Oggi desidero affrontare un aspetto importante per la crescita dell’Essere Umano, che Maria propose e personificò nella sua Natura. Ciò che venne manifestato e sostenuto dal dogma in merito al Concetto Immacolato di Maria è ben lontano da quanto ho ricevuto e accolto attraverso la mia Crescita Spirituale.
Per questo desidero condividere e portare alla Coscienza di ciascuno di voi, un aspetto di certo Profondo, che non intendo né pretendo sviscerare in tutti i suoi numerosi aspetti, parlo del “Concetto Immacolato”.
Gesù nacque perfetto e capace, nonostante la tenerissima età, di Magnificare il Signore della Vita attraverso di Sé.
La Perfezione manifesta
All’inizio, in fasce, lo faceva attraverso il suo Corpo fisico, che era dotato di una vista perfetta, di un udito perfetto, di un tatto, di un gusto e di un olfatto perfetti e poi, a poco a poco crescendo, attraverso i suoi Pensieri, le sue Parole e le sue azioni .
Gesù manifestava un’Origine Pura.
La perfezione Fisica in Lui era solo l’esternazione “ultima” di una Perfezione che includeva tutti gli altri Corpi, anche i più sottili.
Era ancora molto piccolo, ma già lasciava trasparire attraverso quel Corpo Piccino una Purezza di Spirito, che s’irradiava tutta intorno e intrideva l’ambiente circostante e raggiungeva le persone che vi soggiornavano. Un senso di Pace e d’Amore, di Quiete “sconosciuta” al Genere Umano esalava da quel piccolo, adagiato nella sua culla.
Celare la Grandezza di quanto era racchiuso in Lui era impossibile.
Nessun neonato partecipava ai presenti una sensazione come quella che anche l’Uomo più distratto riceveva in sua presenza.
Tutto questo era dovuto proprio alla sua Natura Sublime e Sublimata.
Era nato, come ho già scritto nel testo precedente, con una Coscienza Limpida, senza contaminazioni di sorta.
La sua Anima era espansa e senza ombra, perché Maria Purificandosi e Votandosi a questa Nascita aveva permesso che Gesù venisse al Mondo, entrando in una realtà contaminata, senza esserne toccato.
Qualunque cosa in Lui, che fosse uno Stato d’Animo o un Pensiero, era solo il Frutto della sua Condizione Perfetta e dunque un’espressione Perfetta.
Provate ora a immaginare Gesù, come se fosse un indumento bianchissimo, cangiante, un golfino fatto con una lana pregiata e di un Colore delicatissimo e Meraviglioso. Un golfino costosissimo, per il suo Pregio.
Immaginate la mattina di indossarlo e d’iniziare le vostre attività quotidiane, ordinarie a casa e/o al lavoro.
Pur prestando attenzione, vi sedete, appoggiate i gomiti, lo ricoprite magari con un altro indumento già indossato, vi sedete sopra un mezzo o prendete posto nella vostra auto.
Vivete la vostra vita ordinaria, indossando un indumento di grandissimo pregio.
A mezzogiorno il golfino malgrado le attenzioni che gli riservate, mostrerà di sicuro qualche segno delle ore trascorse o nelle faccende domestiche, oppure lavorative.
A sera le tracce della giornata, anche se lievi, saranno in qualche modo tutte lì, sopra la sua trama.
Potranno essere i polsini meno puliti, oppure i gomiti, il davanti o un piccolo segno fatto con la biro, ma la perfezione del capo nuovo, che avete indossato, difficilmente si sarà salvaguardata.
Si tratta di un capo molto delicato per la sua stessa natura e il colore.
Immagina d’indossarlo ininterrottamente per 365 giorni o per una Vita.
Gesù fu come questo golfino. Un Piccolo perfetto che proprio per la sua Perfezione Innata aveva TUTTE le Facoltà all’ennesima potenza.
Era “sensibile” al di sopra della capacità Umana di comprensione. Era Divino.
L’imperfezione che il Genere Umano ha creato nel tempo, lo ha “limitato” in tutto, intorpidendo e diminuendo le sue capacità e prestazioni in ogni campo.
Prendiamo l’olfatto.
