
Jean-Paul Sartre diceva: “Ciò che non è assolutamente possibile è non scegliere” ed è esattamente la condizione in cui operiamo.
Sì, perché, se ci pensi bene, anche non scegliere è in realtà, di per sé, una scelta. Scelgo di non scegliere.
Nella Vita, a volte prendi decisioni perfette, altre volte sbagliate, altre volte ti astieni, ma sempre operi una scelta.
Ci sono decisioni che ti riempiono di gioia, altre che ti lasciano infelice, altre che ti accorgi che ti daranno molto, anche se, nel momento in cui stai per farle, ti risuonano come impegnative, ma dopo averle abbracciate totalmente, cioè dopo averle prese, ti senti leggero e libero, libero della tua libertà Animica.
E’ allora ti percepisci come se fossi una piuma.
Ti sei rispettato, vale a dire hai detto sì a Te e tu sei Anima, quindi alla tua Anima e tutte le tue parti ne godono, ne vibrano in Dio. Sei un’Anima in asse, in equilibrio perfetto, in “sintonia piena” con la tua “storia”, quindi Uno nell’Uno. Re di Te stesso.
Quando una scelta invece, lascia dell’amaro in bocca, rimpianti e/o dubbi, questo significa che c’è qualcosa che va rivisto, qualcosa che non funziona a dovere nella tua scelta.
Sei per qualche motivo in “dissonanza”.
Forse non ti sei semplice staccato dalle persone coinvolte, persisti nel legame con quel fatto, quell’accadimento quella realtà, oppure hai scelto ciò che la tua Anima non avrebbe scelto.
Nel primo caso è la ragione a sentirsi inappagata, perché non si sente sufficientemente tranquillizzata dal tuo campo emotivo, il quale, essendo ancora molto insicuro e titubante sulla scelta in sé, non le offre le dovute garanzie. La scelta non è avvenuta secondo le dinamiche del cuore, ma secondo santa ragione e quindi le perplessità sono infinite.
A volte invece, quando scegli con il Cuore, scegli in maniera immediata e quindi il risultato che consegui è pura e semplice serenità.
Dentro cogli e senti una tranquillità inamovibile.
Può succedere che, in alcuni frangenti, nonostante ti fossi immaginato 1000 volte quel momento, improvvisamente tu rimanga bloccato per molto tempo, immobile, come fossi di fronte a un bivio che ti conduce a una sorta di doppio burrone.
Una cosa è certa: la nostra unicità, emerge o viene rinnegata, proprio nel momento della scelta, quando tu puoi essere impulsivo, reattivo, istintivo, immediato, oppure muoverti come fossi una sorta di bradipo o una persona molto attenta, riflessiva e ponderata.
E’ allora che, lucido, sebbene insicuro, riesci a prendere in maniera rapida le tue decisioni più “rilevanti”, anche se poi, a distanza di un po’ di tempo, messo di fronte a una scelta più banale, potresti rimanere in stallo, perso nelle elucubrazioni mentali.
Perché?
Perché la scelta richiede equilibrio e il nostro equilibrio, proprio come accade per una bilancia, dipende dal momento, da cosa vai pesando e da dove ti trovi.
La vita ci dimostra a volte che ci sono momenti nei quali una persona può, come siamo soliti vedere fare nei film, decidere improvvisamente di cambiare tutto completamente, magari in seguito a un evento importante, come un lutto o un abbandono, oppure in seguito a una serie di altri sconvolgimenti.
Tu, dopo una vita normalissima e a volte un po’ banale, ecco che improvvisamente, un bel mattino, ti alzi e prendi la grande scelta: lasci il lavoro, abbandoni la famiglia, gli amici, la tua città natale e te ne vai, cambi completamente tutto, ma proprio tutto, cambiando totalmente la tua esistenza, così, senza un apparente motivo.
Mi viene da sorridere, perché a volte, sono proprio le persone più scontate, a fare scelte così totalitarie.
Proprio quando le davi per scontate, queste persone ti “fregano” ed è stupefacente.
