Paura, istruzioni per l’uso

Sob!!
Oggi apriamo una parentesi abbastanza particolare e a volte estremamente complessa sulla paura.
Sappiamo che ne esistono tantissime variabili e spesso lo stesso identico tipo di paura, ingenera comunque sensazioni, reazioni e vissuti diversissimi ed estremamente soggettivi, a seconda di chi li vive…
Prima di tutto cerchiamo di chiarire cos’è la paura …
E’ un’emozione negativa,  che proviamo di fronte a qualcosa che crediamo e pensiamo possa rappresentare per noi una minaccia.
Sono due le nostre principali paure: quella di amare e quella di morire, che spesso compare quando siamo ancora piccoli.
Paura ed ansia sono spessissimo compagne di viaggio e a volte sono talmente simili da faticare a separarle e distinguerle.
Oggi mettiamo a fuoco l’argomento odierno, iniziando con il passare una lente di ingrandimento dentro di noi, per vedere di scorgere le nostre paure.
Solitamente, se ci stiamo muovendo bene, dovremmo iniziare a sentire anche la vocina che cerca di sdrammatizzare e sostenerle, dando loro un valore inferiore a quello solito, … quando imperversano nelle nostre giornate ed affari quotidiani …
Aiutiamoci allora con alcune domande, per capire meglio con che cosa abbiamo a che fare e poter poi mettere in pratica il metodo che proporrò, semplice e divertente, che dovrebbe funzionare per tutte le occasioni …

Quadernetto alla mano, cerchiamo una risposta, una o più definizioni … ( Vi consiglio di procurarvi un piccolo quaderno sul quale riportare queste domande e le vostre risposte …
Aiuta nel processo di ascolto, conoscenza, superamento e rinascita …)

  • Per me la paura é … e nasce quando …
  • Dipende spesso da …
  • Le mie paure sono … e dipendono da …
    Già, da cosa dipende la paura???

Dopo che ci siamo detti  che è un’emozione, è importante capire che non dipende mai da pericoli reali, o molto raramente, perchè in genere è legata a quello che noi reputiamo un pericolo, avvertiamo come tale o pensiamo lo sia …, quindi  solo da quello che noi pensiamo …
Se per esempio abbiamo paura dei ragni, se ne vediamo uno potremmo urlare, paralizzarci, metterci a correre oppure bloccarci.
Questa reazione  ci può cogliere sia davanti ad un ragno piccolo, che ad uno grande, sia ad un esemplare velenoso, che innocuo, così come di fronte ad un cane potremmo, se di un certo tipo,  provare paura, mentre per un’altra razza no.
Se ci dicessero che dentro una scatola  è stato chiuso un serpente velenoso, avremmo sicuramente paura ad aprirla, mentre magari dentro c’è sì un esemplare di serpente velenoso, ma di gomma.
Questo è fondamentale: abbiamo paura se consideriamo pericolose le cose che dobbiamo che abbiamo di fronte e/o che dobbiamo affrontare.
Un bambino piccolo, che non ha mai visto uno scorpione, potrebbe prenderlo per la coda, se non sa che è pericoloso.
La paura è un’emozione e deriva non dal pericolo che corriamo, ma dalla nostra ferma convinzione che si tratti di un qualcosa di pericoloso …
Se abbiamo un po’ di autostima e ci crediamo, la nostra paura è inversamente proporzionale, perché noi, grazie a lei, ci riteniamo capaci di affrontare e superare qualcosa …
Così potremmo avere paura di cose che non possono assolutamente farci male e non averne di altre che, invece, potrebbero essere per noi parecchio dolorose.
La paura la proviamo se pensiamo di essere di fronte a una minaccia capace di farci del male.
Fermiamoci un attimo, osservando con attenzione il prossimo video, dura pochi minuti, durante i quali veniamo spinti a pensare …, a riflettere …

A parte la battuta sui vegani, che qualcuno potrebbe trovare un po’ particolare, ma nel contesto ci sta, … chiaro no???
Siamo noi a creare la paura, non sono i ragni, le persone, i poliziotti, la carta di credito alla cassa, gli incendi …
Sono i nostri pensieri.
Questa consapevolezza è ciò che fa davvero la differenza.
Allora, come possiamo affrontarle?