L’olfatto umano è differente da quello Animale.
L’olfatto Animale odierno è “infinitesimale” rispetto all’olfatto di cui l’Animale stesso disponeva quando nacque dalla Fonte. Perse questo Potere, perché l’Uomo glielo sottrasse con le sue congetture e lo immerse in situazioni deprivanti.
Alle Origini non esisteva differenza tra gli olfatti e la compartecipazione nell’Uno, consentiva all’Uomo le medesime “Capacità” del Regno Animale.
La caduta del Genere Umano portò a una deformazione di ogni espressione e capacità, coinvolgendo gli altri Regni, fatta eccezione di quello Angelico.
Ora immagina Gesù, in un piccolo Villaggio, che si muove e gioca con piccoli incapaci, nella maniera più assoluta, di percepire la Vita come Lui sa fare.
Questa è la REALTA’ in cui Gesù si rese disponibile a VIVERE, per portare quello che oggi consente all’Umanità di Risorgere a quella Perfezione Divina.
La sua Vista, l’udito, l’olfatto, … ma anche l’Intuizione e la Sensibilità verso la Vita stessa erano distantissime da quelle di qualunque altro Essere Umano, anche del meglio dotato.
Questa sua Perfezione era la sua Potenza e al tempo stesso la sua possibile Fragilità.
Gesù possedeva la Capacità di “CONTATTARE” lo stato vibratorio sia delle Alte Sfere che dell’Umanità circostante.
La Perfezione in Lui lavorava a 360 gradi e questo lo rendeva come un golfino Pregiato indossato in un giorno qualunque o come un tessuto d’inestimabile Valore, riposto in una scatola sporca e impregnata di odori.
L’Essere Umano in Verità non vive, ma “permane” nella Vita.
Gesù invece, era stato messo dal Padre Madre, attraverso i genitori che gli avevano dato un Tempio di carne, nella condizione di VIVERE, perché “PARTECIPAVA” al tutto.
Credo che vi sia ora chiaro che la situazione in cui venne a vivere in mezzo agli Uomini, comportava che Egli avrebbe dovuto “partecipare” alla loro imperfezione, presente sulla Terra, SENZA farsene intridere e modificare.
Si era offerto di “Passare attraverso questa Esperienza” terrena, portando la sua Immensa Luce, senza che nulla potesse giungere ad Offuscare la sua.
Gesù doveva essere come un golfino, indossato regolarmente, che permaneva nella sua condizione “pulita e cangiante”.
Il Libero Arbitrio era l’Unica Legge Cosmica a cui era stato impossibile sottrarlo.
Maria accettò di essere colei che oltre a generarlo avrebbe vegliato su quella Perfezione, che era INDISPENSABILE e NECESSARIA per la Resurrezione.
Se Gesù avesse conosciuto anche una sola macchiolina, la sua Nascita sarebbe stata inutile, perché per Sublimare la Morte Fisica, gli serviva il Pieno Potere nel quale era nato.
La realtà circostante
Ciò che attorniava questo Sole Cristico era la normalità dei tempi.
Nel suo villaggio Gesù giocava con bimbi in gran parte segnati dalle faticose incarnazioni precedenti. C’erano piccoli zoppi, deformi, ritardati, mescolati ad altri vispi e più furbi.
Gesù entrava in “contatto” con l’Energia che Tutti quei corpi emanavano indistintamente, a tutti i livelli, cioè mentale, emozionale, fisico, eterico e non doveva farsene toccare.
L’Unico riparo a tutto questo era l’Amore di Maria e Giuseppe che dovettero insegnare prestissimo a Gesù a “MAGNIFICARE” qualsiasi cosa di cui facesse esperienza, come fosse il Signore, il Padre che si manifestava.
Il Piccolo dovette comprendere attraverso Maria e il Padre Giuseppe, che dove si appoggiava e si soffermava la sua Anima, quell’aspetto diveniva reale.
Dunque stava a Lui Magnificare in chi Osservava, la Salute oppure la malattia, la Gioia oppure il dolore, la Saggezza o la stupidità. Se desiderava mantenersi connesso alla Sorgente e alla sua Luce, doveva Magnificarle.
