4 modi per trovarmi, finalmente!

“Il segreto della vera felicità terrena è per noi,
in questo momento,
quello di fluire con grazia insieme al cambiamento.
Lascia che ogni cosa vada e venga liberamente.
Tutto passa: le persone, gli eventi, il tempo la vita stessa.
Impara ad accettare gioiosamente ogni nuova esperienza.”
Swami Kriyananda

Riprendo il pensiero di Kriyananda…
Il segreto della vera felicità terrena è per noi, in questo momento, quello di fluire con serenità e leggerezza insieme al cambiamento in atto: cercare di fermare un oggetto in movimento, significa farsi solo schiacciare …
Lasciamo, per una volta, con fede,  che ogni cosa vada e venga in tutta libertà, senza pensieri, timori, angosce varie… Tutto passa: le persone, gli eventi, il tempo la vita stessa.
… E tutto viene dall’alto, quindi sicuramente per il nostro BENE.
Impariamo quindi ad accettare gioiosamente ogni nuova esperienza.
Ecco allora alcune strategie da adottare per crescere e sperare indenni questo giro di giostra …

  1. Devo  trovare Me Stesso, il vero! Ma come?
    Trovare il vero sé  è entrare nella Luce;  si tratta di un’esperienza illuminante che ti permette di diventare autosufficiente e di fare finalmente le cose per te stesso.
    Non è facile descrivere cosa ci accade e come, ma la sensazione è straordinaria e difficilissima da descrivere; una cosa è certa:  quando non siamo certi di sapere chi siamo, è difficile ignorare il problema vitale e insieme con esso tutto ciò che ne consegue, … e andare oltre.
    Naturalmente riuscire a trovarsi  non è semplice e proprio per questo offro le mie pagine a chi voglia seguirmi, nel nome del Cielo e degli Angeli, per poter fare ritorno a casa, seguendo le tracce, proprio come fece Pollicino  nel bosco, per rinvenire la sua bellissima e semplicissima casa.
  2. Risvegliati! Risveglia la tua Coscienza!!!Per poterlo fare chiediti:
    “Che obiettivi mi sono posto fino ad ora?
    Studiare?
    Lavorare?
    Mettere su famiglia?
    Crescere spiritualmente? … Emotivamente?
    Arricchirmi?
    Quali sto perseguendo ora?”
    Fai un elenco fiume, lungo …lungo …cercando di non dimenticarne nessuno …
    Scrivi soprattutto quali sono i principali, che desideri raggiungere nella tua vita.
    Non dimenticare  quelli già raggiunti, soprattutto se hanno impresso un’impronta indelebile al tuo modo di essere e pensare, vivere.
    Quando la vita ci mette alla prova, cambiamo un po’ tutto in noi, anche le credenze e a volte i valori che perseguivamo
    Noi, nella fatica, diventiamo realmente noi.

    Tutto ciò che scriverai nella lista sarà una parte vera di te, non un semplice ritratto sociale
    Questo esercizio non è un crogiolarsi nell’immaginazione, al contrario, è una ricerca di chiarezza e di identificazione.
    Potresti scoprire improvvisamente, che la tua situazione e i tuoi problemi attuali sono un impedimento al raggiungimento del tuo potenziale e del tuo vero io.
    Dedica un po’ di tempo a “mettere in chiarezza” gli eventi importanti del tuo tempo passato.
    Farlo è un metodo molto efficace per chiarire le situazioni più significative della tua vita.
    Un arrivo
    Una vita in partenza
    Un cambio di casa
    Un lavoro perso o trovato
  3. Osserva senza le solite emozioni, come tutto appartenesse ad altro ad altri …

