Lo Spazio odierno lo reputo davvero Sacro, perché con le Maestranze, anzi, dietro Loro espresso invito, ho accolto l’invito di parlare del Maestro Gautama il Buddha.
Come ho già scritto Lui fu il 1° Essere Umano, dopo la caduta, a chiedere alla Fratellanza di Shamballa di potervi accedere, dichiarandosi pronto a mettersi al Servizio del Genere Umano.
Fu un momento Straordinario a livello Cosmico Globale. I Figli delle varie Razze Radici avevano finalmente un loro discendente, pronto a interagire per la Salvezza del Pianeta, con i Maestri provenienti dai diversi Pianeti. Gautama precedette la nascita di Gesù e infatti ha anticipato diversi aspetti, in merito a una nuova Filosofia Spirituale, che verranno poi “conformati”, esplicitati ed incarnati dal Cristo per originare la Nuova Umanità.
C’è una ricca bibliografia in merito alle sue Origini, per cui darò solo alcuni aspetti salienti, utili per “conoscerlo”, per avvicinarlo, cercando di dare più spazio ad altri momenti della sua Vita, quelli che lo condussero alla Saggezza che poi Egli Profuse sul Genere Umano e che, ancora oggi, nel Plenilunio di Maggio, come il Buddha, Egli “partecipa” per questa Evoluzione.
Siamo in una fase delicata e al tempo stesso molto fruttuosa, della storia dell’Uomo, in quanto le due Energie di Buddha e di Gesù il Cristo si stanno congiungendo, per apportare la svolta tanto attesa alla Vita su questo Pianeta.
La Storia del Principe
Colui che conosciamo come il Buddha, nacque come un Principe, il Principe Gautama Siddhartha.
Nobile e ricco, pare che, come tutte le Scintille promettenti, alla sua nascita diede modo alle genti di comprendere che stava giungendo un Essere con forti Virtù e Qualità, su cui poter ben sperare.
Nacque in Nepal, come figlio della Regina Maya e del Re Suddhodana. Già dopo poche settimane di vita nel grembo materno, iniziò a dar prova della sua Natura promettente, perché la Regina sognò di essere stata ingravidata da un Elefante Bianco a 6 zanne. Essa parlò di questo sogno allo Sposo, il quale iniziò a interpellare i Saggi del Tempo.
Quando fu il periodo stabilito per il parto, Maya volle rispettare la tradizione: il piccolo doveva nascere in seno alla sua Famiglia d’origine e dunque si mise in viaggio verso la casa paterna.
Mentre si recava, con la Corte al suo seguito, presso la sua terra natale, a metà viaggio, iniziò il travaglio e così Gautama nacque nel Parco di Lumbini, senza le doglie solite del parto, tra fiori e piante.
Le dame presenti, narrano che la Regina entrò in una sorta di estasi e partorì camminando.
Una volta avvenuto il parto, il piccolo iniziò a camminare.
Tra lo stupore generale, il nuovo nato, fece 7 passi e ad ogni passo, dalla Terra nacque un Fiore di Loto.
Al 7° Fiore di Loto il bimbo si fermò e alzando il dito verso il Cielo dichiarò:
”IO raggiungerò l’Illuminazione”.
Detto questo rientrò nelle fattezze e nelle gestualità tipiche di un neonato, tra lo sgomento generale.
Il Significato Esoterico
🌿C’è un ripetersi Simbolico del Numero 7 in questa sua “presentazione alla Vita. Ogni Prescelto nasce accompagnato da Segni Potenti.
Anche la venuta di Maria, Madre di Gesù, venne preceduta e accompagnata da Segnali Divini, di cui vi ho narrato.
Coloro che vengono Benedetti dal Santo Spirito Divino sono preannunciati e seguiti da Eventi Radiosi, che recano in sé una Simbologia Cosmica.
Serve forse ricordare che i Numeri sono Esseri altamente Evoluti, quindi questa nascita è stata accompagnata da un Proposito Divino Straordinario, proprio come lo fu quella di Maria, oggi ricordata con il suo “Vero Nome”, di Meryem.