In genere, sono proprio quelle persone che quando si trattava di scegliere un maglioncino hanno quasi fatto “chiusura del negozio” con la cassiera.
In quei frangenti vedevi queste persone rimanere per ore, a toccare, a guardare, a provare e riprovare gli indumenti, cercando di chiedere tutto lo scibile umano e divino a proposito di quel certo maglioncino, o dei pantaloni, o di quella gomma per l’auto, poi d’improvviso questa svolta inattesa.
Loro che sembravano incapaci di decidere se fare o meno quell’acquisto, recidono in maniera immediata e netta con il resto della Vita, che lasciano dietro di sé.
Loro, proprio loro, improvvisamente fanno quello che tu, spavaldamente abile e rapido nelle decisioni, non oseresti fare, nemmeno dopo aver camminato sui tizzoni ardenti.
Ci volevano sei mesi per scegliere un nuovo zerbino per casa e poi, hanno impiegato pochi istanti, per tagliare con un’intera vita.
E tu, che trovi “tutto questo”, semplicemente assurdo.
Pensa al tuo caso.
Non ti è mai capitato di dedicare una quantità irragionevole di tempo per una scelta, in fondo futile, come potrebbe essere un paio di Jeans, una felpa, una bicicletta, l’iscrizione ad un corso e di aver invece adoperato due nano secondi per prendere una decisione capace di sconvolgere la tua relazione, oppure cambiare la tua esistenza o le tue conoscenze?
Tutto questo è straordinariamente importante e creativo.
Non c’è una regola specifica per il cambiamento, non esiste, e tu, quando lo abbracci, sei nella condizione di non rientrare più, in nessun modo, nelle categorie specifiche, ordinarie, pre- impostate e ben precise del sistema, delle regole, del nostro mondo “consumato”.
Ciò che ti separa dal tuo punto d’inizio alla soluzione finale, vale a dire il tuo percorso e processo decisionale, sono sicuramente momenti di grandissima tensione, di disagio, di crescita e quindi di maturazione intensa.
Del resto, prendere decisioni ti sembra particolarmente angosciante solo quando stai per andare contro corrente e per fare scelte contrarie al modo di scegliere della massa, del così detto gregge.
Allora, le opinioni circostanti e tutto l’ambiente nel quale vivi, e di cui sei parte, i consigli offerti per l’occasione, sembrano volerti a tutti i costi ancorare, proprio per impedirti di procedere e allora, spesso, ti senti in certi istanti, eccessivamente preoccupato di “fare la cosa giusta”.
Credo sia la stessa sensazione che dovette provare Cristoforo Colombo quando, dopo diversi studi, approfondimenti, congetture, ricerche e tanto altro, ottenuto il supporto della Regina, salpò per andare incontro al suo “tanto atteso viaggio”.
Cosa provò?
Sicuramente gioia, leggerezza, speranza, a volte certezza, ma in altri momenti sicuramente anche un senso di inadeguatezza, paura per sé e per la Vita dei compagni di viaggio, degli uomini che avevano scelto di seguirlo, ciascuno con le proprie motivazioni, ma ora tutti lì, a guardare le Colonne d’Ercole avvicinarsi, per poi superarle e lasciarle tremendamente e irrimediabilmente dietro le spalle.
Teorie, supposizioni, ansie, gioie e paure, soprattutto la paura dell’ignoto, del naufragio e del non fare più ritorno.
E cosa lo ha sostenuto? La Fede!!!
Allora, probabilmente, e solo allora, ha sperimentato e avuto come compagno di viaggio lo sgomento, il tormento di nuocere a se stesso e agli altri; magari per chissà quanti giorni e quante notti è durata questa sorta di fatica interiore, questo sentirsi pesare addosso la responsabilità della vita dei compagni.
Ma la sua tenacia, dettata dalla Fede, lo ha portato ad una scoperta.
Perché parlo del potere decisionale oggi?
Forse perché in questo periodo molte Anime sono chiamate a prendere decisioni importanti, decisioni che non stanno compiendo in piena libertà e autonomia, ma sotto il giogo, “inconsapevole”, di ciò che comunque muove e presiede la realtà odierna, cioè la convenienza e il denaro.
