
E’ facile che in questo periodo con la mascherina sul volto, quindi con una respirazione limitata, una ventilazione più lenta, meno energetica e accrescitiva, tu ti senta stanco.
E’ quindi molto importante curare l’alimentazione e muoversi con maggiore attenzione verso l’ascolto anche del tuo Sé.
Hai bisogno di cibi più alcalini, quindi di una persona, possibilmente esperta di nutrizione, che ti guidi nel conoscere i tuoi bisogni reali e nella scelta alimentare affinché risulti più corretta per te, in modo che il tuo corpo non subisca affaticamenti inutili.
La stanchezza però arriva anche per altri motivi, come per esempio dal protrarsi di questa situazione “di disagio e tensione” o da un discorso legato alla tua storia personale, quindi un disagio remoto, che la condizione attuale sta solo facendo riaffiorare e accentuando.
Un ambito che spesso ti può rallentare a affaticare è indubbiamente l’ambiente lavorativo, oppure il contesto familiare, vale a dire quegli spazi nei quali tu vivi gran parte delle tue esperienze e dove trascorri svariate ore a stretto contatto con persone a volte affaticanti, persone che non sempre credono nei tuoi talenti, e quindi sono solite avere e darti un rimando poco edificante a proposito del tuo operato.
Sminuito, scavato, sgretolato, perdi la verve, quella vivacità creativa che tanto desideri, quella vivacità costruttiva, capace di ricaricarti costantemente, rendendoti una specie di pila atomica.
A volte rimani talmente risucchiato e vuotato da certi contesti, che chi ti vede ha solo l’impressione che tu non valga, che tu sia una persona di poco conto, un individuo al termine del suo percorso.
Appari come un palloncino a cui è sfuggito l’elio e quindi, esattamente come lui, ti ripieghi su te stesso e non pensi minimamente di rimetterti in gioco, di poter e volere ancora scendere in campo, in nessun settore della tua vita.
Eppure, spessissimo, quando tu stesso non ti dai punti, ecco che l’Universo ti viene in aiuto e ti offre una svolta.
E’ così che un apparente scossone, come un licenziamento, un cambio di programma, un abbandono affettivo, possono diventare il tuo pulsante, quello giusto per “cambiare” e ritrovarti, ritrovare la gioia, la fantasia, la creatività, la vena adatta per fare nuove cose, nuove esperienze e quindi ottenere meravigliosi vantaggi, tagliando traguardi insperati.
Cambiare ambiente è una delle spinte maggiori che possiamo ricevere per recuperare quel terreno che ci era venuto a mancare.
La stabilità ti deperisce nelle forze energetiche interiori, ti svuota e ti spegne.
Se non sei amato, se non sei stimato, se non trovi gratificazione, è questo il tempo per prendere in mano la propria vita e abbandonare la piazza dove ti senti svilito, per darti nuove occasioni ed opportunità.
Quando il terreno si impoverisce, o lo concimi o sposti la coltura a miglior dimora.
Ora, visto che non ti è dato nutrire o modificare ciò che sta al di fuori di te, hai la possibilità di passare all’azione e quindi abbandonare quella postazione per un’altra.
Puoi uscire dal tuo “vecchio vaso”, per metterti a dimora in uno nuovo, che risponda di più ai tuoi sogni, ai tuoi bisogni e alle tue attese.
E’ indispensabile, per vivere bene, stare in uno spazio accrescitivo, dove sei accolto, ben voluto, considerato, apprezzato e stimato.
Il lavoro e gli affetti sono importanti.
Un uomo o una donna accanto, che trasformano tutto in un problema, che stanno sempre sull’orlo della crisi d’identità, che dicono di non volerti limitare, ma ti mostrano tutti i cavilli possibili che potresti incontrare, nel portare avanti quel progetto che tu desideri attuare, nella realtà dei fatti, ti ostacolano e ti limitano nella tua libertà.
Le loro perplessità, il loro voler spaccare il capello in 4 diventa poi un tuo dubbio, una paura, una perplessità, una sorta di sfinimento.
Questi uomini e queste donne sono da lasciare e al più presto.
Basta!
Essi ti succhiano inutilmente.
Le energie spese nel dare e nel ribadire a queste persone la bontà del tuo sogno, sono energie gettate al vento, proprio come se tu aprissi la finestra e gettassi di sotto il tuo cibo quotidiano.
Ricorda inoltre, che più sosti al loro fianco, più le corde si tirano e il legame diventa faticoso da sciogliere; entri in uno stato di “dipendenza”, difficile poi da sganciare e molto annichilente.
Devi conservarti e preservarti, devi recuperare e riprendere il largo, senza pensiero e senza alcun tipo di limite, se non ciò che può nascere da te stesso.
Immaginati come una barca che deve uscire dal porto e riprendere il mare aperto, per poter giungere ai lidi tanto sognati.
Sicuramente il solo pensarci, ti fa provare la sensazione di non esserne capace, ma non è così.
Una parte di te, molto sacrificata, appena farai i primi passi, di farà ritrovare tutta quella “vivacità”, quella forza, quel coraggio, di cui hai bisogno; presto ti accorgerai con grandissimo sollievo che la marea ti accoglie e ti aiuta e tu potrai scivolare, come già parte del tuo progetto, everso altre spiagge.
Queste persone vedono sempre il bicchiere mezzo vuoto; il loro è semivuoto e di contro tendono a dare a te, come rimando, che il tuo è mezzo vuoto.
Giocano, anche inconsapevolmente, al ribasso comune, perché mal comune, come si dice, mezzo gaudio.
“Io lo faccio per te!”, è l’espressione classica, preludio di questo genere di fregatura.
E’ una sorta di vocabolario che comporta un vincolo che spegne, come acqua sul fuoco, il tuo sogno creativo, qualunque esso sia e ti rende debole e asservito a questa persona, al suo giudizio, alla sua valutazione svalutante.
E infatti tu dubiti sul valore del tuo desiderio, ti svaluti e mentre una parte di te ne soffre in silenzio, nel profondo, tutto questo ti procura una sorta di consumo energetico senza eguali.
E la stanchezza avanza, toccando il corpo.
Sei una spugna, quindi niente passa senza averti in qualche modo permeato, anche se non te ne accorgi.
Se poi, quest’uomo o questa donna vive con te e dorme nel tuo letto, hai con lui o lei rapporti fisici, lo scambio eterico è molto intenso e il bicchiere mezzo vuoto ti assilla e ti prosciuga, anche a tua insaputa.
E’ come se una finestra rimanesse aperta, durante l’inverno, con il riscaldamento acceso.
Via!!
Eliminare.
Dare spazio!
Recuperare!
Anche prendere la sana abitudine di dormire di più è poi un’eccellente alleato per recuperare velocemente le proprie energie; si dice che la qualità del sonno dalle 22 di sera a mezzanotte sia ottimale, per la ricarica di tutti i nostri sistemi.
Curare per curarsi, richiede un’attenzione a tanti aspetti e particolari della tua vita e della tua giornata, che vanno dal cibo, all’epurazione lavorativa e affettiva, alla scelta di camminare di più, di stare all’aperto, di ricominciare a respirare meglio, magari in aperta campagna, così da poter stare senza impedimenti, mascherine o altro, che ti bloccano e ti limitano.
Impara a fare cose che ami, che ti piacciono e ti sentirai subito meglio, gratificato e sereno.
E la stanchezza?
Sarà solo un ricordo lontano, molto lontano.
Un abbraccio di Luce
ti
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