    Potrai osservare il tuo passato in tutta semplicità senza il pathos che ci mettiamo quando raccontiamo o scriviamo in modo articolato, perché altri leggano e questo consente il distacco, permette la guarigione.
    Proviamo a ragionare su questo
    Se scrivi
    “Indaffarata nei miei mille impegni, ho sentito il telefono squillare per pochi istanti.
    Mi sono precipitata, ma senza riuscire a rispondere.
    Ho subito richiamato, ma nulla
    E’ la sua tattica per poter poi dire che non le rispondo, cosa che poi è avvenuta, regolarmente
    Ieri sera, appena mi sono presentata da lui, mi ha detto che non rispondo mai al telefono; non essendo vero, pur avendolo preventivato, mi sono sentita il sangue ribollire; ancora una volta utilizzava questa sua strategia malata, per incolparmi, tentare di farmi sentire inadeguata e farmi passare per ciò che non sono.
    Vivo tutto questo da moltissimo tempo: una tremenda ingiustizia e bugia , fatta per ferirmi e sminuirmi , come sempre
    Mio fratello non risponde mai al telefono e sembra che la cosa non accada; nessuno gli chiede spiegazioni, nessuno esige o lo insulta.
    Ogni volta che mio padre lo cerca, lascia squillare  a lungo il telefono, per dargli il tempo di rispondere, pur sapendo che un agente immobiliare vive con il cellulare in tasca e non si permette di non guardare chi lo chiama.
    Sa e non lo richiama.
    Con me, solo pochi trilli, pur sapendo che non lo tengo addosso
    Mi cerca come fossi la sua serva, come fossi obbligata a rispondergli
    Non gli importa se svolgo diverse mansioni e se non riesco a precipitarmi ai suoi tre soli squilli
    E poi, se anche solo una volta non rispondo,  sono per lui la solita sciagurata,  colei che non soddisfa le sue richieste ”
    Ci sarebbe un libro da scrivere su queste terribili “prigionie familiari”
    Ma limitiamoci al nostro percorso attuale

    Se tu scrivi in modo telegrafico, come ti ho chiesto:
    E’ squillato il telefono: non sono riuscita a prender la telefonata.
    Oppure:
    Non ho sentito la chiamata di mio padre”
    “Ho perso la chiamata.”
    “Telefonata persa” 
    Quale tra le varie modalità risveglia meno pathos?
    Indubbiamente quelle più oggettive, le più brevi

    Cerca di ragionare in modo semplice
    , sintetico, operativo, più pratico, soffermandoti solo sulle lezioni, le vere maestre di vita, le più importanti che la quotidianità ci riserva e su tutte le sue difficoltà

    Che cosa ti hanno insegnato?

    Rifacendoci all’esempio, che ho menzionato sopra, che cosa mi insegna un vissuto così?
    Che devo precipitarmi sul telefono, scivolando, spaccandomi tutti i denti, oppure che qualsiasi cosa io faccia non sarò mai riconosciuta e gratificata per ciò che faccio e sono?
    Beh, il punto è proprio questo: non posso pretendere rispetto, se non me lo prendo, se continuo a permettere che tutto vada in questa direzione
    La telefonata è solo la punta di un iceberg particolare
    Sono tante le cose da sistemare e le emozioni fanno da entourage
    Imparare a vedere le cose con maggiore distacco, mi consente di inquadrare i fatti e quindi riprendermi ciò che mi spetta di diritto ed essere “libera” di fare ed essere me stessa
    Anche in certe circostanze c’è comunque un lato B, estremamente arricchente
    Va trovato e fatto riaffiorare.
    Quando analizzi le esperienze passate, negative,  sforzati di guardare il messaggio positivo che hanno saputo insegnarti, senza rimuginare sugli errori commessi e sugli aspetti negativi in sé, cresci, ti “liberi”, “diventi TE”. Ognuno di noi, sulla propria linea del tempo, ha qualcosa di ‘sbagliato’;  fingere che alcuni momenti siano stati peggiori, o che non siano esistiti, non serve assolutamente.
    Al contrario, è importante riconoscere che se non fosse stato per quegli avvenimenti, oggi non saresti tu, ma una persona diversa, probabilmente pure in un posto diverso.

