La Leggenda Personale

Essere la Gioia, la Luce, l’Energia che ci appartengono …

Da tempo sto parlando della nostra realizzazione personale e dei compiti che ne fanno parte, in pratica della Nostra Leggenda Personale.
Ma che cos’è nello specifico la Leggenda Personale e da dove sbuca???
Beh, viene utilizzato questo termine nelle pagine dell'”Alchimista”di Paulo Coelho, che sicuramente in tantissimi abbiamo letto,  e dalle quali possiamo oggi trarre validissimi spunti per il nostro percorso volto alla consapevolezza …
Un giovane pastore fa ripetutamente un sogno.
Un giorno, dopo aver chiesto ad una zingara di spiegare il significato di questo “contato ricorrente”, incontra un personaggio particolare che cambierà sicuramente la sua vita e quella di altre persone …
Vi si legge a questo proposito:

“… Sono il re di Salem, gli aveva detto il vecchio.
Perché mai un re parla con un pastore? domandò il ragazzo, pieno di vergogna e di stupore.
Per varie ragioni.
Ma diciamo che la più importante è che tu sei stato capace di realizzare la tua Leggenda Personale.
Il ragazzo non sapeva neppure che cosa fosse la Leggenda Personale.
E’ quello che hai sempre desiderato fare.

Tutti, all’inizio della gioventù, sanno qual è la propria leggenda personale.
In quel periodo della vita tutto è chiaro, tutto è possibile, e gli uomini non hanno paura di sognare e di desiderare tutto quello che vorrebbero veder fare nella vita.

Ma poi, a mano a mano che il tempo passa, una misteriosa forza comincia a tentare di
dimostrare come sia impossibile realizzare la Leggenda Personale.
Le parole del vecchio non avevano molto senso per il ragazzo, che tuttavia voleva sapere quali fossero quelle forze misteriose: la figlia del commerciante sarebbe rimasta a bocca aperta.

Sono le forze che sembrano negative, ma che in realtà ti insegnano a realizzare la tua Leggenda Personale.
Preparano il tuo spirito e la tua volontà.

Perché esiste una grande verità su questo pianeta: chiunque tu sia o qualunque cosa tu faccia, quando desideri una cosa con volontà, è perché questo desiderio è nato nell’anima dell’Universo.
Quella cosa rappresenta la tua missione sulla Terra.
Anche se si tratta soltanto di viaggiare? O di sposare la figlia di un commerciante di tessuti? 

Oppure di cercare un tesoro.
L’Anima del Mondo è alimentata dalla felicità degli uomini.
O dall’infelicità, dall’invidia, dalla gelosia.
Realizzare la propria Leggenda Personale è il solo dovere degli uomini.
Tutto è una sola cosa.
E quando tu desideri qualcosa, tutto l’Universo cospira affinché tu realizzi il tuo desiderio.”

