
“…se si fanno le cose mettendoci amore, quell’amore ti ritorna.
Se hai un atteggiamento positivo verso la vita, la tua vita sarà più piacevole. ”
Haruki Murakami, Dance Dance Dance
Da un po’ di tempo, gli Arcangeli, mi chiedono di trasmettere e divulgare: la “positività incontrollata“.
Essi, utilizzano un termine “forte” e inusuale in un contesto di questo tipo; in particolare la parola “incontrollata”, riferito ad una modalità legata ai nostri pensieri, azioni, relazioni, modi di vivere …
Questo mi fa pensare ad una vita che visualizzo come un lancio fatto con il paracadute in caduta libera.
Affrontare così soavemente la quotidianità è difficile, è una vera alchimia, qualcuno può pensare si tratti di un’utopia incontrollata, perché conosce bene le complicanze costanti che ogni giorno, ora, attimo ci portano…
Io sorrido, consapevole della bellezza di questi consigli e delle fatiche enormi che dobbiamo a volte affrontare, per camminare leggeri su un sentiero che tenta costantemente di imbrattarci ed ancorarci.
So comunque, per esperienza, che fidarsi dell’Universo è bene.
Se ci viene suggerito e consigliato con assiduità di vivere positivamente ogni istante, significa che ciò è possibile e dinamicamente fattibile.
Ma vediamo come.
Il primo aspetto che dobbiamo chiarirci riguarda l’accettazione o meno di questa modalità unica di “comportamento”, da adottare in generale con noi stessi, l’universo e le relazioni connesse.
Avendo contatti con varie persone ci possiamo accorgere, che ci sono opinioni e posizioni, discordanti, a proposito della parola positività e di ciò che si cela dietro ad essa.
Esistono gli scettici estremisti, che disprezzano tutto ciò che riguarda il pensiero positivo; essi lo reputano una cosa vaga, un’ utopia, un placebo, una specie di misera medicina, con cui le persone infelici cercano, dal loro punto di vista, di consolarsi.
Poi ci sono gli “autopositivi”, cioè le persone che pensano di essere positive e lo vanno ripetendo spesso, con soddisfazione, a tutta la cerchia di amici, parenti, conoscenti …, che, naturalmente, non osa nemmeno lontanamente contraddirli.
Sono simpatici, perché assomigliano ai “vegetariani a singhiozzo”, cioè a chi dice di essere vegetariano, anche se pratica di tanto in tantoe per il resto mangia carne, magari bianca, ma sempre carne.
Pensiamo a noi.
Io voglio essere estremamente positiva. E’ facile?
Beh, se questi comportamenti fanno ancora parte del nostro ‘repertorio comportamentale’, anche se solo occasionalmente, significa che non siamo ancora degli autentici attivisti del” reale pensiero positivo”.
Scherzi a parte: non possiamo essere Pensatori Positivi finché siamo “CRITICI”.
Criticare è una parola dal suono molto forte.
Se la pronunciamo lentamente, ci accorgiamo che ci troviamo di fronte ad un termine molto particolare, che ci fa pensare ad un ingranaggio devastante, che sminuzza e infatti significa attaccare.
E’ l’ intenzione di mettere in evidenza nell’altro ciò che, secondo la nostra personale percezione, è o era sbagliato/cattivo/incompetente ecc.
Si tratta di una “percezione personale’, quindi di un qualcosa di soggettivo, cioè creato dentro di noi, da una parte di noi.
Secondo gli Angeli, fino a ché creeremo percezioni negative, di persone, fatti, eventi …non potremo ‘pensare’ positivamente e quindi esserlo.
Un esempio.
Se osserviamo una persona e ci nasce dentro, anche solo in una traccia minima dell’invidia, è difficile essere positivi, poiché creiamo, automaticamente in noi, un sottile risentimento verso chi sembra avere in misura maggiore ciò che anche noi vorremmo avere o essere.
Se siamo ATTACCATI a qualcosa o a qualcuno significa che in noi, da qualche parte sopravvive una traccia di paura di perdere o di venir danneggiati, e questo ci fa scattare immagini mentali non positive e ci fa chiedere con apprensione:”…. e se succede qualcosa di male?”
Questo pensiero,come altri, è capace di danneggiare e sabotare anche le iniziative più nobili e le nostre spinte più intense a fare, dire, creare…
Se ci ARRABBIAMO con qualcuno, di solito lo facciamo perché nella nostra mente lo visualizziamo in una cornice negativa, con tutte le conseguenze che ne derivano.
Dobbiamo essere positivi; la luce interiore nel valutare le cose, ci consente di accogliere il positivo e di ottenere ciò che desideriamo.
Il nostro pensiero aiuta parecchio la materializzazione di ciò che vogliamo, non dobbiamo dimenticarlo mai.
I pensieri bui, ci portano anche a relazioni distorte e reazioni incontrollate o forse sarebbe meglio dire cosequenzialmente logiche.
