Uscire dal copione degli Avi

Il lavorio a cui l’Anima è sottoposta all’interno della fisicità le serve per espandersi ed esprimersi, rientrando nella sua Individualità, vale a dire nella sua Pienezza Divina, che è venuta per manifestare nella materia. La Vita nella Fisicità è allora un vero e proprio Cammino d’Individualizzazione, di natura Superiore. Questo processo comporta la “scoperta” di Sé e di ciò che ci rende unici. Scoprirsi equivale a mettere in atto la propria Missione, quella appartenente al proprio Cuore.

Sovente si pensa e si crede che l’Individualizzazione, cioè il processo che ti conduce a scoprire “chi sei”, come sta scritto sul Tempio di Apollo a Delfi, avvenga attraverso una sorta di acquisizione di competenze, di tecniche, di metodi, di frequentazioni di corsi, di esercizi e tanto altro, mentre quello che in parecchi state ora scoprendo è che non funziona assolutamente così. Per “Conoscersi” non serve accumulare, ma togliere, levare tutti i costrutti “ordinari”.

Cosa comporta l’Individualizzazione

L’Individualizzazione richiede una sorta di rinuncia a Tutto quello che è stato accatastato fino ad ora, per lasciare spazio al Soffio, alla Pura Essenza di ciascuno, quella che non ha nulla a che spartire con i vari “personaggi” pubblici e privati.

L’Anima nella sua Interezza Superiore la raggiungi quando sottrai tutto il sottraendo possibile.
Allora ottieni e metti a nudo, l’Anima Individuale.

Quest’Anima è simile all’osso di un corpo fisico, è la Struttura, l’Essenza Pura, che trova davvero spazio quando togli tutte le voci interiori ed esteriori, superflue, e riconosci tutte le influenze subite, a livello conscio e inconscio, che ti hanno in qualche modo diseredato di te medesimo.

Già! Questo significa che allora e solo allora comprendi che esistevano tutta una serie di interferenze che ti dirottavano verso modelli di comportamento e di vita, e addirittura verso destini che credevi fossero tuoi, mentre in verità appartenevano a qualcuno venuto prima di te e che sovente non solo non hai conosciuto, ma di cui nessuno si era premurato di parlarti o di cui si era addirittura persa la memoria e la storia.

Immagina la tua coscienza come se fosse una soffitta gremita di bauli e da una moltitudine di cose che sono  appartenute a tutti gli avi che ti hanno preceduto.
, in quello spazio, sono ammucchiati tutti i fardelli di chi ti ha preceduto.

Ciò che ciascuno di noi vive, si può immaginare come una sorta di Pièce teatrale.
Sei tu, che al tuo interno, crei il copione che poi porti in scena. Vicenda e personaggi sono frutto dei tuoi Pensieri, dei condizionamenti e delle emozioni che ti si agitano dentro.

Quando cogli questo aspetto, comprendi che è dunque in tuo potere gestire quello che ti accade, ma mutare le dinamiche interiori non pare sempre così facile e proficuo.

Come mai?
Forse perché la pièce che si crede di aver originato in maniera autobiografica, è in verità solo un copione che viene riesumato all’interno di quella soffitta.

L’Umanità, in seguito a questo processo, ha allora stentato a tagliare nuovi traguardi, perché di generazione in generazione in ogni famiglia si riportava sulle scene le solite “storie” vissute da qualcuno al suo interno, senza riuscire a dare una svolta, un “esito diverso” alla narrazione.

In questo modo, la storia drammatica del nonno morto giovane in un incidente lavorativo, avvenuto per esempio nei campi, diventava la storia del nipote che alla stessa età, moriva schiantandosi in auto o in moto, uscendo di strada e capottandosi in un terreno.

Questo aspetto è molto importante. Allo stesso modo sono molti coloro ai quali sfugge che Tutte le persone che incontri e hai incontrato lungo la tua Vita sono lì per farti da “maestri”, affinché la storia possa finalmente evolvere in un altro modo.

