Sì e No, No e Sì

Sovente ci si è sentiti ripetere in alcuni testi, letture e video per questi tempi, che incluso nel pacchetto Evolutivo l’Uomo si sarebbe trovato a dover dire di Sì o di No con determinazione.

Come mai questa puntualizzazione in merito a due possibili Risposte Umane?

Parlerò dunque del Sì e del No, recuperando un aspetto della Vita Umana, chiuso a chiave, dalla narrativa terrena, eoni fa, in seguito a certe scelte.
La prima puntualizzazione che faccio riguarda la negazione. Il “No” è una forma espressiva inesistente in diverse altre Dimensioni Sottili e la riprova la puoi notare nella “reazione” infantile, di un piccolo, al quale, quando chiedi o imponi di “non fare” una certa cosa, lui continua a farla.
I sistemi umani, nonostante le variazioni avvenute, non la riconoscono.

Può apparire ”impensabile”, secondo la logica umana, abituata e consolidata al suo utilizzo, ma così è.
E’ pur vero che nelle Comunicazioni attuali, provenienti dai Fratelli di altri Pianeti e Dimensioni, la negazione compare, perché viene “introdotta nella conversione”, affinché la trasmissione e la comunicazione siano il più chiare possibili,  per l’Essere Umano.

 La negazione viene dunque usata per chiarezza espressiva.

Il Sì invece, fa parte della “Lingua Madre o Lingua Originaria” da cui la Scintilla Proviene.

Sul Pianeta terra il Sì è stato affiancato dal No per cui sono presenti entrambi e vengono usati con molta spontaneità, talvolta senza avvedersi del Valore Potente, di queste due brevissime Parole.

Nel Mondo Superiore

Nel Mondo Superiore il Sì rappresenta la Sorgente e lo Spirito, quindi, se lo caliamo nella realtà terrena, ecco che un semplice Sì, diviene il gesto attraverso il quale un Uomo abbandona l’ego e dunque tutti gli “aspetti” che lo caratterizzano, come la mente e le emozioni, in favore del suo aspetto Divino.

Il Sì, comporta lo spalancare una porta, il vivere nella fiducia e il dare fiducia.

Il Sì allora in un respiro Spirituale, significa manifestare Fiducia e la Fiducia è una Virtù Potente, annoverata nel 1° Raggio e dispensata dalla Prima Fiamma, che protegge e apre alla Volontà Divina.

E’ l’inizio della Meditazione.

La Meditazione si origina quando un Essere Umano si rilassa e si “abbandona” alla Vita.
A livello Spirituale, se non ti fidi, se non riesci a dire di Sì, con facilità, significa che sei in qualche modo resistente all’esistenza e quando ti viene chiesto di fare un Rilassamento lo noti, perché i tuoi sistemi in qualche modo si oppongono, cercano di mantenere il controllo.

Perché non ci si rilassa?

In genere, anche se la cosa può variare da persona a persona, la mancanza di fiducia nasce da un “bisogno costante di controllo” o ancora dalla paura, la più gettonata tra le cause che inducono all’uso del No, un uso spesso indiscriminato.
Le persone non possono rilassarsi perché hanno paura di qualcosa o di qualcuno e sovente faticano ad accorgersene, perché sono stati educati così.
Non si rilassano perché temono che facendolo, qualcuno potrebbe abusare di loro, potrebbero essere ingannate.

E’ solo quando abbassi le armi e riesci a dire di Sì, che ti rilassi e la Meditazione può nascere spontanea.

Allora qualunque richiesta ti venga fatta, la assecondi senza nessuna resistenza, né sforzo, senza alcuna fatica o disagio, senza alcuna remora e tensione.
Inizi, con serenità, ad immergerti nella Meditazione, uno Spazio Sacro.

Ma cosa significa dire No nel mondo ordinario?

Il No è stato creato per fermare l’altra persona fuori dal proprio spazio vitale. Dire di No equivale in generale ad erigere muro, è creare opposizione, è resistere a qualcosa o qualcuno o entrambe le cose.

