Rivisitare il Cammino che Maria visse al fianco del Figlio Gesù, ci permette di Purificare e recuperare certi aspetti che attraverso la sua Storia ci vengono offerti. L’immensità del Sentiero che Essa percorse, fin dalle prime esperienze negli altri Regni è proprio dovuta al fatto che Tutto in questa Dolcissima Creatura Divina, fu in funzione della scelta e accoglienza del Nascituro.
Maria venne “intessuta” dal Divino, in modo che le fosse possibile adempiere a questo compito in modo Eccelso. E così fu.
Per questo anche l’esperienza in Egitto, dopo la fuga dalla Terra natale, che potrebbe umanamente sembrare un colpo basso del buio, in Verità fu una delle numerose Tappe, volute dal Divino Padre Madre, per la crescita e l’Iniziazione di un Figlio del Cielo, nato per l’Umanità.
Prima di procedere nella Lettura, ti consiglio, se non lo avessi fatto di leggere la prima parte 👉Maria e gli Arcangeli.
La Vita in Egitto, per la Sacra Famiglia, anche se all’apparenza sembrava una scelta imposta per sfuggire alla malvagità di chi voleva uccidere il piccolo nato, faceva in realtà parte di un ampio Progetto Divino e avrebbe donato un’importante crescita a Tutti, soprattutto a Gesù e a sua Madre.
Furono anni molto proficui, in cui gli Arcangeli continuarono ad essere presenti come “Precettori” anche per Giuseppe, mentre il piccolo incontrava i Grandi Maestri con cui avrebbe lavorato nell’Era dei Pesci e nell’attuale ciclo dell’Acquario, in altre vesti.
L’Iniziazione in Egitto
Nel Tempio di Luxor Gesù dovette affrontare e superare le sue prime Iniziazioni. Lo fece senza esitazione, mentre sua Madre, che lo avrebbe dovuto assistere nel suo Processo Terreno, veniva a sua volta “Iniziata” fuori dal Tempio, dove non era ammessa.
Le stesse cose che l’Avatar assorbiva e incorporava nella sua Coscienza, giorno dopo giorno, Serapis Bey le insegnava in privato a Maria, nella sua umile Casa o in alcune zone dove la Natura li accoglieva. Gli Arcangeli poi, sia di giorno che di notte, completavano l’insegnamento, così che Maria si sentisse salda e sempre pronta a rispondere alle domande di quel Figlio così dolce e Vivace.
A Maria venne trasmesso un “ulteriore” insegnamento circa i Poteri della Concentrazione, su cui aveva già lavorato nei lunghi anni trascorsi nel Tempio durante la sua crescita, e questo avvenne prima che le venissero impartite le stesse istruzioni date poi a Gesù.
La dolcezza e l’attenzione con cui Madre Maria ascoltava e prendeva parte a questi momenti era davvero stupefacente, anche per i suoi stessi Maestri. In Maria traspariva sempre un Amore Immenso, che la rendeva Radiosa e la sosteneva la sera, quando il Figlio rientrato dal Tempio, le presentava le sue riflessioni in merito all’operato dei suoi Insegnanti o circa le sue fatiche, legate più che altro alla giocosità di Gesù. Come piccolo era sempre in movimento e questo gli rendeva talvolta l’austerità del Sacro luogo del Tempio, gradita, ma più faticosa. Maria sorrideva e cercava di impartire la sua calma paziente a questo Figlio Perfetto e “Forte, carico di Consapevolezza” interiore.
La materia che più veniva insegnata a entrambi, riguardava già le istruzioni utili per la Resurrezione del Corpo.
Potrebbe sembrare assurdo a noi, ma Dio attiva ogni cosa con largo anticipo, soprattutto questo avvenne in merito a questa Storia terrena, così Straordinaria, dove ci sarebbe stato una sorta di martirio, seguito da una Resurrezione anche di tipo Fisico, affinché a tutti fosse chiaro l’Immensità di quanto Dio aveva permesso e tutto questo ammaestrasse i Discepoli e il Genere Umano.
