
Ti è mai capitato di osservare la vita e di riuscire a guardarla con gli occhi semplici di uno “spettatore”, cioè senza lasciarti coinvolgere da quanto in essere?
Sono quei rari momenti in cui riesci a “cogliere” quello spaccato “nutriente” di ogni evento e a farne tesoro, ad ampliare la tua coscienza e quindi a crescere.
Prova a farlo, a prenderti un po’ di tempo per guardare le cose scorrere, senza giudizio, in piena accoglienza e ti accorgerai, noterai diverse cose che prima ti sfuggivano.
Oggi ti guiderò a vedere la Libertà come un dono, un dono che sta dentro di te per diritto di nascita e che, a poco a poco, ti è sfuggito.
Quella Libertà ti è sfuggita, in un tempo lontano, senza che tu te ne avvedessi, come se fosse un palloncino che il vento ti ha fatto scivolare via dalle manine, quando eri piccolo, molto piccolo.
Sei stato originato libero e questo dono fa parte di Te, eppure lo vai cercando e chiedendo agli altri, convinto che siano gli altri a doverti offrire o concedere, riconoscere e salvaguardare la tua Libertà.
In realtà tu ne sei parte, tu ne sei il padrone, perché la Libertà è parte integrante di te e tu la devi solo esprimere, esercitare e vivere.
Lei fa parte dei tuoi poteri dimenticati.
Nell’Universo l’Amore e la Libertà regnano sovrani e sono parte l’uno dell’altra, mentre nella realtà densa della terza dimensione, essa ti sfugge e viene “insegnata” nelle scuole, come se fosse esterna al tuo Sé, distante e a volte irraggiungibile.
Credo che in questo momento ti riaffiorino alcuni classici argomenti affrontati a scuola, come i “diritti umani violati” e le libertà umane, negate.
Questi sono due dei tanti temi ricorrenti nei diversi programmi scolastici, nei quali si ribadisce ai ragazzi in età scolare, che diritti e libertà sono un qualcosa che “devi conquistarti”, perché c’è sempre un orco brutto e cattivo che te li ha strappati.
Ecco allora, che per vedere le dinamiche sottese, che ti hanno portato un po’ come tutti a credere questa cosa, in questo articolo ti porterò in un giardinetto pubblico, uno di quei tanti parchi, dove i bambini saltano, corrono, si amano e si azzuffano e dove le mamme e le baby sitter trovano un attimo di tregua alle loro vivaci giornate.
Se ti siedi e osservi questi piccini, ti si spalanca un mondo e lì, in quel mondo, scopri tantissime cose.
Osserva i vari piccoli che giocano e ascolta cosa ti rimanda questa attenzione focalizzata, senza un obiettivo ben preciso.
Il popolo dei piccoli è lì, diviso in vari gruppetti.
Di varie età, si radunano intorno a questo o quel gioco e fanno crocchia.
C’è qualcosa però che ti permette di distinguere le caratteristiche d’appartenenza del gruppo, per come i ragazzi si accorpano tra di loro, oppure in base all’atteggiamento, al modo di comportarsi, di relazionarsi, o rispetto al gioco in essere, in sé, o alle relazioni con gli altri, ragazzini o adulti, che siano.
Perché ci sono alcuni ragazzi che, pur avendo la stessa età di altri, appaiono come più infantili, più piccoli, più lenti o più aggressivi?
Tutto parte e ritorna sulla figura materna.
Tutto è legato e dipende dalla madre, dal rapporto e dall’atteggiamento che la madre ha verso il proprio figlio.
Se guardi con attenzione, noti che spesso ci sono addirittura similitudini tra questi piccoli o ragazzini anche in merito a come sono vestiti o al nome che gli è stato dato.
Il loro modo di agire, durante il gioco, li accomuna tra loro, ma non crea un’unità indivisa, ma piuttosto diversi sottogruppi nei quali tu vedi i piccoli con un atteggiamento curioso, quelli con modo di fare prepotente, altri portati ad essere generosi, altri ancora che sembrano sempre fermi ai box, come fossero Ferrari senza motore o con il freno a mano tirato.