Ripensa con calma soprattutto a chi hai sempre ritenuto ti abbia fatto soffrire o che ancora oggi pare offrirti del filo da torcere.
Sei tu che li chiami. Quando l’alunno è pronto, il maestro arriva.

Ecco allora che nelle tue giornate compaiono i vari personaggi pronti ad offrirti tutto quello che ti serve per “comprendere”, scegliere un nuovo finale e dunque sgomberare parte di questa soffitta.

Il finale diverso richiede però un uso “inconsueto” del Libero Arbitrio, cioè un modo “spiritualmente maturo” che ti faccia uscire dal “solito copione” e dall’altrettanto solito personaggio.

A volte le vite s’ingarbugliano a tal punto che serve rivolgersi a un Professionista per stare Bene.
Il compito Superiore di queste figure dovrebbe essere quello di farti spogliare, d’indurti a ripulire quella soffitta, di sbarazzarti di tutti i detriti accumulati al suo interno e di tutti i fardelli, i pesi che quando si nasce si riceve in eredità.

Pensa, per esempio, a situazioni in cui la bisnonna morì depressa e a una figlia, si dice che “toccò” la medesima sorte, e così via. Ci sono psicosi, paure, blocchi, timori, mali fisici, che sovente appartengono a nonni, a zii, a bisnonni, ad avi indietro nel tempo e che vengono “accolti” come propri e portati in essere.

Chi siamo

Ciascun Uomo è simile a un raggruppamento matematico di elementi diversi (gli Insiemi), gli avi appunto, Tutti capaci e abili nel dire la loro attraverso di lui, influenzandone le scelte, le decisioni e addirittura qualunque tipo di attività desideri intraprendere.

Ogni persona è allora simile a un insieme infinito, abitato da un numero indefinito di personaggi, di sottoinsiemi, cioè di “presenze invisibili”, che in qualche modo la abitano e la dirigono, spingendola a comportarsi in un certo modo.

Fin tanto che non lo sappiamo, non ne prendiamo consapevolezza, agiamo al posto loro e diamo movimento a tutta la parte invisibile della famiglia, molto molto allargata, che ci spinge poi a forme di auto-sabotaggio, a rinunce, a timori, e a tutta una miriade di azioni, pensieri e scelte, che impediscono la propria Missione.

Tu reciti a soggetto, il loro, e non riesci a realizzare la tua Grande Opera, cioè la Missione Divina, quella che come individualizzazione hai scelto.
In queste condizioni, senza scioglimento e cambio di rotta, ti diventa impossibile.

Pensa a chi, per esempio, non riesce a stare più di un certo numero di mesi in un posto, oppure a chi abbandona l’Università proprio quando gli manca solo la Laurea, o ancora a chi non riesce a superare quell’ultimo esame o a partorire un figlio. Sovente si reputano eventi del tutto personali, e inspiegabili, mentre sono “eredità”, sono copioni a cui ci si attiene per contratto e per vincoli di varia natura.

In genere sono le donne le più ancorate e infatti l’evoluzione richiesta ORA è molto forte e comporta che ognuna ESCA da questi cliché familiari, per evolvere e contribuire alla piena espressione di Sé. La Luce è molto potente e desidera mostrare soprattutto alla parte femminile del Pianeta, cosa sovente ha permesso e cosa ha creato questa “permissione”, protratta nel tempo umano.

Chi per esempio appartenne al vissuto di Mu e di Lemuria, rivestendo Ruoli Femminili” oggi è qui nelle vesti proprio di una Donna e coloro che vennero “Educate” dalle Sacre Madri Pleiadiane, sono tenute a rivisitare tutto il dolore che in ogni famiglia vissero, per SCIOGLIERLO e offrire al Mondo la Piena Luce e la Sacralità che le contraddistingue.
E per cui allora, vennero Educate.

Questo periodo, e mentre leggete avete dei riscontri anche fisici circa la veridicità di quel che sto scrivendo, sovente le donne sono affaticate, perché viene richiesto a gran voce di lasciar andare molte cose, dismettendo copioni, che si ripetono da non si sa quante generazioni.

