Parola d’ordine: rallentare.

Che tipo di persona sei?
Pazientemente paziente o impaziente?
Quando una cosa non accade come tu te l’eri programmato o immaginato, come reagisci? Fulmini e saette o riprogrammazione paziente del “caso”?
Siamo dei vortici, immediati e reattivi come schegge ed i nostri figli lo sono più di noi, perché riflettono il clima che respirano ed assimilano, adattandolo alle loro “nuove” potenzialità umane.
Sono “una nuova generazione” celeste, prima che umana.
Eh sì, perché tuo figlio oggi nasce, con una marcia in più, con abilità e potenzialità nuove, perché deve crescere, vivere e soprattutto interagire con un contesto che richiede molti cambiamenti e varie inversioni di rotta.
Lui deve avere le idee chiare e amare ciò che lo circonda per sanarlo e salvarlo.
Qual è il guaio?
Che se lo diseduchi e lo riprogrammi, secondo le dinamiche odierne, lo distruggi e fai di lui un Attila del nuovo ciclo umano.
Ci vuole una marcia in più e la fretta, la reazione immediata non possono più essere le nostre fedeli compagne e quelle dei nostri figli.
Basta urla disumane per un parcheggio mancato.
Basta non saper aspettare i tempi di reazione della persona in prima fila al semaforo di turno.
Basta incitazioni inaudite durante la partita di tuo figlio, contro il compagno più lento, che ha mancato un goal.
Basta brontolare contro l’impiegato di turno, perché il terminale funziona a rilento e tu imputi la colpa a lui.
Basta!

E’ una questione di rispetto della persona che hai di fronte, dei suoi ritmi, dei suoi pensieri e dei suoi modi, diversi dai tuoi.
Basta!!
Quelle che ho menzionato, sono alcune delle situazioni che viviamo costantemente, pochi esempi, ma fruttuosi, che dipingono ed immortalano questa nostra abitudine alla velocità, un’abitudine che nuoce gravemente non solo alla nostra salute, ma alle stesse relazioni umane.
L’impazienza ci porta al poco rispetto.
L’impazienza è la reazione immediata, incontrollata ad un qualcosa che non desideriamo sentire, vivere, sperimentare, mentre la pazienza è la risposta attenta, ponderata, amorevole e quindi accogliente, data alla medesima realtà.
Reazione o risposta dipendono da noi.
Reazione o risposta sono e fanno la differenza, sia a livello emotivo, che relazionale.
Vivi di corsa, dando ed esigendo tutto, subito.
Non respiri e non lasci respirare, per cui poi ti iscrivi al corso di Yoga o di meditazione, per cercare di recuperare quell’ossigeno vitale che ti sta venendo a mancare e che togli anche al resto del mondo, con cui entri in relazione, ti connetti.
Non sai, non sei più abituato ad aspettare, quindi diventi impazienti in maniera incontrollata, subito.
Il problema?
Che questa modalità ti disconnette sempre più dalla calma amorevole del Padre celeste e non ti consente alcuna evoluzione spirituale.
Non sai più aspettare e non ti accorgi che è proprio questa la capacità indispensabile contro lo stress e uno dei pochi ingredienti, se non forse l’unico, necessario per essere in pace con se stessi ed il mondo, quindi per essere felici.
Fermati!!
Respira!
Se ti accorgi che schizzi sempre come fossi una molla, ogni volta che ti succede qualcosa, anziché innescare queste reazioni a catena, inaudite, nelle quali sia dire e dare il peggio di te, impara a contare.
Conta mentalmente fino a 10, 100 o, se serve, 1000, ma fermati.
Pensa a qualcosa di bello
, che ami e che ti piace.
Respira.
Controlla la tua impulsività. Non sei un atomo impazzito.
Hai bisogno di prendere fiato e tempo.
Impara a fare una cernita tra il necessario ed il superfluo.
Sforbicia i tuoi infiniti “doveri”.
Elimina molti degli impegni non indispensabili.
Ritrova il tempo per te e per le persone e le iniziative che ami.