Guardano gli altri, muovono i piedi in un certo modo, osservano e solo dopo un periodo di “vigilanza”, si muovono per giocare, ma sempre come avessero una sorta di freno a mano tirato.
Beh, questo freno c’è ed visibile al parco, sia sul piano reale che sul piano sottile, se riesci a traslare questa verità, nell’oltre.
Quel piccolo è un’Anima.
Un’Anima che si è scelta una mamma, con il freno a mano a sua volta tirato, che lo “protegge ad oltranza” da qualcuno o qualcosa.
Sono le mamme con attenzioni da chioccia, iper_protettive.
Questa sorta di atteggiamento “nido”, può essere totale o parziale, può riguardare alcune sfere della vita e dell’agire o comprendere, includere un po’ tutto e quindi spaziare dalla maglia, perché non prenda freddo, allo stare vicino a qualcuno, fino al gioco che potrebbe in qualche modo danneggiarlo.
Quando una mamma è iper_protettiva, allora il suo piccolo cresce come una pianta imbragata in diversi paletti di legno, all’apparenza funzionali, perché messi per tenerlo ben dritto, mentre nella realtà rendono l’alberello sacrificato e quindi meno libero nella spinta evolutiva, nel suo rigoglio d’Anima.
L’Anima incontra dei paletti educativi, quindi viene tenuta più frenata; ha uno spazio espansivo più costretto e così il piccolo, a livello umano, cresce di conseguenza più timido, meno deciso, meno sicuro e più introverso nelle relazioni.
A volte fatica a stare con i suoi pari e preferisce gli adulti.
Altre preferisce stare da solo.
Altre ancora è molto legato alla sua mamma, perché avvolto dalle paure della mamma, si sente sicuro solo al suo fianco.
Lei entra in ansia se lui si discosta o contravviene certe linee di demarcazione e lui, che desidera rassicurarla, rimane a vista per non deluderla, non crearle dispiacere, non farsi riprendere.
L’Anima calata in una dimensione densa e staccata dalla sua origine divina, deve riappropriarsi del “senso del suo Sé”, quindi essere serena, fiduciosa, conoscersi, amarsi e apprezzarsi.
Sapere che lei, in quanto Anima vale, vale anche se ha scelto di fare esperienza in una terza dimensione, e quindi deve avere la matematica certezza che il suo operato sarà creativo, utile e positivo,
mai devastante.
Ma perché questo accada deve fare “esperienza di Sé” imparando il senso dell’Essere e quindi del suo potere.
Quell’Anima, in un corpo che riceve un sacco di richiami come: ”Sta attento!”, “Occhio che ti fai male!”, “Guarda che cadi!”, “Se sudi poi ti viene la febbre!”, “Te lo dico sempre, ma non capisci!”, “Mi fai paura!” non impara il senso di sé, ma bensì la sfiducia, la paura, l’insicurezza e l’intensa ertezza di essere una sorta di vandalo che dove va fa danno.
Quindi? Quindi rimane come l’alberello, schiacciato in mezzo ai paletti di sostegno.
Ma come si può manifestare questa iper-protezione?
In cento modi.
Si manifesta quando ci si preoccupa perché alla scuola materna devono andare in una fattoria didattica e una volta lasciato il pullman, all’inizio dello sterrato, i ” bambini” dovranno fare 500 m. a piedi.
Che tipo di preoccupazione è?
Una preoccupazione legata alla paura che i piccoli si stanchino troppo, che ci sia la salita, che sudino, che stiano sotto al sole e tanto altro.
Wowww.
Eppure i bambini hanno pochi anni, gambette ben salde e un carburante simile a quello delle pile duracel, ma l’Anima insicura della mamma, non ci crede e vuole evitare loro la cosa più bella al mondo: usarle bene, a lungo e con gioia.
Un altro esempio classico è il temere che facciano fatica e quindi il farla o il volerla fare al loro posto.
E’ in seguito a questo “fenomeno”, che vedi mamme, all’uscita o all’ingresso delle varie scuole, seppellite sotto gli zaini, oppure per strada o al parco, che trascinano le biciclette dei tre figli per tutto il percorso ciclopedonale, per un qualche motivo recondito e chiaro solo a loro.