Appena nato Gautama sa già Camminare, rispetto ai piccoli neonati, e lo rende “manifesto”, così che non gli venga preclusa la scelta di seguire il suo Proposito Divino.
L’Azione che compie, Dichiara, secondo la Legge Universale, la sua Potente Volontà e determinazione ad Elevarsi, dunque a “Camminare”, oltre i limiti umani.
E’ un atto importante e Potente, che impedisce alla magia nera d’interporsi. Fatto questo, nessuno potrà impedirlo, nessuno.
Egli ha “riacquistato” la Volontà Superiore, a cui l’Essere Umano aveva rinunciato.
Questo accadde perché fosse chiaro a Jumanji, alla Corte e al mondo, che saprà ben presto di Lui, che Egli incarna una Grande Anima, un Essere che infatti nasce per Volontà Divina e da un Potere Superiore inamovibile, rappresentato come il Grande Elefante Bianco, visto da sua Madre in Sogno.
🌿Fa 7 passi ed ecco che nascono 7 Fiori.
I 7 Passi sono le 7 Leggi Universali alle quali Lui si atterrà per Illuminarsi.
Di queste Leggi Gautama dovrà parlare agli uomini delle Razze presenti, i quali, ignorandole ed infrangendole, erano impossibilitati ad evolvere.
Questi Passi sono anche l’anticipo della presenza al suo fianco dei 7 Raggi, che rimarranno sconosciuti alle moltitudini fino ai giorni nostri, mentre gli Iniziati futuri, saranno tenuti ad interagire con Essi.
i Raggi, sebbene ancora sconosciuti alla massa, agiranno per sostenere Gautama Siddhartha e per affiancare il Genere Umano, che potrà seguire le sue “Orme”, lungo la via Iniziatica.
🌿Dal suo movimento, la camminata, nascono 7 Fiori i quali esprimono in modo chiaro i 7 Chakra, che la sua venuta permetterà di Purificare e riattivare.
🌿Dopo aver proclamato questo, attraverso la semplice Azione del camminare. Il gesto sostituisce la Parola ed i Pensieri, ma reca in sé la medesima Energia Cosmica, la quale porta “Nuovo Potere sulla Terra, (all’Uomo e alla Vita), ecco che Gautama Decreta, puntando il Dito verso l’Alto.
Il suo Decreto Verbo, cioè Parola, attiva Energie sottili Straordinarie che potranno da quel momento lavorare sulla Terra, per consentire, circa 563 anni dopo, a Gesù di Riportare il Cristo in questo Pianeta, facendolo Rinascere.
In questo Cerimoniale, il futuro illuminato dichiara appunto che si illuminerà, VIVENDO in accordo con le 7 Leggi, realizzando le Virtù e le Qualità dei 7 Raggi, affinché tutti i Loro Semi, nutriti dalle Leggi Divine, consentano la nascita e la Crescita dei 7 Fiori di Loto, cioè i 7 Chakra.
Il ritorno a Palazzo
Nato dunque fuori da entrambi i Palazzi (Paterno e Materno) simboli del Potere terreno, Siddharta Gautama, conosciuto poi anche come Sakiamuni, fa ritorno con la Madre e la corte al seguito, a Palazzo, dove il Re viene informato in merito all’accaduto.
Il Saggio Asceta
Mentre si approntano grandi preparativi per festeggiare questa nascita, il Padre del piccolo “Prodigio” di cui si parla ovunque, manda a chiamare un Saggio Asceta, per comprendere quali Propositi il Cielo riservi a questo figlio, che lui già vede a capo del suo ricco e vasto Regno.
Il Saggio predice che il Piccolo è prescelto per 2 Strade.
L’una lo porterà ad essere un Sovrano Universale e l’altra un Buddha.
Il Padre volle cogliere solo il 1° messaggio e dunque si attivò per fare di questo Figlio un Sovrano Potente e Saggio, al quale pensò, fosse riservato il Mondo.
In Verità Gautama era destinato ad Essere Sovrano Universale, ma non secondo la logica paterna.