Maria osservava il suo piccolo crescere con occhi dolcissimi e carichi d’Amore, d’Affetto, mentre però serbava sempre nel suo Cuore la Consapevolezza che quel Figlio rappresentava per Lei un Amore Sublime, un Amore materno che sarebbe servito anch’esso per portare sul Pianeta la Somma Benedizione di Dio attraverso la sua Resurrezione.
Mai provò pena o pietà per quella Vita che aveva generato perché venisse straziata e poi riportata alla vera Vita. Sovente lo guardava con un leggero sorriso, segreto, mentre giocava nel cortile, nelle pochissime ora di svago infantile, arrivando a visualizzarlo mentre partecipava alle Lezioni nel Tempio, intento a cercare di controllare la propria vivacità.
Gesù era un Piccolo dotato di grande manualità, che amava muoversi e correre, ma che sapeva “contenersi” come un adulto, là dove c’era un dovere o bisogno Divino.
Così Maria nella sua Casa e Gesù al Tempio, impararono entrambi a “sospendere la Respirazione” e si prepararono per la “Manifestazione pubblica” della Resurrezione.
Maria Contempla Gesù
Gesù era nato in maniera Perfetta, ma non secondo la concezione che l’Uomo può avere circa la perfezione, ma nella sua “Accezione Somma”, qualcosa che si fatica a immaginare, perché nel gioco di Jumanji non è contemplata, sebbene la Perfezione venga molto “ricercata”, sotto diverse spoglie.
Gesù era senza Karma, Puro nello Spirito, senza nessuna macchia nell’Anima. I suoi Pensieri, le sue Parole e le sue Azioni erano Perfetti e questo lo portava ad avere ciò che mancava agli altri Figli Umani. Gesù “percepiva” in maniera Somma ogni situazione, Emozione, Tutto e per questo Maria “vegliava”, insieme con Giuseppe, su di Lui, perché era comunque nel Libero Arbitrio.
L’Uomo ancora oggi cerca la Bellezza, l’Amore, la Perfezione e si ostina a “misurare ogni cosa”, anche ciò che sfugge alla misurazione. Perché lo fa?
Perché il Genere Umano, senza avvedersene, ha ambito a quella Perfezione che Gesù aveva riportato. Lo aveva fatto proprio perché non si esaurisse e venisse cercata e trovata. L’Uomo ancora serba dentro di sé, nel profondo, il “Ricordo e l’Impronta” di tali aspetti, che nell’UNO conobbe e partecipò.
Quando l’Essere Umano era ancora parte del Tutto viveva nella Pienezza Contemplativa ed esperiva solo il Piacere di Essere.
Stava nell’Abbondanza della Sorgente e nulla gli mancava.
Poi scelse l’individualizzazione. Si staccò dall’UNO e chi scelse questo Pianeta entrò in una Realtà che ben presto mutò e lo privò della sua Impronta Divina Perfetta, per originarne una nuova “deformata”.
Allora tutte le Qualità e le Virtù che gli appartenevano in Dio svanirono, sostituite da altre sempre più mal qualificate nella loro Essenza.
Gesù venne e le riportò e le poté manifestare appieno, grazie a Lei, Maria e a suo Padre terreno, Giuseppe.
Fu così che dentro l’Uomo, nel suo profondo, questa “Venuta” straordinaria, ridestò il “vago ricordo” di quel periodo senza tempo, in cui Tutto era appartenuto all’Uomo.
Dopo la sua Resurrezione, l’Umanità visse nella “Ricerca spasmodica” di tutte quelle Qualità Perfette smarrite, cercando d’ingegnarsi a crearne di simili, a cui però non riuscì mai a dare un canone “concreto” e un sistema di misurazione adeguato.
Pensa per esempio al concetto che la Parola “Bello” esprime.
Ciascun Uomo ha un suo “concetto” di Bellezza e di Bello. In Dio esiste un Unico concetto di Bellezza e si tratta di un’Energia Sublime.
Bello quanto? Bello come? Come si misura ciò che rientra nella Bellezza, in base a quali canoni? E chi li definisce?
