Sono-Sei- Siamo Uno

Siamo Unità, o forse dovrei scrivere Uno, ma comprenderlo risulta ancora faticoso per chi non attiva il Cuore in ogni istante.
Siamo forme di Vita differenti, ma tutte unite da legami invisibili, infatti, come disse Galileo Galilei  “non puoi cogliere un fiore senza turbare una stella”.
E’ per questo che siamo i nostri antenati, siamo i nostri bambini, siamo la foglia che ondeggia nel vento. Siamo Sono.

Non so se ricordi qualcosa di quando eri una piccolissima cellula nel grembo di tua madre, perché di quel periodo straordinario non serbiamo nessun ricordo terreno, eppure ci sei stato per 9 lunghi mesi, un tempo terreno di una certa consistenza.

Se più persone chiudessero gli occhi, tante tra loro, non sarebbero in grado di ricordare nulla, alcune visualizzerebbero un colore, in genere il Bianco, ma ci sarebbe chi potrebbe, anche ricordare una o più sensazioni fetali. In genere la risposta più frequente, tra chi riesce ad agganciarsi a quel ricordo “interiore”, si rivede galleggiare nel liquido amniotico, mentre sorride. E’ questa infatti l’abitudine “consolidata”, che il neonato mantiene e ci restituisce spesso, sia mentre dorme, che mentre osserva il mondo circostante.
Quando  dorme, un piccolo a volte sospira e/o sorride: sta viaggiando, lontano da qui, nel suo Mondo Originario e un po’ lo rimpiange, per cui l’Anima prende quel soffio e lo emette, attraverso appunto il “sospiro”, il Soffio.

Oggi, da adulto, tu sorridi quando stai bene e sei appagato, sei in uno stato di beatitudine e di felicità.
Sarà capitato anche a te di notare i bambini sorridere nel sonno, e vederglielo fare con una tale ampiezza, che manifesta la Bellezza incontaminata e la Meraviglia dei Luoghi e delle Dimensioni in cui sta soggiornando, mentre il suo Corpo Fisico, riposa nella culla.
E’ davvero straordinario, vederli sorridere così intensamente.

Sai, può essere un esercizio magico, quello di ripensare a quando eri nel ventre della madre, perché ti consente di “recuperare” stati emotivi che non sai di avere, ma che in realtà ci sono.
Non utilizzo il possessivo tua, riferito alla genitrice, perché in realtà di madri ne hai avute moltissime nelle tue incarnazioni e contrariamente all’attaccamento che l’Uomo soggiogato alla materia, manifesta, per l’ultima tra queste, che chiama ripetutamente “mia”, Tutte le Donne che ti hanno portato qui, che hanno provveduto alla tua generazione ti hanno fatto da madre e sono quindi parecchie e tutte degne dello stesso Amore.

E’ lì, in quel passaggio dentro un ventre, che hai sperimentato per l’ultima volta l’Unità Divina, prima di entrare in questa realtà terrena.
Tu e chi ti fece da madre eravate Uno, tanto che lei respirava per te, mangiava per te, beveva per te e si muoveva e agiva per te.
Allora vivevi ancora in una condizione di Paradiso, tanto che in oriente si dice che l’utero sia “la reggia del bambino”.
Lì SEI e non devi preoccuparti di nulla.

Il vero trauma fu la prima volta in assoluto in cui venisti sulla Terra.
Allora tu conoscevi bene il Mondo da cui provenivi, perché lo avevi sperimentato, ma questo Pianeta, pur avendolo osservato, non lo avevi ancora “testato” in diretta.

Tutto quello che una madre prova e sogna lo passa al piccolo che tiene nel grembo, sono i primi “saperi” terreni. E’ così che il Figlio “fa le sue prime esperienze” e apprende anche il pianto, attraverso il pianto materno, la sofferenza, attraverso la sua sofferenza o assorbe momenti di  serenità, che gli consentono di rinforzare la sua gioia e la sua pace interiori, Doni Divini, sempre attraverso l’esperienza di chi lo accoglie.

La prima volta, non avevi ancora visto il cielo, stando nella materia, né avevi appoggiato i piedini per terra, ma avevi dei Sogni e dentro i tuoi Sogni c’era quello che vedeva lei, la donna che si stava prestando a farti da madre.

Tu e Lei, allora, eravate una persona sola.

A unirvi c’era un cordone, il cordone ombelicale, quindi un ponte fisico, un passaggio tibetano, un nastro vuoto che ti portava cibo, acqua, ossigeno, tutto quello di cui allora, proprio come ora, avevi bisogno, incluso l’Amore.

