Amore al prossimo

“Ricorda: l’opposto dell’amore non è l’odio, ma è la paura.
L’odio è amore a testa in giù, non è l’opposto dell’amore.
Il vero opposto dell’amore è la paura.
Quando ami ti espandi; quando hai paura ti rattrappisci.
Quando hai paura ti chiudi; quando ami ti apri.
Quando hai paura ti assalgono i dubbi; quando ami hai fiducia.”
Osho

L’Amore è una nostra qualità intrinseca, una parte meravigliosa ed unica di noi, che ci appartiene dalla nascita, quindi prende vita con la nostra corporeità.
Insegnare quindi ad Amare è quasi impossibile, perché è un modo di essere che ci appartiene, così come dirci chi amare o come amare, non ha senso, perché ognuno di noi lo sa, lo avverte chiaramente dentro di sé …
Che cosa sono quindi tenuta a fare nel nome del Divino?
A ricordare a ciascuno di noi quanto siamo ricchi d’Amore e quanto poco ne siamo consapevoli cultori, sostenitori, propositori …
L’amore di cui parliamo e che proponiamo e quello che generalmente coltiviamo è solo un surrogato del Vero Amore, una specie di mistificazione più maneggevole e meno impegnativa, rispetto alla vera copia.
L’educazione che i nostri strumenti di informazione ci propinano, sostengono e promuovono sono spesso, troppo spesso, solo una campagna a favore dell’odio e della negatività, rispetto al vero Amore, mostrandoci una società dove l’odio sembra imperversare.
Le notizie ci rammentano solo che ogni giorno avvengono un sacco di truffe, rapine, estersioni, omicidi, che le maggiori religioni si odiano l’un l’altra, le nazioni si contendono territori, materie prime, mano d’opera …, i rappresentanti dei diversi partiti politici si biasimano, si aggrediscono, si insultano a vicenda, mentre le classi sociali si evitano o odiano pacificamente fra loro.
Se iniziamo a prestare attenzione al genere di notiziari che ci vengono proposti, a farci caso, ci stupiremo della campagna sottile che si crea a favore della paura, della negatività e quindi della diffusione dell’odio stesso, attraverso queste fonti.
Parlare quindi di Amore ed essere persone amorevoli, in un contesto generalmente diseducato e paurosamente aggressivo, diventa anacronistico e faticoso, ma voglio lo stesso tentare di farlo.
Da dove partire?
Proviamo ad immaginare una vita senza relazioni, senza le altre persone.
Come sarebbe?
Vuota?
Felice?
Come?
Cosa faremmo?
Che tipo di persone saremmo?
E’ sicuramente una situazione molto difficile anche solo da immaginare, perché gran parte della nostra identità è strettamente legata alle persone che amiamo e che comunque, al di là delle relazioni più strette, ci sono vicino.
E allora, perché continuare a nutrirci solo di ciò che soffoca l’Amore e la disponibilità al dialogo, alla partecipazione, all’aiuto e allo scambio???
Siamo creature sociali, tutti, e sappiamo perfettamente che ogni relazione ci regala gioia, così come ogni rapporto è una meravigliosa opportunità per crescere ed imparare tutti nonostante i messaggi .
Le relazioni sono un altro aspetto innato ed incidono profondamente sul nostro sviluppo emotivo, sociale e psicologico fisico, corporeo.
Nell’al di là siamo stati un tutto e qualcosa ancora ci lega, che ci piaccia e lo accettiamo o che non ci vada a genio e tentiamo di ricusarlo.
Riuscire a costruire attorno a noi dei legami positivi è fondamentale per la nostra felicità e il nostro benessere sia a breve che a lungo termine.
Quando parliamo di relazioni intense e profonde, allora ci sono alcuni aspetti molto importanti da considerare e da tenere ben presenti: ogni nostro rapporto richiede la piena comprensione di aspetti come la condivisione, la comunicazione, il rispetto, la libertà, le aspettative e quindi l’amore, .