Il comportamento di tua madre, della suocera o di una conoscente, che ancora ti turba è un aspetto del copione che va mandato in soluzione, mediante il tuo lato “Divino”, un Aspetto che la Sorgente ha condiviso con e mediante la tua Essenza.

Situazioni frequenti

Oggi è facile che un membro della famiglia lasci il proprio corpo fisico e a partire dalla compagna, fino alle nipotine, le più piccole della famiglia entrino in qualche modo in forme di sofferenza psicofisica e più ci si ancora alla memoria del nonno, più le fatiche prosperano.

In genere ciò che si stenta a vivere perde la sua natura astratta, per esempio quella di un esame, di un compito, per acquistare un valore simbolico e dietro quel simbolo, in genere, si cela un antenato, venuto a mancare come fisicità, ma di cui restano tutte le paure e le forme disamorevoli verso il proprio Sé e la propria Missione.
E tu che le hai ereditate, e ora lo sai, sei libero di ricalcarle o di dare una svolta.

E’ come se si entrasse in un maglione che è stato approntato da un bisavolo e poi consegnato di generazione in generazione, a qualche discendente, il quale lo indossa e si comporta come avrebbe fatto lui, senza saperlo.
E’ come se l’antenato non avesse mai abbandonato la fisicità.

Per questo venivano anche fatti tramandare i Nomi e mentre l’Essere Umano lo reputava un aspetto di Valore ed importante, un modo per onorare l’antenato, senza sapere stava consegnando a un figlio mediante quel Nome, qualcosa sovente di tremendo, che lo legava al vissuto non solo di quell’avo, ma di tutti coloro che lo avevano condiviso.

A volte si fatica a comprendere e notare persino le relazioni anche fisiche, non solo sottili, che certe scelte determinano, eppure possiedono un’importanza immensa.

Alcuni esempi.

Coppie sane che non riescono ad avere un figlio.
Aborti improvvisi ed inspiegabili.
Esami che d’improvviso diventano scogli insormontabili, malgrado il buon esito di tutti i precedenti.

Sovente dietro un ultimo esame universitario, che ti terrorizza e non riesci a dare e/o a superare, c’è un antenato che dovette rinunciare agli studi per mantenere la famiglia e che fa sentire la sua presenza. In qualche modo nelle tue cellule c’è la richiesta del sacrificio, di quella rinuncia che lui fece e che ora ti viene richiesto di “onorare”.

Nell’istante in cui ti svincoli da quanto LUI scelse succede il finimondo a livello sottile, ma la sua Essenza sperimenta attraverso di te la Gioia del Successo e della Crescita Spirituale.

Il Successo

Quello che allora ciascuno vive come un successo oppure come un fallimento, è una sorta di opera a più mani, una pièce collettiva, a cui contribuiscono molte figure, in genere assenti fisicamente, ma molto presenti a livello invisibile. E’ un gioco ad ostacoli per indurti a saltare, portandoti più in ALTO.

Ecco allora che è buona cosa offrire a Tutti coloro che ci hanno preceduto il proprio Amore e una Gratitudine incondizionati.
Questo è un modo per Onorarli, una Parola che mi sentite ripetere spessissimo. Uscire dalle loro vite, serve per rendere manifesta la propria Missione, altrimenti si finisce con il ricalcare solo le loro orme e i loro successi e soprattutto i fallimenti.

Il bello della storia è che nessun personaggio, che ci si avvicina, lo fa come sarebbe auspicabile in maniera neutra, perché arriva “da Maestro”, per portarti ad esprimere la tua Natura Individuale e ad esternare la tua REALE Missione, quella del Cuore.
Questo comporta, il doversi misurare con moltissime figure, le quali, chi in un modo, chi nell’altro, cercano di sostenerci o di ostacolarci.

Le figure che entrano nella nostra Storia di ciascuno

Questi Maestri  mi rammentano in qualche modo le figure di Propp, quelle che a scuola i ragazzi dovevano individuare all’interno di un testo, cogliendo chi e in che modo interferiva nella vicenda del protagonista, agendo in modo favorevole o sfavorevole al lieto fine e alla buona riuscita della sua storia.

