Rifiuta la paura

Ciao. L’articolo di oggi è la risposta a uno stimolo pungente che aspettavo, e che supponevo fosse, con tutta probabilità, un evento di tipo naturale, che ci ripresentasse di nuovo, sopra un piatto d’argento, la protagonista indiscussa del mondo odierno: la paura.

Era questione di tempo e le ombre, per toglierci la Libertà e farci rinchiudere da soli in una “prigione” dalle sbarre dorate, avrebbero sicuramente sferrato un nuovo colpo.
Restava solo da attendere la località e il tipo di fenomeno a cui avrebbero attinto.
Ed ecco la notizia, “la notizia” utile per rinforzare il clima “di paura” che non deve scemare, ma semmai rinforzarsi.
Sono mesi che le ombre lavorano per questo….
Ed eccola: “…Vulcano Stromboli in eruzione. Torna la PAURA sull’Isola.”
Torna…
Già, si ritorna a darle spazio perché non muoia dentro l’Uomo, perché lo cinga d’assedio, perché lo divori lentamente, sciagura dopo sciagura.
Ci voleva un fenomeno naturale, sapevo sarebbe comparso, per far di nuovo parlare di lei, per riportare le sue vibrazioni nelle case di tutte le persone, per darle di nuovo il primato nelle vite di chi la accoglie.
La paura in sé, non è nulla di malvagio, perché appare come un allarme che suona al tuo interno, per informarti di qualcosa che potrebbe rappresentare per te un pericolo nell’immediato o in futuro.
Il problema nasce nel momento in cui tu vieni messo nella condizione di non poter disattivare quel campanello, che quindi suona all’impazzata per ore, giorni, settimane, mesi, magari anni.
Il tuo sistema entra allora in uno stato di dispendio energetico, di blocco psicofisico, di condizione “ingestibile”, perché questo campanello induce reazioni di vario tipo e a più livelli e tu, vivendole in maniera protratta, non riesci più a fartene carico nella giusta modalità.