Questo sta pesando molto sul loro cammino di Anime, ma ciascuno ora risponde per sé e lo fa e lo farà, comunque, nel bene o nel male, se così lo si vuole definire.
Per secoli, siamo stati gestiti, in modo tale che fossimo privati lentamente della nostra capacità decisionale; così, siamo stati lentamente asserviti e strumentalizzati, nel nostro stesso sistema decisionale, a tal punto da scegliere solo ciò che ci veniva proposto, e di farlo, credendo fermamente, di aver espresso solo noi stessi e le nostre volontà.
Pensiamo alla situazione odierna, parlo della sanità e della scuola.
Girata la vite ed imposta una certa cosa, ecco che è il tuo stesso interlocutore, nonché inquisitore, che ti offre tre o quattro soluzioni per svincolarti, apparentemente, da lui e dalle sue decisioni, dalle sue scelte.
Lui, ti dà la possibilità di avere una via d’uscita, che tale non è.
Scegliere una delle sue quattro opzioni è scegliere sempre ciò che lui desidera.
Tu sei ancora una volta una sorta di pedina che sta scegliendo e facendo ciò che l’altro ti “induce a fare”.
Si tratta di una scelta “preconfezionata” a cui tu abbocchi, per 101 motivi personali.
Esistono invece, quando sei realmente nella tua piena facoltà decisionale, due categorie principali di modalità decisionali.
L’unico punto fermo, comunque stiano le cose, è che scegliere non è affatto facile, non lo è mai o ben poche volte lo è, perché ti occorre creare un buon assetto di equilibrio tra le tue energie, apparentemente contrastanti, quelle emotive e quelle razionali.
In un certo senso poi, decidere comporta il chiamare in gioco 3 momenti della tua vita e cioè il passato, quella tua parte di vissuto che spesso ti frena, perché legato a vissuti dolorosi e/o faticosi, il presente, che incalza, nell’attesa di dovere e/o volere agire e quindi decidere e poi il futuro, quel futuro che vivi sempre con timore e che quindi ti rallenta, ti frena e ti funge da spauracchio spingendoti a mordere il freno, in nome dell’essere prudente.
Il futuro, anche oggi, spinge molte Anime a scegliere con il freno a mano tirato o meglio il presente viene vissuto in funzione di un futuro che per essere diverso, ti richiede Fede, tanta immensa Fede, Fede in Dio, fede nelle tue intuizioni, Fede nella tua forza d’animo, Fede nell’accogliere i “consigli immediati dell’Anima, Fede nella potenza e grandezza stesse della tua Anima, Fede che sostituisci, quando hai il freno tirato, con la tua razionalità, uscendo dal tuo cammino Animico.
Icaro, se avesse usato il freno a mano, non avrebbe messo le ali e non sarebbe mai fuggito dalla “sua” prigione, prigione che, guarda caso, la storia ci dice fosse stato proprio lui a creare, dietro commissione del suo Re.
Se vuoi, puoi restare rinchiuso con il Minotauro, ma per uscire dalle sbarre che tu stesso hai eretto, devi decidere e solo tu puoi farlo.
Icaro cercò tutto ciò che gli avrebbe permesso di uscire da quelle mura, non di restarvi il più a lungo possibile, perché trattenersi significava solo, finire nelle fauci del Minotauro.
Credo valga la pena soffermarsi su questo aspetto.
lo so, le emozioni giocano spesso brutti scherzi, non per nulla si creano situazioni precostruite di paura, tensione costante, falsi d’autore e falsi e basta.
Certo, sappiamo tutti che, la paura ti conduce alla fuga oppure all’aggressione e alla lotta, mentre il disgusto ti porta solo ad evitare, però il ruolo delle emozioni in ogni tuo processo decisionale scava e lo fa molto più in profondità di queste risposte istintive.
Le emozioni sono sicuramente un “nodo cruciale” quando scegli.
