
Il lavoro che mi accingo a fare, a partire da oggi, potrà sembrare talvolta distante dal mondo angelico, ma non è così, nella maniera più assoluta.
Ogni argomento, inerente la storia umana, di cui vi parlerò saltuariamente, a partire da questo articolo, è frutto di una costante canalizzazione con le Divine Creature di Luce, le quali desiderano trasmetterci la “vera storia” del genere umano, cioè dell’Anima Uomo, che vive in questa terza dimensione.
Perché?
Per conoscere i retroscena che ci hanno reso “le persone” che siamo.
Si tratta di interventi e manipolazioni studiate con infinita precisione, quasi si trattasse di delicatissime operazioni chirurgiche.
Ma procediamo con calma.
Da sempre sentiamo o andiamo ripetendo che i figli sono il “nostro futuro” e lo sono, o meglio sono il futuro e il presente della Luce.
Proprio per questo, attraverso una serie di azioni, all’apparenza positive e atte a salvaguardare l’incolumità della madre e del nascituro, qualcuno ci spodesta del magico valore della nascita e si appropria di chi arriva in questa dimensione.
A cosa alludo?
Alludo a quello che accade quando nasciamo, a tutta una serie di azioni trasmesse come utili, anzi indispensabili per il benessere della vita, mentre sono forme volute di “disconnessione” dalla nostra vera fonte, di distacco dalla parte più autentica di ciascuno di noi.
Parto assistito.
Ospedalizzazione.
Epidurale.
Cesareo.
Allattamento artificiale.
Sembrano azioni innocue, compiute per il bene della mamma e del bambino, mentre in realtà minano profondamente la nostra storia e le nostre sorti.
Ci sono un gran numero d’interventi a livello sociale, sanitario, economico, o di altra natura, che appaiono come gesti solidali e favorevoli per il nostro benessere, mentre in realtà sono azioni studiate per destrutturare il nostro immenso potere animico.
La “nascita” fa proprio parte di questi interventi.
Dio stabilì che ogni nuovo nato venisse accolto dalle braccia della Madre e che il parto avvenisse in uno “spazio sacro”, appositamente creato e nutrito dall’Amore dei genitori: la casa.
Il burattinaio, sapeva l’importanza di quella “ritualità” e così si adoperò affinché lentamente i parti avvenissero fuori dalle case, in ambienti asettici; al piccolo doveva essere posto un sigillo che lo rendesse “suo” e che fosse l’inizio emblematico della sua influenza sul nascituro: un bracciale con dei numeri.
I nuovi arrivati devono in qualche modo essere ostacolati nel loro processo di crescita come Anime; ci si curerà del corpo, a scapito del resto, che dovrà essere dimenticato.
Solo così il nuovo nato sarà reso inoffensivo; egli perderà la sua meta e non riuscirà ad esprimere i suoi meravigliosi doni.
Dice a questo proposito la Dottoressa Lucia Goldoni:
“Non basta partorire un figlio per diventare madre.
Bisogna aprire il cuore, accendere una profonda spiritualità ed essere capaci di una sincera affettuosità, di una sensibilità a livello sottile e di un Amore Incondizionato (tutto questo non significa viziare). Diventare una vera madre è molto impegnativo a livello personale, perché mette in discussione le nostre sovrastrutture mentali, etiche, energetiche: un figlio ci chiede di essere vere e ci chiede un amore autentico ma noi siamo ancorate alla terza dimensione e a tutti i blocchi conseguenti.
Non è facile saper amare i figli, è un compito difficilissimo.“
Lo so, noi cerchiamo di dare amore e siamo convinti di farlo, ma quello che esprimiamo ai nostri figli non appartiene alla nostra vera e profonda essenza, ma solo al nostro lato razionale ed emotivo.
Magari una madre è gentile, sembra amorevole, si occupa dei figli, non urla, si arrabbia poco, ma le sue energie, le sue vibrazioni, il suo sguardo, carico di pensieri e di affanni terreni, rivelano la mancanza di quell’amore “divino”, di cui un figlio ha bisogno.
Ogni Creatura che nasce è intrisa della sua Origine, vale a dire è intrisa di ciò che appartiene alla sorgente d’Amore divina, che l’ha originata in un’altra dimensione.
Questo significa che tu arrivi da una “dimensione” speciale, fatta di Amore, Verità e Luce ed entri in una realtà che dovrebbe essere uguale o simile, mentre non è così.
Qui la vita è completamente diversa.