E il Padre?
Il Padre è un discorso ancora più soggettivo
.
Per qualcuno c’era e c’è, anche se stabilire cosa desse o dia al nascituro è più difficile.
Se è in presenza, di certo significa che qualcosa diede e dà.

Per esempio può essere che il tuo si sia preso cura di tua madre, mentre tu crescevi dentro la pancia; la cosa certa è che sovente molte Anime in arrivo non hanno un padre presente, un genitore maschile, che si prende molta cura della Donna che sta vivendo l’esperienza di fare la madre.

E’ un momento molto delicato e la Donna deve sentirsi accudita, anche dall’esterno, perché lei possa a sua volta prendersi molta cura di chi sta accogliendo nel grembo.
Ci sono e ci sono stati padri amorevoli, capaci di parlare con dolcezza alla donna in attesa e anche al nascituro, perché consapevoli che

questo contatto sia senza tempo e vada quindi creato subito.
Questi sono uomini che Sanno nel profondo, che la Vita “sente”, vive e partecipa comunque alla Vita, anche se è racchiusa dentro un piccolo Seme, una Cellula o poco più.

A volte gli Adulti non sanno perché fatichino tanto a “rimanere in presenza”, ma questa fatica è legata proprio a quel periodo, al proprio “stato fetale”.

Ci vogliono 9 mesi perché l’ingresso in un Corpo Fisico, così piccolo e minuto per un’Anima, e l’accesso in un mondo terreno, così diverso dal mondo animico di provenienza, avvenga al meglio e per questo sarebbe richiesta e doverosa una Transizione Speciale e un accompagnamento che di rado avviene in maniera Divina.

Se la donna e l’uomo che ti hanno fatto da padre e madre ti coinvolgevano poco e parevano dimenticarsi di te, è lì che è iniziata la tua fatica e il tuo fuggire, il tuo  “non rimanere in presenza”.

C’è chi ha avuto una madre che gli parlava quando il figlio era ancora nel suo grembo e di certo questo lo ha stimolato e gli ha permesso d’intraprendere e protrarre il dialogo, ma tanti piccoli arrivano senza che questo avvenga in maniera costante.

Ci sono infatti donne che riferiscono che il figlio scalcia sovente e in maniera forte, come se bussasse e in realtà bussa.
E’ il richiamo è la pedata utile per ricordarle che è lì, nella “sua” pancia.
E’ un campanello
, è come la campana che nei monasteri richiama alla Ritualità.

La nascita è un Rito, un Rito molto trascurato, che oggi va riscoperto e RI-VALUTATO.
Questo Rito si conclude quasi sempre, o nella maggior parte dei casi, in un ambiente asettico, qual è l’ospedale.
Lì tra odori intensi e pratiche inadeguate, il piccolo viene preso da mani estranee e portato a volte lontano dalla madre. In natura una femmina a cui tocchi il cucciolo nascente e glielo sottrai, lo disconosce e non lo allatta. Nella Vita umana si genera una relazione “distratta”, senza una reale “presenza”.

Ecco allora che ora che la pedata non è più possibile, la persona fatica a stare in presenza e ha diverse ferite legate a quell’ingresso.

Se ti accorgi che stenti a stare in presenza, potresti acquistare una piccola campana di vetro e almeno nei momenti cruciali del giorno, quando sei a casa, suonarla per ricordarti di Amarti e di Stare in presenza.

Ogni volta che la suoni ti accorgerai che il Cuore si ESPANDE e la vibrazione prodotta, cambia lo Spazio circostante e MUTA la tua percezione in merito sia al Luogo circostante, che alla Vita, in generale.

Ti consiglio di Suonarla con forza, cantando o ringraziando per qualcosa.

Per esempio, si può dire ad alta voce:
“Svegliaaa Casa, sono qui e ti amooo. Grazie per il tepore che mi offri.”, oppure rivolgere qualcosa a Sé o a chi si ama, anche se non è presente.

Rivolgere dunque quel Suono a te, a una persona, a un oggetto, agli Spiriti Elementari e Elementali del Luogo è un recuperare ciò che mancò e un ricreare un Rito, carico di messaggi e di significati, tra cui la Gratitudine.

Quella Campana riprende, richiama e RIPORTA alla presenza amorevole e alla Consapevolezza.
Esprime Gratitudine e ricrea un Dialogo antico.
E’ la tua pedata per ricordare alla Vita che ci sei e la Ami sempre e comunque, sia dentro di te, che intorno a Te.

Quando nasci, poi, qualcuno taglia il cordone ombelicale e questo ti scuote sonoramente.
Allora i nuovi nati urlano e devono entrare nell’”autonomia” del Respiro, abbandonati in uno spazio dagli odori acri, tra mani fredde e una luce pungente.
Quel giorno ti sei trovato fuori, come altro e staccato.