Maria ricorda la sua trepidazione e al tempo stesso la fermezza con cui iniziò a trasmettere al Piccolo queste Verità Divine.
Supportata dal Regno Arcangelico e Angelico e dalle visite notturne al Tempio della Resurrezione, apprese e coltivò con immenso Amore l’Arte di far Risorgere nella Luce, qualunque abominio lui trovasse lungo la sua strada.
D’altro canto, Gesù, giorno dopo giorno, iniziò a esercitarsi con costanza nell’Arte di far Risorgere, Magnificando in maniera Sublime, tutte le nefandezze e le brutture che incontrava.
Saint Germain, allora Giuseppe, fu uno strenue e attento Angelo Difensore incarnato, accanto al piccolo che mai venne allontanato dai suoi giochi infantili, ma al contrario venne sempre sorretto e vigilato e cresciuto in una Casa resa Sacra. Essi in qualità di Genitori furono molto vigili, affinché il figlio non si venisse mai a trovare in situazioni in cui potesse essere toccato e leso il suo CONCETTO Immacolato.
Per Maria si trattò di una lunga Iniziazione, nella quale venne confortata e aiutata da Giuseppe, che ogni giorno Benedì questo Immacolato Concetto nel Figlio, in modo che la Sposa lo potesse Manifestare.
Maria nostra Insegnante
Credo sia chiaro che anche per Maria Essere Madre fu, malgrado l’Amore con cui assunse e adempì questo Servizio Divino, un impegno costante.
Oggi ne parlo sia per far conoscere queste Pagine taciute, sia perché l’Uomo che entra nelle Nuove frequenze vibratorie se non è Purificato si ritrova nella condizione di un golfino di pregio, indossato per i lavori in Cucina e incapace di Sublimare il Positivo, nel Nome della Luce.
L’Anima è un Magnete, una Calamita.
La Vita scorre attraverso di Lei.
Dove Tu punti l’attenzione LEI Magnifica, cioè lo “esalta”, lo ingrandisce, lo rende unico alla sua attenzione.
Tu puoi Magnificare il Bene o il Male.
L’Uomo ora deve passare, come fece Ulisse, attraverso un tratto di mare sotto l’incantesimo delle Sirene e giungere in fondo, senza essersi lasciato irretire.
Si troverà di fronte molti ologrammi dove verità e falsità si manifesteranno in compresenza e sovente, come se fossero carte da gioco, verranno mischiate, creando un gioco fatto di apparenze.
E’ un gioco già giocato.
Se tu punti l’attenzione su un’apparenza la vivifichi e la rendi parte di te, la magnifichi nella tua Coscienza e anche fuori, nel mondo delle apparenze. Cresce in te e fuori di te.
Tu puoi magnificare le ombre, quello che in Ulisse è il canto delle Sirene o il Potere di Dio, per correggere il Raggio della tua Energia e portare l’attenzione al Cristo Interiore.
Il Cristo Interiore diviene come il Palo a cui Ulisse si fece legare.
Questo è il tempo in cui è necessario dimostrare di saper Ricevere e Magnificare il Potere e le Qualità Divine, così da mantenersi forti e inamovibili come Gesù, diventando l’Immagine di Dio.
Maria, si serviva dei piccoli pasticci che Gesù combinava giocando, per esempio quando si sbucciava le ginocchia per fargli Magnificare Dio e la Salute. Spostava l’attenzione facendogliela posare non sulla ferita, che avrebbe creato un potente “modello della malattia”, vista la Forza innata del Piccolo, quanto facendogli indirizzare l’attenzione su un Modello Perfetto, richiamando la Presenza Divina, fino a quando l’apparenza della malattia spariva.
La malattia è una creazione dell’imperfezione.
Magnificare la Bellezza, la Pace, l’Armonia, la Salute .. era un esercizio che Maria faceva fare e faceva in continuazione. Vedere il Bello e la Perfezione fino a richiamarla nella Realtà, per portare questi aspetti nella loro Vita e in quella del villaggio.
Questo aumentava la loro Forza e faceva crescere il Potere nella Coscienza di entrambi, anzi di tutti e 3.
