
Due incontri fatti poco fa, mi hanno illuminato a proposito dell’argomento che andrò ad affrontare oggi.
Due persone, due donne, due amiche, con bambini di età diversa, ma entrambe sintonizzate sulla medesima frequenza di “il mio” bambino, una frequenza molto gettonata e pericolosa per la nostra storia animica.
Siamo profondamente attaccati alla materia, che cerchiamo di controllare e possedere e molto “ignoranti”, nel senso letterale e pieno di questo termine, a propsito di chi siamo e della missione che stiamo compiendo quaggiù.
Nessuno ci educa a cogliere il vero valore, il senso pieno della Vita e della Morte.
Se ci appartenessero non utilizzeremmo così intensamente i possessivi e non saremmo gli accaniti “possessori” di tutto, figli, mogli e compagne incluse.
Non siamo corpi venuti a fare un’esperienza divina, ma semmai Creature divine, venute a fare un’esperienza terrena.
Perché? E da dove veniamo?
Fondamentalmente ci incarniamo per crescere ulteriormente e poter così accedere a nuove dimensioni, con il desiderio di poter raggiungere il punto più alto e quindi entrare in uno stato di totale fusione con la nostra origine; Dio.
Ognuno di noi viene da uno di quei piani dei Mondi sottili, Mondi dove l’Anima vive perfettamente a suo agio, immersa in una condizione di Luce e di Amore accrescitivi e unici.
Immagina l’ultima parte del Mondo Divino come una grande tenuta, con costruzioni diverse nella dimensione, nella forma e nelle decorazioni; lì, all’interno di una vasta proprietà, sopra un’altura, c’è una sorta di costruzione a più piani.
Ogni piano accoglie solo le Anime adatte a stare in quella condizione, così come sopra un mezzo di trasporto la persona viaggia solo nello scompartimento o nella classe corrispondente al tipo di biglietto che ha acquistato.In questa grandissima costruzione di Luce, tu sei in uno stato di sommo benessere, circondato e immerso nella Luce piena, nella pace e nel silenzio amorevole. Segui un percorso di formazione e tutto procede nella serenità più dolce.
Incarnarti, significa per te abbandonare quel luogo, per immergerti nella materia e in una realtà molto lontana da quella che hai sperimentato, una realtà poco luminosa e con un livello vibrazionale molto denso, quindi faticoso.
Perché accade?
Fondamentalmente per consentirti di poter accedere ad altri livelli, cioè ai piani superiori; lì stai bene, hai accanto grandi figure di Ascesi, che ti accolgono e ti compenetrano del tutto, ma vivi lì.
Sai che ti è dato di ascendere, ma per farlo, devi passare attraverso l’esperienza forte di questa dimensione terrena, un’esperienza duale, durante la quale dovrai portare alle Anime che incontrerai, ciò che sei e che sai; sulla Terra dovrai poi affronterai delle prove, prove che ti consentiranno di accrescerti, di acquisire nuove consapevolezze e quindi di ambire ai piani sempre più elevati della costruzione paradisiaca.
Se saprai affrontare e superare al meglio le prove scelte e concordate, entrerai in una condizione di maggiore luminosità e forza animica, in una sorta di radiosità, sempre più pura.
Quando questo desiderio si esterna, passi attraverso una fase di preparazione all’evento, durante il quale, scortato da grandi anime illuminanti, tu segui gli eventi terreni, varie realtà familiari e ti crei una specie di progettazione di Vita, decidendo chi vorrai come genitore, sapendo quindi cosa dovrai affrontare e saper superare, stando al suo fianco.
Durante questa fase sei tu, fondamentalmente, che scegli il tuo futuro, consapevole che con quelle persone, in quel contesto verrai messo alla prova per riuscire ad accrescere, per esempio, la tua pazienza, oppure superare la tua esuberante fretta, riuscire ad amare malgrado tutto o mettere alla prova altri tuoi aspetti animici.
In genere scegli genitori che ti porteranno a mettere in pratica un aspetto che possiedi in maniera più intensa o che necessita di rinforzo.
Non sempre sei però tu a voler scendere di tua iniziativa.
