
Da tempo non vedo la televisione e questo per scelta.
Come mai?
Semplice!
E’ uno strumento straordinario, utilizzato purtroppo solo per seminare e coltivare negatività, paura e senso di incertezza.
Quante cose straordinarie accadono nella nostra piccola quotidianità, che varrebbe la pena far conoscere, mettere in primo piano e quante vengono ignorate, soppiantate da fatti di cronaca nera, che paiono l’unico nostro cibo quotidiano!
Anche dire basta a tutto questo è un nostro diritto, un diritto, che richiede a volte estremo coraggio.
Guardandoci intorno, infatti, è facile constatare come nel nostro tempo il concetto di coraggio non goda, in termini generali, di troppa considerazione, nè di molti sostenitori.
Si spettegola spesso, senza avere il coraggio di dire in faccia all’interessato la verità.
Si vorrebbe un Mondo migliore e si sceglie di seguire la direzione del vento, in cui lo sport principale è farsi i fatti propri per starsene lontano dai guai, in “apparente pace”.
Il coraggio è una qualità che accorpiamo spesso al concetto di eroismo, ai gesti eccezionali, quelli in cui una persona mette a repentaglio la propria vita, per qualcuno o qualcosa in cui crede, ama.
Raramente si parla di coraggio e ancora più raramente viene proposto, coltivato, sostenuto come una virtù da mettere in pratica quotidianamente.
Ciò che più sembra contare oggi, al contrario, è il concetto di sicurezza.
A partire dall’infanzia ci viene inculcata l’idea di “non farci male”, quindi di non rischiare, di non fare pazzie e mosse azzardate.
La novità ci crea insicurezza.
Veniamo educati a rimanere in una posizione di confort, a non esporci, a non dare confidenza agli estranei e a non parlare con loro, che non conosci, in pratica a stare attenti e vigili, sospettosi verso il prossimo tangibile.
Restare al sicuro sembra la parola d’ordine!
Eppure già in questo compare una grande discrepanza: coltiviamo la diffidenza dalle persone e dai fatti reali e non facciamo la stessa cosa rispetto al mondo virtuale, con cui oggi le persone, soprattutto i piccoli e i giovani si confrontano.
In pratica chiudiamo la finestra, per spalancare un vero portone, da cui tutti, in qualsiasi parte del pianeta possono avere accesso, senza che io li veda fisicamente e sappia veramente nulla di loro.
Ma in questo momento non voglio parlare di questo aspetto, che sarebbe comunque importante, quanto di una sfumatura importante del come il nostro non voler correre rischi ci porti spesso a condurre un’esistenza di pura reazione, improntata al mantenimento piuttosto che al nostro sviluppo attivo.
Giochiamo sempre in difesa, a braccia incrociate, e questo ci limita e ci toglie l’orizzonte.
Invece di pianificare, crearci obiettivi e sforzarci di perseguirli con tenacia, nell’amorevolezza divina, nel modo stabilito, finiamo al contrario per giocare in modo aggressivo, corto, come la difesa impone, sforzandoci di rimanere al sicuro e cercando di respingere tutto e tutti, tranne chi veramente stimola il nostro “disagio interiore” …
Ci creiamo un guscio, dove non esiste, se non forzatamente la parola novità e cambiamento.
Rimani allora legato alle stesse persone, anche se ti stanno strette, perché sono amiche di vecchia data; non ti sfiora neppure l’idea di cambiare lavoro,anche se non ti soddisfa, perché si tratta di un posto sicuro: la crisi ti spaventa, del resto non si parla d’altro o meglio non si parla che di ciò che non va, senza mai nemmeno lontanamente ipotizzare cosa potrebbe e come la realtà lavorativa generale…
Adoperarsi quindi attivamente per cercarne un altro lavoro soddisfacente e stimolante, che ti faccia sentire vivo è praticamente un’utopia.
Perché?
Forse perché abbiamo bisogno di Pace e la desideriamo a tal punto che crediamo che nell’inerzia essa possa apparire miracolosamente.
Così si rimane in una relazione d’amore dove la passione è svanita da tempo, lui/ lei assorbono tutte le energie vitali, convinti che il nostro compito sia provvedere a quell’unica persona, che aiutarla sia il nostro scopo esistenziale; si resta così abbarbicati, senza preoccuparsi di quale sia la cosa migliore e se e in che modo si potrebbe eventualmente dare una svolta e magari rivitalizzare benevolmente ogni cosa.
