Semplicemente vivere.

Ciao! Oggi mentre trafficavo con cuore leggero in cucina, tra peperoni e capperi, pensavo, anzi pregustavo la gioia di poter assaporare quel piatto dai colori così intensi e dai profumi cosi veri e mi sentivo bene, in pace con me stessa e con il Mondo, l’intero mondo.
Ripensavo alla bellezza della semplicità, quella semplicità che molti credono sia trascuratezza o povertà, mentre non è assolutamente così.
Essere semplici, non significa essere gretti, rozzi, poco avvezzi alle parole, né andare in giro con magliette sporche o senza due soldi in tasca, ma avere un cuore che sa ancora palpitare di fronte al sole che nasce, al sorriso di una persona, al profumo del legno che ti pervade, al suono del vento.
Spesso parlo della mia nonna o della mia bisnonna. Mi rivedo bambina, a piedi scalzi, come piace a me, tra il legno che il nonno faceva essiccare in grandi cataste, a sognare i paesi lontani, da cui quei tronchi provenivano, annusando il profumo delle diverse resine … era pura estasi per me.
Un’altalena fatta con una corda e un pezzo di legno, per volare alta, tra le arcate dei capannoni dove le tavole di legno sprigionavano quei meravigliosi profumi.
Lo so, le mie compagne giocavano con la Barbie, ma a me non interessava nulla: io avevo dentro la forza di tutti quei magici profumi e li cercavo e mi nutrivo delle poche parole, ma dell’immensa saggezza della piccola nonna.
La seguivo nel giardino, tra i gigli, le sue stelle alpine, i ciclamini e gli immensi gerani, che aveva addirittura ereditato dalla sua mamma e che ancora, nutriti dalla sua amorevole presenza, rallegravano ogni angolo di casa.
E stavo bene.
Ero una bambina vivacissima, solare, sempre pronta a correre e cantare.
Quella bambina non è mai morta, nonostante le fatiche ed i dolori e sa e riconosce e desidera ancora oggi solo il bello ed il meglio per sé e per gli altri.
Meglio?