1. Identificare la paura

Cosa mi spaventa.
Di cosa abbiamo paura, esattamente?
Ognuno di noi ha le sue paure …
C’è chi ha paura dei cani, chi del fisco, chi della giustizia, chi di un nuovo amore, chi dei serpenti, chi di un esame o di un test, chi ha paura di dire la verità, chi di parlare in pubblico o di prendere l’aereo, o magari chi ha paura delle persone di un altro Paese, di un’altra cultura.
Sono tutte paure generiche e fino a quando restano così vaghe  è impossibile affrontarle e vincerle.
Dobbiamo identificare  bene che cosa ed  in modo particolare, ci spaventa.
Per esempio …
Se abbiamo paura a prendere l’ascensore, dobbiamo capire cosa ci spaventa in particolare.
Che possa precipitare?
Di rimanere chiusi dentro?
Di non essere soccorsi per tempo?
Di provare claustrofobia?
Oppure, se abbiamo paura di un esame, cosa ci spaventa di preciso?
Qualche domanda, un argomento specifico, il professore, la materia in sé?
Se abbiamo paura di uno straniero, cosa ci spaventa esattamente?
La sua lingua che non capiamo, l’aspetto fisico, la sua cultura, la sua provenienza o la sua condizione economica?
E’ IMPORTANTISSIMO cercare di capire cosa, di preciso, ci crea paura, perché c’è sempre qualcosa di particolare, di specifico, che ci spaventa e dobbiamo poter cogliere di cosa si tratti …, scoprire cos’è.

Cosa ci spaventa esattamente di questa situazione?
Cosa dovrebbe accadere per non avere più paura?
Non avrei più paura se…
Abbiamo sempre paura o ci sono situazioni in cui non la sentiamo? Se sì, quali sono?
La paura aumenta in certe situazioni, così come con certi stati d’animo particolari? Quali?

Se scriviamo sul nostro quaderno magico, sicuramente riusciamo a inquadrare la nostra paura e a superarla.
Più siamo attenti e precisi,  più sarà facile vincere questa paura.

2. Identificare il problema

Dove sta il problema: perché queste cose ci spaventano?

Di solito abbiamo paura se valutiamo che qualcosa possa farci del male.
Questo vale sia in senso fisico, come una persona, il morso di un cane o di un serpente, ma soprattutto in senso psicologico come una violenza, una delusione, la sofferenza o il dolore.
Cosa temiamo che ci succeda di negativo?
Oppure quale obiettivo che desideriamo raggiungere potrebbe sfuggirci a causa della situazione che ci spaventa?
Una volta capito cosa ci fa paura, dobbiamo capirne anche la ragione.
Perché???
Ricordiamoci che dipende tutto da cosa pensiamo e spesso dai nostri valori, dalle nostre credenze e vissuti.
Io potrei considerare una minaccia l’atteggiamento di un amico, mentre a un’altra persona potrebbe non importare nulla o non ritenerla pericolosa, assolutamente.
Così c’è chi reputa un esame andato male un fallimento insopportabile, mentre qualcun altro non ci resta neppure troppo male.
Ognuno di noi ha i suoi obiettivi  e gli da un diverso valore, anche se magari sono comuni ad altre persone …
In genere di fondo dietro l’insorgere della paura c’è un legame preferenziale con qualcosa o qualcuno che poi temiamo si spezzi, valutiamo o crediamo di  perdere o se si tratta di un obiettivo di non raggiungerlo …
Proviamo a scrivere ora qual è o quali sono i nostri problemi; cosa vorremmo ottenere ma abbiamo il timore di non essere in grado, oppure cosa temiamo di perdere …
Antidoti che ci vengono in mente???

