
So che l’Amore è come le dighe:
se lasci una breccia dove possa infiltrarsi un filo d’acqua, a poco a poco questo fa saltare le barriere.
E arriva un momento in cui nessuno riesce più a controllare la forza delle barriere.
Se le barriere crollano, l’Amore si impossessa di tutto.
E non importa più ciò che è possibile o impossibile.
Paulo Coelho
L’Amore è ciò che ci appartiene in modo sommo, eccelso, perché scorre in noi dalle nostre origini.
Siamo nati dall’Amore e di esso siamo intrisi nella nostra essenza più profonda.
Eppure, se guardiamo la nostra storia terrena, partendo da quella generale, vale a dire che ci appartiene come genere umano, per poi giungere a quella personale di ciascuno di noi, a volte stentiamo veramente a crederlo e questo non certo per colpa di chi ci ha generato.
Amare incondizionatamente è uno stato di “pura grazia“, è partecipare all’Essenza di chi ci ha generato e forse per questo ci risulta così difficile; siamo nella condizione dei pellegrini che ricercano le proprie origini, battendo i sentieri più disparati e sperimentando ogni sorta di occasione per trovare la via che “riconduce al Padre”.
Da secoli stiamo tentando, attraverso varie reincarnazioni, di recuperare la nostra perfezione, attraverso vari cammini.
A volte, quando pensiamo di aver finalmente trovato la via giusta, scende la nebbia … e tutto scompare di nuovo e la paura o un senso di smarrimento avanzano…
“Sarà giusto questo sentiero?”
” E poi, dove mi condurrà???”
Mentre le domande incalzano, le reazioni si diversificano.
Allora c’è chi si siede per paura, chi ritorna sui suoi vecchi passi e chi, più temerario e pieno di fede, continua, pur stentando a trovare conferme, con in cuore la temerarietà e la certezza che la nuova via sia il sentiero divino.
Questo è un momento di grandi cambiamenti e parlare d’Amore è quindi doveroso.
Osho parlando di questo “carburante animico”, ha detto:
“L’amore è doloroso perché trasforma: l’amore è cambiamento.
Qualsiasi trasformazione è dolorosa perché occorre lasciare il vecchio per il nuovo.
Il vecchio è familiare, sicuro; il nuovo è assolutamente sconosciuto.
Nel nuovo ti muoverai in un oceano mai esplorato”… sentendoti come un pesciolino impaurito in una distesa infinita di acque e di altre forme di vita, realtà …
Ricordo che la prima volta che mi apparvero queste parole … rimasi per un attimo concentrata, assorta …
Non avevo mai considerato l’Amore come un qualcosa di doloroso …, eppure è vero: la sua totale perfezione ci porta a “ritrovarci”, a riappropriarci del nostro reale e vero “stato Animico”e quindi comporta il “Cambiare”, il trasformarsi, il recuperare ciò che abbiamo anticamente perso.
Già, il dovere e prima ancora il “voler cambiare”, allontanandosi dalle spiagge conosciute per altri lidi …
“Per questa ragione nasce la paura; quando lasci il vecchio mondo – confortevole, sicuro – nasce il dolore.”
Anche quando viviamo nella frustrazione o nel dolore, se ci pensiamo, siamo comunque in una situazione di “confort”; stiamo male, siamo affaticati da eventi, che ci assorbono energie positive da tanto tempo, ma non ce ne allontaniamo…
Le modalità e le motivazioni sono varie e spaziano dal senso di abbandono fatalista a quella che “si considera la propria croce”, al “dovere verso l’altro/ gli altri”, il senso di responsabilità legato ad un ruolo sociale che ci esige, secondo l’etica sociale. relazionale, certi comportamenti…
Le emozioni poi che accompagnano questi nostri vissuti sono innumerevoli e tutte volte a tenerci agganciati a questa realtà, che pur standoci stretta, sembra l’unica possibile e che ci sentiamo in grado di gestire, perché in fin dei conti ci appartiene e la conosciamo.
Ne siamo assuefatti.
Ce ne lagniamo, ne subiamo gli effetti, ma è come se li considerassimo ormai parte di noi, quindi, dopo tutto, zona “confort”.
E per le relazioni???
Vale spessissimo la stessa identica regola, soprattutto se parliamo di relazioni affettive, emotive.
L’aspetto economico o i legami di parentela sono le ancore maggiori; sono dei veri macigni, che ci spingono a rimanere legati a vecchissime situazioni, senza alcuna possibilità di pensare e/o scegliere qualcosa di diverso, di nuovo.
