
Sicuramente il titolo odierno ti avrà lasciato esterefatto, per quanto tu sappia che “Ti degli Arcangeli” spesso ti invita a non stare incollato davanti allo schermo televiso, ma a fare altro.
Ebbene, oggi, visto che da un po’ di tempo, ti sto parlando di autostima e di come uscire da questa “condizione generale” di disagio, creata volutamente, affronterò il tema delle “offerte formative” dei nostri sistemi di informazione e divertimento.
Soprattutto cercherò di mostrarti perchè l’informazione viene gestita in questo modo.
Le reti disponibili viaggiano fondamentalmente su tre binari:
informare,
divertire e
formare.
Ora l’informazione attualmente in essere, soprattutto nell’anno che sta per chiudersi con lo scadere ormai prossimo del mese di febbraio, è indubbiamente costruita intorno ad una sorta di cultura del disagio emotivo.
Non si sta facendo informazione, ma terrorismo psicologico.
Le varie emittenti televisive, ordinarie, non stanno sicuramente creando informazione utile per rigenerare il benessere collettivo, ma al contrario stanno creando, o concorrendo acreare, una condizione generale di “dipendenza” dal san vaccino.
La popolazione nazionale, sfiancata dai numeri, dalle sirene, dagli esperti e tanto altro, attende, alla stregua di un vero e proprio tossidipendente o meglio dovrei scrivere,”tele-dipendente” il vaccino, il solo prodotto che ci salverà da questo flagello divino.
L’informazione a cosa è servita?
A ingenerare paura, panico, pathos, ansie utilissime a produrre questa sorta di attesa, di questa “dipendenza indotta” verso un prodotto che, iniettato, sarà la nostra sola salvezza.
Si è quindi ingenerata la stessa dinamica che vede una persona cadere nella sudditanza di un super alcolico, oppure delle sigarette o delle così dette droghe.
Sfinito dagli eventi nefasti, desideroso della tua libertà personale, ti faresti iniettare il vaccino ovunque, pur di recuperare quel silenzio stampa e quella libertà di movimento, indispensabili all’essere umano e prima ancora all’essere vivente.
Hai vissuto nella boccia di vetro, come il tuo pesciolino rosso, in seguito ai vari cartellini rossi, gialli, arancio, no blu o verdi, che sono stati alzati, addirittura a giorni alterni, e che sono serviti per rinchiuderti.
Stai sperimentando la “museruola”, esattamente come il tuo cane, che ora gode della più assoluta libertà, mentre tu stai indossando una mascherina, che richiama la sua tanto odiata museruola.
Indossandola, hai scoperto quanto è scomoda e controproducente quella cosa che ti serra il viso e ti impedisce il vero rapporto espressivo e vivi in una sorta di gioco di ruoli invertito.
Ora il tuo cane ti guarda felice, scodinzolando, e tu lo invidi, perché respiri la tua stessa anidride carbonica.
I programmi di divertimento invece, mi rammentano il veleno di cui la strega intride la mela o il pettine per i capelli di Biancaneve, un po’ come anche certi programmi formativi.
Intendiamoci qualcosa di serio e cotruttivo c’è, ma la stragrande maggioranza di questi prodotti è pattume, è veleno, è cicuta.
Perché vanno così tanto i reality?
Te lo sei mai chiesto?
Perché sono stati creati?
La risposta è straordinaria e semplicissima.
I programmi spazzatura sono stati creati per non farti evolvere.
Sono nati per impedirti di Essere.
Ci sono per bloccare l’espressione della tua parte migliore e farti evitare la tua evoluzione animica, un’evoluzione indispensabile al genere umano.
Ci sono programmi utili solo a creare impedimenti alla piena espressione della tua “unicità”.
Perché i protagonisti non sono persone comuni, come potrebbe essere la signora Pina, la tua vicina di casa, oppure Matteo, il tuo dirimpettaio o Ugo il tuo fruttivendolo di quartiere?
La risposta è semplice e riconducibile alle “tecniche di persuasione” utilizzate per venderti o meglio “rifilarti”, come dico io, un prodotto.