Quella che appare come un’emozione salvavita, diventa la tua peggiore compagna e tu cerchi di scansarla, di evitarla in tutti i modi possibili, ascoltando e facendo qualunque cosa ti venga detto, con la speranza che la possa allontanare da te, ma soprattutto possa allontanare ed evitarti quel fenomeno che lei ti va preannunciando come un elemento distruttivo per te.
La paura diventa così, per te, l’antitesi della tua libertà.
Nasci libero e poi tutto concorre a limitarti e toglierti questo immenso dono della Libertà.
C’è chi dice che esistono dentro di te paure innate, ma se tu guardi un bambino piccolo, molto piccolo, ti accorgi che di paure innate non ne esistono, che le paure si sono sicuramente insinuate dentro di te, a mano a mano che tu facevi esperienza e venivi in contatto con la realtà circostante.
Allora ha fatto la sua comparsa la paura degli estranei, poi la paura del buio e lentamente ne sono comparse molte altre, tutte lì a cercare di limitarti e spingerti a non fare o a fare in un modo più controllato, diverso.
Il mondo esterno ti ha fatto creare dei campanelli di allarme, che sono stati associati a volti, situazioni, oggetti, relazioni, creandoti uno sorta di stato di tensione, sia a livello psicologico, che fisico, per spingerti ad attivare tutte le tue risorse individuali utili, addirittura indispensabili per prepararti ad affrontare nel miglior modo possibile una certa situazione, che per qualche ragione, tu stesso o gli altri ti hanno portato a valutarla come “pericolosa” per te, per il tuo benessere, la tua serenità.
La paura,  che può quindi avere una funzione positiva, quando si tratta di un allarme “realistico”, è stata presa dall’Uomo, come strumento per tenere in pugno, altri uomini, per limitarli, per non fare loro oltrepassare certi limiti.
Fin dall’antichità, se ben ricordi,  si parlava delle famose Colonne D’Ercole, un limite geografico creato per non far andare l’Uomo oltre quella barriera…
Perché?
Perché nasci curioso e sei un piccolo esploratore, quindi rappresenti un pericolo per la società costituita, cioè formata da molti individui, tutti curiosi, tutti alla ricerca del loro Sacro Graal.
Come può chi governa, chi presiede questa Società, avere il massimo controllo del tutto? Creando le condizioni perchè ci sia la fissità, l’immutabilità e quindi il controllo di un gruppo originariamente così dinamico e attivo, ma reso innocuo in questo modo.
Beh, se si vuole avere il controllo della situazione, si deve fare in modo che il piccolo esploratore decida che, per il suo bene, sia meglio tenere le mani a casa, non spostarsi, non curiosare oltre, non porsi troppo domande, ma soprattutto non andare alla ricerca delle dovute risposte.
Il bambino che parte a scheggia con i suoi perché e cos’è, va stroncato sul nascere, perché crescendo non faccia danni.
Ed è quello che viene ormai fatto da secoli.
Per fermarti sono state create colonne invalicabili, draghi, mostri, spauracchi di vario genere e tipologia e utilizzati anche i fenomeni naturali, proprio come sta di nuovo accadendo oggi.
Dice a questo proposito Osho: “Tutti coloro con cui sei entrato in contatto ti hanno imposto la paura, perché la paura è l’antitesi della libertà.
Più hai paura, minore è la possibilità di libertà.
Maggiore è la paura, minore è la possibilità di ribellione.
La società, la chiesa, lo stato, vogliono che tutti vivano in una condizione di paura costante: la paura del conosciuto, la paura di ciò che non si conosce, paura della morte, paura dell’inferno, paura di non andare in paradiso, paura di non lasciare il tuo nome nel mondo, paura di non essere nessuno.
Tutti dalla tua nascita creano paura intorno a te.
Nessun bambino è nato con la paura.
Ogni bambino è nato con la libertà, il dubbio, la ribellione, l’individualità, l’innocenza; tutte grandi qualità.
Il bambino però è impotente, dipendente.
Ma quando diventi adulto, puoi vedere – puoi provare a sbucciare la cipolla, strato dopo strato – in che modo sono state create le paure dentro di te, come sei stato ingenuo, come le persone hanno sfruttato la tua innocenza.
Ora puoi riandare al passato: tuo padre non era consapevole di quello che ti insegnava, di quello che ti diceva.”
Già, anche tuo padre, come tua madre o tua nonna, con il loro lupo per farti stare buono e fermo o farti mangiare la minestra, erano il frutto di questa educazione “alla paura”.
Oggi, se sei una persona facilmente ansiosa e in costante tensione emotiva, sicuramente lo devi anche a loro e alle loro trasmissioni “culturali”, vale a dire a ciò che hanno, giorno dopo giorno, coltivato dentro di te.
In questo periodo, più che mai, trovo molto adeguate e attuali le parole di Osho e non mi stupisco che ci sia ancora chi sta bruciando, come fossimo ancora in pieno periodo medioevale, i  libri  nei quali si parla di queste cose.
Esistono paure collettive e paure specifiche, frutto delle “tradizioni familiari”, cioè coltivate all’interno della propria famiglia da generazioni, per limitare l’esuberanza infantile e poi quella adulta.