Dire di No, anche se non lo si esprime con questa intenzione, è un gesto conflittuale, è esprimere e ripetere una Parola che nacque quando l’Uomo “si oppose” all’Unità con il Padre. Fu in quel frangente che nacque la Parola No.

Nel corso dei secoli, è poi stato fatto un “lavoro molto sottile” circa l’uso del No e del Sì, soprattutto attraverso gli insegnamenti dogmatici.

Al No sono dunque stati dati due significati impliciti.
Da un lato è stato insegnato all’Uomo a usarlo per rinnegare e sovente condannare la Vita stessa, perché piena d’insidie e di peccato, mentre in altri frangenti il NO è stato additato come un’espressione egoistica.

L’idea del Peccato e dell’Egoismo sono stati quindi gli strumenti prevalenti per indurre l’Essere Umano a rinunciare alla Vita e alla Gioia, inducendolo a compiere o non compiere determinate azioni. No e Sì sono divenuti gli aghi della bilancia.

Il No è nato da un gesto di negazione della Divinità, che ha originato l’Ego o la personalità terrena, scissa dall’Individualità, che non era altro che lo Spirito.

Dire No significa allora staccarsi e/o rimanere separati, tenersi fuori, mentre il dire di Sì equivale a fondersi, a unirsi al tutto, quindi andrebbero usati entrambi in maniera più Consapevole e adeguata.

Dire Sì può allora esprimere la propria Apertura di Nuovo all’Alto e al suo Linguaggio sottile, è aprirsi, proprio come un germoglio di rosa si apre e diventa un Magico e profumato Fiore di Rosa o come un portone che si spalanca sopra un meraviglioso cortile.

Il No invece, secondo la sua origine umana, esprime uno stato mentale di chiusura, mentre il Sì è simile a una porta aperta, ad un fiore appena sbocciato.

Secondo l’Etimologia Sottile, ecco allora che la differenza tra il No e il Sì può essere paragonata alla differenza che intercorre tra un corpo privo di Anima, cioè morto, e uno Vivo, perché abitato dalla vitalità Animica.

La persona quando vive sempre nel No rimane ingabbiata, distante dal Sole, chiusa in una casa senza aperture, dove Dio e lo Spirito, che il Sole rende manifesto, non possono farle visita.

Chi vive il No egoistico, vive discosto dall’Amore Divino, Supremo, Superiore.

Il Valore attribuito al No in ambito Pubblico

Fin da piccoli ai figli si suggerisce e s’insegna a “saper dire di No”.
No all’amichetto invadente, No a Tizio, oppure a Caio. Portarlo a saper dire di No sembra sia una forma educativa importante ed intelligente, perché gli permetterà di “difendersi” dalle ingerenze del mondo esterno, sempre pronto ad intrufolarsi in qualche modo e a manifestarsi.
In Verità l’omologazione imperversa e la Libertà espressiva è “sapientemente controllata e indirizzata”, basta vedere le richieste referendarie e il come la domanda viene sempre formulata.

L’Uomo si è illuso di “essere libero”, mentre in Verità rispondeva alle attese del burattinaio, il quale sapeva come consolidare nell’essere umano, a livello inconscio, un No che aveva spinto a originare o un Sì a sua esclusivo appannaggio.

Il No, fine a sé, a livello interiore, impedisce infatti una Vita permeata dalla Luce, dalla Verità, dalla Bellezza e dalla Gioia, perché tutte queste Virtù elevate appartengono e si espandono solo in una mente positiva, che troppi no sabotano e bloccano.
Tutte le Esperienze accrescitive e di Valore accadono solo a una mente positiva.

Ogni volta che qualcuno dice di No, qualcosa nella sua mente e nel suo Cuore si chiude.

Pensi mai all’effetto anche collettivo, delle Parole che vengono pronunciate?