La stessa cosa accade sui banchi di scuola, quando a certe mamme dispiace che i figli stiano tante ore a scuola, nonostante loro abbiano scelto il rientro pomeridiano, oppure che i ragazzi abbiano tanti compiti.
I motivi per tirare il freno a mano di un figlio sono tanti e spesso stratificati.
Si iscrive un figlio al corso di pallavolo, lui s’infervora e poi, al parco lo si richiama in continuazione perché gioca e fa squadra e allora la mamma viene sopraffatta dall’ansia che quello sport lo assorba troppo o che sia troppo intenso per lui, perché suda e salta.
E’ così, che Noi mamme, sappiamo chiudere in gabbia i nostri figli, tagliando le loro alette con tutta una lunga serie di limiti e divieti, che loro, Anime ben dotate anche a livello fisico, di per sé non hanno.
I figli valgono e hanno tutto in regola!
La natura li ha fatti nascere, quindi ha dato il suo ok, proprio come lo ha dato per il gattino, che altrimenti sarebbe stato abortito o per qualunque altra forma di vita.
I piccoli, i ragazzi, i giovani valgono!
Sono Anime a pieno titolo e siamo noi che abbiamo l’arroganza di considerarli e di riconoscerli sempre come fragili, bisognosi di tutto e quindi di poco valore.
Temiamo sovente che non ce la facciano, che si stressino, che si sciupino, come fossero copertine di seta.
L’atteggiamento che ci fa dire: “Oh, poverino….!”, è devastante.
E’ una forma di compatimento che impedisce al figlio di affrontare le cose con tutta la sua energia, la sua iniziativa e la sua creatività.
E’ un vero e proprio dramma, perché poi il figlio si identifica con i limiti che noi gli poniamo.
Questo spiega perché a volte, a quarant’anni sono ancora dipendenti dal ceppo d’origine.
Vuoi la dimostrazione?
Eccola!
“Giornata dello Sport.”.
Gara a staffetta. Una mamma si sgola nel ripetere al figlio:
“Ti raccomando, non correre che poi sudi e ti viene la tosse”
Ma perché l’hai portato, se deve correre, ma senza correre?
Questi sono a volte i nostri paradossi.
I limiti che tu dai a tuo figlio nella realtà materiale, si riflettono e si ribaltano anche sul piano eterico, dove tutte le disarmonie insolute permangono e creano una sorta di catena, magari dorata, ma sempre catena è, che lo rende dipendente da te.
Credo ti sia capitato di osservare mamme che si lamentano dei figli che aspettano sempre l’imbeccata materna o paterna; se li osservi, con attenzione, ti accorgi che in fondo in loro esiste una sorta di piacere nel sentire e nel vivere questa “dipendenza”, che spazia dal farsi servire a tavola, al farsi accompagnare a scuola o al farsi rimboccare ancora le coperte e 10 anni, ogni sera.
In fondo, vedere che lui ha sempre e ancora bisogno di te, interrompe il fluire del tempo, lo mantiene un cucciolo e ti fa sentire amato.
Sei per lui, “indispensabile” più dell’aria e questo soddisfa tanto l’ego, il tuo ego, ma distrugge tuo figlio.
Se lui cresce, tu, ancorato alle scansioni temporali della dimensione pesante, di terza dimensione, secondo quanto si sostiene, tu invecchi e questo non ti piace.
Se il piccolo cresce poi fa da solo e questo ti fa sentire “inutile”.
Se il tuo bimbo cresce, devi fare i conti con i vuoti “affettivi”, magari di coppia.
Se lui esce dal nido, tu perdi ogni ruolo, avresti una crisi da “sindrome di nido vuoto”, ed è così che gli tarpi le ali per “contare”, per mantenerlo in fasce, per bloccare il suo entusiasmo e il suo creativo slancio vitale.
E’ così, che vita dopo vita, incarnazione dopo incarnazione, si creano legami karmici, si creano dipendenze impossibili, si agisce in modo da tessere una sorta di “dipendenza” che sono solo legami energetici senza fondo e in perfetta sintonia con le dinamiche disfunzionali del terzo mondo, quelle care alla terza dimensione.