Anche se tua madre ti ha preso tra le braccia e le è stato permesso di tenerti vicino, magari appoggiato sul grembo, ora eri fuori, fuori dal santuario, fuori dal grembo.

Il ponte era stato all’apparenza reciso, ma non è così.
Quel cordone ombelicale tagliato fisicamente, esiste ancora e ti tiene concretamente legato a lei.

Non solo: questo Cordone “invisibile” permane per ricordarti le infinite Madri che ti misero al Mondo, e visto che ogni Madre è in realtà un’Anima, ti trasmette la storia di tutte quelle Anime, che diventa così parte effettiva della tua Storia.

Prima dell’incarnazione ciascuna di quelle Madri fu chi vento, chi nuvola, chi piuma, chi raggio di Sole, chi terra o Roccia, oppure Elefante o Formica, fino a scegliere di essere Carne.
Tutte quelle diverse “esperienze, convogliarono nella Sorgente e tu provieni dalla Sorgente, proprio come ciascuna di loro e come ogni padre che avesti e hai.
Quindi, in quel Cordone fisico e invisibile c’è il Tutto, c’è la Vita del Chicco di Grano, c’è la Storia Infinita, senza inizio e senza fine.

Il Cordone Invisibile nella densità della Materia, è proprio un Cordone sottilissimo che quindi ti lega non solo alla Madre fisica, ma prima ancora a Madre Terra, ai suoi Elementi e agli Elementari, anzi a Tutto, perché tutto proviene da un’Unica Sorgente, che è la Vita stessa.

Immagina di avere tra le dita un chicco di grano e di metterlo a dimora nella Terra.
Dopo un po’ di tempo ecco che lo vedi germogliare, crescere e diventare una pianta.
La pianta mette una spiga. La spiga cresce e matura.

Ora il piccolo chicco che avevi tra le dita non si vede più, ma non è morto, è ancora lì, dentro la spiga, nata da lui. Se guardi in profondità ti accorgi che puoi vedere il chicco in questa nuova spiga.
La spiga e il chicco non sono due creature diverse, perché la vita del chicco, continua nella Vita della spiga.

Forse si può dire che il chicco è il passato e la spiga è il presente o il futuro, ma uno c’è, si manifesta, vive, grazie all’altro.
Chicco e spiga non sono né la stessa cosa, né due cose differenti e distinte, perché sono la MANIFESTAZIONE della Vita che procede, si trasforma, evolve.
Così Tu e chi ti ha generato non siete fisicamente la stessa persona, ma dentro scorre la stessa Vita.

Noi siamo dentro ogni filo di quel Cordone, quindi siamo connessi con ogni altra cosa e con ogni essere animato o inerte. Dentro quel cordone c’è la Vita nella sua interezza, e quindi lì dentro ci sono un’infinità di altri cordoni, di filamenti, tanto che lui ti lega non solo alla persona che ti ha ospitato, ma a tutte le cose e le persone, che sono parte della Vita.

Pensa al Sole o all’Acqua. Grazie al Sole, che sorge ogni mattina ricevi la luce e il calore di cui hai bisogno per vivere. Non si può vivere senza di lui e quindi tu dipendi dal sole proprio come da neonato dipendevi da una madre.

Ma tra le Anime che crearono ogni Madre ci fu chi fece esperienza e fu Acqua, chi fu Fuoco, chi Toro o chi Sasso.
Quindi Tu sei collegato, dentro il cordone Fisico, attraverso il Cordone Invisibile a Tutto questo.

E’ così che allora lì nel cordone eterico, c’è un filamento che ti unisce alle Nuvole, al Cielo, alla pioggia, al torrente o al germoglio che nasce e cresce grazie a quella piccola goccia di Acqua.
Lì c’è anche il latte, il tè, il caffè, il pane, il gelato che vengono prodotti grazie ai 4 Elementi, che vivono e scorrono, operano anche dentro di te.
E’ tutto è stato possibile grazie a un Cordone.
Ecco perché sei unito a ogni cosa e a ogni persona nel Cosmo.

La tua esistenza è possibile e dipende da tutti gli altri Esseri, così come la Loro dipende dalla tua; si ha bisogno sia degli esseri animati, che di quelli inanimati come le piante, i minerali, l’aria, l’acqua, perché tutto proviene dall’Uno, è Uno.