Fai una prova.
Entra in una stanza di casa tua, vuota, senza altre persone presenti.
Prova a pronunciare ad alta voce un No fermo, deciso

Cosa hai avvertito nel pronunciarlo?
Già, che il tuo Cuore ha avuto un movimento fuori dall’ordinario, si è contratto, si è chiuso.

Rivedi quante volte in una giornata lo pronunci e se, di norma sei portato a usarlo con una certa frequenza.
Se ti accorgi che la tua prima reazione prevalente è quella di dire No, ricorda che in genere accade per abitudine.
Questo non significa che non ti debba mai servire del No, ma che dovresti farlo in maniera Presente e Consapevole.

 Nel mondo lavorativo si viene addestrati a dire di No, è la prima cosa che viene in mente di fronte a una richiesta: No.

Arriva così, immediato e diretto come un treno, tanto che non c’è nemmeno il tempo per rifletterci sopra.

Il invece è più centellinato, più faticoso, e viene in genere viene pronunciato quando si è in qualche modo costretti a dirlo.

Il Sì, sulla Terra, è sempre stato accompagnato e tallonato dall’impressione di aver in qualche modo ceduto o che con quell’assenso ti sia stato sottratto qualcosa.

Questo aspetto forse, lo puoi cogliere meglio, quando il Sì viene “sostituito” da un’azione diretta.
Pensa a un Uomo che all’angolo della strada chiede un contributo per sostenersi.

Sovente la risposta primaria, in chi è abituato a rispondere Sì, ad Essere Aperto e generoso è quella di dare a quella persona un contributo, di aiutarla.

E’ la vita che si mostra più rapida della morte, dicendo il suo “ti aiuto/ci sono” all’altra Vita Umana, che tende una mano per poter soddisfare un bisogno.
Poi la mente, cioè l’ego, interviene e fa scattare una serie di considerazioni in merito al gesto spontaneo appena fatto e sovente porta a dei ripensamenti.

Più ci si sofferma sulle elucubrazioni mentali, più il gesto elevato, appena compiuto, perde di Valore.
È molto duro, è difficile avere, sostenere e nutrire la spontaneità del Sì, perché in fondo in fondo, è come se la mente ti facesse notare che ti è appena stato sottratto qualcosa.
In uno stato naturale, cioè Superiore, pensa a un Albero, un Fiore, un Animale, le cose sono esattamente all’opposto.
Per loro il Sì viene facile, mentre dire No, diventa al contrario difficile.

E’ tempo di riscoprire il Vero Valore di queste Parole, al fine di usarle con parsimonia l’una e con generosità l’altra, facendo però attenzione ad altri piccoli aspetti, di un certo rilievo.

La mente nell’Uomo in Libero Arbitrio, avulsa dalla mente Superiore, non è mai interessata a dire di Sì a qualcuno o a qualcosa.
La mente per origine è fondamentalmente priva della Logica Divina, dunque prova una sorta di “piacere sottile”, che nei piccoli viene sdoganato dagli adulti, una sorta di divertimento sarcastico nel dire di No (è il famoso No, “per partito preso”).

Il No, soprattutto ai Piccini, conferisce in qualche modo quel senso di potere, che nacque e sperimentò l’Uomo che disse per la prima volta No al Proposito Divino. E ci fu la caduta.
Dunque un bel No è il suo nutriente, la sua razione di sana negatività.

La positività? NO! La positività sarebbe per la mente umana simile a una lenta e inesorabile morte.

Prova oggi a dire di No e a sentire la potenza dell’Energia che smuovi.
Si tratta di un’energia disarmonica, ma forte.
Ogni volta che dici un No, ogni volta che riesci a dire di No, ti senti come Attila, quasi fossi una roccaforte

In Verità esistono anche persone che per antiche ferite sono incapaci di dire un No, di opporsi, e sovente vengono “addestrate”, soprattutto attraverso appositi corsi a saperlo dire.

Allo stesso modo ci sono persone che, non appena la loro bocca pronuncia un Sì, è come se si sentissero in qualche modo depauperate di una ricchezza o umiliate.