Già stiamo parlando della consapevolezza che ci accompagna dalla nascita e che lentamente smarriamo, quando soffochiamo la spontaneità dello spirito e smettiamo di sognare e di farci guidare dalla “vivacità e dall’immediatezza”, perché veniamo educati e convinti che esista nella nostra realtà, una misteriosa forza, la quale presto si farà avanti e incomincerà  a tentare di dimostrare che non ce la faremo mai.
Nulla possiamo contro di lei e quindi dobbiamo semplicemente arrenderci all’idea che  mai realizzeremo  la nostra Leggenda Personale, quella Leggenda scritta appositamente per noi dall’Universo.
Siamo sfiduciati in partenza e
 abituati a reputare le prove ed i momenti impegnativi, che la vita ci prospetta, solo dal loro lato negativo, mentre in realtà, pur se faticosi, “essi preparano il nostro spirito e la Nostra volontà” al meglio, all’eccellenza.
Chiunque noi siamo o qualunque cosa facciamo, quando desideriamo una cosa con volontà, è perché   questo desiderio è già parte, da tempo dell’Universo e noi lo avvertiamo dentro e siamo chiamati ad attivarci per ottenerlo, semplicemente per realizzarlo.
Pensiamo a quel desiderio fortissimo che ci coglie a proposito del provare, dello sperimentare qualcosa … ( dipingere, fare un viaggio, aprire un’attività …)
Quella cosa rappresenta la nostra missione sulla Terra.
Noi quindi, nella nostra quotidianità, ci muoviamo, semplicemente PER ESSERE, per dare forma al progetto, al consiglio universale.
Nasciamo con questa opportunità e “liberamente” possiamo farla o non farla nostra … ma  questo decreterà poi  la differenza per la nostra felicità o infelicità.
Ogni incontro che facciamo è scritto nelle pagine dell’Universo.
Ma allora, dov’è la libertà?
la libertà sta nelle singole scelte che operiamo, quelle che non paiono sconvolgere le nostre ordinarie giornate, mentre in realtà fanno la differenza.
Proviamo a riflettere su questa cosa.
L’Universo può aver scritto che X è l’uomo per me, e io lo sono per lui, ma il come incrociarlo, quando … e se darsi spazio quello dipende dalle scelte personali di entrambi …
Se tra le varie possibilità per un nostro incontro, fosse stato decretato che potrebbe avvenire nel luogo di lavoro, questo non per forza accadrà, perché uno  dei due, se non entrambi potremmo scegliere un’altra occupazione o una diversa sede lavorativa  e quindi ci precluderemmo, senza saperlo, questa occasione di “ritrovarci”.
Se invece entrambi perseguiamo la propria Leggenda Personale l’incontro avverrà, secondo le modalità dell’Universo.
Tre possibilità ci offre L’Universo, non più di tre …
A volte perdiamo veramente il treno, lasciando andare persone, fatti, eventi, … che ci avrebbero amato e concesso di Essere e di VIVERE nel BENESSERE e questo è drammatico ed accade perché non prestiamo attenzione e non sappiamo leggere i segni inviatici e così ci condanniamo ad una vita mediocre o infelice, semplicemente per scelta, per libero arbitrio …

Si dice ancora …
E’ un libro che parla di qualcosa di cui parlano quasi tutti i libri, proseguì il vecchio.
Dell’incapacità della gente di scegliere il proprio destino.
E conclude facendo in modo che tutti credano alla menzogna più grande del mondo.
Qual è la menzogna più grande del mondo? gli domandò, sorpreso, il ragazzo.
E’ questa: che a un certo momento della nostra esistenza, perdiamo il
controllo della nostra vita, che comincia così a essere regolata dal destino.
E’ questa la menzogna più grande del mondo.
A me non è accaduto, affermò il ragazzo.
Volevano che facessi il prete, ma io ho deciso di fare il pastore.
Meglio così, soggiunse il vecchio.”

A volte rifiutiamo la ricchezza che l’Universo aveva in serbo per noi …
Ecco un chiaro esempio, tratto sempre dall’Alchimista …

“Anche quell’uomo ha sempre avuto, come te,  il desiderio di viaggiare, fin da bambino. Ma
ha preferito comprare quel carrettino e, per anni, guadagnare denaro.
Quando sarà vecchio, trascorrerà un mese in Africa.
Non ha mai capito che esistono certe condizioni per fare ciò che si sogna.
Avrebbe dovuto scegliere di fare il pastore, pensò il ragazzo, proprio come lui …”
“… Ci ha pensato, affermò il vecchio.
Ma i venditori di fiocchi di mais sono più importanti dei pastori.
Hanno una casa, mentre i pastori dormono all’aperto.
E la gente preferisce dare in moglie la propria figlia a loro piuttosto che ai pastori.
Il ragazzo avvertì una stretta al cuore pensando alla figlia del commerciante. Anche nella sua città, probabilmente, c’era un venditore di fiocchi di mais.
Insomma, quello che la gente pensa dei venditori di fiocchi di mais e dei pastori diventa più importante della Leggenda Personale di ciascuno.”

L’opinione che esprimiamo, a proposito di una certa cosa, ci spinge spessissimo a fare scelte che siamo spinti a credere siano oculate e positive, mentre in realtà, il tempo ci dimostrerà, che sono solo l’abnegazione e quindi la distruzione della nostra Leggenda Personale.