E’ impossibile creare un concetto e un metro di misura “universale” in merito alla Bellezza, stimando secondo le leggi della materia. La Bellezza come Qualità Divina, esula da qualsiasi contenimento.
Maria aveva la capacità di cogliere questa Perfezione, perché aveva vissuto per secoli, lavorando con alacrità per recuperare nella sua Coscienza questa Fedeltà alla Perfezione di Dio Padre Madre. Aveva scelto di generare il Frutto che avrebbe incarnato lo Spirito Puro, per offrirlo di nuovo al Genere Umano e dunque per Lui, avrebbe dovuto tessere un Tempio di Carne, adatto a questo “Immenso compito”.
La dolcissima Madre Maria visse parecchio nel Regno Naturale, prima di giungere all’incarnazione fisica, proprio perché desiderava apprendere l’Arte d’intessere al meglio questo Corpo del Figlio, che doveva “Contenere la Purezza”. Poi, una volta nato ecco che si applicò ogni momento, perché Lui si mantenesse in questo Stato Originario, mentre cresceva e si preparava per il grande passo: la Resurrezione.
Gesù doveva incarnare la Materia Sublimata, per irradiare al Mondo questa Energia e consentire all’Uomo “Dimenticato”, lo smemorato di Collegno, di percorrere oggi questo tratto di Cammino.
Gesù fu dunque un Piccolo Tempio dello Spirito, che il Padre Celeste “occupava” attraverso di Lui.
Maria ne era in parte l’Artefice e la Custode, dunque doveva “crescere con Lui” e vegliare per impedire che il mondo lo contaminasse.
Per questo il suo Sguardo Materno era Libero e sciolto dall’orgoglio di una Madre terrena: quando Maria osservava quel Figlio, esprimeva appieno l’azione del “contemplare”.
Madre Maria affacciata alla finestra della Casa che li ospitava, sovente seguiva quel piccino, intento nei giochi infantili.
Essa gli sorrideva e qualcosa di delicatissimo e soave, in Lei, le permetteva di “vedere” dentro quel piccolo Corpo di Materia, il Grande Spirito Divino, che lo Occupava.
Era il Cuore Puro di Maria che attraverso “l’Unico Occhio” le consentiva di sentirsi in Unità con il Padre Madre, ogni volta che entrava in “osservazione” in quel piccolo Tempio, che aveva con immensa Devozione e Umiltà, contribuito a creare.
Maria è detentrice della Fede. Questa sua enorme Fede l’ha accresciuta e coltivata non solo e tanto nei secoli, ma soprattutto durante il periodo in cui si apprestava a diventare la Madre del Messia. Fu quando gli Arcangeli tacquero, che Lei rientrò a Casa dal Padre, dialogando moltissimo con Lui, Fonte della Vita. Questo le permise di “Conoscere” sempre di più la Via verso il Padre e di poterla preservare e coltivare nel piccolo Gesù, anche quando era intento a giocare e a schiamazzare con gli altri bimbi nel cortile.
Maria lo “Contemplava”, entrava in quel Tempio per dialogare con la Fonte.
Ritorno alla Casa natia.
Terminate quelle lezioni e Iniziazioni, Giuseppe poté ricondurre la sua Famiglia a Gerusalemme.
Le acque si erano per ora placate e Maria sentiva la mancanza della sua Terra, per cui il buon Padre li riaccompagnò dove Gesù aveva trascorso i suoi primi giorni di Vita. Ora era giunto il tempo in cui Gesù, che stava crescendo, veniva chiamato a compiere tutto quello che stava scritto nelle “Sacre Scritture”.
Furono periodi intensi, durante i quali Gesù eseguì nella massima Obbedienza quello che stava scritto, divenendo il Principe della Casa di David, mentre Maria si divise tra le incombenze domestiche e le numerosissime Preghiere.