Perfino i fautori ad oltranza del Sì, coloro che lo pronunciano continuamente, lo utilizzano per un loro bisogno di consensi e di riconoscimenti, di accettazione esterna, e quindi interiormente lo vivono come una privazione, una sorta di estorsione salvavita, un’espressione in fin dei conti percepita come umiliante, ma indispensabile per essere Accolti.

Molto Karma che è stato chiesto di sanare all’Umanità e che le persone avvertivano come un nodo alla gola, sovente era legato a dei Sì o dei No espressi in modo inconsapevole, i quali ricalcavano antiche situazioni esperienziali, in cui questi Uomini e Donne si erano sentiti sminuiti e usati, in quanto avevano dato il loro assenso o per paura o per bisogno di riconoscimento.

Pronunciare invece un bel Sì  Forte, convinto, potente, Totale, come quando fai una donazione priva di ripensamenti di sorta, ti permette di distruggere la mente umana che, trasmutata e inglobata, si scioglie nella Mente Superiore.

Il non-ego è il Centro Interiore, è l’Essere Superiore che sovrasta le scelte e le risposte in maniera Divina.

Più un Uomo dice No, più rinforza il suo Ego. Più dice Sì, in modo Consapevole e più si riapre alla Vita piena.

L’uso pubblico dei Sì e dei No

Giocando su questi aspetti Sottili del No e del Sì o del Sì e del No, ci si muove in merito alle grandi scelte umane, dove sovente, si fa leva sull’aspetto egoistico del No, di solito evidenziato per estorcere un Sì, un Sì dietro il quale c’è dunque una trappola, un reale tranello.

La frase viene impostata in modo che tu venga indotto a Rispondere Sì.
Quel Sì ti viene additato come un gesto civile, un atto dovuto e solidale, una risposta amorevole verso te stesso e il prossimo.

E’ un Sì pubblico, sostenuto da un’attiva campagna nella quale si evidenzia che se tu vuoi rispondere con un NO, sei libero di farlo, ma sappi che allora “sei una persona bieca ed egoista”, un irresponsabile.

Per indirizzare verso la risposta Attesa, ecco che si costruiscono periodi linguistici, ben strutturati, a senso unico, che vengono usati con regolarità in ambito pubblicitario e in comunicazioni di carattere pubblico ed ufficiale. Ci sono linguisti pagati per indirizzare l’opinione pubblica verso la risposta attesa, lasciando l’illusione che si tratti di una scelta libera e responsabile dei cittadini.

In questo caso e solo in questo caso, di solito, viene “rispolverato e reintrodotto” il valore “egoistico” originario del No, ma solo perché fa comodo e si “esige” che tu risponda dando il tuo assenso/consenso a un qualcosa che se tu fossi in grado di comprendere meglio, eviteresti nella maniera più assoluta. Dovresti riuscire a notare l’inganno celato dietro quel costrutto linguistico, ben orchestrato.

Il Sì

Un Uomo quando si immerge nel Sì Cosmico e giunge alla Meditazione, riscopre il vero Valore di un Sì e di un No e finalmente riesce a cogliere l’abuso linguistico, perpetrato in ambito di “linguaggio tecnico”, politico, economico ….

Quando ci s’immerge nella Meditazione questo “scambio” diventa evidente, così come diviene chiara la trasformazione linguistica, che avviene di conseguenza, interiormente.

Dire di Sì diviene sempre più facile quando tutto, sia a livello Sottile che materiale, è elevato.
Allora l’Energia dell’Essere Senziente diviene potente a tal punto che queste Energie disarmoniche della lingua ufficiale, usata con secondi e terzi fini ed intenti, sono impossibilitate ad avvicinarsi, perché la Luce crea Protezione.

Secondo la Legge che le Energie si richiamano per assonanza, ecco che con sempre maggiore difficoltà un Uomo Senziente si potrà trovare in una situazione di confronto con un’energia fraudolenta, con la disarmonia e con il tempo Tutto gli diverrà sempre più semplice e spontaneo.