Proprio come nelle Fiabe, anche nella quotidianità abbiamo da una parte coloro che svolgono il ruolo d’ispiratori e di alleati e dall’altra parte coloro ai quali affidiamo la funzione di carcerieri e di avversari,
i presunti antagonisti.

Chi sostiene la narrazione è sempre il benvenuto e in genere ha già larga eco nelle nostre giornate e ci guidano al buon esito… E’ facile notarli ed apprezzarli.

Riserviamo allora maggiore attenzione alle figure che paiono muoversi in maniera ostacolante.
Sorprendente è che in genere queste figure venute per Educare, godono sempre del favore di chi stanno mettendo alle strette e tenendo in qualche modo prigioniero.

Come si agisce da carcerieri Spirituali

Intendo dare ampio respiro a questi personaggi che sono molto presenti e attivi sia nelle esperienze individuali, che collettive, e che agiscono loro malgrado per far emergere gli Aspetti Divini più potenti, che possediamo.

A livello umano, la vicinanza di chi si comporta come andrò esemplificando, è impattante, perché agiscono per ostacolare l’evoluzione Spirituale, cioè l’Individualizzazione di un soggetto.

Queste figure sono in genere vicine, molto vicine.
Sovente sono legate da parentela, o da forme di amicizia e affetto relazionale, fanno insomma parte dei contatti stretti.

Sono dei veri specialisti nell’arte sottile di spingere il loro “caro” a rinunciare a sé, portandolo sovente alla sfiducia e alla paralisi.

Una loro caratteristica è il muoversi in maniera solerte, per non renderti mai autonomo, se non nelle cose minime, e in maniera calcolata;
queste figure antagoniste, si muovono sempre con molta abilità, riuscendo a manipolare. E’ così che si fanno consegnare la tua abilità, in cambio della loro, che ti appare superba, rispetto alla tua “presunta” incapacità,
in merito a qualcosa.

Per questo tendono a far notare le manchevolezze, ad enfatizzare ciò che non si sa fare al meglio o non lo si fa come sarebbe richiesto in quel “campo”, in quel settore in cui, guarda caso, come personaggi agenti sono molto abili.

Paralizzano, portano sfiducia, sfiancano, inducono alla rinuncia e alla remissione piena alle loro competenze in questo o in quell’ambito.

I personaggi dei carcerieri sanno come smontarti, come farti perdere l’entusiasmo per un progetto, come gestire la tua fantasia e la tua creatività e una parola ricorrente, che ribadiscono spesso, è: “Lo faccio per te!”

Chi lavora per Amore e con Amore non si serve mai di certe espressioni, lo fa  e basta.

Coloro che svolgono il ruolo di carcerieri Spirituali sono dunque molto vicini e in genere sono i genitori, coloro che hanno un grosso ascendente sui figli, e i partner.

Il loro modo di agire non è frutto di cattiveria, ma del bisogno di controllo, che li pervade e li consuma. E’ una sorta di necessità viscerale, ereditata, che li porta a non incoraggiarti a non sostenerti mai, almeno quando cerchi di andare con le tue gambe.

In genere non ti ricordano chi sei, ma rammentano con autorevolezza ciò che loro non sono e quello che ti possono e sanno offrire.

La loro non è sfiducia nei tuoi confronti, ma la paura che qualcuno possa “navigare” e solcare mari che la loro mente non prospetta assolutamente, non concepisce ancora, non contempla nella maniera più assoluta.

Essi non percorrono il Cammino Spirituale in modo “attivo” e non desiderano concederlo al prossimo.

In genere “paiono tifare” per il successo altrui, mentre in verità sono terrorizzati dall’idea che il marito, la moglie, il figlio o la figlia, il compagno o la compagna  abbiano il coraggio di tagliare dei traguardi,
che a loro incutono tante paure e insicurezze.

Un evolvente a livello Spirituale terrorizza chi ha tradito e tradisce la propria spinta verso l’Alto.