Ecco perché ora ci sono veli a dividerci dal nostro Sé, dalle nostre Maestrie dalla nostra Essenza e un sacco d’insoluti e nodi da sciogliere, per alzare le frequenze.
Creiamo il peggio per loro e per noi e ce lo tramandiamo, come sistema educativo, di generazione in generazione, aggiungendo la ditta di famiglia, la casa vicina alla tua e tanto altro.
Si attua una sorta di “abuso animico”, prima ancora che terreno; è un volerlo al guinzaglio per stare bene noi, e così distruggiamo la sua pace e prima ancora la nostra.
I figli sono Vita e hanno tutte le risorse, le energie, le carte in regola, per affrontare ogni cosa.
L’unico reale pericolo sei Tu, quando non gli lasci spazio, quando lo critichi, quando lo porti a una competizione e lo inviti a non correre!
I Figli non ci appartengono!
Ogni nato deve imparare a mettersi in gioco, deve scoprire cosa gli hanno messo nello zaino prima di spedirlo qui o meglio prima che si dimenticasse cosa lui e le sue Guide lassù, “insieme”, hanno scelto e riposto con cura dentro quella valigia, indispensabile per la sua Vita.
Se cade ha le gambe per rialzarsi.
Se picchia il sedere, la prossima volta cercherà di evitarlo e saprà come fare.
E’ così, che corsa dopo corsa, vittoria dopo vittoria o sconfitta dopo sconfitta, questo ragazzo toglierà dal suo zaino o dalla sua valigia, tutto il suo necessario e combatte combatterà e vive, ama, gioca e si diverte e si divertirà.
La difficoltà gli permette solo di “esprimere” la sua Essenza e lo educa alla resilienza, all’arte del saper gestire anche i momenti di fatica, le negatività o i possibili scivoloni.
Un figlio che non lasci libero di esprimere nella sua Libertà animica, prima ancora che fisica, se viene preso e rinchiuso in casa per qualche settimana sclera ed è disposto a tutto pur di riprendersi quella libertà che crede dipenda dagli altri e trova “normale” che gli venga restituita se fa il bravo, se si comporta come gli viene chiesto, proprio come accade nelle relazioni genitoriali.
E’ tempo che si sciolgano i nodi e che i figli vengano restituiti al loro destino, perché appartengono al Divino non a noi, che si siamo solo fatti tramite per la loro venuta in scena.
Lo so, può sembrare anomalo quello che dico, ma se esci dalla normalità telecomandata di questa dimensione, ti accorgi che farlo correre oggi al parco, può renderlo un’Anima meravigliosa, sia nell’oggi, che nel domani.
I numerosi bambini cristallo e arcobaleno che nascono per creare il nuovo mondo, non sono qui per soddisfare la nostra sete
“di attenzione e di affetto”; essi hanno valige stracolme di doni, abilità e competenze perché sono i detentori di un nuovo sapere, delle verità nascoste e all’apparenza perdute e quindi devono essere messi nella condizione di potere usare tutto ciò che rappresenta appieno la loro Essenza, e per esprimerla, devono esercitare la loro Libertà “interiore”.
Pensaci! Pensiamoci!😉😉
Om Shanti! Ti
Sei libero di copiarlo su un altro sito/blog, però per correttezza lascia questa dicitura incluso il collegamento cliccabile a www.sottounarcobalenodiluce.com



Buongiorno cara Ti voglio semplicemente ringraziarti con tutto il cuore per questi importanti messaggi che ci riporti con grande cura e Amorevolezza grazie grazie grazie ti sono sempre moooolto grato un abbraccio grande di Luce 🌈☀️ cara Anima 🙏💙 💚💜❤️🧡💛🤍
Onorata, ti abbraccio con Gioia.
Om Shanti!!!
