
Stiamo vivendo in una realtà umanamente strana, dove la soggettività, il soggettivismo, la divisione la fanno da padrone e ci vengono iniettati ripetutamente, come fossero farmaci salvavita, da più parti, soprattutto attraverso una propaganda ed una sorta di educazione alla competizione.
In realtà noi siamo tutti in qualche modo totalmente interconnessi, legati, uniti e non lo sto dicendo e pensando a livello spirituale ed esoterico, ma proprio a livello di fisica.
Possiamo illuderci di essere isole, ma non lo siamo, nella maniera più assoluta e la riprova c’è spesso, soprattutto quando ci scontriamo con sincronicità particolari.
Un esempio?
Ti penso intensamente e tu mi chiami o mi scrivi.
Il nostro centro è l’Anima e lei governa ed interagisce con tutti e con tutto ciò che la attornia, nonostante la nostra profonda inconsapevolezza ed ignoranza di base.
Lei è in relazione in modo percettivo con qualunque cosa ti stia vicino e la sente e risponde, perché si mette spontaneamente sulle varie frequenze e sa ascoltarle.
Quando vivi certe situazioni di benessere e disponibilità verso un’altra persona, per gratitudine, oppure per riconoscenza o Amore, i vostri due centri, cioè le vostre Anime entrano in una sorta di vibrazione comune e si crea un campo energetico che vi accomuna, che vi contiene e vi avvolge.
E’ un qualcosa di “magico”, costruttivo, veramente grande e unico.
Soprattutto la donna, nata per contenere la Vita, oggi, come un tempo, conserva in maniera marcata questa capacità, tanto che si sente “vibrare internamente” e prova una sorta di dolcezza e quasi fusione nell’altra persona, alla quale racconta di sé, dice, condivide, perché l’empatia la intride spesso e le appartiene.
Non è invece proprio così, e l’ho detto anche in uno dei miei ultimi articoli, per le donne mascolinizzate.
Questa sorta di “vibrazione comune” si scioglie lentamente, infatti spesso rimani, per ore, in una sorta di piacevole gioia, di star bene, proprio in seguito all’incontro che hai fatto e a quanto avete sperimentato.
Nell’innamoramento il tutto dovrebbe durare, ma tu sai, perfettamente, che presto alcune parti, per un motivo o per un altro, potrebbero entrare in un altro stato di vibrazione e quindi, se non ricreerai l’ ascolto e la condivisione, presto tutto scemerà e voi, come coppia, entrerete in crisi e vi allontanerete.
Sei Uno quando sei nel tuo tempo reale, centrato, pienamente Tu, quindi in grado di esprimerti, esprimere chi sei.
Allora stai bene e ti senti in pace con il mondo intero.
Ti senti appagato e felice.
Ma se non incroci nessuno fisicamente in questo istante, con cui interagire in modo che tutto ti guidi alla tua serenità, cosa puoi fare?
Puoi stare lo stesso su una frequenza di felicità, se hai una certa ricchezza interiore e hai scoperto come, in che modo, attraverso quale chiave puoi raggiungerla e soprattutto attivarla.
Il meglio lo ottieni quando “la tua consapevolezza interiore” si congiunge a quella “esteriore” e quindi ti senti in una sorta di equilibrio, di paradiso terrestre, tanto che rimarresti in quel luogo, a parlare con quella persona, per ore, se non addirittura per sempre.
Ti parrà, sicuramente, in questo momento, che stia parlando in arabo, perché ultimamente sono poche, veramente poche le occasioni per sentirsi aperti su queste frequenze, attivi su queste vibrazioni, soprattutto quando si parla di relazione con gli altri.
Tutti ci lamentiamo, sembriamo soffrire per la mancanza di uno scambio positivo e proficuo con l’altro, ma restiamo ancorati a certi nostri credo che non ci aiutano a creare collegamento, né a cogliere l’altro, né a mettere in gioco o sostenere nessuna forma di empatia.
L’empatia è quella “spezia”, indispensabile, quel qualcosa in più che sa e può dare gusto, profumo, sapore ad ogni contatto, anche tra persone estranee e di convinzioni/credo/culture diversi.
Qui non ha importanza la cultura, ma il proprio mettersi in gioco, in maniera positiva, attenta e creativa.
E’ allora che sperimenti e tiri fuori tutta la tua felicità.