Il Legame tra Maria e il Regno Naturale si era mantenuto molto saldo, infatti sovente si recava sotto gli Alberi, in Orti isolati o presso piccoli Laghi e corsi d’Acqua per “assistere” con la sua devozione Orante il percorso del Figlio Divino dell’Umanità, in una “connessione Piena, Perfetta e Divina.
In Verità essi apparivano connessi tra Loro, mentre Entrambi stavano solo rendendo “manifesto” l’Uno in Azione.
Anche Giuseppe, intento nei suoi lavori in bottega, veniva “Educato” dal mondo Angelico e dai Maestri Ascesi, affinché preparasse il terreno alla futura predicazione di Gesù, che intanto cresceva forte e Potente in Dio.
Giuseppe in viaggio
Una mattina Giuseppe condivise con la sua meravigliosa Sposa, ciò che l’Angelo nella notte gli aveva portato. Si avvicinava la sua “partenza terrena” e dunque Maria e il figlio dovevano essere entrambi pronti a quel momento e al Futuro radioso. Per questo egli strinse a sé la sua dolce Maria, ricordandole che poi Lei sola avrebbe dovuto farsi carico del momento più importante per cui Tutti e 3 erano nati, ma prima egli doveva compiere un Viaggio in terre lontane, perché Tutto fosse pronto.
Fu un momento meraviglioso in cui tra i due ci fu una condivisione di Energia Cristica d’Amore infinita. Una sorta di Luce diamantina li Avvolse, nutrendoli entrambi.
Maria ricorda quel momento con una tenerezza senza eguali e assicura che nessuno dei due provò tristezza o dolore per quella notizia, che già entrambi, in Cuor Loro, “conoscevano”.
Giuseppe chiese comunque a Maria il permesso di allontanarsi per un po’, anticipando che il viaggio era in terre lontane e che non sapeva quanto tempo gli avrebbe richiesto. La informò anche che le forze dalla visita notturna, sembravano averlo un poco abbandonato e dunque di “stare pronta”.
Giuseppe, nonostante l’enorme rispetto per le richieste Divine, desiderava rendere partecipe la Moglie di questa scelta e si dichiarò pronto a contravvenire questa richiesta, se Maria si fosse sentita nella necessità di trattenerlo per i bisogni della casa.
Maria sorrise e lo baciò con dolcezza, benedicendolo, perché il Viaggio fosse Sereno e proficuo.
Giuseppe fu grato e dichiarò al Cielo la sua piena disponibilità.
La notte stessa il suo Maestro Guida gli apparve e lo istruì.
Gesù avrebbe dovuto essere presentato agli Esseni e conoscere Giacomo e Giovanni, per iniziare il tratto di cammino comune.
Per questo compiva quel Viaggio, per far sì che Giacomo e Giovanni giungessero nella loro Casa e Maria li preparasse con la sua “Essenza Divina”, iniziandoli al Cammino Spirituale.
Sulla via del ritorno, sarebbe poi andato in cerca di tutti quegli Uomini che avrebbero attorniato Gesù durante la sua Predicazione, o meglio il periodo dell’Ammaestramento delle folle, ma soprattutto sarebbero stati “la Forza” di Maria e di Gesù negli “importanti” giorni a seguire, per cui si stavano Tutti preparando, da tempo Immemore.
La cosa straordinaria in tutto questo è che Giuseppe riuscì nel suo Apostolato presso questi Uomini e Giovani sconosciuti, senza mai dire che Lui era il Padre di Colui che essi andavano in Cuor loro cercando, fin dalla nascita. Parlò di Gesù rivestendo l’Unico compito di Profeta.
Prima di partire Giuseppe confidò a Maria che i primi due giovani, che avrebbe portato con sé, li aveva conosciuti in “sogno” e che malgrado nati da due Madri Amorevoli, sia Giacomo che Giovanni avevano indole diverse rispetto al Figlio che essi “serbavano”, per cui le chiese se fosse una cosa saggia accoglierli nella Loro Casa, oppure se dovesse trovare Loro una sistemazione prossima a loro, ma fuori dal Loro Spazio Sacro familiare, così da mantenere inviolata e Santificata la Loro Dimora, per la Presenza del Loro Figlio Benedetto.