Fu così che dopo averlo presentato al Popolo, lo rinchiuse, facendo edificare immensi e meravigliosi palazzi, colmi di Oro e di sfarzo, perché questo figlio venisse nutrito di Bellezza e dal Potere Alchemico dell’Oro.
Parentesi Storica, in merito all’Oro
Apro una parentesi, per offrirvi un altro aspetto per riflettere, in merito al Potere Alchemico di questo Metallo, che possiede Grandi Legami Numerici e di varia natura Sottile con il Sole.
Durante le guerre mondiali venne chiesto alle famiglie italiane di consegnare l’Oro. Fu una scelta esoterica precisa, attivata sotto precise indicazioni dei maghi neri, in quanto facendolo consegnare, si toglieva alla gente la possibilità di “ricevere nutrienti” Sottili dall’Alto, attraverso questo metallo Altamente Alchemico.
La “mancanza” dunque di Oro, privava gli Esseri Umani di ogni elemento utile per ricevere Forza, Saggezza e Illuminazione, indispensabili per “dissentire” da quanto scelto e decretato dai vertici politici in merito alla guerra.
La magia depauperava le persone, di ogni capacità oppositiva e rinforzava il valore di questa scelta di combattere, attraverso una potente campagna pubblicitaria, a favore della guerra, fatta visualizzare, come l’unica arma possibile, per ottenere la Pace.
Fu il poco Oro che venne nascosto e trafugato, quindi non dato alla Patria, che fece un Lavoro straordinario.
Fu proprio grazie a Lui che nacque la resistenza e anche grazie alle famiglie ebree, orafe, che sovente ne nascosero “buone Quantità”, che divennero ottime antenne, per i “messaggi sottili” dei Piani Superiori.
Chi in qualche modo vide, toccò o si trovò a passare nei pressi di questo Oro occultato, ricevette un Aiuto dall’Alto.
L’Oro rimasto a disposizione dell’Uomo, portò sulla terra Energia di Illuminazione e di Saggezza, la quale servì ad aprire “l’Occhio Divino” e a far dire no a quanto stava avvenendo.
Anche per questo le famiglie ebree furono invise al potere magico e vennero prese e rinchiuse in campi di sterminio.
L’Oro interrompeva la magia contro il Genere Umano e i suoi detentori andavano distrutti e il Metallo sequestrato e usato per altri fini, di certo meno nobili.
La magia gestì quei giorni e l’Oro andava tolto di mezzo. Ecco perché venne inventata la favola della necessità di avere quell’Oro per il Bene della patria e venne fatto consegnare.
La Vita Reale di Siddartha
I Palazzi dove venne cresciuto, erano immensi e ben congeniati, in modo che Gautama fosse isolato da ogni sofferenza umana.
Gli andava evitata la conoscenza della condizione umana, così che nulla potesse far nascere in Lui un moto compassionevole del Cuore tale, da indurre il futuro Re ad abbandonare il potere terreno, per scegliere la Via dello Spirito.
Anche per questo, a soli 16 anni, venne maritato con una bellissima cugina, Yasodhara e a 29 anni divenne a sua volta Padre.
Quando esiste un Proposito Potente e un Cuore pronto, nulla può ostacolare quella Scintilla dal perseguire il suo Sentiero, nulla.
Il Dictat poi ,che Lui stesso aveva creato attraverso il Cerimoniale legato alla sua nascita, stava ottenendo i suoi effetti.
Infatti, contrariamente alle aspettative paterne, che vedeva nel nipotino l’ultimo elemento utile per impedire al futuro erede di percorrere la via dell’Illuminazione, fu proprio l’origine di quanto il Padre cercava in tutti i modi di scongiurare.
Questa nascita lo portò a pensare alla “grandezza della Vita” e a porsi delle domande molto semplici, circa la Vita fuori dal suo Palazzo.
Ogni suo viaggio era sempre stato organizzato e gestito nei minimi particolari, così che il popolo non lo potesse avvicinare.
Qualcosa però risuonava come stonato dentro il futuro Re e dunque questo “arrivo” divenne l’occasione per voler vedere chiaro, capire cosa i sensi gli stessero dicendo.
