Pazienza e Attesa

“Le cose belle succedono a coloro che sanno aspettare”

 

“Pazienza” e”Attesa”, due parole che a volte compaiono nello istante nella nostra Vita … e che facilmente confondiamo …
Ma hanno lo stesso senso?
Implicano le stesse modalità di movimento …?
Colui che aspetta in genere si dispera e si confonde, vive nell’attesa di un qualcosa che non sa quando accadrà e se avverrà e quindi si scontra con l’incertezza, colei che lo tiene prigioniero del non sapere e del non poter gestire quando avverrà ciò che si aspetta.
Cosa aspettiamo?
Di tutto …
Di crescere, di diventare grandi, di andare a scuola, di essere autonomi, di uscire di casa, di avere un buon lavoro, di ricevere in dono …, di incontrare il grande Amore, di essere felici …
L’attesa fa parte della nostra consuetudine e rende il nostro cammino spesso poco partecipato, perché assorbe tutte le nostre energie e speranze, tanto da impedirci di cogliere e vivere al meglio l’attimo, il qui ed ora.
A lei si accompagnano spesso l’ansia, la solitudine, il dolore, la paura e la fretta …
Vorremmo che tutto fluisse più rapidamente, per arrivare al nostro obiettivo, che, al contrario, sembra allontanarsi sempre più da noi …
In realtà, non dobbiamo stancarci di aspettare, ma dobbiamo utilizzare tale tempo, per lavorare  sull’evento che attendiamo e su di noi e coglierne il vero valore.
Allora ci accorgeremo che l?universo ha attivato una sorta di gioco, in cui la ricompensa ci verrà negata, fino a che non avremo sviluppato l’unica vera alleata dell’attesa: la pazienza!!!
Ma che cos’è la pazienza???
La pazienza è più che l’attesa: è l’aspettativa calmata, è una sorta di pausa dei nostri desideri, che attuiamo per lasciare spazio al Divino e quindi a ciò che l’universo a nome suo vuole concederci.
E’ l’affidarci alla “nostra vera storia”, fidandoci di ciò che è in atto …
La pazienza non ci addormenta i sensi, ma si impone contro l’angoscia del dubbio, ci fa lavorare sulla paura ed il dubbio e ci sveglia.
La pazienza è amara, ma i suoi frutti sono dolci
Amara?
Forse a volte più che amara, ma soprattutto difficile da capire, e spesso da accettare …
Vivere con lei, di lei, significa non caricarsi di stress e sopportare fino a non poterne più e a volte ad esplodere.
Stiamo parlando di un’arte, che va accolta, coltivata e approfondita, perché una volta radicata sarà capace di liberarci da cariche emotive superflue e di permanere, qualsiasi cosa accade e con qualsiasi tempistica, in uno stato di pace.
“Se sarai paziente in un momento d’ira, sfuggirai a cent’anni di tristezza”.
E’ vero!
La rabbia a volte, lungo il cammino che lei ci richiede per possederla e appartenerle può esplodere, ma se riesci a dominarla, riesci a fare la cosa giusta nel momento perfetto …
Alcune filosofie orientali parlano del dono della pazienza come di un’energia, una forza che interiorizzata, consente alla nostra mente  di servirsene per comunicare al resto del corpo che ciò che si aspetta arriverà, quindi … di avere pazienza.
Se poniamo attenzione, infatti, le cose più belle, le più intense che possiamo vivere richiedono che entri i gioco proprio lei, la pazienza: un amore,  una preparazione fisica, un concorso, un’offerta di lavoro  quasi impensabile,… hanno dietro un esercizio intenso di quest’arte.
Qualsiasi meta o qualsiasi traguardo che ci mettiamo in testa, ci comporta l’allenarci, come ogni atleta che si rispetti e quindi di metterci in gioco solo con entusiasmo, spirito di sacrificio e passione.
Colui che aspetta senza disperare trova l’inaspettato
Quando accade qualcosa che cogliamo e viviamo come irreparabile, scatta dentro l’attesa del contrario, una sorta di desiderio di “ripristino”, per riappropriarci della nostra serenità che sembra svanita.
Spesso, crediamo che la vita ci stia punendo, ci stia condannando e dicendo di“No”, mentre, in realtà, ci sta solo dicendo “Aspetta”, perché ora è tempo che tu abbia il meglio e di più di quanto hai avuto fino ad ora, … se mi assecondi e attendi con pazienza.
Noi, al contrario, provati dall’evento, fine a se stesso, diventiamo impazienti e di conseguenza il nostro nervosismo ci spinge a commettere errori e spesso a compromettere l’arrivo del vero dono promesso.
Tutto si carica allora di attesa e lo spasmo ci stanca e ci rende sensibili e facilmente reattivi a chi cerca di consolarci o di stimolarci, perché siamo esasperati; ci sembra che la vita si stia solo prendendo gioco di noi e quindi reagiamo male o appunto, facciamo una botta di testa …
Sembra che nulla di ciò che attendiamo arrivi e questo rende la vita terribilmente ostile e il nostro umore profondamente depresso …
La pazienza è in realtà la regina pronta a donarci un meraviglioso reame, che viene però annientata dalla nostra velocità di reazione, compromessa dalla stanchezza dell’attesa.
“Il segreto della pazienza è ricordare che il dolore è temporaneo e la ricompensa è eterna”.
E’ una guerra emotiva, a carattere psicologico, che richiede moltissima Fede, incontrollata.
Colui che resiste, vincerà.
Tutto nel nostro sistema, però concorre a farci ribellare alla nostra regina, perché a noi viene insegnato che chi ha tempo non aspetti tempo, quindi l’attesa spasmodica e inoperosa non ci aggrada, veniamo fin da piccoli stimolati ad ottenere, a primeggiare, quindi, soprattutto ora che la signora sfortuna pare averci fatto visita, chiudendoci la porta in faccia, dobbiamo reagire e prendere in mano la situazione …
E la pazienza è allora una regina  annientata.
Se, al contrario, affrontiamo le cose pazientemente, spesso abbiamo la sensazione che gli altri operativi stiano ottenendo e che abbiano deciso di  lasciarci  fuori dal gioco, facendoci capire che non valiamo abbastanza.
Ma tutti  i traguardi eccellenti, richiedono tempo e pazienza: questi due strumenti, infatti, sono gli unici che ci assicurano di raggiungere i nostri obiettivi.
Lavorare sulla pazienza poi ci permette di conoscere meglio noi stessi
Comprendersi richiede pazienza, attenzione e tolleranza; siamo un  libro composto da molti capitoli, impossibili da leggere tutti d’un fiato, in un unico giorno.
Quando poi ci attiviamo per leggerlo, dobbiamo leggerne ogni parola, ogni frase, ogni capoverso, ogni noticina, ogni paragrafo, perché in essi vi sono gli indizi della nostra totalità e del nostro ego e della nostra Anima.
Il principio in sostanza è il finale.
Se sappiamo leggere, pazientemente, troviamo noi stessi e quindi raggiungiamo  la saggezza suprema, che ci permetterà di godere al meglio del premio dell’attesa vissuta nella pazienza.
I grandi saggi sono persone calme, pazienti e sicure di sé stesse.
Questo ci aiuta a capire che essere pazienti ci farà contemplare il mondo con più sensatezza e capacità di giudizio e di comprensione.
Quando non coltiviamo la pazienza  ci comportiamo in maniera imprevedibile, convulsa, impulsiva e spessissimo  irrazionale, creando o aggravando i nostri problemi e lasciandoci sfuggire moltissime occasioni irripetibili.
In realtà, per coltivarla  non abbiamo bisogno di tante cose, ma di semplici azioni.
Quali?