La paura di rimanere senza casa, senza affetti, pur se compromessi e faticosi o senza denaro, ci vincolano in modo importante.
Anche i proverbi, in genere così saggi,in questo frangente sembrano non aiutarci…
Si dice infatti:“Chi lascia la strada vecchia per la nuova sa quel che lascia non sa quel che trova”… e questo risuona nelle nostre teste come un monito dissuasivo, che ingenera paura, fa scattare ataviche fobie … e consolida la nostra ” fifonite acuta” …
E’ uno dei tanti falsi rinforzi negativi, apparentemente creati per indurci a credere che meglio rimanere dove siamo, almeno quella realtà, bella o brutta che sia, dopo tutto, la conosciamo…
Quante volte accolgo persone piangenti, che sembrano realmente alla ricerca del proprio Sacro Graal, le quali, dopo aver dato sfogo a tutte le loro rimostranze contro fatti, eventi, persone, relazioni, amori … arrivano alla conclusione che cambiare, allontanarsi da quelle situazioni, troncare una relazione sbagliata, siano gesti di ingratitudine, di egoismo o semplicemente impossibili da attuare per le più svariate motivazioni – giustificanti???
Così, dopo aver dato libero sfogo alle loro sterili lamentele, ripartono per rientrare al proprio ovile ripetendosi:
” Non posso permettermi di cambiare, farei del male a…”
Oppure:” facendo questo, verrei meno alle aspettative di…”
“No, no! Lo so, dovrei, ma non posso lasciarlo/a!!!”
“Sono la sua unica ancora! Se non lo faccio io, chi mai può sostenerlo???”
E chi ancora voi???
Chi vi sostiene?
Lo so, come tutte le cose, anche il disagio si consolida, si incancrenisce, occupa tutta la scena della nostra vita, facendo sì che, anche il disagio più intenso, se sperimentato nel tempo, ci diventi familiare e quindi ci impedisca la crescita, il rinnovamento, il riscatto…
Egli ci appartiene e ci accoglie giorno dopo giorno, ora dopo ora, da molto tempo, troppo …
Anche la fatica, il dolore, la sofferenza rappresentano quindi un rifugio sicuro, una nostra zona di confort …
Oggi, parlando di Amore, mi rivolgo a chi, fra voi lettori, ha deciso, o sta seriamente prendendo in considerazione l’idea di uscire da tutto questo sistema!!!
Scrivo questo articolo, dedicandolo quindi a chi sta accogliendo la Luce che ci chiama e ci offre nuove fortissime energie, per fare, crescere, acquisire consapevolezze nuove e ritrovare l’Amore vero e grazie a lui poter sperimentare la vera Vita…
Certo, decidere di Amare, comporta il grandissimo salto di Amarsi…
Questa è la vera “PRIMORDIALE FATICA”.
E’ rinascere all’autenticità dell’esistenza.
E’ imparare a dire di no ed impedire agli altri di invadere sempre e in mille più modi il nostro spazio vitale.
E’ far propria la forza immensa del vero Amore e saper marchiare, come un lupo, un gatto, un leone i propri territori…, siano essi affettivi, materiali o morali, sociali, lavorativi o emotivi …
All’inizio è una vera fatica, soprattutto quando dopo un passaggio lacerante, ci ritroviamo a camminare soli, in compagnia della solitudine; è il “deserto dell’Anima”, il silenzio proficuo …
Questo ci dona un “nuovo Spirito”, il solo capace di offrirci una crescita reale, veritiera ed un cammino senza uguali, anche se spesso trapuntato di scintille di dolore.
Questo, …”è lo stesso dolore che prova il bambino quando esce dal ventre della madre…” proprio perché si tratta di una rinascita, di un riscatto senza uguali.
E’ “… la paura dell’ignoto, l’insicurezza, la sua imprevedibilità”, … che ci spaventano, tanto, anzi … moltissimo e di più, in alcune situazioni particolari.
L’Amore vero è un qualcosa di meraviglioso, che toglie il fiato, sia esso amore per sé, per un compagno, per il prossimo, per un figlio …
E’ paragonabile alla fatica che ci attende quando vogliamo raggiungere la più alta cima che Madre Terra ci offra: è il nostro Chimborazo; per raggiungerla, abbiamo bisogno di esercizio, tenacia, ossigeno … e tanta determinazione.
Ma non si può avere l’estasi senza passare per l’agonia dell’ araba fenice???
“Per purificare l’oro, esso deve passare attraverso il fuoco.”