Egli andava ora chiedendosi:
Da dove si originava questa Vita che gli aveva dato un Figlio Piccolo così grazioso e così perfetto?
Anche gli Uomini del suo Regno avevano Figli come il suo?
Figli Belli, importanti, valorosi? Cosa facevano i suoi sudditi, tutto il giorno?
Siddhartha voleva Conoscere il Mondo là fuori e interagire con esso.
Questa volta il Padre ebbe del filo da torcere e a nulla valsero le solite Parole e le azioni dissuasive di un tempo. Fu così che ancora una volta il padre “preparò la scena” per la visita del Figlio alla sua Gente; fece spostare e isolare i quartieri poveri e fece allontanare tutto ciò che avrebbe potuto “turbare” il suo Gautama.
Siddhartha uscì, scortato da Channa, il cocchiere di fiducia di Palazzo, il quale divenne il suo 1° vero Maestro.
Accadde però, che malgrado le solite attenzioni, un Uomo anziano, secondo i Propositi Divini, sfuggì ai controlli delle guardie stanziate lungo il percorso, e attraversò proprio davanti al cocchio.
Channa scelse di fermare il carro, consentendo a Gautama di assistere alla fatica di quell’Uomo. La lentezza dell’Uomo scioccò Siddhartha.
Fu allora che il cocchiere iniziò la sua lezione, spiegandogli la prima delle 4 condizioni dell’Essere Umano: era l’incontro con la vecchiaia terrena.
Il cocchiere gli spiegò che anche suo figlio, e lui stesso, un giorno sarebbero divenuti così.
Il passo successivo del futuro Buddha, fu quello di scendere dal cocchio e addentrarsi “oltre la scena” approntata per il suo passaggio e Channa lo seguì e lo istruì.
Fu così che seppe anche dell’esistenza della malattia, della morte e alla fine della Pace Meditativa.
il 4° aspetto gli piacque e gli diede di nuovo la Speranza.
Il Nuovo Siddhartha
Da quel giorno, la vita a corte non fu più la stessa. Ora il Principe chiedeva in continuazione di uscire per cercare le cause delle sofferenze umane, per potervi porre rimedio e a nulla servivano le solite Parole paterne, incluso il fargli ricordare gli impegni verso il figlio piccolo, anzi, fu proprio questo richiamo alla Vita appena originata, che lo rese ancora più deciso nel voler conoscere le cause del dolore e della morte, per porvi fine.
Le porte del Palazzo Reale furono sbarrate, per impedirgli di uscire, ma una notte egli trovò aperta la Porta ad Est e da lì fuggì.
La posizione della Porta rimasta aperta, fu un altro chiaro segnale, che Tutto stava avvenendo secondo il Proposito Superiore.
Siddhartha era entrato nello Stato di Coscienza della Misericordia Divina e ora desiderava solo “fare qualcosa per gli altri”, per elevare l’Umanità. Questo era il passo successivo che niente e nessuno potevano “precludergli”, ma Tutto si sarebbe compiuto solo al termine di un “lungo lavoro su di sé e dell’avvenuta Illuminazione”.
Per 7 anni visse da Asceta, tra miseria e privazioni, elemosinando.
Ogni giorno scopriva qualcosa, ma la scoperta più significativa giunse osservando il Maestro di uno strumento a corda e il suo allievo.
La spiegazione che egli udì, gli permise di capire i 2 Estremi che la Vita sovente prospetta all’Uomo, e che, proprio come accadeva con lo strumento, impediva alle corde di esternare il loro dolce Canto.
Il Maestro di Musica aveva spiegato ad un piccolo allievo che le corde del suo strumento, erano troppo allentate ed impedivano il giusto Suono. Al tempo stesso lo aveva però avvertito che, tendendole con l’apposito attrezzo, non avrebbe dovuto esagerare, perché anche in questo caso il suono sarebbe stato inadeguato e con facilità le corde si sarebbero spezzate. I 2 estremi egli spiegò che erano entrambi infruttuosi.
Erano 2 estremi impedenti, che Gautama associò alla sua Vita, prima fatta di estrema mondanità ed ora votata ad un’estrema Spiritualità.