Maria nella sua immensa Fede, riusciva a trasmettere a Gesù la forza di mantenere il suo sguardo connesso al Padre e dunque lo preservava nella sua capacità di non dar attenzione alla apparenza del male, generata dalla magia, che avrebbe potuto prendere una forma fisica manifesta, visibile e tangibile in modo potente, se il Figlio le avesse prestato attenzione, dunque l’avesse Magnificata. Questo è anche il Tempo in cui l’Uomo fa esperienza delle tentazioni a cui Gesù venne sottoposto diversi anni dopo.
L’esercizio proposto da Maria in modo semplice e Amorevole, servì a creare in Gesù una solidità tale che quando, anni dopo, dovette affrontare e misurarsi con la Morte, nemmeno un solo istante la magnificò, riuscendo a puntare Tutto il suo Cuore, il suo Potere Interiore Innato e la sua Magnifica Energia verso la Vita.
Fu questo che gli permise di Magnificarla a tal punto, attraverso il Suo Potere ormai consolidato, che la morte venne conquistata e ci fu solo la VITA.
Magnificare nel quotidiano
Maria nota che l’Uomo oggi sovente genera la Vita e crea una Famiglia pieno di buoni propositi.
Il suo Cuore è sincero e in lui c’è un senso di responsabilità davvero lodevole.
Questo Essere Umano ha il forte desiderio di prendersi cura di chi gli vive accanto, di provvedere a questa persona, rendendo sicura la casa dove vivono. Il pensiero iniziale è di essere accogliente verso la Vita e di proteggere chi nascerà, ma sovente il buon proposito degenera.
In diversi Uomini tutto questo “nido familiare”, che viene generato inizialmente nella Sincerità del Cuore, prende una strada differente.
Le cose precipitano perché l’essere Umano è abituato a “Magnificare” le apparenze del mondo di Jumanji, partendo dal denaro, per passare alle macchine e a tanto altro. In questo modo esce dal suo progetto iniziale e cade nella rete delle apparenze, che gli richiedono una concentrazione di energia orizzontale, che lo conduce presto all’“afflizione”, alla fatica, alla pesantezza, alla rincorsa di un numero improponibile di altre necessità illusorie.
Maria con il suo dolcissimo esempio, ci ricorda che dovremmo Magnificare sempre l’Onnipotenza della Presenza Divina, sapendoci affidare, entrando nella Gratitudine, nella Fiducia, nel Conforto, per trovarci poi nella Pienezza, nel Benessere, nell’Armonia ed anche nell’Abbondanza di Luce e Amore. Questo è ciò di cui l’Uomo ha davvero un immenso bisogno.
In questo modo l’Energia della Coscienza s’innalza e ricade come pioggia vivificante sulla Famiglia e sui suoi diversi membri, diventando simile a una Cura, alla Provvidenza e alle Protezioni utili.
L’Uomo che alza lo sguardo e si connette al Potere Supremo è in grado di Proteggere sempre dalle false apparenze, sia se stesso, che ogni membro del suo gruppo, dall’oscurità di Jumanji.
E’ una delle cose più semplici da attivare, ma estranee a chi vive e vede solo la materia.
Avere Fede in Dio e dunque entrare nel suo flusso per permettersi di compere e ricevere Miracoli.
L’Uomo può intraprendere di nuovo la via che conduce all’Immacolato Concetto che un tempo gli apparteneva. La sua grande sfida è camminare attraverso le illusioni che il gioco gli propone, mantenendo il suo sguardo rivolto all’Interno, stando ben ancorato al proprio Cristo e alla Grandezza che solo Lui sprigiona.
La metafora di Ulisse ci invita e ci parla. Quelle Pagine del libro di Ulisse, in cui si racconta del suo vissuto nel mondo della magia, personificano la storia dell’Uomo chiamato a cimentarsi con la magia che un tempo ottenebrava la Terra. Ulisse ci racconta che riesce a superare le insidie delle Sirene. Tutta questa vicenda è attuale e rappresenta l’Essere Umano che supera le apparenze, proprio come fece il prode Ulisse, riuscendo a Magnificare ciò che davvero gli appartiene, come la Luce, il suo Potere e l’Amore Divini.
Con Amore, Ti degli Arcangeli
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