Sovente mi viene chiesto quale sia l’esigenza maggiore per l’Umanità coinvolta in questa fase Espansiva, conosciuta come un Passaggio Iniziatico e lo è.
Rispondere non è semplice, perché si tratta di sintonizzarsi sulle necessità specifiche dell’interlocutore e al tempo stesso pensare a un bisogno più ampio, direi parecchio esteso, perché riguarda la collettività, la massa umana che popola questo Magico e Straordinario Pianeta.
La Saggezza è di certo l’elemento base, lo percepisco come se fosse l’Estratto Universale, approntato da Bach, una sorta di Rimedio noto per far fronte alle situazioni di emergenza.
Come nell’Estratto Universale trovi una miscela Straordinaria di 5 fiori in una base di Acqua e Brandy, utile per un pronto intervento, così nella Saggezza trovi l’Energia Utile per saper affrontare ogni situazione stressante o che potrebbe presentarsi come traumatica.
L’Uomo è simile ad un Elefante in un negozio di chincaglierie, senza la sua Saggezza Originaria.
Una discussione familiare, una persona in fila ad uno sportello, agitata e polemica, un figlio di 3 anni che oggi pare un adolescente, è facile misurarsi ogni giorno, con una serie nutrita di vissuti in cui urge riuscire a “rispondere” in maniera adeguata e amorevole.
Il modo di agire ordinario dell’Essere Umano va trasmutato, modificato rispetto alla consuetudine, perché i suoi effetti e risultati sull’intero Pianeta, sono ora sotto gli occhi di tutti, e non serve richiamarli.
Attraverso questa Virtù il mondo emozionale e la mente umana vengono di certo potentemente illuminati e sublimati, riuscendo a far muovere il soggetto interessato in modo Cristico.
Ogni risposta viene resa proficua, quando si possiede una Coscienza colma di Saggezza, perché s’instaura una via preferenziale con le Maestranze che governano e presiedono la Seconda Fiamma e /o appartengono al 2° Raggio. Uscire dall’Amore diviene allora impossibile, perché le Guide vegliano e trasmettono il modo utile per affrontare ogni evento.
C’è sempre una corrispondenza tra le Esperienze nella materia e il Sottile, dunque il Rimedio Universale che suggerisco, è di solito legato alla Saggezza.
Carenza di Saggezza
E’ una mancanza di base nell’Essere Umano, una carenza che nacque al tempo della caduta, una sorta di avitaminosi, che subentrò quando la Corrente Incarnata scelse un modo di Agire che lo scollegò in “apparenza” dalla sua Fonte, creando un velo. Ora per individuare il velo e rimuoverlo serve rientrare nella Saggezza, che resta dunque la Virtù che getta le Fondamenta per tutta la ricostruzione umana interiore e dunque esteriore.
Tantissimi individui in Evoluzione, ciascuno con una propria Storia, determinano che ci siano però anche tanti altri aspetti e dunque altre Virtù e Qualità da reintegrare e armonizzare. Ogni Uomo che reintegra le proprie Virtù e le manifesta, contribuisce all’arricchimento e al recupero delle Qualità dell’Intero Genere Umano.
La cosa certa è che nessuna religione, che preferisco indicare solo come dogma, ha lavorato per sostenere il Risveglio e la Rinascita del Genere Umano, sostenendolo nel recupero di tali Virtù e Qualità
L’Uomo e i precetti
Un aspetto su cui vale ora la pena soffermarsi è quello di notare come la religione è stata spesso ridotta a tutta una serie di precetti da accettare, fine a sé.
Questo ha comportato che l’Uomo è stato “esentato” dal fare esperienze in merito a quei precetti, ed invitato solo ad accettarli. Questo significa che non li partecipava e senza questo passaggio, non li sentiva suoi.
Per cogliere questo aspetto, vi faccio un esempio semplicissimo.
Pensa a un Uomo iscritto alla facoltà di Medicina, cioè a un potenziale futuro medico. Immagina se durante la sua vita accademica, venissero contemplate solo spiegazioni orali circa l’anatomia umana e la chirurgia, senza alcun supporto di tavole, immagini, filmati e l’esperienza diretta con i malati e la sala operatoria. Un Futuro Chirurgo a cui si spiega come intervenire chirurgicamente su ogni organo del corpo umano, senza mai offrirgli l’occasione di vedere com’è fatto il corpo umano, dove e come si presentano i diversi organi, qual è il loro funzionamento, ma soprattutto senza consentirgli di poter in qualche modo fare esperienza, anche solo come osservatore.