Ma che cos’è sta benedetta Felicità?
La Felicità non è altro che la Volontà divina o Volontà del Tutto, chiamala come ti risulta più comodo, senza nessuna tua forma di giudizio.
Detto in parole semplici, è quando tu sei accogliente e aperto, verso qualsiasi persona, azione e situazione senza pensiero, senza calcoli, senza secondi-terzi o quarti fini di sorta.
Un fatto accade e tu lo accogli e lo ascolti.
Non ti disperi, non ci metti attese, paure, convincimenti o giudizi e pregiudizi, ma semplicemente lo ospiti, con l’amorevolezza e la convinzione che nulla viene per strinarti, ma al contrario per rimetterti in movimento, per farti alzare, se lo vuoi, e per farti migliorare.
Qualsiasi cosa ti accada tu sai e ne sei convinto che è solo un “potenziale passo in avanti”, anche se l’evento in sé può apparirti faticoso e quindi esattamente il contrario.
Questa o quella cosa ti accade per darti di più.
Perché spesso non è portatrice di migliorie?
Perché tu non lo accogli per il verso giusto e quindi non lo vivi nella sua giusta dimensione “costruttiva”.
Ti faccio un esempio classico, legato alla coppia che sceglie di lasciarsi.
La fine delle relazioni d’Amore è sempre molto faticosa, almeno per chi, inizialmente, la “subisce”.
Lei o lui ti lascia.
Inizia un conto alla rovescia, spesso senza ritorno.
Tutte le tue energie le rivolgi solitamente al ripercorrere trecentomila volte gli ultimi eventi, per cercare di capire.
Ti attivi solo per rimanere strettamente ancorato a quello che “hai perso”.
Già l’idea del “perdere” è abbastanza sintomatica e sottolinea che nella tua testa pensi ti stia stato tolto qualcosa dal valore inestimabile.
E può starci, può essere, ma per offrirti qualcosa di migliore.
Non per nulla, la saggezza popolare parla di una “porta che si chiude per un portone, che si spalanca”.
Nella nostra testa questo tipo di evento viene vissuto quasi fine a sé e rivisitato per non consentirgli di andare, di allontanarsi da noi, perché siamo fermamente convinti che questa situazione ci porti solo fatiche e una sorta di “povertà”, rispetto a prima.
Non ci sfiora mai l’idea che il tutto sia successo, perché siamo destinati a un qualcosa di più grande e di più profondo, che la presenza dell’altra persona non avrebbe consentito al meglio ed al massimo.
Nutriamo una sorta di “considerazione pessimistica” nei confronti Dio e dell’Universo ( anche di questo ho già detto), per cui li vediamo come malevoli, malsani, cattivi, ingiusti, anzi profondamente ingiusti, nei nostri riguardi.
A volte fai discorsi abbastanza discutibili, pur di rimanere legato alla tua idea che “ questo fatto ti ha privato del meglio del meglio”, che lei o lui erano per te il massimo, l’eccellenza, salvo poi, riconoscere, magari con pochi intimi e veri amici, che sì, le cose tra di voi non quadravano più molto, oppure che lei non era proprio così fatina nelle sue cose, ma “ …sai, nessuno è perfetto e poi stavamo insieme da così tanto tempo”…
Appunto!!!
Era tempo di cambiare spiagge e lidi.
Se permetti all’Universo di “fare il suo corso ed il suo lavoro”, ti arriverà senza dubbio una persona adatta a te, a ciò che sei ora, una persona che potrà consentirti di Essere perfettamente tu, ben centrato, quindi sereno e con l’anima in Pace.
Chiaro il concetto?
Chi arriva vale sicuramente 100 volte di più, di chi se ne va, per il “TUO ORA”.
Sei pronto/a per qualcosa di veramente nuovo.
Il prima era una situazione vivibile, eccellente, sicuramente, te lo riconosco, ma per come eri fatto tu “prima”, ma non per l’ora, l’adesso.
Se vivi in questo stato “senza giudizio” personale, sei in pratica come “un cembalo risonante”.
In te c’è empatia, intelligenza, cioè capacità di introspezione, comprensione e lettura di fatti, eventi, emozioni, persone, creatività, positività, bontà.
Sei un Uomo Libero.
E la Libertà ti permette di Amarti e di Amare.
