
Tempo d’estate e tempo di gossip.
Siamo veramente, in generale, inglobati in un processo che ci sta conducendo verso una sorta di autodistruzione, dalla quale lentamente alcuni Spiriti di Luce si stanno discostando, per riaccendere il fuoco vivificante che possa rianimare il Pianeta e le varie forme di Vita, invertendo la rotta.
Non tutti saliranno sulla Nuova Arca di Noè, ma parecchi sì.
Dicevo che l’estate e la maggiore libertà dai vari impegni, spinge le nostre fonti di informazione a scatenarsi, nel tentativo di vendere più copie e di avere più audience.
Il problema potrebbe non sussistere se questo creasse la diffusione di una serie di notizie “intelligenti”, atte ad accrescere la persona e a renderla libera e pronta a scegliere il meglio per sé e per gli altri, non affaticata e scema.
Invece si punta sulla curiosità più bassa, morbosa, della gente, incrementando, vivificando e nutrendo gli istinti peggiori che dormono dentro di noi.
E’ così che ti conducono, attraverso certe notizie, a crescere nella tua sete di pettegolezzo e a divenire un individuo sempre, più povero e gretto, assetato solo di disgrazie o notizie piccanti altrui.
I giovani poi, ben nutriti, diventano a loro volta promotori e forti sostenitori di questo “mercato dei sentimenti, delle emozioni e della propria Vita svenduta” sulle varie piazze dei Social.
Certo, se tu fossi un individuo “grande”, non parlo di dati anagrafici, gli unici che sembrano stupidamente interessarci, non correresti questo pericolo o avresti comunque anticorpi migliori, per sapere bloccare questa carneficina sentimentale ed umana.
Si cerca il personaggio noto e meno noto, da paparazzare e spogliare in pubblico, per avere di chi dire, scrivere e parlare. Alcuni personaggi del mondo dello spettacolo poi, sempre alla ricerca di notorietà, si attivano ampiamente, in prima persona, e ci danno tutti i particolari intimi e non sull’ultimo amore, il tradimento fatto o subito, l’amante e il bimbo nato, in arrivo o desiderato.
Che scempio vergognoso della nostra “dignità”.
Vieni guidato ed educato al peggio, da personaggi che un paio di anni fa, i nostri nonni avrebbero guardato, scuotendo il capo, non per il genere di vita che conducevano, fatti loro, ma per la loro povertà interiore, la fatica evidentissima di amare e trovare la propria serenità.
Chi parla di sé ai quattro venti ha veramente bisogno di “ritrovarsi”, perché non sa chi è, né cosa sta facendo quaggiù.
Un attore, un cantante, smessi i panni cinematografici, o lasciato il microfono ed il palco, ritornano personaggi privati ed è lodevole che lo sappiano essere, qualunque cosa gli accada.
Un Uomo grande dentro, non ha bisogno di far piangere il mondo intero per il primo dentino del figlio, né di coinvolgere l’intero universo per le corna messe o ricevute.
Ci vuole silenzio e rispetto.
Così è nella vita che scorre in maniera “gentile”, seconde le regole universali dell’Amore e dell’Amorevolezza.
Tu non hai problemi?
E se li scrivi online li dimezzi, li superi, li cancelli in automatico?
Trovi qualcuno che te li risolve o li districa al tuo posto?
E allora che senso ha metterli in piazza?
Perché vendere tutto ciò che ci accade?
Un muratore, rientrato a casa, è altro.
Un parrucchiere lo stesso.
Una cuoca anche.
Io, prof., idem. Spesso continuo a lungo a lavorare per i miei ragazzi, nonostante sia fuori dalla classe, ma ciò che appartiene alla mia vita scolastica, visto che parliamo di altre persone è top secret, per rispetto di tutti, nessuno escluso.
Sei filmato, localizzato, guardato e controllato a vista, ma non ti basta: quel poco che potrebbe sfuggire alle varie forme di localizzazione attivate dalle varie organizzazioni, lo dribbli tu, offrendoti spontaneamente in pasto al gossip dei social.
