
“Perdona gli altri, non perché essi meritano il perdono,
ma perché tu meriti la Pace.”
Buddha
Il bisogno di Amare è vitale, fondamentale, soprattutto partendo dalle nostre “origini”, che ci appartengono e ci vivono dentro, rendendoci ora esseri incarnati unici e vitali.
La quotidianità forse non sempre ci permette di riconoscere questa nostra esigenza, che riflettiamo molto sugli altri, ma fatichiamo ad esprimere verso noi stessi…
La cultura, l’educazione, che abbiamo ricevuto, improntate sulla disarmante paura di renderci più forti, quindi autonomi e temibili, soprattutto noi donne, ha creato una grossa disarmonia, in cui lo spirito femminile e non solo, hanno sofferto e di conseguenza agito in modo destabilizzato e destabilizzante; in questa forma di “cultura”pensare che una persona si “ami” e che possa esternare questo sentimento verso se stessa, risulta aberrante, perché viene probabilmente colto solo solo in forma egoica ed egoistica, cioè deviata. …
Che l’Amore verso sé potesse esistere ed essere un qualcosa di positivo non fu mai contemplato e questo generò quelle dinamiche che ancora oggi ci rendono instabili e poco amorevoli con noi stessi.
Questo ci ha completamente privati di questa forma di “passione primitiva” che va dal riconoscersi, all’accettarsi, per passare poi all’autostima ..
Amarsi è fondamentale per avere successo nella vita in tutto, a 360°: negli affetti familiari, nelle relazioni, nello studio, nel lavoro e negli affari, sì, avete letto bene, anche e soprattutto negli affari.
Oggi rammenteremo un’altra serie di aspetti per imparare ad amare se stessi, sperando di poter sostenere ed aiutare nel cammino di salita e di crescita, chiunque tra voi lo desideri, per giungere finalmente ad una vita equilibrata, dove l’autostima sia una costante di casa.
1. Abbiamo il coraggio di riconoscere le nostre vittorie!
Tutti, nel corso della giornata tagliamo dei traguardi, piccoli o grandi che siano …
Basta saperli vedere e cogliere!
Questo è il momento per entrare nella dinamica della positività, quindi del riconoscersi come una persona che vale e che durante la sua giornata fa qualcosa di speciale …
Ah, dimenticavo: siamo stati educati a credere che il vincere appartenga solo ai grandi, agli eroi, agli sportivi … o a chi rischia la vita per …
Qualsiasi prova, piccola o grande, che la quotidianità mi comporti e che io riesco a superare, ad oltrepassare… è e rappresenta una vittoria.
Non serve salire sul K2 a testa in giù …
A volte è una vittoria aver trascorso 2 ore con una persona senza arrivare allo scontro, oppure ascoltandola, oppure salire al quinto piano con le borse della spesa, malgrado l’ascensore guasto, con un bel sorriso stampato sul viso e tanta leggerezza, nonostante gli altri condomini non stiano facendo altro che sclerare ed inveire.
2. Ringraziamoci per ciò che riusciamo a fare,
… anche se questo ci richiede fatica, pazienza, oppure ci appesantisce, anzi: più la situazione è impegnativa più si rende necessario ringraziare ciascuna singola parte del nostro corpo, della nostra mente, del nostro cuore e dell’ Anima che ci consentono di farcela con onore, in modo meraviglioso e proficuo …
Ricordiamoci sempre che la stretta collaborazione con noi stessi è di vitale importanza, proprio come riconoscerci con gioia le innumerevoli cose che facciamo e otteniamo in una giornata…
Basta vedere il bicchiere sempre meno vuoto!!!
La legge dell’Universo è chiara: come posso pretendere che gli altri ci siano riconoscenti, quando noi stessi sminuiamo i nostri impegni e ciò che questi ci permettono di ottenere?
3. Prendiamo l’abitudine di dirci: “Grazie!”
e di rinforzare il grazie con una stretta di mano, fatta a noi stessi, oppure con un gesto di autoesaltazione verbale o gestuale o verbale e gestuale insieme ( “Sei miticaaaa!”)
Magico è il gesto di batterci sulla spalla, come se venisse da un’altra persona.
Non è pazzia, ma un gesto d’affetto che ci rende più sereni, che ci aiuta a porre attenzione a quante “imprese” compiamo in una giornata…
Non ci credete?
Pensate a quante azioni abbiamo compiuto in una giornata, escludendo quelle di routine per muoversi, parlare, camminare, cantare …
Ah, ma forse qualcuno sta pensando tra sé e sé:” Ma io sono casalinga, non lavoro!”
Beh, allora alleniamo la nostra mente a brevissimo termine, a recuperare le innumerevoli imprese, degne di un equilibrista straordinario, che abbiamo compiuto ….