Il figlio riceve l’amore terreno e ne rimane confuso, perché ha come metro di misura quello divino: è come un uomo importante, abituato a bere champagne, a cui viene, un giorno, offerto del semplice spumante.
Egli lo apprezza, ma il suo palato ricorda e rimpiange il “nettare” a cui era abituato.
Così, un figlio riceve l’amore genitoriale, ma ne resta in qualche modo deluso; quest’emozione lo turba e lo fa pensare…
Egli finisce con il credersi un ingrato: in fondo non gli è mancato o non gli manca niente, perché lamentarsi?
La sua infanzia è o è stata normale, e non capisce perché sente ora dentro di sé rabbia, insoddisfazione e vuoto.
Cosa gli manca?
Una madre diventa una vera madre quando riesce a vivere una arricchente affettuosità empatica con Dio e quindi con il suo piccolo.
Questa mamma esprime una gioiosa morbidezza negli atteggiamenti, un calore spontaneo e non è giudicante; non lesina i baci, le carezze, gli sguardi d’amore e di approvazione al figlio, perché il suo cuore è aperto e strabordante di amore cristico.
Lei sa rimproverare senza ferire il figlio, sa contenere i suoi eccessi, senza limitare, sa responsabilizzare i suoi passi, senza schiacciare la sua natura e sa proteggere il figlio, dalle sue proiezioni karmiche.
L’energia di una madre, che emana vero amore, si percepisce a livello sottile e nutre parecchio i figli.
E’ come una sorta di “ricostituente” che lo rende forte e sicuro, lungo Tutto il sentiero della Vita.
Il vecchio modo di educare i figli, soprattutto dalla rivoluzione industriale in poi, è stato molto freddo, distaccato, impersonale, spesso autoritario: i genitori non facevano mancare niente materialmente, ma erano anaffettivi, non ci mettevano il cuore, perché erano affaticati dal lavoro e bloccati nel loro passato.
L’anaffettività causa delle ferite profonde nei figli, dei blocchi energetici pesanti: l’amore è un bisogno primario, senza amore noi soffriamo nel corpo, nella psiche e nell’anima, senza amore scendiamo in terza dimensione, mentre l’amore vero fa volare, e mantiene i figli, in quinta dimensione.
Quindi, a volte una madre “si veste da madre, ma non è capace di fare la madre con la coscienza risvegliata.”
Rivediamo insieme altri passi di questo bellissimo scritto della Dottoressa L. Goldoni, la quale sostiene che oggi si debba creare una “nuova coscienza”, quella dei figli della Luce, qui oggi sono in questa dimensione terrena, per ripristinare un’età cristica.
Questa sulla terra, è una realtà pesante, “diversa”, una realtà dove contano il denaro e l’apparenza.
Tu nasci e sei intriso di una Luce cosmica unica, che potrebbe irradiarsi in questo spazio, contaminandolo benevolmente e facendolo fiorire, se tutto non concorresse ad impedirtelo.
Questa realtà, appartiene, da tempo, ad un burattinaio che detiene il protettorato su ogni cosa e che ha quindi bisogno di una realtà senza altro dio, al di fuori di lui, per dominare, plagiare, asservire ogni nuova Creatura qui giunta, per poi cibarsi di lei e di qualsiasi dono e valore essa rechi in sé.
Per questo ha reso la nascita un evento più freddo e senza amore divino.
L’Anima, affacciandosi a questa Vita, perde così la sua speciale connessione e il suo sapere.
Un tempo, abbastanza lontano da noi, si racconta che ogni nuovo nato, che si affacciasse alla vita, veniva accolto come se fosse un “sovrano”; egli recava in sé la stessa identica natura della sua Fonte, della sua origine, e tutti glielo riconoscevano e lo accoglievano, quasi fosse un Angelo, puro e immacolato.
Dopo la sua nascita, il suo cranio, ancora aperto, riceveva le informazioni che il mondo della Luce, da cui proveniva, gli trasmetteva e con esse alimentava le capacità, personali, che gli avrebbero permesso di diventare la migliore versione di Sé.
Ogni bimbo è l’Essere saggio, che Dio ha generato, e poi improntato della sua stessa natura.
Durante i primi nove anni, dalla nascita, il bambino cresceva apprendendo l’essenza dell’Universo e il significato dell’esistenza umana, accompagnato dai propri genitori, i quali gli avevano creato, soprattutto la madre, investita di questo compito, uno spazio Sacro d’Amore.
Questo spazio permette al bambino di vivere in una sorta di bolla protettiva.