Queste condizioni ora fanno di te una persona che spesso si “limita” da sola e si crea una serie di “fatiche” che la privano ingiustamente del suo pieno benessere emotivo/emozionale.
Come se non bastasse, chi guida le sorti umane, ha deciso che fosse giunto il tempo, viste le predizioni fatte da secoli, sui cambiamenti che sarebbero avvenuti in questo periodo storico, di dare un bel giro di vite per impedirti di “crescere”, di acquisire nuove consapevolezze e quindi di prendere finalmente in mano le tue paure, di guardarle negli occhi e di “risolverti” , cioè azzerare quel debito con le tue paure, che nutri da tempi immemori.
Così sono state create le premesse per farti temere il peggio, andando ad agire su una forte emozione di paura come quella legata alla malattia, alla malattia che ti è stata prospettata come nuova, ingestibile, anche e soprattutto nella sua modalità espansiva e poi, in tantissimi casi inguaribile.
Una paura “estrema”…
La tensione è stata poi protratta, in modo che i tuoi sistemi entrassero in affaticamento e rinforzata da altri elementi, come l’assenza o la carenza di lavoro, la presenza in casa di tutto il nucleo familiare in simultanea, cosa che accade raramente.
Insomma, la storia è stata imbastita bene e con il supporto degli organi di diffusione delle notizie nazionali è andata sicuramente in porto, in tantissimi casi.
L’ignoto e l’incertezza, in generale, sono fattori eccellenti per suscitarti o accentuarti la paura,  perché non tu non sai calcolare quello che ti attende, quindi vivi in tensione, come fossi un elastico.
La paura può anche spingerti a fare ricerche, a volerti risolvere da solo, a farti cercare di sciogliere in forma indipendente il nodo che si è originato, ma per non fartelo fare è bastato creare confusione, dire e poi negare, dare notizie e poi subito dopo offrirne altre, perché i tuoi sistemi, già affaticati, gettassero la spugna o desiderassero una cosa, ma in realtà ne facessero un’altra, adeguandosi a qualsiasi disposizione venisse caldamente imposta.
Oggi, perché tu non abbassi la guardia e non ti dimentichi quanto è accaduto, si cerca quindi di divulgare e amplificare qualsiasi notizia possa scatenarti di nuovo o alimentare la brace della paura, per farti sentire e credere vulnerabile e quindi “gestibile”, proprio come accade con i bambini.
Se i bambini sono agitati li spaventi con lo spauracchio del buio, della strega, dell’orco o del povero lupo, l’adulto facendo eco a tutti quei fenomeni, soprattutto naturali, che sembrano sfuggire al suo controllo.
Cosa puoi fare, allora, per evitare questa epidemia e questo contagio della paura?
Spegnere ogni fonte di notizie terroristiche e lasciar perdere tutti quei giornali con titoli di questo genere, perché la parola “paura” è ormai un “attivatore emotivo”, sia nella forma scritta, che nella forma visiva.
Cercare di togliere le tue varie bucce, proprio come fossi una cipolla, per incontrare le tue paure e visualizzarle tutte, una per una.
Mi permetto poi, di consigliarti ciò che Yogananda, “Nell’eterna ricerca dell’Uomo”, ha scritto a proposito della paura, di cui si trovava a parlare spesso, con le persone che si rivolgevano a lui, per avere aiuto e sostegno, contro la paura.
Lui chiedeva alla persona di “avere Fede in Dio”, quindi di cercare di distogliere il pensiero da ciò che crea questa reazione, per lasciare tutto nelle mani di chi ti ha creato.
Dice: “Perche’ soffrire ora che la malattia non è ancora venuta?
Poiché  molti dei nostri mali vengono dalla paura, se vi svincolate da essa ne sarete immediatamente liberati.
La guarigione sarà istantanea.
Ogni sera prima di addormentarti, afferma:
“Il Padre Celeste è con me; sono protetto”.
E’ tempo di avere fiducia, di riuscire a dare spazio alla Luce, alla forza che ti circonda e ti fa vivere, quindi quando senti aumentare la sensazione di affaticamento, dovuta a un qualcosa che cerca di farsi spazio dentro di te, per crearti paura o per alimentarne una già esistente, mettiti comodo e concentrati sul tuo respiro e medita, mettendo Dio al centro del tuo pensiero.
Non servono pacchetti confezionati, ma solo la tua volontà di stare nella Luce del Padre.

E’ tempo di recuperare la fiducia e di tornare ad essere lo Spirito Libero e carico d’Amore che Dio ha creato.
Dove c’è sofferenza e dolore, tensione e ansia, manca Luce e quindi l’unica soluzione plausibile e grande è appunto questa.
Buona accensione!!!
Amorevolmente Ti degli Arcangeli

Questo articolo è stato amorevolmente scritto da Ti degli Arcangeli (l'autrice dei 2 libri Le Preghiere Arcobaleno dagli Arcangeli e La Via della Luce. Testi guida dell’Arcangelo Uriele ) con canalizzazione di un Arcangelo specifico oppure facendosi ispirare da Arcangeli e Angeli.
Sei libero di copiarlo su un altro sito/blog, però per correttezza lascia questa dicitura incluso il collegamento cliccabile a www.sottounarcobalenodiluce.com

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