Appena alzate provveduto alla colazione altrui …, poi portato i figli a scuola, fatto la spesa per i nonni, fatto la fila in ambulatorio, acquistato le medicine per …, preparato il pranzo, ritirato i figli da scuola, accuditi per il pranzo, riportati a scuola, oppure agli allenamenti, al corso di …
Devo continuare?
Se sottovalutiamo le nostre prestazioni, pensiamo forse che gli altri diano un prezzo migliore alle nostre “folli imprese”?
Quel che diamo, riceviamo! … è una legge dell’Universo.
Se, durante la giornata, ci accadesse comunque qualcosa di spiacevole, consoliamoci!
Mettiamoci allo specchio dicendoci:
«Hai fatto sicuramente il tuo meglio!
Ti voglio bene.»
Se invece tutto è andato al meglio, mettiamoci lo stesso di fronte allo specchio, facendoci un bel sorriso e dicendo: «Grazie!»; è molto importante riconoscere l’efficacia delle nostre azioni, che ci hanno permesso di vivere una buona giornata e una bella esperienza.
4. Riconosciamoci il diritto di essere….
Essere giocose, essere serene, essere felici, essere dinamiche, essere diverse, essere creative, essere attente, essere ascolto, essere preghiera, essere spontanee, essere particolari, essere ciarliere, essere vivaci, essere vulcaniche, essere fantasiose, essere collaborative, essere amiche, essere amorevoli, essere audaci, essere instancabili, essere uniche …
Ma riconosciamoci e prendiamoci con tranquillità, anche l’altro aspetto di questo diritto, cioè quello di poter essere a volte stanche, inospitali, silenziose, pigre, affaticate, poco amorevoli, paurose, svogliate, apatiche …
Siamo come tutti e quindi abbiamo non solo doveri, ma anche dei diritti, che nessuno può e ci deve negare, partendo proprio da noi stesse/i …
5. Diamoci il tempo necessario a ...
Tutto nasce, cresce e vive in forma terrena, in uno spazio temporale, che noi per primi ci togliamo.
Questo aspetto è legato a tutti gli ambiti personali.
Quante persone non si fermano e non riconoscono il diritto sacro santo del proprio corpo a combattere le forme influenzali, stando rintanate al calduccio nel proprio letto?
Oppure, quante volte pretendiamo da noi stessi di fare ancora di più e in tempi ancora più ristretti?
Ci lamentiamo per l’infinità di cose che “dobbiamo svolgere” in una giornata; ci sfiora mai l’idea di “stoppare” e prenderci una sanissima boccata d’aria?
E quando si tratta di cambiamenti, … sappiamo essere temporalmente generosi con noi stessi???
Eh, sì! Ho fatto casini per anni, ora tutto si deve aggiustare in due secondi …
Ho permesso che mi maltrattassero per secoli, ora mi devono attenzione, ascolto, rispetto … immediati!
Le ferite, i cambiamenti, le crescite, le trasformazioni … richiedono il “proprio tempo” …
6. Bandiamo paure, pensieri negativi e criticità!
Non mi stancherò mai di ripeterlo: il nostro pensiero crea la nostra realtà.
Se emettiamo continuamente pensieri negativi, bui, di paura, il negativo, il buio e la paura non potranno che essere il risultato e attanaglieranno la nostra vita.
Qualsiasi fatto ci insegna, ci educa, ci “svezza”, per utilizzare un termine forse più accessibile …; ogni avvenimento quotidiano è perfetto per la nostra crescita.
Quindi, per crescere al meglio e ricevere l’eccellenza, alleniamoci a eliminare dalla nostra vita la paura, a sostituirla con pensieri positivi, gratificanti, illuminanti e realizzativi.
Esercitiamoci a immaginare, appena alzati o prima ancora di uscire dal letto, che la nostra giornata sarà bellissima: i figli si sistemeranno senza fare capricci, l’auto partirà al primo colpo, il parcheggio ci riserverà uno spazio agibile e immediato …
Prendiamoci il gusto di visualizzare tutto al meglio …
Siamo noi che attiriamo ciò che ci raggiunge, come calamite potentissime …
Devo ripetervi la storia del blocco dei carabinieri?
Spero di no!!!
Pensiamo spesso a cose che ci piacerebbe realizzare, senza porci limiti azzeranti, senza razionalizzare ( non ho soldi, non posso, ho i figli, poi come faccio con …)
Abbandoniamoci alla fantasia più sfrenata, consentendo al nostro corpo di liberare endorfine e stare bene.
Se poi scesi dal letto, sentiamo le urla terrificanti dei nostri Pierini, non lasciamoci abbattere subito, come se fosse successa una catastrofe …
Aboliamo tutti i pensieri e le frasi sabotanti sulle innumerevoli e variegate incapacità che pensiamo di possedere e rammentiamoci l’immensità della nostra generosità, della nostra attenzione, della nostra sensibilità e delle 1000 imprese garibaldine che siamo in grado di fare, proporre e sostenere …
Soprattutto nella fase iniziale di questo percorso di rinascita, è normale che le negatività cerchino di riprendere l’esclusiva su di noi …, ma noi siamo gli artefici della differenza e del cambiamento…
Quindi, senza scoraggiarci, continuiamo a guardare le cose con la serenità che gli esercizi di visualizzazione precedenti ci hanno trasmesso e poi manteniamo fede alla consapevolezza che il nostro pensiero è creativo e ciò che pensiamo si realizzerà sicuramente.