Se scegli con rabbia sei nervoso, impetuoso, egoista, aggressivo e incline al rischio.
Se invece provi disgusto, sei pacato, più cauto, più chiuso in te e in ascolto interiore.
E la tristezza, invece?
Ci sono ricerche che sostengono che le persone tristi, di solito, impiegano più tempo, perché considerano tutte le alternative offerte e finiscono per fare le scelte migliori, cioè più adatte a Sé o meglio alla propria Anima.
Sono davvero tantissimi i meccanismi che entrano in gioco quando tu fai una scelta.
Ma cosa ti accade a livello fisico, sempre se ti accade?
La fisica ti dice che qualsiasi decisione, anche quella di farsi una spremuta, attivi un certo schema dei tuoi neuroni, creando degli impulsi di elettroni, cioè di quelle particelle che seguono solo le leggi della fisica, per cui tutto quello che fai o che stai per fare, tipo la spremuta, è legato, correlato a quello che ti è accaduto immediatamente prima.
Questo toglie quindi ogni potere al libero arbitrio.
Io penso però al grande valore e al potere insito nelle parole.
Decidere, significa “tagliar via”.
La parola decidere è una parola “potente”, di cui ho già parlato in altri articoli, ma che voglio richiamare.
Decīdĕre, viene dal latino ed è creata dall’unione del prefisso de- (da), con il verbo caedĕre, che vuol proprio dire tagliare.
Questo significa che se decidi, tu prendi una sorta di “ascia” di Luce e ti concedi la possibilità di agire da vero padrone della tua vita.
Pensa alla natura.
Cosa decidi?
Il taglio di un ramo dall’albero, perché quel ramo si nutre di linfa vitale, togliendo qualcosa all’albero stesso.
Decisione è quindi una parola forte, chiara, onesta e indubbiamente che richiede coraggio.
Si tratta di “tagliare via, mozzare”.
Che cosa tagli via quando prendi una decisione?
Prima di tutto, ogni cosa che è stata, quindi il tuo passato, quello che sta dietro alle tue spalle, è come un “mondo intero”.
Lasciarlo andare, ti richiede fatica.
Tutto quello in cui credevi, per cui ti battevi, che sostenevi, che aiutavi, che creavi, che sostenevi, …ora lo vai “amputando”, con un colpo fermo e deciso lo stacchi da te ed è come un “rinnegarlo”, un lasciarlo andare, un prendere il largo, da tutto quello che “era e c’era”, prima che tu decidessi diversamente.
Presa la tua decisione, tutto intorno a te si muove, si ricostruisce, si ricompatta e si assesta in una nuova forma, un nuovo equilibrio, una nuova prospettiva, la “novità”.
A volte, non so se ti capita o ti è capitato in passato, nei giorni seguenti al taglio, ti ritrovi a pensare a chissà da quanto tempo il tuo “albero”, cioè il tuo sé interiore, aspettava, dentro di te, che tu impugnassi quell’ascia e passassi all’azione.
Chissà da quanto tempo dentro, la tua Anima attendeva che tu prendessi finalmente la “tua” forma.
Magari da secoli, da un’infinità di reincarnazioni, oppure da qualche anno.
Prendere una decisione, ribadisco ancora, richiede Fede e non è semplice.
Ha a che fare con il tempo e con alcune parti, con varie parti di te.
Quando scegli, ti accorgi di avere diversi Io, io che paiono dotati di autonomia, io che vivono dentro di te e gestirli tutti è particolarmente impegnativo.
Ognuno di loro dice la sua e spesso, ciò che propone, è in contrasto con quanto sostiene un’altra parte di Te.
Qual è l’Io autentico, quello da seguire?
Una cosa è certa: l’Anima è anomala.
L’Anima segue e punta a Dio, quindi segue leggi che nella nostra realtà duale, non trovano spesso alcun riscontro.
L’Anima è colei che non segue le leggi ordinarie, nemmeno fisiche, presumo.