Maria ricorda ancora con semplicità, di aver “rimesso a Dio Padre Madre” la risposta, perché era troppo Importante quel duplice arrivo, sia per quei Giovani, mandati da Dio, che per il Figlio.
Anch’essa li vedeva attraverso gli occhi di Giuseppe e già in Cuor suo li Amava come fossero anch’Essi dei Figli, figli di certo Generosi e dal Cuore grande, ma la Loro Intimità e la Pace Santificata che regnava nella Loro Casa, Purificata dalla Preghiera costante, andava salvaguardata. Anche il più piccolo episodio disarmonico, poteva creare disequilibrio e rallentare il Processo Divino che si stava proclamando e questo era impossibile, secondo l’Immacolato Concetto a cui si attenevano.
Insegnamento di questo episodio
Questo è un aspetto che può far sorridere e può forse apparire come poco amorevole da parte di Maria e Giuseppe. In Verità essi si rivolsero a Colui che sovente l’Uomo dimentica e che è Meraviglioso e Importantissimo “consultare” in tantissime situazioni, soprattutto quando si tratta del Luogo in cui si vive, dove si mangia o della Crescita, dell’Educazione dei figli.
Ci sono scelte che l’Uomo immerso nella materia non contempla, perché ignora la Sacralità “profonda” di una Casa e di quanto e come vada salvaguardata.
Se in una Casa vivono, per esempio, Animali e/o soggetti con esigenze particolari, come per esempio gli ammalati, è ancora più importante “mantenere” la Sacralità Energetica del Luogo, per il loro Sommo Bene e per il Benessere di tutti gli occupanti.
I visitatori portano gioia, condivisione, allegria, ma anche vissuti e diverse esperienze e risposte ad esse; ci sono poi anche visitatori che hanno Aure contaminate e che immettono negli ambienti in cui entrano, in modo inconsapevole, presenze con energie contaminanti e contaminate.
L’Uomo si siede dappertutto, tocca tutto, consente ad altri di dormire nel suo letto o in quello dei figli e ignora cosa in verità stia avvenendo. In merito a questo aspetto, non serve manifestare nessuna patofobia, ma ricordarsi che è indispensabile salvaguardare la propria Integrità e quella soprattutto dei Luoghi dove si Vive, che è importante e che lo sarà fino a quando ci sarà la presenza di un astrale con entità di un certo tipo.
Accogliere ogni possibilità con il Cuore e lasciare a Dio la “risposta e la sistemazione ultima”
Il Viaggio Proficuo
Entrambi gli Sposi lasciarono a Dio la soluzione e si concentrarono nella Preghiera, perché tutto fosse “conforme” al Sogno Divino che ognuno di loro aveva ricevuto nelle ultime notti.
Quando partì, Maria Benedisse l’Amato Giuseppe, e si immerse nelle sue faccende domestiche, dialogando con Dio, mentre Gesù “lavorava” in un Tempio.
Il Viaggio permise a Giuseppe di “avvicinarsi” alla sua ora con sempre maggiore Amorevole Pace e di giungere a destinazione con la Risposta attesa, dopo la Domanda che Maria aveva rivolto al Padre, a Nome di entrambi.
Quando infatti Egli vide i due Futuri compagni di Gesù si rivolse a Loro parlando di un Messia e chiedendo chi dei due volesse “reggere la sua Casa” e chi “ricevere l’allenamento utile” per affiancare questo Gesù, diventando il suo “braccio destro”.
Giacomo era già un giovane Uomo a quei tempi, un Uomo forte, pratico e deciso. Appena sentì parlare di un Messia disse che lo avrebbe voluto incontrare e ben volentieri avrebbe assunto l’incarico di “gestire” la sua Casa. Giuseppe ne fu lieto, ben sapendo che comunque la sua richiesta sarebbe stata esaudita. Andò allora a Casa di Giacomo per avere il benestare della Madre che, pur amando questo Figlio, sentì che quella era la sua strada.