Il No in quel modo, diventerà sempre più difficile, più arduo da esprimere, e anche se uno deve dire No, lo saprà pronunciare in modo tale che sembri un Sì impossibile.

Allora lo formulerà in modo tale da non ferire l’ego dell’altro, così che la sua energia permanga armonica e accogliente e dunque anche il suo ego si mantenga Superiore e a suo pieno agio.

L’Educazione al No

La personalità o ego inferiore è simile a una scala, che va usata per un determinato periodo. Fino a quando vivi in una casa con il solaio sopra, lei ti serve.
Ha una sua funzione, ma non è il fondamento su cui erigere la tua Dimora.
Quando il suo lavoro è concluso, e tu vai a vivere in una Casa tutta su un piano, la scala deve essere abbandonata.

Così come un piccolo ha bisogno di dire No, così anche l’Uomo quando raggiunge la sua adultità dovrà saper pronunciare in forma Cosciente e consapevole il suo Sì.

Il No di un piccolo, e in futuro preparatevi perché ne vedrete e sentirete o riceverete molti, gli servono per sganciarsi dal mondo adulto infantile, creando la sua Individualità, che non è altro che la “Ricongiunzione” tra la sua parte inferiore e Superiore, lo Spirito.

Affinché questo avvenga deve dichiarare il suo Potere, dunque disobbedire, prendere posizione, altrimenti, entrerà nella vecchia ripetitività del sistema Jumanji e non raggiungerà alcuna individualità, non avrà nerbo, e sarà un infante, incapace di conseguire qualunque Laurea Divina.

Sarà solo uno tra i tanti, sperso nella moltitudine collettiva, nel gregge.

Dovrà attraversare questa fase del No, per acquisire il suo Potere e “conoscere se stesso” in modo forte e autonomo, senza interferenze.

Questo gli consentirà di Rinascere a Vita nuova, come Gesù, crescendo a sua volta e divenendo il Cristo.
Il piccolo che ambisce all’Adultità, deve imparare dunque a disobbedire.

I genitori dovranno allora possedere quella marcia in più di Saggezza e Illuminazione, che ora in parecchi non possiedono, per aiutarlo a disobbedire, non per “partito preso”, ma in modo che la disobbedienza lo aiuti ad educarsi, senza snaturarlo, cosa difficile.
Va trasmutato in un ribelle sistemico, e non in una persona oppositiva per partito preso.
Allora entrambi i Genitori gli forniranno le opportunità per disobbedire e gli daranno le opportunità di saper dire di No in modo Saggio e intelligente.

Il Sì pieno

Il Sì nella sua Pienezza, è significativo solo quando si è diventati capaci di dire No.
Se dite Sì fin dall’inizio, questo Sì non ha un Valore e un senso Superiore, ponderato.

E’ quando invece siete divenuti capaci di dire No, in autonomia, che il vostro Sì ha un significato, tanto quanto il vostro No…

Il No va bene, ripeto, soprattutto in ambito d’interpellanza pubblica, ma è impensabile vivere sempre nel No.

Il No è simile alla sabbia su cui è impossibile gettare le fondamenta e lo si nota dall’evoluzione esperienziale del Genere Umano, dalle fatiche e dai dolori che lo hanno accompagnato e che non lo hanno portato all’evoluzione attesa, alla Maestria nei tempi ordinari.
Siate attenti e consapevoli per evitare le trappole dei Sì e dei No usati con cognizione, soprattutto nelle consultazioni pubbliche.

Il No è di certo, come l’ego umano, un corridoio, un punto di passaggio, una scala per giungere al Sì Meditativo.

Come si fa?

Utile è fare lo stesso esperimento che ho suggerito per la negazione.
Pronunciare dei No con forza, in un ambiente chiuso e poi aggiungere, dopo alcuni respiri, dei Sì.