Questo è quanto è avvenuto in ambito religioso.
Ogni dogma è come se avesse impartito delle lezioni di Spiritualità, senza mai guidare e accompagnare l’Essere Umano nell’incontro e nel confronto quotidiano con gli argomenti oggetto di tali ammaestramenti, chiedendogli solo di accettare tutto per fede, i famosi “misteri della fede”.
Quello che è stato presentato in questo modo, come fossero delle lezioni di anatomia puramente verbali, è divenuto ed è rimasto nell’Uomo come un insieme di credenze, che non hanno salvato nessuno, altrimenti oggi l’intera Umanità sarebbe già Tutta Iniziata, Evoluta ed Ascesa da diversi eoni. La stessa Inazione dei Pianeti di questa Galassia sarebbe anch’essa già conclusa da un po’ e sostituita da chissà quale altra Meravigliosa Esperienza Sottile.
Si legge in merito a questo nel testo “L’incontro con Lui”:
“Questo non è il momento di eseguire, questo è il momento di “realizzare”, ossia di spiegare il reale.
In voi, fino ad oggi, esisteva soltanto un “esecutore” di disegni troppo umani; ormai la forza di Colui che viene vi chiama Tutti a divenire i “realizzatori” del disegno più che umano che il Padre mio ha posto in ognuno.
E’ la vostra Volontà, ben centrata, ancorata nell’Amore, si lasci andare alla “sua Volontà”: pensare significherà allora osar volere, pur senza desiderare, significherà intraprendere sapendo che il raccolto sta già germogliando.
… Non rivoltatevi contro gli uomini che considerate i principali artefici del “condizionamento delle coscienze”: essi sono un po’ di voi, nell’atto di sperimentare ancora la cecità.
Chiudete invece la porta davanti alla “mancanza di volontà”, davanti a tutto ciò che si presenta come debolezza e vi trascina in un fiume d’incoerenza; certo non è la rivolta fisica, emotiva e mentale che vi tirerà fuori dalla vostra cella, ma l’atteggiamento distaccato davanti alle energie usurpatrici.
Vi dico che non c’è peggior prigioniero oggi, di colui, i cui pensieri, i cui occhi, le cui parole si lasciano pazientemente modellare…”
La pigrizia
I pigri in un sistema Spirituale, organizzato in questo modo, hanno proliferato e non sono mai stati indotti a rimboccarsi le maniche per salvarsi, anche perché non si sapeva bene da che parte iniziare.
La pigrizia è un’energia mal qualificata, portata e ricevuta in eredità attraverso i matrimoni e le convivenze successive all’ingresso degli accolti planetari. Si tratta di un aspetto che la prima maternità in accoglienza doveva trasmutare del tutto, ma sappiamo che così non fu, proprio perché si tratta di qualcosa di potenzialmente resistente, che richiede al soggetto affetto, di sentire la necessità, l’esigenza, il bisogno di cambiare e di agire in maniera diversa, rispetto alle sue azioni ordinarie.
Quando il 1° Uomo contravvenne la dinamicità interiore e scelse di non agire più come in precedenza, in sinergia con il Creatore, la Triplice Fiamma mutò e il nuovo Suono venne udito, come un Sibilo fortissimo e disarmonico, mai avvertito prima. Ho già detto o meglio scritto, che Tutti gli Esseri di Luce seppero che qualcosa di potente era avvenuto e aveva variato l’ordine planetario, sistemico e nella Galassia, dunque anche nelle restanti. Nell’Uno tutto è.
Chi tra gli uomini dunque, porta in sé questo rifiuto a lavorare interiormente, nonostante le Rivelazioni di vari Inviati, trovandosi a vivere in mezzo a precetti che in genere non gli richiedono nessuno sforzo, nessuna sperimentazione, quali risultati credete possano aver conseguito?
Nei Vangeli si dice che la Fede sposta le montagne.
Ma non si parla di una Fede che ti crolla in testa, ma di qualcosa che lo stesso Gesù ci ha mostrato come un Cammino Esperienziale continuo e costante.
