, ma sappiamo che la natura ci ha donato i Fiori di Bach e quelli australiani, anche se questa è una scelta che ciascuno di noi deve valutare e fare con il proprio terapeuta.
Esistono dei farmaci in grado di aiutare, ma  è necessario affiancare questo tipo di cura a una più ampia terapia per superare le paure, altrimenti creiamo solo un’ulteriore aggancio di dipendenza, quello di tipo farmacologico.

Consigli per non soccombere alle paure …

  1. Evitiamo i film horror, che hanno tantissimi cultori, ma creano fratture energetiche, soprattutto prima di dormire.
  2. Evitiamoli soprattutto ai piccoli, che poi vivono di paure ed incubi pre tempo e sciocchi …
  3. Andare a dormire per tempo, cioè presto, perché il sonno ci allevia le sensazioni di ansia, toglie lo stress ed impedisce che certe esperienze  si trasformino in paura, attacchi di panico o altro …
  4. Al bisogno:Calmiamoci!
    Pensiamo a una persona, a un luogo che ci rende felici, ci abitueremo anche a prestare maggiore attenzione alle relazioni, alla natura, a ciò che diamo per scontato, ma così scontato non è e non deve più essere.
    Ripetiamo nella nostra  mente: “io non ho paura”.
    Teniamoci vicino qualcosa che ci rassicuri, suprattutto offriamolo ai  bambini quando vanno a dormire, anziché sminuire le loro paure o pensare di risolverle al posto loro, mettendoli a dormire nel lettone, con noi adulti.
    E’ indispensabile, ora, prendere consapevolezza che le cose non sono mai come sembrano.
     Coraggiooooo!!!! Siamo persone, siamo coraggiosi per natura, per origine e lo siamo in tutta la nostra pienezza, quando riusciamo finalmente a sostenere con noi stessi e ad alimentare dentro che tutto va bene, sta andando bene e così sarà anche in futuro.
    Dobbiamo trovare sollievi interiori, agganci positivi che possiamo esprimere attraverso la pittura, la poesia, la musica…
    Dare spazio alle abilità personali e alla creatività, per fermare il ciclo della paura.
    Sapere di poter chiamare qualcuno quando si ha paura di qualcosa ci supporta, ci fa fa sentire al sicuro, quindi tenersi a portare un numero, un cellulare…
    Smontare ogni sensazione di paura, pezzetto per pezzetto … è giusto e liberatorio.
    Prepariamo biscotti, ascoltiamo una canzone a tutto volume, cantiamo con tutti noi stessi, guardiamo in alto… coltiviamo rose … viviamo ancora ….
    Consiglio questo film … da vedere con i propri bambini …

Augurandovi ogni bene con Amorevolezza ti**** degli Arcangeli, ricordandovi che l’Amore, contrariamente a quanto siamo portati a credere e di conseguenza a vivere è “la totale assenza di paura.
L’amore non pone domande.
Il suo stato naturale è di estensione ed espansione, non di confronto e misurazione.”, come scrive Gerald. D.Jampolsky

Questo articolo è stato amorevolmente scritto da Ti degli Arcangeli (l'autrice dei 2 libri Le Preghiere Arcobaleno dagli Arcangeli e La Via della Luce. Testi guida dell’Arcangelo Uriele ) con canalizzazione di un Arcangelo specifico oppure facendosi ispirare da Arcangeli e Angeli.
Sei libero di copiarlo su un altro sito/blog, però per correttezza lascia questa dicitura incluso il collegamento cliccabile a www.sottounarcobalenodiluce.com

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2 commenti

  1. andrea

    Buongiorno sono Andrea Franchini e sono il direttore della rivista Il mio Angelo. sto preparando un numero speciale dedicato a come vincere la paura in questo momento con l’aiuto degli angeli. ho visto nel vostro sito un articolo interessante, posso usarlo citandovi? se potete contattatemi, 3356254788, grazie

    • *** ti degli Arcangeli

      Grazie Andrea per questa proposta.
      Le invio l’articolo e gliene allego altri due, recentissimi, sempre inerenti la paura.
      Che tutto porti nuove vibrazioni angeliche e celesti, per ripulire queste pesanti vibrazioni legate alla paura del virus e della morte. Namastè. Per qualsiasi cosa … ci sentiamo.

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