Ogni volta che sento parlare di bambini cristallo penso a mia nipote…ha degli occhi che sembrano appunto cristallo, sono un ghiaccio profondo…e ne vedo tantissimi, ormai i cuccioli nascono solo con gli occhi celesti! Non capisco perchè però perchè abbia scelto una coppia di genitori cosi problematica e densa negativamente…hai scritto che hanno bisogno di esprimere la loro essenza e mi viene da pensare che lo abbia fatto appunto per poter sperimentare questa dimensione senza guide salde al fianco, solo lei e il suo percorso….o che sia lei ad aiutare la madre e il padre? Prego comunque per la sua anima.
Grazie Ti, un abbraccio con tutto il cuore!! 😊❤️
Ciaoo Mizio!
Ogni scelta è Animica, quindi fa parte di un percorso individuale. Da quanto avverto Tu hai colto 2 dei tre motivi per cui lei è qui.
Quando puoi mandale un pensiero d’Amore e di Luce e chiedi al cielo che il suo “percorso sia!”
Accarezzala anche con il pensiero, lei sente e sentirà e ne trarrà forza e coraggio.
Lo so! Come sempre le decisioni altrui, ci possono apparire strane e opinabili, apparire ed essere distanti da noi e dal nostro vivere, ma tutto ha un senso e visto che in genere noi viviamo gomito a gomito con un’Anima, che si chiami Alberto o Serafina, di cui sappiamo solo le gesta odierne e spesso nemmeno quelle, non capiamo, ma c’è un motivo e molto preciso, magari legato a chissà quante incarnazioni fa o al vissuto degli avi, meglio delle ave, e della famiglia, in cui l’Anima, in un corpo ora piccolo, ha scelto di “Essere” e di vivere…
Om Shanti!!!!
Buon cammino al suo fianco!!!
Ooo ciao Ti commuovente articolo! Ti sono grata e mi ha commosso tanto il commento di Mizio che ringrazio tanto e mando un pensiero Luminoso e amorevole alla sua dolce nipote
grazie di Cuore!
Grazie Ti davvero per la chiarezza e dolcezza immensa delle tue parole che portano sempre tantissima Luce!
Anche se solo ora, alla mia età super adulta più di trentenne… ho notato e appurato, in base alla mia situazione passata e odierna, che non mi è possibile proprio aiutare o anche scuotere certe situazioni familiari in essere, portare Luce ai ciechi e ai sordi non è possibile. E la negatività rimane. L’unica è farmi forza e coraggio, mano per mano con il Cielo ed andarmene a giusta distanza. Volo e salto in terra sconosciuta che tra poco sento che andrò. Seguo il sogno che mi porta il Cuore. Seguo il suo flusso, mi lascio trasportare ciecamente dal mio Centro D’Anima.
Lascio tutti e parto, appena sento il momento, bloccando pensieri e preoccupazioni, all’avventura accompagnata dal Mio Angelo Custode.
Genitori avvisati, rimango in accoglienza amorevole, ma le reazioni loro non mi competono e viaaaaa liberaaaa andare!
Senso di Vuoto? Si! Libertà siiiiiii Chissà che qualcosina anche piccola migliori dando l’esempio di Autonomia e Coraggio.
Non voglio più dipendenza da niente e nessuno! Più!
E che il mio albero Genealogico si possa risanare🙏🏻🤍✨
Scusami Ti… se sono uscita fuori tema… anche ora… sento il bisogno di condividere con te e voi Anime di Luce.
Ti abbraccio con grande affetto ✨💛✨ e mando un abbraccio anche a tutte voi anime Sorelle meravigliose🤍🤍🤍🤍🌈
Che il cielo ti accompagni, dolcissima Valentina!
Esci dallo Spazio e Tempo di certe concezioni, che ti fanno dire alla mia età, come se avessi 400 anni, anche perché l’Anima si offende.
E se avessi 12.000 e non lo sai?
Pensa come potrebbe allora sentire l’Anima, mentre pronunci che 30 anni o poco più, sono “tanti”.
Che la tua Luce si espanda!
Om Shanti!
Onorata per questa tua importante con_divisione con Tutti noi!
Grazie di Cuore Ti grazie davvero tanto!!!!!
Mi sento alleggerita grazie grazie grazie infinite
Un abbraccio dolcissimo❤
Om Shanti!