Crescere, prendere consapevolezze, imparare ad ascoltare, far emergere e gestire queste aree significa vivere nell’armonia, nella gioia e crescere in ogni rapporto, legame o relazione che avrai.
Il primo passo che dovremmo muovere con maggiore attenzione e sollecitudine, dovrebbe essere quello del comunicare; comunicare significa costruire un ponte verso l’altro, significa stabilire con il prossimo una connessione ad un livello “più profondo, più creativo”.
Simpatico o antipatico, non importa; lo verifichiamo soprattutto nel mondo degli scambi lavorativi: tutti abbiamo qualcosa da dare e qualcosa da ricevere, per crescere.
Comunicare, quindi, significa cercare di comprendere l’altro prima di pretendere che l’altro ci capisca e si relazioni con noi in un determinato modo …
Comunicando in modo efficace, possiamo mostrare quanto teniamo all’opinione dell’altra persona, oppure alla sua presenza o alla sua capacità, abilità …
Per comunicare in modo chiaro e costruttivo, dobbiamo imparare ad ascoltare attentamente ciò che l’altro ha da dirci, di mettere bene a fuoco le sue parole, i suoi gesti, senze interromperlo, senza cadere in distrazioni.
Un altro elemento è quello di mostrarsi sempre rispettosi dei pensieri, dei sentimenti e delle emozioni altrui, crercando di supportare e incoraggiare l’originalità del prossimo, come se si trattasse di noi …
Cosa ci farebbe piacere?
E cosa ci darebbe fastidio?
Questo è il mio punto di partenza: cercare sempre di calarmi nel punto di vista degli altri, per guardare le cose da diversi angoli.
Comprendere l’altro non significa essere sempre d’accordo con lui, né sostenere le sue modalità sempre, a spada tratta, ma significa fargli sentire che ciò che lui sente è comunque degno di attenzione ed importante.
L’empatia è un dono che dovremmo coltivare maggiormente, sforzandoci di connetterci con il mondo esperienziale ed emozionale dell’altro.
L’empatia è una competenza, un qualcosa che richiede lo sforzo di saperci calare nei panni del prossimo e assumere una prospettiva che non sia quella più gettonata, soprattutto oggi, giudizio.
Non giudicare, non condannare, … per non esserlo e soprattutto per dare all’altro l’occasione di aprirsi.
Qualsiasi cosa stia dicendo o facendo, cerchiamo di partire dalla convinzione che lo stia facendo con il cuore, almeno per quanto possa lui/lei fare in quel momento.
Indubbiamente dobbiamo coltivare aspettative realistiche, quindi senza voli troppo pindarici …
Quando iniziamo a costruire un legame con qualcuno, spesso abbiamo la tendenza a notare quanti aspetti positivi l’altro abbia, eliminando in maniera inconsapevolmente consapevole altro; … pian piano, il rapporto si evolve, si sviluppa ed allora incominciamo a notare ogni piccolo difetto o imperfezione, proprio come nella vita di coppia.
Aspetti e particolare che prima ci attraevano, ora invece cominciano inutilmente ad irritarci e così iniziamo a valutare le cose in maniera diversa e a perdere la pazienza più facilmente.
Siamo troppo desiderosi della perfezione.
La maggior parte delle persone non possiamo conoscerla davvero se non dopo aver trascorso insieme un tempo considerevole e sinceramente è comunque una conoscenza relativa…
Fatichiamo a cogliere tutte le sfaccetature che ci appartengono, come possiamo pretendere di saper catalogare alla perfezione un’altra persona?
E’ ridicolo e pretenzioso.
Sicuramente a mano a mano che frequentiamo un’altra persona la conosciamo meglio, ma fino in fondo solo lei può concedercelo e per quanto lei possa conoscere di sé e ne sia consapevole…
La verità è che nondobbiamo aspettarci che gli altri soddisfino ogni nostra aspettativa.