Lui, Gautama Siddhartha, si stava comportando come quello strumento e in questo modo non riusciva a trovare la risposta alle sue domande e ad agire per il bene personale e collettivo.
Prima aveva fatto esperienza solo della abbondanza e del potere terreni, mentre ora aveva esagerato con la Vita ascetica, in povertà assoluta.
🌿Allora colse che l’Illuminazione STAVA NEL MEZZO, nell’equilibrio.
Così nacque la Via di Mezzo e la Consapevolezza che gli estremi, vedi la sua Vita a corte e la sua Vita ora portavano/ portano solo Sofferenza.
Quel giorno così accettò una ciotola di riso per sfamarsi e questo lo fece allontanare dagli altri compagni Asceti, che vedutolo mangiare, lo rifiutarono, per quella che definirono una debolezza umana.
Iniziò allora a Meditare in Solitudine sotto vari Alberi, fino al momento in cui Tutto accadde.
Il Nirvana
La Meditazione divenne Profonda e lo portò a rivisitare i suoi “aggregati psicologici”, cioè tutte le sue storie pregresse, le programmazioni subite e le energie disarmoniche, che aveva prodotto nel tempo.
Così si Liberò da tutto questo, con fermezza e questo gli permise di “partire”
“Ascese allora al Nirvana”, in Meditazione e attraversò le 7 Sfere intorno al Sole, fino ad arrivare al Cuore del Logos Solare, in contatto con il Piano Divino nella sua Unicità.
Avrebbe potuto restarvi, in quello stato soave di Beatitudine Somma, ma egli scelse di ritornare per aiutare l’Umanità.
E così è!
Rinunciò alla immediata Beatitudine del Nirvana, per portare il Dharma sulla Terra, cioè per insegnare la Salvezza al Genere Umano.
ritornato, Egli cercò i compagni di un tempo, coloro che lo avevano scacciato e li trovò nel Parco dei Cervi.
A loro diede il 1° Insegnamento, dando il Via alla Ruota del Dharma.
Parlò della sua Illuminazione, delle Quattro Nobili Verità e del Nobile Ottuplice Sentiero.
🌿Era la Luna Piena di Luglio.
I Principali Insegnamenti
La Via di Mezzo
E’ il 1° insegnamento, indispensabile per l’Illuminazione, e lui lo aveva ricevuto osservando un Maestro spiegare l’uso di uno strumento a corde ad un ragazzino.
La Via di perfezione nel Mondo si trova nel Mezzo degli estremi mondani e ascetici.
Ogni estremo conduce poi di riflesso all’altro aspetto, al suo opposto speculare, e quando l’Uomo non lo coglie va incontro a diverse incarnazioni in cui gli verrà a un certo punto chiesto di trovarsi nella condizione opposta per comprenderla. La sua storia, durante l’Ascesa meditativa, glielo aveva narrato.
Questa Via di Mezzo è dunque anche la Via del non attaccamento, sia alle proprie verità, che a qualunque altro aspetto, che la Vita comporta. Tutto è transitorio e anche la forma esteriore, la fisicità, è solo un “contenitore” di un’Essenza, l’unica eterna e non soggetta alla legge della caducità, che conduce alla morte della scatola esterna.
L’Uomo può allora in una visione Illuminata, percorrere la tappa della Saggezza, sempre parte della Via di Mezzo. Questo Cammino è importante e richiede un lavoro costante, per non rientrare in sbilanciamento, trovandosi poi a misurarsi con l’odio e la sofferenza.
Esemplifico questo passaggio.
Se un Uomo ha un’ideologia e si schiera in maniera prepotente, “contro” chi segue l’ideologia opposta, creerà di rimando nell’altro dell’odio, dell’avversione nei suoi confronti. Questo modo di vivere e di percepire la Vita ha sempre portato l’Umanità a fare esperienza della Guerra.
Destra, sinistra, bello/brutto, bianco/nero, A e B hanno sempre originato contrasti ostacolanti l’Illuminazione.
Ogni Studente della Luce dovrebbe allora “uscire dagli Opposti” e percorrere la Sacra Via di Mezzo, evitando di creare Karma e di fare esperienze opposte alla posizione vissuta nell’incarnazione precedente.