Ci sono Anime che starebbero volentieri confinate in quei piani nei quali stazionano sovente da un bel po’ di tempo e che non vorrebbero rientrare nel faticoso e costrittivo corpo terreno; in questo caso, vengono “richiamati” ufficialmente e si genera una sorta di attrazione verso la Terra, dalla quale vengono chiamate e risucchiate, loro malgrado.
Anche in questo caso, viene steso un progetto, piuttosto dettagliato, e poi inizia il processo di “decontaminazione radiosa”, cioè l’Anima viene sottoposta ad una perdita di Luce, perché sia meno duro il rientro nell’esperienza fisica.
Piano piano, viene guidata a nuovi stati di vibrazione e quindi di densità e poi, il giorno stabilito, con la stessa procedura di chi ha scelto spontaneamente il rientro terreno, viene fatta incarnare, con la partecipazione di altre due Anime già presenti ed incarnate, in grado di accoglierla.
La mamma che hai scelto, è il tuo portale per questa nuova fase del tuo cammino, fase durante la quale tu sei comunque allineato con le vibrazioni della tua Anima, alla quale è stato affidato un compito, condiviso, e adeguato alle sue condizioni.
La tua presenza sulla Terra, arricchirà altre Anime, se ti attiverai in maniera amorevole, e tutto il contesto umano; pochi attimi dopo la nascita, tu perdi ogni ricordo della tua grandezza e ogni contatto, affinché il compito venga fatto senza barare.
Dovrai ritrovarti, per esprimerti appieno.
Dovrai “riconoscerti” e riscoprire quindi chi sei e cosa sei venuto a fare.
Sarà un percorso impegnativo e vivrai in una realtà che cercherà di privarti della tua “originalità”, del tuo potere animico e della tua stessa “libertà”. Colei che ti ha permesso di nascere, di essere, di esistere, sovente sarà il tuo peggiore nemico, con quella sorta di attaccamento a te, che esprimerà in mille modi, partendo da quell’aggettivo o pronome possessivo, con cui ribadirà che le appartieni, e finché glielo consentirai, porrà la sua sigla di proprietà, su di te.
In realtà, come Gesù disse, quando i genitori preoccupati lo ritrovarono nel Tempio con i Dotti, “sei venuta per altro”, non per soddisfare i tormentati bisogni affettivi ed emotivi di un’altra Anima incarnata, sebbene rivesta il ruolo di madre.
Dentro tu possiedi un bagaglio ricchissimo e nulla ti manca per adattarti alle prove che ti attendono per crescere.
La difficoltà ti consentirà solo di tirare fuori quel bagaglio interiore, dimostrando chi sei e mentre andrà ad integrare le lezioni animiche, ricevute lassù, in uno stato di amorevole e serena raccolta, ti consentirà di aiutare altre Anime, bisognose di quella stessa lezione di vita.
In questo modo ti evolvi e al tempo stesso insegni, risvegli ed educhi.
La realtà emozionale terrena è molto forte, perché racchiude in sé elementi che non appartengono ai piani di Luce: paura e rabbia lassù non esistono, ma qui sono parecchio presenti e questo crea situazioni vibrazionali da gestire, sicuramente non indifferenti.
Ci sono Anime che iniziano il percorso e nel grembo materno già entrano in una sorta di affaticamento tale, per cui chiedono di rientrare alla casa paterna e quindi noi abbiamo un aborto, una non vita, proprio per il rifiuto di quell’Anima ad affrontare questa realtà.
Al contrario ci sono Anime, in condizioni di estrema fatica anche fisica, per via di una malattia materna, che desiderano talmente intensamente fare questa esperienza, che nascono comunque, nonostante le difficoltà gestazionali, cioè le sofferenze del corpo fisico, loro e di chi li sta portando alla vita terrena.
La paura è un’ emozione terribile e molto attiva e presente, con la quale l’Anima entra in contatto quasi subito.
Il fatto che non esista attualmente una trasmissione “educante” che racconti a chi arriva questi aspetti e parli dell’importanza di vivere bene la maternità, la nascita, la malattia e la morte, crea moltissimi problemi ed insoluti animici.