Amare Giuda e accoglierlo con quell’Amore Immenso, con cui Egli lo tenne al suo fianco, fin da prima del suo arrivò, quando le sue carni fisiche, e i suoi Corpi più sottili seppero di lui, e avvertirono l’arrivo prossimo di questo Fratello, che poteva cambiare la sua Storia, non fu di certo opera di un semplice precetto.
Il precetto lo avrebbe forse solo indotto un bel mattino a torcergli il collo, ma così non fu, perché il Maestro lavorava incessantemente su di Sé e si misurava con la realtà e portava nella sua quotidianità l’Amore della Sorgente a cui sapeva di appartenere e dunque la manifestava. Egli era Uno con Tutti, in Dio Padre Madre, attraverso il Cristo che accoglieva, facendo esperienza e non adeguandosi passivamente.
Dalla sua venuta, la gente ha ripetuto per circa 2000 anni, preghiere come formule, gesti e riti, senza comprendere la loro ragione, il perché, il Valore intrinseco intenso di quanto veniva insegnato.
Questo lavoro apparente, non ha generato nessuna Fede Superiore, ma solo una fede terrena, depauperata, che non ha potuto, né saputo originare nell’Uomo la Forza utile per spostare le montagne e sovente non ha prodotto proprio nessun miracolo.
I miracoli
Esistono all’apparenza due forme di Miracolo, l’una Superiore, che nasce da un Cammino Iniziatico e una più terrena che dovrebbe coincidere con la Trasformazione del brutto anatroccolo umano, nel magnifico Cigno di un tempo o del bruco che trasmuta in una soave Farfalla.
Sono i dogmi che avrebbero dovuto dare all’Uomo quella verve, le super vitamine Divine, utili per accompagnarlo nel riuscire a guarire le sue ferite, trasmutando le sue pigrizie, fino a riuscire a Risorgere a Vita Nuova.
Il Miracolo accade quando l’Uomo esprime appieno la Potenzialità che gli appartiene, pensando, parlando e Agendo nel pieno della sua Divinità, come un vero Essere di Luce. Allora tutto gli spalanca diviene possibile, ma perché avvenga egli deve crescere e riallacciare un antico rapporto con il Superiore, fino a giungere a cogliere che nulla li ha mai davvero separati se non il suo credere che così fosse e dunque il suo muoversi in tal senso.
Quando si parla di miracoli attesi e che per l’Umanità non avvennero, non si tratta di ciò che si è visto fare a Gesù, cioè di far guarire i malati o resuscitare i morti, ma di offrire in amorevole Servizio tutto ciò che poteva indurre la trasformazione Umana, sostenendolo nella sua Rinascita in IO SONO.
La quotidianità
Era nella Vita di tutti i giorni che l’Essere Umano veniva chiamato a divenire quell’Essere Superiore che era stato un tempo e che ancora, malgrado le sue fragilità, languiva a sua insaputa dentro di Lui.
Credere però in un qualcosa che gli appariva distante dalla sua esperienza e dalla sua portata, non lo ha mai aiutato.
Gesù stesso gli veniva presentato avulso dal suo contesto storico reale e questo lo rendeva a sua volta come un Essere di Luce Straordinario, a cui l’Essere Umano non riusciva a tener dietro in nessun modo.
Questo narrato accentuava solo le paure e le fragilità dell’Uomo, nutrendo il suo senso d’inadeguatezza e la lontananza anche da una Trinità che non riusciva a “collocare” nemmeno a livello immaginativo, ma in cui era tenuto a credere.
Ogni giorno poi, gli veniva detto di fare gli stessi esercizi, di recitare le stesse preghiere, di osservare le stesse regole di condotta, perché il Padre lo osservava e lo avrebbe giudicato.
Venne fatta nascere e nutrita ad un certo punto, l’idea che l’Uomo fosse un peccatore, avesse un’unica vita a disposizione e che, sciupata quella, avrebbe conosciuto pene inenarrabili.
Gli Uomini, che rivestivano il medesimo ruolo dei Discepoli di Gesù, hanno trovato distante e per certi versi anche noioso tutto questo.
I Piccoli in particolare, nei momenti in cui si ritrovano per partecipare alla propria crescita Spirituale, lo hanno dimostrato. Ancora oggi, nonostante la presenza di iniziative mirate per trattenerli nelle comunità educanti spirituali, una volta adempiute le scadenze di rito, raramente rimangono legati e partecipi in modo costruttivo ed attivo a questi ambienti.