Così lo Benedisse e lo lasciò Libero.
Giovanni anch’esso Licenziato dalla Madre, venne accompagnato dal Papà di Gesù, presso una Comunità Essena. Lì avrebbe dovuto trascorrere di certo almeno un anno, per essere Educato”, mentre con Giacomo fece prima ritorno a Casa, da Maria e Gesù, e poi riprese con questo giovane il suo viaggio, per portarlo in Galilea, dove stava per reclutare i futuri Uomini prossimi a Gesù.
Giuseppe scelse di fare una piccola sosta a Casa, perché Maria prendesse “contato” con Giacomo, sapendo che doveva “familiarizzare” con coloro che avrebbero seguito Gesù, nei tempi a venire.
Prima che Giuseppe ripartisse, Maria visse un altro momento estatico di fronte allo Sposo e a questo giovane Amico, che presto sarebbe diventato la sua Famiglia.
Ancora una volta Giuseppe chiese il permesso e la dolce Maria gli rispose:
“Mio Amore, viviamo in Unità per un solo obiettivo: la Vittoria di questo Evento e l’Educazione di alcuni Giovani per l’Intera Umanità. Vai, Libero, come se Io fossi Ascesa. Ti Benedico e ti accompagno nel mio Amore!”
La Legge.
Così Giuseppe ripartì.
Una volta giunto in Galilea, l’adunanza fu semplice. Avvenne ciò che già le varie Anime conoscevano e dunque Tutti i chiamati da Dio, giunsero da Giacomo e Giuseppe, il quale parlò del Rabbi, in modo semplice e semplificato, a seconda degli uditori, ma trasmettendo Loro l’importanza di “sapersi mantenere Vigili” sulle cose che stavano per compiersi. Essi dovevano assumere un Compito straordinario al fianco di questo Maestro che Lui pareva conoscere, ma ancora una volta non disse di esserne il Padre.
Per primi accorsero Pietro e Andrea, secondo la Legge Divina.
Cos’è questa Legge Divina?
E’ ciò che Dio ha scritto per il Percorso di ciascuna Anima e si attiva quando ci si sincronizza alla Volontà del Divino. L’Uomo la sperimenta come Sincronicità. La Sincronicità avviene quando si sta dando voce e manifestando la Volontà Suprema.
Gesù doveva incontrare quei Discepoli più tardi e il Padre terreno gli preparò, in Nome di Dio, questa Conoscenza Futura, di cui il figlio ignorava ancora l’esistenza.
Fu la Legge di Dio a guidarlo, dandogli le parole adatte, in modo che quegli uomini così diversi tra loro, potessero capire e “assorbire”.
Anche i Piccoli che Maria prediligerà per le sue Apparizioni future sulla Terra, dopo la sua Ascensione, come i pastorelli di Fatima, fecero parte degli “arruolati da Giuseppe”.
Questo spiega perché questi Piccoli, diverse vite dopo, entrarono “subito in Sinergia con la Signora” che appariva Loro e come mai siano riusciti a trasmettere con Fede devozionale e con Fiducia, Tutti i Messaggi Mariani, nonostante le ingerenze della chiesa cattolica.
Essi “Conoscevano” Maria e avevano fatto “praticantato” al suo fianco, nella Casa in Betania, soprattutto dopo la morte e la Resurrezione di Gesù, il Cristo.
Tutti coloro che hanno fatto da tramite alle apparizioni Mariane, furono tra i Discepoli del Messia e avevano “Conosciuto” la Madre Divina, conosciuta come Maria. Questo evento della Nascita del Cristo, fu davvero MIRACOLOSO per la crescita del Genere Umano. Senza quei Semi oggi l’Uomo non potrebbe sperimentare questo cambio Vibrazionale e il ritorno alla sua Cristicità.
Questo periodo fu dunque molto importante. Giuseppe ne trasse “Discernimento” e quando ritornò a Casa poté condividere con Maria ciò che lo Spirito Divino gli aveva permesso di cogliere di ciascuno di loro, mentre i tempi per la sua partenza si avvicinavano. Attenzione: non si trattò di pettegolezzi o “interpretazioni” personali, ma di “letture chiare” della natura di ognuno di quegli Uomini.