E’ un modo per sentirsi sicuri, per non mettersi in discussione.
Preferisci seguire il flusso degli eventi, anziché cercare di assumerti le tue responsabilità e determinarne il corso.
Preferisci rimanere al sicuro, nel tuo brodo conosciuto, sperando che i venti della vita ti conducano in una direzione favorevole, anziché rovesciarne il contenuto e attivarti per prepararne uno nuovo.
Si può cambiare?
Si può raggiungere la vera Pace interiore ed esteriore?
Si può fare di meglio?
Credo proprio di si.
“Non posso ottenere ciò che gli altri non hanno, se faccio quello che tutti fanno”.
E’ un modo diverso per esprimere la stessa cosa di Einstein:
“Pazzo è colui che cerca di ottenere risultati diversi, facendo sempre le stesse cose”
Per invertire la rotta ci vuole forza, determinazione, coraggio.
Bisogna confrontarsi con le proprie paure e superarle.
Questo significa diventare padroni della propria esistenza, responsabili.
Il passo fondamentale per assumere la piena responsabilità della nostra esistenza è riuscire a vivere senza paura, conquistando giorno dopo giorno, il coraggio.
Quando penso e parlo di coraggio, non penso sicuramente a Rambo, al ricucirsi le ferite con ago e filo, al gettarsi in mare da un elicottero in volo o lanciarsi con il paracadute in pieno oceano.
Parlo del coraggio di affrontare tutte quelle piccole paure che ci trattengono dalla possibilità di esistere veramente, di esprimerci, di affermare la nostra personalità in modo fermo, sereno e quindi di sentirci finalmente bene, apposto, in Pace con noi stessi e il Mondo.
Parlo di quelle 50 sfumature della stessa paura, che ci assale in mille modi, come timore del fallimento, senso di inadeguatezza, paura di conoscere il rifiuto, di essere osservati, umiliati, derisi, paura di non farcela o di restare soli.
Tutti abbiamo queste paure.
Quello che ci rende diversi è la volontà di riconoscerle, guardarle attentamente,accettarle e quindi affrontarle come noi e solo noi, quando diventiamo consapevoli, sappiamo e possiamo fare.
Molte persone ignorano queste paure, le rifiutano, non le accettano, semplicemente le rinnegano o le giustificano.
Pensa a come vivremmo, se non continuassimo a coltivare le nostre innumerevoli paure collettive e personali.
Dobbiamo vivere la paura, non come un nemico, ma come un’opportunità:lei ci evidenzia le aree dove abbiamo maggiormente bisogno di crescere.
Quando incontriamo una nuova paura dentro di noi, sperimentarla ed accettarla, come una nuova e magnifica opportunità per crescere.
Che cos’è che impedisce alle persone che assistono a certi episodi ( vedi scippi o aggressioni sui mezzi) di intervenire?
La paura.
E l’accettarla rende insensibili, crea altre sfumature e nuovi baratri relazionali e sociali.
Quello di cui abbiamo bisogno è il coraggio.
Cos’è il coraggio?
E’ semplicemente la capacità di fare, di mettersi in gioco, di agire, … nonostante la paura.
E’ il non lasciarsi paralizzare.
E’ l’andare contro corrente.
E più acquisti terreno tra le tue paure, più la grinta, il coraggio aumentano e con esse la Pace.
Esiste anche un’altra strada, ben più frequentata, quella in cui anziché misurarti con la tua paura, cerchi di evitarla, trovando vari tipi di giustificazione, in cui cerchi perfino di far approvare alla tua ragione i tuoi comportamenti ripetitivi e faticosi.
Lui non ti ama, ma almeno ti da sicurezza economica, oppure in fondo è un brav’uomo, oppure sei ormai in là con gli anni per cambiare vita, lavoro, amicizie o paese, o ancora non puoi smettere di fumare perché è l’unico vizio che hai o non puoi dimagrire perché anche tua nonna era rotondetta.