Si esce dall’oscillazione del Pendolo.
Si eleva la Coscienza
Si esce dal Giudizio
Ci si sente in Unità con il Tutto
Si disconosce la sofferenza e si abbraccia di nuovo la Grazia Superiore, Divina.
Le 4 Nobili Verità
Oggi spesso ci capita di vedere il Numero 4.
Questo Potente Numero riporta l’Umanità alle 4 Nobili Verità e reca la “firma” di Gautama il Buddha.
Quando noti questo Numero, sappi che si tratta di un richiamo specifico, affinché tu esprima le 4 Nobili Verità oppure si tratta di un riconoscimento, come una sorta di pacca sulla spalla, perché le stai manifestando.
- Il Dolore e la Sofferenza esistono sulla Terra.
Quando l’Uomo non applica la Via di Mezzo è destinato a conoscere la sofferenza. Esistono 2 aspetti circa la Sofferenza. Il 1° è legato alla esperienza in sé, che la Monade vive incarnandosi in una materia densa, la quale gli offre delle limitazioni di varia natura e origine, mentre la seconda è dovuta alla mancanza di conoscenza. - La causa della Sofferenza.
Desiderare, bramare in continuazione qualcosa o qualcuno, porta alla lotta per ottenere quanto si desidera e al contempo ad invidiare chi già lo possiede.
Il Volere crea giudizio e competizione insana e tantissimo stress. - Cammino di cessazione della sofferenza.
Quando l’Uomo coglie il valore della materia, esce dalla brama, dal desiderio di possedere e da tutto quello che ne consegue e smette di soffrire. La sofferenza sovente nasce anche dalla paura e dall’ansia di perdere ciò che si è conquistato con sudore e fatica.
Invidia, gelosia e malattia trovano spesso origine proprio nelle brame umane di potere, di sopraffazione, di possesso, e nel desiderio/bisogno di controllo…
Uscire da questa schiavitù, implica la Rinascita e uno Stato di BenEssere, di Armonia
4. Via per la Cessazione della Sofferenza: Elevazione da ogni forma di attaccamento.
Compresa la vacuità della materia, l’Uomo impara a desiderare senza attaccamento.
E’ l’atteggiamento finale, quello che consente di uscire dalla paura di perdere una persona o un oggetto, un lavoro, del denaro, una posizione sociale, vivendo e contemplando ogni cosa e ogni relazione da un Livello Superiore.
E’ quando si entra in Comunione Superiore che ogni lutto cessa, anche quello per i parenti scomparsi e per la possibilità di perdere la propria stessa Vita, intesa come corporeità. Allora si entra nella Saggezza e nella Gratitudine verso ogni cosa e si nota e si apprezza ciò che ogni istante offre. Compare nell’Essere Umano anche la Gentilezza.
San Paolo disse che l’ultimo baluardo per l’Umanità sarebbe stato il “riuscire a cogliere gli Insegnamenti Superiori circa la Comunicazione che l’Uomo può attivare con le proprie Cellule“, per giungere a non invecchiare e a scegliere come e quando lasciare il proprio Corpo fisico, senza passare attraverso la vecchiaia, la malattia e la morte per deterioramento.
Altro aspetto in merito al quale l’Umanità è tenuta a lavorare.
Come far cessare allora la sofferenza?
Mantenendosi sui Piani Superiori, attraverso Pensieri Elevati ed Elevanti e farlo in maniera costante.
Qui mi fermo per oggi, in accordo con le Guide del 2° Raggio, scegliendo di rinviare la presentazione del Nobile Ottuplice Sentiero ad un altro scritto, per dedicare due Parole ad un aspetto “molto importante”, presente sia negli insegnamenti del Buddha, che successivamente nel Mondo Esseno e in Gesù, il Cristo.
Uno ultimo spunto per riflettere
La Vita di Gautama ci serve ripercorrerla, proprio anche per questo, oltre che per conoscerlo maggiormente.
🌿Siddhartha fu dopo l’Illuminazione che scelse di “mettersi in maniera pratica” al Servizio dell’Umanità e lo fece rinunciando al Nirvana.