Giuseppe era venuto soprattutto con questo Compito e lo stava completando. Una volta esaurita la sua funzione, sarebbe risalito al Padre.
Questo “Discernimento” sarebbe servito in futuro a Maria, quando rimasta sola con i Discepoli, si troverà a distribuire loro compiti e incarichi per la Vita quotidiana e anche per i Viaggi che intraprenderà, con alcuni tra Loro.
Per esempio Giovanni, rimasto solo nella Casa in Betania, mentre Maria creava gli “Ancoraggi” per le sue apparizioni future, in diversi punti della Terra, si rivelerà proprio, come Giuseppe le aveva predetto, un Uomo Asceta, carico di Forza Spirituale, ma davvero poco adatto a gestire la Vita della Comunità. Rientrati dal Viaggio di Ancoraggio, Maria e Giacomo trovarono infatti diverse situazioni da appianare, mentre i campi erano rimasti trascurati e le messi erano dunque scarse per il sostentamento della comunità. Questo susciterà reazioni e alcuni momenti di disarmonia, che solo l’Amabile Maria riuscirà a gestire con dolcezza e grandissimo AMORE, memore delle Parole che serbava in Cuor suo dello Sposo, ormai “transitato” da tempo.
Maria riusciva a guardare oltre le apparenze, grazie alla sua Essenza Divina e all’intenso lavoro svolto per tutta la sua Vita Incarnata, circa la Fedeltà auto-cosciente a Dio, attraverso secoli e secoli di Devozione. La Concentrazione aveva permesso che rimanesse focalizzata sul “momento senza tempo” e questo le permetteva di raggiungere lo stato Estatico, di Immacolato Concetto.
Maria e la situazione Umana attuale
L’anno che l’Uomo si trova ad attraversare è l’anno che possiamo paragonare ad alcune delle numerose tappe, del viaggio Mitologico di Ulisse e precisamente quelli in cui si narra delle Terre dove vige la Magia, per esempio la Terra della Maga Circe e il tratto di mare dove vivono le Sirene. Ulisse escogita i suoi sistemi per uscirne indenne e mette in atto la sua Astuzia per procedere nel suo Viaggio. Verità e falsità, falsità e Verità creano sovente la nebbia attorno a lui e al suo equipaggio, proprio come sta sperimentando l’Umanità, ora chiamata a mettere in atto tutte le sue conoscenze Spirituali apprese nel tempo, per superare queste diverse fasi Iniziatiche.
Ora è il tempo della Pratica.
Serve Discernimento e la Figura Amorevole di Maria può rappresentare in diverse situazioni un eccellente supporto, quando il piede potrebbe vacillare.
Un insegnamento lo troviamo in Lei, proprio nel modo in cui affronta le sue Prove come Madre di un Concetto immacolato, su cui ritornerò in maniera specifica.
Di fronte a ogni novità, Maria si serviva del Sorriso, il “bacio dell’Anima, e sospendeva ogni azione, affidandosi a Dio.
Non si trattava d’inadempienza o di indolenza, ma del medesimo principio che apparterrà anche al Figlio, sebbene lo esprimessero in due diverse forme verbali.
Gesù era solito dire: “Padre Sia fatta la tua volontà!”,
mentre Maria ripeteva: “Padre mi Rimetto alla tua Volontà!”
Ogni volta che una situazione, qualunque sia la sua origine e natura ingenera un dubbio, ancora oggi sarebbe utile rivolgersi a Maria o utilizzare il medesimo Decreto usato da Lei, lasciando poi andare.
L’Uomo fatica a fare questo passo, perché tende a voler controllare ogni cosa e dunque agisce sovente sotto l’effetto della personalità e non della Coscienza Cristica.
Una parte della prova Iniziatica che attende l’Uomo è proprio relativa a questo Partecipare alla “Volontà Divina”, in affido, dunque servendosi delle tre Virtù, definite teologali.