Si è lavorato parecchio lungo i secoli per asservire l’Uomo al Dolore e alle emozioni basse e dense, utili per produrre l’Energia che crea i sortilegi e tiene in schiavitù. E’ così che si riuscì a far credere agli incarnati che siamo “creature distinte”, una semplice estensione dei genitori, di cui si porterebbe pregi e difetti, mentre in realtà, proprio come per il Chicco di Grano siamo una continuazione di tutti i chicchi che ci hanno preceduto, quindi tutti gli Avi nelle loro mutevoli e multiformi presenze.

Siamo i nostri antenati, siamo i nostri bambini

Se osservi in profondità, in ogni cellula del corpo e della tua coscienza, riconosci la presenza delle generazioni passate, ma non solo umane, perché prima di scegliere l’esperienza come Anima incarnata, lo ripeto ancora, magari anche tu fosti albero, pianta, fiore, minerale, animale o un refolo di vento. Tutto quello che ciascuna forma di Vita emanata dalla Sorgente è ed è stata, scorre nei numerosissimi fili di quel Cordone ombelicale invisibile.

Sei, Siamo la continuazione della corrente della Vita.
Ecco perché, come disse Galileo, se tocchi un fiore, anche una Stella prova turbamento.

Siamo connessi con ogni cosa e ogni cosa è viva, anche se a scuola ti facevano distinguere tra “animati e inanimati” e ti dicevano che un sasso è inanimato, mentre così non è.
Pensa agli scritti di Steiner e ai Dialoghi con gli Spiriti Elementari.
La visione offerta in ambito educativo, qui sul Pianeta era ed è volutamente “distorta”, per generare separazione, dualità, bisogni, fatiche, sofferenze e dolori.
L’attaccarsi alle persone prossime fa proprio parte dei bisogni indotti di non lasciarsi sfuggire niente e nessuno, il voler restare appiccicati, convinti di poter riottenere una completezza che in realtà è dentro, è parte integrante di ciascuno di noi, e lo rende non figlio di Giuseppe e Maria, ma dell’Intero genere umano.
Gesù infatti sulla Croce disse rivolto a colei che lo aveva dato al mondo
“ Madre ecco tuo Figlio!” e al discepolo accanto: “ Ecco tua Madre!” non per trovarle una nuova casa, ma proprio per mostrarci che la sua maternità non finiva con Lui, secondo la logica terrena, ma che ciascuno è  Madre, Padre e Figlio del Tutto nell’Uno.

Ci sono domande che angosciano l’Uomo, come per esempio: “Chi sono io?”, “Da dove vengo?”, soprattutto quando sono venuti a mancare i genitori, succede che ci si sente sradicati e ci si aggrappa ai ricordi, perché si è prigionieri dell’idea di un sé separato.
Ma se osservi in profondità, tu SEI Tutto, sei i tuoi antenati, sei il piccolo nato da te, ma anche tutti i piccoli presenti sul pianeta e puoi guarire ed esprimere la tua “pienezza”, anche se ti allontani dal nido d’origine e vivi altrove o ti ritrovi senza chi ti ha permesso di essere qui.

Non esiste un sé separato, siamo connessi, siamo connessi ai nostri antenati e a tutti gli Esseri, che siano animati e inanimati, proprio come dentro quel Chicco di grano sono racchiusi milioni di altri Chicchi di grano e non solo.

E’ dunque tempo di uscire dall’idea di un sé separato, nella quale rimani solo per ignoranza, ignoranza che si dissolve quando riconosci l’Io Sono. Allora guarisci, esci anche dal concetto ristretto di Famiglia e ti accorgi che Siamo Uno e quindi tutti i patimenti che senso hanno? Nessuno.

Se pratichi finalmente il non-sé, o l’IO Sono, vai oltre le barricate create per mantenere in vita la separazione ed esci dalle domande “eterne” del chi sono e da dove vengo, perché Sei la continuazione della corrente della Vita.

Ti offro questa Pagina con grande Amore e con la certezza che oggi questo Seme dell’unità abbia trovato un buon terreno in te e che i Frutti, non importa quando e dove, ma so che ci sono e ci saranno, perché la tua Anima, il tuo Cuore e il tuo Sé Superiore Sanno e queste parole li Onorano.

Con Amore, Ti degli Arcangeli.

Questo articolo è stato amorevolmente scritto da Ti degli Arcangeli (l'autrice dei 2 libri Le Preghiere Arcobaleno dagli Arcangeli e La Via della Luce. Testi guida dell’Arcangelo Uriele ) con canalizzazione di un Arcangelo specifico oppure facendosi ispirare da Arcangeli e Angeli.
Sei libero di copiarlo su un altro sito/blog, però per correttezza lascia questa dicitura incluso il collegamento cliccabile a www.sottounarcobalenodiluce.com

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1 commento

  1. Valentina

    Meraviglioso carissima Ti!
    Grazie grazie grazie
    Onorata

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