Desiderato da entrambi i genitori, come sacra stella, il neonato proseguiva il suo cammino in una realtà che apparteneva alle sue stesse origini.
Poi qualcosa cambiò e quel bimbo trovò ad accoglierlo una realtà asettica e due genitori umanamente caldi, ma freddi nell’Anima.
E ora?
Cosa vede un bambino, con il suo primo sguardo cosciente?
Egli vede un soffitto, il bordo di un letto di metallo, qualche pezzo di stoffa che presto lo stritolerà e lo avvolgerà come fosse una sorta di buccia.
Le sue narici non avvertono il profumo di sua madre, ma un odore acre, sgradevole e distante dal suo mondo esperienziale.
Anche le mani che lo hanno preso o letteralmente strappato dal ventre di sua madre, non gli appartengono e lo trattano in un certo modo.
Amore asettico, cioè sterile.
E’ così che tu, chiusi gli occhi in una condizione di somma beatitudine, li apri in un mondo fatto di oggetti e di valori artificiali.
Lì c’è tua madre e il suo seno, ma qualcuno vi separa e decide per voi, privandovi dei vostri contatti e “momenti divini”.
I genitori, ormai parte integrante di questa realtà fatta di “cose” e dimentica dell’Amore divino, sono sorridenti, e ti offrono giochini, sonagli, qualcosa che fa un rumore particolare e che tu non conosci e di cui non comprendi il senso.
Per lungo tempo cercherai di schedare, e di capire, con il tuo intelletto e il tuo subconscio tutto questo, ma con scarsi risultati.
Bloccato in indumenti, in una culla che sa di sterilizzante, e conserva ben poco di tua madre, l’unica presenza che desideri e che ha per te un vero significato e valore, ti viene concessa solo in certi momenti.
Tu cerchi di divincolarti e gridi, rivorresti la tua libertà di movimento.
Il tuo è un grido di protesta, è una vera richiesta d’aiuto, è un urlo di disperazione.
Da questo momento perdi la tua “dignità” d’Anima, di Sovrano e diventi a poco a poco un mendicante, una sorta di schiavo, che chiede l’elemosina.
Sei entrato in un mondo accelerato, un mondo dove cerchi di dare Amore e di riceverlo, ma ogni volta che levi un tuo grido ti piazzano in mano qualcosa d’altro: un sonaglio, il ciuccio, la tettarella del biberon.
Al figlio di Dio, quale tu sei, nella tua forma bambina, vengono sottoposti, uno dopo l’altro, gli oggetti di questo mondo artificiale, come se fossero dei Valori: un nuovo vestitino, un nuovo giocattolo, una nuova navetta, e nulla di ciò che ti spetta, soprattutto tua madre, colei che ha lavorato con Dio, per farti arrivare qui.
In breve tempo entri in uno stato di confusione e inizi a credere che queste cose, che sembrano rendere così felici i tuoi genitori ed i parenti in visita, siano qualcosa di molto importante, a cui dovrai iniziare a dare la dovuta attenzione, se vuoi essere considerato, apprezzato, amato e riconosciuto, l’unica cosa che per te veramente conti: l’attenzione.
Là dove stavi prima, prima di questo grande “caos”, era tutto pura poesia; qui, al contrario, sperimenti solo fretta, energie basse e una sorta di ansia e di rincorsa per qualcosa, che ancora ti sfugge: il lavoro.
Sei piccolo, ma sei come una goccia d’acqua di Dio, quindi in Te è racchiusa la perfezione dell’Universo, almeno così ti era stato dato di capire là, da dove sei venuto; qui invece è tutta un’altra cosa.
Tutti, o quasi, ti si incollano al viso, gesticolano, e si rivolgono a te con una parlata infantile, veramente buffa, quasi tu fossi una creatura anomala, una creatura in qualche modo imperfetta.
Presto vieni affidato alle cure di altre persone e lì senti per la prima volta parlare di educazione; tutto ruota intorno a una sorta di “mondo artificiale”, dove nessuno menziona niente del tuo mondo d’origine.
Raramente ti consentono il contatto con la terra: anche se hai pochi mesi hai calze e scarpe che stringono e non ti lasciano neppure la gioia di sentire un’energia più pura e più simile alla tua, qual è quella del suolo, del pavimento, della Terra.
Sarà più tardi, magari a 9 anni o poco prima, quando qualcuno si accorgerà che tu credi che le uova di pasqua le faccia direttamente la gallina, che inizieranno a parlarti seriamente dell’esistenza della natura e te ne parleranno come se fosse l’estensione di chissà che cosa o meglio l’estensione di questa realtà “artificiale”.