Il testimonial famoso, il così detto vip, l’attore o il mattatore del mondo dello spettacolo, sono l’eccellenza per farti tagliare quel traguardo, farti raggiungere quell’obiettivo che sta alla base di questo genere di proposte televisive: il comportarti come loro.
I reality ti vendono quindi “comportamenti” utili a non farti uscire dalla tua zona di comfort.
Il vedere personaggi famosi, quindi reputati al di sopra della nostra media, fare cretinate, umiliarsi, contravvenire ai valori, piangere, distruggere il buono, li “ridemensiona” e ti offre un quadro che tu interpreti, visualizzi, come “molto umano”.
Seduto comodamente sul tuo divano, vieni assorbito, inconsapevolmente, dal loro modo di vivere, di parlare, di agire, e una parte di te, si lascia agganciare a queste loro “basse” prestazioni.
“X è umano” quanto, se non peggio di me!”, pensa una tua parte interiore.
Questo basta a farti entrare in una sorta di “accondiscendenza” personale, di accoglienza della passività, del sentirti apposto nella tua zona comfort, del non farti venire la benché minima voglia di alzare l’asticella, di salire e raggiungere la famosa “ottava” superiore.
Se anche “i top” sono così, vai bene pure tu, anzi sei forse migliore rispetto a loro, perché tu hai ancora certi valori e cerchi di salvaguardarli.
Non zompi addosso alla moglie dell’amico, appena restate soli in cucina e hai un minimo superiore di controllo dei tuoi ormoni.
Se quel personaggio famoso lo fa e si mostra così fragile, questo non ti sprona sicuramente a cambiare format.
I Reality sono quindi produzioni televisive utilissime, anzi, indispensabili per preaparare e supportare quanto ora è in essere, sono gli “induttori” alla mediocrità, per le persone adulte.
Ai bambini e ai ragazzi vengono propinati i video giochi, agli adulti i reality e tutte quelle pseudo trasmissioni di simil cultura delle emozioni.
In questo modo tu vieni “educato” alla fissità.
Vieni predisposto a mantenerti nei tuoi standard.
Ti senti esonerato dalla fatica del “cambiamento” e “assolto” dal tirar fuori il supereroe che dorme in te, cioè la tua unicità.
Ti garantisco che io a scuola lavoro per far esprimere ai ragazzi la “loro unicità”; è un lavoro impegnativo, che li illumina e li rende veramente mitici.
Anche se tu senti il bisogno di uscire dalla tua routine, che ti crea noia, poi, a conti fatti, ti imbatti in tutte queste “forme di programmazione inconscia”, trasmissioni che ti modellano, ti educano a stare esattamente in quello spazio, privo di movimento.
E ci stai.
In realtà sei Unico e sei chiamato a esprimerti, come “io” sono chiamata a risvegliare in te questa consapevolezza..
Immaginati come un “supereroe”.
Ciascuno di noi lo è, lo è proprio nella sua unicità, quell’unicità che il sistema sta cercando, da tempo di spegnere.
Sei un interruttore disattivato, una sorta di pulsante reso inoffensivo da tutta una serie di interventi, che ti hanno privato dell’impulso elettrico utile ed indispensabiile per la tua attivazione, per la tua funzione.
Ognuno può e deve essere se stesso, cioè deve arrivare ad esprimersi, a dare a sè e agli altri questa sua “appartenenza”, questa sua unicità.
Quello che ti appartiene è solo tuo e solo tu lo puoi e lo devi esternare, esprimere e donare.
La costante è quella di privarti di “te”, il farti credere che non vali, che sei una persona “incapace”, che non sei perfetto.
Tutto volge a farti confrontare con gli altri, in una sorta di misurazione oggettiva, nella quale tu riscontri di essere “un diverso” e un meno capace o dotato, rispetto a un ipotetico temine di paragone.
Ora la differenza dovrebbe spingerti a migliorarti e a crescere, ad esprimerti al top, ma questo non accade, se l’unico aspetto che ti spingono a mettere a confronto con le altre persone è puramente legato all’aspetto fisico, all’ambito sportivo o poco più e se, successivamente ti viene dato di vedere che il mondo interiore, anche dei belli fisici, è di bassa lega.