Senza dubbio il compito di ogni Uomo è aiutare il prossimo, manifestandosi, andando cioè in aiuto di chi si trova nella sofferenza, chi sta facendo per i più svariati motivi un cammino in cui ha come compagno di viaggio, anche temporaneo, il dolore e qualche afflizione.
Aiutare è sempre possibile, ma farne “un lavoro”, per quanto nobile possa sembrare, significa che il soccorritore deve aver fatto Pace con tutti i suoi dolori.
A maggior ragione serve aver saldato i propri “conti sospesi”, averli sciolti, così che ci si possa muovere incontro all’altro senza agitarsi, senza risuonare, senza poter scivolare di nuovo nell’effetto pendolo.
Saldati Tutti i debiti si è calmi ed Armoniosi, e si partecipa solo alla decisione di Essere, di Sentire e di rimanere nella Felicità costante.
Queste sono le premesse per guarire le fatiche odierne del Genere Umano.
L’Uomo Guarito dispensa solo ciò che nasce e cresce sulla sua Pianta, cioè Frutti Divini, capaci si alleviare la sofferenza altrui, facendola trasmutare attraverso lo stesso Cammino, di cui ora è un Esperto, cioè un Maestro.
Gesù fu molto chiaro e severo con i suoi Discepoli in merito a questo e proprio questo apparente Rigore, permise agli Esseni di essere tra i Guaritori più ricercati e apprezzati.
La Vita offre lo stesso la possibilità di accompagnare chi soffre, ma ci sono diversi modi per farlo e ciascuno, almeno al momento, deve riuscire a trovare il proprio, senza assumersi oneri che lo farebbero affaticare e forse retrocedere, creando sovente nuove fatiche e affiliazioni inutili, cioè dipendenze, con chi viene soccorso.
I 2 Uomini implicati in un processo di Guarigione, devono mantenersi distinti e il Guaritore deve possedere Tutti i requisiti utili per prendersi davvero cura dell’altro.
Attenzione non sto dicendo di aspettate l’Illuminazione per aiutare il prossimo, non è questo, ma di divenire coscienti delle Responsabilità che scattano nel prendere su di sé i compiti, che solo lo stadio evolutivo evoluto, consente nella sua pienezza creativa. Siamo in un campo molto delicato e mancano ancora diversi tasselli per avere una visione completa del quadro umano.
Lo so, molti seguono altre filosofie e pensano che sia impensabile e limitante raggiungere questo stadio per poi fare qualcosa di utile, ma non è così! Lo vivono come un limite inaccettabile.
Se fosse stato possibile dispensare la guarigione, anche a un Essere non ancora “guarito”, il Buddha avrebbe tralasciato di tornare e di offrire le sue Illuminazioni al prossimo, mentre sappiamo che i primi che scelse d’Illuminare furono proprio i compagni estremisti, che lo avevano allontanato.
Questa volta, però, Egli esalava una tale Radianza che venne accolto e tutto fu possibile. Anche la volta precedente aveva cercato di trasmettere loro la Via di Mezzo, ma senza riuscirci e ottenendo solo di “essere tacciato come debole e allontanato”.
Va raggiunta l’assenza della Sofferenza per impegnarsi appieno in una Guarigione rivolta al prossimo.
Ora tutti gli Esseri Umani sono in Cammino, in maniera Equilibrata e costante, per tagliare questo traguardo. Una volta tagliato, allora e solo allora è possibile diventare soccorritori Cristici per gli altri, secondo la Maestria Superiore.
Può far pensare e a volte risultare poco piacevole da leggere, ma Così E’!
In Amorevole Servizio, Ti degli Arcangeli
In uno dei prossimi Articoli, vi parlerò del Nobile Ottuplice Sentiero. Grazie!
Sei libero di copiarlo su un altro sito/blog, però per correttezza lascia questa dicitura incluso il collegamento cliccabile a www.sottounarcobalenodiluce.com




Grazie immensamente grata di istruirmi 🙏che la Luce sia sempre con noi❣️🌻🌟💫🔥