E’ l’Amore divino è fuoco, è un calore unico che ti pervade e ti rende capace delle imprese più straordinarie…
Che cosa rese capace San Francesco di rinunciare agli agi e alla vita condotta fino a quel momento?
L’Amore a Dio!!!
Oppure, cosa spinse Madre Teresa a saper rinunciare ad una vita tra le braccia dei suoi cari e, ripudiata e abbandonata, vivere per le strade in soccorso di chi non aveva nulla??
E’ sempre lui, quello Spirito di fuoco che ci rende Unici, ci tempra, ci dona la capacità di non attenderci nulla dagli altri e di saper trovare in noi e nell’Amore interiore che ci fa uno con il Cielo, l’unico vero carburante, la forza sovrumana per andare avanti e compiere imprese senza paragone.
Ci sono persone che, pur desiderando Amore, non si mettono più in gioco.
Avendo magari sofferto in passato per una relazione o situazione in cui, essendosi lasciati andare, si sono poi ritrovati soli e sofferenti, ora si privano volutamente di questa magica esperienza, per paura di soffrire di nuovo.
E soffrono.
Soffrire senza amore è uno spreco, non ti porta da nessuna parte e ti isola.
E’ fare esperienza del deserto.
L’Amore vero è invece fantasia, è creatività, è gioia, è la vera palestra che ti permette di raggiungere i più alti livelli di conoscenza e consapevolezza.
Amare una persona nelle sue necessità giornaliere è una sfida.
Amare l’altro significa partecipare, ascoltare, condividere… fine a se stessi; è essere felice con lui, per lui, per le sue vittorie e per i suoi bisogni.
L’Amore più alto, essendo parte della Luce, richiede che ci sia apertura e questo ci rende indubbiamente vulnerabili, anzi, ci invita a lasciar cadere la nostra armatura, per fidarci di situazioni, fatti, iniziative e persone, in nome di questo stesso sentimento.
L’Amore non conosce calcoli…
Se, per esempio, mi viene chiesto aiuto da una persona che vive una certa situazione,… penso solo a ciò che può veramente andare incontro ai suoi bisogni …
Tutto il resto scompare; nessun calcolo, di nessuna PORTATA.
Devi rischiare, devi vivere pericolosamente.
L’altro può ferirti IN MILLE MODI, è per questo che hai paura di essere vulnerabile e lo sei veramente, ogni volta che TU DECIDI DI DIPENDERE DA LUI.
L’altro può rifiutarti ed è per questo che tu hai paura dell’Amore.
Può non amarti come tu desideri o ti aspetti… e questo ti deluderà, ti amareggerà, ti farà sentire tradita dentro, non amata …
Evitando la situazione, però non ci accorgiamo che non possiamo più crescere, soprattutto nel saperci veramente e profondamente amare in prima persona.
È necessario invece accettare la sfida.
Guardare questa grandissima “oasi”, quale è appunto l’Amore, da un’altra angolazione: in Amore tutto deve partire da me, non dall’altro.
Se io affido la mia realizzazione in questa esperienza all’altro, come in qualsiasi altra modalità di vivere, le mie possibilità di sentirmi deluso sono tantissime, infinite … perché il mio star bene, la mia realizzazione affettiva o di altra natura, dipende da qualcosa di esterno a me, quindi da variabili, situazioni, persone, … su cui non ho alcun controllo e non posso nemmeno lontanamente pensare di averlo, di pretenderlo, di ottenerlo, sono perdente in partenza.
Occorre allora entrare nel flusso vero, reale dell’Amore.
Questo significa partire da me e da un mio pensiero in cui i sostengo che mi sento amato/a ogni volta che io penso, faccio, dico qualcosa all’altro, per l’altro …
È il primo passo verso Dio, e non può essere aggirato, né disatteso, con la convinzione che tutto, un giorno non lontano, possa cambiare per inerzia .
Quelli che cercano di evitare la realtà vera dell’Amore, non raggiungeranno mai Dio, perché l’Amore per eccellenza è proprio Lui.
“È una necessità assoluta, perché diventi consapevole della tua totalità solo quando vieni stimolato dalla presenza dell’altro, quando vieni aiutato a uscire dal tuo mondo chiuso e portato fuori sotto la volta infinita del cielo.”
Gli Angeli spesso ripetono:” Non sa dare Amore, chi non conosce Amore”.
E l’Amore è un Cielo, vastissimo, pronto ad accogliere chi si è abbandonato al suo vento caldo e nuovo, indossando due ali stupende, le ali di chi non pensa, ma si fa dono e servizio amorevole.
Ma naturalmente, il Cielo infinito fa paura.