Un tempo le culture antiche, erano detentrici di pratiche spirituali che si facevano carico di questi passaggi, che raccontavano e tramandavano di generazione in generazione, affinché ci fosse sempre chi sosteneva l’apertura dei due portali, sia quello dell’arrivo che quello della partenza dell’Anima.
Sono due momenti vitali e non possono essere lasciati al caso o solo a certe figure professionali che si curano del puro lato fisico, perché fondamentalmente sono due esperienze di carattere profondo, animico, spirituale.
La nascita la reputiamo un evento naturale normale.
La morte un evento che vorremmo evitare, una sorta di tabù, uno spauracchio contro il quale compiere riti scaramantici, per allontanarla.
Sappiamo che dovremo farne la conoscenza, ma la releghiamo nel deserto dei sensi e non ne facciamo nessuna conoscenza.
Quando sopraggiunge è comunque accolta come una nemica e vissuta con grande fatica.
In realtà, ecco il sentire che io, come “ti” mi porto dentro, sta ad indicare che noi siamo fondamentalmente “nomadi”, perchè le nostre Anime passano regolarmente da una realtà e da una dimensione all’altra, ma nell’ignoranza e nell’inconsapevolezza estreme.
Questo complica tantissimo le cose.
Siamo Esseri multidimensionali, cioè fatti di un corpo fisico, la famosa scatola o cappotto, che contiene altre parti di noi, parti che andiamo accogliendo e poi perdendo, come fossero bucce, durante le fasi di passaggio oltre i portoni.
Abbiamo vari corpi nel corpo e tra questi c’è il corpo eterico, l’emotivo, il mentale e l’astrale.
Solitamente tu accogli la morte come un’ospite sgradevole, una visitatrice che un bel giorno arriva a tua insaputa e bussa prepotentemente alla tua porta, facendosi aprire.
In realtà non funziona così.
Tu l’hai già accolta e hai scelto con lei come andartene.
Il film “ Joe Black” mostra in parte cosa accade, quando il protagonista concorda con lei la data e l’ora del suo decesso, oppure la signora gravemente ammalata e sofferente, la invoca in ospedale perché la prenda con sè, prima del previsto.
Tu scegli, inconsapevolmente, come andartene.
Qualche mese prima che il fatto avvenga, l’Anima riprende il contatto con l’alto, ricrea il contatto e si apre a nuove vibrazioni, indispensabili per la partenza.
Allora vengono mandati anche Spiriti guida, capaci di accompagnarci nel difficile momento.
Ti sarà sicuramente capitato di sentire di persone o di aver assistito familiari morenti, che riferiscono di vedere la madre, oppure uno zio, un conoscente, che non appartengono più a questa dimensione, e spesso di avergli parlato, oppure di averlo sognato.
Generalmente il contatto avviene in presenza e spaventa chi riceve questa sorta di visita degli antenati.
Anche chi muore in maniera accidentale, in realtà ha partecipato alla scelta di uscire di scena e se ti è capitato di perdere una persona cara e molto vicina, rammenterai che nelle settimane precedenti la tragedia, quella persona ti avrà salutato, guardato o detto qualcosa di inusuale, che ti è risuonata dentro all’istante, in maniera diversa, e ti ha procurato una sensazione di disagio, un brivido, il pensiero recondito e spiacevole che si trattasse di un addio.
Per un attimo una parte di Te ha provato una sorta di disagio e di presagio di sventura.
Un’Anima che si accomiata dall’Anima che ama, che conosce, con cui sta bene emana vibrazioni particolari, vibrazioni che l’altra Anima, seppur inconsapevole, per un attimo coglie e ne prova sgomento.
Esiste poi un filo d’argento, un filo esile ma tenace, che unisce il corpo fisico all’eterico e agli altri, che verrà reciso per consentire il distacco.
La morte è un’esperienza veramente da vivere nella più totale pace, perché nell’attimo in cui avviene, è come se ci dotassimo di un biglietto per oltrepassare il portone e il biglietto portasse impresso esattamente ciò che siamo e stavamo sperimentando all’atto del decesso.
Muori confuso?
Spaventato? Arrabbiato?
Sereno?