Mi vien da sorridere pensando alla barzelletta che spesso mi racconta un’amica.
” Un tizio rimane senza auto e dovendo recarsi assolutamente in una certa località, non facilmente raggiungibile a piedi, accetta, il suggerimento di andarci in bicicletta.
Non possedendola, decide di chiederla in prestito ad un amico.
Lungo la via incomincia a pensare:
” E se non ha piacere nel prestarmela?
E se me la nega?
E se non si fida?
Eh sì, perché lui è geloso delle sue cose e sicuramente mi farà cattivo viso …”
“E’ molto legato ai suoi oggetti, sto perdendo solo tempo!!”
“Mi risponderà a male parole …”
Così, preso dai “suoi pensieri” questo signore giunge sotto la casa dell’amico.
Incerto sul da farsi lo chiama da sotto la finestra:
“Ehi Piero!”
“Sì! Cosa c’è?”
“Ma va a farti benedire te e la tua bicicletta!! Tientela , non ho bisogno della tua bicicletta, io!!! …”
Il cammino che ci separa da un qualcosa, a volte ci offre lo spazio e il tempo per crearci questi “pensieri” negativi, e di conseguenza reazioni e comportamenti in perfetta sintonia con i nostri ragionamenti distorti.
Gli Angeli ripetono che siamo noi i primi artefici delle nostre “impalcature mentali”.
Dobbiamo essere consapevoli che la DISAPPROVAZIONE, il BIASIMO, le LAMENTELE, la LAGNANZA includono una percezione negativa della situazione, che noi esterniamo e agganciamo a modalità e stati negativi.
Essere quindi nel ‘pensiero positivo’ quando abbiamo la mente avvinghiata a queste realtà, è una questione abbastanza complicata.
Sembra, allora, che non sia così semplice per noi guardare con luminosità e amorevolezza l’accaduto, nè visualizzarlo in positivo, e così, spesso, troviamo quel cavillo che ci fa aggiungere il nostro famoso “ma”- o – “però” …
Eppure siamo tutti consapevoli che i pensieri negativi ‘provocano’ sentimenti di disagio, di assenza di pace, di sconforto, di animosità e persino odio verso il prossimo, eppure sembra che ci sia impossibile uscire da queste dinamiche.
Allora, come possiamo mantenere positivi i nostri pensieri in modo da non sconvolgere noi stessi e proiettare i nostri malcontentii emotivi sugli altri?
Ecco sei possibili esercizi mentali ed interiori, che ci potranno aiutare lungo l’apparente difficile cammino.
* Cerchiamo, ‘vediamo, viviamo come un vantaggio, QUALSIASI evento che la vita ci riserva!
Questo è il principio che un famoso proverbio esprime con il semplicissimo: ‘non tutto il male viene per nuocere’.
Qualsiasi situazione ha un rovescio della medaglia; se la giornata ci impone il lato B, proviamo a rovesciare la medaglia stessa e scopriremo che c’è l’altro lato.
Si tratta solo di apprendere questa “ginnastica interiore” e farla diventare consuetudine.
C’è chi dice che tutto questo si chiami ‘intenzione creativa, ’ poiché deliberatamente ricerchiamo il verso giusto delle cose.
Questo non significa ignorare il rovescio, che da altri potrebbe essere definita una catastrof, ma gurdare anche ciò che malgrado tutto va bene. E c’é!!
E’ un’ottima abitudine essere creativi a livello di percezioni e trovare e focalizzarsi su un aspetto positivo indipendentemente da quanto labile possa essere.
* Smettiamo di sottoporci a programmi “di dolore” nei rapporti quotidiani, nelle letture e in diretta televisiva;
abbiamo a volte il gusto di identificarci con le vicende degli altri e le loro sofferenze.
Sicuramente abbiamo bisogno di un cuore sensibile, ma tra l’essere empatico casualmente ed esserlo volutamente – costantemente, esiste una grossa differenza; il primo caso rientra nella nostra norma umana, il secondo nelle forme di masochismo culturale, che sta dilagando, grazie soprattutto a certe trasmissioni.
Non è sicuramente facile non piangere con gli altri, specialmente in considerazione del fatto che i media ci propinano storie di sofferenze altrui in maniera molto plateale e intensa, ad ogni ora, senza ritegno e rispetto e chi possiede un animo sensibile, si immedesima facilmente.
Se assorbiamo e viviamo le sofferenze di altri poi, senza rendercene conto, autoinstalliamo un’altra abitudine dentro di noi la vittimizzazione, cioè una forma distorta di porci ed essere e quindi un modo NON positivo di abbracciare la vita!
*Abituiamoci a lasciare andare. E’ mettere in movimento l’amore incondizionato, verso fatti, persone, cose, situazioni.
La perdita è probabilmente la ragione più comune per pensare negativamente al passato e al futuro.