Perché questo?
Perché sei fragile dentro, perché non ti senti riconosciuto se non compari, se il tuo viso non è sparato online.
Non ti ami.
Ma cos’è questo santo e benedetto o maledetto Amore?
L’Amore ti manca e lo stai, come tutti noi, cercando nelle maniere più assurde e inconcludenti.
Penso ai gossip di questi giorni alle fatiche ulteriori che hanno creato.
Perché un amore finito deve essere oggetto di cattivi commenti pubblici?
Chi ti dà il diritto di intervenire in una storia altrui?
Se ti fermassi anche solo un istante a pensare, forse coglieresti che il tuo commento, il tuo articolo, il tuo disappunto pubblico, stanno creando solo immane dolore alle persone coinvolte.
Quando fai certe scelte te le porti dentro, come se un coltello ti avesse colpito improvvisamente.
Ti sei mai tagliato in maniera più impegnativa un dito? All’inizio la lama ha inciso in maniera talmente repentina la tua pelle, la tua carne, che non percepisci nemmeno il dolore.
Poi, il sangue incomincia ad uscire copioso, il dolore compare, legato soprattutto ora alla consapevolezza acquisita e guardi spaventato e impressionato lo squarcio nel tuo povero dito.
Cerci di riconnetterti e stabilire il da farsi, chiedendoti se puoi fare da solo o se ci sia bisogno di un medico, che ricucia il tutto. Ecco questo accade anche a due persone che si lasciano.
Che si lascino o si sposino, lasciamo che vivano al meglio, nella loro “intimità emotiva interiore” quanto sta avvenendo.
Fans o altro che tu sia, non sei tenuto ad offrire altro che il tuo rispetto.
Profondo, pieno.
Anche questo è Amore.
Già, perché l’Amore è ben altro, rispetto a quello che crediamo sia.
Soprattutto noi occidentali, cresciamo con un’idea molto distorta dell’Amore; lo associamo ai pesciolini nello stomaco e a un qualcosa che scatta solo, o così dovrebbe, tra due persone di diverso sesso.
Sei stato educato a questa idea e togliertela dalla testa è un lavoro intenso.
Ti hanno fatto distinguere in maniera netta e serrata l’Amore dall’Amicizia.
L’Amore è un sentimento, una sensazione unica, meravigliosa, che ti nasce dentro, come una sorgente e che va prendendo piede e forma, proprio come un fiume, un fiume il cui corso non riesci assolutamente a dirigere o ad ostacolare.
Puoi tentare di arginarlo, di bloccarlo, di impedirgli di scorrere, ma non ce la fai, perché lui è Amore.
Lui non conosce barriere e non è sicuramente solo e tanto quello che hai in testa a proposito di alcuni famosi personaggi.
Lui sa andare oltre tutte le imposizioni ed i limiti, oltre le tue stesse paure.
Più tenti di arginarlo e più lui diventa impetuoso e inarrestabile.
E non abbraccia solo due figure, uomo e donna, ma spazia veramente ovunque.
Lui si manifesta in mille modi, perché ha mille sfumature; a volte diviene amicizia, altre affetto, altre gratitudine, altre ancora amorevolezza.
E’ così che tu ami il tuo cane, la tua piantina sul davanzale, il cibo che ti sta davanti nel piatto, oppure la tua migliore amica o semplicemente il bisogno di una persona magari in difficoltà o ammalata.
Il vero Amore lo puoi attivare, provare e sperimentare anche verso un Progetto, quando lo realizzi con trasporto, senza porti mille domande, semplicemente seguendo il tuo istinto e la voglia di realizzare quello che ti gira nella testa, dentro.
Quando l’Amore ti muove ce la fai, non fallisci mai, stanne certo.
Il vero problema è che sono poche le persone così impetuose oggi, perché l’odio e la violenza, l’arroganza, la paura hanno preso molto spazio e stanno tentando di soffocare questi lati magici di te, di me, di noi.