Ma cos’è il meglio per la nostra società?
Meglio attualmente è fare 400 cose in simultanea e non conservare nulla nel cuore, né nel profondo del proprio spirito.
Meglio è riempirsi la casa di oggetti inutili, che facciamo spesso spolverare ad altri, perché mica possiamo riuscire a stare dietro a tutto.
Meglio è vivere social, dando un profilo fittizio, che dica di noi solo il meglio, quel meglio che qualcuno ci ha fatto credere sia “appunto il meglio”.
Meglio è per noi solo apparire, sfoggiare, mostrarsi è investire nel peggio, il nostro tempo e denaro, per mostrare ciò che in realtà non siamo.
Vivi di fumo e ti comporti come se fosse arrosto.
Non è ciò che possiedi, e che in realtà ti possiede, che ti rende “grande dentro e quindi positivo e sereno”,  ma è il  tuo modo di essere, di percepirti, di viverti in maniera diversa, in questa società, che ti impone di trasformarti in una specie di buco nero dei consumi, come lei vuole, perdendoti e perdendo il tuo paradiso, la tua semplicità.
Meglio è allora riempire i propri figli di giochi?
Pensa a quello che spesso fai.
Se il tuo bimbo ti chiede una semplice automobilina, tu, preso dal desiderio di offrirgli il meglio, dalle manie di grandezza della nostra generazione, o credendo di rispondere al meglio alla sua richiesta, gli acquisti l’ultimo modello di auto elettrica, con sedili in pelle, led, MP3, telecomando … ed alimenti in lui l’idea che debba chiedere, debba avere di tutto e di più per contare qualcosa, per sentirsi grande ed importante.
Ma un bambino di cosa ha bisogno in realtà? Un bambino ha solo necessità di esprimersi, di sapere che tu ci sei ( per questo ti chiama 200 volte) , di vedere il tuo sguardo, i tuoi occhi, di costruire usando le mani, di condividere con te, di farti parte del suo mondo, oggi come ieri, come sempre.
Ecco cosa gli serve.
E quello che serve a lui, serve anche a te, a noi, a tutti noi.
Domenica sono stata a casa di amici in alta montagna.
Una baita magica, tra abeti, in un mare di luce e colore, con tutto quello che una persona possa desiderare.
Il loro bimbo è stato fatto nascere lì, con una scelta ben precisa: farlo vivere e crescere in semplicità.
Ha sei mesi ma riesce ad esprimere tutto il suo sé.
Punta  piedi e si solleva.
Ti ascolta e risponde di conseguenza, facendo quello che tu gli chiedi, dimostrandoti che possiede un lessico già molto nutrito.
Come faccio a dirlo?
Si aggrappava con forza ai miei lunghi capelli e staccare le sue dita, serrate ai miei riccioli eri un tantino complicato.
E’ bastato, chiedergli, con fermezza, guardandolo, di mollare la presa, perché mi faceva male, che non solo ha lasciato il pezzo del mio scalpo, ma mi ha mangiato la guancia, con un mitico bacio risucchio, guardandomi poi con un sorriso come a chiedermi se mi fosse passato.
Ha sei mesi.
Lo osservavo con grandissimo amore e gioia e pensavo…
La semplicità  in cui vive lo sta rendendo non solo “un bambino più grande dei suoi coetanei”, che vivono nel caos e nello stress, ma forte, reattivo, capace di esprimere tutta la sua “intelligenza” umana e divina.
Se hai un bimbo di 6 mesi, osservalo.
E’ in grado di attaccarsi e alzarsi in piedi e stare anche più di 15 minuti a giocare con le mani di un adulto o del fratellino, in quella posizione?
Nel silenzio cresciamo.
Non servono barbie, ipad o videogiochi per crescere, né cellulari come babysitter.
Abbiamo bisogno di tornare alla semplicità per stare bene, sia dentro, nel profondo, che fuori.
Vivere una vita semplice è offrirti e offrire a chi ami, la possibilità di una vita meravigliosa, senza tutte quelle scemenze e quegli eccessi, che sono diventati le tue catene, per riuscire a spezzarle e stare finalmente bene, ed essere circondato solo da ciò di cui hai bisogno.
Scegliere la semplicità non significa vivere in mutande sopra un albero, né sminuire la propria essenza ed esistenza, e nemmeno trascurarsi o scegliere la miseria.
Anzi la miseria ti accompagna nelle giornate attuali, quando vivi di corsa, tra mille impegni, attaccato ad uno scatolino che emette pure radiazioni nocive, nel casino mentale ed emotivo, senza sapere bene chi sei e senza mai sentirti libero di fare o dire quello che veramente vorresti dire.
Abbracciare la semplicità significa che puoi finalmente eliminare la confusione, scegliere altri ritmi, ascoltare con il cuore una persona, gustare il sapore di un gelato in santa pace, prenderti 15 minuti tra le rose del tuo giardino, senza rimpiangere di averlo fatto; la semplicità è dare una bella sforbiciata a tutte le cose futili, è ridimensionare l’importanza dei beni materiali, che possiedi, ma che in realtà ti posseggono e ti succhiano lentamente l’Anima, l’esistenza, la Vita.