Una cosa che può accendere qualche nuova consapevolezza oggi leggendomi è che ti accorgi che chi ti ha spinto a scegliere, spesso non è la tua parte “autentica”, quando fai qualcosa che viene fatto da tutti o dalla maggioranza, quella maggioranza che appartiene al “tuo vecchio continente”, cioè al tuo mondo ordinario.
Allora, l’Io che sovente sceglie e si attiva dentro di Te, nella tua vita a volte non è forse il più “autentico”, ma è quello più “convenzionale”, quello che non desidera essere escluso, quello che ancora soffre di “svalutazione”, quella parte che consapevolmente o inconsapevolmente cerca “riconoscimenti”.
Non è la parte più autentica, perché non sei veramente abituato a desiderare davvero qualcosa, per Te stesso, perché siamo troppo dipendenti gli uni dagli altri, in senso non animico, ma mentale e materiale, infatti siamo sempre a ribadire la proprietà di qualcosa, così come siamo continuamente in balìa del giudizio degli altri, perché non ci conosciamo e non ci amiamo.
E così, basiamo la nostra esistenza su ciò che fanno gli altri, vicini o lontani che siano, su quello che vogliono, a partire dai figli e dai nostri familiari e su quello che desiderano o ci suggeriscono i mezzi di informazione e le persone più comuni e ordinarie della nostra Vita.
Infatti, guarda caso, riteniamo sempre che il vicino stia meglio di noi, viva meglio di noi e sia più fortunato e contento di noi.
L’invidia, in fin dei conti, attesta solo che tu non persegui ciò che vuoi veramente Tu, ma cerchi di emulare e desideri quello che ti pare gli altri posseggano.
In- vidiare, infatti, viene da in-videre, che significa “guardare nel guardare altrui” o potremmo dire “non riuscire a guardare in maniera autonoma, sganciata, una cosa”.
C’è una cosa su cui puoi stare tranquillo: la conoscenza di noi stessi è una grande sfida e qui non parlo dei tuoi pregi o difetti, o dei tuoi gusti in fatto di…, ma parlo del tuo sé interiore.
Succede, a volte, di avere comportamenti inadeguati, ma l’esperienza spesso non insegna e così ti ritrovi a rifare, ridire, ripetere le stesse identiche cose, come si trattasse di un film, di una pellicola passata.
Eppure tutto ritorna allo stesso identico modo.
Allora ti arrabbi, ti chiedi il perché, ti maceri nel rimorso e nella colpa e non trovi una spiegazione razionale. Perché tutto questo?
Perché sai poco, veramente poco di Te stesso e non ti attivi per crescere in tal senso.
Non crei un vero “dialogo” con Dio e con gli Angeli e Arcangeli, i suoi sommi messaggeri.
Non sai nulla del tuo nome, nome che spesso hai ricevuto da un nonno, da una nonna e questo ti limita, ti imprigiona, ti limita.
Hai una data di nascita, ma sembra solo un peso dal momento in cui, come un contachilometri, sembra servire solo a marcare il tempo che passa e lascia una piccola ruga in più e non sai, invece che ogni cosa, che fa parte della tua Vita ha un senso e viene per “parlarti di Te” e guidarti.
Ora è tempo.
Hai un DNA spirituale, scritto prima ancora che tu nascessi, e non puoi ignorarlo, per poi invidiare il tuo vicino di casa, di banco o di lavoro.
Esiste un’antica filosofia , chiamata Angelologia, che può aiutarti a scoprire qualcosa in più su di te, sulle tue vocazioni, le tue attese, i tuoi sogni e i desideri più profondi.
Perché sei qui? Cosa sei venuto a fare?
A indebitarti con un mutuo trentennale, a soddisfare solo i tuoi bisogni primari, a mettere al mondo dei figli, che ritieni tua proprietà, e che cresci, più o meno bene, secondo la logica e le leggi umane, puramente e prettamente umane, oppure vali molto di più e il tuo compito lo stai ignorando, perché ti sfugge e quindi non lo persegui.
Mutuo, figli, nipoti, soldi e saldi, soldi e lavoro, tanto infinito lavoro.
Sei stato generato per questo?