“Il vecchio raccontò come, una settimana prima, fosse stato costretto ad apparire a un cercatore di pietre preziose sotto forma di un sasso.
L’uomo aveva abbandonato tutto per andare in cerca di smeraldi.
Per cinque anni aveva lavorato in un fiume e spaccato 999.999 sassi alla ricerca di uno smeraldo.
A quel punto aveva pensato di desistere, quando gli mancava un solo sasso – solo uno – per trovare lo smeraldo.
Ma era un uomo che aveva scommesso sulla propria Leggenda Personale e quindi il vecchio aveva deciso di intervenire.
Si era trasformato in un sasso che era rotolato sul piede di quell’uomo il quale, con la rabbia e la frustrazione dei cinque anni perduti, con un calcio lo aveva scagliato lontano.
Ma lo aveva lanciato con tanta forza che il sasso, sbattendo contro un’altra pietra, si era spaccato, mettendo in mostra lo smeraldo più bello del mondo.
Gli uomini scoprono ben presto la propria ragione di esistere, disse il vecchio con una certa amarezza nello sguardo. Forse è questo il motivo per cui desistono altrettanto presto. Ma il mondo è così.”

Quante occasioni lanciamo lontano …
Soprattutto partendo dall’Amore, dalla nostra realizzazione emotiva, a cui diamo scarsa importanza o comunque un ruolo  secondario …
Noi siamo nati da un gesto d’amore, gli apparteniamo e continuiamo a pensare che si tratti solo di pure e sdolcinate fantasie femminili, ma che ci piaccia o meno sono proprio le diverse sfumature e manifestazioni dell’Amore che danno un senso, calore e colore alla Vita in sé e alle sue manifestazioni quotidiane.
Perfino l’economia e le sue leggi non stanno dando frutti perché mosse da sterili principi lontani dall’Amore e dalla amorevolezza universali e quindi dal rispetto …

“… Il giorno dopo il ragazzo s’incontrò con il vecchio a mezzogiorno.
Aveva con se sei pecore. ( promesse al Re per il suo aiuto)
Sono sorpreso, disse. Il mio amico ha comperato subito le altre pecore. Ha detto che aveva sognato tutta la vita di fare il pastore, e che quello era un buon segno.
E’ sempre così, disse il vecchio. Lo chiamiamo Principio Favorevole.
Se tu giocassi a carte per la prima volta, quasi certamente vinceresti.
E’ la fortuna dei principianti.
E per quale motivo?
Perché la vita vuole che tu viva la tua Leggenda Personale.”

Il Cielo ci guida, cerca di distoglierci dalle nostre elucubrazioni mentali e spingerci a fare il suo cammino, con spontaneità e naturalezza …, offrendoci parecchi “segni particolari” …
I segni sono come inviti, come le briciole o i sassolini di Pollicino, ma noi stentiamo a scovarli e a dare loro il giusto valore, perché sono comunque lontani dal nostro quotidiano e dai nostri codici ordinari…

“Prima che il ragazzo potesse dire qualcosa, una farfalla cominciò a svolazzare fra lui e il vecchio.
Al giovane venne in mente il nonno: quando era bambino, suo nonno gli aveva detto che le farfalle erano un
segno di buona fortuna.
Come i grilli, le viole del pensiero, le lucertole e i quadrifogli.
Infatti, disse il vecchio, che era capace di leggergli nel pensiero.
Proprio come ti ha insegnato tuo nonno. Questi sono i segnali.”

Mai stati sfiorati da una farfalla?
A cosa stavamo pensando???
Di segnali ne esistono altri … anche nella nostra vita, nel nostro cammino quotidiano ( piumette, numeri, parole che ci raggiungono, frasi dette da amici, pensieri, intuizioni, premonizioni …), ma in genere non li sappiamo cogliere.

” …Prendi, disse il vecchio, togliendo una pietra bianca e una pietra nera …Si chiamano Urim e Tumim.
La pietra nera vuol dire sì, la bianca vuole dire no .
Quando non riuscirai a scorgere i segnali, loro ti saranno di aiuto. Fai sempre una domanda chiara.
Il ragazzo ripose le pietre nella bisaccia. Da allora in poi avrebbe preso le sue decisioni da solo.