E’ e sarà così fino alla fine dei tuoi giorni quaggiù.
Se avrai dei figli, ormai dimentico della tua Essenza, farai la stessa cosa che venne fatta con te.
Tutto accade perché tu venga tenuto nell’ignoranza e non conosca la Verità della Luce.
Dalla nascita, Tu sei stato scollegato dalle priorità dell’Universo, cioè dal tuo Creatore, per servire quelle di un mondo artificiale, dove quello che conta è solo apparire e avere.
Ma qual è il vero senso della Vita?
Il senso della vita sta nella verità, nella felicità, e soprattutto nel tuo tanto amato Amore, ma tutto ha concorso a farti dismettere ogni cosa.
Quello che tu portavi, quando nascesti, era il Mondo Reale e se tu, come ciascuno di noi, fossi stato educato ad essa, ora avresti conoscenze universali che ti renderebbero inviolabile, potente, unico, com’è nella progettualità divina su ciascuno di noi.
Saresti re di stesso, un Uomo o una Donna responsabile, a cui non servono i sonagli e nemmeno le bugie.
Se tu venissi educato a ciò che ti appartiene sapresti curarti, guarirti, leggere nel futuro, vedere ciò che ora non noti nemmeno quando ci vai a sbattere.
Un’Anima nasce per conoscersi ed esprimersi, per crescere, gioire, dare spazio alla sua leggerezza; raggiunto il suo potere, lo porterà agli altri, in un dono spontaneo ed amorevole, invece si perde in un oceano di oggetti, gli unici con i quali intreccia, da subito, tutta una serie di relazioni.
Un bambino va atteso con l’attenzione che merita ogni scintilla sacra.
Al momento del parto, un tempo, la donna si isolava, per poter ascoltare al meglio la voce divina, che la guidava nel far nascere questa nuova fiamma divina, venuta per contribuire a un suo compito, specifico.
Essa creava una sorta di spazio sacro d’Amore, mandando preghiere all’Universo affinché l’Amore li circondasse e il piccolo venisse al mondo senza fatiche e traumi.
Il suo dolore di partoriente, diventava un segno tangibile di un distacco, che serviva per rendere il nuovo nato, da subito, indipendente.
Appoggiato sul suo corpo, senza mani estranee, il bimbo sentiva lo stesso calore, lo stesso soffio vitale, l’energia che lo aveva avvolto nei 9 lunghi mesi, nonché quel ritmo dolce che gli aveva scandito il tempo; il profumo della pelle materna era in qualche modo conosciuto e questo creava una sorta di momento veramente magico.
Attaccato al suo seno, il piccolo riceveva tutta una serie d’informazioni spirituali che la madre canalizzava, durante questo sacro gesto d’Amore.
Il latte materno quindi serviva non solo per i nutrienti e gli anticorpi, che trasmette, ma anche e soprattutto per questo: egli forniva ed attivava una serie di consapevolezze indispensabili per la vita ordinaria, in questa dimensione.
Madre e Figlio sarebbero rimasti isolati nel loro Amore, fino al compimento di questo rito d’iniziazione.
Anche crescendo i bambini andrebbero coinvolti, in modo serio, chiedendo il loro aiuto, affinché diano un contributo concreto nel fare qualcosa.
Di qualunque cosa si tratti, è bene renderli partecipi, soprattutto quando si manipola la terra, il legno e gli elementi.
Bisogna coinvolgere i figli e parlare loro come se fossero adulti, perché l’Anima ha molte più conoscenze di quante si possa anche solo immaginare.
Un bambino poi, nella sua purezza, sa attingere al grande sapere universale.
Quando vive nella realtà, un bambino attiva processi complicati, che lavoreranno dentro di lui, per tutta la durata della sua Vita.
Ecco allora che in questo momento le parole della dottoressa acquistano la loro giusta importanza.
“Non basta partorire un figlio per diventare madre.
Bisogna aprire il cuore, accendere una profonda spiritualità ed essere capaci di una sincera affettuosità, di una sensibilità a livello sottile e di un Amore Incondizionato (tutto questo non significa viziare).”
Madre tu lo sei quando sei “parte dell’atto creativo di Dio” e lo sei in maniera consapevole e in tutta coscienza.
Il primo accenno di Amore Incondizionato accade e viene messo in gioco proprio quando la donna lo espelle, donandolo al mondo e non a se stessa.
L’espressione mio figlio non ha motivo di esistere in questa forma di Amore Incondizionato.