Accogliente?
Tutto questo è molto importante, ora ti spiegherò perché.
Dopo la perdita del corpo fisico i primi 3 giorni sono particolari, quindi andrebbero vissuti al meglio e l’Anima, uscente da questa realtà, andrebbe sostenuta, come nelle settimane a venire.
Dopo il decesso, l’Anima vaga intorno al proprio corpo fisico, in una sorta di capogiro, una nuova condizione di cui non ha alcuna consapevolezza.
Come ho detto non “educhiamo” e quindi tu muori nella più totale ignoranza di cosa ti attende e di come sarà ora la tua “nuova vita”.
Chi sta lasciando la Terra cerca un contatto con i suoi cari ed i conoscenti, perché crede di poter parlare e di poter continuare a relazionarsi come prima; ben presto però, si accorge di essere, nonostante non si colga ancora come più leggera, trasparente, invisibile e vede la disperazione, sente i pensieri e li partecipa.
Se la persona è passata dal coma o dal sonno alla morte, il suo stato confusionale è veramente ulteriormente accentuato, quindi andrebbero entrambi “risvegliati”, cioè resi consapevoli della nuova “identità” che stanno assumendo.
Cosa importante poi, è che nei tre giorni post mortem, non si tocchi per nessun motivo il cadavere, per lasciare che tutto sia e non richiamare un’ulteriore pesantezza passando al corpo, il cui filo non è ancora stato reciso, le nostre emozioni.
Tagliato il legame tra i corpi, anche l’eterico, come fosse un’altra veste, viene dismessa e ha inizio la salita.
Il primo approdo è il mondo astrale, il più pericoloso per l’Anima; lì, molti si perdono, soprattutto chi non crede nella sopravvivenza di una parte di sé.
Il Mondo astrale è molto particolare, perché assume le stesse forme delle forme pensiero di chi vi accede, quindi diventa un luogo di rabbia o di collera, se queste sono state le emozioni prevaricanti nell’Anima in cammino, oppure il nulla, se essa non crede.
Il biglietto che porti con te, crea i vagani sui quali tu ora viaggi, ma questo comporta che se il Mondo astrale rispecchia il tuo nulla interiore, senza un aiuto esterno potresti smarrirti per l’eternità o per un tempo veramente impegnativo.
Quando si giunge quaggiù abbiamo con noi il contratto che abbiamo stipulato con noi stessi e se lo abbiamo trascurato o addirittura disatteso, ora ne faremo le spese.
Alla base di queste situazioni affaticanti, c’è proprio l’assenza totale di ciò che ci serve per conoscere l’importanza della comparsa in Vita e della dipartita, quindi del cosa e come fare e la conoscenza rassicurante dei vari luoghi in cui ci troveremo e del cosa vivremo in ciascuna zona.
Tu sei arrivato per crescere e far crescere, ma spesso sei rimasto nella tua inconsapevolezza inconcludente e non ti sei fatto carico di nulla, con la dovuta responsabilità.
Ora hai con te una sorta di biglietto, frutto di tutto questo e quel biglietto scopri, tuo malgrado, che ti serve per fare il tuo ingresso nell’aldilà.
Un’altra situazione spiacevole, si ingenera quando i familiari piangono moltissimo, si disperano e non vogliono lasciar andare l’Anima, lasciarle affrontare il suo doveroso rientro.
Durante i 3 giorni tu crei una sorta di richiesta intensa, di cui l’Anima si fa carico dei tuoi desderi e in questo modo la condanni a restare priva della Luce, a non rientrare e a vagare nella sofferenza.
Capisco l’intensità del legame, ma si tratta di un Amore non amore, perché il vero amore rende capaci di compiere qualunque gesto, incluso quello di lasciar andare, chi amiamo, per il suo sommo bene.
Lasciarlo andare è un gesto d’Amore grande e offre a quell’ Anima una spinta grandissima che le potrebbe permettere una buona ascesa e un avanzamento nella condizione luminosa.
I suicidi, privi di fede e di fiducia in Sé, nel Superiore e nella vita, hanno bisogno di essere aiutati a prendere consapevolezza, altrimenti andranno a aumentare il numero degli smarriti.