  • Non dimenticare che è tutto una sola cosa.
  • Non dimenticare il linguaggio dei segnali.
  • E, soprattutto, non dimenticare di andare fino in fondo nella tua Leggenda Personale.
    Prima, però, vorrei raccontarti una storiella.

Un mercante, una volta, mandò
il figlio ad apprendere il segreto della felicità dal più saggio di tutti gli
uomini. Il ragazzo vagò per quaranta giorni nel deserto, finché giunse a un
meraviglioso castello in cima a una montagna. Là viveva il Saggio che il
ragazzo cercava.
Invece di trovare un sant’uomo, però, il nostro eroe entrò in una sala dove
regnava un’attività frenetica: mercanti che entravano e uscivano, ovunque
gruppetti che parlavano, una orchestrina che suonava dolci melodie. E c’era
una tavola imbandita con i più deliziosi piatti di quella regione del mondo.
Il Saggio parlava con tutti, e il ragazzo dovette attendere due ore prima che
arrivasse il suo turno per essere ricevuto.
Il Saggio ascoltò attentamente il motivo della visita, ma disse al ragazzo che
in quel momento non aveva tempo per spiegargli il segreto della felicità. Gli
suggerì di fare un giro per il palazzo e di tornare dopo due ore.
“Nel frattempo, voglio chiederti un favore,” concluse il Saggio,
consegnandogli un cucchiaino da tè su cui versò due gocce d’olio.”Mentre
cammini, porta questo cucchiaino senza versare l’olio.”
Il ragazzo cominciò a salire e scendere le scalinate del palazzo, sempre
tenendo gli occhi fissi sul cucchiaino. In capo a due ore, ritornò al cospetto
del Saggio.
“Allora,” gli domandò questi, “hai visto gli arazzi della Persia che si
trovano nella mia sala da pranzo? Hai visto i giardini che il Maestro dei
Giardinieri ha impiegato dieci anni a creare? Hai notato le belle pergamene
della mia biblioteca?”
Il ragazzo, vergognandosi, confessò di non avere visto niente. La sua unica
preoccupazione era stata quella di non versare le gocce d’olio che il Saggio
gli aveva affidato.
“Ebbene, allora torna indietro e guarda le meraviglie del mio mondo,” disse il
Saggio. “Non puoi fidarti di un uomo se non conosci la sua casa.”
Tranquillizzato, il ragazzo prese il cucchiaino e di nuovo si mise a
passeggiare per il palazzo, questa volta osservando tutte le opere d’arte
appese al soffitto e alle pareti. Notò i giardini, le montagne circostanti, la
delicatezza dei fiori, la raffinatezza con cui ogni opera d’arte era disposta
al proprio posto. Di ritorno al cospetto del Saggio, riferì
particolareggiatamente su tutto quello che aveva visto.
“Ma dove sono le due gocce d’olio che ti ho affidato?” domandò il Saggio.
Guardando il cucchiaino, il ragazzo si accorse di averle versate.
“Ebbene, questo è l’unico consiglio che ho da darti,” concluse il più Saggio
dei saggi.
“Il segreto della felicità consiste nel guardare tutte le meraviglie del mondo senza mai dimenticare le due gocce d’olio nel cucchiaino.”

Il ragazzo tacque.”
E’ indubbiamente sorprendente la forza di queste pagine e di questa storia …

Ciascuno di noi è proprio come quel piccolo pastore che il re avvicina, per rammentargli di perseguire la sua Leggenda Personale, senza perdersi le meraviglie che ci attorniano e conservando quella parte di noi, che come l’olio va preziosamente custodita.
Per procedere bisogna interagire con l’alto, ricordandoci che siamo tutti in qualche modo connessi con lui e tra di noi.
Dobbiamo crescere per poter scorgere e quindi accogliere i segnali  inviatici per stare bene, utilizzando talvolta nelle difficoltà strumenti particolari, come le pietre Urim e Tumim ( ma sono moltissimi gli strumenti, tra cui le carte angeliche) che il re saggio consiglia al giovane pastore.