Ognuno di noi ha la propria personalità, il proprio vissuto, il proprio carattere, i propri sogni ed i propri obiettivi … unici.
Anche le persone più vicine a volte arriveremo a dire che ci hanno deluso, ma in fondo non dovrebbe essere così: dobbiamo educarci ad accettare con Amore ogni aspetto dell’altro e riconoscere che questo aspetto è parte integrante di ogni sana relazione.
Esistono poi le dinamiche amore/rispetto, presenti in ogni tipo rapporto.
Ognuno di noi ha il desiderio di sentirsi supportato, rispettato e amato da coloro che abbiamo intorno, chiunque siano e qualsiasi tipo di rapporto sia nato.
Cercando di comprendere i bisogni delle persone, soprattutto quelle più vicino a noi, possiamo imparare a donare loro il giusto supporto ed incoraggiamento.
pretendiamo molto, ma siamo a volte ostili e molto selettivi, se non acidi.
Dobbiamo mostrare rispetto e amore al prossimo SEMPRE, ma soprattutto quando ne ha bisogno.
Se in un rapporto facciamo il nostro meglio per aiutare e supportare l’altro, di rimando riceveremo rispetto e amore, contribuendo a creare una situazione felice, positiva, piacevole.
Alcune persone sentono un bisogno profondo di sentirsi costantemente e fisicamente connesse con l’altro, quasi cercassero attenzione …
Altre, invece, si sentono braccate, private della loro libertà, se oggetto di maggiori attenzioni: hanno l’esigenza di una maggiore autonomia, fa parte del loro modo di essere.
Ci vuole quindi equilibrio tra autonomia e connessione, … è una delle dinamiche più importanti nella costruzione di una sana relazione.
Sta a noi capire, cogliere il bisogno sotteso, cioé quando l’altro ha l’esigenza di ricevere manifestazioni amorevoli, quindi più attenzione, ogni volta che possiamo.
Al contrario incroceremo persone che hanno bisogno di un maggiore spazio personale e di una propria sfera privata più inviolabile.
In ogni relazione è comunque importante che il nostro ruolo arta dall’Amore a noi stessi, quindi che ci consenta di mantenere ed esprimere la nostra identità e la nostra personalità, cercando contemporaneamente di cogliere quali sono i confini di autonomia e libertà all’interno del rapporto.
Tenendo sempre ben presente che ogni relazione dovrebbe essere positiva e proficua per tutte le persone coinvolte e soprattutto fonte di vera crescita.
Fondamentale è ricordarci che noi, per primi, abbiamo sempre un impatto sugli altri, così come il prossimo ha un impatto su di noi e questo lo dovremmo ricordare, soprattutto quando svolgiamo certe attività a favore degli altri ( vedi medico, insegnante, avvocato …).
Comprendere che ognuno di noi ha un impatto vicendevole sull’altro è un aspetto importante, che ci aiuta a creare ed assumere un ruolo più efficace per stare bene con noi stessi e gli altri.
Stare con gli altri è solo una meravigliosa opportunità di migliorare la nostra vita e quella di chi è vicino a noi, contribuendo ad arricchirne il valore delle esperienze.
Sta soltanto a noi saperci mettere in gioco nella giusta modalità, senza portarci appresso quei preconcetti diseducati che circolano pe rla maggiore …
Buon lavoro a tutti noi!!!
ti ***

Questo articolo è stato amorevolmente scritto da Ti degli Arcangeli (l'autrice dei 2 libri Le Preghiere Arcobaleno dagli Arcangeli e La Via della Luce. Testi guida dell’Arcangelo Uriele ) con canalizzazione di un Arcangelo specifico oppure facendosi ispirare da Arcangeli e Angeli.
Sei libero di copiarlo su un altro sito/blog, però per correttezza lascia questa dicitura incluso il collegamento cliccabile a www.sottounarcobalenodiluce.com

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