Ogni mattino scendi dal letto come fossi un ciclista impazzito, convinto di dover competere con il tempo e non ti sei ancora accorto che il tempo c’è e si lascia raggiungere, da chi vive il qui ed ora, da chi lo osserva, lo vive e lo gusta in ogni suo istante.
Abbandona quindi la tua bicicletta e la modalità che ti conduce solo sulla via dello “sto schizzato”, “sono perennemente irritato, come il mio colon, per chi non lo avesse ancora capito sono sempre irritabile ed impaziente e parecchio stressato.”
Rallenta in tutto, per gustare ogni cosa, come faresti se fossi seduto sopra un treno, intento a guardare fuori dal finestrino. Conceditelo.
Osserva di più.
Sappi rallentare per cogliere l’attimo e gustarlo.
Dai tempo e spazio ad ogni cosa che ti fa stare bene.
Quando cucini, per esempio, o quando mangi, fallo con lentezza, con presenza, scegliendo con cura gli ingredienti; a tavola mastica, lentamente, assaporando ogni boccone, come fossi uno chef.
Rallentare, prendersi il tempo, assaporare e gustare ti offrono notevoli benefici, che nutrono il tuo corpo ed anche il tuo spirito.
Lo so, perché in mensa devo mangiare in tempi record, per custodire e vigilare i miei pargoli, come li chiamo io, è consuetudine, ma quando puoi, proprio come sono solita fare io, rallenta e regalati la gioia ed il diritto di non correre.
Segna tu il tuo ritmo ed il tuo tempo.
Fai un’attività fisica insolita.
Sdraiati, siediti e seduto, in maniera consapevolmente serena, stacca la spina e ascolta.
Ascolta il tuo respiro.
Ascolta il rumore della pioggia, che batte sul tetto.
Ascolta il respiro del tuo cane.
Impara questo nuovo esercizio, utilissimo per la tua salute sia mentale, che fisica.
Elimina tutte, ma proprio tutte le attività non necessarie.
Fai un elenco scritto di ciò che fai attualmente e con un bel indelebile, cancella tutto ciò che, se ci pensi bene, è superfluo e non necessario. Ristabilisci le giuste priorità!
Ce la fai a fare questo tipo di ginnastica da camera o schizzi entro due millesimi di secondo?
Sembra facile, lo so, ma è quasi impossibile, per noi uomini schizzati ed iperattivi.
Più sei contaminato dalla fretta, più questo esercizio ti pare una stupidaggine, anche se non lo è.
Anche solo 7 minuti senza essere operoso, come l’ape Maia.
Ce la fai?
O hai crisi di “astinenza” motoria?
Ti serve anche per imparare di nuovo a “delegare”.
Delegare all’Universo, cioè lasciare che le cose facciano e seguano il loro corso, senza la voglia matta di forzarle, di stravolgerle.
Delegare anche agli altri, senza avere sempre la presunzione del tutto subito e solo come lo fai tu.
Bravo me!!!
Così ti “rieduchi” al saper attendere, al saper stare fermo anche quando la risposta o i risultati non ci sono ancora o tu non li vedi o sai vedere.
Un aspetto infatti particolare è proprio quello che, sovente, sei tu, nella tua frenesia a non notare ciò che ti viene realmente detto o inviato dagli eventi.
Travisare, leggere male una risposta o non cogliere il proprio obiettivo sono dietro l’angolo, se ti muovi sempre in maniera convulsa, quasi disordinata.
Non ti è mai successo di leggere un sms e di capire una cosa per un’altra?
Perché?
E’ la fretta che ti frega.
Non c’è nulla che non vada per il tuo meglio e non accade mai che l’Universo non ti risponda, solo che, tu, nel tuo marasma esistenziale, non cogli, non comprendi, travisi e così pretendi di gestire, a modo tuo, ogni cosa.
Ogni cosa necessita del suo tempo, soprattutto se si tratta di un qualcosa di unico ed importante; ogni evento si presenta a te, quando tu sei pronto a riceverlo, quindi mettici il tuo impegno e la tua santa pazienza, perché arrivi e al meglio.
Se tu togliessi un bimbo dal grembo della mamma a sei mesi, quante probabilità avrebbe di essere autonomo, vivo e vitale?
Ogni cosa ha bisogno del suo tempo per crescere, sviluppare ed essere il meglio di ciò che deve essere.
Basta velocizzare e vivere nel brivido perenne della velocità.
Rallenta e vivi ogni attimo come fosse l’ultimo.
Lentamente e amorevolmente
ti

Questo articolo è stato amorevolmente scritto da Ti degli Arcangeli (l'autrice dei 2 libri Le Preghiere Arcobaleno dagli Arcangeli e La Via della Luce. Testi guida dell’Arcangelo Uriele ) con canalizzazione di un Arcangelo specifico oppure facendosi ispirare da Arcangeli e Angeli.
Sei libero di copiarlo su un altro sito/blog, però per correttezza lascia questa dicitura incluso il collegamento cliccabile a www.sottounarcobalenodiluce.com

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