I figli della Luce, che vivono la loro Leggenda Personale possiedono uno “Spirito nobile e leggero”, dove il buio, la diffidenza, il rancore non trovano alimento e così spesso sono vittime di chi ben si maschera ed abusa di loro, della loro ospitalità, generosità, benevolenza, amorevolezza ed Amore…,   ma la Luce sa comunque SEMPRE VEDERE IL LATO BELLO DI OGNI SITUAZIONE, anche la più dolorosa o faticosa che possa presentarsi…

Il pastorello parte per l’Africa, alla ricerca del suo tesoro, quello che un sogno continua a dirgli di cercare; vendute le sue pecore, in pochissime ore ha raggiunto la “sua Terra promessa” …

” …Com’è strana l’Africa, pensò il ragazzo.
…Doveva pensare soltanto al tesoro, a come raggiungerlo. La vendita delle pecore gli aveva fruttato un bel po’ di
denaro e il ragazzo sapeva che il denaro era magico: con il denaro non si è mai soli. Di lì a poco, magari fra qualche giorno, avrebbe raggiunto le Piramidi. Un vecchio con tutto quell’oro sul petto non aveva certo bisogno di
mentire per procurarsi sei pecore.
Il vecchio gli aveva parlato di segnali. Mentre attraversava il mare, il ragazzo ci aveva ripensato. Sì, sapeva quello che intendeva il vecchio: nel periodo che aveva trascorso nelle campagne dell’Andalusia, si era abituato a
leggere nella terra e nel cielo le condizioni del cammino che avrebbe dovuto seguire. Aveva imparato che un certo uccello segnalava un serpente nelle vicinanze, e che un determinato arbusto era indizio di acqua entro alcuni chilometri. Glielo avevano insegnato le pecore.
Se Dio guida le pecore così bene, saprà guidare anche l’uomo, rifletteva. E si tranquillizzò. Il tè sembrava meno amaro.
Chi sei? udì una voce chiedergli in spagnolo.
Il ragazzo ne fu immensamente sollevato. Stava pensando ai segnali, ed ecco che ne era comparso uno.
Come mai parli spagnolo? domandò all’interlocutore. Questi era un ragazzo vestito alla maniera degli occidentali, ma il colore della sua pelle indicava che doveva essere della città. Era della sua statura e aveva più o meno la sua stessa età.
…Vorrei che mi portassi fino alle Piramidi, se puoi. Potrei pagarti come guida.
Hai idea di come raggiungerle?
Il ragazzo not ò che il padrone del bar si era avvicinato e ascoltava
attentamente la conversazione. Si sentiva infastidito da quella presenza, ma aveva trovato una guida e non si sarebbe lasciato sfuggire questa occasione.
Devi attraversare tutto il deserto del Sahara, rispose il ragazzo arabo. E per questo ci servono soldi. Voglio sapere se ne hai abbastanza.
Il ragazzo trovò strana questa domanda, ma confidava nel vecchio. E questi gli aveva detto che, quando si vuole una cosa, l’universo trama sempre a tuo favore.
Trasse di tasca il denaro e glielo mostrò. Si avvicinò a guardare anche il padrone del bar. I due scambiarono qualche parola in arabo. Il padrone del bar sembrava irritato.
Andiamocene via, disse infine il ragazzo arabo. Non vuole che ci tratteniamo oltre.
Il ragazzo si sentì sollevato. Si alzò per pagare il conto, ma il padrone del bar lo afferrò e cominciò a parlargli senza fermarsi. Il ragazzo era forte, ma si trovava in un paese straniero. Fu il suo nuovo amico che spinse da parte
l’uomo e trascinò via il ragazzo.
Voleva i tuoi soldi, gli spiegò. Tangeri non è come il resto dell’Africa.
Siamo in un porto e nei porti ci sono sempre un mucchio di ladri.
Poteva fidarsi del nuovo amico. Lo aveva aiutato in una situazione critica.
Trasse di tasca i soldi e li contò.
Potremmo arrivare alle Piramidi domani, disse l’altro intascando i soldi. Ma ho bisogno di comperare due cammelli.
Si allontanarono per le stradine di Tangeri. Ovunque c’erano baracche che vendevano di tutto. Finalmente arrivarono al centro di una grande piazza,
dove si trovava il mercato. C’erano migliaia di persone che discutevano,
vendevano, comperavano …
Ma il ragazzo non perdeva d’occhio il nuovo amico, che aveva ancora in mano tutti i suoi soldi. Pensò di richiederglieli, ma trovò che sarebbe stato indelicato. Non conosceva le abitudini di quella strana terra a cui era approdato.
Basterà sorvegliarlo, disse fra se e se. Lui era più forte.
All’improvviso, in mezzo a tutta quella confusione, i suoi occhi scorsero la più bella spada che avessero mai visto. Il fodero era argentato e l’impugnatura nera, incastonata di pietre preziose. Il ragazzo promise a se stesso che, quando fosse tornato dall’Egitto, avrebbe comperato quella spada.
Chiedi al padrone della baracca quanto costa, disse all’amico. Ma si rese conto di essersi distratto due secondi guardando la spada. Il cuore gli si fece piccolo, come se il petto gli si fosse repentinamente contratto. Temeva
di guardare accanto a se, perché sapeva che cosa avrebbe trovato. Gli occhi continuarono a fissare la splendida spada per qualche secondo ancora, finché il ragazzo prese coraggio e si voltò.
Intorno a lui il mercato, gente che andava e veniva, che urlava e comperava, i tappeti in mezzo alle nocciole, le lattughe accanto ai vassoi di rame, uomini che si tenevano per mano nelle strade, donne con il velo, il profumo di un
cibo strano, ma da nessuna parte la faccia del suo compagno.
Il ragazzo volle pensare ancora che loro due si fossero perduti casualmente.
Decise quindi di fermarsi lì ad aspettare che l’altro tornasse. 
…Non era più un pastore, e non aveva nient’altro nella vita, neppure i soldi per tornare indietro e ricominciare tutto da capo.Ed ebbe pena di se stesso, perché talvolta nella vita le cose cambiano nel tempo di un sospiro, ancor prima che riusciamo ad abituarcene.
Si vergognava di piangere. Davanti alle pecore non lo aveva mai fatto. Ma il mercato era vuoto, e lui era lontano da casa.
E il ragazzo pianse. Pianse perché Dio era ingiusto e ripagava in questa maniera quelli che credevano nei propri sogni.
Quando stavo con le pecore ero felice, e diffondevo sempre felicità intorno a me. Quando la gente mi vedeva
arrivare, mi accoglieva sempre bene.
Ma adesso sono triste e infelice. Che cosa farò? Sarò più amaro e non mi fiderò più di nessuno, perché qualcuno mi ha tradito.
Odierò tutti coloro che hanno trovato un tesoro nascosto, perché io non ho trovato il mio.
E cercherò sempre di custodire quel poco che possiedo, perché sono troppo piccolo per abbracciare il mondo.
Adesso comprendeva bene anche la disperazione del padrone di quel bar: stava tentando di avvertirlo di non fidarsi di quel ragazzo.
Io sono come tutti gli altri: vedo il mondo come vorrei che andasse, e non come va veramente.