Castrofi?
Catastrofi arriveranno.
Gioie e soddisfazioni?
E gioie e soddisfazioni ci faranno visita …
Serenità???
E la serenità ci sarà compagna …
7. Collaboriamo con noi stessi!
Come?
Parlando con noi stessi.
Interpellandoci.
Ripetendoci: «Ti voglio bene. Che cosa posso fare per te oggi? Come posso renderti felice?»
Nessuno ci ha insegnato a farlo, ma questo è tempo per crescere e iniziare a parlare con noi stessi …
A volte chiediamo ad altri, quello che una parte di noi tenta disperatamente di consigliarci da tanto tempo …
Non vi è mai capitato di aver avvertito qualcosa e che poi si è dimostrato realtà??
Per esempio, di esservi toccati una guancia e di aver pensato di avere una carie e poi accorgersi di lì a pochi giorni che in bocca un lieve dolore sembra comunicarvi qualcosa’
Ascoltiamo quindi la nostra voce interiore, anzi, impariamo a chiedere e poi ascoltare …
La risposta giungerà presto, anche ai più increduli …
Arriva sempre per tutti, anche se non necessariamente subito.
8. Perdoniamoci e perdoniamo!!!
E’ la migliore medicina al mondo.
Dice infatti Louise Hay in una sua pubblicazione:
“Le persone che non riescono a volersi bene sono raramente disposte a perdonare: i due fenomeni sono infatti correlati.
Quando perdoniamo liberandoci della negatività che è in noi non solo ci scrolliamo di dosso un grande peso, ma apriamo anche la porta all’amore.”
Se non perdoniamo, non ci liberiamo dei problemi legandoci così al passato, che ci impedisce, come una catena, di vivere serenamente ed appieno nel presente.
E se non viviamo nel presente, come possiamo crearci un futuro radioso?
I “ferri vecchi” accumulato nel passato non fanno altro che produrre ferraglie per il futuro.
Consentiamo a noi stessi di aver mancato un bersaglio, di aver agito in maniera discordante dalle nostre credenze, di aver fatto uno scivolone, … e muoviamoci di nuovo serenamente …
Un fiore non fa primavera e uno sbaglio non azzera una vita!!
Facciamo la pratica dell’Ho’ oponopono, chiediamo scusa ad occhi chiusi a noi stessi o alla/alle persone che riteniamo ci abbiano ferito, offeso, arrecato in qualche modo un torto e/o un danno …
Mettiamo le cose al posto giusto”o in termini più semplici, aggiustiamo le cose.
Ognuno di noi ha delle cose da mettere a posto e l’Ho’oponopono non solo è un modo per aggiustare praticamente qualsiasi cosa si possa immaginare, è facilissimo da ripetere e da usare, tanto che non c’è nessuna ragione per non avvantaggiarsi di questa tecnica così potente.
E’ tempo questo per rendersi conto ed accettare la verità immutabile che la propria intera esistenza nasce da dentro, non dall’esterno.
9. Amiamoci!!!
Si dice:
«Ama il prossimo tuo COME TE STESSO».
Ahi, ahi, … il punto chiave è proprio qui: «come te stesso».
Non possiamo credere di poter amare qualcuno se non siamo in grado di amarci…
Non siamo scesi su questa terra per far piacere a qualcuno, ma per svolgere un compito, che sicuramente si discosta dai sogni di una mamma e un papà, e ci chiede di vivere la nostra vita e percorrere la nostra strada nella Luce.
Siamo tutti su questa terra per imparare a crescere, ad amare incondizionatamente, a ricevere e dare comprensione, sostegno, carità e per farlo dobbiamo partire dalla sperimentazione personale.
Quando lasceremo questa terra e il nostro corpo, l’unica cosa che porteremo con noi sarà la nostra capacità di Amare, che ci dovrebbe appartenere da sempre, proprio per la nostra stessa origine …
Amare che cosa?
La nostra realtà.
La nostra stessa vita.
Il nostro corpo.
La nostra Anima.
Il nostro cuore.
La nostra mente …
Le nostre emozioni …
Il nostro Benessere …
La nostra gioia e la Fatica …
La Pace e la preoccupazione …
La voglia di fare e la pigrizia …
In ogni istante c’è qualcosa di noi stessi da Amare, in ogni momento c’è qualcosa degli altri da Amare …
Bisogna solo scegliere … e farlo …
Sei libero di copiarlo su un altro sito/blog, però per correttezza lascia questa dicitura incluso il collegamento cliccabile a www.sottounarcobalenodiluce.com


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