Certi programmi “ti educano”e ti indirizzano a mantenerti in certi standard, entro una serie di format che precludono ed escludono la tua crescita interiore, l’unica che veramente potrebbe esaltarti, esprimerti e da cui dovrebbe partire e dipendere il tuo riscatto.
Ti è stato disattivato il punto che produce energia, facendoti credere e pensare che tu sei solo fisico e materia, sei fondamentalmente un corpo, un apparato psicofisico, che può vivere un’esperienza spirituale.
Sei, come ciascuno di noi, in realtà, una creatura fantastica, messa in pantofole, fatta sedere e sprofondare su un divano, da dove ti nutri, ogni giorno, di immagini, pensieri e parole limitanti.
In realtà tu sei un’Anima, venuta per un’esperienza terrena, sei un supereroe che deve rispondere alla sua chiamata, mettersi in cammino, esprimersi e portare quaggiù i suoi valori, valori che servono a te stesso e al mondo per procedere al meglio, per acquistare Luce.
Per arrivare a questo, devi indubbiamente sapere chi sei.
Conoscere qual è il tuo “potere”, il tuo talento.
Avere consapevolezza di come poter mettere questo talento al servizio di te stesso e degli altri, cioè come fare a rispondere alla chiamata che ti sprona a “essere”.
C’è qualcuno che non possiede talenti?
No! Tutti abbiamo talenti.
Ci sono invece moltissime persone che non sanno di averne, sono prive di autostima, e hanno fatto la scelta del comodissimo divano.
Nella tua vita è talmente necessario che “tu sia tu”, che quella che io definisco “chiamata”, ti viene inviata molte volte.
Anche questa parola, chiamata, viene tenuta ben discosta da ognuno di noi.
L’unica volta in cui la sentiamo entrare in gioco, è quando si parla di persone che fanno scelte religiose, che cioè prendono i voti e si allontanano dai binari ordinari, dal modo consueto di vivere, proprio della maggioranza delle persone.
E’ una parola poco amata e apprezzata, soprattutto dalle madri, che spesso preferiscono un figlio faticoso, a un figlio che fa una scelta religiosa o comunque di un certo tipo.
In realtà la chiamata raggiunge tutti e per le più svariate situazioni, per esempio per i vari ambiti umani, ( essere padre, madre, lavoratore, ….), anche se poi esiste quella specialissima, quella più importante,quella che dovrebbe che dovrebbe consentirci di esprimere la nostra eccellenza, vale a dire la telefonata speciale, quella che dovrebbe essere l’interruttore per tutto il resto.
Purtroppo, è quella telefonata che viene sovente persa, disattesa o rifiutata.
Tutto viene impostato in modo che tu giunga a rifiutare questa “telefonata” specialissima.
Nella tua vita a volte incontri persone che cercano di “risvegliarti”.
Sono vivificatori, spesso inconsapevoli” dei tuoi talenti o del tuo talento supremo, quello tipico del “Supereroe”.
Da loro partono una semplice parola, oppure una frase, un pensiero stimolo, che ti raggiunge e ti risveglia, ti stimola a credere in te stesso, a vedere ciò che prima non vedevi e a prendere atto di chi sei.
Ci sono persone preposte ad accendere di nuovo la tua miccia, se tu accetterai di lasciarla poi ardere e vorrai alimentarla.
Esistono poi i veri mentore e con loro i così detti guardiani.
Hanno compiti diversi.
Un mentore è qualsiasi persona, che ha accolto la sua chiamata, ha fatto un certo percorso, è cresciuto, si sta esprimendo e ora si mette al tuo fianco, dietro tua richiesta, per aiutarti ad alimentare la tua fiamma e ravvivare il tuo fuoco interiore.
Averlo accanto ti fa sentire bene, ti rende consapevole di non essere solo in questo cammino, perchè la strada è lunga e non molto frequentata.
La massa procede lungo la super strada, creata dal sistema; il supereroe avanza lungo un sentiero che, soprattutto all’inizio, gli sembra poco battuto e questo lo induce a sentirsi solo e a temere di aver sbagliato ad imboccarlo, ma così non è.