Ti ripeto: cosa sei venuto a fare in questo mondo?
E’ tempo di entrare in contatto con le tue parti più profonde, quelle che veramente contano, quelle che aspettano solo di essere viste, scoperte, colte e messe in atto.
Fin da piccolo, sei stato abituato a seguire l’onda, gestita dalla mente “condivisa” familiare, dalla pubblicità, dai canoni comportamentali pre-costituiti, ignorando chi sei e cosa in realtà tu vuoi.
E’ così, che quando arriva il momento di decidere, sono rare le volte in cui a scegliere è il tuo TU, quello vero, reale, autentico.
Oggi ti invito a prendere una pagina nuova del tuo quaderno e a riempirla a dismisura di “mi piace”.
Scrivi tutte le cose che ami, che senti, tue, che realmente ti piacciano, senza pensare a nessun se, ma forse, perché e però.
Vai con l’immaginazione, oltre il tuo timore di parlare, di dire, di esprimerti e di decidere.
E’ il momento di diventare “forte” di Te e per Te, non per gli altri.
Guarda i Numeri con cui gli Arcangeli ti parlano e mettiti in condizione di sapere cosa ti stanno dicendo (vedi l’apposito libro nel Negozio Online).
Leggi, segui tutto quello che trovi tra le righe di questi articoli e che ti offro e oltre.
Difenditi, con i gioielli che ti rendono “unico” e ti mettono in contatto con i tuoi Angeli, ma attivati.
Medita, prega, purificati e segui questo blog per scoprire tutta un serie di materiali scelti che ti aiuteranno in questo momento; troverai tante novità, novità che ti porteranno ad altre parti di una rete di Luce, per crescere, aumentare il tuo stato di Coscienza e svoltare.
Fortunatamente, “mi piace” non è ancora svanito del tutto; magari se ne sta dimenticato, mezzo assopito, in qualche angolo remoto dentro di te, ma ancora respira.
Dagli voce!
Dagli movimento!
Dagli Vita!
Dagli ali!
E’ faticoso, perché devi spogliarti dalle tue paure, dal terrore del giudizio, dai pensieri, dai pregiudizi, dai sentimenti e dalle emozioni più pesanti, come il terrore di essere un egoista, un irresponsabile.
Butta a mare il tuo senso di colpa e rinasci.
Gesù era piccolo, ma si staccò dalla carovana che lo riportava con i genitori verso casa, perché aveva qualcosa da fare “nel tempio”, nel nome di suo Padre.
Quante volte hai seguito il tuo Sé, che ti spinge a fare qualcosa oltre la terrenità, per assecondare la tua natura animica?
Quante volte ti sei staccato dalla carovana, per essere fedele alla tua vocazione Cristica? Forse è tempo di farlo, pensaci!
Om Shanti!
Con Amore Ti degli Arcangeli.
Sei libero di copiarlo su un altro sito/blog, però per correttezza lascia questa dicitura incluso il collegamento cliccabile a www.sottounarcobalenodiluce.com



Grazie Ti carissima!!! Articolo molto forte e di riscatto interiore!!! Grazie infinite!!! Ne faccio grande tesoro per seguire la mia Anima e quindi per la Crescita Vera!!!
Ti abbraccio a cuore aperto!!!
Om Shanti!
Che queste parole ti portino molto frutto.
Carissima Ti io sono onorato e ti ringrazierò sempre per tutto quello che amorevolmente porti a tutte le persone disposte ad ascoltare e seguire il tuo prezioso ” Blog” e un Arcobaleno di Luce.
Colgo l’occasione per ringraziarti ancora farti i complimenti per il bellissimo libro “Diario dei Numeri Degli Angeli” prezioso…!!! E augurarti Felici Feste Natalizie che il nostro Padre Celeste e gli Angeli e Arcangeli ci custodiscono sempre nella Luce Divina.
Un abbraccio grande di Luce e Gioia.✨♥️
Buone Feste anche a tutte le persone che seguono Pace e Bene a tutti voi ❤️
Aguyjevete ✨