La perdita è un’esperienza inevitabile, che fatichiamo ad accettare, perchè ci viene data per buona l’idea che vale chi ha sempre ragione, chi schiaccia gli altri, chi emerge comunque e non sembra conoscere la fatica e la sconfitta.
Se diamo il giusto peso alle cose, siamo poi in grado di accettare il loro allontanamento da noi.
Dobbiamo preparaci accettando che TUTTO, un giorno o l’altro, se ne andrà.
Fare questo salto di qualità, ci libera subito, da quei pensieri di preoccupazione e di ansia, perchè non viviamo pensando a quando potrebbe accadere che …
Mi viene da sorridere al solo pensiero delle nostre reazioni di fronte ad un cellulare che ci cade di mano …
Lì possiamo misurarci con noi stessi e con il nostro attaccamento morboso alle cose …
Costa, ma dovrebbe costarci ancora di più un affetto; eppure cade per terra una persona e ci scappa da ridere, cade il cellulare no, sono insulti, paure, esclamazioni folli.
E’ molto improbabile che accadrà ciò che temiamo, secondo il regolare procedere delle cose, ancor più improbabile che accadrà TUTTO d’un colpo, ma se continuiamo a concentrarci sull’impossibile, prima o poi diverrà certezza..
Diamo uno sguardo indietro alla nostra vita e cerchiamo di realizzare quanto tempo ed energie abbiamo speso preoccupandoci per qualcosa di non buono, che il futuro non ci ha mai portato veramente!
*Non giudichiaamo mai gli altri con severità e intransigenza. Amare non è triturare l’altro, ma lasciargli la libertà giusta di essere …
Trasmissioni “giudicanti” stanno educando al giudizio continuo, esasperato e costante di tutto: eventi, persone, situazioni …
Giusto e sbagliato diventano buono o cattivo, che diventano angelo e demonio, così velocemente da non farci neanche notare il salto dei nostri pensieri verso conclusioni negative riguardo all’ altro.
Ancora una volta questa modalità di comportarci e di essere, diventa in noi una risposta, un’azione automatica e rompere l’abitudine richiede tanta buona, faticosissima pratica.
Essere non giudicanti significa smettere di condannare gli altri per qualsiasi cosa.
*Cerchiamo sempre la lezione e non la perdita. E’ un gesto d’amore verso noi stessi e ciò che ci viene dall’universo.
Se riusciamo a renderci conto che nulla accade “A noi”, ma che tutto accade ” PER noi”, potremo fare un cambiamento dall’essere vittima all’essere padrone, dal dire in lacrime “Che cosa sta succedendo A me?” al pensare “Quale è la lezione PER me?”
Un solo piccolo cambiamento percettivo e il mondo diventa improvvisamente un maestro benevolo e non più un despota persecutore.
* Incoraggiamo positivamente gli altri , imparando ad apprezzarne le vittorie, controllando, verificando e cambiando il nostro sistema di credenze.. Questo credo sia essere amorevoli …
Tralasciamo il gusto acre della competizione; proveremo l’ebrezza della vera vittoria,trasformando le vecchie inclinazioni, come il biasimo e la lagnanza, per agire finalmente positivamente, trovando compassione laddove prima c’era solo condanna. .
Tutti i nostri pensieri sono radicati nel nostro subconscio, dove vivono le credenze e le percezioni, che abbiamo assimilato quando eravamo piccolini.
Cambiamo le nostre credenze e cambieremo i nostri pensieri.
Prima, dobbiamo dobbiamo trovare le credenze che generano i nostri pensieri negativi.
In realtà, vi ci aggrappiamo anche se sappiamo che esse sono responsabili dei nostri pensieri negativi e di sentimenti stressanti..
Ecco alcuni esempi : – sono gli altri i responsabili di ciò che provo – il mondo è un luogo pericoloso – solo i più forti sopravvivonoo – i veri amici non esistono- devi prendere il più possibile finché puoi – …
Sono luoghi comuni che destabilizzano ogni forma di apertura, di visione positiva; sono bottoni magici che mettono in modo dinamiche incontrollabili.
Alziamoci e spalanchiamo le finestre ad altre dinamiche, per costruire un presente più attento, positivo e radioso, secondo le leggi dell’Amore …

“Smetti di occuparti delle cose di cui non ti vuoi occupare.
Smetti di parlarne, smetti di leggere in merito,
e smetti di ripetere quanto siano brutte.
Concentrati solo su ciò che vuoi attrarre a te.
Ricorda, dove va la tua attenzione, li scorre la tua energia.”
Jack Canfield – La Chiave della Legge dell’Attrazione
Sei libero di copiarlo su un altro sito/blog, però per correttezza lascia questa dicitura incluso il collegamento cliccabile a www.sottounarcobalenodiluce.com


Lascia un tuo commento, sarà visibile a tutti 💜