Sono stati silenziati i Cuori e la spinta a mettersi davvero in gioco.
Al bisogno, ancora oggi, in alcune zone del Pianeta succede, come accadeva in passato, che quando una malattia ritenuta incurabile o una situazione considerata come una disgrazia, sopravviene e mina la vita quotidiana, che ci si ricordi di Dio.
In genere c’è ancora un membro all’interno di una famiglia ristretta, di solito le donne, o in alcuni casi l’intera comunità, che in questi frangenti sceglie di rivolgersi a Dio, come ultima spiaggia, per cercare di ottenere il miracolo, la Misericordia e l’Aiuto necessari, per superare indenni il momento cruciale.
Quando si vede la vera Grandezza Divina di un’azione?
Quando porta frutti e buoni esiti, in maniera espansa.
Il dogma ha nutrito sovente le fragilità umane e la condizione attuale dell’Umanità, lo attesta. Pensiamo ai matrimoni, che a differenza delle cerimonie funebri, sono comunque momenti di partecipazione in allegria.
La Gente è svogliata, infatti quasi sempre, soprattutto gli uomini, non partecipano al rito, che dovrebbe rappresentare un importante momento Spirituale, aggregativo, davvero gioioso e condiviso, preferendo starsene nel bar più vicino.
Questo è indicativo!
Cosa fa ogni giorno l’Uomo su questo Pianeta?
Per esempio si alza e mangia.
Mangia almeno 3 volte al giorno.
E perché mangia e non si annoia nel farlo?
Perché anche quando mangia di fretta, consumando anche solo una piadina al bar, ne conosce il Valore e sa che quel gesto è utile per la sua esistenza.
Gli Uomini non trovano noioso mangiare tre volte al giorno, anche quando mangiano sempre la stessa michetta e bevono le medesime bevande.
Ogni giorno, ogni meraviglioso giorno, ciascun Uomo qui, su questo Pianeta si Nutre, mangia per potersi muovere, per essere in grado di parlare, per avere le forze utili per imparare, per relazionarsi, per Amare, per lavorare, per ballare, per cantare, per salire e scendere, in una parola per Vivere.
E perché non ha la medesima consapevolezza circa il Nutrimento Spirituale? Dopo Tutto è la medesima necessità.
E’ vero, è la medesima cosa. Anche sul piano Spirituale è necessario che l’Essere Umano si nutra e lo faccia ogni giorno, non una volta all’anno e nemmeno una volta al mese, se desidera accrescere i suoi Corpi Sottili e Sublimare e Unificare quelli inferiori, ma per farlo deve parteciparlo, deve comprendere quello che fa e ritenerlo Utile. Sentirlo risuonare dentro, come avverte il senso di fame, anche senza che suoni una campana o un campanello
Se questo non avviene e ora si assiste ad una società sempre più votata al digiuno Spirituale, è tempo di riflettere su questa situazione.
A livello animico esiste un rifiuto sempre più marcato, come fosse una sorta di intolleranza a qualcosa che non ha mai permesso quella Salute che il cibo materiale, malgrado le sue denaturazioni e alterazioni, ha comunque saputo in qualche modo mantenere.
Tutti i giorni bisogna assumere con Gioia anche i Cibi Celesti, se si desidera diventare Uomini Evoluti, capaci di vivere la Vita in modo Eccelso, dando spazio all’Anima e allo Spirito, ma questo il dogma non lo ha trasmesso, perché si è allontanato dal suo messaggio Originario, snaturandolo.
Il Potere delle Immagini Sacre
Con il diffondersi del cristianesimo, che non è il Cristismo che portò Gesù, nacquero diverse immagini sacre, che vennero sostituite a quelle ritenute pagane.
Queste Immagini, in verità, hanno fatto talvolta conoscere all’Essere Umano qualcosa di prodigioso, come la guarigione da malattie diagnosticate come incurabili.
Qual è il potere delle immagini sacre?
E’ l’aver permesso all’Essere Umano di fare quel Salto qualitativo che in genere raramente è stato in grado di fare e con tanto fervore.