Poi è divertente e utile, per sciogliersi, iniziare a dire Sì senza alcun motivo, concederselo, prendendo poi le distanze dal dubbio, dai ripensamenti e dalle varie forme giudicanti.

Usare un po’ di questa “sana ginnastica al Sì”

Mitico sarà fare esercizio del Sì, da seduti, in silenzio, ripetendo forte, in maniera decisa e consapevole: “Sì, Sì, Sì” per diverse volte, meglio usando la formula del tre volte tre.

Poi uscire all’aperto, magari sul balcone di casa e poi in un prato, Inginocchiati allora sulla terra, ripetendo l’esperimento e dicendole un bel Sì.

Se vuoi puoi abbracciare un Albero o sdraiarti in mezzo all’erba fresca o i fiori di un campo e ripetere Sì, è un altro passaggio utile.

Nuota e mentre lo fai, dì Sì all’Acqua, sentendolo quel Sì espandersi in ogni fibra del tuo Essere, in ogni Cellula del tuo Essere, che partecipa e pulsa in quel Sì.

In cucina, sotto la doccia, durante un bagno di Sole o di Luna o di Stelle ripeti il tuo Sì, un Sì alla Vita, esistenziale, rimanendo abbracciato a quel tuo Sì.
Sì alla sabbia, al Vento, alla Luce, al Cibo, a qualunque cosa tu senta di offrire un Sì.

E poi?
Poi Accogli tutti i Doni che l’esistenza farà piovere su di te.

Non sarà un Sì meccanico?

All’inizio può essere, anzi è facilissimo e normale che lo sia.
L’Uomo è così abituato a dire No che il primo Sì si sostituirà al No, per volontà vigilata. Allora quel Sì avrà ancora qualche resistenza dentro, che lo legherà in qualche modo al No, e alle sue disarmonie.
Sarà come versare del latte in una tazzina dove hai sempre messo la cioccolata o il caffè: i residui macchieranno il primo latte che verserai, ma poi, a poco a poco, più userai il Sì, più la tazza si ripulirà dai No e presto solo il Sì ti apparterrà davvero nel suo splendore.
Sarà come latte divenuto puro.

Importante è fare esperienza e perseverare, in modo da pulire sempre meglio la tazza, fino a quando non ci saranno più tracce e precedenti e il tuo Sì sarà pieno e Puro, come il latte iniziale.

La Gratitudine insita nel Sì

Nel Sì Superiore è insita moltissima Gratitudine e anche quando inizierai a coltivarlo al pari di un Mantra essa gli apparterrà.

La disponibilità a introdurre questa Parola Superiore lo manifesterà da subito, anche se in maniera ancora incerta, fino a quando esisterà solo il Sì, senza altre forme di Parole.
Allora anche la Gratitudine sarà piena e consapevole, fruttuosa, perché affonderà le sue Radici nella tua Essenza.

Quando un Sì riesce a manifestare appieno il Grazie umano, significa che stai usando il Linguaggio del Cuore e allora, in quel momento, la tua parolina Magica, Sì, diventa oltre a una meditazione una vera e propria Preghiera, una sorta di Ponte sospeso tra terra e cielo e viceversa.

In quel frangente l’ego piccolo e meschino scompare nella Luce potente espansa di questa Parola.
Ogni divisione, ogni separazione scompaiono e si entra e si è nella pienezza cosmica, nell’UNO.

Dire Sì è un’Arte che andrebbe insegnata

Hai notato quanti aspetti importanti si celano dietro a queste due Parole, così brevi, così usate e così scambiate e sottovalutate dalla gente?

Il Sì Divino è detto con il Cuore, ha come pregresso una crescita umana di Tipo Spirituale e porta ad un Arricchimento naturale straordinario.
I Piccoli poco “insegnati” lo manifestano e divengono validi e valorosi Maestri del Sì, attraverso i loro No, detti con Gioia Somma e Potente. L’Adulto dovrebbe manifestare con la stessa Forza e allegria consapevole i suoi Sì, entrando nella pienezza della propria Rinascita.