C’è tutta una ricca letteratura di Jung, in merito a queste forme di relazione, molto Educative, nel momento in cui si comprende la dinamica a cui ci si sta “sottomettendo” e partecipando.

Cosa fare?

E’ responsabilità di ciascuno decidere, quando ci si avvede di essersi arresi a un personaggio che svolge la funzione di carceriere Spirituale.

Le opzioni possono essere almeno 2: sottostare alla rinuncia piena della propria Crescita oppure convertire, nella maniera più adatta a sé, i “venti contrari”, trasmutandoli in una Risorsa.

I carcerieri sono persone che scelgono la fedeltà ai loro schemi mentali, atavici.

Possiedono un loro mare e l’oceano pare non attrarli, né riguardarli, e dunque per stare loro accanto, serve rinunciare alla pienezza Spirituale, per mantenersi presso le spiagge conosciute o quelle che ti viene concesso di toccare.

In genere queste figure si frappongono al tuo REALE “successo”, perché avere successo significa “usare la propria Natura” Superiore, per far accadere qualcosa. Questa è per loro una sorta di Magia, qualcosa d’imprevedibile e di lontano dalla loro apertura mentale.

Stare al loro fianco è sfinente e in certi momenti i cali di Energia ne comprovano la loro potente energia ostacolante, che essi producono, fino a rimanere a loro volta irretiti, in certe situazioni.

Un’Energia prevaricante, da smantellare

Nel collettivo si è originata un’eggregora molto grande e forte, legata proprio a questi ruoli, e quando essa agisce e viene nutrita, avvengono in genere eventi naturali di una certa portata, come nubifragi, uragani e si sollevano venti molto impetuosi.

Mentre la natura rende manifesto ciò che sta avvenendo, come sa fare, anche i personaggi che ricoprono questi ruoli tra gli Uomini, cioè i così detti carcerieri, attraversano una fase d’ipersensibilità e vivono momenti di fatica, di perdita di controllo relazionale in cui tendono a dare in modo più forte il loro giro di vite ai loro prigionieri. In verità non esistono carcerati reali, né carcerieri, perché si tratta di drammatizzazioni di tipo esperienziale, utili per sbloccare grandi Doni e Potenzialità, rinnegate da ambo le parti. Riconoscerlo comporta però poi, fare delle scelte.

Conclusioni

L‘argomento odierno è importantissimo e tutto da “comprendere”.
Ringrazio chi è giunto fin qui e si è offerto la possibilità di scoprire come mai ci siano giornate in cui le cose paiono andare proprio come non si desiderava andassero e perché ci siano così tanti legami e situazioni da trasmutare.

Serve osservare certi comportamenti ricorrenti in relazione alla propria famiglia per sciogliere gli ormeggi, ma prima ancora è Divino comprendere il valore di ogni incontro e di come sia sempre possibile concedersi di fare quello che non si è mai fatto, per ottenere il risultato diverso, insperato e nuovo.

La Lamentela, ricordiamoci, che è il frutto dei copioni consunti che si portano in scena da eoni e che l’Evoluzione richiede di dare alle Fiamme…

Fu detto: ✨“La follia è fare sempre la stessa cosa e aspettarsi risultati diversi”

Qualcuno nei Cieli lo disse e poi venne portato qui, da chi ricevette il compito di farlo giungere a destinazione.
E’ tempo di adottare questo memento, per uscire dalla “pazzia” collettiva.

Buona riflessione a Tutti, con un abbraccio dolcissimo
da Ti degli Arcangeli

Questo articolo è stato amorevolmente scritto da Ti degli Arcangeli (l'autrice dei 2 libri Le Preghiere Arcobaleno dagli Arcangeli e La Via della Luce. Testi guida dell’Arcangelo Uriele ) con canalizzazione di un Arcangelo specifico oppure facendosi ispirare da Arcangeli e Angeli.
Sei libero di copiarlo su un altro sito/blog, però per correttezza lascia questa dicitura incluso il collegamento cliccabile a www.sottounarcobalenodiluce.com

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1 commento

  1. Gabri

    Davvero lodevole questo articolo. Ricco di spunti su cui riflettere.

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