Devi recuperare la Fede e la Fiducia in te stesso come Essere Divino, lasciando il Potere alla parte Cristica, Divina, di offrirti la soluzione.
La parte sovente nebbiosa riguarda il “confondere” la propria scelta, rimanendo “attore dell’episodio”, con il Volere Divino.
Faccio un esempio. Un Amico ti cerca per fare qualcosa insieme.
Questa richiesta che di certo ti entusiasma, tu non sai, in genere, se corrisponde a un tuo “reale bisogno animico” e se appartiene al tuo Progetto di Luce, di quel frangente.
Come comportarsi?
Rispondi com’è giusto sia, dicendo quello che ti “aggrada in quel frangente”, ma “RIMANI” in apertura, lasciando all’Universo la risposta ultima ed effettiva.
A volte dirai di no e l’Universo ti chiederà di farlo o viceversa tu dirai di sì con entusiasmo, ma l’Universo creerà i presupposti perché questo incontro non avvenga.
Una volta dato il tuo responso, con disponibilità, vai dunque in “affido”, con Gioia e trasporto, lascia fare.
Se è richiesta la tua presenza in quel posto, con quella persona, tutto sarà, altrimenti no.
Al contrario se inizierai a focalizzarti sull’incontro, a programmare nei minimi dettagli tutto, l’Universo ti asseconderà, ma presto ti accorgerai che Tu eri atteso altrove e saranno le difficoltà che nasceranno a mostrartelo.
A volte la dimostrazione è immediata, mentre in altre viene posticipata. In questo frangente si presenta di solito più faticosa.
Questo avviene soprattutto se si è “recidivi” a queste forme di comportamento.
La Luce che viene Irradiata ora, manda in soluzione Tutto, dunque ciò che viene chiesto con Forza, con forza ti raggiunge e tu lo scambi per Volontà Divina.
E’ un soffio scivolare in questa prova Iniziatica e trovarsi a medicare le ferite.
Per questo Maria venne addestrata alla “Concentrazione”, perché solo Dio e i suoi Messaggeri potessero raggiungerla.
Sapeva che aveva un Traguardo che valeva più di ogni altra cosa e Tutto avveniva in funzione di quel momento.
Lo so, per un Uomo abituato a fare e disfare le cose a modo proprio, può apparire irrazionale e una sorta di pazzia, di rinuncia a vivere un’azione di “affido” di questo genere, mentre è il Vero vivere secondo la propria Natura.
Siamo Anime incarnate, non Corpi con un’Anima e il lavoro ora è creare la Sublimazione dello Spirito nella Vita nella Materia.
La Radiosità di Maria, impediva contaminazioni esterne, eppure l’abbiamo vista anche in occasione dell’accoglienza di Giacomo e Giovanni non accettare i “comportamenti umani ordinari”, e rimettersi a Dio, proprio per evitare contaminazioni Energetiche.
Una scelta umana Amorevole, ma fatta secondo la logica della materia, poteva compromettere la Sacra Concentrazione Energetica, che Viveva in quella Casa.
Lo stesso O. M. Aivanhov in alcuni suoi discorsi andava ripetendo che sovente l’Uomo si caccia nei guai perché “crede che Dio lo assista sempre”, mentre se fa scelte poco adatte a custodire la sua Immacolata Essenza, il Padre lascia che egli scopra la sua incoscienza.
Faccio un altro esempio pratico.
Se l’IO SONO mi guida e sono in uno stato di Benessere Armonico lo devo Custodire al meglio, come fecero Maria, Giuseppe e Gesù, perché ne sono Responsabile.
Decidere di trascorrere una serata in un locale con frequenze molto basse e disarmoniche, dove la musica è anch’essa disarmonica, comporta degli effetti che le Maestranze lasciano che “accada”.
La propria Luminosità va curata, Amata e Salvaguardata, soprattutto in questo periodo.
Parlerò ancora di Maria e di Gesù, soprattutto dell’Immacolato Concetto.
Con Amore, Ti degli Arcangeli
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