L’uomo diviene adulto quando sa dire Sì senza rimpianti, senza ripensamenti, senza paure, nella sua totale Bellezza e Pienezza, con l’atteggiamento del Saggio. Un Sì Dono.

Di certo questa Nuova Maestria, richiede Saggezza e porta nella Vita pienezza e Armonia.

E’ qualcosa d’immenso, perché si tratta di un’espressione Consapevole, Piena e Libera, al contrario di quella degli altri Regni dove il Sì porta anch’esso Armonia, ma in maniera meno vibrante, perché si tratta di un’espressione “univoca”, in quanto il No  non è contemplato nel loro campo esperienziale, mancando il Libero Arbitrio.

Oggi possiamo vedere ancora adulti mai cresciuti, che si ostinano a dire un No o un Sì senza senso, perché entrambi incompresi e usati in modo Inconsapevole.

Ripeto che questo articolo non è un invito a dismettere per sempre il No, è impossibile abolirlo, prima che il Mondo sia davvero Mutato, il No è utile fino a quando la struttura globale, manterrà certe caratteristiche.

Solo quando il Nuovo Mondo avrà messo ampie e robuste Radici, allora e solo allora il NO svanirà da solo, senza bisogno di forzature, ma fino a quel momento, fino a quando ci sarà anche solo una persona a sostenere un sistema obsoleto di No e di Sì, ci sarà bisogno di saper dire anche di No.
Fino ad allora, a volte sarà un atto di Gratitudine anche dire No a qualcosa o qualcuno, senza rimanere prigionieri di questo suo antico meccanismo.

A poco a poco, tutto si sta trasmutando e presto emergerà una Libertà Cosmica, la quale si originerà proprio dai Sì Coscienti e Consapevoli, Gioiosi.

 Allora l’Uomo vivrà una condizione di Pace  inimmaginabile e saprà dire un Sì, senza secondi fini, senza attese, senza condizioni e condizionamenti, felice nel pronunciare un semplice Sì, come fosse una Preghiera a favore dell’altro Uomo e dunque del Tutto. Il Sì Superiore, dovrebbe essere un Profumo che allieta gli Animi Umani e porta il Divino nella Vita quotidiana, dandole un senso e un gusto nuovo, come se la Vita fosse una Magica tazza di buon Cioccolato, capace di scaldare il Cuore e riempire di Pienezza e Dolcissima Armonia, ogni cosa che lambisce.

Perché mancano sia l’Armonia che la Gioia su questo Pianeta?

Perché un giorno comparve il No e venne usato per erigere barricate, per dire “tu qui e lui là”, creando solo dualità… Allora anche il Sì perse il suo Valore e qualcuno li usò per fare solo il male…
Oggi la Vita ci offre il Potere di coglierne il Senso e di tornare a manifestare lo stato del Sì, in maniera ottimale.
Il Sì ben detto porta Rivoluzione e subito appresso la Trasformazione di un sé separato, in un “IO SONO”, ora Rinato.

L’Essere allora ritorna Divino e quindi riceve Benedizioni e Ricchezze inimmaginabili.
Serve saper dire Sì, ogni giorno, quando si aprono gli occhi e una Giornata colma di Energia Benedicente ti attende…
Buon Sì e Felice No, consapevoli, a Tutti!

In Amorevole Servizio, Ti degli Arcangeli

Questo articolo è stato amorevolmente scritto da Ti degli Arcangeli (l'autrice dei 2 libri Le Preghiere Arcobaleno dagli Arcangeli e La Via della Luce. Testi guida dell’Arcangelo Uriele ) con canalizzazione di un Arcangelo specifico oppure facendosi ispirare da Arcangeli e Angeli.
Sei libero di copiarlo su un altro sito/blog, però per correttezza lascia questa dicitura incluso il collegamento cliccabile a www.sottounarcobalenodiluce.com

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