La sua apparente sconfitta ci appartiene …
Quante volte ci sentiamo ingiustamente ripagati, mentre affrontiamo in pienezza il nostro cammino e quante volte spostiamo sul Cielo e/o sugli altri la nostra disperazione???
A volte invertiamo o consentiamo che i segnali si scambino tra loro, proprio come ha fatto il pastore nel bar, e questo perché NOI NON SIAMO COME TUTTI GLI ALTRI … E VEDIAMO IL MONDO COME VORREMMO CHE FOSSE E NON COME PER ORA VERAMENTE VA ..., ma VERRA’ il giorno ed il tempo in cui non ci sara’ più questa differenza e il mondo SARA’ VERAMENTE COME NOI ORA STIAMO LAVORANDO PERCHE’ UN GIORNO SIA …

Amorevolmente ti***

Questo articolo è stato amorevolmente scritto da Ti degli Arcangeli (l'autrice dei 2 libri Le Preghiere Arcobaleno dagli Arcangeli e La Via della Luce. Testi guida dell’Arcangelo Uriele ) con canalizzazione di un Arcangelo specifico oppure facendosi ispirare da Arcangeli e Angeli.
Sei libero di copiarlo su un altro sito/blog, però per correttezza lascia questa dicitura incluso il collegamento cliccabile a www.sottounarcobalenodiluce.com

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