Perfettamente perfetto.

E’ terribile come la nostra mente non smetta di entrare in gioco e di condizionarci la Vita.

Subdola e sguinzagliata per il tuo super controllo, sa perfettamente come muoversi e come arginare ogni libera iniziativa, con poche intense considerazioni personali.
Qualunque cosa tu voglia fare, lei dice la sua e ti spinge a pensare e immaginare ciò che lei vuole e suppone sia meglio per te.
Non è cattiva, ma è un’impicciona nata, una sorta di zia protettiva, che vuole sempre tenere ogni cosa sotto controllo, per non doverti poi vedere piangere o affaticarti invano, così almeno suppone lei.
Perché questa riflessione? Perché alcune ore fa è arrivata una nuova comunicazione in cui si “suppone” come sarà il nostro lavoro, da settembre.
Ma perché supporre?
Che senso ha creare un ipotetico calendario, nei minimi dettagli, se poi il tutto si conclude con l’affermazione che “detto questo, si rimane in attesa di nuove indicazioni, da parte del Ministero?”
Veniamo educati all’arte “del portarci avanti”, del voler a tutti i costi avere ogni cosa sotto controllo e non ci accorgiamo che in questo modo, non facciamo spesso altro che entrare in una dinamica di “previsioni” che contrastano la flessibilità e l’ordine del Cosmo, dell’Universo.
Il vivere il “qui e ora”, tipico del Mondo in generale, esula dalla tua testa, Uomo.


Devi prevedere, per non rimanere poi impotente e impreparato.
Peccato che sovente, prepari e poi devi disfare.
Che sia forse la “storia di Penelope”, scritta per ricentrarci e portarci ad avere un giusto approccio ad ogni momento ed evento?
Cavoli, sappi aspettare e lascia che tutto evolva!
Di fondo, non sai accogliere la novità.
Non solo non la desideri, ma la temi e quindi cerchi di scansarla in tutti i modi, facendo illazioni, previsioni, progetti anti questo e quello.
Se la Natura vivesse come noi, dopo una esondazione, il fiume, probabilmente, devierebbe il suo corso, gli uccelli migrerebbero in luoghi più alti e sicuri, gli alberi spargerebbero i loro semi chissà dove, il tutto solo per evitare un’altra esperienza come questa.
In realtà nella Natura, tutto riprende a scorrere, a fluire, nella calma ritornata e ritrovata, senza pensieri e fatiche di sorta.
Una gazzella scampata al leone, riprende a nutrirsi, i piccoli a mangiare dalla mamma, la giraffa a scacciare con calma le mosche.
Il respiro si riappacifica, il cuore rallenta, la vita riprende la sua calma.


Problemi per la fuoriuscita dell’acqua dagli argini? No, non per la natura in sé, anzi: il fango porta nuovi benefici e tutti ne godono in somma e serena calma.
Noi no!

Dopo un fatto, inizia per te, Uomo, la difficile fase di presa in carico e di rielaborazione, e ciascuno di questi momenti o meglio passaggi, non ha nulla a che vedere con questo ritorno alla normalità.
Perché? Perché tu vuoi rielaborare.
La rielaborazione non comporta assolutamente una sorta di accettazione di quanto accaduto, ma semmai una lettura intensa, una revisione, un ripensamento, una previsione e la supposizione, che le cose ora andranno così e poi così e così.
Fai di tutto per trattenere e far tua questa esperienza in modo pesante, catastrofico, negativo, senza Fede.

Dio?
L’Universo?

Il pensare che tutto si sia manifestato e concluso?
No!

Nella tua testa quello è solo l’inizio, un inizio che ti chiede ora di metterti in gioco, di arginare, progettare, inventarti chissà cosa e chissà che.
Non sei la zebra, non sei l’antilope, non sei nemmeno la giraffa e non sei sicuramente nemmeno come la buona e mitica Penelope che, a dispetto di tutto e di tutti, tesseva con la ferma convinzione che il suo sposo sarebbe tornato da Lei e quindi si negava ai Proci.

La sua era una “fede immensa”, riposta con Amore verso l’Anima di un uomo che, per quanto avesse mille volti, discutibili, lei accoglieva e abbracciava sicuramente nella sua “natura divina”.
Nell’istante in cui un fatto ti giunge, tu lo cogli sempre come una sorta di inizio malevolo e per tanto, reagisci, ponendoti nella condizione di essere l’unico artefice di una Vita che non domi e non controlli, come vorresti e come potresti.

Vuoi il “perfetto controllo” e quindi ti metti in gioco per ottenerlo.
In questo modo sprechi energie e distogli la tua attenzione da ciò che realmente conta e non vivi.

Il tempo passa e tu lo getti a cercare il controllo e la perfezione.
Ma la vita è già perfetta così come si è presentata,  anche con quel momento imprevedibile e imprevisto.
Non siamo tutti uguali, grazie a Dio, ma la maggior parte di noi è così che si comporta e si muove, determinando poi una serie di eventi effettivamente deleteri.

Se continuo a pensare che il Covid si ripresenterà e sarà anche peggio, è questa la richiesta che invii all’Universo e ci lavori sodo, te lo vai ripetendo; ti tieni la mascherina con 40*, continui a rivisitare e a ricordare ai più distratti le morti, le sirene, le fatiche, i dolori accaduti.