  • Respirare con calma.

Il respiro ci connette dentro, ci permette di riflettere e quindi di agire d’impulso, come schegge impazzite.
Quando ci prendiamo dei secondi per respirare, stiamo offrendo una pausa al nostro profondo e importantissimo dialogo interiore.

  • Cogliere ciò che ci da impazienza: vitale!!!

Dobbiamo arrivare in maniera consapevole a inquadrare le cause patogene della nostra ansia da fretta.
Può trattarsi di altre persone, di situazioni o addirittura di noi stessi, delle nostre attese.
Sapere è potere, quindi scavare e capire sono fondamentali.
Dobbiamo riflettere sui motivi che ci rendono impazienti.
Se scoppiamo ed esageriamo, riorganizziamo le priorità, creando magari un prospetto d’azioni da mettere in pratica: servirà a dare sfogo alle energie schizzanti e a recuperare pace e calma interiori.

  • Cogliere se la nostra pazienza è utile

Serve?
A cosa?
Perché?
A cosa porta?
Ci aiuta?
Rispondere a queste domande in maniera sincera ci darà il quadro della situazione e ci infonderà calma.
Dobbiamo cercare la risposta dentro di noi e non temere di abbandonare le abitudini  nocive.

  • Prenderci tutto il tempo e aspettare

Dobbiamo capire che se è in atto un cambiamento non ci serve fare mille piani e altrettanti progetti, perché altri stanno proponendo per noi e quindi le cose, per forza maggiore, non andranno come noi, nella nostra visione ristretta,  abbiamo immaginato.
Accettiamo il fatto che la ruota cosmica gira e che, prima o poi, si fermerà dove noi abbiamo desiderato si fermasse. Realisti e aperti, nulla di più, nulla di meno.

  • Cambiamo ed alleniamoci!!

Se un cambiamento è in atto è perché qualcosa non funzionava più, quindi mettiamoci al lavoro su di noi.
La pratica rende maestri.
Sviluppare la pazienza implica il lasciare da parte molte delle nostre “amatissime”cattive abitudini con le quali conviviamo da tempi immemori, per passare ad altro, …finalmente!!!
Così, rinnovati, e super palestrati, possiamo finalmente assimilare qualsiasi insegnamento e coltivare il dono della santa pazienza, colei che richiede temperamento, ci accompagna nel’attesa e ci conduce al cospetto della nostra nuova identità e di doni esageratamente nuovi e meravigliosi.

Buona raccolta a tutti!
Con Amore
ti ***

 

Questo articolo è stato amorevolmente scritto da Ti degli Arcangeli (l'autrice dei 2 libri Le Preghiere Arcobaleno dagli Arcangeli e La Via della Luce. Testi guida dell’Arcangelo Uriele ) con canalizzazione di un Arcangelo specifico oppure facendosi ispirare da Arcangeli e Angeli.
Sei libero di copiarlo su un altro sito/blog, però per correttezza lascia questa dicitura incluso il collegamento cliccabile a www.sottounarcobalenodiluce.com

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1 commento

  1. elena

    grazie cara Ti….incondizionata fede…colui che resiste vincerà..chi sa aspettare senza disperare toverà l’ inaspettato.. grazie per queste parole ispirate da Dio cara……un balsamo di fiducia e serenità…per chi si sente sconfitto ed in credito con la vita….Ce la faremo…tutti ma dobbiamo affidarci e anche trovare la pace interiore…tutto arriva per chi sa attendere……grazie ancora

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