Veniamo, in genere, educati non ad amarci in senso celeste, ma in forma narcisistica, egoica.
Stiamo bene, secondo questa nostra filosofia di vita, quando l’altro si ricorda di noi, ci ricolma di attenzioni, ci riconosce, ci coccola, … ci ama.
L’altro ci serve per il nostro riconoscimento personale e per sentirci amati.
In realtà questo modo di viverlo e di esprimerlo è destinato a procurarci molte sofferenze e frustrazioni, perché viene dal nostro fuori, dipende dagli altri e dalle loro azioni.
Cambiare modalità e trovare in noi l’unica sorgente dell’Amore, secondo la nostra educazione attuale, è semplicemente inaudito, è andare contro le più antiche e consolidate credenze, se non i valori, su cui erigiamo la nostra esistenza.
Noi siamo parte dell’Universo.
Il tutto ci appartiene, ci penetra, si alimenta e respira in noi, ci pulsa dentro … è la nostra stessa vita.
“… se lasci una breccia dove possa infiltrarsi un filo d’acqua, a poco a poco questo fa saltare le barriere.”
L’Amore è proprio come l’acqua di una diga che ci pervade dirompente e ci offre la prima esperienza di armonia con qualcosa che non sia il nostro ego.
L’Amore ci insegna come fare, in maniera calma, pacata, ma inarrestabile per la prima volta che puoi entrare in armonia con qualcuno che non è mai stato parte del tuo ego.
Se puoi essere in sintonia con una donna, con uno sconosciuto, un amico, con un uomo, con un vicino, … se puoi essere in sintonia con il tuo bambino o con tua madre, perché non puoi esserlo con tutti gli esseri umani?
E se essere in Armonia e Pace con una sola persona ti dà tanta gioia, quale sarà il risultato se sarai in Armonia di Luce con tutti gli esseri umani?
Noi possiamo e sappiamo farlo!!!
Ma se puoi entrare in sintonia con tutti gli esseri umani, perché non anche con gli animali e le piante?
Un passo porta al successivo.
L’amore è una scala: inizia con una persona, e finisce con il tutto.
Ecco allora che impari a ringraziare per ciò che possiedi, per ciò che ti giunge, per il cibo, per la Luce, per gli indumenti, per le emozioni …insomma cominci veramente ad apprezzare tutto l’Universo.
L’Amore è solo l’inizio, Dio è la fine.
Aver paura dell’Amore, associarlo al pur dolore fine a sé, evitarlo, significa mancare la nostra crescita, quella crescita che questa realtà procura, vuol dire rimanere chiusi in una scatola.
L’uomo moderno vive spesso in una buia cella in isolamento.
L’Amore crea problemi e ti viene insegnato che puoi evitarli, solo evitandolo.
Ma l’unico modo per andare oltre è di passarci attraverso.
Lui è l’unica cosa che valga la pena di perseguire, tutto il resto è solo un mezzo.
Per rimanere limpido, devi continuare a fluire, a lasciarti trasportare dalle grandi emozioni e vissuti, legate e a questo sentimento.
Le acque di un fiume rimangono pulite perché scorrono e così facendo si depurano e caricano di energia ossigenante.
Le persone che non amano muoiono, si addormentano, diventano come acque stagnanti, e prima o poi si perdono. Chi si è perso è capace di follie di ogni genere ed infatti sono dilaganti azioni brutali di non amore, spesso tra ex amanti.
Il disagio emotivo, relazionale e psicologico hanno talvolta proporzioni epidemiche e creano gesti sconsiderati o un suicidio lento, graduale.
La vera causa di tutto questo è che abbiamo dimenticato il linguaggio dell’Amore e lo sostituiamo con il sesso, perché il sesso non è pericoloso, perché non richiede coinvolgimento.
L’Amore invece è coinvolgimento, è impegno e quando ha messo le radici, può durare per sempre.
Può diventare un impegno che dura tutta la vita.
Se una persona sostiene che la vita è brutta, è fatta solo di dolore, delusioni e non ha significato, solitamente non ha conosciuto l’Amore e ce lo sta dicendo in questo modo, con queste frasi.
C’è un detto zen, molto forte e chiaro che dice:
“L’amicizia e l’amore non si chiedono come l’acqua, ma si offrono come il thé”.
Ricordiamocelo e cerchiamo di offrirle più spesso … ne trarremo infiniti e inimmaginabili ritorni e benefici dall’Universo.
Sei libero di copiarlo su un altro sito/blog, però per correttezza lascia questa dicitura incluso il collegamento cliccabile a www.sottounarcobalenodiluce.com


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