Ma l’Amore ti conduce all’essere “creativo”, così come la somma della tua Intelligenza più il Cuore non è altro che uguale all’Anima.
E stiamo sempre parlando di Lei.
Un tempo in ciascuna creatura, quest’Anima conservava un’intelligenza maschile e femminile, quindi grande sintonia ed empatia, mentre oggi l’uno è scemato a sfavore dell’altro.
Perché a sfavore?
Perché non avere dentro “la nota che appartiene all’altro”, rende le relazioni tra maschi e femmine, e tra femmine e maschi più faticose, meno empatiche e meno proficue e protratte.
Si vibra meno in sintonia ed in tempi più corti e non ci si sforza di ricrearli, nella maniera più assoluta.
Questo anche nelle relazioni tra persone dello stesso sesso e parlo di relazioni amicali o di buon vicinato, non più solo e tanto di relazioni amorose.
E’ comunque vero che chi sviluppa e prova amore per persone dello stesso sesso ha sovente sfumature maggiori di entrambi gli aspetti, così come i ragazzi con intelligenze femminili, sono più aperti al sostegno dei figli: c’è una sorta di “intelligenza femminile e maschile” che dobbiamo riattivare per lavorare in maggiore sincronicità e rispetto reciproco.
Tutto quello comunque, che viene da uno stato di accoglienza è semplice, lineare, bella, armonica, vera e giusta.
Se sono in accoglienza del Divino, dell’Universo sono uno strumento ben accordato, quindi vibro, suono in maniera melodica e creo un Karma positivo.
Se al contrario per te vale la legge che la Volontà divina la devi e la vuoi passare attraverso il tuo Giudizio, in questo caso finisci con l’ostacolare quanto ti arriva e quello che tu vivi, perché in realtà sei “oppositivo” alla volontà Superiore, per favorire la Tua.
In questo modo fatichi, sposti i fulcri ed i bersagli e quindi non ti raggiunge ciò che ti spetta.
Il tuo Karma diviene allora un qualcosa di lento, interminabile, ripetitivo e apparentemente inconcludente.
Ma sei tu a bloccare il tutto.
E’ come se tu ponessi un bastoncino nei raggi della ruota della bicicletta, su cui stai viaggiando.
Capitomboli e poi ti chiedi il perché e magari inveisci pure.
Essere felice è quindi una condizione meravigliosa, positiva e che viene da scelte di un certo tipo; va condivisa ed utilizzata per sostenere e stimolare l’altro, non affondarlo.
Come? Facendosi una domandina semplice semplice e trovata la risposta, mettendosi in gioco per portare atermine il suggerimento.
“Cosa posso dire per farti felice?” dovremmo pensare.
E’ sicuramente una domanda apparentemente banale e poco di moda, schiacciata da ben altri pensieri e domande soprattutto legate al come “affondare e ferire l’altro”.
Mai provato a stare poco bene e trovare una persona, un conoscente che, sebbene informato di quanto vi stia capitando o di alcune difficoltà di salute, nelle quali vi siete recentemente imbattuti, vi apostrofi dicendo:
“Ma che brutta cera che hai oggi!! Si vede che non stai bene!”
Eh già, avevo giusto bisogno che qualcuno me lo ricordasse, meno male che l’Universo mi ha mandato te …
Battute a parte, che poi non sono fantasie, ma reali pensieri poco empatici e rispettosi, almeno a casa mia, ti consiglio di farti sostenitore e diffusore della risposta che troverai a questa domanda accrescitiva del beneserre comune.
E’ certamente una domanda quasi dimenticata, ma sappi che recuperarla ci renderebbe di nuovo esseri umani in una Società Disumanizzata, dove abbiamo tanto bisogno di fede e di fiducia, partendo dall’alto, per arrivare fin quaggiù e poi di risvegliare e tenere ben desto, il nostro Bambino Interiore.
Del resto qualcuno, se non ricordo male, una volta disse:
” Se non ritornerete come Bambini, non entrerete mai”.
Vuoi entrare in una realtà più leggera? Allora attivati.
Alla prossima.
Amorevolmente Ti degli Arcangeli
Sei libero di copiarlo su un altro sito/blog, però per correttezza lascia questa dicitura incluso il collegamento cliccabile a www.sottounarcobalenodiluce.com


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