Gli anni passano, e sebbene ci si fosse giustificati dicendo che era ormai tardi per sovvertire tutto, ne passano sei, poi ancora sei, poi altri sei …
Un giorno, finalmente, realizzi che in fondo in questo arco di tempo in cui la tua vita non è cambiata poi molto, avresti potuto fare il giro del mondo a piedi, almeno sei volte.
Allora appaiono i rimpianti e le insoddisfazioni.
Però ti restano sicuramente ancora alcuni anni da vivere nella tranquillità e allora devi sforzarti di trovarla, di ingegnarti a costruirtela su misura …
Qualcuno poi incomincia a dire che quando morirà, almeno troverà la serenità agognata.
Buttiamo tutto sempre sul futuro, perfino sulla nostra vita oltre la vita.
Non vale forse la pena conquistarsi prima la Pace, attraverso il lavoro sulle proprie paure??
Siamo noi gli architetti della nostra Vita!
Abbiamo tutto nelle nostre mani, basta che iniziamo ad affrontare le paure che oggi ci bloccano, ci frenano, ci tormentano.
La prima cosa da fare è individuarle, dargli un nome, senza giudizi, né pregiudizi di alcun tipo.
Poi dobbiamo agire, affrontarle, mettere confusione iniziale, uscendo dal paradiso apparente, dalla zona di confort; non è necessario stravolgere tutto, ma incominciare con piccoli passi e via via tutto sarà più facile e a misura d’uomo.
Hai presente quando devi riordinare una stanza ingombra di oggetti e rimetterla in sesto?
Lo scoglio iniziale è sempre partire, decidere cosa fare per primo, poi, a mano a mano si tolgono gli oggetti ingombranti, si pulisce o altro, la stanza incomincia a prendere forma e l’armonia ricompare.
Alla fine il lavoro da sempre risultati eccellenti.
Con la paura è la stessa cosa.
Allo stesso modo se hai paura di parlare in pubblico, non sarà necessario salire su un palco e parlare ad una platea di 1200 persone, basterà incominciare nella cerchia di amici, poi nell’ambito del proprio lavoro, esponendo il proprio pensiero magari anche solo a due colleghi, poi… e così via via si arriverà, come per la stanza, ad accorgersi che, sebbene un po’ di fa ci sia ancora, è possibile affrontare un gruppo di estranei, anche nutrito, sui più svariati argomenti.
Importanti sono quindi la costanza e la gradualità.
Ogni piccolo ingombro rimosso e messo al suo giusto posto, ci darà fiducia e quindi nuova forza per le azioni future.
Presto la gioia si affiancherà costantemente alla costanza e senza accorgerci arriveremo resto alla felicità.
Nessun atleta vince la gara, se non si allena!!
Noi spostiamo solitamente sugli altri i motivi che sollevano certe nostre emozioni.
“Mi fa arrabbiare”
“Mi fa paura!”
“Mi stanca…”
In realtà ciò che ci limita, ci impedisce, ci spaventa viene da dentro e non dai nostri genitori, dal fidanzato, dal collega, dal capo o dai figli.
Dipende da noi, esclusivamente da noi!!!
Ricorda che, per trovare la sua Pace, il Guerriero passa attraverso la paura.
“Un Guerriero della Luce sa che alcuni momenti si ripetono.
Spesso si trova davanti a problemi e situazioni che ha già affrontato.
Allora si sente depresso, e pensa di essere incapace di progredire nella vita, giacché i momenti difficili si sono ripresentati.
“Questo l’ ho già passato” si lamenta col proprio cuore.
” E’ vero, lo hai vissuto,” risponde il cuore. ” Ma non l’hai mai superato”.
Il Guerriero allora comprende che il ripetersi delle esperienze ha un’ unica finalità: insegnargli ciò che non vuole apprendere… ”
Se sei in difficoltà, non rinviare dicendoti: “… non sono pronta per iniziare questo cammino …”
La cura si affronta proprio quando la malattia è in essere, cioè quando, non essendoci stata prevenzione, rimane solo l’azione diretta a rimuovere, a sgombrare …
Quindi, se vogliamo vivere in Pace, dobbiamo iniziare a fare spazio e ordine nell’immensa stanza delle nostre Paure…
Sei libero di copiarlo su un altro sito/blog, però per correttezza lascia questa dicitura incluso il collegamento cliccabile a www.sottounarcobalenodiluce.com


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