3. Se ora, dopo aver riflettuto abbiamo un po’ inquadrato la situazione, possiamo agire in due modi differenti.
Come?
Per esempio giocare d’anticipo sulla situazione che ci spaventa e fare il possibile per prevenirla.
Paura di un esame?
Studiare nel modo migliore  per  essere più sicuri di poter rispondere, di farcela.
Paura dell’ascensore?
Usare le scale o salire con qualcuno di simpatico che non ci faccia pensare durante la salita o la discesa…
E i cani, i ragni …?
Evitare le case ed i luoghi dove ne possiamo trovare, i luoghi dove girano indisturbati sia gli uni che gli altri …
Ok, questo ce lo diciamo a proposito delle situazioni ipotetiche, ma se si tratta di un qualcosa che veramente potrebbe accadere con maggiore frequenza?
Il miglior modo per affrontare una paura, specialmente se si tratta di qualcosa che potrebbe verificarsi, è giocare d’anticipo, perché se sappiamo prevenire ci sentiamo più tranquilli, più padroni della situazione, più sicuri e quindi più capaci di dare uno spazio più limitato o addirittura proprio di negarglielo nella nostra mente.
Proviamo paura quando  consideriamo dannoso qualcosa, ma se sappiamo come evitarlo, la paura scompare.
Il secondo aspetto è quello della conoscenza .
Conoscendoci e conoscendo ciò che ci spaventa
possiamo lavorare al meglio e vincere più facilmente, perché abbiamo più paura di quello che conosciamo poco, quindi anche sapere ha la sua importanza nel processo di guarigione dai timori …
Pensiamo ad un vigile del fuoco.
Per forza di cosa sarà nato senza la paura del fuoco??
Mmmm… ci sono cose che ci appartengono da un certo momento della nostra esistenza …., quindi una fiamma, un fornello, un rinforzo verbale saranno sicuramente appartenuti anche alla sua storia, mettendolo in guardia dal fuoco …
Ma com’è che lui ha scelto allora di lavorare proprio con il fuoco???
Forse perché più  conosci le tue paure, più sviluppi le capacità necessarie a prevenirle e affrontarle, quindi alla fine più saprai gestirle con una certa scioltezza, quindi non per forza il nostro pompiere è esente da questa paura …
Lui non ha paura di un incendio perché sa cosa fare e sa di poterlo dominare, conosce molte più cose di noi e quindi ci lavora con minor “fastidio emotivo”.
La conoscenza è il principale nemico della paura e parlarne, condividere fa solo bene e ci consente di vedere ciò che magari presi dallo sgomento e dall’ansia non riuscivamo a cogliere …
Pensiamo alla paura dandole un corpo, come fosse un avversario che dobbiamo conoscere per affrontare al meglio, per crearci tutte le modalità utili a superare le varie occasioni ed  imparare a gestirle.
L’esperienza positiva, di situazioni in cui riusciamo a gestire quello che ci spaventa, ha un’efficacia enorme sulla paura, perché agisce sulla nostra autostima, la quale ha un ruolo chiave, ci supporta nell’idea di poter gestire qualsiasi situazione, perché sappiamo di averne le capacità e ci fidiamo di noi e  meno abbiamo paura.
Se abbiamo una soluzione, se sappiamo come evitare un danno o come ottenere quello che vogliamo nonostante un problema, non abbiamo più paura.
Quando certe emozioni compaiono viene il momento di fermarci e fare questi passaggi per evitargli  che si impadroniscano lentamente di noi e delle nostre giornate, inquadrandole, conoscendole, prevenendole, cioè tirando fuori più soluzioni possibili, stabilendo cosa fare e come, creando un vero e proprio programma.

4. Avere sempre pronto un piano di riserva

Una leggenda attribuita a Giulio Cesare racconta che volendo conquistare la Gran Bretagna, così ben difesa e protetta dalla natura stessa delle sue coste e dalla posizione geografica, oltre che dagli abitanti, fece sbarcare i suoi soldati e poi incendiò le sue navi, urlando ai suoi soldati:
” SE VOLETE LASCIARE QUEST’ISOLA AVETE SOLO DUE MODI: MORIRE O CONQUISTARLA!”
La storia ci racconta che la conquistarono …
C’è chi dice che avere il piano B, ci indebolisca, ci renda meno presenti agli eventi, meno reattivi; in realtà visto che spesso l’imprevisto crea veramente ulteriori difficoltà a molte persone, vale la pena pensare a tutte le situazioni, soprattutto per chi tra noi è meno frizzante di altri.
Ricordiamoci poi che la paura sta nella nostra mente, spessissimo non è un qualcosa di reale, e non lo sarà fino a quando non accadrà, quindi sempre scongiurabile …
Il piano B deve aiutarci a tollerare, convivere e ottenere il massimo anche se non ci è stato possibile risolvere tutti i problemi che abbiamo affrontato.
Non dimentichiamoci poi di non riservare solo la nostra attenzione ed energia al problema in sè, ma di allevare e nutrire la nostra esistenza di emozioni positive, di sane risate, di felicità, di voglia di amare e  di fiducia …
La felicità non si misura sulla quantità di problemi che abbiamo, ma sul come riusciamo a viverli con gioia, nonostante sia difficile, impegnativo, come dico io …