Tu forse, come moltissime persone di questa nostra generazione, pensi che vivere semplicemente significhi vivere una vita di stenti, di fatiche, di rinunce, ma se solo riuscissi a percepire la bellezza ed i motivi per cui oggi te ne sto parlando, ti accorgeresti che in realtà è quello che desideri e che da sempre vorresti .
La povertà è una cosa, la semplicità un’altra.
Povero è colui al quale manca qualcosa.
Noi siamo poveri, perché ci manca la Pace, l’Amore, la condivisione vera, l’ascolto e tanto, tantissimo altro.
La povertà economica può capitarti, può essere la tua compagna, senza che tu l’abbia scelta, mentre la semplicità è un qualcosa che un tempo ti apparteneva, un qualcosa che hai scordato e ora, con una scelta consapevole, fatta in piena consapevolezza, abbracci di nuovo per stare finalmente Bene.
A volte mi sono chiesta perché Dio mi abbia scelta e gli Arcangeli mi hanno sempre risposto perché sono semplicemente al servizio divino, senza pensiero.
Avere una vita semplice, una casa ordinata, accogliente, che sprigiona serenità nella sua magica semplicità, significa avere una vita sgombra di falsi miti, e un posto dove stare sgombro di futilità, leggero, pieno di cose essenziali, come l’ospitalità, l’amicizia, l’amorevolezza, l’essenzialità.
Quando non hai in testa inutili pensieri e ingombri pesanti nell’Anima, puoi creare, perché dentro hai spazio per ogni forma di illuminazione, hai molto spazio per la tua fantasia e così produci, e ispiri anche gli altri, chi incontri e chi ti sta vicino.
Il Mahatma Gandhi, tra le sue mille eredità, ci ha lasciato una frase straordinaria, specchio della sua vita.
Essa dice:”
“Vivi semplicemente, affinché gli altri possano semplicemente vivere”.
Presta attenzione a questo messaggio!
Il bambino ,dei miei meravigliosi amici, può semplicemente vivere.
E il tuo bambino vive o sopravvive?
Tu stesso come ti senti?
Il nostro ego, ama complicarci la vita e cerca di metterci sempre in primo piano, spingendoci a voler emergere e creare il nostro “mito personale”.
In realtà, così facendo, creiamo solo rumore, confusione, pensieri, preoccupazioni, fatiche inutili e tanta rabbia, paura ed arroganza.
C’è una parte di te, coltivata dalla modalità attuale, che vuole espandersi, complicare tutte le cose, e ancorarsi solo al negativo, riempiendoti solo di altri problemi, tutti poi da risolvere.
Quando ti accorgi di quanto ti sta accadendo, e giunge sempre un momento in cui ti viene dato di accorgertene e“ripensarci”, allora valuti e finalmente puoi scegliere e imparare a semplificare le cose nella tua testa, nei tuoi pensieri e quindi nella tua vita, facendo finalmente filare tutto, in modo più liscio e facile, per stare al meglio.
Pensa a quando ti cade per terra il cellulare e a come reagisci.
Quando ti liberi da tutte le forme di attaccamento morboso alle persone, agli oggetti, ai pensieri, quando ti liberi da tutti i desideri di avere questa cosa, poi quella, poi quell’altra, quando scegli tra le 1000 cose da fare, quelle veramente utili ed importanti, riesci a produrre di più e ad usare al meglio il tuo Tempo e sei sereno, felice, in Pace.
Allora viaggi leggero, gusti ogni istante come fosse l’ultimo, l’unico, e riesci ancora a stupirti per il colore di un fiore, ad inseguire una farfalla, a giocare con il tuo bambino, a rispondergli quando ti chiama con insistenza, ma solo in maniera gentile e attenta, amorevole.
Sei giocoso e gioioso.
Basta ascoltare la voce che ti invita ad acquistare ancora altre cose.
Basta credere che più hai, più vali!
Basta lasciarsi trascinare dalla stupida competizione che ti spinge a comprare quello che possiede il tuo collega, il vicino o tuo nonno.
Scegli solo quello che senti che veramente ti serve e che sai non starà immobile dentro ad un cassetto o sopra una mensola da spolverare.
Scegli di vivere e di assaporare ogni istante con una gioia infinita e apprendi l’arte di ringraziare, perché nella semplicità riesci finalmente a cogliere il valore di ogni istante, di ogni cibo, di ogni sapore, colore, profumo, persona, emozione, sentimento… elemento e ti senti volare e provi una gioia immensa, quella che hai sempre cercato e che purtroppo nel caos, avevi sempre mancato.
Buona semplicità a tutti!

Semplicemente ti

Questo articolo è stato amorevolmente scritto da Ti degli Arcangeli (l'autrice dei 2 libri Le Preghiere Arcobaleno dagli Arcangeli e La Via della Luce. Testi guida dell’Arcangelo Uriele ) con canalizzazione di un Arcangelo specifico oppure facendosi ispirare da Arcangeli e Angeli.
Sei libero di copiarlo su un altro sito/blog, però per correttezza lascia questa dicitura incluso il collegamento cliccabile a www.sottounarcobalenodiluce.com

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