Dinanzi alle statue o alle icone, sovente i fedeli pregano o hanno pregato con quella devozione che in genere scarseggia durante le celebrazioni dogmatiche.
Lì, un Uomo in Fede canta, s’inginocchia, dialoga con Dio e accende sovente dei ceri, innescando un vero Rito Magico, di cui è inconsapevole, ma i cui prodigi, grazie al trasporto accorato e innalzato, consente che qualcosa accada e dal Cielo venga nutrito il suo Proposito e giunga una Risposta.
Un Uomo che nel dolore, abbraccia, offre dei fiori, si mette in gioco anche per certi momenti devozionali, quali le processioni, e parla finalmente con il Cuore Superiore, anche se l’immagine è lì, fatta di legno o di marmo, rivestita di tessuto e decorata con fregi in gesso, e resta immota e completamente muta, lui le si avvicina da Credente, chiedendo la Salvezza.
In quel momento quest’Essere Umano, ha Fede in quell’Immagine, si Sublima e la Sublima, avvolgendola nella medesima Energia, che da Lui Irradia.
E’ così che “ottiene dei Risultati”
È l’immagine ad agire? No.
Perché allora ottiene ciò che desidera e sta chiedendo?
È l’intensità delle sue Energie, cariche di Potentissima Fede, che consente una risposta.
Le Energie Positive, si accumulano sull’Immagine e la trasformano in una sorta di Ascensore, di conduttore Alchemico. La statua o l’effigie, allora, trasmette le Preghiere, i Decreti e le Suppliche al Mondo Sottile; e così, attraverso questo Strumento, si crea un raccordo stradale verso l’Alto.
La statua o l’immagine diventa un Intermediario che porta al Cielo, cioè al Divino e alle sue diverse Manifestazioni Radiose, queste Invocazioni proprio grazie all’intensità della Fede.
In Verità l’Uomo si serve del suo Potere e si Offre da solo il Dono, affinché il Miracolo Precipiti e sia un fatto concreto, reale. Entrando in apertura e in Accoglienza, convinto che qualcuno Risponderà alle sue Richieste, crea quella Connessione con la Luce, che gli permette di Guarire, di Auto Sanare la situazione.
E’ lui da solo che fa tutto, non l’Immagine.
Questa può trasferire la sua richiesta colma d’Amore, può consegnarla, ma tutto soltanto perché l’Uomo in Preghiera ha Fede.
Si sta servendo del suo Potere Orante, con Saggezza.
Se non avesse questa Energia non potrebbe entrare in Connessione e dunque Partecipare al Potere Divino che Alberga in Lui.
L’Importanza della Preghiera
Ora, non importa se il dogma non risponde ai compiti che si è assunto, perché i Miracoli attestano chiaramente che ogni Uomo deve e può scegliere di divenire Sacerdote di se stesso e avere ciò che chiede, portandolo nella materia, solo se ricrea di nuovo questa Comunione con il Divino il quale lo contiene e lo avvolge in ogni dove, lo compenetra e lo nutre suo malgrado.
E’ un lavoro Straordinario, che consente di riscoprire l’Immensità Uno nel quali si Viva e si rende ogni giorno presente la Sorgente in ogni propria Azione, pensiero e Parola.
I Figli che scelgono Dio, sanno mangiare il “pane Divino” anche nel luogo più remoto e non si preoccupano di ripetere frasi che non gli appartengono, perché sanno che possono parlano da soli con il Cielo e inviano la loro Gratitudine attraverso ogni istante della loro Giornata, a Colui che li ha originati e non li ha mai abbandonati.
Sentono che Dio vive in Loro e che anche solo attraverso il Respiro, Egli porta loro la Vita, e che in seguito anch’essi, nei loro scambi ed incontri quotidiani, possono a loro volta portare e dare, offrire, in 100.000 modi a tutti i loro Amici, Conoscenti, Familiari e Vicini.
Anche solo Vivere in Presenza Amorevole, permette a ogni Uomo d’Irradiare qualche particella di Vita Divina, ma per farlo bisogna giungere a cogliere questa Sacra Unione mai spezzata, vivere in Saggezza, per ritrovare la Fede.
In Amorevole Servizio, Ti degli Arcangeli
La parte di Testo riportato, è stata tratta da: 👉“L’incontro con Lui” di Daniel Meurois e Anne Givaudan.
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