La paura ci rende prigionieri e questo significa non scorgere mai il sole che sorge ogni giorno e non saper cantare dentro, anche quando fuori il vento sferza …
Siamo unici e molto più forti e temprati di quanto crediamo …
Qualcuno potrebbe pensare che vivere con il supporto angelico significhi non conoscere, non sperimentare, non appartenere a certe realtà …
Non è così!
Non esiste atleta né GUERRIERO che possano esimersi dall’ ALLENARSI ; anche se la vita li ha dotati di una marcia in più, la loro vita è impegno, sacrificio, dedizione, fatica e prove …
Più sei forte dentro e più la Vita ti testa e ti forgia come una spada, la migliore che Dio possa avere quaggiù per combattere e vincere …, anche contro le paure, quelle di cui puoi parlare e quelle che non puoi condividere e la tua Vittoria sta proprio nel coraggio con cui vivi e combatti ogni istante, ogni ora, … ogni giorno
Pensiamo a quanti tra noi stanno combattendo contro la malattia … e le sue paure …
A chi sperimenta la violenza … l’ingiustizia umana e le paure che le lacerano la pelle …
Pensiamo a tutte le paure che ci hanno aggredito realmente e alle conseguenze … e forse capiremo che il vero coraggio è proprio il raggiungere la capacità di conviverci e nel combatterle sempre, sorridendo e credendo nella gioia, nell’amore, nel positivo malgrado tutto …
Ricordiamoci le parole di Nelson, prigioniero per oltre 20 anni per gli ideali in cui credeva:
“Impavido non è colui che non prova paura, ma “colui che la sa DOMINARE”.
Mettiamoci poi nella condizione di non crearcene di nuove, per esempio smettiamola di “attaccarci a fatti, persone, oggetti” e viviamo con maggior leggerezza e con la vera felicità che viene dal dentro, o dal saper cogliere il respiro vero della vita in ciò che ci circonda, perché più cose ci servono per essere felici, più faremo fatica ad ottenerle e conservarle e allora vivremo come i ricchi che temono sempre i ladri … Non solo.
Più queste cose sono fuori dal nostro controllo, più sarà faticoso averle e mantenerle ogni giorno nella nostra vita.
Potere, successo, relazioni, soldi, salute sono cose che reputiamo indispensabili ma che sfuggono costantemente, chissà perché ….
Le malattie sono un grosso monito, spesso così incontrollabili e imprevedibili, ci rammentano la precarietà di tutto, mentre le relazioni finiscono per un nonnulla, il denaro oggi c’è e domani potrebbe scomparire, assieme al lavoro e al successo.
E allora cosa resta???
La desolazione e le macerie che la paura ha inutilmente prodotto, anticipando spesso lo sfacelo, se abbiamo creduto e vissuto solo nelle paure e nelle emozioni negative …
Queste sono tutte cose che non controlliamo e più ne mettiamo nel nostro elenco, come fossero cose indispensabili per essere felici, più avremo paura, anzi terrore,  prima di non ottenerle,  poi di perderle.
Pensando, secondo la nostra cultura, di non poter essere felici senza, le inseguiamo, lo insegniamo ai nostri figli, lo pretendiamo da noi stessi e da chi pensiamo di amare, lottiamo, combattiamo per averle, spesso finendo per distruggere tutto se è necessario.
La pretesa ci rende sordi, ciechi, rigidi, meno sensibili, meno capaci di amare, quindi più fragili.
Com’è una persona in crisi d’astinenza?
Pensa solo a quello che desidera, a quello che pretende, il resto per lei non conta. Nessun altro conta.
Così, più abbiamo bisogno di qualcosa o qualcuno per essere felici, più è indispensabile e vitale per noi la sua presenza, e più ci comporteremo proprio in questo modo, avendo una paura enorme di perdere quello che abbiamo o non arrivare mai a ciò che desideriamo. Ovviamente il nostro Benessere dipende tutto da noi.
Per questo è importante anche capire cos’è la felicità ed imparare ad esserlo svuotando il nostro lungo elenco.
Chissà perché i grandi Guerrieri di Dio ( San Francesco, Madre Teresa, padre Pio … Nelson Mandela …) vennero nel corso della loro storia personale privati di tutto, forse perché, svuotati, fossero pieni solo del Cielo, della sua Luce, Energia e Amore fossero pronti a tutto e potessero vivere nel qui ed ora senza la paura …

 

 

Con Amore ti***

 

 

Questo articolo è stato amorevolmente scritto da Ti degli Arcangeli (l'autrice dei 2 libri Le Preghiere Arcobaleno dagli Arcangeli e La Via della Luce. Testi guida dell’Arcangelo Uriele ) con canalizzazione di un Arcangelo specifico oppure facendosi ispirare da Arcangeli e Angeli.
Sei libero di copiarlo su un altro sito/blog, però per correttezza lascia questa dicitura incluso il collegamento cliccabile a www.sottounarcobalenodiluce.com

Lascia un tuo commento, sarà visibile a tutti 💜

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

2 commenti

  1. SILLA

    STUPENDO ARTICOLO COME SEMPRE

    • *** ti degli Arcangeli

      Namasté!!!<3 <3

✏️ Scrivi un nuovo commento
css.php