La nascita è una sorta di comodato d’uso: la madre camminerà con il bimbo, fintanto che lui saprà affrontare ogni aspetto della vita e poi lo affiderà pienamente al Dio creatore, affinché egli sia chi gli è dato essere.
Questo è esattamente il contrario di quanto sta avvenendo da secoli: il figlio è circondato di oggetti, di trastulli e diventa ben presto, a sua volta, uno di quegli oggetti.
Diventare Madre è un gesto “creativo” straordinario.
“Diventare una vera madre è molto impegnativo, sia a livello personale, che di collettività.
Un figlio ci chiede di essere vere e ci chiede un amore autentico, ma noi fatichiamo ad esserlo, perché siamo ancorate alla terza dimensione e a tutti i blocchi conseguenti.
Non è facile saper amare i figli, è un compito difficilissimo.
E cosa succede al figlio quando è coperto d’attenzioni, ma privato dell’Amore vero?
Come ho detto “il figlio sarà confuso e crescerà insoddisfatto.
Ma che cos’è l’Amore e quale importanza riveste nel processo di crescita di ciascuno di noi?
“L’amore è un bisogno primario, senza amore noi soffriamo nel corpo, nella psiche e nell’anima, senza amore scendiamo e ci ancoriamo in terza dimensione, mentre l’amore vero ci manterrebbe in quinta dimensione.”
E’ stato, come ho scritto, un processo lento, graduale e costante.
Anno dopo anno, si sono create le premesse per sostituire il parto naturale, con il parto assistito, come si trattasse di un bisogno primario, come un atto di benevolenza e di attenzione verso il benessere sia della madre che del nascituro.
Poi si è lavorato sul dolore, introducendo il parto cesareo, per abolire la fatica e la resistenza al dolore, al suo significato, e per finire, si tolse il latte materno e con esso il contatto intenso tra chi dona la vita e chi la riceve e l’assapora nell’Amore che quel latte trasmette.
In pratica l’Uomo è stato trattato come se fosse una farfalla, che tolta dal bozzolo, viene resa incapace di volare, ma dentro gli resta la “scintilla” che lo lega al Padre. Grazie a lei, tutto può ricominciare.
Oggi l’Uomo, sta cercando di ascendere in quinta dimensione, di ritornare a casa, proprio come Pollicino e lo può fare.
A ogni Uomo dico:
“Non temere.
Ascolta il tuo Cuore!!! Lì c’è il potere di cui hai bisogno per riscattarti e ricominciare.”
Tu sei Figlio del Creatore e porti in Te tutta la forza di chi ti ha dato la Vita.
Credi in Te!
Cerca di uscire da questo mondo “dell’apparenza”, per rientrare a pieno titolo nel “sogno” che, un tempo lontano, venne fatto su di te, quando il Padre Divino della Luce ti diede forma.
La scelta in questo preciso istante è tua.
Cosa vuoi fare?
Amorevolmente Ti degli Arcangeli.
Sei libero di copiarlo su un altro sito/blog, però per correttezza lascia questa dicitura incluso il collegamento cliccabile a www.sottounarcobalenodiluce.com



Grazie infinite carissima Ti per questo meraviglioso ed importantissimo messaggio…io come uomo e come papà cercherò di fare la mia parte con la grazia Divina e leggerezza amorevole come giustamente spieghi .
Con grande gratitudine un abbraccio grande fraterno di Luce e Gioia 🙏❤️
Aguyjevete 🙏❤️
Pace e Bene 🙏❤️
Om Shanti
Felice di aver parlato anche oggi al tuo Cuore di papà.
Om Shanti!
Woooooooow bellissimo articolooo!!! Davvero amorevole e rischiarante!!! Grazie Infinite Ti!!! Grazie Grazie Grazie!!! Meraviglioso anche lo scritto della dottoressa Lucia Goldoni!!! Non a caso di chiama Lucia!!!
Grazie grazie grazie!!! Mi hai tradotto a parole delle sensazioni che non comprendevo a pieno ma interiormente offrivo fin da piccola… Ora so il perché!!!
Mi ha commossooo tutto lo scritto meraviglioso!!!
Ti sono immensamente grata Ti!!!
Un abbraccio dolcissimo!!!
ciao Valentina!
Infatti, sembra avvolta dalla luce, soprattutto quando sorride.
Siamo solo all’inizio di una lunga serie di articoli speciali, per “ritrovarci”.
Buona lettura e buon cammino!
Amorevolmente.