Lo so, chi ti osserva spesso non ti capisce e ti misura in base alle sue 4 povere etichette.
Ti vede magari come un arrivista, un rompi o altro.
Tu sfuggi al suo “controllo”, perché lui non possiede il tuo Amore interiore e quindi non coglie, non concepisce, non saprebbe nemmeno come fare a offrire la gioia e l’immediatezza; dare tanto del tuo tempo, delle tue forze, anche economiche, ed energie per un qualcosa, un progetto o una persona non gli appartengono, quindi non le sa leggere e apprezzare.
Il sentimento dell’Amore, quello vero, è FORTISSIMO e UNICO e la capacità di provarlo e di trasmetterlo sono alla base di una Vita veramente Felice.
Ma come puoi riconoscerlo?
Beh, qui mi ispiro, per maggiore chiarezza, al Buddismo, così vicino alla Mente Divina.
Secondo questo pensiero, ci sono 4 forme di Amore, spesso mescolate e difficili da scindere e da individuare nella loro unicità.
- La prima forma è la “gentilezza” (Maitri).
Forse è per questo che non c’è molto Amore in giro?
Te lo stai chiedendo vero?
Eh, lo so.
La gentilezza è abbastanza “mortificata” oggi.
C’è arroganza, in grande, grandissima quantità.
C’è saccenza un po’ ovunque e voglia di mostrarla, anche quando non c’è.
C’è aggressività intensa verso tutto e tutti, sia verbale, che morale, fisica, emotiva e psicologica, ma amore…beh, quello se ci sono queste erbacce stenta a spuntare e crescere.
La gentilezza è la tua “capacità” di offrire felicità in tutti i modi che conosci e che senti di poter attivare.
Una carezza ad un allievo, un sorriso a chi ne ha bisogno, un fiore a chi non ne riceve mai, un gesto d’amore verso chi ami.
Se non puoi donare in qualche modo felicità, a chi incontri, non è vero amore.
Nella coppia, in particolare, se non sai, se non riesci a donare e rendere felice chi hai accanto, non è amore, non è vero Amore.
Devi allenarti, ogni giorno, ogni istante per aumentare questa tua possibilità e aumentare la tua gentilezza per l’altro, studiando come renderlo felice. Lui è felice e tu sei felice. La sua felicità è così che diventa la tua felicità e quindi insieme state bene e siete destinati a restare vicini e uniti, superando qualsiasi prova. Nel momento in cui uno mollasse, si creerebbe disequilibrio e servirebbe di nuovo un’attivazione.
Non c’è fallimento là dove si cresce e si offre gentilmente la felicità. - Poi viene la compassione (Karuna).
Questa scatta ogni volta che riesci rapidamente a rielaborare il dolore; a volte si tratta di semplice sofferenza, che poi evolve e quindi diventando dolore, puoi finalmente lasciarlo andare.
Ricorda che la sofferenza è il cane che si morde la coda, il dolore è crescita e da lì si va oltre.
Quando c’è in te compassione lavori sia su di te, che sugli altri, chiunque siano; cresci e vivi nell’Amore.
Devi essere con (Com/con) l’altro, anche se si tratta del tuo gattino, perché così lo comprendi, lo vivi e lo supporti amorevolmente.
Tu condividi con … quindi applichi la compassione. Faticoso? No, perché se c’è gentilezza la compassione, che è poi anche l’empatia, vengono da sé. - La gioia(Mudita)
E’ meraviglioso provare gioia e poterla offrire all’altro, anche se si tratta di un albero o di un fiore.
Lei sbuca spontanea dentro di te, soprattutto se alimenti la tua gentilezza e la compassione e si esprime attraverso il tuo sorriso, che non manca mai.
Chi ti vive accanto, allora, non sa cosa siano le lacrime, la sofferenza o il dolore a causa tua, perché tu riesci ad offrirgli sempre, qualsiasi sia il tuo stato d’animo, un sorriso.