Un branco di leoni che assale un gruppo di gnu e se ne mangia qualcuno, ripete questa caccia ogni santa volta che ha fame.
Gli gnu, però, scampato il pericolo, non sostano a rammentare le 2000 aggressioni avvenute nel tempo, ma semplicemente vivono e riprendono nella pace ritrovata la loro “normalità” e questo li aiuta, li sostiene, li rende sereni.
E’ la Vita.
Un amore che finisce ti porta alla stessa dinamica.
Trattieni le ferite e dimentichi le gioie, anzi sembra non ce ne siano proprio mai state, visto l’epilogo.

Ma allora se lei non ti dava altro che situazioni problematiche, perché le sei rimasto accanto?
Per masochismo?
Per amore? Per cosa?


Sicuramente non per Amore, perché l’Amore ti porta all’atteggiamento di Penelope, ti guida ad accogliere anche questo evento, a saper dire che sei in accoglienza della decisione e della scelta dell’altro, perché se lei sta bene, tu dovresti a tua volta esserne felice e quindi accogliente e quindi stare a tua volta bene.

Ma questo non è, proprio perché qualcosa dentro di te non funziona, non si attiva così, perché non  sei stato educato a questa modalità e quindi tu non generi momenti positivi, anche e soprattutto dagli eventi più impegnativi, ma sciagure e catastrofi immani.
Infatti, dopo un fallimento sentimentale, ne arriva un altro, e poi un altro e…
O ti voti agli altari e smetti di reagire e ti fai andare bene la nuova compagna, anche se si tratta di un piccolo orco, oppure passi da un evento a un altro, ricalcando la stessa strada, anche se con persone diverse.
Se non entri nel flusso, nell’accoglienza, nel non controllo e nella dinamica del vero Amore, stai solo girando intorno ad una rotonda, senza speranza
.
E così per tante altre cose.

Una vacanza da sogno?
Prima i figli devono crescere, poi devono iniziare la scuola, poi, sono adolescenti e i nonni incominciano a dare segni di affaticamento, per affidarli a loro, poi il lavoro non quadra, poi attendi la pensione e poi?
Poi non hai più voglia di andare in vacanza con il tuo orco, sì perché lei nel frattempo, stanca degli anni trascorsi tra lavori vari, biberon, pannolini, sale di attesa del pronto soccorso, medicinali e tanto altro, si è trasformata in una sorta di orca assassina o meglio ha tirato fuori giusto quei due o tre lati peggiori di sé e sicuramente non è più la tua Pucy Pucy.
Ah, mi dimenticavo: non sorridere, perché anche tu non sei più il suo Amore da un bel po’ di tempo…

E allora, cosa aspetti?
Non è più tempo di attendere la “perfezione”, né di pretendere il controllo pieno e angosciante di ogni circostanza.
Impara a fidarti.
Prendi le cose con serenità.

Ama sempre, anche quando hai la sensazione di non capire, di non sapere bene cosa stia accadendo e perché, tu accogli questa cosa e vedrai che il tempo, vissuto appieno, ti porterà la “nuova” che attendevi e saprai il come e il perché anche di questa storia.

E se non dovesse accadere?
Bene.
Va bene anche così.
Vivi un po’ come la gazzella, la giraffa o lo gnu.
Mettiti nella condizione di “essere Amico” dell’Universo e quindi anche dei fatti che arrivano inaspettati e che avresti volentieri evitato.
Ogni cosa ci porta a crescere, ma solo se non incroci le braccia, non grugnisci e ti metti a pronosticare sciagure apocalittiche.
Opporre resistenza crea dolore e ne ingenera tanto altro.
Seguire la corrente, con la fede di Penelope nel cuore, certo che quanto è avvenuto, anche se si tratta magari di un evento traumatico, di una morte, di una scomparsa, della fine di un’amicizia, di un qualcosa che comunque ti ha provato, è esattamente come il temporale, venuto per pulire l’aria, per portare pioggia, quindi benessere, quindi nuovi frutti.
Lampi, tuoni, vento, fanno parte di questo evento, ma poi passano e tutto torna nella nuova perfezione e normalità.
Non è sicuramente il prima, ma se è arrivato è perché ci voleva.
L’aria è più fresca e tutto ha un profumo nuovo.
Impara dalla Natura, da Pachamama e dagli elementi a essere accogliente, senza pensieri e tensioni.
Se copri il cuore, con le braccia incrociate davanti, sei nel rifiuto e così crei la condizione per non ricevere e quindi essere  a tua volta rifiutato.
Accogli.
Accetta.
Ama.

Lascia che tutto sia, secondo il Volere e il proposito Divino, e tutto sarà, esattamente come deve essere.

Amorevolmente Ti degli Arcangeli

Questo articolo è stato amorevolmente scritto da Ti degli Arcangeli (l'autrice dei 2 libri Le Preghiere Arcobaleno dagli Arcangeli e La Via della Luce. Testi guida dell’Arcangelo Uriele ) con canalizzazione di un Arcangelo specifico oppure facendosi ispirare da Arcangeli e Angeli.
Sei libero di copiarlo su un altro sito/blog, però per correttezza lascia questa dicitura incluso il collegamento cliccabile a www.sottounarcobalenodiluce.com

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