Il lavoro va fatto da chi ha consapevolezze e non sempre può e deve essere preso in carico.
L’unica occasione che viene loro offerta è quella di riuscire a operare quel confronto con se stessi, per riuscire a cogliere quanto è loro sfuggito durante la vita terrena.
Se questo accade, essi rientrano , superando l’emozione prevalente, e possono riprendere la via.
Chi viveva con l’inferno interiore, origina un vero e proprio inferno sul piano astrale e questo influenza poi anche la Terra e il nostro operato.
Il mondo astrale va così: è solo una proiezione di chi siamo e durante il transito il fuori diventa come il nostro dentro, quindi pace o inferno. La pesantezza astrale degli smarriti, pesa anche su di noi ancora incarnati.
Quando il portone si spalanca, tu lo oltrepassi e ti avvii verso il tunnel che conduce appunto a quel Mondo. Lì se lo costruisci, troverai esseri di Luce che ti aiuteranno a rivisitare e comprendere i tuoi vissuti privi di amore e non buoni, permettendoti così di crescere, capire e dare un senso a quanto fu.
Poi, privato del tuo corpo mentale, compiuto questo percorso “scolastico”, ti elevi a un livello superiore, entrando nella tenuta di cui ho parlato all’inizio di questo nostro viaggio odierno.
Finalmente ti riappropri della tua vera identità, del tuo vero sé.
Più sei Libero, più sei consapevole, più appartieni alle Anime ben nutrite dalla preghiera, dalla meditazione e dalle buone pratiche, più hai vissuto nel benessere terreno e ora vivi bene nell’oltre.
L’Uomo odierno è molto confuso e poco attento a questi aspetti; si nutre di paure, continuamente e quindi rischia di non poter rientrare alla sua base. Se ogni uomo sapesse perché è venuto e cosa si è impegnato a fare, vivrebbe con maggiore leggerezza e senza quelle forme inutili e dannose di attaccamento ai figli e alle cose materiali, vivrebbe sicuramente diversamente e in maniera più proficua.
Nei regni oltre, tutto ha uno spessore diverso; sono Mondi leggeri che ci tolgono i pensieri, gli affanni e le dinamiche corrotte, restituendoci alla nostra amorevole pace iniziale, per questo ti consiglio di lavorare da subito su di te e di onorarti attraverso la preghiera, la meditazione, i profumi, gli incensi, la luce della fiamma di una candela e di evitare ogni forma di attaccamento e di relazione aspra e aggressiva. Quando una persona con cui non avevi buone relazioni muore, evita di andare a farle visita, perché si trova nei 3 giorni speciali e il vederti potrebbe accentuare e risvegliare lo stato vibrazionale non positivo, che esisteva o che scattava tra voi.
Questo le creerebbe poi problemi e dinamiche che amorevolmente ti consiglio di evitarle.
Ecco perché a volte l’Uomo riceve la visita degli antenati nella notte; essi vengono a portarci nuove da lassù e a consigliarci un’inversione di rotta, prima che sia troppo tardi. Vogliono il tuo risveglio e che tu possa ricordare la tua appartenenza alla Luce, affinché la tua partenza sia più amorevole e proficua possibile e tu non ti smarrisca, come Peter Pan.
Con la speranza che questo articolo odierno abbia acceso qualche nuova Luce, auguro a ciascuno di voi lettori tanta pace e una Vita amorevole.
Con Amore ti
Sei libero di copiarlo su un altro sito/blog, però per correttezza lascia questa dicitura incluso il collegamento cliccabile a www.sottounarcobalenodiluce.com



Molto interessante, vorrei farti tante domande!
Ciao renata!
Grazie per il riscontro.
Spero che lentamente io possa rispondere a tutte le domande che hai dentro…
Leggi, seguimi e… sono certa che, a poco a poco, ti ritroverai …. a sorridere per la risposta avuta senza aver formulato la domanda 🙂
Carissima ti
Questo racconto ha risvegliato ancora di piu la mia fede ti ringrazio davvero di cuore della tua illuminazione.
Tanta Luce e Amore per te!
Grazie grazie grazie
Moira