Tutti abbiamo talenti, ma tre quarti di noi li sotterranno, non li mettono a disposizione e, spinti dall'”educazione imperante” e dalla cultura conseguente, li fanno languire in una cassettina, sotto il loro divano.
Il mondo ha creato poi, una sorta di “guardiani”, addetti a proteggerti dalla “TUA versione migliore”.
A loro è stato dato l’incarico di tarparti le ali, di tenerti ancorato al tuo divano, di limitarti, in un sorta di “benevola” egoistica protezione.
Appartengono ai guardiani a volte i familiari, gli amici, la compagna o il compagno, i vicini, i colleghi, cioè tutte quelle persone che cercano in qualche modo di tutelarti, di proteggerti da te stesso e dalle tue “botte di testa”.
Agiscono sovente, all’apparenza,per amore, mentre in realtà, spessissimo agiscono per una sorta di egoismo, a volte inconscio, altre meno.
Il loro programma iinteriore, li spinge a impedirti di cambiare.
Perché?
Perchè se ti attivi, ti illumini, cambi, ti esprimi, cresci, stai bene e mentre ti trasformi, nel tuo supereroe, la tua vita migliora e cambia con te.
Ottieni il meglio e lo offri al mondo.
Questo diventa però una spina nel fianco per loro.
Anche loro dovrebbero farlo e potrebbero farlo, ma è faticoso, comporta l’entrare in gioco, lo scendere in campo, quindi l’assumersi certe responsabilità, per migliorare e per cambiare.
Significa uscire dalla stanza dei propri comfort.
Significa svoltare, uscire dalla super strada e prendere un altro sentiero.
Comporta il perdere certi legami e il tagliare tutte quelle relazioni che ora risultano stonate, limitanti e poco evolute.
Significa rinunciare a tutto ciò che ora vibra su altre frequenze, altre energie.
Richiede l’alzarsi dal divano e il mollare il telecomando.
Ecco perché c’è la cultura dell’abbassare i nostri standard, anzichè alzarli.
Siamo portati a grandi imprese, ma finché rimaniamo dei mediocri non solo non disturbiamo nessuno, ma siamo gestibili e strumentalizzabili.
Immagina la vita come un cammino pieno di torce.
C’è bisogno di Luce, per sapere dove stai andando e dove appoggiano i tuoi piedi.
Sei avvolto nel buio e avanzare è faticoso.
Ogni Anima è preposta ad accendere una o più di quelle fiaccole e a viaggiare con altre Anime, per condividere e sostenere. Se non lo fa, a qualcuno mancano alcuni compagni di viaggio, con cui condividere l’esperienza e scambiare nutrimento; la luce è inferiore e quindi il passo di chi si muove, risulta più incerto e magari più lento.
Se ciascuno fosse al suo posto e facesse ciò gli compete quel sentiero sarebbe, già ora, straordinario.
E’ tempo di mettersi in cammino e di tirare fuori tutti i talenti utili, perchè il sentiero, che ci porta verso le più alte vette, venga percorso e tutto sia.
Per fare questo è necessario spegnere la televisione.
Zittire quel fiume di parole negative, che anche involontariamente lavorano sui tuoi sistemi e li rendono deboli, incerti, insicuri.
Devi alzarti dal tuo comodo divano, per scoprire chi sei e cosa sei venuto a portare.
Ognuno di noi è unico, è un vero e proprio super- eroe, ma deve volerlo e scegliere di esserlo.
Ci sono programmi accrescitivi? Sì. Sono pochi, ma ci sono e sono spesso disattesi dalle masse.
Ci sono anche televisioni alternative e programmi che ti spingono a leggere, a credere in te stesso, a metterti in discussione, ad ascoltare quello che ti risuona dentro e quindi a scendere in campo, cercando altre persone simili a te.
Lì, tu trovi che gli strumenti informatici e d’informazione vengono utilizzati per aiutarti ad alzare la tua “asticella” e a compiere grandi, anche se magari semplici, imprese.
E’ il momento di abbandonare la routine e magari di approdare a programmi ed emittenti meno commerciali e più professionali.
Spegni quindi la Tv e accenditi di Luce e questa “tua nuova Luce” portala al Mondo, perché il Mondo diventi la sua versione migliore come Te e con Te.
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