A volte è caldo, innamorato, avvolgente.
Altre timido e accennato.
Altre sfrontato e deciso.
Ma lui c’è e scalda il cuore, anima la mente e riaccende l’Anima, facendo vibrare il corpo.
Ami l’altro?
Con te non sa e può sapere cos’è e cosa sia il pianto.
Se fra voi scorrono, a causa dell’uno o dell’altro le lacrime, purtroppo devi renderti conto che non stai, non state sperimentando il vero amore. Il vero amore è gioia in cento sfumature di giallo, rosso, verde, lilla o blu, ma è gioia.
Se tu lo fai sorridere, se lui ti fa sorridere e ti rende felice, anche solo con la sua voce, il suo profilo, la sua presenza, beh, quello che ciascuno di voi sperimenta per l’altro è solo Amore, Vero Amore. - Questa è una parola meno presente nel nostro vocabolario, mentre lo è tantissimo nel mio lessico, anche perché è quello di un’insegnante: l’inclusione (Upeksha).
Qui Buddha va guardato a “vista”, perché lui ce la mostrò in maniera eccelsa.
Includere ti porta al tutto.
Significa accogliere pienamente chiunque, qualsiasi cosa, fare cioè in modo che tutto sia perfetto e quindi sia.
L’inclusione ti porta all’Amore completo, quello Universale, Divino.
E’ una porta che spalanchi verso l’esterno, comunque sia il clima ed il tempo. E’ l’accoglienza completa, senza giudizio né pensiero, verso ciò che è altro da te.
E’ un elemento indispensabile e portante se tu vuoi Amare.
Lo applichi in ogni istante e situazione della tua Vita,
verso tutto e tutti , oltre che con la persona che Ami in maniera più esclusiva, cioè scegliendola come tua compagna o compagno.
Puoi essere inclusivo verso una persona con cui lavori: ti metti nei suoi panni, non la distingui da te e quindi il suo problema, la sua difficoltà, il suo rallentamento, il suo quesito o la sua gioia, la sua vittoria o buona riuscita sono anche tuoi.
In genere la applichi soprattutto verso la sofferenza dell’altro, che diventa automaticamente la tua sofferenza.
Perché la sofferenza?
Perché la digerisci meno, sei meno attento, meno amorevole e accogliente e più facilmente infastidito da ciò che ti potrebbe appesantire.
Per una bella risata, di solito ci sei, ma per qualcosa di più impegnativo, anche no: non ti piace, non ti fa stare bene e tu vuoi stare bene, quindi evitare di portare con l’altro.
L’infelicità ti spaventa, così cerchi di evitarla; vuoi bandirla ben bene dal tuo cammino e visto che riguarda un’altra persona, cerchi di lasciargliela tutta e di fare che se la gestisca lui. L’inclusione non funziona così.
Tu sei amorevolmente proteso verso l’altro qualunque cosa viva e provi, sperimenti.
E la felicità?
Beh anche la felicità è di entrambi.
Nel vero Amore non c’è nulla di “privato”, di individuale.
Ma allora i social non applicano forse l’inclusione?
Anche no!
Quello non è lo spirito dell’inclusione, ma di una condivisione spazzatura, senza freni inibitori, senza rispetto, senza amore e amorevolezze verso il sé e il tutto.
Cosa c’è di bello nell’inclusione?
C’è che tu e l’altro siete in una specie di “comunione”, dove, come ho già scritto, non esistono sbarre, griglie, inferiate, barriere di sorta.
Se uno è in difficoltà, l’altro non pensa: ”Arrangiati! Questo, grazie a dio, è un tuo problema!!”, perché ciò che accade è di entrambi.
Il Vero Amore universale per realizzarsi nella vita ti chiede questo, è questo, e così tu stai bene, l’altro sta bene e tutto si porta e si vive insieme, senza esclusione di nessuna sfumatura.
Buon Amore a tutti!
Amorevolmente ti
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