  4. Distingui i tuoi  veri pensieri da quelli degli altri. Sapere,  prendere consapevolezza di cosa ho dentro a proposito ci consente di ritrovarci
    Non parlo qui di emozioni, ma della parte pensante di noi

    La maggior parte delle persone  affronta la propria vita come avesse inserito una specie di  pilota automatico, che durante la crescita hanno permesso venisse attivato o essi stessi fatto scattare.
    Così creiamo una specie di mappa, relativa al funzionamento della nostra realtà.
    Si vive solo all’interno di questo schema
    Vai a scuola, poi trovati un lavoro, in seguito fidanzati e sposati, pensa questo, quello, e poi fai figli e spera che tutto vada bene.
    Natale con i tuoi
    Abbigliamento così, calzature cosà
    Sicuramente si tratta di punti di vista che pensiamo ci appartengano, mentre in realtà appartengono ad un “sistema” e che non  lasciano alcuno spazio al vero te.
    Quindi appartati e siediti finalmente con te stesso.
    Cerca, dentro di te,  se vi sono credenze che non sono basate sulla tua logica, ma su ciò che ti è stato detto e dato “per scontato”.
    Tutti ne siamo parte inconsapevole e ne abbiamo.
    Ora chiediti: “Ma io penso veramente così???”
    Tu cosa pensi veramente?
    La società ha un modo molto sottile di renderci tutti “omologati”, tutti uguali; chi esce alle mappe è diverso, disadattato, perdente, isolato…
    Può succedere che una persona si perda realmente, ma l’uscire dagli schemi consueti non significa perdersi, ma bensì spesso trovarsi, trovare la parte migliore di sé, la propria vera natura e gli scopi della propria esistenza…
    Viviamo in un contesto in cui il bello è fatto così, il brutto in quest’altro modo; la vita va vissuta in questa modalità e bisogna alienare il diverso.
    Ma  questo modo di descrivere le cose non ha alcuna base nella realtà, se non quella che fu creata tantissimo tempo fa
    Da chi?
    Da Dio???
    A Dio non importa se siamo belli fuori, secondo i canoni terreni, se mangiamo con le posate o le mani

    Allora ci siamo uniformati alle modalità di Vita del Cielo o della Terra?
    E tu, come ti senti riguardo al mondo che ti circonda?
    Cosa provi  veramente?
    Sei felice?
    Davvero Realizzato?

    Pensa, almeno ora, mentre leggi,  a quello che tu credi sia giusto o sbagliato e non a quello in cui ti hanno detto di credere gli altri.
    Sentiti almeno per una volta  libero di pensare più concretamente con la tua testa, ma soprattutto con il cuore e prima ancora con l’Anima…
    Non voglio essere dissacrante, ma desidero indurre alla riflessione, per portare a una presa di consapevolezza sul COME E QUANTO CI DISCOSTIAMO da CIO’ CHE VERAMENTE SIAMO!!!
    Rifletti e risponditi in tutta semplicità: sei realmente d’accordo con il credo politico o religioso della tua famiglia?
    Vuoi fare carriera ?
    Pensaci!!!

    Se la risposta fosse semplicemente no, non sentirti a disagio e/o inadeguato
    Facciamo spesso parte di un modo generico di essere e di vivere, tanto che ci sentiamo insoddisfatti e manchevoli
    Ma di che che cosa?
    Cosa ci lascia nel disagio?
    La non realizzazione animica, lo scopo del nostro esistere, che non viene supportato e perseguito.
    Spesso non ci realizziamo veramente, perché non ci conosciamo e non ascoltiamo la nostra vera essenza.

    Decidere di conoscersi è importantissimo e ci consente di realizzarci veramente, partendo dalla nostra parte spirituale, quella da sempre accantonata.
    Tutto quello che dobbiamo fare è disimparare per poi re-imparare ad essere, lasciando che sia la parte migliore di noi a guidarci, … sulla via della Luce.
    Felice cammino a tutti!!!
    Ti degli Arcangeli

Questo articolo è stato amorevolmente scritto da Ti degli Arcangeli (l'autrice dei 2 libri Le Preghiere Arcobaleno dagli Arcangeli e La Via della Luce. Testi guida dell’Arcangelo Uriele ) con canalizzazione di un Arcangelo specifico oppure facendosi ispirare da Arcangeli e Angeli.
Sei libero di copiarlo su un altro sito/blog, però per correttezza lascia questa dicitura incluso il collegamento cliccabile a www.sottounarcobalenodiluce.com

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2 commenti

  1. Anto

    Bellissime. Riflessioni che ci aiutano a capire noi stessi

    • *** ti degli Arcangeli

      Grazie! Grazie! Grazie!

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